13 dicembre 2010

Questo matrimonio non s’ha da fare.


Questa volta il diniego arriva da Oltretevere. Le gerarchie vaticane non vedono di buon occhio un’eventuale accordo tra UDC e Futuristi. Fini si è posto su posizioni troppo ‘laiche’ su troppi argomenti scottanti, primo fra tutti il testamento biologico, per poter ottenere il ‘via libera’ dalla Chiesa. Un matrimonio quello tra Casini e Fini in funzione della costituzione del ‘Terzo polo’ che non potrebbe contare sulla benedizione del Vaticano, che piuttosto punterebbe su una riconciliazione tra UCD e PDL per la ricomposizione dell’area moderata. Dopo il 14 dicembre, ottenuta la fiducia (come spera e sia augura Berlusconi) o non ottenuta la fiducia (come ritiene lo stesso Fini), qualcosa dovrà pur cambiare. L’emorragia dei Futuristi dalla maggioranza (Fini da Annunziata ha dichiarato che FLI andrà all’opposizione), dovrà essere in qualche modo compensata dall’ingresso di forze nuove a sostegno del governo, che altrimenti non avrebbe vita lunga. Ma ad un eventuale ingresso dell’UDC in maggioranza la Lega ha già fatto sapere che è un’ ipotesi non proponibile: lanciando la proposta di un appoggio esterno dell’UDC. Un allargamento della maggioranza di governo a Casini non è ben vista dal Carroccio, che vedrebbe in quest’operazione un proporzionale ridimensionamento del potere della Lega nella maggioranza stessa. A questo punto meglio sarebbe per Bossi & Company andare alle elezioni anticipate che li vedrebbe favoriti e capitalizzare nuova forza contrattuale. Certo se il Carroccio riuscisse ad andare davanti all’elettorato dopo aver conseguito il risultato ‘minimo’ del federalismo fiscale, la cosa sarebbe ancora meglio. Le elezioni anticipate, però, non le vogliono né a destra né a sinistra. A sinistra, nonostante le rassicurazioni di Bersani (che sembrano piuttosto tese a tener possibilmente compattato il partito), le cose non vanno bene. Un partito sfilacciato, con esponenti locali in fuga verso altri lidi che possano assicurare loro una qualche poltrona, di certo non è il massimo per poter affrontare una tornata elettorale. E poi c’è il porcellum da abrogare. La legge elettorale della quale, da più parti, si invoca la definitiva cancellazione per dar modo agli elettori di esprimere la loro preferenza, abolendo i premi di maggioranza. Di certo un Berlusconi – bis ‘balneare’ (come si diceva una volta) per la sola approvazione di una nuova legge elettorale, per poi andare subito dopo al voto, è strada non pe rcorribile. Non raccoglierebbe la disponibilità del Cavaliere. Un bel rompicapo per Napolitano se si dovesse arrivare ad una crisi di governo. (www.primapaginaitaliana.it)


il direttore responsabile avv. Antonio Gaudiano