06 febbraio 2013

L'Asilo comunale non chiuderà

Elpidio Russo
CASAGIOVE. L’Asilo comunale non chiuderà. Presso l’Istituto materno comunale “Immacolata Concezione” di Piazza degli Eroi si è tenuto un incontro tra gli Amministratori comunali, il personale scolastico e i genitori degli scolari frequentanti la sede didattica in questione . Tema della riunione la chiusura della scuola materna comunale. Infatti, in questi giorni, era circolata la notizia di un’imminente chiusura del plesso scolastico gestito dall’Ente comunale. Alla riunione, per l’Amministrazione comunale erano presenti: Il Sindaco di Casagiove Elpidio Russo, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Franco Parente. Il Primo cittadino ha inteso rassicurare i presenti, attestando la volontà dell’Amministrazione comunale di mantenere attiva la struttura scolastica. E’ vero che esiste un problema di organico presso l’asilo, infatti oggi sono presenti un totale di quattro maestre per due sezioni scolastiche e due di queste insegnanti andrebbero in quiescenza nei prossimi anni; inoltre è presente presso l’Asilo comunale “Immacolata Concezione” solamente un unico bidello. E’ intenzione, però, dell’ Amministrazione comunale tutelare gli scolari frequentanti l’asilo comunale e pertanto assicurare a coloro che hanno iniziato a frequentare quest’anno la scuola materna in oggetto il completamento del percorso scolastico con le stesse insegnanti. Un incontro estremamente positivo, che ha soddisfatto tutti i presenti: genitori degli scolari, corpo insegnante ed Amministratori comunali.

Salvatore Candalino

Cyber bullismo: Save the Children, il 72% degli adolescenti e giovanissimi italiani lo avverte come il fenomeno sociale più pericoloso del proprio tempo.



Secondo la ricerca “I ragazzi e il cyber bullismo” realizzata da Ipsos per Save the Children, i social network sono la modalità d’attacco preferita dal cyber bullo (61%), che di solito colpisce la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o tramite la creazione di gruppi “contro” (57%). Giovani sempre più connessi, sempre più prepotenti: 4 minori su 10 testimoni di atti di bullismo online verso coetanei, percepiti “diversi” per aspetto fisico (67%) per orientamento sessuale (56%) o perché stranieri (43%). Madri “sentinelle digitali”: 46 su 100 conoscono la password del profilo del figlio, nota al 36% dei papà. Neologismo che ha faticato poco ad entrare nel linguaggio quotidiano, il “cyber bullismo” è cresciuto nella fertilità di un non-luogo fuori dalla portata e dal controllo dei ragazzi. Azzerate le distanze grazie alla tecnologia, i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyber bullismo la principale minaccia che aleggia sui banchi di scuola, nella propria cameretta, nel campo di calcio, di giorno come di notte. E percepiscono, soprattutto le ragazze, alcuni degli ultimi tragici fatti di cronaca molto (33%) o abbastanza (48%) connessi al fenomeno. Per tanti di loro, il cyber bullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico (38%, che sale al 43% nel nord-ovest) erode  la volontà di aggregazione della vittima (65%, con picchi del 70% nelle ragazzine tra i 12 e i 14 anni e al centro), e nei peggiori dei casi può comportare serie conseguenze psicologiche come la depressione (57%, percentuale che sale al 63% nelle ragazze tra i 15 e i 17 anni, mentre si abbassa al 51% nel nord-est). Più pericoloso tra le minacce tangibili della nostra era per il 72% dei ragazzi intervistati (percentuale che sale all’85% per i maschi tra i 12 e i 14 anni e al 77% nel sud e nelle isole, ), più della droga (55%), del pericolo di subire una molestia da un adulto (44%) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24%).  Questi alcuni dei dati di scenario dell’indagine I ragazzi e il Cyber bullismo[1], realizzata da Ipsos per Save the Children che oltre a fornire una fotografia sulle abitudini di fruizione del web da parte dei ragazzi italiani, indaga sull’inclinazione sempre più frequente tra i pre-adolescenti, ma ancor di più tra i teenager, a sperimentare attraverso l’uso delle nuove tecnologie una socialità aggressiva, denigratoria, discriminatoria e purtroppo spesso violenta.
Il bullismo: come e dove si sceglie la “vittima”
È facile attirare l’attenzione del cyber bullo se ci si veste in modo insolito, se si ha un colore della pelle diverso o finanche se si è la più graziosa della classe. Nei criteri di elezione della vittima infatti la “diversità”, nelle sue varie declinazioni, gioca un ruolo non secondario: l’aspetto estetico (67%, con picchi del 77% tra le femmine dai 12 ai 14 anni), la timidezza (67%, che sale al 71% sempre per le ragazze preadolescenti), il supposto orientamento sessuale (56% che arriva al 62 per i preadolescenti maschi), l’essere straniero (43%), l’abbigliamento non convenzionale (48%), la bellezza femminile che “spicca” nel gruppo (42%), e persino la disabilità ( 31%, che aumenta al 36% tra le femmine dai 12 ai 14) possono essere valide motivazioni per prendere di mira qualcuno. Di minore importanza, o almeno non abbastanza per attirare l’attenzione dei bulli, sono invece considerati l’orientamento politico o religioso, causa di atti di bullismo rispettivamente per il 22 e il 20% dei ragazzi. Se per il 67% dei ragazzi italiani si può esser puntati durante la sosta in piazzetta, nel solito locale o in altri abituali luoghi di aggregazione, per l’80% dei minori intervistati la scuola rappresenta la residenza elettiva del bullismo nella vita reale, che trova rinforzo ed eco in quella virtuale attraverso un utilizzo pressoché costante di dispositivi di ultima generazione. Questa percentuale si innalza all’86% nei pre-adolescenti maschi.  “I ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo tra i banchi ed è lì che sperimentano una buona fetta della loro socialità. Il ruolo della scuola è di primaria importanza per valutare ed implementare interventi mirati contro il dilagare del cyber bullismo. L’insegnante per il suo stesso ruolo deve essere un’ “antenna” pronta ad intercettare e leggere ciò che accade alle dinamiche relazionali della classe – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – e, come tale, parte attiva insieme alla scuola nella costruzione di strategie preventive e di contrasto al fenomeno. I docenti però non vanno lasciati soli, il bullismo è un fenomeno complesso che spesso trae origine da un disagio profondo che riguarda il bullo e il gruppo, così come la vittima, e richiede dunque strategie in grado di cogliere e gestire questo disagio. Quindi, uscire da un’ottica di emergenza legata al singolo caso ed entrare in un’ottica di interventi strutturali a lungo termine è la strada da percorrere”.
Come si attacca la vittima?
Diverse sono le modalità che i ragazzi raccontano di poter mettere in atto una volta individuata la vittima: si rubano e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici (48%), si inviano sms/mms/e-mail aggressivi e minacciosi ( 52%, lo fanno soprattutto le femmine preadolescenti, la cui percentuale raggiunge il 61%), vengono appositamente creati gruppi “contro” su un social network per prendere di mira qualcuno (57%), o ancora vengono diffuse foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima (59%, con picchi del 68% nel nord est), o notizie false sull’interessato via sms/mms/mail (58%). La modalità d’attacco preferita dai giovani cyberbulli è la persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network (61%).
Come sono percepiti “vittima” e carnefice” dai loro coetanei?
In larghissima maggioranza, i ragazzi esprimono “solidarietà” alla persona perseguitata e secondo l’88% il malcapitato non se lo meritava veramente. Gli “innocentisti” hanno chiaro il quadro della classica dinamica di branco (per il 70% degli intervistati, uno comincia e gli altri gli vanno dietro), così come della fragilità del persecutore (per il 58% attaccare fa sentire più forti, il 42% afferma che chi attacca ha problemi suoi , il 41% asserisce che attaccare aiuta a mantenere la leadership – vera o supposta – mentre infine per il 38% chi attacca lo fa soprattutto per attirare l’attenzione). Percentuali residue affermano che si diventa branco per fare una cosa diversa (18%, soprattutto maschi tra i 15 e 17 anni per i quali si arriva al 23%), o perché lo fanno tutti (18%, ma anche qui sono i maschi, stavolta preadolescenti, a toccare quota 22%), o ancora perché è divertente (17%).
Secondo i ragazzi, la connettività aggrava il fenomeno del bullismo?
Per la maggior parte dei ragazzi (pari all’83%), gli episodi di bullismo “virtuali” sono molto più dolorosi di quelli reali per chi li subisce perché non ci sarebbero limiti a quello che si può dire e fare (73%), potrebbe avvenire continuamente e in ogni ora del giorno e della notte (57%) o non finire mai (55%). Per il 50% dei ragazzi la rete rende anonimi e quindi apparentemente non perseguibili e consente di falsare i protagonisti. La pericolosità del web inoltre deriva dal fatto che chiunque può avere accesso (32%), e  i contenuti o le affermazioni fatte da altri sono più facilmente strumentalizzabili (34%).
Quali le conseguenze delle azioni di cyber bullismo?
Per i ragazzi intervistati, l’isolamento è la conseguenza principale del cyber bullismo. Per il 67% degli intervistati, chi lo subisce si rifiuta di andare a scuola o fare sport, ma soprattutto è la dimensione della socialità a risentirne: il 65% afferma che le vittime non vogliono più uscire o vedere gli amici (con picchi de 70% al centro e tra le femmine dai 12 ai 14 anni), il 45% che si chiudono e non si confidano più (anche qui, per le femmine la percentuale sale al 47%). Anche effetti più gravi, che incidono sullo stato di prostrazione psicologica della vittima, sembrano essere ben percepiti dai ragazzi: secondo il 57% degli intervistati le vittime di cyber bullismo vanno in depressione, il 44% ha la percezione che potrebbero decidere di farsi del male o anche peggio (le percentuali diventano rispettivamente del 63 e del 50% secondo le femmine dai 15 ai 17 anni). Sono stati testimoni di atti di cyber bullismo da parte di coetanei almeno 4 ragazzi intervistati su 10, ed il 5% ne parla addirittura come di una esperienza regolare e consueta. L’elevato e costante tasso di innovazione tecnologica lascia presupporre che in futuro la componente adulta del Paese si troverà sempre più di frequente a dover gestire questioni delicate e complesse per garantire la tutela dei minori online. “I nativi digitali sono attori di un mondo complesso che scuola e famiglia non possono affrontare da soli, hanno bisogno del sostegno delle istituzioni e di tutte le parti coinvolte nella sfera virtuale dei più giovani – prosegue Valerio Neri – Nel 2007, furono istituiti gli Osservatori Regionali sul bullismo che garantivano una rilevazione e  un monitoraggio costante del fenomeno, nonché il supporto agli interventi riparativi promuovendo strategie multidisciplinari. La costituzione degli Osservatori prevedeva una valutazione anche in itinere del loro operato. È  stata fatta? E se si, quali sono le conclusioni sulla loro efficacia? In caso contrario, prima di rispondere sull’onda dell’emotività determinata dalla sempre maggiore frequenza degli episodi, sarebbe forse opportuno verificare quello che è stato già fatto, per non partire ogni volta da zero e per promuovere le modifiche necessarie a rendere gli interventi più efficaci”. Dall’indagine emerge chiaramente il ruolo dell’adulto in generale. Infatti i ragazzi trovano perlopiù conforto nella sfera familiare, con la quale il 71% dichiara di vivere relazioni sostanzialmente positive e rasserenanti, facendone il luogo primario della ricerca della soluzione al problema. Forte comunque la spinta all’apertura nella ricerca della soluzione (per il 77% bisogna parlare con un genitore, o con gli insegnanti per il 53%, il 29% suggerisce di chiudere il profilo o sospendere la sim, il  25% dice che occorre segnalare l’abuso online, il 23% suggerisce di cambiare frequentazioni). Quando si chiede ai ragazzi quali contromisure adottare per arginare il fenomeno, la maggior parte suggerisce  attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione che prevedano il coinvolgimento ad ampio raggio di scuola, istituzioni, aziende e degli stessi genitori. Infatti nonostante più della metà delle mamme condivida foto, video e informazioni con i figli attraverso i social network e ne conoscano le credenziali d’accesso per monitorare la loro dimensione virtuale, il 41% dei ragazzi invoca maggiore vigilanza da parte dei genitori, ed è consapevole del ruolo e delle responsabilità in capo ai gestori delle piattaforme social in primis, cui si appella il 41% dei minori per l’adozione di contromisure, insieme ad un 24% che chiede l’intervento dei gestori telefonici.  “I numeri contano più delle percentuali. Se è vero infatti che i minori costituiscono solo una parte  in termini percentuali del bacino di utenza telefonica e informatizzata, il loro numero assoluto è comunque molto significativo, pertanto i gestori non possono sottrarsi alla responsabilità di gestire la loro presenza, sia in termini di contenuti a disposizione sia in termini di monitoraggio di ciò che avviene - conclude Valerio Neri – Bisogna mettere a disposizione dei ragazzi sistemi semplici e diretti che permettano loro di segnalare situazioni a rischio o addirittura di pericolo. Unendo le forze di aziende, istituzioni scolastiche e governative, e contando sul ruolo chiave della famiglia, si può lavorare assieme con l’obiettivo di sviluppare nei ragazzi e nelle ragazze le competenze emotive necessarie per costruire relazioni significative con gli altri”. L’importanza del lavorare insieme fra le realtà interessate è testimoniata dal lavoro che Save the Children porta avanti in seno al Comitato per la Promozione e la Tutela dei Diritti online dei minori, che l’anno scorso in occasione del Safer Internet Day ha presentato alla Camera dei Deputati la sua agenda strategica. L’Organizzazione inoltre promuove numerose attività per sensibilizzare i più giovani su un utilizzo corretto e consapevole dei new media. Per trattare un tema delicato come il cyber bullismo, l’Organizzazione ha sviluppato una serie di strumenti per parlare ai ragazzi con il linguaggio e il tono proprio della loro età, tra cui un cartoon sul fenomeno, disponibile anche in una applicazione per Apple e Android che stimola i ragazzi a riflettere sul tema.  Il cartoon racconta le disavventure di Gaetano, un ragazzino preso di mira da propri coetanei cyber bulli, e attraverso i consigli di un coach virtuale sensibilizza i ragazzi sui comportamenti virtuosi da adottare, come singoli e come membri di un gruppo, e sulle conseguenze di ogni loro azione.  Inoltre è stato realizzato un manuale per insegnanti per guidarli nell’utilizzo di questi strumenti di sensibilizzazione.


Il cartoon e il manuale sono disponibili  su:
http://www.sicurinrete.it/superkids
La ricerca I Ragazzi e il cyber bullismo è scaricabile:
http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Report%20Indagine%20Safer%20Internet%202013%20ch.pptx
Sono disponibili interviste a ragazzi e docenti e un b-roll con immagini di minori, scuola e internet.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia (Antonietta Esposito 333.7478171/ Emanuela Salvatori 338.7518129/Michele Prosperi 345.5508132/ Giusy De Loiro 346.3917619),
press@savethechildren.it, www.savethechildren.it



[1] La ricerca è stata realizzata da Ipsos attraverso 810 interviste con questionari compilati online con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) a ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013.

LUCIA ESPOSITO: DAL PROSSIMO GOVERNO STOP CARO-ASSICURAZIONI AL SUD

"Dal prossimo Governo dovrà arrivare un stop deciso al caro assicurazioni al Sud". A sostenerlo è Lucia Esposito, candidata al Senato per il Partito Democratico. "Ormai dalle nostre parti le compagnie assicurative si consentono di tutto: inviare disdette, praticare tariffe elevatissime rispetto alla regioni del Nord Italia, chiudere filiali. Tanto l'obbligatorietà dell'assicurazione costringe il cittadino ad inseguire le compagnie per la stipula di una polizza, anche a fronte di disagi e costi sempre più insostenibili. Infatti, tra una compagnia e l'altra la musica non cambia mai di molto. Il risultato è che al Sud le immatricolazioni, specialmente di moto e motorini, crollano, il rischio di imbattersi in veicoli non coperti da assicurazione o, peggio ancora, da polizze assicurative false aumenta, e chi paga regolarmente, la stragrande maggioranza dei cittadini, ad ogni rinnovo vede salire il premio anche in assenza di sinistri. Il risultato - sostiene l'ex consigliere regionale - è che le tariffe medie in regioni come la Campania superano di circa il 60 per cento quelle praticate nelle Regioni del Nord, se ci si rapporta ad un assicurato quarantenne; e del venti se ci si rapporta ad un assicurato ventenne. E questo in classe di massimo bonus. Se parliamo di neo patentati, per un giovane del sud assicurare l'auto equivale a pagare un pigione di casa compresa quota condominiale. Eppure gli incidenti gravi, dati Aci-Istat, relativi al 2011 segnalano una prevalenza netta proprio al Nord Italia: su complessivi 4.090 decessi, 1.946 si sono verificati al nord (565 nella sola Lombardia), 1.027 al centro (450 solo nel Lazio) e 1.117 al sud e isole. Nel 2011 in Campania si sono verificati 10.225 incidenti che hanno causato la morte di 243 persone e il ferimento di altre 15.294. Gli incidenti rilevati nel territorio regionale rappresentano il 5% del totale nazionale, i morti il 6,3% e i feriti il 5,2%. Da specifici studi risulta, inoltre, che il numero complessivo dei sinistri, negli ultimi cinque anni, sia inferiore al Sud rispetto al Nord. Le compagnie assicurative contestano  queste sostenendo che l'Istat rilevi soltanto gli incidenti che hanno richiesto la presenza di rappresentanti delle forze dell'ordine. Ribattiamo sostenendo che, intanto, si tratta degli incidenti di maggiore gravità e, quindi, maggiormente onerosi per le compagnie e, poi, che molti dati non provengono soltanto dall'Istat ma da associazioni e riviste specializzate. Ma fondamentalmente ciò che non si comprende è perché un cittadino onesto del Sud che non ha mia denunciato sinistri debba pagare di più, e molto, di un cittadino del nord che invece i sinistri li ha denunciati. E' ormai intollerabile, le assicurazioni devono praticare tariffe uniche - conclude Lucia Esposito - sull'intero territorio nazionale, e sarà una delle problematiche che il prossimo Governo dovrà affrontare, anche se ciò significa contrastare il potere enorme che ha la lobby delle assicurazioni. Così come riteniamo che vada introdotto il divieto di disdetta immotivata per le compagnie assicurative e, comunque, la possibilità per il cittadino di riassicurarsi alle medesime condizioni tariffarie pre-disdetta. Da questo punto di vista l'impegno dovrà essere estremo.

TUTTO PRONTO PER IL CARNEVALE 2013 A CUSANO MUTRI



PROGRAMMA DEL CARNEVALE 2013 A CUSANO MUTRI (BN)
 Domenica 10 febbaio:
-          ore 14:30, partenza da “Hippo Bar” per la rappresentazione a Civitella Licinio de “I 12 MESI” alle ore  15:00,
-          ore 16:00 a Piazza Orticelli (centro abitato di Cusano Mutri) rappresentazione de “I 12 MESI” e de “Il RICCO e Il POVERO”.
Martedì 12 febbaio
ore 17 (auditorium della scuola primaria di Cusano capoluogo):
-        “Piccole maschere in festa”
-       “Balli in maschera”
-       “Giochi tradizionali”
-       “Animazione”
ore 21:30, (Palazzo Santagata):
 “CARNIVAL PARTY”;(Free entry & Free buffet). Si coglie l’occasione per sottolineare che il popolo Cusanese esprime una propria identità territoriale anche in occasione del Carnevale, rinnovando la tradizione ed evidenziando anche un certo aspetto culturale. Oltre alle maschere, a Cusano Mutri si rinnovano alcune rappresentazioni divertenti, che attraggono la popolazione e vengono assai apprezzate. Tra queste spiccano:
-       “i dodici mesi”: dodici persone a cavallo, ciascuna delle quali, vestita in modo pittoresco, rappresenta uno dei mesi dell’anno; i “cavalieri” sfilano lungo la strada e confluiscono nella piazza principale per la rappresentazione finale;
-      “il Ricco e il Povero”.

Emidio Civitillo

PRESENTAZIONE “ ANNUARIO 2012” DELL’ASSOCIAZIONE STORICA DEL MEDIO VOLTURNO


dr. Pasquale Simonelli

PIEDIMONTE MATESE – Vivissima attesa negli ambienti culturali della Media valle del Volturno e dell’Alto Matese per la presentazione del libro ”Annuario 2012”  dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Come sempre sarà la sala Minerva dell’Associazione ad ospitare l’evento sabato prossimo alle ore 17,00 in via Sorgente n.6. Il ricco programma  si apre con il saluto del presidente dell’A.S.M.V., dr. Pasquale Simonelli che darà il benvenuto ai numerosi soci ed altrettanti cultori  di storia locale. Seguirà la relazione sul tema: Progetto del nuovo allestimento del Museo Civico “ Raffaele Marrocco” di Piedimonte Matese a cura del dott. Antonello Stella, prof. di Composizione Architettonica dell’Università degli Studi di Ferrara. L’Annuario di quest’anno comprende studi e ricerche di Alberico Boiano – Analisi di una leggenda: la Beata Maddalena; Fabio Brandi: Gaetano Bocchetti pittore moderno; Pacifico Cofrancesco – Massa: l’inizio di una storia; Attilio Costarella, Raffaella Martino – Il Museo Civico “Raffaele Marrocco” di Piedimonte Matese: verso l’apertura ordinaria; Luigi Di Cosmo – Gli scavi della Rocca di Statigliano in Roccaromana (Ce) e della chiesa di S. Pietro in Massa di Faicchio (Bn): nuova acquisizione sulla ceramica del XV secolo nell’area del Medio Volturno; Daniele Ferraiuolo – Cristianizzazione e riorganizzazione delle campagne fra tarda antichità e alto medio. Lo scavo della chiesa di San Pietro a Massa di Faicchio (Bn); Alessia Frisetti – “Baronia di Roccaromana”. Il sito fortificato di Monte Maggiore e l’incastellamento nella Media Valle del Volturno; Angelo Gambella  - “Rainulfo und Adelasia”. I Normanni  del Sud nell’opera di Siegfried Wagner; Giovanni Guadagno – Nel 150° dell’Unità Nazionale. Alessandro Vessella (1860-1929) musicista educatore; Maria Cristina Biamonte, Elsa Boiano, Rosaria Cioffi, Alessandro De Martino, Sara Romano – Testimonianze vanvitelliane nel territorio di Piedimonte Matese; Alessandro Luciano – Tre luoghi di culto a Rupecanina. L’articolazione del sacro in un castello della Campania medievale; Nicola Mancini – Una lunga causa per dote matrimoniale; Mario Nassa – “Teanum Sidicinum”. Rilettura sommaria, con raffronti, dei più significativi contributi sulla monetazione antica; Gianni Parisi – Il Museo Archeologico Nazionale della città di Alife; Gino Tino – I Borboni di Napoli: luci e ombre; Simeone A. Veccia – La grande emigrazione di fine Ottocento. Baia e Latina: un intero paese verso l’America. Nella sezione Cronache e Spigolature sono compresi gli scritti di Vanna Fabrizio – Con le gioie intatte: ricordi estivi di San Gregorio Matese; Luigi Cimino – Soppressione della Sezione distaccata del tribunale di Piedimonte Matese. Assemblea degli iscritti all’Associazione degli avvocati di Piedimonte Matese; Antonella Di Rienzo – Gaetano Bocchetti: un ricordo di famiglia; Mario Martini – I gruppi musicali di Piedimonte Matese. Ricordi di mezzo secolo con Mimmo Civitillo.   

Nicola Iannitti