09 giugno 2011

Non ci sono team casertani tra le sedici squadre che a Caserta, dal 26 giugno al 2 luglio 2011, saranno protagoniste delle finali Nazionali della categoria Under 15 maschile di basket.

Caserta - Non ci sono team casertani tra le sedici squadre che a Caserta, dal 26 giugno al 2 luglio 2011, saranno protagoniste delle finali Nazionali della categoria Under 15 maschile di basket. Concluse le varie selezioni zonali ed interzonali, le sedici squadre finaliste sono state suddivise in quattro gironi. Il girone “A”  è composto da ASD Vismara Milano, Pool Eurobasket Roma, Pallacanestro Olimpia Milano, Virtus Basket Padova. Nel girone “B” sono inserite Blu Orobica Bergamo, Pallacanestro Aurora Desio ’94, La Foresta Rieti, Insegnare BK Rimini. Compongono il gruppo “C” Benetton Treviso, Udine Basket Club, Pistoia Basket 2000 e Junior Leoncino Venezia. Il gruppo “D” è composto dalle squadra della Pallacanestro Reggiana, Synergy Basket Valdarno, Libertas Liburnia Basket Livorno e Fortitudo Bologna. La cerimonia di presentazione si svolgerà nel pomeriggio di sabato 25 giugno con la sfilata dei gruppi lungo Corso Trieste dalle 18,30, domenica 26 giugno alle 10,30 sarà alzata la prima “palla a due” contemporaneamente sia al palasport Angioni-Caliendo di Maddaloni che al Palavignola di Caserta; su ogni campo sia domenica che lunedì si giocheranno due partite delle qualificazioni, martedì 28 giugno saranno quattro gli incontri in programma sui due campi. Riposo per tutti previsto per mercoledì 29 giugno, dalle 16 di pomeriggio di giovedì 30 giugno sia a Caserta che a Maddaloni si giocheranno i quarti di finale. Il palasport di viale Medaglie d’Oro a Caserta, ospiterà invece le semifinali nel pomeriggio di venerdì 1 luglio e poi  sabato 2 luglio, le finali per il terzo e primo posto, previste rispettivamente alle 15 ed alle 17. A seguire si svolgerà la premiazione delle quattro squadre finaliste. Il comitato organizzatore locale, presieduto da Antonio Giannoni, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro di terra di Lavoro, è attivo ormai da mesi per predisporre e programmare tutto quanto necessario affinchè la settimana cestistica casertana per gli under 15, proceda senza intoppi. Da sabato 25 giugno, giorno dell’arrivo delle squadre, aprirà il “Villaggio sotto le stelle” nei pressi del Palavignola, con molti  eventi in programma quali tornei per minicestisti, tornei serali open, concerti di band campane, animazione con dj, aree con gonfiabili per i più piccoli, appuntamenti gastronomici con feste per pizza, birra, gelato e nutella party. Un programma molto ricco, previsto per rendere ancora più piacevole la permanenza a Caserta dei cestisti delle squadre finaliste e per colorare di allegria le finali tricolori under 15.

GUARDIA DI FINANZA DI CASERTA: SEQUESTRATA DISCARICA ABUSIVA IN UN’AREA DI PROPRIETA’ DELLA REGIONE CAMPANIA


 

Sotto la spinta propulsiva del Procuratore Capo della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e in aderenza al protocollo d’intesa sottoscritto presso la Prefettura di Caserta alla presenza dei Ministri dell’Interno, della Giustizia e dell’Ambiente, continua incessante l’azione della Guardia di Finanza di Caserta a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. In tale contesto, le Fiamme Gialle della Compagnia di Marcianise hanno individuato e posto sotto sequestro un’area di oltre 11.000 mq., ubicata nella zona ASI della citata città e di proprietà della Regione Campania, utilizzata quale discarica abusiva. All’interno di tale struttura, su cui insiste un manufatto in cemento armato in evidente stato di abbandono, ignoti, dopo avere rimosso il cancello di entrata, hanno effettuato ingenti sversamenti di rifiuti di ogni tipo. L’operazione di servizio, che si inquadra nell’ambito della più complessa attività di monitoraggio del territorio della Provincia di Caserta finalizzato alla tutela dell’ambiente, ha consentito di rinvenire una elevata quantità di rifiuti, molti dei quali rientranti nella categoria di quelli speciali e tossici; tra cui pneumatici usati, catrame, bitume, elettrodomestici, centinaia di contatori elettrici (parte dei quali dati alle fiamme), materassi, R.S.U., nonché materiale ETERNIT, che è notoriamente considerato altamente cancerogeno per la salute umana. L’inquinamento originato dal materiale abbandonato, oltre a deturpare l’ambiente, scaturisce dall’obiettivo di evitare gli elevati costi necessari per il regolare smaltimento nelle discariche autorizzate. Nei prossimi giorni saranno interessati gli organi competenti per la bonifica dell’area sottoposta a sequestro. E’ stata notiziata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che coordinerà le successive indagini finalizzate all’individuazione dei soggetti responsabili degli illeciti sversamenti. L’attività di servizio nello specifico comparto operativo testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso quotidianamente dalla Guardia di Finanza al servizio della collettività.


Guardia di Finanza - Comando Provinciale Caserta

‘Ai Templari… il settimo libro’: il mistero dell’Ordine svelato dalla penna di Maria Pia Selvaggio Dal gruppo Mondadori l’atteso romanzo rivelazione della scrittrice sannita.


Un nuovo romanzo si sprigiona dalla penna di Maria Pia Selvaggio (nella foto). E si presenta controverso, diverso, particolare sia per stile che per contenuto. ‘Ai templari... il settimo libro’, già il titolo desta curiosità: solo il settimo libro in ordine numerico, così come sembra sia, o il Sette, come risaputo nella numerologia, è un numero di “perfezione templare?” E di cose da rivelare nel romanzo, in uscita alla fine del mese di giugno, ve ne sono eccome. Definito, nella prefazione del Presidente del Centro Studi Parlamentare Internazionale, Santo Mario Lolicato, romanzo e saggio storico, il libro rivela ancora una volta le indiscusse capacità letterarie della Selvaggio, ma soprattutto la sensibilità e il coraggio narrativo, che al di là della sua umiltà rivela una consapevolezza di analisi unica nell’approcciare, entrare e raccontare un mondo complesso come quello della profonda spiritualità racchiusa in un antico e glorioso Ordine che ancora oggi è presente in tutto il mondo. Pagine attraverso le quali si sprigionano tracce di storia e spiritualità, un percorso fatto ‘da dentro’ che non mancherà di emozionare e già meraviglia per ciò che andrà a rivelare. Per la prima volta infatti, i vertici dell’Ordine, nella persona di Sua Eccellenza il Gran Maestro Michel Van der Stock, congiuntamente alle Loro Eccellenze dell’Alto Magistero, hanno affidato e deciso di rendere pubblico, con il romanzo della Selvaggio, l’elenco ufficiale di tutti i Gran Maestri, dall’origine ad oggi, elenco mai diffuso e tenuto segreto per tanti anni, dai vertici che si sono succeduti.
Nel romanzo si parla anche della Casa delle Nobildame, solo sfiorata, ma è lì che l'autrice ritornerà in un prosieguo di narrazione e in un romanzo successivo, pur tracciandone già da ora la spiritualità che le contraddistingue.
Gli episodi che si snodano sono a tratti realistici e a tratti fantastici; un impeto stilistico che non trova freni, come sempre ma, questa volta, liberato e fatto esplodere in una spiritualità che sfiora lo struggimento.
I protagonisti e i co-protagonisti vengono analizzati nelle sfaccettature più intime e tormentate... non una lettura facile, come da prevedersi, ma una immersione nel bene e poi nel male, e poi ancora nel bene. Sfuggente e rapida, la scrittrice, afferma di aver voluto entrare e analizzare, divenendo difatti amica dell'Ordine dei Templari, il vero e sacro messaggio spirituale ed in seguito umano, dal primo Gran Maestro del Tempio fino all'attuale.
Il Sannio, terra amata dalla scrittrice, viene ancora una volta riproposta come sede di misteri e poliedricità, e fulcro di accoglienza per ogni cultura. Faicchio e il suo castello, sede di innumerevoli incontri templari, è più volte citato nel romanzo e con esso la storia e la leggenda che lo rappresenta.  Le approvazioni ad usare nomi, stemmi, ed elenchi reali, sono scaturite da una lunga meditazione e dalla consapevolezza, da parte dell'Ordine dei Templari, che Maria Pia Selvaggio, con la sua particolare dote di scrittrice, una dote non comune racchiusa in uno stile indistinguibile, sapesse raccontare, meglio di chiunque altro, le sfaccettature della complessa spiritualità templare.Le Nobildame del Tempio hanno messo a disposizione della scrittrice il materiale custodito da secoli. Il libro sarà edito dalla casa editrice Si, gruppo editoriale (Mondadori) che fa capo a Giuseppe Angelica, già direttore del Radiocorriere Tv e poi di riviste e settimanali, e ad Alessandro Cecchi Paone. ‘Ai Templari … il settimo libro’ … Una svolta spirituale, o la stanchezza per essere stata etichettata dai ‘benpensanti’come scrittrice ‘troppo realistica?’Un sorriso suggella una risposta. A dicembre un altro romanzo... parlerà del ‘komos’ moderno e dei ‘benpensanti’ nascosti dall'ipocrisia quotidiana.

L’AUTORE

Maria Pia Selvaggio nasce a Telese Terme, paese Sannita in provincia di Benevento. Docente e giornalista freelance, pubblica la sua prima raccolta di racconti nel 2006 ‘Il sapore del silenzio’, attualmente in ristampa, che segna l’avvio verso una letteratura che dà voce alle ipocrisie e ai moralismi inutili. Nel 2007 ben due lavori ‘Borgofarsa’ e la partecipazione con un racconto lungo ‘Larissa’, in una raccolta di tredici autrici nazionali ed internazionali, dal titolo ‘Pensieri di Donna’. Nel 2008 l’uscita del romanzo ‘L’Arcistrea’, dedicato a Bellezza Orsini, janara realmente esistita e condannata al rogo nel 1500. ‘Lei si chiama Anna’, il suo quinto romanzo, riporta a galla la tragica storia del Marchese Casati Stampa di Soncino e di Anna Fallarino, consumatasi negli anni settanta, in un’atmosfera blasfema e sensuale, corrotta di edonismo ed estetismo. L’autrice ha partecipato al Galassia Gutenberg, alla fiera del libro di Torino. Targa d’autore per il romanzo ‘Lei si chiama Anna’ al premio ‘Olmo’ per la Letteratura e premiata al concorso ‘Made in Italy’, sezione Letteratura. Finalista al premio ‘Feudo di Maida’.


Ufficio Stampa
Maria Grazia Porceddu

I PROVENTI 2011 DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA SARANNO IMPEGNATI PER LA SICUREZZA STRADALE.

PIEDIMONTE MATESE. Il Comune di Piedimonte Matese su proposta della  Responsabile del Settore di Vigilanza e Protezione Civile, dr.ssa Anna Maria Ferraro (nella foto), di concerto con il Consigliere delegato, Michele Iannarelli ha approvato, ai sensi delle vigenti leggi, la destinazione di una quota pari al 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni al Codice della Strada da destinare per la sicurezza stradale. Considerato di poter in virtù anche degli introiti incamerati nell’anno 2010, procedere alla quantificazione dei proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione al C.d.s., per un importo complessivo di € 110.000,00 è stato stabilito che una quota del 20% sarà stornata per le assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro ( modifica introdotta dal comma 564 dell’art. 1 del maxi emendamento alla finanziaria 2007 definitivamente approvato dal Parlamento il 21-12-2006). Per l’acquisto di segnaletica stradale ed attrezzature relative sarà impiegato un’altro 25%. Al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni attraverso l’acquisto di mezzi strumentali e non strumentali quali forme di incentivazione di prestazioni e risultati del personale di polizia municipale finalizzate al suddetto potenziamento sarà destinato il 35%.  Il rimanente 20% sarà riservato al Fondo assicurativo assistenziale e previdenziale per gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale.

Pietro Rossi

Il "Movimento per la Pace" invita il Vescovo Valentino DI CERBO a sollecitare la chiesa diocesana per una maggior attenzione sui temi del Referendum e invitare i fedeli a votare "SI" per salvare l' ACQUA dono di DIO e diritto umano universale.

Alife - Reverendissima Eccellenza Mons. Valentino Di Cerbo, facciamo "appello" a Lei, persona sensibile e attentissima a questi problemi, a Lei che tantissime volte ha ripetuto che il cristiano deve fare la differenza e che per fare la differenza é necessario che scendi in campo in prima persona e si impegni nella vita sociale,  partecipando ed impegnandosi attivamente alla vita della comunità,  difendendo i beni comuni e i diritti di ogni uomo. Enormemente preoccupati per la sorte del nostro paese e per il futuro dei giovani, ci preme sollecitare, attraverso la sua rispettabilissima persona, la nostra chiesa diocesana, a partire da quella locale di Alife, perché dagli altari i sacerdoti lancino l' urgente appello a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne il prossimo 12 e 13 Giugno  e a votare "SI" per salvare l'Acqua dono di Dio, al fine di scongiurare l'ennesimo flagello sul nostro paese e salvare quindi il diritto alla salute e la salvaguardia della nostra Terra, dono di Dio. Si parla tanto di difesa della vita, ma difendere la vita non significa anche scongiurare tutte quelle forme nascoste e trasversali che conducono alla morte, provocate dalle devastazioni ambientali, dagli inquinamenti da rifiuti illeciti e radioattivi disseminati  illegalmente nelle nostre terre? Tali conseguenze provocate dalla mano scellerata dell'uomo distruttore, non mettono forse a rischio l'incolumità degli uomini? Le patologie tumorali e le leucemie che da un pò di anni a questa parte si stanno registrando in forte aumento nei nostri territori non lanciano forse il campanello di allarme e non sono forse la prova culminante del rischio che incombe sulle nostre teste?  Non possiamo starcene fermi e zitti. Bisogna intervenire! Non aggraviamo le cose più di quanto non siano già gravi ora! Ecco perché é necessaria una maggior attenzione da parte della chiesa nel farsi promotrice di questi appelli e cominciare ad avviare una seria riflessione che solleciti un risveglio culturale e sociale favorendo una mobilitazione delle coscienze, perché senza consapevolezza, o almeno finché si penserà che tutto procede normale (quanto sappiamo benissimo che non é così) sarà difficile intervenire per apportare un rinnovamento ed un cambiamento radicale ai nostri stili di vita troppo consumistici e troppo "inquinanti". A "chi" vorrebbe privatizzare e mercificare i Beni Comuni quali l'Acqua, Diritto umano universale ed inalienabile che Dio ci affida tra le mani liberamente come dono consapevole, a "chi" vorrebbe offrirci energia in cambio di soldi e tumori,  noi rispondiamo risolutamente con queste parole: "Occorre un decisivo cambio di rotta e occorre adottare un modello di sviluppo equo e sostenibile". Ecco perché il risultato di questo referendum sarà decisivo per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Pertanto ci preme in questi ultimi giorni che ci separano dalla data del voto, a sollecitare il clero diocesano nel lanciare quindi l'appello dagli altari a tutti i fedeli nel recarsi in massa alle urne per votare "4 SI" per la difesa dei Beni Comuni, "4 Si" per la difesa della Vita, "4 SI" per la Salvaguardia della salute, "4 Si" per i diritti di madre Acqua, "4 Si per salvare la Terra", "4 SI "  per l'affermazione dei diritti della PACE! Se il clero non ha coraggio di farlo perché forse ha paura di mettersi contro qualcuno,  o perché pensa che questi argomenti non siano consoni alla catechesi domenicale, chiediamo loro di concederci almeno un breve spazio, anche a termine della messa, per poter spiegare noi ai fedeli quello che devono fare e soprattutto decidere da che parte stare. Essere cristiani infatti, significa scegliere di stare con la vita, non si possono servire due padroni, é Cristo stesso ad avercelo ricordato, per cui non si possono tenere i piedi in due staffe. Questo é il tempo delle scelte consapevoli, il cristiano deve fare la differenza e la differenza sta proprio nella testimonianza, nell'impegno civile e nell' esempio costante che deve dare ogni giorno operando nel mondo a partire dal territorio dove vive, schierandosi con "coraggio" dalla parte della verità e della giustizia e schierandosi per difendere la voce dei diseredati, dei poveri e degli oppressi della terra che muoiono per fame e per sete a causa dei nostri stili di vita troppo consumistici e poco attenti ai bisogni dell' umanità intorno a noi. In questa umanità si rispecchia il volto di Cristo sulla terra. Certi un vostro tempestivo intervento in merito alla suddetta richiesta, ringraziamo doverosamente e porgiamo con profondo rispetto distinti saluti nel nome e nel segno della Pace, dalla quale dipende il futuro del mondo. 

 Agnese Ginocchio, presidenza "Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguadia del Creato- III Millennio (nella foto)

ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUGLI ILLECITI CONNESSI AL CICLO DI RIFIUTI.

CASERTA. Da anni la provincia di Caserta, come del resto gran parte dei territori campani, 
è afflitta da una grave crisi emergenziale nel settore rifiuti. Tuttavia, spesso l’attenzione
mediatica, ed anche quella politica, è rivolta alle questioni ambientali, che sicuramente
anche per le scriventi OO.SS. hanno una grandissima rilevanza, ma si dimentica troppo
spesso delle disperate condizioni dei lavoratori. Per questo motivo, le sigle firmatarie di
questo appello, chiedono alla Commissione Parlamentare un incontro per esplicitare
tutte le problematiche inerenti il settore, con la possibilità di consegnare anche un
dettagliato dossier su tutte le questioni che partono dallo scioglimento dei Consorzi di
Bacino, alla costituzione del Consorzio Unico per le Province di Napoli e Caserta, che ad
oggi è quell’Ente che gestisce, in provincia di Caserta, il servizio di igiene urbana per il
50% dei comuni. Ebbene, ci sembra giusto portare a conoscenza della Commissione
Parlamentare che i millecento lavoratori dell’articolazione di Caserta (su milleottocento
del Consorzio Unico) ogni mese vivono un percorso drammatico zeppo di tensioni per
arrivare a percepire lo stipendio. Nonostante ciò i lavoratori con grande senso di
responsabilità continuano a svolgere il proprio servizio e data la grave crisi finanziaria
del Consorzio operano senza tutela alcuna che significa nessuna! È solo per abnegazione
al dovere che, in questi mesi, il territorio casertano non è stato interessato da una nuova
emergenza rifiuti. Tuttavia, sino a quando potrà andare avanti questa vergognosa
vicenda? Per quanto tempo i vertici consortili, potranno chiedere sacrifici ai padri di
famiglia che nella maggior parte sono monoreddito? come si può continuare senza
certezze, senza sicurezza, senza contribuzione, senza beni strumentali, senza nessuna
possibilità di uscire dal caos che è stato generato in tutti questi anni per fare affari di
ogni genere e oggi c’è l’abbandono totale attraverso uno squallido scaricabarile? In uno
Stato di Diritto è possibile una tale situazione per un Ente Pubblico? Perché non ci si
interroga sul reale motivo per cui il Consorzio Unico di Bacino, pur prestando un servizio
essenziale non dispone di alcuna liquidità di cassa? La risposta è semplice, ma le
istituzioni preposte continuano ad ignorarla. I Comuni, quelli ancora serviti, in
stragrande maggioranza, continuano a non pagare! Questa cosa la denunciamo da
tempo, a mezzo stampa, al Prefetto, al Presidente della Provincia e ad ogni Istituzione
preposta e oggi, quindi, anche a voi onorevoli parlamentari della Commissione. Lo stesso
presidente della Provincia di Caserta, On. Zinzi, un paio di mesi fa ha tenuto una
conferenza stampa denunciando una black list di Comuni, che pur ricevendo il servizio continuano a non pagare. Addirittura il Presidente ha fatto appello alla sensibilità dei
sindaci affinché pagassero almeno il corrente, cioè solo le spettanze del 2011, ma fatta
qualche eccezione, il tutto è caduto lettera morta. Si è arrivato a oltre 150 milioni di
€uro, queste le cifre stimate, di debiti che se riscossi risolleverebbero le sorti dell’intero
Consorzio, permettendo anche quell’efficienza che oggi non è possibile proprio a causa
della mancanza di fondi. Paradossalmente, è proprio sull’inefficienza da loro generata
che i Sindaci morosi fanno leva aprendo contenziosi basati sul disservizio che in realtà,
seppure fonda le radici sulle passate cattive gestioni degli ex Consorzi di Bacino, oggi è
addebitabile alla mancata erogazione dei canoni di servizio che inficia ogni tentativo di
rilancio. Sembra di assistere alla scena del cane che si morde la coda. Infatti, se il
Consorzio non ha fondi per gli stipendi, come potrebbe avere le risorse per le ordinarie
attività operative? Ci sono alcuni momenti in cui addirittura non è possibile
l’approvvigionamento del carburante a causa della mancanza di danaro. Per non parlare
della sicurezza dei lavoratori, argomento che si riscopre soltanto in occasione di
tragedie, mentre lo stesso è violato sistematicamente nel quotidiano e che già vede
molti lavoratori colpiti da gravi patologie alcune già rivelatosi mortali. Cosa direbbe la
Commissione nell’apprendere che gli operatori ecologici, sprovvisti di divise e
quant’altro, raccolgono l’immondizia a mani nude, poiché le ditte fornitrici non sono
pagate? Siamo ancora in un Paese Civile? La provincia di Caserta è ancora territorio
italiano? Allora in merito a ciò noi vi chiediamo, e tramite Voi al Governo, che si
prendano seri provvedimenti nei confronti dei Comuni debitori che continuano a
riscuotere la TARSU più cara d’Europa dai cittadini a cui è reso un pessimo servizio. Ma
che fine fanno questi soldi? Perché alcuni comuni non pagano il Consorzio per il servizio
ricevuto, creando emergenze alla quale poi si appellano? Perché poi quando danno
affido alle ditte private, senza procedere a gare (come prevede la Legge Italiana!) pur
per centinaia di migliaia di €uro al mese i soldi escono? E come mai questi servizi
quando svolti dalle ditte private costano molto di più rispetto al Consorzio Unico? Detto
ciò, e denunciata chiaramente la morosità dei Comuni nei confronti del Consorzio Unico,
poniamo anche i riflettori sulla ormai fin troppo nota Legge n.26 del 26 Febbraio 2010.
Le diverse interpretazioni, talvolta eccessivamente sfavorevoli nei confronti dei
lavoratori, hanno sino ad oggi ritardato un processo che ad oggi doveva essere
completato, mentre in realtà non è ancora partito. Le società provinciali, per Caserta
nella fattispecie, la GISEC spa, costituita da oltre due anni, ha elaborato un piano
industriale che ci stato consegnato appena 40 giorni fa! E fin qui non ci sarebbe nulla da
eccepire se non il grave ritardo, ma il piano tuttavia, si presenta monco in diversi aspetti, e vi invitiamo a richiederne una copia dalla quale poter evincere che l’intera questione
inerente al Ciclo Rifiuti per la provincia casertana è solo accennata ma non è affatto
affrontata. Nel piano, a parte la questione impiantistica, manca tutto il resto a
cominciare dalla raccolta e dai Servizi di Igiene Urbana e dalla tanto agognata
collocazione del personale sulla differenziata. Ed è in questo settore che svolgono la loro
attività la maggior parte dei lavoratori del Consorzio Unico. Di queste mancanze ne
abbiamo discusso, essendo stati convocati più volte dalla stessa società provinciale, ma
proprio ieri la dirigenza GISEC ha ammesso dichiarando il piano industriale formulato al
60%,. Senza un quadro completo come si può parlare di ricollocazione di personale, di
livelli professionali da ridimensionare, e quant’altro?. Con la presente abbiamo soltanto
voluto portarvi a conoscenza di alcune delle problematiche, che purtroppo sono tante,
che attanagliano il settore. Non dimentichiamo che se il disagio economico dei
lavoratori dovesse perdurare, se gli stipendi non verranno erogati, l’intera provincia
rischierà di ripiombare nell’emergenza rifiuti più nera. Noi scriventi OO.SS. abbiamo
sempre adoperato un atteggiamento di collaborazione, invitando tutti i lavoratori alla
calma e alla riflessione vendendo loro la speranza di un futuro migliore , ma a tutto c’è
un limite! non vorremmo trovarci di fronte a un futuro ancora più drammatico! Non si
può chiedere ai padri di famiglia, già in difficoltà ad assicurare la sola sopravvivenza di
pazientare a oltranza. Noi chiediamo che per una volta chi ha sbagliato paghi, specie chi
ha mal gestito, ma ciò deve valere anche per i Sindaci che continuano con demagogia a
riversare responsabilità sull’inefficienza consortile e sugli stessi operai. I lavoratori non
sono la causa dell’emergenza campana, ma soltanto le vittime! Certi di una
considerazione del nostro appello alla Commissione, e con l’auspicio di un prossimo
incontro porgiamo Distinti Saluti, agli Onorevoli Parlamentari.
 
Le segreterie provinciali di Caserta