14 novembre 2010

QUESTA SERA PUBBLICO INCONTRO PER LE PROBLEMATICHE DEL CENTRO STORICO DI BAIA LATINA.


BAIA E LATINA. Questa sera, 14 novembre alle ore 18,00 presso la sala consiliare del Comune di Baia Latina la Lista “Uniti per Baia Latina” guidata da Michele Santoro (nella foto), in seguito alla richiesta avanzata al Sindaco di costituire una Commissione studio che potesse valutare attentamente nell’interesse dell’intera comunità eventuali varianti ai lavori a farsi, ha convocato un pubblico incontro per discutere sulle problematiche inerenti l’inizio dei lavori di recupero del centro storico cittadino. Riteniamo indispensabile - ha dichiarato Michele Santoro - analizzare attentamente quello che si si andrà a realizzare e dove verrà realizzato. In passato molti errori sono stati fatti nella realizzazione di opere pubbliche che hanno poi segnato nel tempo l’aspetto urbanistico del paese. La richiesta di nomina di una commissione di studio – ha concluso Santoro, si rende necessaria al fine di valutare insieme ai cittadini eventuali modifiche progettuali in quanto il recupero del centro storico e quindi la configurazione urbanistica della parte centrale del paese richiede una attenta analisi delle cose da fare, come farle e soprattutto dove farle in quanto la loro realizzazione determineranno in modo permanente la futura configurazione del nostro paese.

Pietro Rossi

IMPORTANTI TESI DI LAUREA SUI PROGETTI INTEGRATI TERRITORIALI PORTATI A COMPIMENTO DALL’AMMINISTRAZIONE DI PIEDIMONTE MATESE.


PIEDIMONTE MATESE. I Progetti Integrati Territoriali (P. I. T..) portati a compimento dall’Amministrazione Comunale della Città di Piedimonte Matese nella primavera del 2009 continuano a far parlare di sé. Essi continuano ad ispirare i neo- dottori che discutono tesi di laurea presso i rispettivi atenei. E’ accaduto, così, che Filomena Mosca, cortese ed arguta signora già in quiescenza di Piedimonte Matese discutesse la sua tesi di laurea in Museologia su “Il Museo Civico di Piedimonte” lo scorso mese di Ottobre, relatrice la Prof. ssa Nadia Barrella del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, Facoltà di Lettere e Filosofia; e N. M. (che per sincera modestia non ama la ribalta della cronaca, costringendoci ad usare sterili acronimi per identificarlo), sempre domiciliato in Piedimonte, cingesse sul capo l’alloro dei neo- dottori discutendo la tesi di laurea in Diritto dell’Ambiente Italiano e Comparato su “Ambiente come valore paesaggistico- artistico e culturale”, poco prima della scorsa estate, relatore il Prof. Vincenzo Pepe del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Politica ad indirizzo giuridico- economico presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Favorevolmente sorpresa l’Amministrazione Comunale guidata da Vincenzo Cappello che, per bocca dell’Assessore già delegato ai P. I. T. Attilio Costarella (nella foto), cela a mala pena il suo più vivo compiacimento per il fatto che due anni di sapiente politica di beni culturali, con scelte d’intervento non sempre di facile ideazione ed attuazione, abbiano potuto preservare, valorizzare e tramandare ai posteri beni d’inestimabile valore la cui portata trascendente l’epoca attuale è compresa appieno dagli intellettuali locali, se ne fanno tema di riflessione approfondita per il coronamento del loro curriculum studiorum. La tesi di laurea F. Mosca ripercorre i sessant’anni di vita del Museo Civico di interesse regionale “Raffaele Marrocco” di Piedimonte Matese, fino a quel drammatico Settembre del 1973 che segnò il fallimento della politica culturale del Comune di P. Matese con il ritiro delle collezioni museali, dopo i ripetuti furti, ed il loro deposito cautelativo presso i magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. All’Autrice non sono sfuggite le tappe più recenti del quarantennale sforzo per recuperare le collezioni museali, messo in atto da tutte le Amministrazioni che si sono succedute e culminato con il ritiro, fortemente voluto dall’attuale Amministrazione Comunale, nel Marzo e nell’Agosto dello scorso anno, con il censimento e la catalogazione di quel che resta del prestigioso Museo ex Alifano. Da attenta osservatrice ha documentato ogni passaggio con rigore scientifico nella ricca appendice documentaria. Altrettanto esaustiva la tesi di laurea di N. M. che, dopo una ampia dissertazione sullo sviluppo sostenibile e governo del territorio, attraverso una dotta citazione dei principi costituzionali di tutela e salvaguardia dell’ambiente, è approdato al Parco Archeologico del Monte Cila, dove ha scorto con sorpresa la felice coniugazione qui operata tra recupero ambientale di due aree di cava dismesse e valorizzazione ed esaltazione delle proprie radici storiche, visto che il colle aprico del Cila racchiude, con i suoi 7.000 metri di circuito di mura megalitiche sannitiche in opera poligonale, le vestigia degli antichi nostri progenitori.

Pietro Rossi

Il Comune prepara il progetto per l’efficientamento energetico del Santuario dell’Addolorata.


ALVIGNANO Prendendo spunto dalle innovazioni proposte dal Ministero dell’Ambiente, il comune di Alvignano vi aderisce e presenta una istanza per candidare al finanziamento un progetto prettamente ambientale a seguito di un avviso pubblico diretto a Enti fino a 15mila abitanti per la realizzazione di interventi per l'efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o ad uso pubblico. Sarà la Chiesa dell’Addolorata (nella foto), già Santuario dell’Annunziata oggetto di lavori di efficientamento energetico da parte della Giunta Comunale di Alvignano, guidata dal sindaco Ing. Angelo Di Costanzo. E’ infatti in fase di approvazione un progetto atto a realizzare sul territorio impianti di energia alternativa. Si parte quindi proprio da questo antico sito, di proprietà comunale realizzato nel 1514 come risulta dalla bolla emessa da papa Leone X a ricordo di una lapide posta all'ingresso della chiesa. Edificato su una antica chiesa detta Santa Maria fuori le mura dove tutt'ora si possono visitare alcuni resti sotto il campanile. L’importanza di questo monumento è dovuto anche e soprattutto al fatto che vi è conservata una tela del 1774 donata per grazia ricevuta dal Sacerdote D'Elena. Precedentemente chiesa A.G.P. dell'Annunziata nel Santuario si sviluppò lentamente il culto all'Addolorata per giungere al riconoscimento da parte del Capitolo Vaticano del 21 ottobre 1956, quando fu solennemente incoronata la sacra immagine di Maria. L'anno dopo, nel 1957, fu il Vescovo Mons. Nicola Di Girolamo Pastore della diocesi di Caiazzo che solennemente elevò la basilica dell' Annunziata a santuario dell'Addolorata. Il sindaco Angelo Di Costanzo ha così spiegato il progetto: “Stiamo promuovendo nell’ambito del nostro territorio la diffusione di soluzioni energetiche innovative volte soprattutto alla riduzione dei consumi e nel contempo facendoci garanti per un bassissimo se non quasi nullo, impatto ambientale ed economico sul territorio. Il Santuario dell’Annunziata è una priorità per preservare i monumenti cittadini e sono sicuro che l’efficientamento energetico sarà un valore aggiunto per questo meraviglioso sito.”

c.s.

Palumbo (Ugl) :”Oppositori di immobilismo e provincialismo”


CASERTA. Durissimo intervento della Ugl Caserta al convegno che si è svolto il 12 Novembre presso il Real Sito di San Leucio nell’ambito della tre giorni denominata “Arte, Cultura e Sviluppo del Mezzogiorno“ organizzata dalla associazione “2033 Progetto Sud”. Il dirigente del sindacato di Via Roma, Ferdinando Palumbo ha preso la parola scagliandosi contro il lassismo ed i malgoverni della provincia: “Sono talmente evidenti le possibilità offerte dalle vocazioni tipiche di questi territori, che se solo ci si impegnasse con serietà e mettendo a regime ogni sinergia possibile, il benessere economico e la piena occupazione potrebbero diventare obiettivi programmatici” ha argomentato “tutto ciò non accade perche troppo spesso si guarda alle possibilità di crescita in modo furbesco, cercando momentanei e facili guadagni, sfruttando senza mettere a regime i filoni economici che di volta in volta rendono moderni gli altri territori e che lasciano noi nell'arretratezza. La mancanza di progettualità è certamente la base dei nostri mali, l'incapacità manifesta di tutti i gradi di governo l'aggravante“. Commentando un articolo apparso sul Corriere della Sera che definiva il patrimonio artistico della provincia di Caserta, "ricchissimo e devastato, tanto imponente da costituire una spina nel fianco di amministratori, soprintendenti e degli stessi cittadini Palumbo ha commentato dicendo "Voglio augurarmi una sollevazione generale ed un coro di smentite che riesca a sommergere questa simil sentenza giornalistica, viceversa, sarà decorosamente opportuno glissare in futuro ogni ragionamento fondato su sviluppo e cultura. Troppo spesso dimentichiamo che la cultura è anche il brodo nel quale si vive e si agisce. La Ugl” ha concluso il sindacalista “non si sente antagonista di questa o di quell'altra forza politica, ma che è certamente alla opposizione di immobilismo e provincialismo“.

c.s.

Notevole successo per la presentazione della web television SET @ Palazzo Lanza con LittleBlackDress .


Capua - Evento nel segno del glamour vintage a Palazzo Lanza, per celebrare la nascita della web television del magazine SET. L’importante realtà capuana, curata con passione da Giuseppe Bellone e Mariateresa Lanza, diventa il “set” dove le interviste condotte dalla giornalista Mariamichela Formisano vengono girate. Artisti, scrittori, operatori culturali vengono a parlare dei propri progetti, contribuendo ad arricchire il calendario mensile di eventi che la redazione di SET propone sulla rivista. Gli ospiti sono stati accolti dalla mostra “Una vetrina per giovani fotografi a Palazzo Lanza”, ideata da Antonio Calamo. Ben 23 fotografi campani under 35 hanno esposto gli scatti migliori scelti dal noto professionista. Sulle note del jazz, de la bossa nova, delle colonne sonore tipiche degli anni ’50 e ’60, selezionate dal DJ Mino, si giungeva nella Stanza Verde, diventata, per l’occasione, un SET fotografico. Lambretta del 1967, luci cinematografiche d’epoca, fonovaligia, vinili, angolo trucco, cappelli, guanti, libri e occhiali vintage, per presentare al pubblico le ultimissime novità della maison di moda casertana LittleBlackDress®: la Tapestry II, realizzata con i preziosi tessuti di San Leucio, forniti dallo storico setificio Real Sito, gli orecchini in plexiglass ispirati ai pattern leuciani ed i cappelli con gli stessi tessuti ideati con la designer Maria Anna Napoletano-Madena. Bravissime le due modelle interpreti dei fasti de la Dolce Vita: Alessandra Bonagura e Gioia Emanuela Carrillo che, insieme al fotografo Alessandro Calamo, un Marcello Mastroianni d’eccezione, hanno dato vita a scatti dinamici in cui anche il pubblico veniva coinvolto. Ad interagire con loro Alessia Caliendo, deus ex machina del brand, giovedì 11 special guest a Bari per l'inaugurazione del concept store My Tea Cup, gli hairstylist di Giovansante Hair e la make up artist Elena Crocco. I momneti salienti della serata sono stati immortalati dagli scatti di Alessandro Calamo, Alessandro Santulli e Piermaria di Rauso. Ad allestire la Stanza, inoltre, alcuni degli scatti realizzati dal fotografo Antonio Calamo per LittleBlackDress® nel borgo di S. Agata dei Goti.

Alessia Caliendo

Rettorato: lettera aperta al Presidente Zinzi ed al Sindaco Petteruti.


Caserta – “Viviamo con sempre più mortificata sofferenza - scrive in una nota Pasquale Sarnelli - il negato onore e il diritto di dare alla nostra università casertana il nome di “Università Di Caserta.” Viviamo, altresì, con rabbia e rancore, la mancata presenza del Rettorato a Caserta, questo previsto da norma di legge: art. 1 DPR 29 aprile 92. Abbiamo sempre avuto chiara, per la prima vertenza, le difficoltà di una “lotta” molto “politica” perché attraversata da scelte in mano a poteri forti, alle baronie, ad interessi professionali ed a maldedotte ragioni di opportunità. Ma questa seconda vertenza – quella del Rettorato - ci appare insopportabile - attesa l’illegittimità imposta e protratta da parte di una istituzione che è formativa, educativa, culturale, etica, e che , impunemente, disattende doveri di legge, lasciando come sede ufficiale quella di Via Santa Maria di Costantinopoli, 104, () Napoli. Per questo, dopo vent’anni, ancora una volta, come “Comitato pro Università di Caserta”, in quanto soggetto interessato al ripristino della legalità abbiamo chiesto alla Seconda Università - in nome dell’art 22 legge 241/90 - di conoscere ufficialmente lo stato dell’arte sul trasferimento del Rettorato a Caserta, al di là dei soliti proclami che la SUN ha prodotto nel tempo dando solo false aspettative, per questa o quella allocazione, ultima quella di una anno fa nella Reggia di Caserta. La risposta della SUN non si è fatta attendere: scontata, becera, saccente, supponente, carica di un’autoreferenzialità ormai dilagante a tutti i livelli, tristemente formale ed inesatta. Il tutto a discapito di una dovuta trasparenza, di un auspicato coinvolgimento e di senso di servizio e non disgiunto da doverosa informazione. La stessa, infatti, ci ha scritto che nessuna risposta era dovuta, perché soggetto non riconosciuto quale portatore di interessi nella questione e/o abilitato: ma il ripristino di legalità, il ritorno d’immagine ed il rilancio economico collegati alla risoluzione delle due vertenze non sono interessi legittimi ed inalienabili di ogni cittadino casertano e della civitas casertana tutta come ci ha insegnato padre Vescovo Nogaro che insiste da tempo immemorabile, inascoltato, su questo irrimandabile trasferimento di sede? Invochiamo, allora, il Presidente Zinzi ed il Sindaco Petteruti, certamente soggetti interessati ed abilitati a chiedere pubblica risposta al Rettore, di chiedere essi – pubblicamente - lo stato dell’arte del trasferimento del Rettorato nel Capoluogo. Di farlo con insistenza e non blandamente come si sta facendo per il cambio di nome attenti a che l’università non procrastini le proprie mosse ad infinitum, come fa se stretta all’angolo, vedi l’ultima trovata di nominare un’inutile commissione ad hoc per la nuova denominazione, quasi ci fosse altra possibilità di poterla chiamare in altro modo e non semplicemente portare subito in Senato Accademico una delibera ad hoc con la scelta: “Università di Caserta”. Per quanto ci riguarda, sapremo controbattere, nei tempi previsti, nei modi consentiti e nelle sedi opportune alla risposta ricevuta ma riteniamo doveroso promuovere a breve un altro (purtroppo) dibattito pubblico che coinvolga istituzioni, enti, sindacati, associazioni categorie professionali e cittadini per denunciare ai nostri amministratori quanto queste illegittimità - rettorato e nome - scippino alla nostra Provincia in termini di immagine, prestigio e vantaggi economici”.

Pasquale Sarnelli

PREVENZIONE ONCOLOGICA VIZIOLI ALLA CONFERENFA DEL BELVEDERE.


CASERTA - “L’importanza dell’approccio multidisciplinare integrato per la diagnosi e la terapia del cancro” questo il tema del convegno organizzato per sabato 13 novembre al Belvedere del Real Sito di San Leucio. A curare la manifestazione a carattere scientifico il Pom, Polo Oncologico Mediterraneo di Caserta, diretto dal Chirurgo Oncologo, dott. Crescenzo M.Muto, che, sulla scorta dei risultati ottenuti dal Polo Oncologico vuole dimostrare, in questo incontro tra personalità del settore, l’importanza della pratica dell’approccio multidisciplinare integrato per la diagnosi e la terapia del cancro: Nella sala conferenze del complesso vanvitelliano interverranno il prof. Giammaria Piccinelli, preside Facoltà Jann Monnet della Sun, l’on Angelo Polverino, Consigliere Regionale, tra i relatori il prof Lucio Vizzioli, (nella foto) Presidente Ist. Pascale, il dott. Luigi Leo, Oncologo, il dott. Ferdinando Romano, Commissario Straordinario Asl CasertaModeratore, dott. Crescenzo M.Muto Chirurgo Oncologo e Direttore Scientifico del POM.Interventi di specialisti del settore, associazioni di categoria e pazienti. Sulla base di risultati ottenuti il Pom, con questa iniziativa intende dimostrare l’importanza dell’approccio multidisciplinare integrato per la diagnosi e la terapia del cancro, proponendosi quale punto di riferimento sul territorio per medici e pazienti per affrontare sollecitamente e con efficacia le problematiche legate alle patologie tumorali. Il POM, - ci ha spiegato il dott. Crescenzo M. Muto, è da considerarsi come centro di riferimento a cui inviare i pazienti per la stadiazione e la valutazione terapeutica; nacque, con sede operativa territoriale presso il "Centro Morrone", con il patrocinio e la collaborazione della Lilt, la lega italiana per la lotta contro i tumori, come risposta ad una aumentata diffusione delle patologie neoplastiche a livello nazionale ed un numero elevato di decessi in Campania, garantendo campagne gratuite di prevenzione dei tumori a maggiore diffusione sul territorio della provincia di Caserta e proponendosi di realizzare significativi dati ai fini statistici.”

(AISNEWS/GENONI)

Le vicende del bombardamento di Alife del 1943 in un libro di Giuseppe Angelone.


ALIFE. Sabato 20 novembre 2010, alle ore 16,30, nella Sala Consiliare del Comune di Alife sarà presentato il libro di Giuseppe Angelone (nella foto) dal titolo "H-2703, ALIFE UNA UNA CITTA' DIMEZZATA", che narra le vicende del tragico bombardamento subìto dalla città il 13.10.1943, che provocò decine di vittime e la distruzione di gran parte dell'abitato. Al termine, nel Mauseo degli "Acilii Glabriones" sarà inaugurata la mostra fotografica e documentaria "Alife, i luoghi della storia. Immagini e reperti fra guerra e dopoguerra", curata da Gianni Parisi.