28 gennaio 2011

ALLA VENTIQUATTRENNE MARIA LUISA NUZZO LA PALMA DI MIGLIORE ECONOMISTA-STUDENTE D’EUROPA.


Non è ancora sopito ed è gusto che sia così l’entusiasmo per lo strepitoso exploit compiuto qualche giorno fa da una studentessa ventiquattrenne di Latina ormai, prossima alla laurea in Economia e Commercio presso l’Università “La Sapienza”, di Roma. Continuano, dunque, i festeggiamenti per la bravissima Maria Luisa Nuzzo, che, al termine di una selezione molto dura (si è dovuta misurare con ben 108 concorrenti provenienti da undici nazioni europei), ha avuto la gioia e l’onore di fregiarsi del titolo di campionessa continentale in economia. L’occasione le è stata offerta dalla prima edizione della cosiddetta “Champions League”, che, allo scopo di diffondere sempre più e meglio la cosiddetta Patente Economica, è stata indetta ed organizzata dall’Unione Europea. A Vienna la finale, che, per la Nuzzo, è stata un autentico trionfo. La nostra conterranea(si è districata molto bene in mezzo a problemi e modi di intendere l’economia aziendale, il diritto d’impresa, la contabilità, ecc.), dando fondo a tutta la sua bravura e alla sua determinazione, ha sbaragliato, uno dietro l’altro, tutti i suoi avversari, agguantando un risultato che le consente di essere annoverata tra gli economisti più quotati e considerati dei prossimi anni. Conclusa la parte agonistica della manifestazione, si subito passati alle premiazioni. Il premio alla vincitrice è stato consegnato ad opera del Ministro austriaco alla Pubblica Istruzione e alla Ricerca Scientifica, Beatrix Karl, che, dal canto suo, ha avuto parole di elogio ed apprezzamento per una giovane che e che deve essere indicata come una vera e propria risorsa per l’economia non solo nazionale. Come senz’altro si sarà notato, notizie come quella in trattazione ci confermano che la Scuola italiana non è solo mala gestione ed emergenze continue, ma anche fucina di eccellenze che portano alto il nome della nostra amata Italia anche fuori dei confini nazionali.


Daniele Palazzo

PRIMO CORSO DI FORMAZIONE PER IL VOLONTARIATO IN ARCHEOLOGIA.


FRANCOLISE. Su iniziativa dello staff di reggenza del “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno”(è ottimamente diretto dall’Archeologa Angela Carcaiso) e patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Francolise, prende il via, alle orde 18.00 di questa sera, presso l’Aula Consiliare dell’Ente patrocinante, il primo Corso di Formazione per il Volontariato in Archeologia. Una iniziativa, questa, che è stata molto ben accolta in tutti gli ambienti socio-culturali dell’importante centro del’Agro Caleno, in cui ogni pietra trasuda cultura e storia millenaria. Come si evince da un documento di promozione dell’evento fatto circolare dal sodalizio capitanato dalla Carcaiso, lo scopo precipuo dell’idea progettuale promossa dall’Associazione “carcaisiana” è quello di offrire mezzi e supporti tecnici “a tutti coloro che vorranno cimentarsi nell’appassionante campo del volontariato archeologico”. L’Associazione, infatti, mira “alla formazione delle future leve, per la tutela e la promozione del territorio della Campania Settentrionale, tanto ricco di testimonianze storico-artistiche ed archeologiche”. Tema del primo incontro, che, come tutti quelli successivi, si snoderà nel’arco di due ore, sarà “La riscoperta della villa romana di Francolise: Storia degli scavi archeologici e di dieci anni di volontariato”. Posto che le lezioni in scaletta saranno tenute da Archeologi ed esperi, soci del “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno, il ciclo si concluderà il 3 aprile prossimo con la simulazione di una visita guidata alla Villa di San Rocco, che, insieme alla cosiddetta Villa Posto, costituiscono un punto di riferimento importante per quanti, studiosi o semplici divulgatori, vogliano approfondire la conoscenza delle abitudini e degli stili di vita di chi ha vissuto in quelle strutture abitative. “La villa romana di San Rocco(riportiamo fedelmente da uno scritto del druppo organizzante), datata alla fine del II Sec. a.C., è un complesso di notevole imponenza. Dotato di oltre quaranta stanze. Gli ambienti, gravitanti su un ampio peristilio colonnato, posto al centro della casa, erano dotati di tutti gli elementi architetton ici e decorativi tipici di una ricca casa urbana: una sala di ricevimento(tablinum), sale da pranzo(triclinia), di soggiorno(exedra) e da letto(cubicula). Tutte riccamente decorate con pitture e mosaici policromici. Il sistema per la produzione dell’olio di oliva si serviva di impianti permanenti in muratura e si svolgeva in due ambienti comunicanti pavimentati in mattoni opus spicatum), destinati al processo di frangitura e torchiatura, che avveniva mediante utilizzo di macchinari: una macina per separare i semi dalle ulive e un torchio per il successivo schiacciamento della polpa”. E’ da oltre un decennio che il “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno”, d’intesa con il Comune di Francolise e con il competente ramo della soprintendenza ai Beni Archeologici, ha in affidamento e tutela la villa omana di San Rocco, mansione che viene portata avanti egregiamente e senza alcuna finalità di lucro. Tra gli scopi del Corso di Formazione di cui ci occupiamo(un ruolo importante nella realizzazione dello stesso si deve anche alla lungimiranza e all’ottimo lavoro svolto dal Sindaco di Francolise, Nicola Lanna), quello della realizzazione, all’interno della Villa romana di San Rocco di un percorso di accesso al sito per soggetti portatori di disabilità, il cui progetto è finanziato integralmente con i fondi perequativi della “Progettazione Sociale 2008”. Il tutto si completa con il Laboratorio “Gustum”, con il quale si illustrerà ai corsisti anche quali erano le abitudini culinarie e gastronomiche degli antichi abitatori della villa stessa. Il corso condotto da Angela Carcaiso e dai suoi collaboratori proseguirà il 10 febbraio prossimo con una lezione su “L’Ager Falernus e Calenus in età antica: Il popolo degli Aurunci e la conquista romana”.


di Daniele Palazzo


27 gennaio 2011

Fioccano le denunce tra il Sindaco di Fontegreca e la sua vice Elisabetta Cambio.


Fontegreca. Il sindaco, fra l’indifferenza generale della giunta, mette alla porta un suo consigliere, reo di averlo criticato. Scatta la denuncia per abuso d’ufficio. Incredula la vittima, Elisabetta Cambio (nella foto), fino a pochi giorni fa assessore e vice sindaco, che ha chiesto ed ottenuto l’intervento dei carabinieri. La casa comunale trasformata in un feudo, la fascia tricolore come scettro da mantenere con ogni sistema possibile, la totale intolleranza verso qualsiasi forma di critica, soprattutto verso quella interna. Sono queste le degenerazioni della politica che frequentemente caratterizzano i piccoli paesi. Fontegreca potrebbe rappresentare un valido esempio. Da circa venti anni, c’è una sola persona al comando: Antonio Montoro. E’ riuscito anche a trovare un valido sistema per eludere la legge che vieta al terza candidatura consecutiva riuscendo a sistemare la fascia tricolore sulle spalle della propria consorte: Carmelina Imundi che ha guidato Fontegreca per cinque anni – dopo i dieci del marito – avvalendosi, chiaramente, del supporto costante del coniuge. Poi le nuove elezioni hanno ridato il comando del paese a Montoro. Mai prima d’oro qualcuno aveva osato criticare l’operato del sindaco. Elisabetta Cambio aveva solo chiesto rispetto dei ruoli e collegialità. Una semplice richiesta che a Montoro, probabilmente, è apparsa un’offesa. Immediata la revoca di ogni delegata a Cambio. Ieri, quando la donna si è recata in comune, l’ulteriore sorpresa: “non hai alcun diritto – ha precisato Montoro - a stazionare nell’ufficio e visionare gli atti amministrativi”. Più volte il sindaco ha invitato Cambio ad uscire perché – lui - doveva conferire con gli altri assessori di cose riservate. Inutile la replica del consigliere che rivendicava solo il diritto a soggiornare nella casa del popolo per adempiere ai propri compiti istituzionali. Poi, l’ex vice sindaco ha lasciato il municipio, anche perché “preoccupata per la mia incolumità dato l’evidente stato di agitazione del primo cittadino”. All’arrivo dei carabinieri in comune Montoro non ha cambiato atteggiamento: “dopo le tue critiche è finito ogni rapporto di collaborazione, io sono il sindaco e se ti dico che devi uscire, devi uscire”. “Sarà l’autorità giudiziaria – precisa l’avvocato Elisabetta Cambio - a valutare la liceità delle azioni e delle frasi del sindaco. Un Sindaco che utilizza in questo modo il potere allo stesso conferito dalla sovranità popolare, conclude Cambio , non è un sindaco che mi rappresenta”.

Gianni del Monte


26 gennaio 2011

RICORDIAMO INSIEME -LA GIORNATA DELLA MEMORIA.


Piedimonte Matese- Domani 27 Gennaio, organizzata dall’Amministrazione comunale assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione retto dall’avv. Benny Iannitti (nella foto), si celebra la “Giornata della memoria”. “Nella consapevolezza del fondamentale valore della memoria storica nel delicato processo dell’educazione dei giovani” scrive nella lettera di invito l’assessore comunale Iannitti, “e nel necessario lavoro di rafforzamento dei principi fondanti del vivere civile, questa Amministrazione sta portando avanti il progetto “ Ricordiamo Insieme”. Nell’ambito di tale progetto è previsto per oggi 27 gennaio un incontro di studio e approfondimento sul tema della SHOA’ al quale sono invitati i dirigenti dei vari Istituti Scolastici di Piedimonte Matese unitamente ad una rappresentanza degli alunni. L’incontro si terrà alle ore 11,30 presso l’auditorium del comune in piazza S. Domenico con l’intervento del prof. Giovanni Guadagno, storico. I lavori saranno aperti dall’introduzione dell’assessore alla Cultura e P.I. avv. Benny Iannittti a cui seguiranno varie letture di testi che narrano dell’immane tragedia dei campi di concentramento e dell’olocausto degli ebrei Il termine "Olocausto, come si legge in moltissimi scritti, si riferisce al periodo dal 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa, in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni a cui si devono sommare 5 milioni circa di civili non ebrei uccisi. In tutto quindi, ma la cifra precisa ha ben poca importanza, oltre 10 milioni di persone furono uccise dall'odio nazionalsocialista. Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. La maggior parte delle persone soppresse passarono per i campi di sterminio, che erano campi di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Storicamente il partito nazista prese la decisone di dare avvio alla cosiddetta "soluzione Finale" (Endl"sung), in realtà molti ebrei erano già morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich, ma lo sterminio sistematico e scientifico degli ebrei non ebbe inizio fino all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941. Per i nazisti ebreo era: chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935. Vi erano poi coloro che non venivano classificati come ebrei, ma che avevano una parte di sangue ebreo e venivano classificati come Mischlinge (ibridi). I Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei campi di sterminio. Ma il Terzo Reich considerava nemici non solo gli ebrei, ma anche, zingari, oppositori politici, oppositori del nazismo, Testimoni di Geova, criminali abituali, e "anti-sociali" In sostanza ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il nazismo correva il rischio di essere perseguitato, ma gli ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo il piano Nazista, ogni singolo ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri "criminali" o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. Gli ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine familiare indelebile. La spiegazione dell'odio implacabile dei nazisti contro gli ebrei nasceva dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale. Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva, quindi in uno scontro che sarebbe culminato con il trionfo della razza ariana, quella superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile. Non ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.

Nicola Iannitti

Lavori di sistemazione della rete fognaria.


CAIAZZOIntervento di somma urgenza sulla rete fognaria di via Guadanelle di Caiazzo, lavori disposti dal responsabile del servizio tecnico l’ingegnere Raffaele Marra con la supervisione del sindaco Stefano Giaquinto (nella foto) a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini con le quali è stata comunicata la presenza di reflui fognari in Via Stoneman ed in Via Guadanelle nonché la rottura della rete fognaria di piazza Portavetere. E a segnalazione ricevuta, è partita immediatamente la risoluzione. Il delegato dell’Area Tecnica ha effettuato opportune visite di sopralluogo al fine di verificare quanto lamentato e; nel corso delle ispezioni, è stata constatata - con particolare riferimento al tratto di rete fognaria di Via Guadanelle – l’effettiva presenza di reflui che avevano invaso la sede viabile e dato luogo ad infiltrazioni nelle adiacenti proprietà private. Ecco perché sono stati disposti i seguenti interventi: scomposizione della pavimentazione stradale; scavo a mano o con mezzi meccanici; rimozione e trasporto a discarica delle preesistenti tubazioni; fornitura e posa in opera di tubazione in polietilene; fornitura e posa in opera condotta in acciaio; ripristino di collegamenti e degli allacciamenti presenti; riempimento del cavo per la parte inferiore con sabbia e/o pozzolana per la parte superiore con misto cementato.


c.s.

Visita guidata alla Città Santa.


CAIAZZO.Per domenica 30 gennaio il Nucleo “Volontari di Protezione Civile” di Caiazzo, coordinato da Paolo Carangelo, ha organizzato un viaggio sociale a Città del Vaticano, con visita guidata ai musei, alla cappella Sistina e ai principali monumenti, non solo della città “santa”, ma anche di quella “eterna” che la ingloba. Il costo dell’interessante escursione, comprensivo di viaggio a/r con autobus GT, ticket d’ingresso ai musei e guide, è fissato in 20 Euro, pranzo libero a discrezione di ciascun partecipante. Partenza programmata da Alvignano (ore 6,30), Caiazzo, Piana di Monte Verna; possibili ulteriori fermate, sia all’andata che al ritorno, da concordare con gli organizzatori. Chiunque fosse interessato alla partecipazione è pregato di contattare Paolo Carangelo, tel. 392 3368645.

Fonte: teleradionews

23 gennaio 2011

U.S. FRW Giannini Bike’s:Ferritto e Della Rocca le punte di diamante!


L’ U.S. FRW Giannini Bike’s si appresta ad iniziare la stagione agonistica 2011 di mountain bike con importanti ambizioni e progetti. Il presidente Massimo Giannini , nonché responsabile del Profennional Bike's and Component's store Giannini Bike’s di Casapulla (CE), con non poche risorse investite, ha allestito per il 2011 un team di tutto rispetto con atleti tra i più quotati nel panorama della mtb del Centro-Sud Italia. Primo tra tutti Luigi Ferritto (nella foto), biker di Piedimonte Matese (CE), sempre al vertice delle più importanti granfondo e XC del Centro-Sud Italia e al cui attivo ci sono oltre 60 vittorie assolute tra cui il Campionato Intersud XC del 2008. Da sempre legato all’ U.S. Giannini Bike’s, Luigi Ferritto, oltre che nelle vesti di atleta è anche co-fondatore, vice-presidente e medico sociale. Ad affiancare Ferritto, quest’anno è approdato nell’ U.S. Giannini Bike’s anche Vincenzo Della Rocca, biker di Alvignano (CE), ultimo vincitore assoluto del Trofeo dei Parchi Naturali, edizione 2010, e anch’esso sempre in lotta per le posizioni di vertice in tutte le competizioni cui prende parte. Con un accordo in extremis sarà tra le fila dell’U.S.Giannini Bike’s, per il 2011, anche Antonello Fasulo, atleta che esprime le sue doti specie nelle gare di lunga distanza e che è sempre tra le posizioni di vertice. Ottimo acquisto è stato anche Pierluigi Pagliaro, leader nella sua categoria (M5) mai giù dal podio nelle gare cui prende parte. Saranno del team anche il tenace Raffaele Ginocchio e Angelo Riccio che ben figurano nelle rispettive categorie. Confermato Grabriele Riccitiello, che negli ultimi anni sta scalando i vertici delle classifiche arrivando sempre a podio nella sua categoria, specie nelle gare di lunga durata. A lui affidata anche la cura dell'immaging e della logistica del team.

Confermato anche Romeo Moschese che parteciperà per lo più a gran fondo e marathon e che sarà lo "stratega" del team. A sostenere l’attività dell’Unione Sportiva Casertana vi sono svariate aziende tra cui spicca il rapporto decennale con la Freewheeling di Ravenna che metterà a disposizione le nuovissime FRW Eldorado. Sosteranno U.S. Giannini Bike’s, anche la Tipografia Papa di Venafro (IS), www.mtbonline.it e la Sportandsearch di Piedimonte Matese (CE), che curerà la preparazione medico-sportiva.

c.s.

Il sindaco Antonio Papa e l’ass. Franco Cepparulo hanno incontrato il comitato “Terra pulita”.


Santa Maria La Fossa – Si è trattato di un incontro informativo quello tenutosi ieri sera presso la sede del Comitato “Terra pulita”, del quale è responsabile Teresa Campolattano, al quale hanno assicurato la loro partecipazione il sindaco Antonio Papa e l’assessore all’Ambiente e protezione civile Franco Cepparulo. Un incontro svoltosi nella più piena cordialità e collaborazione. Si è fatto il punto sullo stato dell’arte, relativamente alla situazione della discarica di ‘Parco Saurino’ e il sito di stoccaggio di Ferrandelle. “Il messaggio che voglio mandare – ha detto il sindaco Antonio Papa – è che noi siamo completamente disponibili a qualsiasi attività senza infingimenti e in piena collaborazione, se si deve iniziare un percorso comune”. E ancora: “una cosa è assolutamente sicura: con questa amministrazione nessuno scaricherà a Ferrandelle e a Santa Maria La Fossa nemmeno un grammo più di immondizia”. L’assessore Cepparulo ha notiziato i numerosi esponenti del comitato presenti, sulla situazione attuale e pregressa dei due siti in questione. “Quello che ci fa più paura è Parco Saurino” ha detto. Precisando che l’iter per la sua completa bonifica è in uno stadio ormai avanzato. Già martedì scorso i tecnici dell’ARPAC e dell’ASL , coadiuvati dalla polizia provinciale hanno provveduto ad ispezionare i pozzi che sono situati nel raggio di 1 km e mezzo dalla discarica di Parco Saurino e martedì prossimo, condizioni metereologiche permettendo, continueranno in quest’opera. Si tratta dell’ultimo adempimento, prima di mettere mano finalmente alla bonifica del sito. “Abbiamo trovato in Provincia – ha ribadito Cepparulo – una equippe che si sta attivando per S. Maria La Fossa, la qual cosa ci tranquillizza alqua nto”. L’assessore ha pure illustrato i risultati della raccolta differenziata che a S. Maria La Fossa si attua da alcuni anni con buoni risultati. “Stiamo coinvolgendo anche le aziende agricole e zootecniche in questo discorso – ha detto l’assessore Cepparulo - , ed è questo un fatto estremamente importante”. Mercoledì 26 il comitato s’incontrerà con altre organizzazioni presenti sul territorio per mettere a punto un’azione sinergica sulla questione immondizia. “Primo obiettivo del comitato – ha detto Teresa Campolattano - è quello di costituire un registro dei tumori, che attualmente non abbiamo”.


Comunicato stampa