20 aprile 2020

COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE TRA COMUNE DI CASAPULLA E FONDAZIONE MELANOMA.


CASAPULLA - Il Comune di Casapulla ha stipulato un protocollo d’intesa con la fondazione ‘Melanoma – Onlus’ del professore Paolo Ascierto. L’associazione, con sede presso l’Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, ha come compito istituzionale principale la promozione e la diffusione della prevenzione oncologica come metodo di vita. Inoltre, promuove e diffonde a livello internazionale, in collaborazione con le più importanti istituzioni ed organizzazioni, i diversi aspetti della prevenzione e della ricerca sia di base che clinica. Per il conseguimento di tali attività istituzionali, la Fondazione Melanoma promuove ed attua tra l’atro una pluralità di servizi, in particolare cura iniziative di formazione e di educazione alla prevenzione oncologica; cura gli studi, l’innovazione e la ricerca nei diversi settori; cura la realizzazione di campagne nazionali di sensibilizzazione per la corretta informazione e l’educazione sanitaria della cittadinanza, rivolte alle persone ed agli organismi pubblici, convenzionati e privati che operano nell’ambito socio-sanitario e ambientale. «E’ importante – afferma il sindaco di Casapulla Renzo Lillo (nella foto) – porre in essere forme di collaborazione istituzionale finalizzata a promuovere iniziative nei settori di reciproca competenza, a sensibilizzare l’opinione pubblica sul significato della prevenzione in tutti i settori della medicina, in particolare immunologica, oncologica e virologica. Il nostro Comune è sempre aperto ad ogni iniziativa che possa generare un vantaggio per i propri cittadini e per la collettività in genere. Per noi è fondamentale promuovere lo sviluppo e la crescita del nostro territorio, tutelandone e rappresentandone gli interessi. Per questo motivo abbiamo deciso di stipulare la convenzione con la Fondazione ‘Melanoma’ del professore Ascierto, soprattutto nella fase di emergenza sanitaria che stiamo vivendo a causa della diffusione globale del Coronavirus».  
Pietro Rossi