10 aprile 2014

PRESENTAZIONE DEL “ CALENDARIO DEL PALAZZO DIMENTICATO” A CURA DELL’AVV. RANIERI GAETANI D’ARAGONA.

avv. Ranieri Gaetani d’Aragona

Piedimonte Matese –Continua la lodevole attività di promozione culturale  da parte dell’Associazione Storica del Medio Volturno nella scoperta  delle notizie storiche  riguardanti il vasto comprensorio del Medio Volturno, che poi vengono raccolte nell’Annuario, pubblicato a cura dell’ateneo  “Suor Orsola Benincasa”. Per venerdì 11 aprile è prevista la conferenza  dell’ avv. Ranieri Gaetani d’Aragona che illustrerà le varie vicende del  Palazzo Ducale nel libro dal titolo “ Il Calendario del Palazzo dimenticato”. come è ormai consuetudine sarà l’ampia  ed attrezzata sala ”Minerva” ad ospitare il numeroso pubblico che certamente non mancherà all’appuntamento culturale. I lavori del convegno saranno aperti dal saluto del Presidente dell’Associazione dr. Pasquale Simonelli seguito dall’intervento dell’avv. Ranieri Conte dell’Aquila Gaetani d’Aragona. Il prof. Giuseppe Castrillo parlerà dell’”Arte e Cultura tra le mura del Palazzo” Chiuderà il prof. Federico Marazzi, dell’Università Suor Orsola Benincasa, che si soffermerà sul tema: “ Un Maniero  testimone di 1000 anni di storia”. Le notizie sul Palazzo Ducale, qui riportate, sono state ricavate dal libro di Dante Marrocco che così scriveva:. “ Il castello di fondazione normanna nel secolo XI, fu ricostruito in parte nel trapasso fra il ‘3-400, sotto l’influenza dell’ultimo gotico. Dopo l’incendio spagnolo del 1504 ebbe costruzioni rinascimentali quali, il portico e il quarto superiore detto di S. Paolo. È del primo 700 una quarta trasformazione. Con strumento del 26 luglio 1700 del Not. C. Ciccarelli, D. Niccolò Gaetani, principe di Piedimonte, dava inizio alle nuove costruzioni. Il grandioso maniero si trasformò in un grandioso palazzo.  “Oggi, come scrive nel calendario 2015, l’avv. Ranieri Maria  Gaetani dell’Aquila d’Aragona di Laurenzana, il prestigioso Palazzo Ducale versa in condizioni di totale abbandono, dimenticato dall’Istituzione provinciale e dalle mie cugine, entrambe comproprietarie dell’immobile. Anche il sisma del 29 dicembre ha cercato di dargli un ulteriore colpo mortale. Ma il Palazzo fisso nella sua vetusta maestà ha resistito ancora una volta. E i cittadini di Piedimonte lo guardano forse distrattamente anch’ess assenti nel dar voce ad una civile protesta per l’attuale stato delle cose. Tutti dimentichi che lì è scritta la storia e la vita di Piedimonte, lì vi è rappresentato il prestigio di una magnifica, onesta  e laborosiosa comunità ricca di tradizione e cultura. 
Nicola Iannitti