Pier Vittorio Buffa |
CAIAZZO - “Io ho visto”, il libro scritto dal
noto giornalista Pier Vittorio Buffa,
chiuderà sabato 18 ottobre le celebrazioni promosse dall’Amministrazione
comunale per commemorare il 71esimo anniversario di Monte Carmignano, la
località caiatina dove, il 13 ottobre 1943, i soldati tedeschi appartenenti al
29° reggimento granatieri motorizzato, agli ordini del Tenente Wolfgang Lehnigk
Emden, uccisero 22 civili residenti in città. La presentazione del testo è in
programma per le ore 17,30 di domani nella sala consiliare del Municipio, alla
presenza dell’autore, già capo della redazione politica e redazione web dei
giornali locali de L’Espresso, vice direttore de “Il Mattino” di Padova, di
“Nuova Venezia” e “Tribuna di Treviso” e direttore del “Centro”. Dopo i saluti introduttivi del Sindaco di
Caiazzo, Tommaso Sgueglia, Buffa sarà intervistato dal giornalista Enzo
Perretta per ripercorrere insieme le fasi salienti di un libro edito da
Nutrimenti, che raccoglie trenta storia di vittime e di sopravvissuti alle
stragi naziste compiute tra il 1943 ed il 1945 durante l’occupazione tedesca in
Italia. Testimonianze reali di uomini e
donne sfuggite alla morte solo per caso, ma senza per questo fare a meno di
portarsi dentro e dietro un fardello pesante fatto di ricordi “vividi, dettagliati
e crudi” e di attimi vissuti in prima persona tanto da segnarne per sempre
l’esistenza. Sullo sfondo un’iniziale
indifferenza generale prima di poter rompere quel muro della Ragion di Stato
che ha permesso la celebrazione dopo decenni dei processi conclusisi con
condanne all’ergastolo, in un clima di ritrovato sentimento di giustizia e di
memoria condivisa che viene racchiuso nel libro di Buffa, tanto da ispirare poi
la canzone di Luca Bussoletti dal titolo “Sussidiario di un vecchio bambino”.
Nel
corso dell’incontro con l’autore, l’attore caiatino Antonio Friello leggerà
alcune testimonianze contenute nel libro e rese dagli ultimi sopravvissuti alle
barbarie nazi-fasciste compiute sul finire del secondo conflitto bellico
mondiale.
Pietro Rossi