03 novembre 2009

LA REGIONE CAMPANIA SOSTITUISCE UN COMPONENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’ENTE PARCO REGIONALE DEL MATESE.


PIEDIMONTE MATESE. Il Presidente della Giunta Regionale della Campania On. Antonio Bassolino (nella foto), con decreto n.268 del 16 ottobre 2009, avendo preso atto che la Provincia di Caserta con nota n° 52127 del 02/04/2009, aveva trasmesso il decreto n. 34/pres. del 23/03/2009 di designazione, quale proprio rappresentante in seno al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Regionale del Matese, del dott. Pasquale Pino, ha nominato ufficialmente in seno al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Regionale del Matese, il dott. Pasquale Pino in sostituzione dell’on.le Alessandro De Franciscis, quale rappresentante della Provincia di Caserta. Pertanto il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Regionale del Matese, risulta attualmente così costituito: il Giuseppe Scialla Presidente pro-tempore dell’Ente Parco Regionale del Matese; Antonio Orsi (Letino), Giuseppe Maria Maturo ( Benevento), Alfonso La Banca (Prata Sannita ), Fernando Pezza (Valle Agricola), in rappresentanza della Comunità del Parco del Matese; Nino Lombardi, in rappresentanza della Comunità Montana del Titerno; Pasquale Missere, in rappresentanza della Comunità Montana del Matese; Mario Borrelli, in rappresentanza della Provincia di Benevento; Pasquale Pino, in rappresentanza della Provincia di Caserta; Alfonso Mariniello in rappresentanza dell’Associazione Ambientalistica “Amici della Terra”; Nicola Di Fusco, in rappresentanza dell’Associazione Ambientalistica “Club Alpino Italiano”; Matteo Palmisani, in rappresentanza dell’Associazione Ambientalistica “LIPU”;Salvatore Ciardiello, in rappresentanza della Confederazione Italiana Agricoltura; Angelo Milo, in rappresentanza della Coldiretti e Carmine Mastroianni, in rappresentanza della Confagricoltura;

Pietro Rossi

PARTE A PIEDIMONTE MATESE LA SETTIMANA DELLA MEMORIA PER RICORDARE I CADUTI DI TUTTE LE GUERRE.


PIEDIMONTE MATESE. L’amministrazione Comunale di Piedimonte Matese in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci locale, ha organizzato la seconda Edizione della Settimana della memoria una serie di manifestazioni per ricordare “I giorni del Silenzio e della Riflessione” che animeranno la cittadina pedemontana dal 3 al 9 novembre. La settimana della memoria è iniziata ieri pomeriggio alle 16,30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Piedimonte Matese con l’inaugurazione della Mostra Storica “La seconda guerra Mondiale nel territorio del Matese” curata dal Dott. Rosario Di Lello con la collaborazione di Vincenzo Petrucci e di Elmo Iannarelli. Oggi 4 novembre alle ore 9,30 presso il Palazzo Municipale ci sarà il raduno degli studenti, degli ex combattenti, delle autorità civili, militari e religiose che sfileranno in corteo per il paese per raggiungere il monumento in onore ai caduti di tutte le guerre in Piazza Giovanni Caso, dove si svolgerà la consueta cerimonia commemorativa con l’alzabandiera e deposizione della corona d’alloro. Sono previsti gli interventi del Presidente dell’Associazione Combattenti Cav. Stefano Micelli e del Sindaco di Piedimonte Matese Avv. Vincenzo Cappello, a seguire ci sarà un discorso commemorativo tenuto dal Dott. Fabrizio Pepe Presidente della Comunità Montana del Matese. Dopo i saluti degli intervenuti si svolgerà il rito dell’appello dei caduti con la lettura del Bollettino della Vittoria e la Preghiera del Combattente. La manifestazione sarà chiusa con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Don Salvatore Zappulo, Parroco della Comunità di S.Marcello in Spicciano.

Pietro Rossi

RIAPRE IL CAMPO SPORTIVO “BERNABEI” DI SAN GREGORIO MATESE SODDISFAZIONE ED EMOZIONE.

SAN GREGORIO MATESE. Si è disputata sabato scorso la prima partita del Campionato CSI 2009/2010 presso il Campo Sportivo denominato “Luigi Bernabei” sito alla località Santa Croce in San Gregorio Matese. Fin qui nulla di strano, tranne che quel Campo non era in funzione da circa 20 anni, infatti come affermato dal Sindaco Antonio DE LELLIS è solo grazie alla tenacia del nuovo presidente del “San Gregorio Football Club” (nella foto), Luigi Leone Landi, dell’allenatore Peter De Lellis, del Direttore Sportivo Osvaldo Iameo, dei tanti giovani che hanno sostenuto la preparazione, partecipando assiduamente, con costanza e spirito di sacrificio agli allenamenti e a tutte le altre attività che da circa due mesi hanno impegnato decine di giovani del piccolo centro montano, che finalmente l’Amministrazione Comunale di San Gregorio Matese, ha sentito la necessità di mobilitarsi affinché questa bellissima iniziativa andasse in porto. L’inaugurazione del Campo si è avuta proprio con la partita di sabato, dove giocando contro il Pietramelara il San Gregorio Football Club è riuscito a vincere, per uno a zero (gol di Daddy), la prima competizione disputata finalmente in casa. Il Campo Sportivo è da sempre denominato “Luigi Bernabei”, come ci dice l’Assessore Francesco MONTONE, anch’esso giocatore della squadra, a ricordo di questo uomo che dedicò in vita, il suo tempo ed i suoi averi, per i giovani di San Gregorio che amavano lo Sport. Parole di plauso, arrivano anche da altri amministratori del piccolo centro montano, Luigi DE LELLIS e Antonio MALLARDO, che presenti alla partita hanno dichiarato: E’ con grande soddisfazione, in primis come cittadini e poi come Amministratori di San Gregorio, che siamo qui a sostenere questa Squadra che rappresenta la tenacia e la forza di volontà di tutti coloro i quali si sono adoperati affinché il “Bernabei” funzionasse nuovamente; è bellissimo vedere in campo giocatori come Marcello GRANITTO che all’età di 50 anni, seguito in campo dai figli Antonio e Stefano, ancora dà il suo apporto, così come vedere l’affiatamento tra i fratelli Montone, Francesco-Silvio-Danilo nonché l’estro del nostro Daddy- Davide Gianfrancesco che ci ha fatto vincere questa partita tanto significativa per tutti noi.

Pietro Rossi

Vairano Patenora - Nell'ambito della rassegna BOOK&FOOD e con il sostegno di D'ANDRETA FASHION STORE di Caianello, nuovo appuntamento della condotta Slow Food Volturno il 20 novembre alle ore 19, a Villa Cirelli (ristorante la Fortezza Normanna) nel borgo medievale di Vairano Patenora. Protagonista della serata sarà il prof. Marino Niola, autore del volume "Si fa presto a dire cotto", che sarà presentato da Antonio Puzzi, dell'ufficio stampa di Slow Food Campania, e da Nicola Sorbo, fiduciario della Condotta Slow Food Volturno. Il volume di Niola è un trattato di antropologia del gusto scritto per tutti e risponde a una domanda sempre crescente di conoscenza del cibo che va oltre il nutrimento.Perché gli Italiani mangiano la pasta al dente? La "tempura" è davvero un'invenzione giapponese? Perché la pizza ha conquistato il mondo? E perché il sushi ha conquistato noi? E cosa c'entrano il baccalà con il Concilio di Trento e il caffè con la nascita delle compagnie di assicurazioni? Tradizioni gastronomiche, modi di cuocere il cibo, maniere di comportarsi a tavola, passioni, repulsioni, valori estetici, tipicità, territori, sono altrettanti specchi del rapporto che gli uomini hanno con se stessi e con gli altri, con la propria terra, con la propria identità. L'espresso, il ragù, i tortellini, il pomodoro, la zucca, la mozzarella, il culatello, il baccalà, il parmigiano, la cassata sono molto più che semplici "gourmandises". Sono particolari decisivi di quel grande affresco che è la nostra storia vista attraverso gli usi e consumi dell'"homo edens". Questi i temi che saranno affrontati nel corso della serata che culminerà in una cena "ispirata" dal libro e curata dallo chef Antonio Ruggiero, patron del ristorante La Fortezza Normanna, all'insegna dei sapori di Terra di Lavoro (costo della cena 30 euro).Per informazioni e prenotazioni: Mimmo Mastroianni, responsabile eventi di Slow Food Volturno, cell. 3472329212, Nicola Sorbo, fiduciario Slow Food Volturno, cell. 333.6728421. E-mail: slowfood.volturno@libero.it

Torna il maltempo sull'Italia.


Una perturbazione proveniente dall’atlantico ha raggiunto il nord del Paese e sta determinando un peggioramento delle condizioni meteorologiche sulle regioni settentrionali, in particolare sul settore occidentale e successivamente raggiungerà anche il resto della penisola. Secondo l'avviso emesso ieri, infatti, stiamo registrando precipitazioni diffuse, anche a carattere temporalesco, accompagnate in alcuni casi da forti raffiche di vento ed attività elettrica sul settore nord-occidentale che si estenderanno alle restanti regioni settentrionali e alle centrali tirreniche. Si confermano anche nevicate deboli o localmente moderate sui settori alpini, prealpini e sull’Appennino settentrionale a quote superiori ai 1.300-1.500 metri e in successivo abbassamento fino a 1.000 metri. Inoltre, a partire dalla tarda mattinata, saranno interessati dai venti forti l’intero bacino del Tirreno e l’alto adriatico. Previste, infine, possibili mareggiate lungo le coste esposte, in particolare sulle due isole maggiori.


C.S.

Influenza A, tutto ciò che è utile sapere.




Conoscere per evitare allarmismi. Un approfondimento sull'influenza A/H1N1 con una serie di domande e risposte per capire meglio le caratteristiche del virus. Conoscere per evitare allarmismi. Mentre le notizie sulla diffusione del virus H1N1 si susseguono, in tutto il mondo cresce la paura del contagio. Ma quali sono i reali pericoli legati all'influenza da virus A-H1N1? Come prevenirla e affrontarla? Per evitare inutili allarmismi, Humanitas Salute propone un approfondimento con l'aiuto del dott. Michele Lagioia, vicedirettore sanitario dell'Istituto Clinico Humanitas e specialista in Igiene e Medicina Preventiva. Ecco una serie di domande e risposte per capire meglio le caratteristiche del virus.1. Cos'è la nuova influenza provocata da virus A/H1N1?La nuova influenza A/H1N1 è un'infezione virale acuta dell'apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell'influenza: febbre ad esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale. Come per l'influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A/H1N1 è infatti un virus di derivazione suina. Nell'uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni '50 e sono legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A/H1N1 si è ora adattato all'uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. L'influenza non viene trasmessa attraverso il cibo e, anche se i primi casi sono stati legati a suini, non esiste alcun rischio di infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o prodotti a base di carne suina. Trattandosi di un nuovo virus influenzale, la vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali) non è efficace.2. Quali sono i sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1?I sintomi di esordio della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono simili a quelli della "classica" influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.3. Quanto è grave l'influenza da virus A/H1N1 nell'uomo?Come l'influenza stagionale, l'influenza da virus influenzale A/H1N1 nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Come l'influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti: sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A/H1N1, circa lo 0,14% nei paesi occidentali coinvolti dalla pandemia.4. Come si trasmette la nuova influenza?La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza A H1N1, si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell'influenza.I virus della nuova influenza umana da virus A/H1N1 non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre tale influenza mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale.

5. Per quanto tempo una persona infetta può trasmettere il virus dell'influenza da nuovo virus A/H1N1 ad altre persone?Le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 sono da considerare potenzialmente contagiose per tutto il periodo in cui manifestano sintomi, generalmente per 7 giorni dall'inizio della sintomatologia, più il giorno che precede l'insorgenza dei sintomi. I bambini, specialmente quelli più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.6. Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzale A/H1N1 nell'uomo?Con il passaggio alla fase pandemica e l'incremento progressivo dei casi in Europa e in Italia sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza ma non si ritiene più indispensabile la conferma di laboratorio dei casi sospetti e pertanto la diagnosi è basata soltanto sul solo criterio clinico (sintomi).L'influenza A/H1N1 viene definita un'affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre di circa 38 gradi o superiore accompagnata da uno dei seguenti sintomi:- cefalea - malessere generalizzato - sensazione di febbre (sudorazione brividi) - astenia (debolezza)e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:- tosse - mal di gola (faringodinia) - congestione nasale Per la diagnosi clinica di influenza nel bambino è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che:1. i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, che invece si possono manifestare con irritabililità, pianto, inappetenza 2. nel lattante l'influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre 3. occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell'influenza nei bambini in età prescolare, in caso di febbre elevata 4. nel bambino di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringotracheite e bronchite e febbre elevata.Durante la fase pandemica, l'analisi di laboratorio sarà effettuata su indicazione del medico per tutti i casi che presentano un quadro clinico impegnativo e richiedono il ricovero. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati. Per l'analisi di laboratorio è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4/5 giorni dall'inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus).7. Che cos'è una pandemia influenzale?Una pandemia (dal greco antico pan-demos, "tutto il popolo") è un'epidemia determinata dalla rapida diffusione di una infezione in più aree del mondo, con un elevato numero di casi gravi appartenenti a tutti i gruppi di età. La pandemia differisce dalle influenze stagionali: mentre queste ultime sono generate da sottotipi di virus influenzali già esistenti, le pandemie sono causate da sottotipi virali nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. La comparsa di un nuovo ceppo virale non è di per sé sufficiente a causare una pandemia: occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace.8. Quante sono le fasi e i livelli di rischio di una pandemia?Nel 2009 sono state riviste le fasi descrittive di una eventuale pandemia e l'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di utilizzare come metodo di misurazione una scala da 1 a 6. La fase 4 è caratterizzata dall'avvenuto passaggio del virus da uomo a uomo, ma la trasmissione interumana è limitata e la diffusione è altamente localizzata; ciò vuol dire che il virus non è ben adattato all'uomo. Tale fase è indicativa di un aumento del rischio di pandemia, ma non significa necessariamente che la pandemia ci sarà. Nella fase 4 sono già attivi tutti i sistemi di controllo e sono già predisposti tutti i provvedimenti per l'adozione delle misure in fase pandemica.Si è invece nella fase 5 quando vi sono prove di trasmissione da uomo a uomo con epidemie documentate in almeno due Paesi di una stessa Regione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche se la maggior parte dei Paesi del mondo non sono colpiti in questa fase, la dichiarazione della Fase 5 è un forte segnale dell'imminenza della pandemia. Nella fase 5 sono già attivi tutti i sistemi di controllo e sono già predisposti tutti i provvedimenti per l'adozione delle misure nella fase di effettiva pandemia.9. Che cosa significa, soprattutto in Italia, il passaggio alla fase 6 disposto a livello internazionale dall'Oms l'11 giugno 2009?Il passaggio dalla fase 5 alla fase 6, di allerta pandemico, era atteso quale conseguenza dell'alta trasmissibilità del virus A/H1N1 nei diversi Stati ma, per ora l'infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina, nella stragrande maggioranza dei casi solo una sintomatologia paragonabile a quella di una lieve influenza stagionale. In Italia ci sono stati finora pochi casi confermati di influenza A/H1N1 circa 1900 alla data del 31 agosto) L'OMS, come peraltro nelle altre Fasi pandemiche, non raccomanda chiusure delle frontiere e restrizione di viaggi internazionali, anche in considerazione della manifestazione clinica della malattia, al momento di modesta gravità.10. Perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che, al momento, la pandemia influenzale da virus A/H1N1 sia di gravità moderata?Tale valutazione è scaturita dal fatto che la maggior parte delle persone che ha contratto la nuova influenza è guarita anche senza la necessità di terapia farmacologica e ricovero ospedaliero. Si è visto inoltre, che nel complesso i Servizi sanitari dei Paesi colpiti dalla nuova influenza A/H1N1 sono riusciti a fronteggiare l'emergenza sanitaria. Ad oggi la nuova influenza, anche se particolarmente contagiosa, sembra causare, soprattutto in persone generalmente sane, una malattia leggera con sintomatologia simile a quella dell'influenza stagionale.

INFLUENZA A, APPELLO AI CITTADINI A RIMANERE CALMI.


Sono 18 i morti in Italia per l'influenza A - di cui due bambini ai quali si aggiunge un terzo ancora non confermato a Roma - e 30 gli ospedalizzati; 318 invece le vittime in Europa su 500 milioni di abitanti. Ma la nuova influenza resta "lieve" e l'appello ai cittadini è quello di non intasare ospedali e pronto soccorso, bensì contattare i medici di base. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio fa il primo punto sulla situazione dopo giorni di preoccupazione, testimoniati dai pronto soccorso affollati, e sottolinea che entro dicembre partirà anche la vaccinazione per i bambini più piccoli ma non a rischio. Rinnovato anche l'invito a vaccinarsi per le donne incinte dopo il terzo mese. Nella conferenza stampa, alla quale ha anche partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, Fazio ha inoltre tenuto a precisare che "non esiste un caso Campania": nella regione, infatti, si sono registrati più casi e vittime (sette morti), ma l'indice di mortalità è dello 0,01 per mille, molto più basso di quello in Europa.
Un musicista di 37 anni, F. L. affetto da influenza A, è morto la notte scorsa nell'ospedale San Giovanni di Dio Ruggi d'Aragona di Salerno, dove era ricoverato. Al momento non è precisato se l'uomo soffrisse di altre patologie. Si tratta della nona persona morta in Campania dopo aver contratto il virus H1 N1. L'uomo era sottoposto a dialisi.
18 VITTIME IN ITALIA, MA LETALITA' DIMEZZATA RISPETTO EUROPA: Ad oggi le vittime in Italia per influenza A sono 18, il che, ha affermato Fazio, rende la letalità italiana la metà rispetto alla letalità media registrata in Europa. "Siamo nella fase di pandemia influenzale - ha sottolineato - ma questa influenza in Italia sta provocando vittime in modo limitato. Ricordo che l'influenza stagionale in Italia ha fatto lo scorso anno 8.000 vittime". In totale, in Europa si hanno 318 vittime su 500 milioni di abitanti, per un'incidenza pari a 0,062 per 100.000 abitanti. In Italia, con 18 morti su 60 milioni di abitanti, l'incidenza è pari allo 0,027 per 100.000. L'ultima vittima italiana è una bambina di Bolzano ricoverata a Innsbruck.
MORTA BOLZANINA, FIATO SOSPESO COMPAGNI SCUOLA La bambina morta di influenza A all'ospedale universitario di Innsbruck in Austria, Martina Zanellini, viveva a Bolzano nel popoloso quartiere di Oltrisarco e frequentava le scuole medie Enrico Fermi. Qui i suoi compagni hanno seguito con il fiato sospeso la vicenda, giunta oggi al suo tragico epilogo. "L'intera scuola - ha detto il vicepreside Giuliano Gobbetti - è sempre rimasta vicina alla famiglia della nostra alunna. I genitori, in particolare, hanno avuto bisogno di un particolare sostegno". Il vicepreside ha detto inoltre che Martina non è l'unica allieva colpita dal virus e che altri ragazzi sono rimasti a casa per l'inflenza A. Proprio oggi le autorità sanitarie altoatesine avevano reso noto che all'ospedale di Merano vi sono due uomini - di 40 e di 50 anni, - ricoverati nel reparto di rianimazione per l'influenza A. Le loro condizioni appaiono però in via di miglioramento. Non sono invece state ancora chiarite completamente le cause della morte di un bambino di 5 anni, ricoverato all'ospedale per una forte febbre. Il piccolo, che viveva in un paesino di montagna del Meranese, era morto poco dopo il suo ricovero. L'autopsia effettuata sulla salma non ha dato elementi utili a chiarire i motivi del decesso, ma i sanitari del reparto pediatrico hanno detto che la morte non va attibuita all'influenza A. Ora i medici sono in attesa dei risultati delle analisi di laboratorio sui prelievi istologici.
APPELLO FAZIO A ITALIANI, NON ANDATE IN OSPEDALE: Un appello ai cittadini italiani affinché non vadano in ospedale o nei pronto soccorso al presentarsi dei sintomi influenzali è stato lanciato da Fazio. I cittadini, ha detto, contattino invece il medico di base, ciò per evitare un "intasamento" del sistema.
PICCO A CAVALLO NUOVO ANNO: "Noi prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima", ha affermato Fazio. "Vaccineremo lo stesso - ha aggiunto - perché con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo".
ENTRO ANNO VACCINAZIONE BIMBI PICCOLI NON A RISCHIO: I bambini "sono la categoria più colpita dall'influenza A e finita la vaccinazione dei malati cronici, inizieremo subito a vaccinare i più piccoli partendo dai bambini degli asili nido e quelli in comunità". Mi auguro - ha detto Fazio - che ciò avvenga entro la fine dell'anno". Il motivo, ha spiegato, "non è perché i bambini sono a rischio, ma perché sono i moltiplicatori della pandemia".
FORTEMENTE CONSIGLIATO VACCINO A DONNE INCINTE: La vaccinazione contro l'influenza A è fortemente consigliata alle donne in gravidanza dal terzo mese in poi. La donne in gravidanza, ha detto Fazio, "hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi gravi, ecco perché le donne incinte devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l'Aifa e L'Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione".
6 MLN DOSI VACCINI A REGIONI ENTRO NOVEMBRE: Al 30 di ottobre tutte le Regioni avevano ricevuto la quota capitaria per un milione di vaccini. Si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana ed a sei milioni alla fine del mese di novembre: "Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa la vaccinazione - ha rimarcato Fazio - e non siamo messi male".
NESSUN 'CASO CAMPANIA': "Non si può parlare di un caso Campania" in relazione alla pandemia di influenza A. Lo ha detto Fazio rendendo noto che è stato richiesto un aiuto e un rinforzo per l'unità di crisi della Campania sull'influenza A e, ha sottolineato, "stiamo valutando persone esperte". "Io stesso - ha annunciato il viceministro - mi recherò in Campania". Nella regione, l'incidenza dell'influenza è di 12,6 (3,88 in Italia). In Campania c'é dunque un numero di casi maggiore che nel resto del Paese, ciononostante l'incidenza della mortalità è dello 0,1 per mille, venti volte sotto l'influenza stagionale, e "non si può parlare di un caso Campania".
A ROMA MUORE BIMBO, E' PSICOSI
Centinaia di bimbi ai pronto soccorso della Capitale, nuovi ricoveri e ansia per i risultati di un test effettuato su un bimbo di 10 anni morto all'ospedale San Pietro-Fatebenefratelli di Roma, poi risultato negativo. In un clima di psicosi, medici e cittadini romani hanno cominciato una nuova settimana di visite pediatriche, vaccinazioni e polemiche sulle dosi antivirali, definite "poche" dai medici e "insicure" dal 50% dei pediatri del Lazio. A preoccupare è stata soprattutto l'incognita sulla causa della morte di un bimbo di 10 anni avvenuta ieri all'ospedale Villa San Pietro-Fatebenefratelli. Il bambino, che aveva una pleuropolmonite batterica, era stato ricoverato il 21 ottobre scorso nell'ospedale. Ieri l'aggravamento improvviso nel giro di un'ora: il piccolo non ce l'ha fatta. Adesso i medici dell'ospedale, che hanno anche predisposto l'autopsia, aspettano entro mercoledì prossimo i risultati del tampone nasale inviato al Policlinico Gemelli per accertare se il bimbo fosse affetto dal virus H1N1. Ma quella di oggi è stata anche una giornata di nuovi ricoveri e di una massiccia affluenza ai pronto soccorso, dove nell'ultima settimana sono aumentati dell'80% gli accessi quotidiani di persone con sintomi influenzali. Un dato che ha innescato la preoccupazione dei medici d'urgenza, per i quali "in questa situazione si ritarda l'assistenza a pazienti che ne hanno invece realmente bisogno. Negli ultimi giorni, infatti, in molti Pronto Soccorso si è assistito ad un incremento di pazienti che dopo lunghe attese si allontanano senza aver ricevuto le prestazioni". In alcuni casi, però, anche la preoccupazione dei pazienti è motivata. Al Gemelli, tra i sette nuovi ricoveri, c'é un adulto in rianimazione, per ora considerato 'caso sospetto', e una bimba in terapia intensiva mentre al pronto soccorso dello stesso Policlinico arrivano ogni ora 5 pazienti con sintomi influenzali, di questi l'80% sono bambini. Sotto pressione anche il pronto soccorso pediatrico dell'Umberto I, dove ieri sono stati 150 gli accessi, di cui il 90% con sintomi di influenza A. Ma il virus non ha colpito solo bambini. Un tecnico radiologo degli ospedali di Anzio e Nettuno, é ricoverato da alcuni giorni in rianimazione allo Spallanzani.
NAPOLI, SI AGGRAVA LA SITUAZIONE E' la città di Napoli che conta il più alto numero di morti per l'H1N1: oggi altre due vittime, due donne. Complessivamente otto decessi su 16 ad oggi registrati in tutta Italia. Ma gli esperti, in primis il vice ministro alla salute, Ferruccio Fazio, cercano di rassicurare. E ribadiscono: "Non c'é un caso Campania". Una donna di 42 anni, ai limiti dell'obesità; un'altra, di 72 anni, affetta da gravi patologie di tipo respiratorio, sono le ultime due vittime napoletane per l'Influenza A, morte rispettivamente all'ospedale Cotugno e al Cardarelli. Come già per tutti gli altri casi, sarà l'autopsia a stabilire se sia stata l'Influenza A a determinare la morte o se, invece, la causa determinante sia stata una o più patologie pregresse. Esiti, quelli degli esami autoptici, attesi anche per il caso della piccola Emiliana, la bimba di 11 anni, affetta dall'Influenza A, morta all'ospedale Santobono di Napoli venerdì scorso. Al momento sono 43 le persone affette dall'H1N1 ricoverate all'ospedale Cotugno di Napoli, centro di riferimento in Campania. Cinque sono i pazienti ricoverati in rianimazione: in quattro destano preoccupazione mentre i sanitari nutrono buone speranze per il quinto ricoverato di 56 anni. Dodici, invece, i bimbi degenti all'ospedale pediatrico Santobono dove continua senza sosta il via vai delle mamme al pronto soccorso. Secondo quanto riferito dal direttore sanitario dell'ospedale Santobono, "nella scorsa notte ci sono stati sei ricoveri sospetti, ma nessun caso particolare o grave". Oggi in pochi, solo tredici, si sono rivolti ai venti centri dell'Asl Napoli 1 dove è partita la vaccinazione per i cittadini. Mentre in tanti continuano ad affollare i pronto soccorsi degli ospedali della città. Non a caso, in serata, l'ennesimo appello dell'assessore regionale alla Sanità, Mario Santangelo: "non andate negli ospedali". Ma, soprattutto, gli esperti lo ripetono in continuazione: il fatto che in città si sia registrato il più alto numero di decessi non significa che esista un "caso Napoli". Lo dice Fazio che annuncia che presto si recherà in Campania dove arriverà anche un esperto in aiuto e dove, comunque, il tasso di mortalità "é dello 0,1 per mille, venti volte l'influenza stagione". E lo spiega l'assessore regionale alla Sanità. "Intanto siamo una regione ad alta densità demografica dove Napoli e Caserta, le zone più popolose, non a caso sono quelle più esposte - ha detto in conferenza stampa - Ad Avellino, Benevento e Salerno, infatti il virus attecchisce meno. Poi c'é da ricordare che la Campania è una regione giovane e il virus colpisce soprattutto i giovani, che hanno meno anticorpi. In ultimo, da noi sono stati fatti tamponi in misura più numerosa che altrove. Ecco perché ritengo che quando da noi il fenomeno diminuirà sarà più alto altrove". I vaccini già disponibili sono 135 mila cui se ne aggiungeranno altri 106 mila in arrivo tra domani e dopodomani. Intanto la Regione ha anche istituito un numero verde (800-187514) al quale risponde una equipe di epidemiologi dell'ospedale Cotugno a cui potranno rivolgersi medici e cittadini.

c.s.

La Regione Campania finanzia borse di studio per gli studenti che vogliono studiare all'estero.


Napoli. La Regione Campania - Settore Politiche Giovanili - finanzia, per il quarto anno consecutivo, borse di studio all'estero annuali e semestrali per giovani studenti residenti in Campania e frequentanti il terzo anno di una scuola secondaria superiore.
I giovani studenti in possesso dei requisiti previsti dal bando possono candidarsi a partecipare alle selezioni per ottenere una borse di studio all'estero annuale o semestrale, finanziata dalla Regione Campania – Settore Politiche Giovanili -, entro il 17 novembre 2009 compilando l'apposito modulo di candidatura. La selezione dei candidati si svolgerà mercoledì 25 Novembre 2009 alle ore 15,00 presso la Sala Armieri nel Palazzo Armieri in Via Nuova Marina n. 19/c – Napoli. Documentazione: Bando Allegato A


Bando Intercultura 2010/2011 (dim.: 561 kbyte)

Avviso Pubblico ai soggetti del Terzo Settore per attività per l’inclusione delle persone con autismo.


Napoli. Il Settore Assistenza Sociale rivolge il presente Avviso Pubblico ai soggetti del Terzo Settore che intendono richiedere i contributi per la realizzazione di azioni volte: all’inclusione delle persone con autismo al sollievo del carico assistenziale dei relativi nuclei familiari a sostenere e promuovere le organizzazioni non lucrative di genitori di soggetti autistici.
La Regione Campania, per il presente avviso pubblico, favorisce particolarmente quelle proposte che provengono da organismi tra i cui soci e nelle cui attività siano presenti persone con disabilità autistica e/o componenti delle loro famiglie e le cui sedi siano in immobili di proprietà pubblica e/o appartenenti alla categoria dei beni confiscati alla criminalità organizzata (L. 109/96 e L.R. 23/03) ovvero messi a disposizione dal soggetto proponente, anche al fine ottimizzare gli effetti dei finanziamenti ed allargare, così, le possibilità di offerta socioassistenziale.
Un’ulteriore finalità è quella, inoltre, di potenziare ed implementare una rete tra i molteplici attori operanti nel settore della disabilità autistica – siano essi soggetti del Terzo settore o Enti Pubblici - favorendone l’integrazione e la sinergia su azioni comuni.
Il termine per la presentazione delle proposte progettuali è mercoledì 2 dicembre 2009, ore 13.00.

Decreto Dirigenziale n. 838/2009 (dim.: 211 kbyte)

Il piano tra emergenza e prevenzione: un confronto tra Protezione civile e INU a "Urbanpromo".


Nuove tecniche di pianificazione urbanistica per prevenire e gestire le conseguenze di calamità naturali e terremoti. E’ il tema di uno degli incontri in programma nell'ambito della sesta edizione di Urbanpromo, a Venezia dal 4 al 7 novembre.
Il 5 novembre Protezione civile e INU – Istituto Nazionale di Urbanistica organizzano una tavola rotonda tra amministratori e urbanisti, partendo dall’esperienza svolta in questi mesi a L’Aquila e dal convegno nazionale del 26 settembre sul tema “Dopo l’emergenza verso il governo della Ricostruzione”.
L'incontro fa il punto sul perfezionamento di una pianificazione urbanistica che si misuri con i terremoti o altre calamità naturali, che sappia prevenire le scelte successive ad un evento per l'avvio delle fasi di ricostruzione. Riflessioni che devono tener conto dell’impatto che le trasformazioni urbane, legate all'obiettivo della sicurezza e della riduzione dei rischi, possono avere sulle popolazioni colpite da un sisma e sulla loro cultura. Ad esempio, quali luoghi o tipologie di strutture possono essere ritenuti più accettabili per le strutture di ricovero, o quali reazioni si registrino di fronte a un nuovo paesaggio urbano che si sovrappone a quello conosciuto. Coordinatore della tavola rotonda è Pierluigi Properzi, vice presidente dell’Inu. Per il Dipartimento della Protezione Civile è presente Bernardo de Bernardinis vice capo Dipartimento e vice Commissario delegato all’emergenza Abruzzo.
Scarica il programma di Urbanpromo
Il programma della tavola rotonda del 5 novembre - Sala Canal Grande


Mimmo Russo

Rinnovato il Consiglio Federale dell'Aereo Club d'Italia.


L'Aero Club d'Italia (AeCI), ente di diritto pubblico federato al CONI, ha rinnovato il proprio Consiglio Federale durante l'assemblea tenutasi a Romanella sala d'onore del CONI al Foro Italico. Gli addetti con diritto di votoerano 175.L'AeCI è la federazione delle federazioni sportive aeronautiche (FSA), cherappresentano le diverse discipline del volo a motore, volo a vela(aliante), volo libero (deltaplano e parapendio), ultraleggero,paracadutismo, aeromodellismo, volo aerostatico (mongolfiera, pallone,dirigibile), volo acrobatico in aliante e a motore, e costruttori diaeromobili amatoriali e storici.Alla presidenza, con suffragio praticamente unanime, è stato confermato peril secondo mandato consecutivo il senatore Giuseppe Leoni.Come previsto dalle norme statutarie, alla carica di consigliere federalesono stati eletti tre membri da parte dei presidenti delle FSA, precisamentei veneti Luca Basso, presidente della Federazione Italiana Volo Libero(FIVL), Manuele Molinari, vice presidente della Federazione Italiana Volo aVela (FIVV) e Flavio Giacosa di Torino, presidente della FederazioneItaliana Volo Ultraleggero (FIVU).Tre consiglieri sono stati votati dai rappresentanti dei giudici di gara edegli atleti, cioè i lombardi Adolfo Peracchi, presidente della FederazioneItaliana Aeromodellismo (FIAM), Sergio Dallan della Federazione SportivaItaliana Volo Acrobatico (FSIVA) ed il bolognese Diego Villa, presidentedella Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo (FIPAS).Demetrio Catanese di Reggio Calabria, Antonio Dentini di Arezzo ed illombardo Marco Gavazzi sono stati eletti dai presidenti degli Aero Clublocali. Giorgio Fogliani è entrato nel consiglio quale presidente dellaCommissione Centrale Sportiva Aeronautica.Si è provveduto anche a eleggere i revisori dei conti nelle persone diGiovanni Di Fede e Pierluigi Arnera.


Gustavo Vitali - Ufficio Stampa FIVL - Federazione Italiana Volo Libero

La sentenza di Strasburgo e la laicità dello Stato.

Federazione Liberali
COMUNICATO STAMPA


" La sentenza della Corte Europea di Strasburgo che ha accolto il ricorso di una cittadina italiana a proposito dell'imposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche, è una sentenza di grande importanza perché riafferma in modo argomentato il carattere laico e pluralista delle istituzioni europee e della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo sottoscritta anche dall'Italia. Le reazioni scomposte e fuori contesto giuridico da parte del centro destra, dimostrano una volta di più che esso è afflitto da una insopprimibile vocazione ad una politica muscolare incapace di discutere ragionevolmente le idee politiche sulla convivenza e di rafforzare la laicità delle istituzioni, la sola che, in quanto tale, è in grado di consentire la libertà di ciascuno nel rispetto reciproco e del dettato costituzionale. Si può iniziare dal Presidente della Camera Fini, anche se, peraltro, egli critica una cosa che la sentenza non afferma, cioè la negazione del ruolo del Cristianesimo nella società Italiana ( e infatti la sentenza ha condannato non il Cristianesimo bensì la pretesa di imporre la presenza del crocifisso nelle aule in quanto capace di dare indirizzi confessionali anche a figli di famiglie che non desiderano siano dati tali indirizzi). Sono invece del tutto inaccettabili le reazioni dell'avvocato del governo presso al Corte Europea, e dei Ministri Gelmini e Calderoli .
Federazione dei Liberali
L'avvocato gioca sulle parole in modo indegno, dato che sa bene che l'art.7 nel Concordato oggi vigente non si riferisce ad una religione di Stato non più esistente bensì al criterio di reciproca indipendenza tra Stato e Chiesa, per cui un simbolo di una religione non può essere imposto alle strutture dello Stato. Quanto al Ministro Gelmini gioca incredibilmente sui concetti e cerca di asserire, in pura trance teocon, che la sentenza, dichiarando illegittima la presenza obbligata del crocifisso, cancellerebbe un simbolo di italianità. Addirittura arriva a supporre che la Convenzione Europea dei Diritti sarebbe in contrasto con il dettato costituzionale italiano, mentre sa benissimo che da tempo la presenza obbligatoria del crocifisso è messa in dubbio proprio da sentenze di Corti italiane. Infine il ministro Calderoli usa un linguaggio barricadiero da sollevazione civile , anche se non suscita stupore perché lui è uso fare leggi importanti e poi definirle una porcata. I Ministri si occupino piuttosto di proporre le realistiche riforme indispensabili nei loro settori senza andare demagogicamente a caccia di applausi da parte della parte più conservatrice ed oscurantista della politica italiana."


Fonte: Comunicato Stampa Federazione Liberali

COMUNICATO STAMPA SUL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30/10/09


Città di Piedimonte Matese
Gruppo Consiliare “ Il Popolo della Libertà



Il Gruppo consiliare del PdL denuncia il grave comportamento antidemocratico tenuto dalla maggioranza, rappresentata dal Sindaco Cappello, nella odierna seduta del Consiglio comunale.
Approfittando del brevissimo ritardo (4 minuti) di alcuni Consiglieri comunali, e con inverosimile rapidità (7 minuti), la maggioranza ha proceduto a rinviare gli argomento proposti dalla minoranza (l'istituzione del Forum dei Giovani e la modifica del regolamento del Consiglio) adducendo come motivazione la necessità di avere ulteriore tempo a disposizione per poter approfondire il contenuto delle proposte.

NIENTE DI PIU' FALSO E PRETESTUOSO!

La maggioranza mente, sapendo di mentire, perchè gli argomenti proposti attendono di essere discussi già da tempo; basti pensare che in merito alla modifica del regolamento comunale, fu costituita apposita commissione con delibera consiliare del 02/08/2007 con tutto il tempo sufficiente per approfondire l'argomento.
Stesso discorso vale per l'istituzione del Forum dei giovani, peraltro già adottato in molti comuni limitrofi, che vede l'Amministrazione Cappello per nulla interessata a favorire la partecipazione dei giovani alla vita politica, sociale e amministrativa della nostra Città.
Finalmente la maggioranza di sinistra al Comune di Piedimonte ha mostrato tutta la sua incapacità a confrontarsi nell'interesse della Città, dimostrando ancora una volta che l'unica cosa che veramente interessa i nostri amministratori è la politica degli affari.

I Consiglieri Comunali del PDL

02 novembre 2009

Interessanti strategie per l’orientamento professionale in periodo di crisi sono emerse dal Seminario di studio all’ ISFOL di Benevento.




CASERTA. Lo studio delle strategie per l’orientamento professionale sono state al centro del dibattito tenutosi nell’ambito del seminario che si è svolto venerdì 30 ottobre a Benevento presso Villa dei Papi sede dell’ISFOL. La Scuola per i Professionisti dell’Orientamento della Regione Campania (SPO-Campania) in convenzione con l’ISFOL – Area Politiche per l’Orientamento, ha promosso il seminario tematico “L’Orientamento in tempo di crisi. Costruire la propria vita in assenza di certezze”. Il Seminario è stato tenuto dal Prof. Francesco Vespasiano Delegato all’Orientamento dell’Università del Sannio e dalla Dr.ssa Paola Sorgente Coordinatrice delle attività di Orientamento dell’Università del Sannio,presso la sede dell’ISFOL di Benevento . L’incontro era rivolto agli operatori dell’orientamento e si proponeva di offrire i dati dello scenario in merito alla crisi socio-economica e culturale, svolgendo un’analisi ragionata degli indicatori e degli indici della crisi, al fine di costruire una riflessione critica sui possibili percorsi di orientamento. All’incontro hanno partecipato molti operatori provenienti da tutta la regione tra questi una nutrita delegazione dei Centri di Orientamento Professionale della Regione Campania del Settore Tecnico Amministrativo Provinciale di Caserta guidati dal Dirigente di Servizio Giovanni Antuono e una rappresentanza dei Centri per l’Impiego della provincia di Caserta. Il Prof. Vespasiano nel suo intervento ha analizzato i rischi e i pericoli nel periodo di crisi economica attuale, prendendo a riferimento i fattori della crisi. Le risorse per costruire un futuro migliore devono avere come indicatori di sintesi principale i tassi di disoccupazione e i tassi di occupazione. L’analisi del prof. Vespasiano ha messo in risalto anche la crisi di identità della scuola italiana che si manifesta con la perdita di autorità e l’assunzione responsabile dei ruoli. Oggi più che mai se si vuole fare un buon orientamento, in un periodo di crisi profonda come quella attuale, bisogna ricorrere ad una progettazione dei servizi che sia garantita da un sistema di rete territoriale con altri soggetti. L’orientamento ha bisogno di mettere al centro dell’attenzione il soggetto orientato per raccoglierne i bisogni e dare delle risposte che durante il rapporto relazionale diano una credibilità all’orientatore. La Dott.ssa Paola Sorgente, riguardo all’orientamento universitario, ha evidenziato l’importanza di lavorare insieme ad altri soggetti per raggiungere un unico obiettivo, illustrando un percorso di comunicazione credibile in una metodologia di rete che fa riferimento a strumenti innovativi come un Portale Web dell’Orientamento, una Piattaforma di E-Learning, il Digitale Terrestre e una Web-TV interamente gestita da giovani universitari.

Pietro Rossi

La Via Lucis per le vie del paese fino al cimitero di Piedimonte Matese.




PIEDIMONTE MATESE. Come ogni anno, in occasione della commemorazione dei defunti è stata organizzata dai Parroci di Ave Gratia Plenae Don Emilio Salvatore (nella foto a destra) e di S.Maria Maggiore Don Alfonso Caso (nella foto a sinistra), la Via Lucis( via della luce), rito nel quale si ricordano e si celebrano gli eventi della vita di Cristo e della Chiesa. Alla processione, che anche quest’anno ha raccolto tanti fedeli, è partita da piazza Carmine attraversando tutto il paese per giungere al cimitero, dove i parroci hanno celebrato l’Eucarestia, hanno partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, oltre al sindaco Avv. Vincenzo Cappello anche l’assessore Pinuccio Riselli, il consigliere comunale Domenico Ferraiuolo e Renato Ricca presidente del Consiglio Comunale. Come sempre, il regolare afflusso di fedeli nella zona cimiteriale è stato assicurato dall’opera del Corpo di Polizia Municipale guidato dal Comandante Domenico Renga, che ha saputo coordinare il traffico veicolare predisponendo una serie di sensi unici, evitando il nascere di caos e disturbi alla tranquillità dei visitatori. Evidenti all’interno del cimitero i lavori di manutenzione a cui è stata sottoposta la struttura piedimontese, predisposti dall’Amministrazione Comunale per mantenere il giusto decoro all’interno dell’area sacra. Nuove aiuole, ritinteggiatura delle strutture, il prato verde, e decorazioni floreali hanno reso il tutto esteticamente più gradevole.


Pietro Rossi

Parte il nuovo corso in biblioteconomia all'Istituto di Scienze Religiose.


Caserta - E' ai nastri di partenza il nuovo corso in biblioteconomia organizzato dall'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Pietro" di Caserta. La facoltà, che lavora in strettissima sinergia con la Biblioteca del Seminario Vescovile (nella foto), darà il via per i primi di dicembre a un corso della durata di 48 ore che consentirà il rilascio di un attestato di partecipazione e il conseguimento di sei crediti formativi universitari. L'evento, a numero chiuso, sarà destinato a un massimo di 15 persone e avrà un costo indicativo di 150 euro. Per qualunque informazione è possibile rivolgersi alla segreteria dell'istituto al numero 0823/214573 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dal lunedì al giovedì dalle 16.00 alle 18.00. "Fornire ai partecipanti conoscenze e competenze in merito ai fondamenti teorico-pratici della biblioteconomia e della catalogazione dei beni librari. Questo – spiega il responsabile della biblioteca diocesana don Nicola Lombardi - l'obiettivo principale del ciclo di incontri formativi". Formazione, dunque, ma anche sbocchi occupazionali. Il corso, infatti, risponde all'esigenza di fornire al personale destinato alle biblioteche di enti e associazioni gli strumenti necessari per la catalogazione informatizzata e la gestione delle strutture. "Un'iniziativa – prosegue don Lombardi – che ancora una volta mostra la volontà della diocesi, attraverso le proprie strutture formative universitarie, di servire i giovani offrendo formazione e la cittadinanza tutta rilanciando anche quest'anno la biblioteca diocesana, forte dei suoi 30mila volumi alcuni dei quali risalenti al Cinquecento, come polo di aggregazione culturale della città". La metodologia didattica prevede l'utilizzo di attività pratiche, con una particolare attenzione alle simulazioni e alle esercitazioni. Gli allievi avranno a disposizione dispense e materiale didattico, computer collegato a indice di prova sbn concesso dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, proiettore e schermo per didattica interattiva e diretta.


Fonte : comunicato stampa

Forum internazionale sull’orientamento a Genova.


L’Area Politiche per l’Orientamento dell’Isfol, il Centro Euroguidance Italy, la Rete Nazionale di Diffusione Euroguidance, insieme con la Regione Liguria e L’Università di Genova, organizzano il 12 e 13 novembre 2009, presso la Fiera di Genova, il Forum Internazionale sull’Orientamento (www.forumorientamento.it), un’occasione di approfondimento e di confronto sui temi dell’orientamento. Il Forum si terrà presso la Fiera di Genova il 12 e 13 novembre 2009 e si colloca all’interno della manifestazione ORIENTAMENTI 2009 - Salone Regionale della Conoscenza, dei Talenti e delle Opportunità Fiera di Genova (11 - 14 Novembre 2009). L'evento riprende i concetti chiave della Carta di Genova (I Forum Nazionale sull'Orientamento, Genova 2001) che si proponeva di creare un sistema di orientamento, di sviluppare e riconoscere le professioni dell’orientamento, di diversificare le azioni di orientamento e di dare continuità alla riflessione collettiva sull’orientamento. L’edizione del 2009 vuole fare il punto sul lavoro svolto finora e intende soprattutto definire nuove strategie e prospettive future. Al Forum parteciperanno rappresentanti politici ed istituzionali, esponenti del mondo accademico nazionale ed internazionale, professionisti ed esperti del settore.I lavori, che si svolgeranno nel corso delle due giornate, sono così articolati:
12 novembre: apertura dei lavori in plenaria, a seguire cinque sessioni parallele (I professionisti: competenze e ambiti di intervento; Le reti nazionali e internazionali per l'orientamento: politiche per l'integrazione; L'orientamento tra lifelong e lifewide: modelli a confronto; Transizioni e benessere organizzativo; Regioni e Sistema Integrato di Orientamento);
13 novembre: sessione plenaria con i moderatori delle cinque sessioni del giorno precedente a cui farà seguito una Tavola Rotonda che ha l’obiettivo di approfondire le implicazioni operative dell’orientamento nei diversi sistemi. Per informazioni e visionare il programma: http://www.forumorientamento.it/


Fonte: ISFOL

MORLANDO DENUNCIA ALLA REGIONE CAMPANIA LE DIFFICOLTA' NELLA GESTIONE DELLA DEPURAZIONE DELLE ACQUE.


La Hydrogest Campania SPA, società che ha in concessione gli impianti e la rete di collettori per la depurazione dei liquami provenienti da molti comuni dell’hinterland napoletano e della provincia di Caserta, ha comunicato l’impossibilità del pagamento degli stipendi di ottobre ai circa 450 dipendenti. Già alla metà del luglio scorso, la protesta delle maestranze della Hydrogest mise in ginocchio il sistema di smaltimento dei reflui urbani ed industriali in tutti i suoi impianti di Cuma, Acerra, Foce Regi Lagni, Marcianise, Napoli Nord, compromettendo la stagione balneare a Napoli e Caserta. Adesso che è inverno i cittadini possono anche morire? Dove sono “quei” politici sempre pronti a mettersi in prima fila quando si accendono i riflettori …? L’ennesima farsa che si ripete periodicamente mentre gli scandali nel settore ambientale sono quotidiani…ma i responsabili, specialmente i dirigenti, quando verranno cacciati via e condannati ?
Tommaso Morlando (nella foto)
(Centro studi officina volturno)
DENUNCIA
Sono anni che si dicono le stesse cose…Riunioni infinite tra Hydrogest , Regione, Comuni, Prefetture e operai…alla fine hanno tutti ragione…ma non è così. Ci sono chiare responsabilità, sembra di assistere ad una nuova odissea tipo quella dei rifiuti. Da ex assessore all’ambiente del comune di Castel Volturno ho seguito da vicino e con grande attenzione l’evolversi di questa vicenda…I verbali delle riunioni a cui ho partecipato parlano chiaro.
Continuo a denunciare sempre la stessa cosa:
Perché il comune di Castel Volturno non chiede il danno ambientale causato dai comuni sprovvisti di impianti di depurazione ?
Perché le associazioni dei balneari si fanno sentire solo in estate?
Sono anni che denunciamo la cattiva gestione e nulla di concreto viene fatto…anche se gli errori partono da lontano….?
BASTA !!!
L’economia e non solo, del nostro territorio viene distrutta e i tempi di recupero non ci sono … cosa si aspetta ad intervenire con azioni forti e di denuncia eccezionali….visto che gli stessi amministratori della Hidrogest temono conseguenze penali?
I politici della provincia di Caserta e della regione Campania dove sono?
Seppur informati dettagliatamente, sono silenti …quindi: compiacenti e conniventi con questa gestione disastrosa…tra poco verranno a chiederVi i voti ….ricordatevi di cosa NON hanno fatto per il territorio… e .cacciateli fuori.
Tommaso Morlando
DICHIARAZIONI DELLA DIRIGEZA DELLA HIDROGEST
«Siamo pronti ad andar via anche domani. Ci stiamo rimettendo la faccia e temiamo conseguenze penali. O la Regione Campania ci garantisce quanto prima le condizioni per gestire i depuratori secondo le regole, o risolveremo unilateralmente la convenzione».
Enzo Papi, presidente di Hydro­gest (già top manager della Cogefar Impresit, coinvolta nelle inchieste di tangentopoli…) fa i conti con il bubbone dei cinque depuratori gestiti dalla sua società: Acerra, Cuma, Napoli Nord, Villa Literno e Marcianise. Impianti che cadono a pezzi nonostante nel 2003 la sua società (controllata al 90% da Termomeccanica) abbia vinto la gara di appalto proprio per adeguarli e gestirli.
Ieri l’ing. Papi ha partecipato al convegno sul ciclo integrato delle acque — promosso dall’assessore all’Ambiente di palazzo Santa Lucia, Walter Ganapini — e ha lanciato il suo ultimatum alla Regione. «Materialmente — ha spiegato — noi abbiamo iniziato a gestire i depuratori a novembre 2006, perché, per tre anni siamo rimasti in attesa che il Tar si pronunciasse sul ricorso degli altri concorrenti. Avremmo dovuto investire, certo, ma il Commissariato alle Acque avrebbe dovuto girarci i canoni per la depurazione fognaria dovuti dai Comuni o dagli enti che gestiscono per conto di questi ultimi la distribuzione dell’acqua. Non abbiamo avuto mai nulla. Vantiamo un credito di 50 milioni e intanto abbiamo dovuto fronteggiare le spese correnti, a cominciare dal pagamento degli stipendi ai circa 450 dipendenti ».
Ammette: «È vero, i depuratori che abbiamo ereditato sono altamente degradati. Nessuno di essi è in possesso delle autorizzazioni allo scarico, o forse solo qualcuno, ma con mille eccezioni». Aggiunge: «Non accetteremo di rimanere in questa situazione, inerti, esposti alle inchieste della Procura e alle critiche dell’opinione pubblica». A palazzo Santa Lucia Hydrogest chiede di rivedere la convenzione stipulata nel 2003 e di garantire nei confronti delle banche il credito vantato dalla società. In questo modo, è la tesi del gruppo partecipato al 40% da Banca Intesa, gli istituti di credito potrebbero finanziare gli investimenti indispensabili alla manutenzione dei depuratori e alla rifunzionalizzazione degli stessi, prevista dal project financing varato nel 2003.



01 novembre 2009

ANTICIPAZIONE DOSSIER CARITAS/MIGRANTES .


Può accadere che le persone migranti a causa delle difficili condizioni di vita siano portate a commettere dei reati, un fenomeno la cui lettura si presenta abbastanza complessa, anche a causa di dati scarsi e frammentati. Cercare di mettere ordine in questo delicato ambito è l’obiettivo della ricerca “La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi”, promossa dall’Agenzia Redattore Sociale e realizzata dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, di cui un’anticipazione è stata data ieri a Roma presso la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Il testo sarà parzialmente riportato nel “Dossier Statistico Immigrazione”, che verrà presentato a fine ottobre, mentre la sua versione integrale sarà pubblicata nella prossima edizione della “Guida per l’informazione sociale 2010” a cura di Redattore Sociale, prevista per la fine di novembre. Uno dei risultati emersi dall’indagine è che, nonostante condizioni sociali e normative sfavorevoli, il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro Paese è solo leggermente più alto di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,40%, contro lo 0,75%) e, se si tiene conto della differenza di età, questo tasso è uguale a quello degli italiani. A influire sulle dinamiche del fenomeno, infatti, sono le fasce di età più giovani, mentre il tasso di criminalità degli stranieri è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni. Gli stranieri regolari incidono sulle denunce all’incirca nella stessa misura percentuale in cui incidono sulla popolazione residente, come si legge anche nel “Rapporto sulla criminalità straniera in Italia” del Ministero dell’Interno. “Come si vede dai dati – ha commentato Franco Pittau, coordinatore Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes – la crescita della popolazione immigrata non si traduce automaticamente in un’impennata della criminalità”. Infatti non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati regolari e l’aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, mentre essi sono cresciuti di più del 100%, le denunce nei loro confronti hanno conosciuto un aumento del 45,9%. Il Capo della Squadra Mobile di Roma, Vittorio Rizzi ha citato le cifre risultanti dall’attività investigativa sottolineando che, per quanto riguarda la città di Roma, sul totale delle denunce circa il 59% ha riguardato italiani e il 40% stranieri, mentre in merito agli arresti nel 43,63% dei casi si è trattato di italiani e nel 56,34% di stranieri. “Stiamo svolgendo un lavoro di rete con il pubblico e il privato sociale – ha aggiunto il Capo della Mobile – ma quello che ci preoccupa è il calo degli interventi di protezione sociale, scesi dai 109 del 2005 ai 31 di oggi”. Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità: oscilla infatti tra il 70 e l’80% la quota di irregolari tra le persone denunciate. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha precisato che, tra quanti entrano irregolarmente via terra o via mare, più della metà vengono riconosciuti come richiedenti asilo e meritevoli di protezione umanitaria. Laura Boldrini, portavoce Unhcr Italia ha precisato che “i rifugiati in Europa sono circa due milioni e mezzo, in Asia 17 milioni e in Africa 10 milioni”. Inoltre, nonostante sia molto alto il numero delle persone “di passaggio” in Italia per vari scopi, sia regolari (in esenzione non solo del permesso di soggiorno ma anche del visto) che irregolari, non esistono cifre attendibili sul loro turn over e dunque tale platea non viene inclusa nei calcoli sul tasso di criminalità che, di conseguenza, viene maggiorato rispetto al reale. La precauzione a non equiparare gli irregolari con i delinquenti viene suggerita anche dal fatto che, tra gli attuali 4 milioni di cittadini stranieri residenti in Italia, almeno 2 milioni siano stati irregolari per un periodo più o meno lungo a causa della complessità della normativa sugli stranieri e della capacità di attrazione del circuito del lavoro nero.


Fonte: ISFOL

RAPPORTO CARITAS: IN CAMPANIA SIAMO PIENI DI IMMIGRATI.


CASERTA. Secondo l'Istat in Campania risiedono 131.500 immigrati regolari, cioé il 3,4% dei migranti regolari che soggiornano in Italia; riferita al solo Meridione, la percentuale sale al 37,3%, mettendo la Campania al primo posto tra le regioni meridionali quanto a presenza di immigrati e al settimo nella classifica nazionale, dopo Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana. A queste cifre va aggiunta una stima di 50 mila immigrati senza permesso di soggiorno. Sono alcuni dei dati contenuti nel dossier Immigrazione della Caritas, che sarà presentato il prossimo 23 novembre a Napoli, nell'università Parthenope in via Petrarca. Secondo quanto emerge dallo studio, la presenza migratoria negli ultimi dieci anni è più che raddoppiata; rispetto ai dati Istat relativi al 2007 e al 2008, c'é stato un ulteriore incremento del 14,4%. La ripartizione provinciale delle presenze vede al primo posto Napoli con il 46,6%, seguita da Salerno (22,8%), Caserta (19,7%), Avellino (7,2%) ed infine Benevento (3,7%). Salerno e Caserta sono però, rispettivamente, terza e quarta tra le province meridionali per numero di immigrati, dopo Napoli e Bari. Tra le comunità maggiormente presenti in Campania, Ucraina, Marocco, Polonia, Cina, Algeria e Romania.


c.s.

IL COMUNE DI PIEDIMONTE MATESE RICHIEDE I FINANZIAMENTI PER COMPLETARE I PARCHEGGI DI PIAZZA DE BENEDICTIS.




Piedimonte Matese. Ancora fermo il cantiere per i lavori del parcheggio seminterrato di Piazza De Benedictis di fronte alla Residenza Municipale di Piedimonte Matese. Il progetto come si ricorderà fu approvato dalla Giunta guidata dall’Avv. Carlo Sarro, i lavori iniziarono nel giugno 2006 sotto la Giunta Musto e furono sospesi nel Dicembre 2006 per problemi atmosferici. L'Amministrazione Comunale, grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Ferrante (nella foto), sta lavorando alacremente per completare non solo il parcheggio, ma per riqualificare l’intero centro storico adiacente. Il Comune di Piedimonte Matese ha avanzato alla Regione Campania una richiesta di finanziamento di circa 1milione e 200mila euro: i fondi andrebbero quindi a sommarsi ai precedenti 700mila euro già stanziati in base al progetto iniziale e permetterebbero di sciogliere il nodo della falda acquifera. Durante questi ultimi anni ,enormi sono stati i disagi e le ripercussioni sul traffico e sulla normale viabilità, che hanno ormai esasperato i residenti e gli automobilisti. L’Assessore ai Lavori Pubblici Antonio Ferrante, ha precisato che dopo le dimissioni dei vecchi direttori dei lavori in quanto nominati responsabili dell’Ufficio Tecnico Comunale dalla Giunta Musto, gli stessi continuarono la direzione lavori d’ufficio, una volta terminata la Giunta Musto i loro mandato è decaduto pertanto la Giunta Cappello ha dovuto procedere a nominare dei nuovi tecnici. I nuovi Direttori dei lavori sono stati individuati, dopo un regolare bando pubblico, nelle persone dei tecnici Ferdinando Luminoso, Filippo Mercorio e Luigi Santoro, i quali dovendo assolvere al loro compito hanno dovuto fare una revisione contabile delle opere da eseguire per la realizzazione dei lavori. Adesso non resta che attendere il termine dell’istruttoria in corso, quando la Regione Campania si dovrà pronunciare relativamente ai finanziamenti richiesti dal Comune di Piedimonte Matese per il completamento dei lavori del maxi parcheggio sotterraneo di piazza De Benedictis.

Pietro Rossi

I COOPERATORI SALESIANI DI PIEDIMONTE ELEGGONO IL NUOVO CONSIGLIO.


Piedimonte Matese. Lo scorso 18 Ottobre la famiglia salesiana di Piedimonte Matese ha vissuto un momento davvero importantissimo: l’elezione del nuovo Consiglio dell’Associazione Salesiani Cooperatori per il triennio 2009-2012. Sulla scorta dell’encomiabile lavoro svolto dal consiglio uscente nel triennio precedente, si è proceduto, come da regolamento, a nuove elezioni scegliendo 6 cooperatori che, assieme al delegato salesiano Don Carmine Del Vecchio, fanno parte del nuovo consiglio. Il consiglio eletto, assieme a quello uscente, si è riunito il 29 Ottobre stabilendo le seguenti cariche: Roberto Sperandio coordinatore, Cinzia Arena segretaria e vice-coordinatrice, Loredana Civitillo: amministratrice, Rosetta Di Marco: responsabile formazione, Gianni Amendola: responsabile relazioni esterne, Franca Di Marco: responsabile famiglie. Cruciale sarà l’impegno del nascente consiglio, in considerazione delle numerose attività da portare avanti e della situazione dell’Oratorio, che nei prossimi mesi dovrà essere chiarita da parte delle autorità preposte.

Pietro Rossi

Natale 2009 alla riscoperta dei borghi santangiolesi.


Sant’Angelo d’Alife. Dal 6 dicembre al 6 gennaio il paese di Sant'Angelo d'Alife si prepara all'arrivo del periodo natalizio in tutto il suo insieme. In una suggestiva atmosfera natalizia, i cittadini avranno la possibilità di incontrarsi e curiosare tra i vari borghi santangiolesi le tante proposte offerte .....dal Mercatino di Natale .....degustazione dei prodotti tipici....spettacoli musicali ....l'arrivo di Babbo Natale, il tutto accompagnato da sottofondo di musiche natalizie. Molte le attrazioni e momenti emozionanti sia per i bimbi e sia per gli adulti.


c.s.

Passano gli anni ma non migliorano le condizioni del “caro estinto”.


GALLO MATESE. Passano gli anni, passano le Amministrazioni Comunali, passano le Giunte e gli Assessori (solo i sindaci restano sempre gli stessi, sic!) ma non migliorano le condizioni del cimitero comunale di Gallo Matese, anzi, se possibile, peggiorano. Innanzitutto, si è dimostrato sicuramente un errore progettuale la imponente costruzione della nuova ala del cimitero, con l’edificazione massiccia di cappelle gentilizie, nuovi loculi ed ossari, per un importo di circa un miliardo del vecchio conio: oltre a mancare ogni forma di collegamento tra la vecchia area e i nuovi sepolcri (bisognerebbe spostare qualche illustre cappella), anche all’occhio del semplice osservatore si nota una totale differenza tra le due zone, creando anche nell’ultima meta differenze sociali. Da un punto di vista strettamente economico, l’opera si è dimostrata fallimentare: il Comune non riesce a completare l’edificazione perché non riesce a vendere (o forse ad incassare) i numerosi loculi ed aree edificabili per le cappelle gentilizie, tanto che è scaduto lo scorso settembre l’ennesimo invito dell’Amministrazione a contattare la segretaria comunale per le stipule definitive dei contratti. Non se la passano tanto meglio i poveri defunti ospitati nelle nuove cappelle. Invero, ancora non è noto se i lavori siano ufficialmente finiti (ed allora non si spiegano le notevoli differenze rispetto all’originario progetto) oppure se i lavori siano ancora in corso, quindi non collaudati (ed allora non si spiega come sia stato possibile consentire le sepolture nella nuova ala)… In ogni caso, nonostante i lavori di sistemazione dei marmi dell’accesso secondario, realizzati dalla ditta del vicesindaco Assalone (ebbene si), è difficile l’accesso alla nuova zona, praticamente rimasto lo stesso rispetto all’anno scorso quando, ricordiamo, era molto difficile recarsi a portare un fiore a chi ci ha lasciato e neppure il parroco nel giro di benedizione riuscì a raggiungere i defunti nelle nuove sistemazioni.
Disadorno anche il vecchio viale alberato di ingresso, dal quale sono stati portati via i pini secolari e depositati chissà dove (in realtà si sa chi li ha “acquistati”, ma meglio tacere).
Non parliamo delle condizioni della strada che da via Piana porta al cimitero: il passaggio degli autotreni per i lavori di ampliamento ha aggravato le condizioni del manto stradale, già di per sé precarie, che durante l’anno obbliga i cortei funebri a grotteschi slalom, manca un marciapiedi che possa dirsi tale. Ad aggravare la situazione, se è possibile aggravare tale scenario, l’istallazione di una grossa antenna proprio nel cimitero, pare per la connessione ad internet e la previsione del posizionamento anche nel cimitero comunale degli impianti fotovoltaici previsti dal bando in pubblicazione presso il Comune. “Riposino in pace” dice la pietà cristiana: ma ne siamo sicuri?

Fonte: reporter1970@libero.it

Bucciero (Udc) su ordinanza “Invernale 2009” per il settore commercio.


Pietramelara - "Da qualche giorno è stata emessa l'ordinanza "Invernale 2009" per il settore commercio, che avrà valore sino all'entrata in vigore dell'ora legale 2010. Sostanzialmente rimane l'ossatura precedente, già di per sé ampliamente innovativa, con qualche ulteriore piccola modifica. Infatti l'amministrazione sia per venire incontro all'esigenze degli esercenti che per meglio garantire il servizio al pubblico, da qualche anno consente ai titolari degli esercizi commerciali di poter scegliere la chiusura obbligatoria settimanale in una rosa di giornate, previo tempestiva comunicazione all'ente comune ed avviso esposto in evidenza nell'esercizio. Inoltre si consente la proroga della chiusura oltre l'orario rituale nelle festività patronali e religiose, nonché quando si organizzano particolari eventi e/o manifestazioni, anche con apposite disposizioni. Per ciò che concerne l'ultima ordinanza è opportuno evidenziare che nella festività del primo novembre, ricadente di domenica, nel rispetto della giornata non si terrà il rituale mercato cittadino e contestualmente tutti i negozi rispetteranno la giornata di chiusura, con eccezione dei fiorai che potranno restare aperti facoltativamente tutta la giornata. Identica deroga solo per i fiorai nella giornata del due novembre, nell'ipotesi in cui questa ricada nella chiusura obbligatoria settimanale. Per il periodo natalizio sono previste alcune deroghe per tutti i settori alimentari e non. Nello specifico dal primo dicembre 2009 al nove gennaio 2010 sono sospese la chiusura infrasettimanale e domenicale, con alcune eccezioni: durante la festività dell'immacolata concezione apertura facoltativa dalle ore 8:00o alle ore 13:30; possibilità di proroga della chiusura sino alle ore 23:00 nelle giornate del 24 e 31 dicembre 2009 e 5 gennaio 2009; chiusura obbligatoria nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2009 e 1 gennaio 2009; apertura facoltativa dalle ore 7:00 alle ore 13:00 nella giornata del 6 gennaio 2010; durante la festività del martedì grasso (carnevale) apertura facoltativa dalle ore 8:00o alle ore 13:30".


Fonte : comunicato stampa

Basta ciarlatani. Stop a maghi e veggenti.


Sono circa 8 milioni (22mila al giorno) le persone che si rivolgono a maghi, astrologi e cartomanti. ecc. (sembra che siano almeno 26 mila questi improvvisatori). Chi chiede aiuto è nel 60% una donna fra i 45 ed i 52 anni di basso livello di istruzione e residente in provincia. Creduloni divisi equamente fra Nord e Sud, in testa per sensitivi, cartomanti, ecc. Milano, ma Napoli è già ad una incollatura. I problemi da risolvere? Sentimentali e fortuna. 6 su 100 sporgono denuncia in caso di truffa o presunta tale. Ovviamente l’aggancio principale avviene attraverso la t .
Telefono Blu Consumatori lancia una nuova iniziativa per tutelare le vittime di maghi e veggenti. Si tratta di veri e propri reati come la truffa, l'estorsione, la violazione delle privacy e la pubblicità ingannevole. Che si chiama STOP AI CIARLATANI.
Giornali specializzati, annunci pubblicitari in tutti i periodici settimanali e mensili e anche in molti quotidiani, ma anche le Pagine Gialle alla voce "Astrologia, cartochiromanzia e occultismo". Cresce sempre di più il ricorso ad Internet (sono migliaia i siti dedicati) ove si moltiplicano in modo impressionante i siti dedicati ed i numeri telefonici a pagamento (collegati soprattutto alle dirette tv) che sono sempre di più la fonte principale di guadagno. Ma sicuramente il fenomeno si manifesta soprattutto attraverso la tv: emittenti locali, regionali e nazionali dedicano ore e ore non solo agli spot ma alla presenza di questi improvvisati personaggi. .Lettura dei tarocchi, vendita di talismani ed amuleti che promettono ovviamente amore e felicità, Si arriva in molti casi a veri e propri riti esoterici che permetterebbero di parlare su con i cari estinti o per la guarigione di malattie terribili. In questo periodo e complessivamente nell'arco dell'anno, Telefono Blu ha calcolato che le richieste per motivi di amore sono ritornati davanti alle richieste per la salute. Di fatto si stima che sia di circa 8 milioni il pubblico coinvolto. 1 su 2 di fatto si fa pronosticare l'amore 1 su 3 salute 1 su 4 lavoro e felicità. Difficile invece stimare quanto siano gli introiti dei ciarlatani ma si tratta di diverse centinaia di milioni, visti anche i costi per utilizzare gli spazi televisivi. Nonostante esistano regole ben precise controllare il fenomeno e' veramente impossibile. Il guaio e' che, sostiene Telefono Blu Consumatori, un numero sempre maggiore di giovani soprattutto ragazze sembrano credere a questi maghi ed il fenomeno e' molto più presente nel Sud Italia. Ovviamente questi signori che gestiscono un lucroso giro di affari se ne fregano dei danni economici e anche di salute e psicologici che provocano sugli utenti. Secondo l'associazione che ha stilato una raccolta in codice i reati principali sono evasione fiscale, esercizio del mestiere di ciarlatano, circonvenzione di incapace, estorsione, esercizio abusivo della professione (medico psichiatrica) abuso credulità popolare e truffa aggravata, pubblicità ingannevole ecc.
Le richieste in crescita come dicevamo sono in merito alla voce amore, sono determinate soprattutto dai giovani, che trovano in questa modalità presunti valori anche nel terzo millennio. Ma sono cose estremamente pericolose perché possono creare problemi molto seri.
Telefono Blu poi ha costruito un apposito decalogo di autodifesa.
1. non incontrare mai da soli e registrare ogni conversazione
2. non parlare della propria vita privata e soprattutto non fornire mai recapiti personali ed informazioni facili preda di ricatti
3. attenzione perché pretendono sempre denaro in anticipo, e conviene in ogni modo pagare con carta di credito ed assegni (no postdatati) per poter documentare la truffa
4. meglio farsi scrivere le presunte prestazioni obiettivo dell'indagine
5. intervenire al fine di non far coinvolgere bambini ed adolescenti
6. attenzione ai presunti testimonial, o immagini sacre e non sono solo strumentalizzazione
7. non firmare nulla e per nessun motivo
Denuncia chi ti ha raggirato, non lasciare impunito il delitto commesso nei tuoi confronti. Autodifenditi. Invia richiesta di aiuto a Telefono Blu
02.76003013 / 06.37518881 / 081.5517256 / http://wm7.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid={4830705834AED7572C0869-4AED7572C1039-1257076082}&to=telblu@tin.it http://www.telefonoblu.it/



31 ottobre 2009

Posizione Europea in vista del vertice di Copenaghen sul clima.


Roma. Il prossimo Dicembre, dal 7 al 18, si terrà a Copenaghen il vertice mondiale sul clima che proverà a trovare una posizione comune sulla tematica della riduzione delle emissioni.
Nell'ambito di questo importante negoziato, che mira a trovare l'accordo sul quadro di impegni che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, l’UE (la Commissione, ma anche il Consiglio dei Ministri dell’ambiente tenuto il 21 u.s) sta puntando ad un patto ambizioso e di ampia portata per evitare che il surriscaldamento planetario raggiunga i livelli pericolosi prospettati dalla comunità scientifica, vale a dire un aumento della temperatura di oltre 2°C rispetto alla situazione preindustriale.
I dati scientifici rivelano che, per rimanere entro questa soglia, i Paesi industrializzati dovranno ridurre le proprie emissioni di gas serra del 25‐40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, mentre entro lo stesso anno i Paesi in via di sviluppo si vedranno costretti a limitare la rapida crescita delle proprie emissioni a circa il 15‐30% rispetto alla situazione attuale.
È necessario poi che le emissioni complessivamente a livello mondiale si riducano ulteriormente di almeno il 50% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. L’UE ha dimostrato di essere all’avanguardia in questa battaglia impegnandosi unilateralmente a ridurre entro il 2020 di almeno il 20% le proprie emissioni rispetto ai livelli del 1990 e, per raggiungere l’obiettivo fissato, sta attuando il pacchetto legislativo su clima e energia accompagnato da un programma di misure per l’efficienza energetica.
Si è inoltre impegnata ad abbattere le emissioni del 30% se altri Paesi industrializzati accetteranno di realizzare riduzioni comparabili e se i Paesi in via di sviluppo più avanzati economicamente daranno un contributo adeguato all’accordo.
Il coinvolgimento di tutte le nazioni del mondo, a partire da Usa e Cina e le altre emergenti, per un impegno globale sul problema più importante per tutte le generazioni future, costituisce la condizione indispensabile per avere risultati concreti. Si rischia in caso contrario un fallimento complessivo, analogo a quello registrato dal Protocollo di Kyoto.
Nel nostro Paese occorre poi essere coerenti, definendo le misure necessarie per la riduzione delle emissioni, per il risparmio energetico, per le rinnovabili, ripristinando i fondi per il ministero dell’Ambiente, drasticamente tagliati dalla Finanziaria. Altrimenti, come al solito su questo tema, spenderemo solo parole, senza produrre fatti, ponendoci in mora rispetto agli impegni già assunti, con conseguenti multe rilevanti. Vi alleghiamo per maggiore informazione il Documento che il Sindacato Europeo ha elaborato in vista della riunione dei Ministri dell’ambiente del 21 u.s. e del Prossimo Consiglio Europeo dei Governi che si terrà il 29‐30 ottobre su questo tema.
Fraterni saluti. CARCASSI
ALL.

Nel Comitato Esecutivo del 21 ottobre 2009, la CES (Confederazione Europea dei Sindacati) ha approvato una risoluzione Il cambiamento climatico, le nuove politiche industriali e le fuoriuscite dalla crisi’ , che sarà presentata al prossimo vertice di Copenaghen.

La CES rivendica la necessità di un accordo internazionale ambizioso e una giusta transizione sociale.

(Questi messaggi sono inviati dalla CES al ‘Consiglio Ambiente’ del 21 ottobre e al Consiglio Europeo del 29-30 ottobre).

La CES chiede:

· un accordo internazionale ambizioso, vincolante ed esaustivo finalizzato a limitare l’aumento globale delle temperature ad un massimo di 2°C, nel rispetto degli scenari stabiliti dal Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), riducendo dal 25 al 40% i livelli del 1990 nei Paesi industrializzati;
· un accresciuto contributo europeo per finanziare la riduzione mondiale del cambiamento climatico;
· migliorare la governance europea, rafforzare l’ambizione del rilancio europeo, soprattutto attraverso l’attuazione di politiche comunitarie più forti in materia industriale e della ricerca;
· la legislazione sul cambiamento climatico deve prevedere misure significative in tema di competitività internazionale, in grado di garantire che i Paesi privi di un rigoroso programma sulle emissioni non beneficeranno di vantaggi non equi, ed in particolare:

1. la creazione di una ‘Agenzia Europea’ incaricata di fissare parametri oggettivi di riferimento (benchmarks) e di generalizzare a tutti i prodotti la tracciabilità del carbonio, ‘Agenzia’ aperta ai partners sociali;
2. la definizione, per mezzo di una Direttiva, di regole chiare insieme a strumenti legislativi appropriati per il mercato del carbonio, al fine di evitare tanto le speculazioni sulle quotazioni quanto le fluttuazioni troppo accentuate, e di costruire i legami fra il mercato europeo e gli altri mercati regionali;
3. favorire iniziative globali coordinate in materia di Ricerca e Sviluppo (R&D), condividere la conoscenze scientifiche, sviluppare e diffondere le tecnologie verdi su scala mondiale attraverso politiche di trasferimenti tecnologici e regole sulla proprietà intellettuale equilibrate, tenendo conto nello stesso tempo di questi bisogni e degli obiettivi sociali ed economici dei finanziatori della R&D.


Per il movimento sindacale europeo, è essenziale mettere in campo una politica industriale europea ‘povera di carbonio’, basata su una dinamica di coordinamento industriale comunitario, che permetta di andare oltre alle divisioni intra-europee e agli effetti perversi delle esigenze di guadagni a breve da parte degli investimenti industriali. Questa strategia europea ‘povera di carbonio’ di transizione deve basarsi sui principi della Giusta Transizione: dialogo fra Governo, industria e sindacato, e altri soggetti interessati al cambiamento economico e industriale; posti di lavoro verdi e decenti; investimenti nelle tecnologie ‘povere di carbone’; nuove professionalità ‘verdi’.

In questo contesto, i Sindacati europei chiedono:

· a livello europeo, la creazione di uno strumento (coordinando innanzitutto gli strumenti esistenti, come i ‘consigli di settore’), che permetta di assicurare un’azione preventiva sulle transizioni socio-economiche e che rafforzi il dialogo fra i partners sociali e i pubblici poteri.
In questo quadro, l’Unione Europea deve impegnarsi in merito alle sfide delle ristrutturazioni industriali sulle quali è aperto il confronto con i nuovi Stati membri;
· le piattaforme tecnologiche europee, integrando le tecnologie di prodotto e di processo ‘povere di carbone’, dovranno fare partecipare le Organizzazioni Sindacali ai loro sistemi di governance, ed anche tenere conto, nei lavori delle loro task-forces, delle valutazioni e delle proposte del suddetto ‘comitato di azione preventiva’;
· la creazione di un Fondo internazionale e di un Fondo europeo, finalizzati a facilitare lo sviluppo di tecnologie ‘a debole emissione di carbonio’, così come di tecnologie basate sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo, insieme alla sviluppo di politiche per l’occupazione basate sulla sicurezza sociale, sulla promozione del lavoro decente, sui servizi pubblici;
· una crescita ‘verde’ dell’economia che sia in grado di mantenere e di creare posti di lavoro di qualità e socialmente avanzati, attraverso tutta quanta l’economia.


FONTE: UIL -ambiente