18 gennaio 2014

UN NUOVO PERCORSO FORMATIVO PER CASARI



BATTIPAGLIA - In provincia di Salerno per l'anno in corso, pur essendo previste in tutti i comparti dell'industria variazioni negative riguardo le unità lavorative, le industrie alimentari e le Public Utilities saranno quelle che risentiranno meno dello scenario difficile, con un saldo pari al -1,7%. Nella provincia di Salerno ad esempio sono decine le industrie alimentari che richiedono personale specializzato in attività casearie. L’Accademia dei Mestieri di Battipaglia, una scuola di formazione nata con l’obiettivo di coniugare le richieste del mercato del lavoro con il mondo della formazione, ha evidenziato infatti, da un’indagine di mercato da loro avviata su un campione ad oggi di 49 caseifici, che il 53% delle aziende contattate ha difficoltà a reperire queste figure professionali nonostante, da report sull’occupazione, si evinca che la figura del casaro sia tra le 30 professioni più richieste. Tale mancanza sembra essere in contraddizione con la realtà locale ricchissima di industrie casearie. Molto probabilmente tale assenza è dovuta alla non presenza, a livello territoriale, di adeguati percorsi formativi. L’Accademia dei Mestieri, tra le sue attività formative, ha previsto anche questo tipo di formazione. Scopo del corso “Professione Casaro”, infatti, è quello di formare artigiani e operai specializzati delle lavorazioni artigianali casearie attraverso un reale apprendimento delle competenze e delle abilità necessarie. Così facendo si andrebbe a soddisfare in maniera adeguata anche la richiesta di manodopera proveniente dalle aziende. Si tratterebbe, in questo caso, di una vera e propria vetrina in continuo aggiornamento a cui le aziende del settore caseario potranno attingere per soddisfare le proprie richieste di manodopera. L’Accademia dei Mestieri si caratterizza per la grande attenzione rivolta alle metodologie formative. Infatti, i percorsi sono teorico-pratici e si concludono con un tirocinio formativo presso importanti aziende o laboratori del territorio. Nel periodo 2013/2017 per la classe professionale “Artigiani ed operai specializzati delle lavorazioni alimentari” si prevede un incremento di 1.500 unità. Con riferimento alle professioni richieste dalle imprese salernitane, si rileva che quasi il 60% delle assunzioni programmate è concentrata su sole sei figure. Su una scala di mestieri, quello del casaro rientra tra i primi trenta posti. Grazie al tipo di formazione offerta dalla scuola battipagliese si andrà a recuperare un antico mestiere e si offrirà ai professionisti della ristorazione, delle aziende agricole, delle malghe e del settore caseario, personale conoscitore dei segreti di un mestiere che si sta sempre più industrializzando. Quindi, se per il nuovo anno si ha l’intenzione di diventare casari ed offrire professionalità alle tante aziende richiedenti tale figura è possibile rivolgersi agli uffici dell’Accademia dei Mestieri di Battipaglia, pronta a dare tutte le informazioni utili per iniziare insieme questo percorso formativo.   

Operai al lavoro all’ex Pozzi: grande è la co nfusione sotto il cielo caleno!



AGRO CALENO - Dietro la calma apparente che sta attraversando gli ultimi mesi, sta venendo alla luce, passo dopo passo, il reale grado di attacco che l’Agro Caleno ha subìto e sta subendo in termini di devastazione ambientale e di speculazione. Da mesi e dal basso, come  Comitato per l’Agro Caleno: No centrale a biomasse, abbiamo avviato un’inchiesta documentata con video e foto che dimostrano la presenza di amianto, rifiuti speciali, liquami e materiali inquinanti nell’area ex Pozzi, e che ha alimentato da più parti alzate di voci per chiedere interventi di contrasto alla costruzione della Centrale a Biomasse targata “Iavazzi Ambiente”. L’intenzione delle comunità di vederci chiaro ha quindi messo in evidenza attraverso le inchieste, i presidi e le manifestazioni, il reale stato di devastazione ambientale in cui versa l’area industriale della Ex-Pozzi, riuscendo a far emergere non solo il degrado, ma anche la consapevolezza che quel sito ad oggi risulta essere terra di nessuno, grazie alla cortina di fumo che ha permesso alle istituzioni di fingere di non vedere lo stato delle cose (saranno forse i fumo della vicina Centrale Termoelettrica?). Tutto è dimostrato da quanto accaduto nel mese di Dicembre, cioè quando è stato richiesto alla Polizia locale di Calvi Risorta di effettuare un sopralluogo sul sito di proprietà degli Iavazzi. I vigili urbani, comunicando di aver effettuato un sopralluogo dell’area, hanno fatto sapere che non sono stati rilevati materiali inquinanti. Da ciò due sono gli scenari che appaiono chiari: la folta documentazione allegata alla richiesta è stata totalmente ignorata; inoltre, ancora più allarmante, i materiali inquinanti documentati da foto e video sono stati rimossi dall’area con modalità oscure.  Come comunità dell’Agro Caleno intendiamo vederci chiaro in tutta questa vicenda, mantenendo alta l’attenzione e la tensione, perché oltre ai paraocchi con cui si finge di non vedere lo scempio, il rischio imminente è proprio legato ai lavori che si stanno svolgendo sul sito. Infatti, da alcuni giorni operai in tute bianche con mascherina e protezioni, stanno lavorando sul sito per rimuovere l’amianto che è presente massicciamente nell’area. Pretendiamo quindi di sapere cosa sta accadendo, chi sono gli operai che stanno rimuovendo rifiuti speciali, con quale autorizzazione stanno lavorando e, soprattutto, cosa stanno togliendo, dove andrà e perché stanno eseguendo questi lavori.  A tutto questo, si aggiunge anche la cecità che vede colpite le amministrazioni locali  di Sparanise, Pastorano e Calvi Risorta, che continuano a rinnovare l’affidamento per lo smaltimento dei rifiuti organici alla ditta “Impresud Srl”, di proprietà di Iavazzi. Un gesto che dimostra l’intenzione da parte di queste amministrazioni di non voler allontanare Iavazzi dal nostro territorio e quindi di non voler mettere un freno all’avanzata del gruppo imprenditoriale marcianisano sul territorio caleno. A tal proposito, come già sottolineato precedentemente, continueremo a chiedere il diniego di assegnazione d’appalto alla ditta Iavazzi Ambiente Spa, oppure a società riconducibili al suo gruppo aziendale, in riferimento alla legge regionale sul riordino del servizio di gestione dei rifiuti, che vede l’ attivazione di un ATO provinciale e vari STO su base locale. Su questo, saremo irremovibili! Non saranno certo poche tute bianche ad intimorirci. Il lavoro di inchiesta e di denuncia continuerà frenetico e a tappeto, ma soprattutto la nostra opposizione sarà ferma nel mandare via dal territorio Iavazzi e nel contrastare chi vuole speculare sui nostri territori. Seppur grande sembri essere la confusione sul territorio caleno, le nostre idee sono chiare e abbiamo la certezza che solo le Comunità difendono le comunità, quindi senza il bisogno di militarizzare il territorio, come invece vorrebbe il decreto fuochi.  Dal nostro canto, non abbasseremo la guardia  per non vedere le nostre vite affossate dalle mire speculatrici di imprenditoria troppo spesso collusa e di istituzioni sorde alla richiesta di intervento della cittadinanza, come sta accadendo anche nel caso della cava Fabbressa (su cui a breve sveleremo importanti novità) sempre sul territorio di Calvi Risorta.

Comitato per l'Agro Caleno: NO Centrale a Biomasse

Criteri Selettivi Contenimento Cinghiali in Aree Protette



A seguito della delibera di G.R. 519 del 9 dicembre 2013 pubblicata e resa esecutiva sul B.U.R.C. del 23 dicembre 2013, partono in Campania i nuovi criteri di prevenzione e selecontrollo, per i danni causati dai cinghiali anche in aree protette. Di seguito si riassumono brevemente gli indirizzi:
lL controllo, esercitato selettivamente, è praticato di norma mediante l’utilizzo dei metodi di seguito descritti, anche in combinazione tra loro:

1) metodi ecologici
a. COLTURE A PERDERE: si tratta di interventi che mirano ad offrire un supporto alimentare agli animali, specialmente nelle fasi più critiche del ciclo annuale. L’utilizzo di tali colture ai margini delle aree boscate può risultare utile per diminuire le incursioni del cinghiale nelle coltivazioni presenti sul territorio.
b. RECINZIONI: l’impiego di mezzi meccanici di prevenzione, reti o recinzioni elettriche, è efficace se attuato nei modi e nei tempi corretti. Ovviamente solo nel caso di colture ad alto reddito è possibile impiantare recinzioni meccaniche utilizzando degli accorgimenti tecnici tali da renderle invalicabili ai cinghiali (rete interrata, filo spinato a livello del terreno, etc.). Le recinzioni elettriche rappresentano invece un valido sistema di prevenzione anche se richiedono continui interventi di controllo e di manutenzione.
c. FORAGGIAMENTO DISSUASIVO: la distribuzione di alimento nelle aree boscate è un sistema efficace nei periodi in cui le abitudini erratiche del cinghiale determinano i maggiori danni alle colture interessate. Le modalità di foraggiamento devono essere tali da limitare al massimo i fenomeni di competizione tra gli individui residenti in una determinata area prevedendo diversi punti di foraggiamento per permettere a tutti i branchi residenti di usufruire dell’alimento. La gerarchizzazione tra i branchi di una stessa zona e all’interno del medesimo branco fa si che se la distribuzione non avviene su ampie strisce di terreno e con quantità ridotte, una parte degli animali non riesce ad utilizzare il foraggio artificiale e dirotta la propria ricerca verso i campi coltivati. Al fine di evitare che tale forma di controllo influisca positivamente sulle dinamica delle popolazioni di cinghiale, la quantità massima di foraggio da utilizzare è di 1 Kg di granella di mais/giorno/punto di foraggiamento. I punti di foraggiamento non possono essere superiori a 2 per Kmq. E’ vietato l’utilizzo degli scarti alimentari di macellazione ed altri rifiuti organici.

2)I possibili interventi di cattura e/o di abbattimento sono:

a. catture per mezzo di chiusini o gabbie mobili, utilizzati in via prioritaria rispetto agli altri metodi e, comunque, in tutti i casi in cui questi risultassero rischiosi per l’incolumità di persone, animali o cose. Nei casi in cui la cattura deve essere seguita dall’abbattimento, questo deve essere effettuato sempre in presenza di personale del Corpo Forestale dello Stato competente per territorio. Le catture possono essere autorizzate durante tutto l’anno;

b. abbattimenti con il metodo della “girata”. Questa tecnica utilizza un basso numero di cacciatori (max 12 unità), che presidiano i passaggi obbligati e/o conosciuti ed un solo cane ben addestrato, che assolve sia alla funzione di “limiere” che a quella di forzatura degli animali,condotto da un unico conduttore. Il disturbo arrecato al territorio risulta piuttosto limitato in quanto la mobilità del cane è molto ridotta. L’utilizzo di un solo cane consente ai cinghiali di arrivare alle poste lentamente. Il tiro risulta più agevole ed è possibile la valutazione del capo da abbattere. Gli interventi in girata possono essere autorizzati nel periodo settembre-febbraio; al di fuori di tale periodo eventuali interventi potranno essere autorizzati previo specifica richiesta di parere all’ISPRA.

c. abbattimenti con il metodo della “braccata” per mezzo di squadre con un numero massimo di 5 cani e 15 partecipanti, di cui almeno due guardie di cui all’articolo 28, commi 2 e 4 lettera a),della L.R. 26/2012 e s.m., con funzioni di coordinamento. Questa tecnica, per l’elevato impatto, durante l’azione di caccia, che molti uomini e cani esercitano sulle altre componenti faunistiche del territorio, deve essere utilizzata in via subordinata rispetto a tutte le altre, in aree caratterizzate da copertura forestale particolarmente fitta o ad uso agricolo, al di fuori delle aree di protezione della fauna ed esclusivamente nel periodo compreso tra novembre e febbraio. Ogni intervento che prevede l’utilizzo della braccata eventualmente necessario,anche al di fuori del periodo previsto, dovrà essere sottoposto a specifica richiesta di parere all’ISPRA. La richiesta di parere, corredato da idonea cartografia della zona, deve indicare, tral’altro, le motivazioni per cui è necessario utilizzare il metodo della braccata (tipologia e quantificazione dei danni, presenza, descrizione e valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione, esito degli eventuali interventi realizzati con altre tecniche alternative di controllo), il numero di interventi che si intendono effettuare e la dettagliata descrizione delle caratteristiche dell’area interessata (ubicazione del sito, tipo di istituto di gestione).

d. abbattimenti selettivi con carabina dotata di ottica di mira all’aspetto o alla cerca, anche di notte con l’ausilio di fari o visori notturni, utilizzando dove possibile strutture sopraelevate, con l’impiego di uno o più operatori di cui all’art. 28 comma 2 e comma 4 lettera a), della L. R. 26/2012 e s.m. Gli abbattimenti selettivi possono essere autorizzati durante tutto l’anno; gliinterventi alla cerca possono essere effettuati anche a bordo di autoveicoli preventivamente indicati, lungo un percorso fisso individuato cartograficamente dall’Agente responsabile dell’intervento e depositato in atti presso la Provincia, che esclude strade di uso pubblico. Lo sparo deve avvenire esclusivamente a veicolo fermo;

Gli interventi di cui ai punti a, b, c e d devono essere effettuati con l’impiego di selecontrollori iscritti nel Registro Provinciale di cui al comma 3 dell’art. 16 della L.R. 26/2012 e s.m. o di coadiuvanti abilitati al controllo del cinghiale. Nelle more dell’istituzione del Registro di cui al comma 3 dell’art.16 della L.R. 26/2012 e s.m., gli abbattimenti saranno effettuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle Province specificamente formati che possono avvalersi delle guardie forestali.

EPS CAMPANIA
Ufficio Stampa

ASSOCIAZIONE TERRA MIA, ULTIMO EVENTO FESTIVALIFE


Dott.ssa Anna Barbato

MONDRAGONE. L'associazione "Terra Mia" sta concludendo in questi giorni il ciclo di eventi che hanno caratterizzato il Festivalife, un ciclo di attività finalizzato a promuovere la cultura della prevenzione nei confronti di quello che è stato definito il male del secolo: le malattie oncologiche. Nella giornata di Sabato, 18 Gennaio 2014, alle ore 9.30 saranno disponibili le strutture comunali per effettuare visite senologiche per coloro i quali hanno seguito il seminario di prevenzione oncologica, un percorso informativo promosso e organizzato dall’associazione con l’aiuto dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Mondragone, Dott.ssa Anna Barbato, che ha sensibilizzato la popolazione sul tema. "Mi complimento anzitutto con l’associazione che ha svolto degnamente il proprio ruolo in questo cammino. Nel rispetto del principio di chiarezza che caratterizzano le attività che questo assessorato promuove, per correttezza nei confronti dei contribuenti, voglio chiarire questo triste equivoco che l'insana informazione ha sollevato in merito al contributo che l’Ente ha dato all’associazione - dichiara l’assessore del PD,  Dott.ssa Anna Barbato - il Festivalife era stato organizzato per il 12 e il 13 Ottobre 2013. A causa di impedimenti tecnici, è stato ripreso il 26 dello stesso mese. Sono partite una serie di attività tra cui il seminario del 31 Ottobre. Questo seminario è servito agli iscritti (c'erano molti cittadini mondragonesi) a conoscere le tematiche relative alla salute e ai problemi che potremmo avere vivendo nella terra dei fuochi. Nei giorni successivi, coloro i quali hanno partecipato al seminario, hanno potuto partecipare gratuitamente ad uno screening medico, usufruendo di visite dermatologiche gratuite. Il tutto si è svolto  presso la sede comunale. Abbiamo contestualmente informato la cittadinanza  che dal 2 al 4 Novembre 2013 presso il Museo Archeologico 'B. Greco’ dalle ore 18:00  si sarebbe tenuto 'Realtà', un evento artistico/ambientale che ha messo in mostra gli aspetti disagiati della condizione umana, interiore ed esteriore, senza oniriche interpretazioni. Questo evento è stato curato da Grazia Nuzzi. E' stata organizzata un'esposizione fotografica a cura di Umberto Gorirossi, Angelo Cattolico e Pasquale Sorrentino. Il 4 novembre doveva essere proiettato il film "Nella terra dei fuochi" di Marco La Gala e, a seguire, ci dovevano essere gli interventi di Padre Alex Zanotelli, Don Lorenzo Langella (Parrocchia di San Nicola) e Giuseppe Apicella (delegato nazionale "Legge Rifiuti Zero”), in più altri interventi. Ma qualcosa è andato storto.  Padre Zanotelli si è reso indisponibile perché doveva organizzare una manifestazione per il 13 Novembre. Don Patriciello non si è presentato a causa di impegni improrogabili. Abbiamo così percepito una sfiducia generalizzata verso questa attività, che ha il solo scopo di sensibilizzare e salvaguardare la cittadinanza. Tutto questo potrebbe essere ricondotto a polemiche sterili, che paralizzano il coinvolgimento reale nelle attività civiche, che sono e devono essere meritevoli di tutela. Tengo a precisare che questo assessorato ha un programma ben preciso da seguire. Non un programma generico, ma specifico nelle sue voci e nelle sue finalità. L'assessorato alle politiche sociali ha ritenuto meritevole di tutela questa iniziativa, proprio per salvaguardare i cittadini da ogni allarmismo incerto. Quale modo migliore di investire risorse nella prevenzione di malattie, in periodi come questi dove, più che del soldo, conta la vita? Lascio ai molti le polemiche, cercando di vivere invece a pieno il mio impegno politico e sociale al fianco dei cittadini”.