24 aprile 2021

DIBATTITO ON LINE SULLA CURA E LA SALVAGUARDIA DEL CREATO.

Cristina Palumbo

PIEDIMONTE MATESE  - E’ stato un vero successo il quinto appuntamento, sulla cura e la salvaguardia del creato, promosso dal Circolo culturale giovanile Pier Giorgio Frassati della Comunità parrocchiale di Ave Gratia Plena, coordinato da Cristina Palumbo. La tematica dell’incontro, ha ricordato Cristina Palumbo, era legata alla 51esima Giornata Mondiale della Terra, che si è celebrata il 22 aprile: in particolare, si è discusso sulla necessità della cura e della salvaguardia del creato, alla luce degli stimoli proposti da Papa Francesco nella Lettera Enciclica Laudato sii 

Al webinar sono intervenuti di Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Regione Campania e di Giuseppe Notarstefano, ricercatore di Statistica economica presso l’Università di Palermo e vicepresidente nazionale per il settore adulti dell’Azione Cattolica ItalianaE’ forte la necessità di mettere in campo politiche virtuose, ha ribadito Mariateresa Imparato presidente regionale di Legambiente, per raggiungere un equilibrio climatico. I comportamenti individuali sono importanti ecco perché, Legambiente ritiene  prioritaria l’educazione ambientale. Per dare risposte concrete alle generazioni future bisogna tener conto dei cambiamenti climatici, leggere la crisi ambientale e agire sugli stili di vita dell'uomo. Poniamo la massima attenzione alla transizione ecologica che deve essere una priorità della politica. L’attenzione in questi ultimi tempi è rivolta in particolar modo anche alle fonti rinnovabili e allo spreco energetico. La rivoluzione energetica delle comunità da fonti rinnovabili, ha annunciato Mariateresa Imparato presidente regionale di Legambiente, parte da Napoli con un progetto di comunità energetica promosso da Legambiente. A far parte della comunità sono la Fondazione Famiglia di Maria40 famiglie del quartiere di San Giovanni a Teduccio, e verrà realizzata grazie al supporto della Fondazione per il Sud. Sul tetto della sede della fondazione sarà installato un impianto solare da 53 kw e per la prima volta in Italia l’energia prodotta sarà condivisa con le famiglie del quartiere. Siamo felici, ha commentato  Mariateresa Imparato,  che parta proprio a Napoli la prima comunità energetica in Italia, con un progetto che permetterà di condividere l’energia pulita prodotta dal sole. Questa sfida rivoluzionaria, resa possibile dalle direttive europee, può aprire opportunità importanti per aiutare le famiglie del quartiere occasione concreta di rigenerazione delle periferie. In Italia ci sono oltre due milioni di famiglie in condizione di povertà energetica, che oggi possiamo aiutare con l’autoproduzione e condivisione di energia da rinnovabili e attraverso interventi che riducono i consumi delle abitazioni come prevede il progetto che porteremo avanti a San Giovanni a Teduccio. Da un punto di vista concettuale, Papa Francesco assume il termine “ecologia” non nel significato generico e spesso superficiale di una qualche preoccupazione “verde”, ma in quello ben più profondo di approccio a tutti i sistemi complessi la cui comprensione richiede di mettere in primo piano la relazione delle singole parti tra loro e con il tutto. Il riferimento è all’immagine di ecosistema. La potenza del paradigma dell’ecologia integrale, ha ribadito Giuseppe Notarstefano Vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica, appare pienamente nella sua capacità di analisi, e quindi di rintracciare una radice comune a fenomeni che, presi separatamente, non possono essere davvero compresi: «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura». In altre parole, «non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri». Custodire e curare sono i verbi attivi del nuovo paradigma della transizione sostenibile, ha ricordato Notarstefano, prendersi cura di ciò che possiamo, prendersi cura di ciò che prossimo, fragile, vulnerabile, marginale, piccolo, nascente, sofferente e affaticato. E’ prioritario custodire ciò che appartiene a tutti, che accomuna, che apre prospettive nuove, che inizia, che intraprende, che coinvolge e fa partecipare. Cosa possiamo fare allora? Bisogna tener conto che il progresso e il miglioramento sociale è funzione della qualità delle buone relazioni tra persone, organizzazioni e istituzioni. Bisogna tendere a una nuova visione, a una nuova politica, all'amicizia sociale e la fraternità. Emerge, quindi, l’urgenza di un'alleanza educativa globale, per restituire alle giovani generazioni il futuro che meritano: recuperale il ruolo educativo degli adulti nella vita quotidiana e nella società e il protagonismo dei ragazzi e dei giovani.

Pietro Rossi