18 ottobre 2009

GLI OPERATORI DI CELLOLE ATTENDONO IL PIANO COMMERCIALE PER FAR FRONTE ALLA CRISI.


CELLOLE. Un economia da rifondare, da rimodulare, da ricreare. La crisi economica pare lasciare queste sensazioni sul territorio cellolese, misto a diverse speranze per il prossimo futuro. L'indotto industriale è stato praticamente spazzato via o poco ci manca. In pochi anni si è passati dalla presenza di diverse medie imprese sul territorio alla quasi totale chiusura degli impianti, i cui operai erano in gran parte cellolesi. Basti pensare alla Morteo Soprefin ed alla Formenti Seleco con i quasi mille operai appiedati, oppure al caso palesato di recente della Manucor. Quest'ultima lascia a casa, in cassaintegrazione speciale, ottanta dipendenti e nel prossimo futuro potrebbe lasciarne a casa altre 180. Aggiungiamoci la cassaintegrazione a rotazione in atto presso l'impianto farmaceutico della ICI, su territorio del Comune di Cellole, e la frittata è bella che cotta. I conti continuano a essere rossi anche sul fronte del turismo. Gli operatori balneari hanno denunciato l'anno più brutto dell'ultimo ventennio, e l'ultimo ventennio non è stato il più roseo per Baia Domizia. Stessa identica situazione per gli altri operatori del settore terziario in campo del commercio, dell'edilizia, della ristorazione e dell'alberghiero. Si aggiunga il progressivo depauperamento del commercio locale in favore dei grandi centri commerciali, meglio raggiungibili con gli odierni collegamenti e con prezzi maggiormente favorevoli per il consumatore medio, e si noterà la situazione. Proprio il settore commerciale attende il famoso piano commercio, annunciato da anni e mai giunto neppure alle fasi preliminari. La rimodulazione di questo campo potrebbe fungere da incentivo agli imprenditori locali, tutti di piccole dimensioni, a reinvestire sulle proprie attività e attivare un circolo virtuoso verso l'uscita dalla crisi economica. Un tale piano ha bisogno di diversi anni per giungere all'approvazione finale e, dunque, ci si chiede perché non si inizia a discuterne pubblicamente?
(nella foto il Sindaco di Cellole Antonio Lepore)

Elio Romano

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO PER IL PROGRAMMA DELLE OPERE PUBBLICHE CHE PREVEDE IL RECUPERO DEL PALAZZO DUCALE DI PIEDIMONTE MATESE.




Piedimonte Matese. L’amministrazione comunale di Piedimonte Matese, guidata dal Sindaco Vincenzo Cappello (nella foto), intende procedere alla realizzazione di un intervento di recupero e rifunzionalizzazione del Palazzo Ducale Gaetani (nella foto), onde utilizzarlo per l’allocazione di servizi utili alla collettività sotto forma di attrattiva culturale e turistica (destinazione museale e didattica). Il Presidente del Consiglio Comunale di Piedimonte Matese Renato Ricca, ha convocato la riunione del consiglio comunale presso la sede municipale in sessione straordinaria alle ore 18.00 di martedi 20 ottobre alle ore 18.00 per discutere le modifiche al programma annuale e triennale delle opere pubbliche e contestualmente le variazioni di bilancio. All’ordine del giorno ci sarà appunto la proposta di deliberazione che prevede la partecipazione all’Avviso Pubblico, denominato “Edifici Pubblici Sicuri”, per la presentazione delle proposte di finanziamento di progetti finalizzati all’adeguamento statico funzionale degli edifici pubblici destinati alla collettività, approvato con D.D. n.5 del 12/02/2009 e pubblicato sul B.U.R.C. n.12 del 23/02/2009, integrando, di conseguenza, il programma triennale delle opere pubbliche con la previsione, nell’elenco annuale, dell’intervento di “Recupero, restauro ed adeguamento statico e funzionale dell’immobile denominato Palazzo Ducale”; per l’importo complessivo di € 15.600.000,00, dando atto, nel contempo, che l’acquisto dell’immobile resta subordinato all’esito positivo della richiesta di finanziamento. Il Palazzo Ducale, sin dall’epoca di realizzazione, ha precisato il Sindaco Cappello, ha rappresentato un punto di riferimento storico e socio-culturale per la comunità piedimontese. L’opera di restauro sarà cofinanziata con fondi del bilancio comunale per l’importo di € 350.000,00, e per il raggiungimento di tale finalità, l’Amministrazione Comunale intende acquistare la parte residuale dell’immobile e procedere alla redazione ed attuazione di un Progetto di Recupero, Restauro ed adeguamento statico e funzionale da candidare a finanziamento nell’ambito del bando regionale denominato “Edifici Pubblici Sicuri”.

Pietro Rossi

Domani si presenta la Terza edizione della Festa delle Associazioni a Piedimonte Matese.


Piedimonte Matese. Mancano solo pochi giorni alla partenza del rituale appuntamento della Festa delle Associazioni una manifestazione voluta fortemente dall’amministrazione di Piedimonte Matese e coordinata dall’Assessore all’Associazionismo Dott. Fernando Catarcio (nella foto)che domani pomeriggio alle ore 16,00 presso la Casa Comunale, presenterà alla presenza della stampa e dei rappresentanti delle associazioni il programma della terza edizione. Un programma d’eccezione ci spiega l’Assessore Catarcio, che prenderà il via sabato 24 ottobre alle ore 18:00 in Piazza Cappello, con l’inaugurazione e sfilata delle bandiere delle associazioni, alle ore 18:30 ci saranno delle dimostrazioni di alcune discipline sportive presso gli stand delle associazioni, alle ore 19:00 esibizione di Karate, alle ore 19:30 esibizione musicale dell’Associazione DIVERSAmente, alle ore 21:00 esibizione musicale a cura di gruppi locali, mentre domenica 25 ottobre, la manifestazione partirà alle ore 09:00 con l’apertura degli stand informativi delle associazioni, alle ore 10:00 è prevista una passeggiata ecologica per il borgo di Piedimonte Matese, alle ore 11:00 per le vie della città si svolgerà una corsa podistica per bambini, nel pomeriggio alle ore 17:00 gara di tiro con l’arco, aperta a tutti, alle ore 18:00 si svolgerà un incontro dibattito sulle vie del cacao con degustazione di ciccolata calda, alle ore 19:00 ci sarà un momento dedicato alle associazioni con la proiezione di video illustrativi delle associazioni partecipanti, alle ore 19:30 intervallo musicale e per finire alle ore 20:30 serata allietata da esibizione musicale di gruppi locali. Durante la manifestazione sarà allestito uno stand gastronomico e uno spazio per l’animazione per i bambini.



Pietro Rossi

PREVISIONI SULL’ITALIA VALIDE SINO ALLE 24.00 DI OGGI 18 OTTOBRE 2009


AVVERTENZE per la giornata odierna: Precipitazioni: - sparse, anche a carattere di rovescio o temporale localmente di forte intensità, su Campania, Molise, Basilicata e Puglia con quantitativi cumulati moderati o puntualmente elevati;- sparse, anche a carattere di rovescio o temporale localmente di forte intensità, su Sicilia meridionale, Sardegna e Abruzzo meridionale con quantitativi cumulati deboli o puntualmente moderati.- isolate, anche a carattere di rovescio su Lazio orientale e meridionale, Abruzzo settentrionale, Marche, Umbria orientale ed Emilia-Romagna orientale, con quantitativi cumulati deboli.- deboli nevicate sull’Appennino centro-meridionale. Quota neve: sull’Appennino centro-meridionale fino agli 800-1000 e localmente a quote più basse sulle regioni del versante adriatico; sull’Appennino meridionale sul Gargano 1200-1400 in abbassamento durante il primo mattino fino a 1000 sul Gargano ai 1100-1200 metri sul resto dell’Appennino. Temperature: in diminuzione al nord e sulle regioni adriatiche.Venti: forti con rinforzi fino a burrasca dai quadranti settentrionali sulle regioni dell’alto adriatico, su Liguria, Sardegna e sulle regioni centrali peninsulari; forti con rinforzi fino a burrasca dai quadranti occidentali su Sicilia e Calabria. Tendenti a forti dai quadranti settentrionali sul resto delle regioni meridionali. Mari: molto mossi tutti i bacini; localmente agitati il Mare e Canale di Sardegna, lo Stretto di Sicilia, lo Ionio e settore il sud del Tirreno meridionale.SITUAZIONE:Lo scenario europeo continua ad essere dominato da un esteso promontorio presente sull’Atlantico e sulle nazioni occidentali, e da una vasta saccatura alimentata da aria scandinava con due minimi al suo interno disposti in senso meridiano. Uno di questi due minimi e posizionato proprio sulle nostre regioni centro-meridionali e reca instabilità accentuata sul meridione e sui settori del medio versante adriatico; nel contempo, la ventilazione nei bassi strati indotta dal minimo è sostenuta, specie sulle due isole maggiori. Per domani la formazione di una importante depressione sul nord-Atlantico tende rapidamente a deprimere il promontorio sul suo bordo settentrionale, mentre il minimo sulla penisola italiana si sposta verso levante, lasciando instabilità residua solo al sud e sulle centrali adriatiche e favorendo il temporaneo transito di un promontorio interciclonico. Martedì, il promontorio dinamico affermerà una giornata di bel tempo su tutto il territorio, in attesa del nuovo peggioramento previsto per la giornata di mercoledì, a causa dell’arrivo della depressione atlantica sulla penisola iberica, che attiverà correnti fortemente perturbate dapprima sul nostro settentrione ed a seguire sulle aree del centro.TEMPO PREVISTO PER OGGI:NORD:Addensamenti sui settori adriatici con locali deboli precipitazioni; generalmente poco nuvoloso altrove.CENTRO E SARDEGNA:Poco nuvoloso sulla Toscana ed irregolarmente sull’Umbria; nuvoloso su Marche, Umbria e Lazio con locali precipitazioni. Molto nuvoloso o coperto su Abruzzo e Molise con precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso sui settori appenninici e adriatici già a 700-900 metri. SUD PENISOLA E SICILIA:Molto nuvoloso o coperto con precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o temporale, localmente di forte intensità. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso già a quote di 1000 metri sui settori più settentrionali, specie del versante adriatico ed a quote di 1200-1400 metri altrove.TEMPERATURE:In diminuzione nei valori massimi sulle centro-meridionali adriatiche e al nord; senza variazioni di rilievo altrove. Valori generalmente al di sotto delle medie del periodo.VENTI:Forti con rinforzi fino a burrasca dai quadranti settentrionali sulle regioni dell’alto adriatico, su Liguria, Sardegna e sulle regioni centrali peninsulari; forti con rinforzi fino a burrasca dai quadranti occidentali su Sicilia e Calabria. Tendenti a forti settentrionali sul resto delle regioni meridionali. Deboli localmente moderati a componente settentrionali altrove.MARI: agitati o molto agitati il Mare e Canale di Sardegna; molto mossi l’Adriatico agitato, Localmente molto agitato lo Stretto di Sicilia, agitati il Mare e Canale di Sardegna, il Tirreno meridionale e lo Ionio al largo; molto mossi tutti i restanti bacini.TENDENZA PER:LUNEDI 19 OTTOBRE 2009NORD:Da poco a parzialmente nuvoloso su tutte le regioni, salvo temporanei annuvolamenti pomeridiani a ridosso dei rilievi. Dalla serata graduale aumento della nuvolosità sul settore occidentale.CENTRO E SARDEGNA:Irregolarmente nuvoloso sul settore adriatico, con locali residue precipitazioni. Parzialmente nuvoloso sulle restanti regioni, con temporanei addensamenti su Sardegna orientale e basso Lazio, ove non si esclude qualche debole piovasco.SUD PENISOLA E SICILIA:Nuvolosità irregolare su Puglia, Calabria e settore tirrenico della Sicilia con rovesci a carattere sparso, in graduale attenuazione, eccezion fatta per la Calabria. Nubi sparse sulle restanti regioni con qualche locale pioggia durante la seconda parte della giornata su Cilento e Basilicata tirrenica.TEMPERATURE:In lieve aumento.VENTI:Ovunque settentrionali, moderati sui settori adriatici e ionici, deboli con locali rinforzi altrove.MARI:Poco mosso il Mar Ligure; mossi gli altri mari, con moto ondoso in attenuazione.TENDENZA PER:MARTEDI 20 OTTOBRE 2009Addensamenti per nubi medio alte e stratiformi sui settori nord-occidentali e Sardegna dove nel corso della giornata si avranno prime deboli precipitazioni sparse; velature anche nel pomeriggio sui versanti tirrenici centrali. Cielo prevalentemente poco nuvoloso sulle restanti regioni.TENDENZA PER:MERCOLEDI 21 OTTOBRE 2009Molto nuvoloso sulle regioni nord-occidentali, con fenomeni intensi in graduale estensione alle restanti regioni settentrionali ed a quelle centrali. Da poco a parzialmente nuvoloso sulle regioni meridionali con tendenza ad aumento della nuvolosità.
Fonte: Protezione Civile

Regole certe contro la contraffazione.


NAPOLI. La denuncia delle contraffazioni alimentari presentata sulle paginedi La Stampa.it dal presidente di Coldiretti Sergio Martini èallarmante. Ci troviamo di fronte ad una piaga che offusca ilprestigio e che riduce i fatturati delle aziende italiane edovviamente di quelle campane, le quali tra innumerevoli sacrifici erigidi protocolli producono manufatti di eccellenza unici al mondo. Aparlare è il Segretario regionale del settore Agroalimentare della Ugl Campania Ferdinando Palumbo (nella foto), da sempre paladino dei prodotti tipicidel territorio della regione. E' necessario ricercare soluzioni attea connotare i nostri manufatti alimentari - continua il sindacalista - per lungo tempo politici ed economisti hanno consigliato alle nostreaziende di produrre l'alta qualità per accrescere l'immagine all'estero del Made in Italy e per salvaguardare i livellioccupazionali di un comparto sottostimato. E' arrivato il momento incui quelle aziende e con esse, i lavoratori che vi operano, venganotutelate con decisione. Dopo la crisi della mozzarella, non intendiamoassistere inermi a quelle del pomodoro San Marzano, della pasta diGragnano e di tutti quanti gli altri prodotti del nostro territorio.


Ferdinando Palumbo

Consiglio Nazionale Agroalimentare Ugl

Segretario Regionale Ugl Agroalimentare Campania

Tutela della filiera agroalimentare e zootecnica, se ne discute in Senato.


Santa Maria La Fossa – Si svolgerà martedì prossimo 20 ottobre presso il Senato della Repubblica, un’audizione dinnanzi alla commissione congiunta Agricoltura e Lavoro dove si tratterà della “tutela della filiera agroalimentare e zootecnica”L’audizione è stata richiesta e promossa dall’Unione dei Comuni (Caserta – Sud – Ovest). I sindaci dell’Unione dei comuni che saranno presenti si faranno latori della grave crisi che si è abbattuta su tutta la filiera agro alimentare di Terra di lavoro e segnatamente del Basso Volturno, dove insistono la stragrande maggioranza degli allevamenti bufalini e che è da sempre considerata zona di produzione della mozzarella di bufala. Saranno tre i sindaci ad intervenire: il sindaco di Grazzanise dott. Enrico Parente, che traccerà le linee guida, le motivazioni che hanno portato l’Unione dei Comuni a chiedere l’audizione davanti alla Commissione congiunta del Senato; il sindaco di Falciano del Massico Dott. Giulio Cesare Fava che tratterà delle problematiche legate all’emergenza della brucellosi, mentre il sindaco di Santa Maria La Fossa dott. Antonio Papa illustrerà la problematica legata alla diossina. La situazione della filiera di produzio ne dell’oro bianco, a seguito dell’emergenza dei rifiuti! (che ha fatto confluire in zona tutta l’immondizia della provincia di Napoli e Caserta), è oramai al collasso. Molti sono, infatti, gli allevatori che, anche a seguito della politica degli abbattimenti dei capi bufalini (decretata al fine di debellare la brucellosi), hanno deciso di svendere le aziende sull’orlo del fallimento. Ma qual è la finalità di questa richiesta di audizione? “ Vogliamo chiedere un provvedimento normativo urgente in materia – risponde il sindaco dott. Antonio Papa - che stabilisca quali siano gli interventi da fare per tutelare tutta la filiera e soprattutto i livelli occupazionali. Sono, infatti, 17 mila i lavoratori che sono impiegati direttamente nel settore, mentre si possono quantificare in 90 mila le unità dell’indotto: praticamente il settore dà lavoro a mezza provincia di Caserta”. “Lo Stato ci deve dire che cosa vuole fare di questo t erritorio”, tuona il sindaco Antonio Papa. “Se vuole che in questa zona sia ripristinata la filiera agroalimentare, secondo quella che è la sua naturale vocazione, e allora, si deve procedere alla bonifica integrale del territorio. Oggi noi ci troviamo sopra una vera e propria ‘bomba ecologica’ – dichiara preoccupato il dott. Papa - .Non si può pensare di spostare l’immondizia nel vicino territorio di San Tammaro… poi si incendiano le eco balle (per autocombustione) e si deve procedere, di nuovo a tutti i controlli sui livelli di diossina nel raggio di tre chilometri, chiudendo nel frattempo le aziende bufaline. Se lo Sato vuole che sia sostituita alla filiera agroalimentare la filiera dell’immondizia, ce lo dicesse chiaramente – continua Papa -, così che noi possiamo attrezzarci per la produzione di energia elettrica”.

c.s.

Loffredo critica l'equilibrio di Bilancio.


SESSA AURUNCA. Gli equilibri di bilancio non sono andati giù alla minoranza consiliare di Sessa Aurunca, che li ha considerati l'ennesimo parto di un Amministrazione delegittimata dai numerosi scontri intercorsi e da un modus operandi non molto saggio. Le posizioni più dure provengono dal Popolo delle Libertà, che ha apostrofato in malo modo l'uso sfrontato degli avanzi di bilancio. Secondo il capogruppo Giuseppe Loffredo (nella foto) “Basterebbe porre l’accento sulla scelta di avvalersi in maniera così consistente dell’avanzo di amministrazione - che notoriamente scaturisce da un’enorme mole di residui attivi di assai dubbia esigibilità, se non insussistenti — per rimanere interdetti: ben 570 mila euro che servono a coprire per più di un terzo il fabbisogno del riequilibrio pari a circa un milione e mezzo di euro. Come a dire, che si copre un buco vero, una falla concreta nel bilancio, con una somma pressoché virtuale, frutto di un artificio contabile: ma questa, si sa, è un’abitudine alquanto invalsa ancorché assolutamente illegittima”. Loffredo pone l'accento anche su alcuni debiti fuori bilancio elencati dall'assessore alle Finanze. Gli atti incriminati sarebbero delle parcelle professionali non previste dall'articolo 194 del Testo unico sugli enti locali come possibile parti della fase degli equilibri di bilancio. Su ciò il capogruppo pone l'accento su: “La ratio, in buona sintesi, è che si tratti si spese impreviste ed imprevedibili. Ci si domanda, allora, come sia possibile che nell’elenco si rinvengano anche parcelle professionali di tecnici che hanno svolto mansioni di progettazioni di opere pubbliche più di 10 anni fa...”. Nella fattispecie non vanno giù alla minoranza novanta mila euro circa di debiti fuori bilancio (più le spese legali) dovute all'ingegner Cirella ed all'architetto Torcicollo per la realizzazione di opere sul territorio comunale ben tredici anni or sono. Altri oneri professionali sono stati elencati all'interno della seduta, tra cui anche la fattura per la demolizione di un automobile ritrovata nel 2000 dai carabinieri di Cellole nel Comune di Cellole e di cui ci si pone la domanda sul perché i costi siano addebitati al Comune di Sessa Aurunca. Loffredo conclude tutto ciò con una frase: “Inutile dire che tutta questa documentazione verrà trasmessa alla Corte dei conti ed alla Procura della Repubblica: fossimo in voi, colleghi consiglieri della maggioranza, ci guarderemmo bene dall’approvare questo riequilibrio....”


Elio Romano

Padre Antonio: un ponte sul Mediterraneo.


GRAZZANISE. Accanto ai non numerosi cittadini che hanno portato 'in alto' il nome di Grazzanise, di sicuro un posto importante e di rilievo deve essere riservato a padre Antonio Raimondo. Egli nasce a Grazzanise e da subito scopre la vocazione religiosa, una vocazione che lo porta ad entrare nella famiglia dei frati francescani trascorrendo il periodo degli studi e del discernimento presso il collegio serafico di via Della Boccea a Roma. Da qui il passaggio in Terra Santa, Betlemme, Ain Karem (patria di San Giovanni Battista), Gerusalemme, dove viene ordinato sacerdote e quindi il trasferimento in Egitto, al Cairo, dove vive e trasmette la Parola di Dio, aiutando gli abitanti delle zone povere, da oltre 35 anni. Da subito si è rimboccato le maniche mettendosi al lavoro e cercando di aiutare i giovani che hanno gravitato intorno alle parrocchie in cui è stato, da Kafr Dawar a Bulacco, con mini progetti come il laboratorio di sartoria e maglieria per le giovani del posto. Compravano le macchine tessili e le ragazze scontavano con il lavoro il prezzo anticipato. Una volta finito di scontare le macchine diventavano di loro proprietà, portandosele a casa. Nel frattempo padre Antonio, nel cui dna scorre sangue contadino, aveva partecipato ad un progetto agricolo nel deserto per inserire agronomi appena diplomati, procurando loro una casa, che veniva poi scontata con la vendita dei prodotti. Si attiva a favore dei piccolissimi e cerca tutte le strade, avviando uno o più asili. Grazie a qualche canale provvidenziale, è riuscito ad aprirne tre, nonostante le difficoltà per portarli avanti. Nonostante i problemi di salute padre Antonio continua ostinatamente la sua missione in Egitto dove negli anni '80 ricevette la visita di Madre Teresa di Calcutta e l'aiutò ad aprire la prima casa di accoglienza per gli abbandonati che non avevano più nessuno. Per la sua tenacia ed abnegazione ha partecipato al documentario "L'altro Cairo" ed è stato candidato, negli anni scorsi, al premio missionario "Cuore Amico". L'affetto che si guadagna in quella zona di mondo –ora al Muski- è sottolineata dai termini con cui si rivolgono a lui: 'Abuna'-padre, 'Sayyedna'-nostro signore e 'Maulana'-nostro sovrano ed in queste espressioni si legge tutta la stima ed il rispetto per una persona che ha dedicato più della metà della sua vita a questa Terra, tanto da sentirla sua, da ottenere la cittadinanza Egiziana, tanto da farlo parlare de 'Le mie due terre'. Nell'ultimo periodo ha dedicato parte del suo tempo a vari studi collaborando per alcuni documentari su questa Terra affascinante e misteriosa; pubblicando un libro fotografico su 'Marsa Matruh' –una zona di mare- e collaborando ad una rivista italo-egiziana "Incontro Mediterraneo", con la pubblicazione di alcuni articoli molto interessanti come il reportage dei 'figli dei portinai' dei cantieri, che lo portano ad asserire che 'I problemi sociali dell'Egitto sono infiniti teoremi senza soluzioni'; sulle similitudini tra le melodie napoletane e quelle arabe tanto da fargli dire che 'Sono due mondi musicali dove musica e melodie si diversificano per lingua, ritmo e strumenti, ma si unificano nell'esprimere i sentimenti dell'uomo, il suo stato d'animo (…). Entrambe le musiche, pur esprimendo la diversità di provenienza, hanno la medesima sorgente, nascono sulle sponde del Mediterraneo'. Ha presentato un dossier sulla bufala mediterranea partendo dalla sua esperienza, dai ricordi della conduzione dell'attività paterna fino all'ammodernamento dell'attività che oggi conducono i suoi fratelli, padre Antonio porta avanti un parallelismo sulle modalità di allevamento della bufala fino alla produzione dei diversi prodotti caseari: mozzarelle, caciocavallo e ricotta in Italia; qeshta, ghibna qadima in Egitto. Dalle modalità di produzione alle motivazioni dei nomi dei formaggi, 'Formaggi differenti –dice padre Antonio nel suo dossier- per gusto e procedura. Hanno una sola cosa in comune: vanno consumati in famiglia, attorno a un tavolo'; è qui l'essenza del dossier, la famiglia, il lavoro, l'unione e la comunione, caratteristiche che hanno segnato la vita di questo grande uomo. Le sue due terre: lontane ma legate da così tante affinità che inevitabilmente lo fanno sentire comunque, sia al di qua che al di là del Mediterraneo, a casa sua e solo chi veramente ama la propria terra ed i lavori che producono qualcosa di pregiato come la mozzarella ne poteva seguire il parallelismo sui due fronti. Un argomento attualissimo sui due versanti per le problematiche correlate a questo particolare tipo di allevamento e soprattutto a quelle inerenti la produzione del più noto dei suoi prodotti caseari. Il 18 Ottobre, dopo un mese trascorso a Grazzanise tra l'affetto dei suoi cari, tornerà in Egitto a portare affetto a chi ha maggiormente bisogno di lui. Lì tornerà alle sue occupazioni ai suoi impegni ai suoi studi per fondere le sue esperienze perché continui questo filo tra le sue due terre che, seppure in parte infinitesimale, riesce a far amare agli abitanti dell'una e dell'altra. Due realtà di mondo che si incontrano e si confrontano grazie alla sensibilità di un francescano, semplice e mite ma senza alcun confine mentale la cui unica ragione di vita è dare, senza vantare le sue conoscenze, senza sfoggiare la sua sapienza: ti rendi conto della sua vasta cultura solo se lo stai ad ascoltare; una vita segnata dallo scorrere delle acque di quattro fiumi, il Volturno a Grazzanise; il Giordano in Palestina; il Nilo a Il Cairo, il fiume Jur nel Sud Sudan in cui è stato per alcuni mesi; ogni fiume ha rafforzato il legame con le sue origini mai dimenticate. Quando parla tutto assume un colore particolare, sia che tratti di argomenti teologici o che parli delle difficoltà di integrazione e burocrazia: nelle riflessioni di padre Antonio, nei suoi occhi, scorrono le acque del Volturno, di quando lui era bimbo, e la sabbia del deserto egiziano, che si ama solo per ciò che può trasmettere all'animo che vi si apre.


Giovanna Pezzera

17 ottobre 2009

Richiesta di convocazione del Consiglio Comunale di Piedimonte Matese del PDL.


Piedimonte Matese. Una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale - art. 39, comma 2, D. Lgs. 267/2000, è stata inviata al Sindaco di Piedimonte Matese, dai consiglieri comunali del PDL a norma dell’art. 39 - comma 2 - del D. Lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), Giovanni Ferrante (nella foto), Carlo Sarro, Giacomo Cestaro, Nicola De Girolamo, Michele Iannarelli, Mauro Martino, i quali hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale per discutere su gli indirizzi di pianificazione commerciale della Città di Piedimonte Matese. Il Gruppo del PDL ha formulato anche una proposta di Pianificazione che pubblichiamo di seguito:

Proposta di deliberazione di Consiglio Comunale
“Indirizzi di pianificazione commerciale della Città di Piedimonte Matese”


IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO


che la Legge Regionale 7 gennaio 2000 all'art. 13 prevede che i Comuni devono provvedere a dotarsi dello specifico “strumento d'intervento per l'apparato distributivo”;
che con nota del Settore 04 “Regolazione dei Mercati”, dell'AGC 12 “Sviluppo Economico”, prot. n. 02352257 del 18/03/2009, indirizzata al Sindaco del Comune di Piedimonte Matese, si comunicava l'ingiustificata inerzia dell'Amministrazione Comunale in relazione all'adozione del SIAD;
che la Regione Campania con decreto dirigenziale n. 317 del 24 giugno 2009 ha disposto la nomina di un Commissario ad Acta, ai sensi dell'art. 49 della L.R. n. 1/2000, per la redazione dello Strumento di Intervento per l'Apparato Distributivo;
CONSIDERATO
la necessità di dover provvedere in merito in quanto detto strumento promuove lo sviluppo economico del territorio in rapporto alla pianificazione, al rilascio di autorizzazioni per le strutture di vendita, nonché all'interesse dei consumatori in relazione ad un equilibrato sviluppo delle diverse tipologie distributive;
RITENUTO
indispensabile sottoporre al Commissario ad acta una proposta di indirizzo di pianificazione commerciale della Città che tenga conto delle attuali difficoltà economiche che attanagliano gli operatori commerciali, che promuova una maggiore cultura d'impresa con particolare riguardo al rapporto tra Amministrazione e operatori commerciali, che si ponga come obiettivo quello di valorizzare il commercio quale produttore importante di ricchezza e occupazione per la nostra comunità e di favorire la centralizzazione del Comune con la sua tradizione di piccola distribuzione;
DELIBERA
di impegnare il Sindaco e la Giunta a sottoporre la proposta di indirizzo di pianificazione commerciale al Commissario ad acta.

NON SIAMO NOI I BUGIARDI !!


DRAGONI.Noi consiglieri del gruppo di minoranza avevamo affisso manifesti che non volevano certamente avere sapore di polemica, ma volevano essere soltanto una fonte di informazione a tutti i cittadini. Il Sindaco e la sua maggioranza, in verità, non potendo smentire categoricamente quanto da noi affermato, rispondevano in modo labile e confuso, cercando di confondere ancor più la popolazione. La PURA VERITA’ è che il Comune di Dragoni versa in gravi condizioni di salute (L’ECONOMIA COMUNALE E’ A PEZZI) e non si ha il coraggio di affrontare i VERI PROBLEMI della collettività né di dichiarare il dissesto (…da loro creato).
Noi non vogliamo scendere in sterili polemiche e pettegolezzi, vogliamo solo che il Sindaco e la sua maggioranza, già invitata nel nostro primo manifesto, consenta a noi ed a tutti i cittadini di poter partecipare ad un pubblico dibattito, dove due moderatori possano consentire un confronto democratico. Riteniamo infatti che, in questa fase, parlare ancora di acqua, di bollette illegittime, di autovelox illegali, incarichi esterni onerosi, pubblica illuminazione fatiscente, cani randagi vaganti, cimiteri in totale abbandono, opere pubbliche non manutenute (…a Maiorano nella scuola addirittura...ci PIOVE), cunette intasate, impianto di depurazione in abbandono, rete fognaria non funzionante, acqua spesso non potabile e con frequenti sospensioni dell’erogazione, non debba essere ascritto come tentativo di polemica o false verità.
Pretestuosa ci appare, invece, la manovra atta al coinvolgimento degli già assessori Piucci e Lavornia nella illegale gestione dell’autovelox. E’ vero, infatti, che questi votarono a favore della sua installazione, ma è pur vero che demandarono a chi di competenza la verifica sulla legittimità del provvedimento stesso, cosa evidentemente mai avvenuta.
I due assessori, oggi consiglieri di opposizione,(vi siete mai chiesti il perché due assessori si allontanano dal gruppo primitivo e formano un’altra compagine ??..!!!) erano evidentemente a favore dell’installazione nel centro urbano di un valido strumento di controllo che fosse di reale valore dissuasivo, laddove realmente esiste il pericolo dell’alta velocità, a salvaguardia dell’incolumità dei cittadini e non certo per fare cassa. Se queste sono le nostre bugie, ditecelo per favore! Ve ne saremo grati !! Non vogliamo fare altri manifesti né la guerra sugli stessi.
Vogliamo un PUBBLICO DIBATTITO, se la cosa non vi spaventa. Aspettiamo una pubblica risposta con data e luogo che voi stabilirete, e dopo, certamente, con serenità, civiltà e democrazia, affronteremo questi problemi e non solo.
I Consiglieri di Minoranza
Alberto D’Aloia
Giovanni Lavornia
Pierino Piucci
Maria Micco


(nella foto il capogruppo della minoranza Dott. Alberto D'Aloia)

Fonte:comunicato stampa

E' UFFICIALE L'ON. NICOLA COSENTINO E' IL CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE CAMPANIA DEL PDL.


PIEDIMONTE MATESE.Profonda soddisfazione nelle parole del Senatore della Repubblica Avv. Carlo Sarro (Pdl) a margine del vertice odierno tra il Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi, i Coordinatori nazionali del Pdl Sen. Sandro Bondi, On. Denis Verdini ed On. Ignazio La Russa ed i parlamentari campani del Pdl, svoltosi a Palazzo Grazioli, che ha portato alla designazione ufficiale del Sottosegretario di Stato all’Economia e Coordinatore regionale del Pdl On. Nicola Cosentino (nella foto) a candidato del Popolo della Libertà alla Presidenza della Regione Campania in occasione delle elezioni regionali della prossima primavera.
“È con vivissima soddisfazione – dichiara il Senatore Sarro - che ho registrato nel corso della importante riunione di oggi a Palazzo Grazioli, la convergente designazione da parte della delegazione parlamentare campana (Senatori, Deputati e Parlamentari Europei) dell’On. Nicola Cosentino quale candidato alla Presidenza della Regione Campania. Con altrettanta soddisfazione ho registrato il recepimento di tale indicazione da parte dei vertici nazionali On. Verdini, On. La Russa e Sen. Bondi e, soprattutto, del Presidente Silvio Berlusconi. Con la candidatura dell’On. Cosentino, i livelli politici territoriali hanno dimostrato di concorrere nei processi decisionali del partito in maniera attiva e responsabile, a dimostrazione del fatto, come ha sottolineato anche il Presidente Berlusconi nel suo intervento, che il Pdl non è una “caserma” ma un luogo politico di confronto e di discussione, nel quale gli orientamenti del territorio ricevono una adeguata considerazione. Ci attende una impegnativa campagna elettorale che affronteremo con entusiasmo e determinazione per dare finalmente alla Campania un nuovo governo regionale capace di affrontare con competenza e determinazione i tanti problemi che la pesante eredità di oltre un decennio di governo della sinistra ci lascia”.
Fonte: comunicato stampa

AL VIA IL PROGETTO PER UN’AREA PRODUTTIVA ECOLOGICAMENTE ATTREZZATA NEL MATESE.


PIEDIMONTE MATESE. Nel corso di un incontro svoltosi a Piedimonte Matese, nell'aula consiliare della Comunità Montana, il Presidente del Consorzio Asi, ing. Piero Cappello, ha illustrato, ai Sindaci dei 17 Comuni dell'area matesina il progetto A.P.E.A. -Matese. I progetti per le aree A.P.E.A.( area produttiva ecologicamente attrezzata) hanno una caratterizzazione fortemente innovativa dal punto di vista della sostenibilità ambientale, con particolare riguardo agli aspetti del risparmio energetico, della logistica e della tutela delle risorse ambientali. Le aree Apea rappresentano un modello di area produttiva attrezzata il cui obiettivo strategico consiste nel ridurre al minimo l'impatto ambientale ed il consumo di risorse, basandosi sui principi propri dell'ecologia Industriale: uso efficiente delle risorse; minimizzazione degli impatti dell'area sull'ambiente; gestione delle interazioni tra ambiente e comunità circostanti. L'Apea è, pertanto, uno strumento di valorizzazione ecologico-ambientale del territorio, ma al tempo stesso un fattore di crescita della competitività del sistema produttivo. Le aree produttive dovranno essere caratterizzate da una particolare qualità ambientale, superiore agli standard normativi, ottenuta grazie alla presenza di infrastrutture, dotazioni, impianti e tecniche gestionali che garantiscano: salubrità e igiene dei posti di lavoro; prevenzione e riduzione dei livelli d'inquinamento; smaltimento e recupero dei rifiuti e trattamento delle acque reflue; contenimento e uso ottimale delle risorse energetiche; adeguata e razionale accessibilità delle persone e delle merci. Il progetto parte, non a caso, dall'area matesina, dove l'esigenza di coniugare le istanze di sviluppo delle attività produttive con la tutela delle risorse ambientali è particolarmente avvertita. L'obiettivo dell'Asi è quello di realizzare un progetto portante nell'ambito di un "accordo di reciprocità" da sottoporre alla Regione Campania per l'acquisizione dei finanziamenti e che veda la cooperazione tra tutti i soggetti istituzionali ed economici dell'area del Matese e della stessa provincia di Caserta. I tecnici del Consorzio hanno già avviato gli incontri con tutti gli Enti Locali interessati per acquisire idee e progetti con particolare riferimento a quelli che riguardano le infrastrutture di collegamento tra le realtà locali e l'agglomerato Asi del Matese che dovrà ospitare il nucleo centrale del progetto APEA. All'incontro hanno partecipato i Sindaci dei 17 Comuni dell'area matesina, il Presidente della Comunità Montana, dott. Fabrizio Pepe, il Commissario del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano, dott.ssa Lucia Ranucci, il presidente del GAL Alto Casertano, dott. Ercole De Cesare, con il consigliere delegato, prof. Pietro Cappella, il presidente della Coldiretti, dott. Tommaso De Simone, e il presidente di Confindustria Caserta, ing. Antonio Della Gatta.


Pietro Rossi

LA TARSU A LIVELLI INSOSTENIBILI A BAIA LATINA.


Baia Latina. Nonostante la carenza del servizio, a Baia e Latina i cittadini sono costretti al pagamento di una tariffa per la TARSU al di sopra della media provinciale. E’ questa la conclusione alla quale il gruppo di minoranza e per esso il capo gruppo Michele Santoro (nella foto) è giunto nell’analizzare la tariffa della TARSU di Baia e Latina ed il Servizio reso ai cittadini. E’ strano, dichiara Michele Santoro, che nonostante sia stato affidato nel 2005 mediante un regolare contratto il servizio della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani al Consorzio CE 1 e per esso al soggetto unico Provinciale, dal 2005 ad oggi abbiamo assistito ad un continuo aumento della tassa senza che ad esso sia poi corrisposto un adeguamento del servizio. In questi giorni, per la verità da oltre un anno, basta percorrere le vie cittadine per rendersi conto di come viene effettuato il servizio. L’automobilista che percorre le strade cittadini, si rende subito conto dello stato di precarietà del servizio in quanto facilmente nota cumuli di rifiuti (vetro ed altro) in molti punti del paese. Per non parlare poi della raccolta degli ingombranti che non viene effettuato da moltissimo tempo se non addirittura da circa un anno. Vedere davanti agli ingressi delle abitazioni di Baia e Latina depositi di ingombranti sembra quasi assistere ad un mercatino dove ognuno espone quello che ha, eppure i cittadini continuano a pagare per il servizio della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani una aliquota al di sopra della media provinciale. Se poi, dichiara ancora Michele Santoro, l’automobilista di turno si sposta lungo le strade di campagna allora si rende perfettamente conto dell’abbandono totale del territorio ed assiste veramente ad uno spettacolo vergognoso. Vedere abbandonati lungo i fossi delle strade di campagna sacchetti di immondizia o addirittura frigoriferi, lavatrici o televisori, significa proprio aver raggiunto il fondo. Assistere poi all’immobilismo di chi è tenuto, non per imposizione ma per libera scelta, a rendere un servizio alla cittadinanza ed a loro stessi, significa che abbiamo oltrepassato ogni limite, abbiamo raggiunto un livello di trascuratezza tale che non ha eguali nella storia del nostro paese. Eppure, continua Michele Santoro, i cittadini di Baia e Latina dal 2005 anno in cui veniva stipulato il contratto con il Consorzio CE 1 ad oggi si sono visto aumentare vertiginosamente la bolletta della TARSU, con un aumento addirittura di circa l’ 80 % rispetto alla tariffa praticata prima della stipula del contratto con il Consorzio CE 1 senza che all’esoso corrispettivo corrispondesse poi un miglioramento del servizio anzi.
Addirittura negli ultimi tempi a diversi cittadini è stato notificato un avviso di accertamento d’Ufficio con il quale si comunicava che ai sensi delle leggi vigenti in materia, la superficie assoggettabile alla TARSU veniva adeguata d’Ufficio nella misura dell’80 % della superficie catastale. Alla luce di quanto innanzi detto, moltissimi cittadini si chiedono ripetutamente, cosi come il Comune ha applicato d’Ufficio in virtù di leggi in materia l’adeguamento della superficie assoggettabile all’imposta, alla stesso modo in virtù di leggi vigenti perchè non adegua il servizio con l’effettuazione della raccolta differenziata ferma all’anno zero, alla raccolta del vetro e degli ingombranti ? Siamo convinti, conclude Michele Santoro, che qualcuno che per libera scelta ha deciso di dedicarsi ai problemi della collettività prima o poi veda quello che stranamente solo i nostri amministratori non vedono di come realmente viene eseguito il servizio della raccolta dei rifiuti solidi urbani e dello stato di abbandono in cui versa il territorio di Baia e Latina soprattutto del centro storico ridotto alle sembianze di una immensa discarica a cielo aperto.

Pietro Rossi

Udeur pronto alla rinascita a Cellole.


CELLOLE. Toto candidature in atto nel Comune di Cellole, ormai l'intera dirigenza politica è candidabile. E' questa la divertente, triste, interessante realtà in cui si è calato nuovamente il territorio cellolese. Già nella precedente tornata elettorale non si riuscì a trovare la quadra sia a livello comunale sia a livello collegiale, facendo risultare ben sei candidati (tre di centro-destra e tre di centro-sinistra) alla competizione. All'epoca furono Aldo Izzo (UDC), Tommaso Martucci (Democrazia cristiana per le autonomie), Angelo Barretta, Carmine Rocco (lista Forward, De Franciscis presidente), Giovanni Rusciano (PDCI) e Angelo Stanziale (PRC). Alle regionali ci furono i nominativi di Antonio Lepore (Democrazia cristiana per le autonomie) e di Camillo Di Chiara (Repubblicani). Risultato fu il deludente risultato di zero consiglieri provinciali e zero consiglieri regionali eletti. Ora potrebbe succedere una situazione analoga. Tempo addietro si era accreditata la possibilità di rivedere l'Udeur a Cellole. Nomi definitivi non se ne sono fatti ancora e di certezze ne mancano, ma nelle ultime ore si ventila la presenza di un ulteriore candidato nelle file della maggioranza. Si tratterebbe dell'assessore alla Pubblica Istruzione Giovanni Freda, che avrebbe molti requisiti alle spalle. E' esperto in materia politico-amministrativa in virtù dei due mandati rivestiti fin'ora, ha avuto un ottimo successo (con il supporto dell'intera Amministrazione comunale) politico con l'apertura dell'Istituto Alberghiero “del mare” tanto agognato dagli imprenditori turistici litoranei ed è giovane. Proprio quest'ultimo potrebbe essere un requisito importante, visto che l'età media in Consiglio comunale continua a crescere e serve qualcuno in grado di stimolare il ricambio generazionale (sia in senso anagrafico sia in senso ideale).
Freda non sarebbe neppure una novità in seno ai mastelliani, visto che li ha frequentati dopo il suo addio a La Margherita, e potrebbe non essere neppure solo in questa percussione. Alle sue spalle pare ci sia l'assessore allo Spettacolo ed alla Promozione del territorio Carmine Rocco nonché il delegato allo Sport Giovanni Grecola e l'assessore ai Lavori Pubblici Arturo Montecuollo (meno sicura questa affermazione rispetto alle altre due). Messi insieme, contando i soli voti alle comunali, sarebbe un gruzzoletto da un migliaio di voti, dunque la fattibilità di un simile progetto è tutt'altro che inconsistente.


Elio Romano

CRISI OCCUPAZIONALE A SESSA AURUNCA.


SESSA AURUNCA. Del Sindaco Luciano Di Meo (nella foto) si è detto e, probabilmente, se ne dirà di tutto. Non si può dire che è rimasto in disparte a lungo, tra una cosa e l'altra sicuramente non si è mai riposato. Anzi, sul fronte occupazionale è stata la fascia tricolore più travagliata dalle crisi industriali da venti anni a questa parte. Dalla sua ci sono migliaia di chilometri macinati tra i Ministeri di Roma e gli Assessorati regionali di Napoli per salvare anche il singolo posto di lavoro nei fari fallimenti chiamati Morteo Soprefin, Formenti Seleco ed Eurobox (le maggiori aziende sul territorio aurunco a cui si devono aggiungere le uniche superstiti Manucor e Boston Tapes). Ora gli toccherà sobbarcarsi anche le problematiche Manucor, visto l'andazzo attuale. Abbiamo voluto intervistarlo per capire bene la situazione e le prospettive nel prossimo futuro.
Signor sindaco, un ennesima crisi industriale ed occupazione nel bel mezzo del suo mandato. Ormai è divenuto esperto in materia, ma nello specifico cosa significa per Ente locale dover affrontare l'emergenza occupazionale dei propri cittadini? “Innanzitutto, hai la sensazione a volte di essere impotente su cose che sono più grandi di quelle che sono di competenza di una amministrazione e nonostante questo cerchi, a fianco dei lavoratori e delle maestranze, delle soluzioni che non sono facili. Nello specifico Manucor è stato chiesto un incontro in Prefettura ed in Regione, sperando che ci sia un piano di recupero valido per salvaguardare le maestranze. In questo territorio le uniche entità che si salvavano erano la Manuli (la Manucor è conosciuta in tutto il territorio con il vecchio nominativo, ndr.) e la Boston Tapes. Come fatto per le altre aziende ci siamo già attivati e ci attiveremo per salvaguardare questi posti che sono in pericolo”. Di Meo prende un attimo di pausa, poi conclude dicendo: “Non è semplice, perchè ti guardi intorno e ti accorgi che il problema sta da un poco tutte le parti. Non poteva capitare periodo peggiore”.
Il caso Manucor riporta alla mente i casi Morteo Soprefin, Formenti Seleco ed Eurobox. Tutte queste crisi industriali sul territorio di Sessa Aurunca potrebbero portare ad una ridefinizione della vocazione territoriale oppure ci sarà un programma di rilancio del polo Asi con il supporto dell'Ente? “Guardando un poco quello che è il nostro territorio, le vocazioni possono essere anche altre. Parliamo da anni ed anni di vocazione turistica, di spazio in questo senso ce ne sarebbe. Da questo a dire che questo territorio non avrebbe bisogno di un piano industriale ce ne passa. Buona fetta dell'occupazione può avvenire attraverso questa attività. Non posso immaginare il territorio senza questo tipo di attività, anche di altro genere come la costruzione di impianti fotovoltaici o altro ancora, ma parlare di un territorio privo di un polo industriale ce ne passa davvero parecchio”.
Nelle prossime settimane, il Comune di Sessa Aurunca come si attiverà in favore degli oltre 250 operai Manucor? “Dipende. Dipende molto da quelli che saranno i prossimi avvenimenti. Quello che succederà in Prefettura. Quello che succederà a livello regionale. Saremo sempre a fianco delle maestranze, delle Rappresentanze sindacali unitarie, con i quali siamo in stretto rapporto, e vedremo il da farsi. Quello che è importante è che la Manucor presenti un piano industriale serio, che è la cosa più importante”.


Elio Romano

16 ottobre 2009

Vertenza B.A.I.F.: non così scontata la solidarietà degli abitanti del Matese.


Gallo Matese. Negli ultimi giorni sulla stampa locale tiene banco l’accendersi di una vertenza tra il personale BAIF e l’Amministrazione della Comunità Montana del Matese, guidata dal presidente Fabrizio Pepe. Il tema della discordia consiste nella presunta impossibilità, da parte dell’Ente Montano, di garantire standard occupazionali e stabilità a circa 200 addetti. Sul piede di guerra sono scesi immediatamente i sindacati, con possibili agitazioni tra il personale. Ferma restando la preoccupazione che una notizia del genere potrebbe suscitare, sia per il personale, sia per le loro famiglie, sia per i paesi dove vivono gli operai, non si può far finta di non sentire l’altra campana, che ben sarebbe favorevole ad un consistente ridimensionamento degli organici della Comunità Montana. Senza voler generalizzare, consapevoli che la stragrande maggioranza dei Baif svolge quotidianamente il proprio lavoro con dedizione e che solo una sparuta minoranza abbia talvolta gettato discredito sull’intera categoria (come spesso, purtroppo, accade nelle pubbliche amministrazioni), gli abitanti del Matese non vedono di buon occhio la categoria dei Baif, e non è scontata la solidarietà nei confronti della categoria in questo momento di incertezza sul futuro professionale. Staremo a vedere, con la speranza che il grande gruppo dei Baif sappia spontaneamente isolare ed allontanare le mele marce (per intenderci, quei pochi che, d’estate, sono coricati al fresco nelle montagne dei Zappini e simili), e sappia dimostrare nei fatti la propria utilità.

c.s.

Acqua potabile sempre più cara.


Rialzi medi del 5,4%, con punte del 30% a Salerno e Benevento. E molte regioni sono in deroga sugli inquinanti Secondo un'indagine di Cittadinanzattiva sulla qualità del servizio, nell'ultimo anno il costo dell'acqua ha registrato un incremento medio del 5,4%, con punte del 30% a Salerno e Benevento. Non solo. In otto regioni la qualità è fuorilegge. Anno dopo anno si è verificata una crescita costante delle tariffe che dal 2000 ad oggi sono aumentate del 47% (dati Istat). Secondo il dossier di Cittadinanzattiva, nel 2008, il costo ha registrato un incremento medio del 5,4% rispetto al 2007, con aumenti a due cifre in 15 città: si parte dalla Campania (+34,3% a Salerno, +31,9% a Benevento) per arrivare in Emilia Romagna (+21,4% a Parma, +10% a Ravenna) passando per Basilicata (+16,1% a Potenza e Matera), Veneto (+16,3% a Padova e +12,3% a Verona), Lombardia (+15,9 a Lodi, + 13,4% a Cremona), Piemonte (+14,5% a Verbania, +12,8% a Novara), Marche (+14,4%, ad Urbino e +11,5% ad Ancona) e Friuli (+12,1% Gorizia). In definitiva, gli incrementi si sono registrati in ben 68 capoluoghi di provincia.
Ma il rialzo dei prezzi non è stato corrisposto da un incremento della qualità del servizio. Anzi. Negli ultimi sette anni hanno usufruito delle deroghe ben 13 regioni. Attualmente sono 8 le regioni in deroga circa i contenuti ritenuti tossici (fluoro cloruri, magnesio, sodio, solfati). E sono: Lazio, Lombardia, Piemonte, Trentino, Umbria, Toscana, Campania, Puglia), per un totale di 7 parametri: arsenico, boro, cloriti, fluoro, selenio, trialometani e vanadio.Tali regioni dovrebbero organizzarsi affinché la popolazione sia adeguatamente informata, ma in alcuni casi non si specificano nemmeno i nomi dei singoli comuni coinvolti. Acqua dei rubinetti, ecco dove è buona e no. L'acqua che esce dal miscelatore di casa è meno inquinata di quanto si pensi, ma spesso per paura rinunciamo a berla. La potabile più pura a Bolzano, male Genova e Palermo La beviamo anche se non ci fidiamo. Ma il più delle volte rinunciamo all'acqua del rubinetto per la paura, spesso ingiustificata, di contaminazioni chimiche o microbiologiche, anche quando le analisi degli enti che svolgono i controlli, cioè gli acquedotti e le Asl, ne certificano qualità e sicurezza. La mineraleCosì non ci resta che "ripiegare" sulla minerale. E in Italia siamo diventati i migliori clienti dei produttori di acqua in bottiglia, siamo addirittura arrivati ad avere oltre trecento marche diverse di minerale. Ma, secondo una ricerca, pur non sapendo esattamente cosa esce dai nostri rubinetti, consumiamo anche 250 litri pro capite al giorno di potabile e siamo sempre più inclini verso le nuove fonti d'acqua "alla spina", dove si fa rifornimento a costo e a impatto zero. RicercaDue ricercatori dell'università degli studi di Milano Bicocca hanno da poco brevettato un kit per l’analisi chimico-fisica dell’acqua domestica. Cinque strisce da immergere nell’acqua e in pochi minuti si può analizzare l’acqua di casa nostra e scoprire le sue caratteristiche, misurando i parametri di legge: pH, durezza, nitriti, nitrati, cloruri e solfati.In LombardiaL'indagine ha preso come campioni tantissime città italiane e in particolare quelle della Lombardia. Le città che hanno l'acqua più pura sono Brescia e Mantova, seguite da Varese, Cremona, Sondrio e Como che quasi a pari merito hanno una qualità della potabile piuttosto buona, solo con i valori dei nitriti un po' alti e la direzza dell'acqua un po' al di sopra della norma. A Bergamo, la sitazione è peggiore di quanto ci si aspetti con i cloruri decisamente oltre la soglia consentita. L'acqua peggiore a Pavia che ha la durezza, i nitriti e il PH superiori ai valori di legge. A Milano c'è una concentrazione di nitrati al limite dei valori di legge in diverse zone della città. In ItaliaA Genova e a Torino i valori di cloruri e solfati superavano i limiti di legge. I solfati non hanno superato la prova neanche a Palermo. Situazione con alcuni valori "fuorilegge" a L'Aquila, Bari, Firenze, Napoli, Milano (l'acqua migliore ce l'ha in centro), Roma, Torino. Si va migliorando a Bologna, Padova, Reggio Emilia e Sassari. La città con l'acqua più pura? Bolzano.Nel mondoSe si vuole bere un'acqua con tutti i valori consentiti dalla legge si deve andare a Parigi. Anche a Berlino e a Mosca la potabile spicca per purezza, a parte i nutriti leggermente superiori alla norma. A Madrid, Londra e New York, la situazione è accettabile, anche se non con tutti i valori a norma. Maglia nera a Gerusalemme per la sua potabile fuorilegge.Quello che non sappiamo dell'acqua dei rubinettiCittadinanzattiva sottolinea invece come poco si parli del ricorso alle deroghe al rispetto dei parametri di potabilità, previste dal D. Lgs. 31/01 e concesse dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali: negli ultimi 7 anni, ne hanno usufruito ben 13 regioni. Attualmente sono 8 le regioni in deroga: Lazio, Lombardia, Piemonte, Trentino, Umbria, Toscana, Campania, Puglia. Tutte per un totale di 7 parametri: arsenico, boro, cloriti, fluoro, selenio, trialometani e vanadio. In generale, a fronte di una crescita costante delle tariffe, la qualità del servizio è carente: si continua a far pagare il canone di depurazione anche in assenza del servizio; la dispersione idrica è ormai pari ad un terzo del volume di acqua immessa nelle tubature; il regime delle deroghe da transitorio rischia di diventare perpetuo. In positivo, si distinguono Veneto e Liguria, dove a fronte di investimenti alti, le tariffe risultano inferiori alla media nazionale, la dispersione idrica è bassa e non vi sono deroghe. In negativo spicca invece la Puglia.

Ma in fondo, il Consiglio Comunale a che cosa serve?


GALLO MATESE. Ma in fondo, il Consiglio Comunale a che cosa serve? Questa deve essere la domanda che il sindaco di Gallo Matese, Francesco Confreda, e la sua “maggioranza” si staranno ponendo da un pò, almeno osservando quanto si è verificato nelle ultime occasioni. Più di una volta negli ultimi mesi le sedute di prima convocazione sono andate deserte, a causa dell’assenza della nuova maggioranza atipica (generalmente sono le minoranze che fanno mancare i numeri), nonostante è notorio spetti solo al sindaco fissare data ed ora di convocazione, dimostrandosi sempre più “ex – Russo” dipendente la politica del piccolo paese montano.
Anche gli adempimenti propri del Consiglio, quando si riesce ad ottenere un minimo numero legale, procedono con difficoltà, con un’acredine tra maggioranza di Vitulazio e minoranza di Gallo molto intensa; il Consiglio è sempre attardato nei propri adempimenti (si pensi alla recente ratifica fuori termine di delibere di giunta), disattento ed impreciso (come il bilancio prima approvato a forza, poi annullato in autotutela e riapprovato quindici giorni dopo…).
Del tutto fastidiosi per la maggioranza i quesiti più volte avanzati dalla minoranza: a distanza di circa due anni ancora non è dato sapere come mai il Comune abbia rifiutato una proposta contrattuale per un parco eolico per accoglierne una economicamente meno vantaggiosa (domanda consigliere Pirraglia ottobre 2007); del tutto oscuro il “problema Idroeco”, nonostante numerose richieste di chiarimenti (per i quali pare sono in corso indagini della magistratura); ferme le iniziative, sollecitate in seduta, concernenti la costruzione della scala della chiesa di Vallelunga (ricordiamo che il direttore dei lavori D.D. fu sottoposto per questioni non riguardanti Gallo agli arresti domiciliari).
Nulla è dato sapere, forse anche per un complice silenzio del diretto interessato, delle malcelate dimissioni dell’assessore Tartaglia; rassegnate, ritirate, presentate e poi rimpiante (vista l’assidua presenza pubblica dell’ “ex” amministratore, ad esempio nel servizio della Rai)? Dimissioni che si tingono di mistero se si considera che proprio nel settore sanitario assegnato al Tartaglia si stanno verificando delle grane di non poco conto, che a breve verranno a galla (se, come si vocifera, dopo lo scoop della Rai, arriverà anche la troupe di Striscia la Notizia): ci riferiamo al gran bel pasticcio del telesoccorso e telemedicina, di cui non resta che un gigantesco camper super attrezzato, inutilizzato nel cortile del Comune, mentre nulla si sa della Mercedes per i trasporti veloci…
Nulla è dato sapere in consiglio, organo che, fino a prova contraria, rappresenta la collettività di Gallo Matese e Vallelunga e che di queste cose dovrebbe, se non decidere, almeno essere informato…
Ribadisco: ma in fondo, il Consiglio Comunale a che cosa serve?


Stop alla povertà. Stand Up-Alzati e muoviti contro la povertà. 17 Ottobre giornata mondiale contro la povertà!




Caserta- Olotre 20 milioni di persone in piedi per la Giornata Mondiale di mobilitazione contro la povertà e per gli obiettivi di sviluppo del Millennio. Aderisci anche tu con quest’azione simbolica, attraverso la quale manifesti il tuo impegno a dare un contributo alla Pace e alla lotta alla povertà giorno dopo giorno per la costruzione di un mondo più giusto, più equo e più solidale. La povertà é la più grossa violazione dei Diritti Umani. La povertà impedisce all’uomo di realizzare i propri sogni, di sperare in un futuro certo. la Povertà é la piaga del secolo e va sradicata dalla storia. Nelson Mandela(Nobel per la Pace) leader del popolo africano diceva: “Getta la miseria e la povertà fuori dalla storia!”. Ogni cinque secondi muore una persona per fame e malattie. Bisogna impegnarsi a fondo per la Pace e la lotta contro le nuove forme di povertà del III millennio : illegalità, prostituzione, mafie, racket, estorsioni, criminalità organizzata,traffico di stupefacenti e di armi, disoccupazione, sfruttamento minorile, immigrazione, razzismo, emarginazione, privatizzazione dei beni comuni come l’acqua… sono guerre globali che investono il mondo, in particolare il sud e i paesi poveri come l’Africa un tempo ricchi di risorse naturali, ma sfruttati a fondo e privati della loro dignità. Ogni cinque secondi muore una persona per fame e malattie. Noi società occidentale non possiamo permetterlo è un terribile crimine, è uno scontro di civiltà! Bisogna sradicare dalla storia la povertà e la miseria prime guerre globali. Fare il possibile e l’impossibile perchè la Solidarietà venga globalizzata! Bisogna mobilitarsi ed attivarsi in prima persona. Per il cambiamento bisogna rimboccarsi le maniche, avere coraggio e rischio di esporsi affinchè il male venga denunciato ed estirpato alla radice. E’ questione di morte, o di vita, di guerra o di Pace. Non c’è Pace senza giustizia, giustizia senza diritti, diritti senza sicurezza. Sviluppo dunque, solidarietà e legalità, sono le basi per costruire un futuro di Pace. Leggi e politiche giuste eque e solidali a servizio non del potere, ma a servizio della civiltà, che offrino ad ogni uomo spazi, scelte e pari opportunità.. ” (Comunicato da Agnese Ginocchio-Ambasciatrice per la Pace) -Leggi testo e ascolta file musicale canzone di impegno per la Pace: “I poveri non possono aspettare. Stop alla povertà!”


La lotta alla povertà e gli otto obiettivi di sviluppo del Millennio da raggiungere entro il 2015:

Caserta- * 1 Sradicare la povertà estrema e la fame* 2 Rendere universale l’educazione primaria * 3 Promuovere l’eguaglianza di genere e l’empowerment delle donne * 4 Ridurre la mortalità infantile * 5 Migliorare la salute materna* 6 Combattere l'AIDS, la malaria e le altre malattie* 7 Assicurare la sostenibilità ambientale * 8 Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo Sale a 1,02 miliardi il numero degli affamati. Ogni 5 secondi muore un uomo ed un bambino per fame e povertà! Urge un cambio di rotta! I poveri in Italia sono 7'500.000 + altri 7'500.000 sotto il salario da 600 euro. Nel mondo, l'estrema povertà confina con l'abbondanza. Dei 6 miliardi di abitanti del pianeta, 2,8 miliardi hanno meno di 5.000 lire al giorno per sopravvivere, e 1,2 miliardi meno di 1 dollaro eguale a circa 1 euro al giorno. Ma la povertà non è solo mancanza di soldi. La povertà è la più grossa violazione dei DIRITTI UMANI . Se la povertà è la madre dei delitti, lo scarso ingegno ed il disinteresse di ogni uomo per abbatterla ne è il padre ( Jean de La Bruyère) * 1. Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa correlate. Tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei 5 anni d'età.* 2. Oggi, il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto 5 anni. * 3. Carestia e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, benché queste siano le cause di cui si sente più spesso parlare. La maggior parte dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica. I nuclei familiari semplicemente non riescono ad ottenere cibo sufficiente. Questo a sua volta è dovuto all'estrema povertà. 4. Oltre alla morte, la malnutrizione cronica causa indebolimento della vista, uno stato permanente di affaticamento che causa una bassa capacità di concentrarsi e lavorare, una crescita stentata ed un'estrema suscettibilità alle malattie. Le persone estremamente malnutrite non riescono a mantenere neanche le funzioni vitali basilari. 5. Si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne muoiono ogni anno. 6. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto. 7. Il modo migliore per alleviare la fame nel mondo sia l' istruzione e l’Informazione. Le persone istruite riescono più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame. Non c’è tempo da perdere. AGISCI ORA e dai il tuo CONTRIBUTO per la PACE. -Info: MOVIMENTO INTERNAZIONALE per la PACE e la SALVAGUARDIA del CREATO- (http://wm6.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://movimentopaceambasciatori.blogspot.com/ )
-Leggi testo e ascolta file musicale canzone di impegno per la Pace: “I poveri non possono aspettare. Stop alla povertà!”

Il Partito Democratico cittadino sulla visita di Rivellini e della delgazione del PdL: "Evidentemente per loro è già iniziata la campagna elettorale".


Piedimonte Matese.Prendiamo atto che anche il PdL locale e regionale si è accorto dell’esistenza dell’Ospedale di Piedimonte Matese e delle sue problematiche. In effetti negli ultimi quattro anni di consiliatura regionale non si ricorda un particolare interessamento degli onorevoli Polverino e Rivellini. Oggi che evidentemente è cominciata la loro campagna elettorale, si mostrano preoccupati delle problematiche del nosocomio matesino, insieme ad esponenti locali anch’essi in fase di riscaldamento preelettorale. Nulla di male, vuol dire che potranno dare una mano a chi come il Sindaco di Piedimonte, Vincenzo Cappello (nella foto), si adopera per il miglioramento dell’ospedale con un impegno continuo a cominciare dal primo giorno della sua sindacatura. Non più tardi di una settimana fa, in uno dei continui incontri con il commissario Gambacorta, alla presenza di rappresentanti sindacali e professionali, il Sindaco ha avuto rassicurazioni sul mantenimento di alcuni servizi, come quello di Pediatria e sul potenziamento di altri come quello di Ecografia. Dispiace solo che si voglia strumentalizzare un bisogno fondamentale come quello di avere un’assistenza sanitaria di qualità per scopi elettoralistici. Ma tant’è, la gente del Matese sa distinguere tra chi viene solo in tempi di campagna elettorale a fare passerella e chi appartenendo a questa terra da sempre, lavora quotidianamente per migliorare la qualità della vita ed assicurare livelli i diritti di questi come di tutti i cittadini.


Fonte: Comunicato Stampa

L'europarlamentare Enzo Rivellini, accompagnato da Consigliere Regionale Angelo Polverino, dal capogruppo Pdl cittadino Ferrante visita l'Ospedale.


Piedimonte Matese. Nella mattinata di venerdi 16 ottobre, una delegazione composta dall'On. Enzo Rivellini (Eurodeputato e Consigliere Regionale del PdL), dal Consigliere Regionale del PdL On. Angelo Polverino, dal Capogruppo del PdL nella città di Piedimonte Matese Giovanni Ferrante, dall'Assessore del Comune di San Gregorio Matese Antonio Mallardo, ha visitato l'Ospedale civile di Piedimonte Matese (nella foto). Accompagnati dal Direttore Sanitario dell'azienda ospedaliera, dott. Alessandro Accinni e dal dott. Giulio Liberatore, i componenti la delegazione hanno visitato numerosi reparti dell'Ospedale, incontrando il personale medico e paramedico, e verificando le condizioni strutturali ed organizzative di ciascun reparto. L'On. Rivellini ha voluto conoscere le principali problematiche e le numerose carenze segnalate dal Direttore sanitario e dal personale medico responsabile in ciascun reparto. L'intera delegazione si è soffermata, in modo particolare, presso il reparto di Oncologia per accertare la grave carenza di personale medico e l'urgenza di una ristrutturazione logistica che possa consentire la necessaria funzionalità e la migliore assistenza ai numerosi pazienti che sono costretti a ricorrere alle necessarie terapie oncologiche. Immediata la disponibilità e l'impegno degli On. Rivellini e Polverino che hanno prontamente sollecitato telefonicamente il Commissario dell'Asl CE, dott. Gambacorta, ottenendo la disponibilità ad intervenire per la risoluzione di quanto denunciato. Inoltre, su sollecitazione del Direttore sanitario, il Consigliere Regionale On. Polverino ha assunto l'impegno di intervenire per la risoluzione degli ostacoli che hanno impedito, fino ad ora, all'azienda ospedaliera di Piedimonte Matese di utilizzare i circa 3 milioni di euro destinati alla ristrutturazione dell'azienda e che giacciono ancora inutilizzati nelle casse della Regione Campania. L'incontro si è concluso con l'ulteriore impegno ad interessare gli organi competenti affinchè si provveda tempestivamente a dotare l'azienda ospedaliera di una nuova TAC, atteso che quella in uso da ben 17 anni è da considerarsi obsoleta.


Fonte: comunicato stampa

“Sposi d'Autore”, ultimi giorni per allestire i locali della mostra-evento più importante del Meridione.


Casagiove. E' in pieno allestimento la mostra-evento “Sposi d'Autore 2009”, la vetrina più autorevole del Meridione in cui sfilano oltre cento aziende del settore “matrimonio”. In un vortice di stoffe, sete di San Leucio, legni, luci e divani ci si affretta a completare gli ultimi ritocchi per rendere la magnifica Caserma borbonica di Casagiove (nella foto) una location adatta e pronta all'avvenimento del 22 ottobre voluto e curato da Luana Cavazzuti per la Event Promotion Social. Molti gli artisti del design e della moda che si sono assicurati un posto al sole in quella che si preannuncia anche quest'anno come un evento di successo. Tra i protagonisti, accanto alle innumerevoli star dello spettacolo e dello sport, saranno esposte le “culle d'artista” della Yoko – Metrò Spazioarte ed i corredi della Arnaldo Caprai, i cui merletti costituiscono una delle più sublimi manifestazioni d’arte che racchiudono in sé tutti i tesori del passato. Suggestivo l'angolo dedicato a Walter Capezzali, consulente della 'Caprai' ed esperto di storia del cerimoniale privato. Si esploreranno curiosità e tradizioni nella storia dell'apparecchiatura della tavola, con un occhio alle basi del bon-ton e dei comportamenti conviviali moderni. Presente alla mostra anche l'impresa di Vincenzo Canzanella, fine realizzatore di costumi teatrali, che ha creato costumi di scena per le indimenticate Ingrid Bergman, Audrey Hepburn e Maria Callas.
Tra i protagonisti indiscussi della manifestazione “Sposi d'Autore” vi è senza dubbio la Impero Couture, realizzatrice di sei dei magnifici abiti indossati dall'attrice Benedetta Valanzano nel calendario 2010, mentre le rimanenti sei creazioni sono nate dalla virtuosa matita dello stilista casertano emergente, Salvatore Pappacena. Il Gruppo Impero è una delle aziende più ricercate sul mercato, che spazia dagli abiti realizzati per le star che hanno calcato il palcoscenico mondiale di Sanremo ai costumi di scena per produzioni importanti come “Elisa di Rivombrosa”. Insomma, “Sposi d'Autore” si conferma una galleria d'eccezione di artisti da offrire ad un pubblico attento e raffinato che attende l'apertura dei battenti fissata per giovedì 22 ottobre.

Patriciello sulla Banca del Mezzogiorno:"Occasione unica per ricreare una banca meridionale”.


VENAFRO. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla Banca del Mezzogiorno, l’eurodeputato del PdL, Aldo Patriciello (nella foto), interviene nel dibattito sul futuro dello sviluppo nel Sud e sul ruolo che avrà il nuovo soggetto finanziario. “Finalmente sono state gettate le basi. Il merito dell’idea, lanciata dal ministro Tremonti e raccolta dal governo Berlusconi, è quella di porre lo sviluppo del Sud come grande questione nazionale. Mi sono già espresso in senso favorevole alla realizzazione di una Banca del Mezzogiorno perché ritenevo che l’assenza di banche meridionali, dopo il ruolo fondamentale giocato da esse nel Dopoguerra, fosse un dato unico e certo non gratificante in Europa. Ora, da quanto emerge dalle prime informazioni disponibili circa l’assetto e l’impostazione, direi che il progetto è assolutamente condivisibile. Ma ritengo sia proprio questo il momento giusto per fare alcune considerazioni. Da sempre, come tutti sanno, vivo e lavoro nel mondo dell’imprenditoria nella mia terra, che è il Sud appunto, e so quanto sia fondamentale valorizzare il tessuto delle piccole e medie imprese. Esse necessitano, in primis, di tassi di interesse alla loro portata che siano accompagnati da una vigile valutazione del livello di rischio e sofferenza dei richiedenti. Farò degli esempi. Se un nuovo soggetto finanziario nascerà dovrà risolvere il problema dell’albergo che ha deciso di ristrutturare o costruire una nuova sala; dovrà aiutare lo stabilimento balneare ad aprire un ristorante. In poche parole: avere un rapporto diretto con gli imprenditori e questo si può fare solo se si conosce il territorio. Ecco, dunque, assolutamente condivisibile l’orientamento di agganciare la Banca del Mezzogiorno alla rete delle Banche di credito cooperativo e agli sportelli postali. E pensare che, solo al Sud, la Banca del Mezzogiorno potrà contare su un totale di 4.500 agenzie, non è cosa da poco”.
L’analisi dell’onorevole Patriciello passa, poi, alla questione politica: “Sento nel dibattito aperto sulla Banca del Mezzogiorno delle voci critiche rispetto al nuovo istituto. Sono convinto che siamo all’inizio e che sia giusto arricchire la discussione con tutti i punti di vista ma è necessario che il ruolo della Banca del Mezzogiorno sia preservato come istituzione economica e finanziaria. Intendo dire che il compito della politica non deve essere quello di travalicare le competenze e le prerogative di coloro che comporranno il capitale. E’ chiaro che lo Stato entrerà nel comitato promotore ma è giusto che abbia un ruolo, progressivamente, marginale poiché senza i privati meridionali e senza la loro manifesta volontà di ‘fare banca’ e non di fare altro, si snatura l’idea stessa alla base dell’azione voluta dal governo. Ecco perché, dicevo, che questo, e solo questo, è il momento per la politica di dire la sua. Per le Regioni, ad esempio, il quadro entro il quale far pesare le proprie richieste è il piano di sviluppo del Sud affidato proprio ieri al ministro Scajola. E’ quello, ripeto, il solo ambito. Spero, infine, che tra pochi mesi discuteremo non più del ‘progetto’ di Banca del Mezzogiorno ma leggeremo nelle nostre città le insegne delle agenzie, non solo come facciata o spot mediatico ma, bensì, come sintomo di fiducia. E’ la fiducia e la reale ripresa, in termini di guadagno, che producono più reddito per il lavoro e, quindi, più margine per le imprese”.


Fonte: Ufficio stampa On. Aldo Patriciello

Agitazione alla ex Manuli film.


Sessa Aurunca. Tutto bloccato fino all'alba di questa mattina, poi la ripresa dei normali ritmi lavorativi sebbene gli operai siano ancora sul piede di guerra. Le maestranze hanno sfogato la propria rabbia, sebbene il permanere dello stato di agitazione (sono pronti allo sciopero in qualsiasi momento) fa notare ai vertici aziendali come il fuoco sia pronto a divampare.
I fatti narrati nella mattinata di ieri sono stati eloquenti. I 257 dipendenti non sono disposti a tollerare il "piano di salvataggio", come avrebbe deciso di chiamarlo il Consiglio di amministrazione e come stigmatizzano le rappresentanze sindacali. Il piano di rientro prevede la cassa integrazione speciale per 81 unità a decorrere dalla giornata di ieri, il cui pagamento grava totalmente sulle spalle dell'Inps (istituto di previdenza nazionale) visto che l'azienda si sarebbe rifiutata di anticipare le somme e dunque per molti mesi i cassaintegrati rimarranno senza un soldo. Su questo punto lo scontro è forte, le rappresentanze sindacali hanno avanzato la proposta di turnazione della cassaintegrazione, ma questa non è stata accettata. Il documenti aziendali prevedono anche la decurtazione di ogni forma di agevolazione, sia per i buoni pasto sia per i premi di produzione, per un importo totale di circa 3500 euro a dipendente (300 euro al mese).
Tutto ciò è stato rappresentato al sindaco di Sessa Aurunca Luciano Di Meo nella mattinata di ieri. Una rappresentanza di lavoratori è giunto presso la casa comunale per spiegare i fatti e chiedere il supporto istituzionale dell'Ente, pienamente concesso. All'incontro era presente anche l'assessore comunale alle Attività produttive Erasmo Palmieri (Partito socialista) ed il capogruppo regionale del Partito socialista Gennaro Oliviero. Quest'ultimo si è offerto di intermediare la posizione dei lavoratori presso la giunta regionale al fine di ottenere un tavolo di concertazione tra sindacali, Enti locali, Regione e azienda (cosa già fatta in precedenza in occasione della Formenti Seleco). Le RSU (composte da Marco Napolitano e da Marco Canzani per la Uil, da Emilia Pollano e da Marcello Verrengia per la CGIL, da Michele Mancini per la CISL e da Romano Vittore per la Cisal) alla fine dell'incontro hanno presidiato l'impianto, rilasciando per le nostre colonne le seguenti dichiarazioni: "Si vuole risanare l'azienda solo sulle spalle dei lavoratori, affermando che non è un piano di risanamento ma di tagli". Le rappresentanze unitarie proseguono dicendo: "Siamo disposti a trattare per il momento attuale, ma come RSU chiediamo un vero piano industriale dove si possa entrare in merito ai costi aziendali ed ai tagli, pur sapendo di dover fare dei sacrifici per il momento attuale".
Infine, la capitalizzazione dell'azienda (20milioni di euro) è stata azzerata per i debiti accumulati precedentemente.

Elio Romano

Spaccato storico ed economico della Manucor, ex Manuli s.p.a.



Cellole. Ventidue anni è durato l'idillio della Manuli film s.p.a., ora conosciuta con l'acronimo Manucor (sono cambiati gli assetti aziendali e la famiglia Manuli è divenuta socia di minoranza). Ventidue anni trascorsi tra un ampliamento degli impianti e l'altro fino ad occupare 265 dipendenti (la stragrande maggioranza addetta alle linee di produzione) e fino a decuplicare la mole di pellicole alimentari sfornate. La storia aziendale parlerebbe abbastanza chiaro secondo le fonti sindacaliste: mai un problema fino al 2003, data in cui i Manuli si sono tirati da parte in favore dei fondi di investimento. Il primo è Equinox, che comprò l'81% della società per un importo complessivo di poco superiore ai 200milioni di euro. Non rimase molto a lungo, dopo poco passò le consegne alla meglio conosciuta Banca Intesa ed ad un fondo di investimento ad essa legata. Successivamente, e qui è storia moderna, il gruppo Intesa cede la metà delle proprie azioni a Reno De Medici (45% del capitale azionario), conosciuto in tutta Europa per le proprie produzioni cartiere e per le stampe su supporti cartacei. Siamo al 30 luglio scorso.
In questo breve lasso di tempo, 2004-2009, la Manucor (nella foto) totalizza una passività di 90milioni di euro, parecchi per assicurare un futuro roseo e forse troppi per garantirne semplicemente un futuro. De Medici dal canto suo è conosciuto anche per un altra cosa nell'ambito industriale: i piani di salvataggio. Le azienda rilevate dall'imprenditore solitamente non versano in condizioni positive e la soluzione prospettata alle parti sociali, istituzionali ed al resto delle quote azionarie è quella di provvedere all'esternalizzazione di numerosi servizi tramite la terzializzazione (i servizi vengono svolti da ditte specializzate, con l'uso di lavoro interinale in qualche caso) nonché lo scorporo aziendale delle varie parti al fine di salvare solamente quelle profittevoli. Una cosa che a quanto pare è stata pensata anche per la Manucor, ex Manuli film.




Elio Romano