18 ottobre 2009

Tutela della filiera agroalimentare e zootecnica, se ne discute in Senato.


Santa Maria La Fossa – Si svolgerà martedì prossimo 20 ottobre presso il Senato della Repubblica, un’audizione dinnanzi alla commissione congiunta Agricoltura e Lavoro dove si tratterà della “tutela della filiera agroalimentare e zootecnica”L’audizione è stata richiesta e promossa dall’Unione dei Comuni (Caserta – Sud – Ovest). I sindaci dell’Unione dei comuni che saranno presenti si faranno latori della grave crisi che si è abbattuta su tutta la filiera agro alimentare di Terra di lavoro e segnatamente del Basso Volturno, dove insistono la stragrande maggioranza degli allevamenti bufalini e che è da sempre considerata zona di produzione della mozzarella di bufala. Saranno tre i sindaci ad intervenire: il sindaco di Grazzanise dott. Enrico Parente, che traccerà le linee guida, le motivazioni che hanno portato l’Unione dei Comuni a chiedere l’audizione davanti alla Commissione congiunta del Senato; il sindaco di Falciano del Massico Dott. Giulio Cesare Fava che tratterà delle problematiche legate all’emergenza della brucellosi, mentre il sindaco di Santa Maria La Fossa dott. Antonio Papa illustrerà la problematica legata alla diossina. La situazione della filiera di produzio ne dell’oro bianco, a seguito dell’emergenza dei rifiuti! (che ha fatto confluire in zona tutta l’immondizia della provincia di Napoli e Caserta), è oramai al collasso. Molti sono, infatti, gli allevatori che, anche a seguito della politica degli abbattimenti dei capi bufalini (decretata al fine di debellare la brucellosi), hanno deciso di svendere le aziende sull’orlo del fallimento. Ma qual è la finalità di questa richiesta di audizione? “ Vogliamo chiedere un provvedimento normativo urgente in materia – risponde il sindaco dott. Antonio Papa - che stabilisca quali siano gli interventi da fare per tutelare tutta la filiera e soprattutto i livelli occupazionali. Sono, infatti, 17 mila i lavoratori che sono impiegati direttamente nel settore, mentre si possono quantificare in 90 mila le unità dell’indotto: praticamente il settore dà lavoro a mezza provincia di Caserta”. “Lo Stato ci deve dire che cosa vuole fare di questo t erritorio”, tuona il sindaco Antonio Papa. “Se vuole che in questa zona sia ripristinata la filiera agroalimentare, secondo quella che è la sua naturale vocazione, e allora, si deve procedere alla bonifica integrale del territorio. Oggi noi ci troviamo sopra una vera e propria ‘bomba ecologica’ – dichiara preoccupato il dott. Papa - .Non si può pensare di spostare l’immondizia nel vicino territorio di San Tammaro… poi si incendiano le eco balle (per autocombustione) e si deve procedere, di nuovo a tutti i controlli sui livelli di diossina nel raggio di tre chilometri, chiudendo nel frattempo le aziende bufaline. Se lo Sato vuole che sia sostituita alla filiera agroalimentare la filiera dell’immondizia, ce lo dicesse chiaramente – continua Papa -, così che noi possiamo attrezzarci per la produzione di energia elettrica”.

c.s.