07 agosto 2009

E' scomparso un Grande Uomo della nostra città: "Alfonso Del Giudice" già amministratore comunale.


Alife(Ce)- Dopo una tenace lotta contro un male incurabile, é volato al cielo un' importante pezzo della storia di Alife: "Alfonso Del Giudice", già amministratore della città di Alife, dipendente del consorzio idrico e fratello dell'attuale consigliere comunale Emilio Del Giudice. Ad esprimere il proprio cordoglio l' intera Amministrazione comunale retta dal Sindaco Fernando Iannelli, Il Consorzio Idrico alifano, Il Movimento politico "Leali Per Alife", il Circolo territoriale del Partito Democratico di Alife, il Maresciallo dei carabinieri Giovanni Aceto, e tanti suoi amici. I funerali si terranno Sabato 8 Agosto presso la Cattedrale di Alife a partire dalle ore 16:00.
Di seguito riportiamo una parte del messaggio di cordoglio indirizzato ai familiari da parte dell' Ambasciatrice per la Pace Agnese Ginocchio, amica di famiglia:
"Il Movimento Internazionale per la Pace rende Omaggio e saluta un Grande Uomo della nostra città: "Alfonso Del Giudice" già amministratore di questa città, volato via al cielo in data odierna. Con Lui va via quella parte migliore della Storia di Alife. Alfonso ha lottato tenacemente fino in fondo contro un male che non gli ha dato tregua. Dopo la precoce morte della consorte consumata dallo stesso male, Alfonso si prese cura dei suoi giovanissimi figli Anna e Luigi per i quali non risparmiò ne sacrifici ne fatiche, ma si spartì in quattro e fece il massimo che un genitore poteva fare per assicurare sicurezza e benessere alla sua prole, riuscendo così nell' intento di sostituire la figura materna. I suoi giovani figli oggi sono adulti; la figlia Anna dottoressa con laurea in indirizzo farmaceutico, Luigi che ha ereditato il lavoro nella conduzione dell'azienda familiare. Alfonso Del Giudice é stato un 'Grande', da sempre prodigatosi per tutti, Alfonso si é saputo distinguere per meriti, generosità ed eroicità. L'educazione e la singolare formazione umana impartita ai suoi due figli Anna e Luigi testimonia l'immenso suo lavoro svolto con sollecitudine e Amore, tra le non poche difficoltà della vita, specie se andiamo a considerare che non aveva una compagna al suo fianco per sostenerlo in questa battaglia. Da sempre si é prodigato per la difesa del bene comune nella nostra comunità. Dipendente del Consorzio idrico e poi amministratore della città di Alife, Alfonso é stato sensibile a tutti i problemi che attanagliavano il nostro territorio, in particolare quelli legati alla crisi idrica, per i quali lo abbiamo visto lavorare e lottare con trepidazione affinché tali servizi migliorassero, fino agli ultimi mesi della sua vita. Uomo dotato di spiccato senso di umanità, comprendeva il valore delle battaglie per i diritti civili, affermava che la politica per essere tale doveva necessariamente possedere ed essere costituita da una classe dirigente di persone capaci di comprendere i reali problemi del popolo e di battersi fino in fondo per i diritti della propria gente. Alfonso Del Giudice sapeva riconoscere da subito le persone e captarne le altrui intenzioni. Forte sostenitore dell' impegno per la Pace della sottoscritta, per il quale più volte aveva manifestato ed espresso la propria ammirazione e vicinanza, ora é la sottoscritta a volerlo ringraziare attraverso questo scritto, per l'assiduo impegno che ha svolto su questa terra...La Pace si fonda e si costruisce sulla Giustizia ed Alfonso é stato un Uomo saggio dotato dell' innato e profondo senso di discernimento e di Giustizia. Caro Alfonso non ti dimenticheremo così facilmente, e anzi, porteremo nel nostro bagagliaio le tue lotte, i tuoi insegnamenti e le tue ansie, per arricchire ancora di più la nostra cultura di impegno civile, forti della tua presenza e del tuo passaggio in mezzo a noi, e del fulgido esempio che ci hai trasmesso. Con questa consapevolezza troveremo ancora il 'Coraggio' di andare avanti e di guardare al futuro con serenità e fiducia, cominciando perciò ad impegnarci sin da ora, affinché la nostra comunità diventi sempre più attiva e responsabile, sensibile e vicina ai problemi sociali e se ne faccia carico. Carissimi Anna, Luigi, Annarita, Franco, Emilio, Rachele, Enza e famiglia e amici tutti di Alfonso, continuate, anzi continuiamo insieme a portare in alto e a omaggiare degnamente la memoria di questo grande Uomo che lascia un segno indelebile nella Storia della nostra città di Alife. Onore e Pace ad "Alfonso Del Giudice". Con affetto e vicinanza a tutti voi. Pace

Agnese Ginocchio, Ambasciatrice internaz. per la Pace e fam.tutta

Meeting Internazionale dei Giovani di Schio (VI).




Schio. L’Associazione San Massimiliano Maria Kolbe di Schio dell’emittente radiofonica Radio Kolbe SAT, in collaborazione con L’Associazione Opera dell’Amore di Schio, presenta la sesta tappa del TOUR 2009 del Festival Internazionale di Musica Cristiana “il Mondo Canta Maria” che si svolgerà Giovedì 13 agosto 2009 alle ore 20,30 presso la tendostruttura allestita a San Martino di Schio (VI). L’evento si inserisce all’interno del programma del 18° Meeting Internazionale dei Giovani che si svolgerà da giovedì 13 a domenica 16 agosto. Ricorre quest’anno per il Festival “il mondo canta Maria” il 10° anno di attività, iniziato sempre nella città di Schio nell’anno Giubilare 2000. Dopo le recenti tappe di Thiene, Jesolo, Asiago e il doppio appuntamento presso il piazzale del Santuario di Loreto, quella di Schio è la sesta tappa di questo intenso Tour 2009. Sono intervenuti in questi anni al Festival, molti artisti e gruppi musicali provenienti dall’Italia e da vari Paesi del continente, che hanno saputo trasmettere oltre che la loro proposta musicale, anche un messaggio di fede e di speranza in loro maturata. Per questo concerto di Schio ospiteremo i seguenti artisti. Da Treviso conosceremo il giovanissimo artista Francesco Dal Poz di Treviso che sarà accompagnato in live dal suo gruppo. Un bella testimonianza di un ragazzo di 14 anni che trasmette con le sue canzoni un messaggio di fede e di speranza. Non poteva mancare la musica gospel rappresentata dal torinese Aurelio Pitino tra i più conosciuti esponenti italiani per questo genere musicale. Sul palcoscenico riesce a sprigionare la sua energia e la voglia di comunicare il messaggio cristiano. Con il suo consolidato gruppo Gospel torinese Anno Domini Gospel Choir ha pubblicato alcune produzioni discografiche. Sarà presente in rappresentanza dell’Associazione Opera dell’Amore anche la Corale Regina dell’Amore che presenterà alcune canzoni a noi più care dedicate a Maria e all’indimenticato Renato Baron. Grande attesa per la presenza in qualità di Special Guest della serata, dell’artista romana Giada Nobile (nelle foto), che sarà presente al Meeting nelle vesti di Madre Teresa di Calcutta, ruolo da lei interpretato nel conosciuto Musical “Madre Teresa”. Giada ci presenterà uno special con dei brani tratti dal Musical. Presenterà la serata Anna Maria Pozza di Schio. Il concerto sarà trasmesso in diretta mondiale da Radio Kolbe SAT nel sito ufficiale del festival http://www.ilmondocantamaria.it/.




Fonte: comunicato stampa

DOVE C’E’ GIGIONE, NON C’E’ PROBLEMA!


CASTEL CAMPAGNANO. In occasione del concerto di Castel Campagnano, dietro le quinte abbiamo incontrato e intervistato il mitico Gigione, i figli, Jo Donatello e Menayt (nella foto). Il cantante napoletano non amato e stroncato dai critici, considerato trash e kitsch, richiama ai suoi concerti migliaia di fans in delirio, che trasformano le sue canzoni in veri e propri inni.


Come nasce Gigione?
Erano gli anni Sessanta, ispirandomi al mio idolo Otis Redding mi cimentavo con il rhythm and blues; poi seguirono anni di serate in discoteca con musica dance e centinaia di matrimoni dove cantavo per poche migliaia di lire. Alla fine degli anni Settanta incisi il mio primo Lp, “I due volti di Gigione”, mi sposai, ebbi tre meravigliosi figli e a metà degli anni Ottanta pubblicai l’album “Acqua e sapone” – che mi fece conoscere come cantautore al grande pubblico del Centro-Sud Italia. Qualche anno più tardi raggiunsi l’apice della popolarità con il brano “La campagnola a modo mio”, un motivo spensierato e un pò malizioso apprezzato e famoso in tutta Italia.

E si fece apprezzare pure all’estero?
Nei primi anni Novanta intrapresi il mio primo tour negli Stati Uniti dove gli americani mi chiamavano “Mister Campagnola”. Il successo mi condusse ad esibirmi al Mary Griffin’s Resorts di Atlantic City e la popolarità venne definitivamente consacrata dopo la partecipazione a due “Festival di Napoli” trasmessi dall’emittente nazionale Rai Tre, ad uno dei quali mi classificai al secondo posto.


Riprese vecchi successi trasformandoli in cover?
Sfruttando la grande musicalità della lingua partenopea, tradussi in napoletano verace le canzoni di successo di alcune star internazionali come Madonna, i Beatles o James Brown: aggiunsi all’orecchiabilità di canzoni famose un testo napoletano e questa formula fece(e fa) impazzire il pubblico delle feste di piazza, delle sagre paesane, le mie canzoni spopolano nelle radio e nelle televisioni .


L’inizio era stato difficile?
Avevo iniziato da giovanissimo con una band improvvisata e successivamente, trascinato da una passione impetuosa per la musica e da una voglia fortissima di esprimermi attraverso le canzoni, misi insieme un piccolo complesso, i “Gigione Marines”, dove oltre a cantare suonavo anche il basso. In estate ci esibivano sulla costiera amalfitana e nelle isole piene di turisti. Visto i magri compensi che ricevevano, non avevamo neanche i soldi per pagarci un hotel e al termine degli spettacoli dormivamo in spiaggia, sotto le stelle.


Anche la tv si accorse del fenomeno Gigione
Con il successo arrivarono numerosissimi inviti a partecipare a trasmissioni televisive: più volte ospitato al “Maurizio Costanzo Show”, Raiuno, Raidue, Raitre- e persino tv straniere. La mia agenda divenne fitta di date di concerti dal vivo dove venivano ad applaudirmi e a cantare insieme a me decine e decine di migliaia di fans di tutte le età, in prevalenza giovani. Ma con gli anni ho conquistato- con Jo Donatello e Menayt, i miei figli, altre fette di pubblico. Dai 4 anni, ai novanta. Un pubblico variegato.

Il segreto del suo successo?

Canto con genuinità e semplicità l’amore, l’allegria e il divertimento al ritmo di una musica travolgente e giocosa, un mix di versi da balera e inni di gioia e simpatia, ma scrivo ed interpreto anche canzoni di denuncia sociale e a sfondo religioso. Grande devoto di Padre Pio, scrissi una canzone a lui dedicata- e nel ’97 mi esibii in un notevole e toccante concerto a Pietrelcina. L’entusiasmo del pubblico rinvigorì ulteriormente la mia fede cristiana e mi spinse a scrivere altre canzoni tematiche come “Caro Papa”, “Madonna dai riccioli d’oro”, “Madonna di Pompei”, “Santa Rita” e tanti altri brani di grande successo fino alla celebrazione del più fulgido esempio di santità cristiana di tutti i tempi con la canzone “San Francesco d’Assisi”.


Cos’è per lei la famiglia?
Tutto. La cosa più importante per me. Devo tutto a loro. Ho espresso il mio viscerale attaccamento ai figli attraverso canzoni come la struggente “Lauretta”, dedicata ad una delle mie figlie, e “Cantiamo insieme”, la canzone in cui racconto con orgoglio la scelta di mio figlio di seguire le mie orme e con cui chiudiamo sempre i nostri concerti.

Una famiglia di artisti, la sua, una Premiata Ditta?
Ringraziando il cielo, ho tre splendidi figli- che mi stanno dando grandi soddisfazioni.
Jo Donatello e Menayt stanno andando alla grande. Sono giovani, bravi e belli. Acclamati in tutti i concerti. E questo per me è motivo di grande soddisfazione.


Jo Donatello, come ha cominciato la sua bella avventura nel mondo dello spettacolo?
Ho respirato aria di musica sin dai primi anni di vita. Fin dall’infanzia le note musicali hanno fatto palpitare il mio cuore,la musica viveva dentro di me, la sentivo nel corpo, penetrava nelle ossa e si incideva dolcemente sull’anima. Era la musica di mio padre Gigione, un piccolo, grande uomo, dotato di grande vitalità ed energica passione. Avevo dieci anni quando ho iniziato a cantare. L’emozione di cantare e potermi esprimere attraverso la musica ha da sempre elevato il mio spirito appagando l’animo di piacere e soddisfazione. Da bambino ho studiato la batteria per due anni e quando iniziai a suonare le percussioni nei concerti di mio padre, sentii il cuore infiammarsi e la musica cominciò a vivere dentro di me. Ho fatto poi il corista, e dopo qualche anno ho esordito come solista, incidendo canzoni che mi hanno portato tanta fortuna.

Il suo primo disco?
Il mio primo singolo, la canzone “Brutta” tradotta in napoletano, ebbe un notevole successo così cominciai a scrivere canzoni che cantavo nei concerti insieme a mio padre ed in breve tempo realizzai il mio primo Lp. Esse trattavano di amori e turbamenti adolescenziali, di sentimenti forti e genuini, delle passioni dei giovani e delle loro tensioni emotive.Nel ’96, a diciotto anni, ho inciso il mio primo cd, “Pronto amore”, che ha avuto un enorme riscontro da parte del pubblico di tutta la penisola italiana, e successivamente ho vinto il disco d’oro con “Cuore innamorato”, che ha superato le cinquantamila copie vendute. Da allora ho ampliato il mio repertorio di canzoni romantiche con testi eterogenei e musica dance, motivi spumeggianti e briosi come “Il gelatino”, “Ho bisogno di te”, “Con tutta l’anima”, “Zuccherina”, “La figlia di zi Concetta” e tanti altri brani di grande successo, tutti all’insegna dell’allegria e della semplicità, caratteristiche vincenti che ho ereditato da mio padre con il quale continuo ad esibirmi nei concerti, ogni volta con rinnovato entusiasmo e profonda gratitudine.

Menayt(giovane studentessa universitaria), buon sangue non mente, anche lei ha cominciato come Donatello, ottenendo poi grande riscontr tra il giovane pubblico?
Vero. Anche io ho deciso di seguire le orme di papà. E’ stato lui a trasmettermi , la sfrenata passione per la musica e l’immensa gioia di poter comunicare le proprie emozioni attraverso il canto. Pure io ho iniziato come corista nei nostri concerti e ancora oggi, nonostante stia avendo successo come solista, continuo a partecipare alle serate(ndr.della Premiata Ditta Gigione) consolidando il legame della famiglia che continua ad essere unita da un’indissolubile tradizione fami are per la musica.

Giuseppe Sangiovanni

Che fine ha fatto l’Elenco ristretto degli esperti per l’affidamento di incarichi esterni del Parco Regionale del Matese?


PIEDIMONTE MATESE. Che fine ha fatto l’Elenco ristretto degli Esperti per l’affidamento di incarichi esterni del Parco Regionale del Matese, nessuno lo sa, la selezione avviata da alcuni mesi è stata affossata e si profila una ulteriore presa in giro in danno di tanti giovani matesini, come è successo in occasione dei bandi di selezione per i corsi di formazione professionale. L’otto gennaio del 2009, il Parco Regionale del Matese pubblicò sul sito istituzionale un Avviso per la costituzione di una short list di nominativi per l’affidamento di incarichi di collaborazione e di consulenza, con lo scopo di costituire un elenco ristretto (short-list) di esperti idonei a integrare e/o prestare collaborazione e consulenza per la realizzazione degli interventi istituzionali e/o comunque di programmazione dell’Ente. Gli aspiranti dovevano essere in possesso di specifiche competenze ed esperienze in uno dei settori di intervento del Parco. Il dossier di candidatura doveva pervenire, pena l’esclusione, in busta chiusa a mezzo raccomandata, A/R e/o a mano, entro e non oltre le ore 13,00 del 30.mo giorno successivo alla pubblicazione del bando all’Albo Pretorio dell’Ente Parco Regionale del Matese, e cioè entro le ore 13,00 del 20 febbraio 2009 al Presidente dell’Ente Parco Regionale del Matese Piazza della Vittoria n.31 di San Potito Sannitico. Le candidature pervenute in tempo utile e presentate secondo le modalità descritte dovevano essere esaminate, al fine di accertarne la rispondenza ai requisiti minimi di ammissione specificati dal bando, da una apposita Commissione. Tutti i candidati in possesso dei requisiti specificati dovevano essere inseriti, in ordine alfabetico, in una short list da cui eventualmente, di volta in volta, attingere. Orbene, a distanza di mesi dalla scadenza prevista dal bando, nessuna notizia è stata più pubblicata sul sito del Parco in relazione alla selezione, come molti giovani ci si sarebbero legittimamente attesi; e così probabilmente andrà a finire, se si tiene conto della imminente scadenza della fantomatica short list. Una figuraccia che un Ente relativamente giovane, come il Parco, avrebbe potuto evitare. Più volte nei mesi scorsi anche l’ex Presidente del Consiglio Generale della Comunità Montana del Matese, Prof. Marco Fusco preoccupato della situazione creatasi nel Parco Regionale del Matese,aveva lanciato appelli alla Regione Campania e agli organi istituzionali. In una di queste occasioni Fusco dichiarò: “voglio troppo bene, in particolare all’alto Matese, per non denunziare una serie di inadempienze degli organismi preposti che rischiano di portare a estreme conseguenze il degrado che vedo in questa bellissima area interna della Campania.” In particolare richiamò l’attenzione su un elenco di opere “incompiute” che necessitavano di urgenti interventi tra cui ricordiamo: L’infopoint di Capriati al Volturno : Una struttura, costo oltre 400 mila euro, di rara fattura ed armonia prospiciente un’area di notevole pregio ambientale che potrebbe essere il biglietto da visita di un territorio incantevole. Risultato finale? Inutilizzato, chiuso. Il Rifugio di Castello del Matese: Un’altra cattedrale nel deserto. Risultato finale? Chiuso, viene aperto per un breve periodo all’anno grazie alla sensibilità di alcuni gruppi ambientalisti locali. La Cipresseta di Fontegreca: interessata da uno studio sistematico del CNR IPP di Firenze, inserita nei progetti europei Cypmed e Medcypre terminati nel 2007. Ma dalla provincia, dalla Regione, dal Parco del Matese non sono state assicurate altre risorse, pertanto si rischia di vanificare gli studi dei professori Raddi e Panconesi del CNR. Per il Parco Regionale del Matese il Bosco degli Zappini è classificato come “progetto pilota”. Ma nella voce ricerca scientifica l’Ente parco destina zero risorse. Risultato finale? Un sito unico in Europa si va sfaldando a pezzi dinanzi alle intemperie, all’affronto di vari agenti distruttivi e all’indifferenza di chi dovrebbe con urgenza intervenire. L’Infopoint di Fontegreca: in via di realizzazione e non è dato sapere se e come si riuscirà a portare a termine l’intervento . Risultato finale? Sarà inutilizzato come quello di Capriati Al Volturno. Il Laboratorio di erbe officinali di San Lorenzello(Bn): in via di realizzazione. Lavori che partono, poi si fermono, poi riprendono…Risultato finale? Si rischia di restituire anche i fondi già assegnati…. La Nuova sede Ente Parco a Sant’Angelo d’Alife: cantiere eterno. Lavori che riprendono e che immediatamente vengono sospesi. Una struttura che ospitava una scuola e che ora avrà una nuova destinazione ma con un cartello: off limits… Chi vivrà, vedrà… Il Villaggio dell’arte. Insieme ai progetti europei sulla cipresseta di Fontegreca, Villaggio dell’arte ha rappresentato un esempio del bello. Sì, proprio così. Realizzati capolavori dell’arte, veri e propri monumenti alla natura incontaminata che sono il vanto delle popolazioni matesine. Gli artisti di questa lodevole iniziativa, tra l’altro, hanno realizzato alcune zattere stile arte povera che dovevano diventare una attrattiva per i turisti così come avviene nei Paesi del Nord Europa. Sapete dove sono state sistemate queste opere d’arti? Accantonate e abbandonate in qualche “luogo” ben nascosto. Di certo non è questo il Matese che vogliamo.

Pietro Rossi

LA PRO LOCO GIOIESE PRESENTA LA SAGRA DEGLI ANTICHI SAPORI XII EDIZIONE.


GIOIA SANNITICA. Conferenza stampa domani mattina dei vertici della Pro Loco Gioiese per la presentazione della Sagra degli Antichi Sapori. Con inizio dalle ore 11,30 presso la Sala Consiliare del Comunale, il presidente del sodalizio Claudio Melillo e l’intero Consiglio direttivo della Pro Loco, il sindaco Mario Fiorillo con gli assessori comunali ed il presidente provinciale dell’Unpli Caserta Franco Pezone incontreranno i mass media per illustrare ai giornalisti della televisione e della carta stampata il programma integrale dell’evento che animerà il Ferragosto nel Matese. Una manifestazione quella della Sagra degli Antichi Sapori, in programma dal 12 al 17 agosto prossimo, giunta quest’anno alla sua 12esima edizione e promossa ed organizzata come sempre dalla Pro Loco Gioiese, con il patrocinio della Provincia di Caserta, dell’Ente Parco del Matese, del Comune di Gioia Sannitica, dell’Unpli, dell’Ept di Caserta, della Comunità Montana del Matese e della Regione Campania. Nella piazza retrostante la Casa Comunale, i tanti partecipanti che da anni affollano l’evento e ai turisti che accorreranno dai centri maggiori tanto di Terra di Lavoro quanto del Sannio, l’opportunità di degustare delle pietanze tipiche della lunga tradizione gastronomica del Matese, nell’ottica di riscoprire gli antichi sapori di una volta che il ritmo frenetico della vita prima e la globalizzazione poi hanno finito per confinare in un oblìo che la Sagra organizzata dalla Pro Loco Gioiese punta a cancellare. Una settimana dedicata ai prodotti tipici locali e al cibo genuino di una volta che consentiranno ai visitatori della 12esima Sagra degli Antichi Sapori di assaggiare succulenti piatti con pasta fresca fatta in casa, dagli gnocchi alle pappardelle, dagli scialatielli ai fusilli finendo ai cicatielli, e a base del fungo porcino del Matese, con arrosti misti, trippa soffritto, melanzane ed i classici peperoni imbottiti, senza dimenticare la porchetta, gli abbuoti, gli spiedini, la carne di maiale con i peperoni, i salumi ed i formaggi tipici matesini, le pizze fritte fatte in casa e le bruschette fatte al momento, il tutto condito dall’ottimo olio delle colline gioiesi e innaffiato dai vini locali, tra cui falangina, piedirosso, coda di volpe e pallagrello. Le sei serate saranno allietate da musica dal vivo e tanto divertimento dai bambini ai più anziani, passando per giovani ed adulti che avranno modo di rilassarsi in un paesaggio davvero incantevole.

Nel Matese c’è un alleato in più per combattere le patologie respiratorie


Piedimonte Matese. Continuano ad aumentare le proposte diagnostiche e terapeutiche presso la Casa di Cura Athena Villa dei Pini di Piedimonte Matese (CE) che, da sempre, mira a porre al centro delle sue attività le esigenze dei pazienti. Ad incrementare le proprie prestazioni questa volta è stato il Dipartimento di Medicina Interna, diretto dal Prof. Pasqualino Simonelli (nella foto), inaugurando il Servizio di Fisiopatologia Respiratoria che già a pochi mesi dalla nascita si pone all’avanguardia per la diagnosi e la terapia delle malattie respiratorie. Difatti accanto alla classica Spirometria, esame cardine per la diagnosi delle sindromi disventilatorie ostruttive e restrittive, da pochi giorni, è possibile effettuare anche esami più complessi come il Monitoraggio Ossimetrico Notturno, utile per slatentizzare le fasi iniziali di un’insufficienza respiratoria ed il “6 Minuti Walking test” utile per la valutazione funzionale globale nel paziente con broncopatia cronica ostruttiva. Fiore all’occhiello del neonato Servizio è la possibilità di poter effettuare la Polisonnografia che è una registrazione simultanea di più parametri fisiologici (nel corso del test, durante la notte, vengono registrati due o più canali EEG, vari canali elettromiografici, i movimenti di torace e addome, il flusso oronasale, la saturazione di ossigeno nel sangue) ed è particolarmente indicata in presenza di apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo e dei movimenti periodici degli arti nel sonno, bruxismo e russamento. Per tutte le attività svolte dal Servizio di Fisiopatologia Respiratoria è necessaria la prenotazione che può avvenire sia direttamente nella struttura, sia telefonicamente presso l’ufficio prenotazioni tutti i giorni, escluso i festivi, dalle ore 08.00 alle ore 20.00.


Pietro Rossi

UN CASERTANO MANDA ALL'ALDILA' COSTANZO E MARIA DE FILIPPI.


San Felice a Cancello. Il vulcanico e dinamico Franco Magliulo, 64 anni- continua a stupire. Giornali, radio e televisioni nazionali ed internazionali in tanti occasioni hanno dedicato a lui ampi servizi. Il Giornale, fondato da Indro Montanelli, Cronaca Vera, e poi ospitate a Piazza Grande(Raidue), Buona Domenica, Mattina 5 e Striscia La Notizia(Canale 5)- solo per citarne alcune. Intervistato persino da una troupe della televisione giapponese. Negli anni scorsi – alla ribalta delle cronache internazionali, per un curioso abbinamento pubblicitario della sua squadra . Lo sponsor- era una ditta di onoranze funebri- e ogni domenica la dirigenza sorteggiava una bara da regalare ai tifosi(una fu subito utilizzata dallo sfortunato vincitore). Non meno curiosa la stampa di un calendario di bare, dove posavano nudi alcuni giocatori della Stellazzurra, o la bara-ciondolo, gadget portafortuna distribuito a tifosi e gente comune. Nel suo Dna il calcio. Artefice da allenatore di quattro storiche promozioni, con quattro squadre diverse: Marcianise, Acerra, Casalnuovo e San Felice a Cancello. “Le ho inventate tutte per non far morire il calcio a San Felice, la nostra realtà non è delle più facili- mancano luoghi e strutture di aggregazione-cerco di stimolare ed invogliare i miei concittadini a partecipare: togliendo allo stesso tempo, dalle insidie della strada, ragazzi e bambini- e questo mi gratificato molto”. Circa tre anni fa inaugurò in pompa magna, con una serata di gala- il suo stadio, costruito senza contributi e fondi pubblici. Un campo sportivo regolamentare, con un prato da fare invidia ai campi di serie A. Festa culminata da una intitolazione della struttura sportiva- destinata a sbalordire i media nazionali. Intitolò lo stadio “Alla memoria di Maurizio Costanzo”. Un solo problema, Costanzo era ed è vivo e vegeto. Omaggio-coccodrillo che fece fibrillare il conduttore coi baffi- e la stessa Maria De Filippi- che darà il nome prossimamente alla progettata tribuna- che Magliulo intende costruire e intitolare alla consorte del conduttore. “Le persone si devono ricordare sempre, soprattutto quando sono in vita”- sottolinea Magliulo, il mio è un atto d’amore nei confronti di un grande giornalista- che mi ha ospitato due volte nelle sue trasmissioni(Buona Domenica e Tutte Le Mattine”. Altro che corbelleria- come disse Raffaele Morelli, direttore di Riza Psicosomatica- e opinionista delle trasmissioni di Costanzo- lo stadio a lui dedicato è una bellissima realtà- che ospita dall’inaugurazione grandi squadre(affezionate e sempre vincenti al Maurizio Costanzo). Magliulo, un terzo della sua vita passata in mare, sulle navi di Achille Lauro- ha girato il mondo in lungo e in largo(giro del mondo per ben tre volte). “Curavo il giornale di bordo – prima con navi che trasportavano emigranti, poi con quelle da crociera: otto anni con il passaporto italiano, e dieci con il libretto di navigazione- tiene a precisare. Depositario di un originale testamento. Desidera “semplicemente” donare il proprio corpo agli scienziati, per “farsi monitorare” nel processo di decomposizione, il tutto immortalato dalle telecamere di una televisione italiana che potrebbe programmare un reality show unico al mondo. “Nella vita ne ho viste di tutti i colori. L’idea di donare il mio corpo, nasce dopo aver assistito circa 15 anni fa, in America a qualcosa di analogo. E’ il mio ultimo gioco. Mettere a disposizione il mio corpo di un gruppo di scienziati- che dovrebbe seguire costantemente l’evoluzione nel processo di decomposizione del mio cadavere. Spero con questo di dare un contributo utile alla scienza, per scoprire nuove cose. Magliulo non ama finire al cimitero, come i comuni mortali, non chiede di essere trainato da otto cavalli. Vuole “solo” essere analizzato e pure guardato dall’occhio catodico e magari da qualche milione di telespettori. “Chissà che dal mio Dna possa uscire qualcosa da buono, utile alle generazioni future!- conclude Magliulo-ritrovatosi a lavorare alcuni anni fa sulle navi con Berlusconi e Confalonieri.
Giuseppe Sangiovanni

06 agosto 2009

La notte bianca a Teano.


TEANO. LA PRO LOCO TEANO E BORGHI E LA CITTA’ DI TEANO ORGANIZZANO
LA NOTTE BIANCA COINVOLGIMENTO IN UNA SERATA ALL’INSEGNA DEL DIVERTIMENTO CON MUSICA, CANZONI, TEATRO, DANZA, GIOCOLIERI, MASCHERE, MOSTRE, ANIMAZIONE, VI ASPETTANO A TEANO (CE) CENTRO STORICO IL 29 AGOSTO, NON MANCHERANNO DEGUSTAZIONI DI VINI E PRODOTTI TIPICI. CHIUDERANNO LA MANIFESTAZIONE IL GRUPPO STORICO DELLA NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE .
c.s.

Autovelox: Palumbo (Ugl Caserta) : “Avevamo denunciato la situazione”.


Caserta.“Da tempo il nostro sindacato aveva posto sotto osservazione la gestione degli autovelox all’interno della provincia e le notizie di questi giorni dimostrano che avevamo ragione”. Così il Vicesegretario provinciale della Ugl Caserta Ferdinando Palumbo (nella foto) ha commentato le notizie apparse questa mattina sugli organi di stampa. “Io stesso nel Novembre del 2008” continua il sindacalista “avevo duramente attaccato l‘amministrazione di un comune del casertano dopo aver effettuato un sopralluogo sul sito dove soggiornava una di queste macchinette infernali. Il Segretario D’Angelo ed il collega Raimondi (Ugl Polizia) si erano nel contempo prodotti in tutta una serie di incontri con le istituzioni per cercare di dare risposte chiare ai cittadini. L’auspico di oggi è che la magistratura concluda le indagini nel più breve tempo possibile e che venga restituito il maltolto ai cittadini danneggiati dalla insana gestione delle macchinette”.


Fonte:comunicato stampa

Presentazione del libro “LETINO: I DIPINTI DI SANTA MARIA A CASTELLO”.







LETINO. Mercoledì 19 Agosto alle ore 18,30 presso il Santuario di Santa Maria a Castello a Letino (CE), si terrà un’incontro per la presentazione del libro “LETINO: I DIPINTI DI SANTA MARIA A CASTELLO” di Geppino Buonuomo. Nel bellissimo centro matesino si erge il Castello di Letino, costruito tra il IX e X secolo con lo scopo di ospitare una piccola guarnigione di soldati destinata a sorvegliare e vigilare il Matese da eventuali scorrerie, presenta una struttura quadrangolare articolata su cinque torri a sezione circolare, con il lato maggiore lungo circa 90 metri e con il lato minore di circa 40. Posta all'interno del recinto del Castello medioevale di Letino vi è la bellissima Chiesa di S. Maria a Castello la cui area interna è oggi adibita a Cimitero. La Chiesa presenta un portale in pietra scolpita con altari di varie epoche dal XVII al XVIII secolo; in essa sono inoltre custodite preziose opere d'arte come un'acquasantiera in onice, dei pregioevoli dipinti e la statua della Vergine, proclamata Regina del Matese. Proprio la bellezza dei dipinti custoditi all’interno della vecchia chiesa di Letino hanno ispirato l’autore, già famoso per aver scritto altre opere del genere tra cui ricordiamo "Santa Maria Occorrevole ,Storia, fede, arte dei santuari francescani di Piedimonte” in cui si parla del vecchio monastero in località S.Pasquale a Piedimonte Matese, “Vallata e le sue Chiese” dedicato alle chiese del Rione Vallata di Piedimonte Matese e “Gli Affreschi della Cappella di San Biagio” in cui si parla delle bellezze dell’antica Cappella di San Biagio a Piedimonte Matese, a scrivere un libro su queste opere di inestimabile valore storico per farle conoscere al grande pubblico.

Pietro Rossi

Si ripresenta l’annoso problema della carenza idrica a Gallo Matese.


GALLO MATESE. Si è ripresentato con l’annosa puntualità il problema, mai risolto, della carenza idrica nel Comune di Gallo Matese. Per più volte nel giro delle ultime settimane, infatti, gran parte del paese è rimasto a secco, in particolare le zone alte (via Pincera, via Oriente), per numerose ore, senza parlare della condizione di inciviltà in cui è stata ridotta la frazione di Vallelunga. Non è dato sapere quali siano le cause delle continue interruzioni, non potendosi parlare, a differenza che in passato, di avverse condizioni del tempo, giacché il sole splende su Gallo da settimane. C’è chi azzarda alcune ipotesi: carenza idrica alla sorgente, insufficienza delle vecchie e bucherellate condotte, ormai risalenti a decenni fa, inefficienze nelle opere di riparazione poste in essere dalle squadre del consorzio idrico di Caserta (basti osservare le riparazioni effettuate in via Quartiere ove la perdita è rimasta intatta anche dopo l’intervento). Per ore, dopo i disservizi, l’acqua pubblica è praticamente inutilizzabile per l’alimentazione, a causa del cloro nelle tubature. Del tutto silente l’Amministrazione comunale, che non riesce a porre mano in via definitiva ad un problema ormai cronico e che rischia, nella breve stagione turistica, di diventare una vera e propria grana. Molti cittadini, nel silenzio degli uffici competenti, minacciano iniziative personali per smuovere il problema.


Il Teatro classico approda a Piedimonte Matese, nell’ambito della rassegna Teatri di pietra.


PIEDIMONTE MATESE. Lo scorso 30 luglio la Compagnia di Franco Oppini ha proposto una esilarante versione dello Pseudolus di Plauto, con il servo furbo grande protagonista e il padrone sciocco ingannato e punito insieme all’avaro lenone: un intreccio tipico delle commedie plautine con immancabile contorno di lazzi e frizzi. Il 3 agosto, poi, è stata la volta di una delle più grandi tragedie di Euripide: Le Troiane (nella foto), in una versione elaborata da Jean Paul Sartre e portata in scena dalla Compagnia delle Indie Occidentali. Protagonista, nei panni di Ecuba, Ivana Monti, una delle più grandi attrici di teatro viventi che, soprattutto nel monologo finale, ha letteralmente rapito il pubblico trasportandolo sulle spiagge di Troia (ben ricostruite da una scenografia scarna ma molto evocativa) nel momento tragico in cui, uccisi tutti i Troiani e vinta finalmente la guerra, i Greci si accingono a ripartire portando via le donne nemiche come fiero bottino. Molto brave anche le altre attrici: Cloris Brosca, interprete di una dolente e disperata Andromaca, che cerca solo la morte dopo che le è stato strappato e ucciso anche il figlio Astianatte ancora in fasce; Federica Di Martino, nei panni di Elena che cerca la pietà di Menelao tentando di discolparsi della sua condotta e attribuendo agli dei la responsabilità della sanguinosa guerra; Emanuela Trovato, una Cassandra divorata dalla follia che medita impossibili propositi di vendetta. Molto lusinghiera la risposta del pubblico che ha riempito Largo San Domenico, il suggestivo e riparato angolo del centro storico che ospiterà ancora, il prossimo 8 agosto, La Tempesta di William Shakespeare, con Lello Arena, mentre per l’ultimo appuntamento della rassegna, il 10 agosto, si tornerà al Parco Archeologico del Monte Cila, per ammirare Iaia Forte interprete dello spettacolo Odissea Penelope. Per i biglietti in prevendita rivolgersi al punto informazioni turistiche a Porta Vallata.

Pietro Rossi

05 agosto 2009

GIGIONE E LA SUA PREMIATA DITTA INCANTANO IL PUBBLICO A CASTEL CAMPAGNANO.

Castel Campagnano(Caserta)-Il concerto di Gigione esibitosi alla festa patronale- con i figli Jo Donatello e Menayt ha richiamato come sempre succede nell’estenuante e infinito tour migliaia di fan, giunti da ogni parte nel minuscolo comune casertano. I tre amati dal pubblico, “odiati” dalla critica, sono un vero fenomeno di massa della scena musicale. “Il cantante dei tamarri” (con i suoi bravi pargoli)- etichetta cucita addosso con leggerezza ha fatto ancora una volta centro. Attivissima a livello concertistico, la Premiata Ditta, è molto amata da fan (dai 4 agli oltre 80 anni)- che coinvolti sapientemente hanno trasformato le canzoni in veri e propri inni cantat a squarciagola. Successi con il tempo diventati dei veri e propri cult – trasformati in cover. Canzoni famose adattate con testi napoletani. Canzoni “gigionesche” qualche volta messe in dubbio(da parroci bacchettoni) – perché incompatibili con la fede cristiana. Doppi sensi nelle canzoni “scollacciate”, spensierate e maliziose- sottoposte a censura parrocchiale. I testi “proibiti” da Luigi Ciaravola, questo il vero nome del cantante partenopeo, icona della folk dance-trash- colpiscono al cuore critici, preti e lo sterminato esercito di gente comune, quest’ultimo sedotto dal linguaggio schietto, diretto, divertente e coinvolgente di Gigione-autentico folletto sul palcoscenico. Gente che vuole passare una serata diversa- che verosimilmente ama poco o niente, Dante, Pascoli o Carducci. “Dove c’è Gigione non c’è problema”- il tormentone recitato a iosa durante lo spettacolo- tra le noti piccanti di “ A Campagnola”, Te Piace ‘O biscotto, Lecca lecca, Te si mangiata sta banana, Il gelatino, Zuccherina, A figlia e zì Cuncetta(Jo Donatello): allusioni “hard”- bilanciate dalla spiritualità di album dedicati a Padre Pio, Caro Papa, Santa Rita ecc. “E’ la caratteristica di Gigione-rileva Imma Torone(nella foto), fan da 25 anni dell’artista napoletano. Senza queste canzoni che Gigione sarebbe? “A Campagnola” sia bandita come i pezzi infernali del rock satanico di Marylin Manson? “Neanche per sogno-risponde un gruppo di sfegatati fan giunti qui da Salerno. Gigione, Jo Donatello, semplicemente mitici! Altro che genere kitsch!

Giuseppe Sangiovanni

Le graduatorie provinciali ad esaurimento definitive 1^, 2^ e 3^ fascia del personale docente ed educativo Caserta.



USP Caserta


USP Caserta

Le graduatorie provinciali ad esaurimento definitive 1^, 2^ e 3^ fascia del personale docente ed educativo.


In allegati tutte le graduatorie pebblicate il giorno 03/08/2009




Infanzia
Graduatoria ruolo
Graduatoria supplenze
Graduatoria sostegno ruolo
Graduatoria sostegno supplenze
Elenco esclusi ruolo
Elenco esclusi supplenze

Primaria
Graduatoria ruolo
Graduatoria supplenze
Graduatoria sostegno ruolo
Graduatoria sostegno supplenze
Graduatoria lingua straniera ruolo
Graduatoria lingua straniera supplenze
Elenco esclusi ruolo
Elenco esclusi supplenze

Scuola di Primo Grado
Graduatoria ruolo
Graduatoria supplenze
Graduatoria sostegno ruolo
Graduatoria sostegno supplenze
Elenco esclusi ruolo
Elenco esclusi supplenze

Scuola di Secondo Grado
Graduatoria ruolo
Graduatoria supplenze
Graduatoria sostegno ruolo
Graduatoria sostegno supplenze
Elenco esclusi ruolo
Elenco esclusi supplenze

Personale Educativo
Graduatoria ruolo
Graduatoria supplenze
Elenco esclusi ruolo
Elenco esclusi supplenze


Fonte: http://www.flcgilcaserta.it/




TUTTO PRONTO PER LA FESTA MEDIEVALE A VAIRANO PATENORA.


VAIRANO PATENORA. Nel Borgo di Vairano Patenora (caserta) l' 8 e il 9 agosto 2009 si terrà l’ VIII^ edizione delle “Giornate medioevali in Castro Vayrani”. Due giornate di vita medievale immerse in uno scenario naturale in cui l’intero Borgo del 1400 rivive fasti e tradizioni di un tempo ormai lontano. Questo il Programma della manifestazione “Castrum Vayrani A.D. 1193” .Sabato 8 agosto 2009· Ore 20,00 – Assedio a Vairano con l’incendio del Castello, apertura “Feria de Santo Jacopo”.· Ore 22:00 spettacolo “intra moenia” dell’Inquisizione del traditore.La serata sarà allietata dai Giullari “Korakanè”, dalla Compagnia “Aquila Bianca” con dimostrazione di scherma medievale “in armatura” e didattica della storia locale, dalle due compagnie dell’Accademia Medievale, dai milites e dagli arcieri del gruppo “I Normanni di Ruggiero e dal gruppo di “Citta di Faicchio”.
Domenica 9 AGOSTO 2009· Ore 11,00 - Gli sbandieratori “Marino Marzano” di Sessa Aurunca per le vie di Vairano.· Ore 17,45 – Santa Messa in Santa Maria di Loreto.· Ore 19:00 – Scontro finale in Piazza Madonna di Loreto e Corteo Storico della Vittoria del gruppo “I Normanni di Ruggiero” della Pro Loco Vairano Patenora e del gruppo “Città di Faicchio”.· Ore 19:30 - Piazza S. Maria di Loreto spettacolo degli sbandieratori “Marino Marzano” di Sessa Aurunca e palio degli arcieri “I Normanni di Ruggiero”.· Ore 20:00 - Piazza S. Maria di Loreto “ Giostra della Vittoria” delle Contrade dei cavalieri della “Città Regia” di Cava dei Tirreni.· Ore 20,30 - Degustazione di specialità tipiche del loco e libagione di vini locali.· Ore 21:30 – Spettacolo dei musici dell’Associazione Culturale Francesco Durante” e dei Giullari Korakanè.· Ore 22,00 – Rissa in Taverna, la Compagnia “Aquila Bianca” eseguirà dimostrazioni di scherma medievale “in armatura” e didattica della storia locale, esibizione delle due compagnie dell’Accademia Medievale. Durante le due serate potrete degustare nella “Taberna del borgo” e nello Stand in Piazza Madonna di Loreto piatti tipici della tradizione vairanese come : gnocchetti con tagliuozzi al tegamino, il piatto del Duca, salumi di maiale nero Casertano, sottaceti, scarola e fasuri con guanciale di maiale nero Casertano, Salsicce, formaggi, leccaressa con papaccelle, bibite e vini locali “Don Lorenzo” Aglianico di Roccamonfina IGT.


c.s.

IL SINDACO CAPPELLO VIETA LA VENDITA DI ALCOL AI MINORI DI 16 ANNI.




Piedimonte Matese. Tenendo conto che l’evidenziata nocività e pericolosità dell’abuso di alcol è ulteriormente sottolineata anche da sempre più frequenti fatti di cronaca che hanno come protagonisti dei minorenni che hanno abusato di alcol, il Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello (foto a sinistra), in collaborazione con il consigliere delegato alle attività produttive Domenico Ferraiuolo (foto a destra) hanno emanato un’ordinanza che fermo restando il divieto, da parte dei pubblici esercizi, di somministrazione delle bevande alcoliche ai minori di anni 16, già previsto e punito dall’art. 689 del C.P., nel territorio del Comune di Piedimonte Matese fa divieto di vendere e di somministrare, anche al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 689 C.P., a persone di età inferiore agli anni 16 bevande alcoliche di qualunque gradazione. Tali divieti, ha precisato il Sindaco Cappello, si estendono anche a tutte le miscele di bevande contenenti detti alcolici anche in quantità limitata o diluita e anche alla vendita e/o somministrazione delle suddette bevande alcoliche, effettuata in luoghi accessibili ai minorenni, a mezzo di distributori automatici che non siano dotati di sistema di lettura automatica di documenti con i dati anagrafici dell’utilizzatore o, in alternativa, qualora non vi sia presente sul posto in maniera continuativa apposito personale che possa effettuare i necessari controlli affinché le bevande alcoliche non siano vendute ai minori. L’ordinanza del Sindaco Cappello arriva in un momento importante per la città di Piedimonte Matese, nel territorio cittadino va diffondendosi, soprattutto tra i giovani, l’abitudine ad abusare di sostanze alcoliche da parte di soggetti giovani e giovanissimi. Ciò è estremamente nocivo e compromette il loro stato di salute ed il loro sviluppo psicofisico e che anche il semplice uso di tali sostanze, da parte dei medesimi, non trova ragione in alcuna concreta necessità, oltre a non avere risvolti positivi da nessun punto di vista. La dimensione che sta assumendo il fenomeno del consumo di alcol tra i giovani richiede azioni concrete al fine di arginare questa piaga soprattutto tra i minorenni, i quali rappresentano una parte della popolazione particolarmente vulnerabile ai rischi legati al consumo dell’alcol. L’ordinanza firmata dal Sindaco Cappello d’intesa con il Consigliere Delegato alle Attività Produttive Ferraiuolo, è stata dettata anche dall’esigenza che giungono frequentemente, agli organi preposti alla vigilanza, segnalazioni da parte di cittadini le quali evidenziano che i giovani, a seguito dell’assunzione delle sostanze alcoliche, si aggirano nel centro urbano causando disagi, producendo schiamazzi e danneggiamenti con compromissione della quiete pubblica, in specie nelle ore notturne, e, non infrequentemente, compiendo anche atti contrari al pubblico decoro e considerando che tali episodi, oltre a determinare una situazione di degrado ambientale, rappresentano un grave condizionamento per la qualità della vita di cui gli abitanti devono godere, anche in orario serale e notturno, nell’ambito della comunità e determinano un’evidente lesione dei fondamentali diritti alla salute, alla pubblica quiete, al riposo notturno, nonché alla sicurezza ed all’incolumità pubblica. Il consigliere Ferraiuolo ha ricordato che fermo restando l’eventuale applicazione delle sanzioni penali e amministrative previste dalle leggi in vigore, la violazione dell’ ordinanza, che entrerà in vigore da lunedì 10 agosto prossimo, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria a partire da EURO 25 fino ad Euro 500,00.

Pietro Rossi

Mastella e Landolfi in visita alle sculture di sabbia a Baia Domizia.


BAIA DOMIZIA. L’eurodeputato Clemente Mastella (foto in alto) e il parlamentare Mario Landolfi (foto in basso) visiteranno domani sera – giovedì 6 agosto – alle ore 21 le sculture di sabbia realizzate a Baia Domizia in occasione della seconda edizione del concorso internazionale ‘L’Arena d’arte’ diretto da Domenico Spena. I due politici - attesi anche in piazza del Centro per la presentazione dell’ultimo libro di Mastella dal titolo “Non sarò clemente, memorie dell’ultimo democristiano”, scritto a quattro mani con Marco Demarco – avranno la possibilità di ammirare una serie di opere di straordinaria bellezza ispirate ai miti, alle fiabe e alle leggende campane, create ad hoc per questo concorso da sei scultori di fama internazionale. Il risultato del loro ingegno è una carrellata di personaggi suggestivi e magici come la Sirena Partenope del giapponese Katsuhiko Chaen, le Janare di Benevento del belga David Enguerrand, le Fate del singaporegno Joo Heng Tan, il Lupo mannaro dell’olandese Edith Van de Wetering, il Monaciello e l’amore negato di Caterinella dell’olandese Wilfred Stijger e la Ninfa marica, dea aurunca, dell’italiano Leonardo Ugolini. Le sculture di sabbia, in mostra sino al 31 agosto, saranno premiate da una giuria popolare.

Daniela Volpecina

04 agosto 2009

La preghiera di Agnese Ginocchio al Santo protettore Sisto I papa patrono di Alife.


Alife(Ce) - Fa tanto male all'animo vedere gente che soffre... Quest'anno la festa del santo patrono Sisto I papa e martire che ricorrerà il prossimo 10 e 11 Agosto, non sarà una festa sentita ed attesa per tanti concittadini della mia comunità che all'improvviso sono diventati poveri(1)...La Festa di San Sisto rappresenta per noi tutti alifani la festa delle feste, un punto di riferimento per tutti. In questo periodo la città si popola, molti emigranti alifani ritornano dai paesi lontani per essere presenti alla festa delle feste. Io però continuo a domandarmi: Come si può festeggiare una festa patronale quando vedi intorno a te gente che soffre, si lamenta, gente che perde la speranza nel futuro, che perde la Pace dello spirito ed infine che perde lentamente anche il proprio senso per vivere? Come si può? Ha senso festeggiare una festa patronale con luci sfolgoranti, novene, fuochi pirotecnici, musica e balli e poi fare finta di nulla, come se tutto fosse normale?
Cosa significa festeggiare se non condividere insieme alla comunità -nostro prossimo- le gioie, ma anche e soprattutto i suoi dolori, farsene carico e quindi cercare di risolverli mediante azioni solidali? Non sarebbe stato più utile e meritorio che parte delle offerte raccolte per la festa patronale avrebbero potuto essere destinate a favore dei casi di famiglie più povere di Alife, che ne sono davvero tante, ma quest'anno lo sono ancora di più ? Quanta indifferenza, quanta superficialità. Se questa può essere vita....Quale vita?!?! Quando si deciderà una buona volta di cambiare mentalità ?!?! "I problemi degli altri sono cavoli loro e a me non interessano...". Questo pare che sia l'atteggiamento adottato dalla massa...Che vergogna. Fa tanto male all' animo vedere così tanta indifferenza...Caro San Sisto I Santo Papa e Martire, patrono della mia città, desidero affidarti questa mia preghiera di Pace: Tu che sei il nostro santo patrono, il padre di tanti di noi, figli di questa comunità cresciuti senza padre, almeno Tu ascoltaci da lassù e da Pastore del gregge quale sei stato e continui ad esserlo, compi una specie di miracolo, restituisci alla mia comunità la Pace che tanto manca, quella Pace che non si costruisce con le feste e con gli spari, bensì con le azioni concrete e l'impegno quotidiano ad abbattere il muro della vergona e dell'apatia intorno a noi.
Caro San Sisto fà comprendere agli alifani che non ha senso festeggiare la festa del proprio santo patrono- papa e martire- che ha dato la sua vita per difendere la verità e la vera fede di Cristo ( non quella di mammona), se ci accorgiamo che nella nosra comunità sono presenti condizioni di disagio, di malessere, di povertà, di precarietà, di disperazione...."Ogni volta che avrete fatto una di queste cose ad uno dei miei fratelli più piccoli, in realtà le avrete fatte a me...". Questa fu la risposta di Cristo, re e profeta di Pace, alla domanda dei suoi che gli chiesero in cosa consisteva il suo messaggio di Pace. "La Carità, l'Amore e la Solidarietà non abbia fine.Cielo e terra passeranno ma le mie parole non passeranno mai.." Epure pare che siano proprio questi gli ingredienti che mancano al nostro stile di vita ma che invece sono necessariamente indispensabili per riuscire a comprendere il vero senso del fare festa, se davvero vogliamo seguire il messaggio concreto del nostro Santo patrono, altrimenti la nostra non é fede, bensì bigottismo e superstizione, e sarà la solita sfilata, il solito programma; una vera e propria presa in giro al sacrosanto testamento trasmessoci da S. Sisto I papa. La carità non é chiusura ma apertura a 360°, aprire le porte e cominciare a vedere oltre le nostre barriere architettoniche, per riuscire ad scorgere nella nostra comunità, come nel nostro mondo, il nostro prossimo, fratello e sorella che soffre nelle vesti del povero, dell' emarginato,del terremotato e sfollato, del clandestino, dell' immigrato, dello straniero, dell'ammalato, del disabile... per abbracciarlo ed aiutarlo a sostenere il peso della vita e per restituirgli infine quel raggio di speranza che lo rinfranchi nel suo cammino.
Caro San Sisto ti chiedo a nome della mia comunità il dono della Pace vera. Suscita in essa nuovi Uomini e nuove Donne Missionari di Pace che siano validi punti di riferimento per i nostri giovani, come per tutta la comunità. La fede é vera solo quando sa mettersi in movimento e trasformarsi in Missione. Dunque non bastano più le parole, i riti e le solite funzioni, ma bisogna necessariamente unire a queste: fatti e azioni concrete. Suscita nuove persone e nuovi politici che si impegnino a realizzare la politica non di potere, ma la politica di servizio per la comunità: difendere il bene comune, promuovere la cultura della Pace e della Legalità, favorire l'intercultura e l'integrazione fra i popoli, salvaguardare l'ambiente tutelandolo come la nostra stessa vita, realizzare progetti di cooperazione internazionale per la difesa dei diritti per tutti, costruire la città della Pace e dei Diritti Umani per favorire lo sviluppo del teritorio ed abbattere così la crisi economica, assicurare infine un futuro sostenibile e certo per i nostri giovani, mediante azioni mirate e concrete che risolvino i problemi della comunità attanagliata dalla piaga della povertà. E' proprio questa che manca alla nostra comunità, al nostro martoriato paese, ce ne vuole e tanta per poter stare bene con tutti per potere riportare ordine, dignità diritti, vivibilità, solidarietà e speranza per un futuro possibile. Ma per poter stare bene é necessario che ognuno scenda in campo, si assuma le proprie responsabilità, si faccia il proprio esame di coscienza, non deleghi sempre gli altri a risolvere i problemi, ma cominci egli (ella)per primo a dare il proprio contributo personale ed il proprio tempo per realizzare la Pace. Ed infine: nostra provincia di Terra di lavoro non sia più ricordata come terra di camorra, bensì in Terra di Pace, di Giustizia e di prosperità per tutti. Il sud é pieno di risorse e di gente generosa, fa che possa emergere da così tanta miseria. Perciò liberaci da quei mostri infernali (materializzati nelle menti e nelle membra di chi la governa, lo stesso vale per chi governa il nostro paese) che l'assediano e la circondano rendendola selva incolta. E liberaci anche dal pericolo della guerra nucleare, dal terrorismo e dalle calamità naturali. Questa é la grazia ed il miracolo che ti domando per me e per tutti. Forse é grande ciò che domando, ma se quanto domando per noi é impossibile so per certo che per Dio, Creatore dell'universo nulla é impossibile, o immenso e grande Santo protettore della nostra terra, della mia comunità, grande Papa, vicario del dolce Cristo in terra. Per le mani della Regina della Pace, Vergine Immacolata, Madre della Chiesa e dell' umanità, ti affido questa mia preghiera di Pace. Salga a Dio e ridiscenda sulla terra come pioggia benefica e come immensa benedizione di Pace e di Giustizia per e su tutti noi che l'abbiamo chiesta, invocata e cercata. Amen. Shalom.


Agnese Ginocchio-cantautrice ed Ambasciatrice internazion. per la Pace. Alife(Caserta-Campania-Italy) 4 Agosto 2009 A.M.


* (Note:1 a causa di una truffa)

*(Foto: Sacro Busto Argenteo del Santo patrono della città e diocesi di Alife(Ce): "Sisto I papa e martire" , compatrono della città di Alatri(Fr). Da notare al polso della mano sx( dx) del santo protettore la singolare 'Croce della Pace' donata dall' Ambasciatrice di Pace Agnese Ginocchio nell'anno 2008. Autore foto: Andrea Pioltini )

LE COLLEZIONI DELL’EX MUSEO ALIFANO TORNANO A PIEDIMONTE MATESE.


PIEDIMONTE MATESE. Dopo le ripetute insistenze dell’Amministrazione Comunale le collezioni dell’ex Museo Alifano tornano a Piedimonte Matese. A darne notizia visibilmente soddisfatto è stato l’Assessore delegato Attilio Costarella (nella foto) che ha precisato che questo è l’epilogo d’un lungo e tortuoso cammino iniziato anni or sono, che ha visto impegnate diverse Amministrazioni Comunali (nella fattispecie quelle che hanno governato il paese dalla fine degli anni settanta alla fine degli anni ottanta) nel richiedere il ritorno in Città delle collezioni museali, anche in coerenza con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs 22 Gennaio 2004 N. 42) che tutela la piena fruizione e valorizzazione periferica dei beni museali. La Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, prendendo spunto dal ritrovamento del Busto di Zeus, statuina in tufo grigio rinvenuta sul Monte Cila nel 1940 e descritta al N. 803 del Catalogo redatto negli anni trenta del secolo scorso dal suo fondatore e primo direttore R. Marrocco, nel darne comunicazione ufficiale all’Amministrazione Comunale impegnata nel difficile compito di allestire nei locali dell’ex Convento di San Tommaso d’Aquino una mostra sui siti fortificati del Matese ove esporre i primi cento reperti dell’ex Museo Alifano già presenti in Città, comunica la sua decisione di restituire alla Città di Piedimonte Matese (che oggi accetta senza esitazione alcuna) la rimanente parte degli avanzi di antichità custoditi dal lontano 1973, dopo i ripetuti furti, nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, assecondando la ferma volontà più volte espressa in tal senso dall’Amministrazione stessa. Decisive sono state le scelte di eseguire nell’ex complesso monastico, sede storica del Museo Civico, impianti antintrusione ed antincendio che hanno permesso alla attuale Amministrazione Comunale, retta da Vincenzo Cappello, di incassare, dopo ripetute sollecitazioni, il 18 Giugno scorso, il prestito della pregevole statuetta denominata ‘Corridore del Cila’, scoperta sul Monte Cila nel 1928 nei pressi del Mendicicomio a ridosso della prima cinta di mura megalitiche sannitiche, messa a disposizione dell’Ente di Piazza Francesco De Benedictis dal Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, con cui più volte l’Amministrazione Comunale si è interfacciata. O la ferma volontà di impegnare una cospicua fetta dei fondi europei per il restauro integrale delle volte, delle lunette e delle prospicienti mura del chiostro maggiore del complesso monumentale di San Tommaso d’Aquino, celate e ferite, a tratti irrimediabilmente, da secoli di incuria. Od ancora la decisione, pure da ascriversi all’attuale esecutivo, di preparare quella mostra sui siti fortificati del Matese che permetterà di sistemare definitivamente almeno le prime tre stanze del futuro Museo Civico, di cui diligentemente si è ottenuta la classificazione di ‘museo a carattere regionale’, si è redatto il regolamento approvato in Consiglio Comunale, indicandone la figura del Direttore. Ed infine la stretta rete di rapporti intessuti con le Soprintendenze Archeologiche di Napoli e Pompei, quella di Caserta e Benevento competente per territorio (in particolare l’Ufficio Scavi di Alife diretto da Enrico A. Stanco), l’Università degli Studi del Salento (referente il Sannitologo di nota fama Prof. Gianluca Tagliamonte) con cui già dal Giugno 2006 è operante un protocollo d’intesa per la mutua assistenza che permetterà nel mese di Settembre del corrente anno l’attuazione di indagini archeologiche, dirette dal Prof. Tagliamonte, in località Monticello e sul Monte Cila, che già in passato hanno restituito diversi avanzi di antichità, colla speranza di incrementare le collezioni museali, gettando nuova luce sulle popolazioni che hanno vissuto e operato sul versante tirrenico del massiccio del Matese; o il rapporto proficuo con ditte romane altamente specializzate negli allestimenti museali. E’, soprattutto, il compimento di un mandato sindacale dell’Assessore delegato Attilio Costarella, detentore del progetto-obiettivo del recupero delle collezioni dell’ex Museo Alifano, ovunque disperse, onorato pienamente a tutto vantaggio della Città di Piedimonte Matese, della sua storia millenaria, delle sue multiformi tradizioni, delle future generazioni di piedimontesi.

Pietro Rossi

NEL MIO PAESE SENZA VITA FACCIO BARBA E CAPELLI CON IL CUORE!


Apice (Benevento)- Nel Bel Paese non è difficile trovare vecchi borghi completamente abbandonati- perché distrutti dalla guerra o da forti terremoti, e mai più ricostruiti. A pochi km da Benevento, nel medio alto sannio, c’è un vecchio borgo diventato fantasma dopo i terremoti del 21 agosto del 1962 e del 23 novembre 1980. Entrambi alle 19:30 circa. A far sgomberare i 6500 abitanti, infatti, fu la sentenza dei tecnici del Ministero dei Lavori Pubblici che, temendo ulteriori crolli, ne ordinarono l’evacuazione. Il paese fantasma si chiama Apice. Un paese senza vita. Morto completamente. Dal 1980, data del sisma che sconvolse Campania e Basilicata, i residenti -abbandonarono le piccole e caratteristiche casette fatte di tufo e pietra- e si rifugiarono altrove, per poi sistemarsi definitivamente più a valle dove un longevo sindaco riuscì a far costruire interamente il paese. “Era un signore sindaco-racconta Tommaso Conza, 72 anni- unica anima vivente e sentinella del paese senza abitanti: si chiamava Luigi Bocchino- una persona colta, intelligente, lungimirante- che ha amministrato ininterrottamente Apice per ben 48 anni. Nel 1962- in occasione del primo terremoto- c’era lui come sindaco- il paese fu danneggiato dal sisma. Diversi viaggi a Roma- portando a casa la completa costruzione dell’intero paese- completato pochi mesi dopo il terremoto del 1980 (ndr.era sindaco sempre Bocchino)- che qui fece altri danni – costringendo le poche centinaia di persone rimaste nel borgo a trasferirsi nel nuovo paese- costruito interamente”. Andarono via tutti da questo borgo (definito la Pompei del “900”)- immerso nel verde. Si trasferirono tutti, abitanti, artigiani, commercianti- nel nuovo centro. A dire il vero -uno rimase incollato alla sua attività di artigiano, nel paese fantasma. Era proprio Tommaso Conza, barbiere dal 1952-quando a soli 15 anni mise piede nel salone- che poi avrebbe condotto per oltre mezzo secolo- e che ancora conduce (nel 2002 è stato premiato per i 50 anni di attività). “Il colpo di grazia, dopo il terremoto del 1980: Allora tutti abbandonarono il paese-racconta Tommaso, abitanti, commercianti, titolari d’imprese. Anch’io dovetti lasciare a malincuore la mia casetta-anche se mi aspettava una nuova casa”. Ma l’amore, il cuore battente per il borgo natio- lo convinse a rimanere nel borgo con il lavoro che svolgeva. “Amavo (e amo) troppo questo borgo per abbandonarlo completamente- e così decisi di rimanere con la mia attività”. Una scelta coraggiosa- quella di Tommaso- deciso più che mai a tenere aperto il salone in un paese diroccato, terremotato, non abitato nemmeno da una persona. Non mi sono mai scoraggiato- la fede in Dio- mi ha aiutato – ed ho continuato a lavorare. Ho cresciuto tre figli, che mi hanno regalato sei splendidi nipoti. Ci tenevo molto a tenere in vita questo borgo- e posso dire di esserci riuscito, con la mia presenza e dei miei clienti. Borgo che il comune (in collaborazione con la facoltà di Architettura di Venezia) con i fondi della Regione Campania- sta cercando di farne un museo. Per ora, in giro solo macerie, case pericolanti, insegne arrugginite di una macelleria, di un alimentari, di una sala biliardi, di un bar. Solo lo splendido maniero del 12° secolo è in fase di ultimazione. La giornata dell’anziano barbiere- comincia alle sei- con la sveglia, si lava, fa colazione e si infila nella vecchia Fiat 126 bianca (acquistata nel 1976)- che alle sette e trenta parcheggia ogni mattina nei pressi del salone- raggiungibile tra lavori in corso e transenne- nel vecchio borgo. Aperto anche la domenica mattina, per clienti che per la maggiore lavorano nelle campagne circostanti, affezionati a Tommaso.Un salone- museo, il suo- dove fa bella mostra una caratteristica doccia scozzese. “La comprai a Modena in una Fiera tanti anni fa- allora era roba d’avanguardia, ora d’epoca- ma funziona ancora che è una meraviglia”. Tifosissimo del Napoli calcio, lettore affezionato del quotidiano “Il Mattino”- comprato puntualmente tutti i giorni da decenni. Non meno curioso il posto telefonico pubblico- che gestisce all’interno del salone- con tanto di cabina. Qui l’ascia della Telecom, non ha colpito come in tutto lo stivale- si è sincronizzata con Tommaso: società telefonica che ha mostrato un poco di cuore-lasciando un servizio nel paese fantasma, privo di abitanti. “Vengo a farmi barba e capelli da Tommaso- dal 1956- racconta Raffaele Zullo- piombato poco dopo l’arrivo del cronista nel salone con il figlio Fiore, 31 anni, dall’età di due anni cliente del mitico barbiere- che seppure pensionato continua a pagare i contributi previdenziali. “Pago i contributi per lavorare ancora nel mio adorato paese che sono convinto - non morirà mai!”

Giuseppe Sangiovanni

L’europarlamentare Aldo Patriciello interviene nel dibattito sulla questione meridionale.


Venafro. L’europarlamentare del PdL Aldo Patriciello (nella foto) interviene nel dibattito aperto sulla “questione meridionale” e sull’ipotesi di un partito del Sud afferma: “Ritengo che il risultato raggiunto alle Europee dal PdL sia il punto di partenza del nostro ragionamento: il partito ha ottenuto il massimo proprio nel Mezzogiorno. Oltre a questo dato dobbiamo ricordare la storia politica del nostro paese: già in passato, infatti, tutte le iniziative politiche localistiche sono fallite. Gli italiani, in sostanza, hanno sempre bocciato soggetti politici che si qualificavano con forti connotazioni territoriali. Questo deve far riflettere perché oggi non avrebbe alcun senso prospettare ai cittadini un nuovo soggetto politico. Semmai – aggiunge l’on.le Patriciello - il nodo cruciale è rafforzare il PdL avvicinando la nascente struttura di partito ai nostri elettori. Per questo è fondamentale informare il più possibile i cittadini ed è strategico intercettare il consenso dei cosiddetti indecisi che rappresentano sempre una variabile vicina al 15%”.
L’eurodeputato affronta poi i problemi legati al ritardo nello sviluppo del Meridione e i recenti sviluppi dell’azione di governo in favore del Sud, nonché il ricorso a strumenti straordinari come l’ipotesi di una Banca del Sud o l’introduzione di una fiscalità di vantaggio per le aree meridionali: “Pensare di risolvere i problemi del nostro Mezzogiorno destinando solo finanziamenti strutturali, senza considerare il fattore umano, può portare a ripetere gli errori del passato. Oggi il Sud ha una classe di giovani preparati culturalmente e professionalmente che hanno voglia di dimostrare le loro capacità. Sono i giovani in grado di invertire anche il pensiero dei genitori, troppe volte sudditi del clientelismo. Sono loro il volto di un Mezzogiorno che ce la può fare. Non dimentichiamoci, inoltre, che il Sud Italia ha tutte le condizioni ideali per una forte crescita: risorse locali, posizione geo-politica favorevole, fattore umano giovane e preparato. Occorre, allora, solo un’azione di governo moderna. Un’azione che non sia un sussidio una tantum, quanto piuttosto occasione di trasformare un problema in opportunità, non solo per il Meridione ma per l’intero paese. Tutti sappiamo, è vero, quali siano le inefficienze del nostro territorio e a poco servirebbe elencarle. Ma, cari amici politici del PdL eletti nel Sud, dobbiamo andare oltre con la nostra analisi. Dobbiamo, semmai, elaborare nuovi piani di lavoro: stabilire priorità, finanziamenti, strumenti e tempi di realizzazione. Ben venga allora una fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno che, naturalmente, dovrà essere negoziata in Europa, ed una Banca del Sud agganciata al sistema creditizio, affinché il sostegno al Mezzogiorno non si traduca in finanziamenti a pioggia o in pesanti balzelli a danno degli italiani. La forza del PdL, in futuro, - conclude l’eurodeputato Patriciello - dipenderà da questo: far seguire alle promesse i fatti. E tale è il compito affidatoci come uomini di partito, ambasciatori del Popolo della Libertà, da parte del presidente Berlusconi”.

Misure preventive contro malattie trasmesse da puntura di zanzara.


La malaria, la dengue, la chikungunya, la "Rift Valley" sono tipi di malattie che vengono trasmesse all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes. Per queste malattie non esistono, al momento, vaccini specifici. Solo per la malaria, l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia una profilassi con farmaci diversi*, secondo l'area geografica in cui ci si reca, che devono essere prescritti dal medico curante.Pertanto, si consiglia l'adozione di misure preventive da adottare durante la permanenza nei Paesi dove sono presenti queste malattie onde evitarne il contagio, quali:indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri ed accesi attirano gli insetti) con maniche lunghe e pantaloni lunghi, che coprano la maggior parte del corpo;evitare l'uso di profumi (attirano gli insetti);applicare sulla pelle esposta durante il giorno, ed in particolare dal tramonto all'alba, prodotti repellenti per gli insetti a base di n,n-dietil-n-toluamide o di kbr (noto anche come bayrepel o icaridina), ripetendo l'applicazione in caso di sudorazione intensa ogni 2-3 ore. I repellenti per gli insetti e gli insetticidi a base di piretroidi possono essere spruzzati direttamente sugli abiti;alloggiare in stanze dotate di condizionamento d'aria o, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano integre e ben chiuse;usare zanzariere sopra il letto, rimboccandone i margini sotto il materasso, verificandone le condizioni e controllando che non ci siano zanzare al loro interno; è utile impregnare le zanzariere con insetticidi a base di permetrina;spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno o utilizzare diffusori di insetticida operanti a corrente elettrica.In caso di stati febbrili, non assumere aspirina o prodotti derivati (controindicati in caso di dengue) senza aver prima consultato un medico al riguardo.Va comunque adottata particolare attenzione nell'utilizzo dei prodotti repellenti, attenendosi alle istruzioni e alle controindicazioni riportate sui foglietti illustrativi.Altre informazioni specifiche sulle malattie nei Paesi che si intendono visitare si possono avere presso la propria ASL.Se al ritorno da un Paese (tropicale, sub-equatoriale ecc..), dove sono presenti questi tipi di malattie, si accusa febbre - che può manifestarsi dopo alcuni giorni/settimane della data del rientro - è bene riferire sempre, al proprio medico curante/ospedaliero, dell'avvenuto viaggio/soggiorno nella località (area geografica, Paese, regione, etc) affetta, affinché si possano tempestivamente effettuare i test diagnostici del caso.


www.ministerosalute.it/malattieInfettive/documenti/ProfilassiAntimalarica.pdf