19 febbraio 2014

DIAMO LA DIGNITA' CHE MERITA AL CIPPO DI TRENTOLA

MARCIANISE - Il cippo della centuriazione in località Trentola, è una testimonianza storica che la dice lunga sulla organizzazione sociale, politica, militare ed economica delle nostre terre e dei nostri avi, ai tempi della grande Capua e di Roma. La battaglia per il recupero dell’importante reperto storico parte dagli anni 80 con il Prof. Giuseppe Genoni storico locale che ha amato la sua terra e la sua gente. In città è ancora evidente il reticolo della centurazione testimoniato dalla geometria delle sue strade principali. Ora la richiesta di intervento la rivolgiamo al sindaco Tonino De Angelis attento e sensibile alla storia locale e seguace del prof. Genoni. “Il cippo è il principale testimone di quello che accadeva su queste terre – ha commentato Ernesto Genoni amministratore del gruppo. In vero la nostra antica storia, 2000-2700 anni fa, ruota con la centurazione, proprio intorno a quella di Roma. Dalle nostre terre, dalla nostra gente, dalle loro fatiche, attraverso i preposti al controllo dei campi e delle coltivazioni, arrivavano a Capua e a Roma i tributi dovuti per le terre che i nostri avi lavoravano, così come i nostri uomini che rimpinguavano le milizie romane, i giovani che venivano reclutati, e che la nostra terra doveva dare a Roma, per le centurie e l'esercito romano. Qualcuno, visto che la nostra è anche la terra dei campioni (quelli della Box e non solo) ha pensato che forse giugevano a Capua anche giovani lottatori da queste terre, che venivano selezionati proprio qui da noi, e che probabilmente si unirono a Spartaco ai tempi della rivolta. Io credo – ha continuato Genoni - che il cippo romano della centurazione, per quel poco che ci è rimasto a Trentola, non più essere lasciato nello stato di abbandono in cui versa, rappresentando per noi un punto fermo per le prime testimoninze storiche di quella che poi è diventata Marcianise. Secondo il gruppo “Quelli che vogliono bene a Marcianise” il Cippo della Centurazione romana va salvaguardato e collocato, per cio’ che rappresenta, in maniera degna e corretta.” Una proposta per meglio conservarlo e collocarlo viene da Franco Cavagnuolo componente attivo del gruppo. “La soluzione? Ingabbiarlo in una rotonda luminosa (che lo protegga e lo renda visibile anche agli autisti di autocarri ubriachi),poggiarlo su di una pedana che lo sollevi un 20/ 30 centimetri dal livello attuale del piano della strada, e caso mai circondarlo in plexiglass a dovuta distanza e da paracolpi in marmo con catarifrangenti e ben visibili che ne formino un circolo a sua protezione, oppure rimuoverlo (per tutelarlo e proteggerlo nei secoli a venire) e sostituirlo con una replica, una copia a sua immagine e somiglianza come si è fatto a Roma Firenze, Venezia Pompei ed Ercolano con le opere sue coetanee e l’originale conservarlo in un museo.”