17 maggio 2010

QUANDO LA COSTITUZIONE SI FERMAVA AI CANCELLLI DELLE FABBRICHE.


CASERTA. Ricorrono i 40 anni dello Statuto dei Lavoratori, la Legge 20 maggio 1970, n. 300, che rappresentò una svolta epocale non soltanto nei rapporti all’interno del mondo del lavoro ma un cambiamento profondo anche sul piano sociale, politico e culturale. La Legge 300 portò a compimento il dettato costituzionale che pone il lavoro a fondamento della nostra democrazia, eliminando la stridente contraddizione che vedeva proprio i luoghi di produzione esclusi dalla applicazione dei principi costituzionali. Oggi forse le conquiste in tema di dignità, tutela e relazioni sindacali che lo Statuto assicurò ci sembrano scontate e, pertanto, forse non attribuiamo loro l’importanza che meritano e, di conseguenza, corriamo il rischio di indebolirle di fronte ad attacchi che, sotto la falsa veste di un presunto “riformismo”, tendono in realtà a riportare indietro di decenni l’orologio della storia. In effetti lo Statuto dei Lavoratori costituisce una delle più evidenti dimostrazioni della grandezza del nostro impianto costituzionale che, all’interno di un rigoroso sistema democratico-parlamentare, “disegna” per lo Stato nuovi compiti e nuovi obiettivi predisponendo le “linee guida” di una legislazione avvenire. Una Costituzione che prefigura, nelle sue norme, uno Stato socialmente e politicamente più evoluto, lasciando alle forze politiche il tempo di attuarlo. Figli di quello spirito politico e culturale sono i partiti democratici che, in un periodo di grande travaglio per il paese, stretto tra l’inizio della stagione del terrorismo e le grandi lotte operaie, seppero – pur con diverse idee e prospettive – licenziare un documento che ancor oggi, al di là delle critiche interessate, pone l’Italia all’avanguardia nella tutela giuridica dei diritti dei lavoratori. A riprova di un senso di responsabilità politica ben diverso da quello attuale, anche il partito liberale – tradizionalmente vicino alle esigenze delle imprese – votò la Legge riconoscendo il grande sforzo di sintesi operato, la valenza giuridica e la necessità sociale.
Va ricordato tuttavia che erano occorsi oltre venti anni per giungere alla concreta traduzione legislativa dei principi costituzionali in tema di lavoro e che, evidentemente, il percorso non era stato agevole. Ecco perché è giusto ricordare ed onorare in questo anniversario la memoria dei tre uomini che tenacemente vollero e consentirono il provvedimento. Il primo fu Giacomo Brodolini, sindacalista socialista e Ministro del Lavoro che purtroppo morì prima di aver visto nascere la “sua” Legge ma che ebbe la fortuna di passare il testimone ideale al successore nel dicastero Carlo Donat Cattin, anch’egli di formazione sindacale quale dirigente dei sindacati cattolici. Il terzo è Gino Giugni, intelligente e brillante giurista cui si deve l’impianto tecnico\giuridico della Legge. L’intento di questo modesto omaggio a quegli uomini non è retorico in quanto stiamo vivendo una stagione di costanti ed ofidici attacchi alla Costituzione ed alle sue conquiste da parte di forze politiche e culturali (ma sostanzialmente ispirate e guidate da “poteri economici”) che vedono nei diritti civili e del lavoro un serio ostacolo ai loro interessi e progetti.
Il disegno di Giugni, Brodolini e Donat Cattin era diametralmente opposto a questa “nuova cultura”, coerente con quella Costituzione che da uomini e da politici amavano e cioè il progetto di una Società equilibrata, capace di tenere insieme i diritti ed i doveri di tutti, ma nella giustizia ed equità sociale : in una parola una democrazia sostanziale e non formale. Carta 48 chiede a tutti di condividere il ricordo di quei personaggi e di quello spirito, di difendere lo Statuto dei Lavoratori, anzi di rendere ancor più efficaci alcune irrinunciabili tutele, basti pensare alle migliaia di infortuni e morti sul lavoro che ancora registriamo. Una difesa necessaria ad evitare che una cultura debole di contenuti e manovrata negli scopi, ci faccia perdere la memoria storica, oggi tanto necessaria per affrontare i problemi del lavoro e della democrazia che nel nostro Paese sono oggi centrali.


Fonte: Associazione Carta ‘48

IL CORDOGLIO DI RUSSO PER L'ATTENTATO DI HERAT.



San Nicola La Strada.
Il consigliere comunale Domenico Russo (nella foto) esprime profondo cordoglio per i nostri soldati caduti oggi (18 05 2010) in un attentato terroristico a Herat. Davanti a questo nuovo, vile attacco sono convinto che tutto il Paese si stringerà attorno ai nostri soldati e al loro coraggio. Siamo vicini alle loro famiglie cui voglio esprimere tutta la mia vicinanza e affetto. Infine rivolgo un pensiero di riconoscenza e incoraggiamento – ha continuato Russo – a tutti i militari che stanno operando nell’area con grande responsabilità e professionalità”. Militari italiani ancora nel mirino in Afghanistan: due sono stati uccisi e altri due sono stati gravemente feriti alle gambe, anche se non sono in pericolo di vita, in seguito ad un attentato nel Nord Est del Paese, nella zona vicino a Herat controllata dalle forze italiane dell'Isaf. I feriti sono stati immediatamente evacuati presso l'ospedale da campo di Herat con elicotteri Isaf.
LE VITTIME - Le due vittime cadute nell'agguato sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari. La soldatessa ferita è Cristina Buonacucina, caporale del 32.esimo reggimento Genio "Taurinense", originaria di Foligno. Il secondo militare ferito è Gianfranco Scirè, 28 anni, di Casteldaccia, un comune in provincia di Palermo. Luigi Pascazio era figlio di un poliziotto. Il padre del militare ha appreso la notizia in questura a Bari, dove era in servizio. Il rientro delle salme, ha riferito il ministro La Russa, avverrà mercoledì.
L'AGGUATO - I militari erano a bordo di un blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, più a Nord. «Erano oltre 400 i soldati presenti in questa colonna - ha precisato il ministro La Russa - impegnati in un trasferimento operativo». L'esplosione di un ordigno ha colpito in pieno il blindato, secondo quanto ha riferito il comando italiano di Herat. Il fatto è avvenuto alle 9,15 locali. I quattro si trovavano a bordo di un blindato Lince posizionato nel nucleo di testa di una colonna composta da decine di automezzi di diverse nazionalità, partita da Herat e diretta a Bala Murghab, verso nord. Dalle prime ricostruzioni risulta che il veicolo colpito occupasse la quarta posizione lungo il convoglio, era in movimento e si trovava a 25 chilometri a sud di Bala Murghab.
LA MISSIONE ITALIANA - Sono circa 2.800 i militari attualmente dispiegati in Afghanistan. Da giugno, nel Paese asiatico arriveranno altri mille soldati, con l'obiettivo di raggiungere un contingente di 3.227 militari, come annunciato a dicembre dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. «L'Italia non prende e non prenderà decisioni unilaterali iu nessun caso - ha aggiunto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, frenando le richieste del ministro Roberto Calderoli che invita il governo a interrogarsi sui sacrifici che l'Italia sta affrontando in Afghanistan. «Tutti - ha aggiunto La Russa in conferenza stampa a Milano - ci interroghiamo sempre, tanto più quando si verifica questo genere di episodi. Ringrazio Calderoli di aver ricordato che queste decisioni si prendono in sede internazionale, e noi lavoriamo affinché non siano prese unilateralmente, e in ogni caso, noi oggi continuiamo a ritenere che il rischio è connesso all'importanza della missione». L'aumento della presenza militare italiana in Afghanistan era stato chiesto dal Segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen, su pressione americana. I militari italiani hanno la responsabilità di un'ampia regione dell'Afghanistan occidentale che comprende le province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. La maggior parte dei soldati partecipa alla missione Isaf della Nato, mentre i carabinieri sono inseriti in Eupol, la missione dell'Unione europea per la ricostruzione della polizia civile locale. L'inizio del disimpegno militare italiano dal Paese è fissato per luglio 2011.


c.s.

LA RAI A CAIAZZO PER IL MONTASCALE DI PIAZZA VERDI LA REPLICA DELL'AMMINISTRAZIONE RETTA DA GIAQUINTO.


CAIAZZO – “Se il montascale di Piazza Verdi non funziona, è soltanto perchè è stato preso di mira a gennaio da ignoti. Noi, in quanto amministrazione comunale, dopo aver puntualmente denunciato all'Arma l'atto vandalico, siamo in attesa di ricevere da parte di una ditta specializzata un preventivo di spesa per disporre e ripristinare, per l'ennesima volta, la funzionalità di una piattaforma che abbiamo voluto fortemente per favorire l'accesso di anziani e disabili in Cattedrale”. E' la dichiarazione del primo cittadino di Caiazzo Stefano Giaquinto (nella foto) alla luce dell'incursione in città questa mattina di telecamere della Rai. “Il montascale – spiega Giaquinto – è stato realizzato nell'ambito del progetto regionale 'Ospitalità dei borghi' e nel giro di pochi anni è stato deturpato tre volte. In tutti i casi è stata sporta denuncia e l'ultimo intervento per la rimessa in funzione della scala è costato all'ente 700 euro. Adesso siamo in attesa della conta dei danni per intervenire nuovamente e ci auguriamo che episodi di questo tipo non avvengano più”. Un augurio che purtroppo contrasta con la realtà, considerato che di recente sono stati anche imbrattati dei muri. Tutto questo mentre continua l'impegno costante dell'amministrazione a favore di fasce deboli: un esempio sono i parcheggi disseminati in città riservati ai diversamente abili, la realizzazione di opere pubbliche in osservanza all'abbattimento delle barriere architettoniche e la realizzazione della videosorveglianza come deterrente e strumento di prevenzione contro gli atti di vandalismo.

c.s.

TERZA GRAN FONDO DEL VOLTURNO STAMATTINA LA PRESENTAZIONE.


Caserta. Si è svolta stamane al Centro Commerciale Campania la conferenza stampa di presentazione della terza edizione della “Gran Fondo del Volturno”, manifestazione riservata al ciclismo amatoriale organizzata dall’associazione “Centoeventi” in collaborazione con i quotidiani “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli”. A fare gli onori di casa il direttore del centro commerciale Fabio Santoro: “Do il benvenuto a tutti gli intervenuti e sottolineo che il centro è sempre vicino a iniziative che promuovono il territorio e allo sport con i suoi importanti valori”. A presentare la manifestazione ci ha pensato il direttore di “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli” Domenico Palmiero: “Questa manifestazione sta diventando una classica del panorama ciclistico regionale e questo per noi è un grande risultato, così come è importante il sostegno delle istituzioni”. Quindi ha preso la parola il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello: “Ancora una volta ringrazio l’organizzazione per aver concesso alla città di Piedimonte di ospitare anche quest’anno la bella manifestazione. E’ un’opportunità per l’intero alto Casertano di promuovere le bellezze naturalistiche e storiche”. Gli fa eco il sindaco di Alvignano Angelo Di Costanzo: “E’ una kermesse importante per valorizzare il nostro territorio”. Proprio su questo aspetto si concentra l’intervento del presidente della Comunità montana del Matese Fabrizio Pepe: “Credo che la Regione dovrebbe avere un’attenzione particolare per la nostra terra che non ha nulla da invidiare alle Alpi, in più questa manifestazione entusiasma tutta la nostra gente”. A concludere gli interventi delle istituzioni politiche il presidente del Parco del Matese Giuseppe Falco: “Un’iniziativa che mette al centro dell’attenzione un territorio eccezionale e che, attraverso lo sport, crea aggregazione tra i giovani che è una cosa fondamentale”. Quindi prende la parola il presidente provinciale del Coni Michele De Simone: “La Gran Fondo del Volturno può essere considerato il giro ciclistico della Svizzera casertana, la zona più bella della provincia. E questa manifestazione si inserisce in un discorso di turismo sportivo che stiamo portando avanti”. Poi tocca al presidente provinciale dell’US Acli Aldo De Lellis: “Il nostro obiettivo è l’aggregazione e questa kermesse fa proprio questo”. A conclusione l’intervento del direttore editoriale di “Corriere di Caserta” e “Cronache di Napoli” Giuseppe De Martino: “Il sostegno di tutte le persone sedute a questo tavolo ci inorgoglisce e ci spinge ad andare avanti su questa strada con grande entusiasmo”. La “3ª Gran Fondo del Volturno” si terrà domenica 30 maggio con partenza e arrivo a Piedimonte Matese.


c.s.

L’Ambito Sociale CE 6 seleziona un Mediatore Familiare e un Consulente Legale per l’attuazione del Piano Sociale di zona.


PIEDIMONTE MATESE. Il Comune di Piedimonte Matese, guidato da Vincenzo Cappello (nella foto), in esecuzione delle determinazioni assunte dal Coordinamento Istituzionale nella seduta del 03/05/10 in cui è stato deliberato di dare avvio alla procedura ad evidenza pubblica per titoli per la costituzione di graduatorie con validità triennale da cui attingere il personale necessario per l’attuazione e prosecuzione dei servizi programmati nel nuovo Piano di Zona Sociale, ha reso noto che l’Ambito Territoriale C6, per il tramite del Comune di Piedimonte Matese – Comune Capofila – intende procedere alla costituzione di graduatorie con validità triennale da cui attingere il personale necessario per l’attuazione e prosecuzione dei servizi programmati nel nuovo Piano di Zona Sociale in applicazione del I Piano Sociale Regionale 2009-2011. A tal fine alle ore 10,00 del giorno 1 del mese di giugno dell’anno 2010, presso l’Aula Consiliare del Comune di Piedimonte Matese in Piazza De Benedictis, avrà luogo una selezione pubblica per titoli, per la selezione di n. 2 figure professionali, n.1 Mediatore Familiare e n.1 Consulente Legale, necessarie all’attuazione del servizio sul territorio dell’Ambito Territoriale C6. Le domande di ammissione alla selezione, redatte esclusivamente sul modello di domanda appositamente predisposto in carta semplice e disponibile presso l’Ufficio di Piano, dovranno essere indirizzate al Comune di Piedimonte Matese - Comune capofila Ambito C6, Settore Servizi Sociali, Culturali e Demografici, Piazza De Benedictis, 81016 Piedimonte Matese (CE) e dovranno pervenire al Protocollo Generale del Comune di Piedimonte Matese entro e non oltre le ore 12:00 del giorno 26 maggio 2010. Ai fini dell’osservanza del termine ultimo di presentazione, indicato dal bando, farà fede il timbro apposto dall’ufficio protocollo del Comune.

Pietro Rossi

Cirioli chiede di riconvocare la seduta consiliare per il bilancio di previsione.


Alife. Una richiesta di riconvocare il Consiglio Comunale di Alife per far si che venga ridiscussa la famosa delibera del 30 aprile scorso con la quale si vendevano molti beni patrimoniali del Comune è stata presentata dal Consigliere comunale Daniele Cirioli (nella foto), del gruppo consiliare Vivi Alife al sindaco facente funzione Maddalena Di Muccio. Il Consigliere ha fatto richiesta di procedere ad annullare “in autotutela” la contestata delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010. L’autotutela è una possibilità che consente di auto-annullare un provvedimento da parte dello stesso ufficio o pubblica amministrazione che lo ha emesso chiedendo al Consiglio Comunale di annullare la Delibera sul Bilancio di previsione 2010 (e quindi anche la vendita dei beni immobili) che è stata votata il 30 aprile. Il mio augurio, ha concluso Circoli, è che questa richiesta venga letta come un segnale di apertura alla collaborazione tra “tutti” i Gruppi del Consiglio comunale. Una collaborazione che serve specialmente su certe decisioni e nelle sorti che sono toccate a questa Amministrazione. Una collaborazione che serve cioè su quelle decisioni che vanno al di là dell’ordinaria amministrazione. E la vendita del patrimonio comunale non è certo un atto che si fa tutti i giorni o tutti gli anni: non è ordinaria, ma straordinaria amministrazione. La vendita dei beni immobili come è stata impostata nel Bilancio 2010, può essere facilmente eliminata e superata, trovando altrove quei 385 mila euro di ricavato: riducendo le spese, per esempio. A tale scopo lo stesso Cirioli, chiede di riconvocare un’altra seduta consiliare considerando che Il termine per approvare il bilancio è stato prorogato al 30 giugno.

Pietro Rossi