25 gennaio 2009

BANDO DI CONCORSO PER LA SICUREZZA STRADALE.


Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Gioventù
BANDO DI CONCORSO PER LA SICUREZZA STRADALE



Art. 1
Oggetto del Bando


1. Il presente concorso è promosso e coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù (di seguito denominato “Dipartimento”) ed ha lo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso attività di formazione, iniziative di divulgazione e sensibilizzazione nei confronti dei giovani, volte a promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto delle regole del Codice della strada.

Art. 2
Obiettivi dei progetti
1. Costituiscono oggetto del presente bando i progetti, destinati in particolare a giovani fino a 35 anni, volti a continuare il processo sistematico di miglioramento della sicurezza stradale e di progressiva riduzione del numero delle vittime e della gravità degli incidenti stradali, riferibili in particolare ai seguenti ambiti:

a) analisi dei fattori di rischio e definizione di soluzioni atte a rimuoverli o a ridurne significativamente la portata;

b) promozione e realizzazione di attività finalizzate ad accrescere la preparazione dei neo-patentati, la perizia nella guida e l’educazione alla corretta percezione del rischio attraverso la consapevolezza dei limiti del veicolo nel comportamento stradale e l’interpretazione dei limiti psicofisici del conducente, anche con riferimento all’uso di alcool e di sostanze stupefacenti;

c) promozione di iniziative finalizzate all’educazione stradale intesa come educazione al rispetto della legalità, alla cultura della convivenza e della responsabilità verso gli altri;

d) campagne innovative nell’ambito della sicurezza stradale, anche tramite l’utilizzazione di approcci di insegnamento originali e di nuove tecnologie;

e) campagne di sensibilizzazione e di corretta informazione finalizzate all’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture destinate agli operatori e agli utenti del settore stradale, all’applicazione di sistemi di trasporto intelligente, alla diffusione dello sviluppo di interventi efficaci a migliorare le condizioni per una mobilità sicura e sostenibile;

f) promozione di un’attività pedagogica, avente anche contenuti artistico-espressivi, idonea ad implementare la consapevolezza dei fattori di rischio connessi alla circolazione stradale ed alle problematiche ad essa collegate;

g) promozione di attività che permettano di trascorrere il tempo libero in condizioni di maggiore sicurezza e prevenendo i rischi connessi alla guida in qualsiasi stato di alterazione psico-fisica.

Art. 3
Destinatari dei progetti
1. I progetti, a pena di inammissibilità, devono essere attuati sul territorio nazionale e devono essere rivolti in particolare verso soggetti fino a 35 anni.
Art. 4
Risorse programmate

1. L’ammontare delle risorse destinate ai progetti di cui al presente bando è di complessivi euro 3.000.000,00 (tremilioni/00) a valere sulle risorse assegnate al Fondo per le Politiche giovanili di cui all’articolo 19, comma 2, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e previste all’articolo 2 del decreto del Ministro della Gioventù in data 29 ottobre 2008.

2. Ciascun progetto, che dovrà a pena di inammissibilità coprire almeno due o più Regioni, potrà essere finanziato dal Dipartimento nella misura massima di euro 400.000,00 (quattrocentomila/00). Possono essere ammessi a finanziamento anche progetti di importo complessivo superiore ai suddetti massimali purchè corredati da idonea dichiarazione attestante il finanziamento da parte del soggetto stesso o la sponsorizzazione da parte di soggetti o partners i cui obiettivi e le cui attività non siano incompatibili con le finalità del presente bando.

3. Il soggetto proponente è tenuto a descrivere il progetto nella sua interezza per consentire alla Commissione una valutazione complessiva della qualità delle azioni e degli interventi proposti.

Art. 5
Soggetti proponenti

1. Per proponente si intende il soggetto che presenta il progetto e lo realizza in proprio o con il supporto di altri soggetti. Il proponente è responsabile della realizzazione del progetto presentato.

2. Possono essere soggetti proponenti, purché costituiti anteriormente alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’estratto del presente bando e la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità del presente bando: le organizzazioni di volontariato (di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266), le cooperative sociali (di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381), gli enti di promozione sociale (di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383), le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e le fondazioni.

3. Possono altresì essere soggetti proponenti gli enti pubblici non economici.

4. Ciascun soggetto proponente può presentare, a pena di inammissibilità, non più di un progetto. Tale limite vale anche per le organizzazioni e le associazioni nazionali che si articolano in Comitati regionali o provinciali, nel qual caso i progetti delle stesse devono essere presentati sempre ed esclusivamente per il tramite del Rappresentante Legale dell’organismo centrale, che si assume la responsabilità del progetto come soggetto proponente.

5. L’attuazione del progetto o parte di esso può essere affidata a uno o più soggetti terzi attuatori. I soggetti attuatori ed il riparto dettagliato di compiti e competenze devono essere specificamente indicati nel progetto stesso. In tale caso, dovrà essere allegata, a pena di inammissibilità, dichiarazione accompagnata dalla fotocopia fronte-retro del documento di riconoscimento, con la quale il legale rappresentante del soggetto attuatore attesti di non trovarsi in una delle situazioni previste dagli artt. 38 e 39, D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163. I proponenti rimangono comunque responsabili dell’attuazione del progetto e mantengono il coordinamento delle azioni previste.

6. Possono essere indicate forme di partenariato o di collaborazione istituzionale con soggetti pubblici, appositamente documentate attraverso lettere d’intento e/o protocolli d’intesa.

7. Il soggetto proponente può altresì avvalersi di forme di collaborazione con enti privati, diversi dall’eventuale ente attuatore, per la fornitura di servizi e/o per la realizzazione di specifiche attività


necessarie alla completa realizzazione del progetto. In ogni caso la responsabilità della gestione dell’intervento ricade esclusivamente sul soggetto proponente.

Art. 6
Durata dei progetti
1. Sono ammessi a valutazione e ad eventuale finanziamento anche progetti di durata biennale fermo restando che le relative rendicontazioni vanno riferite a singole annualità.
Art. 7
Documentazione richiesta a pena di inammissibilità per la presentazione dei progetti
1. Tutti i progetti devono essere corredati, a pena di inammissibilità, dalla seguente documentazione:

a) domanda di finanziamento (Allegato n. 1) sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto proponente e accompagnata dalla fotocopia fronte-retro del documento di identità sottoscritta dal titolare;

b) formulario (Allegato n. 2) , compilato in ogni sua parte e sottoscritto dal legale rappresentante del soggetto proponente;

c) preventivo economico (Allegato n. 3) compilato analiticamente e suddiviso nelle categorie di spesa indicate al successivo articolo 11.

2. Solo i soggetti proponenti di cui all’art. 5, comma 2, dovranno, a pena di inammissibilità, altresì presentare:

d) copia dell’atto costitutivo e dello statuto del proponente;

e) autocertificazione sottoscritta, concernente il possesso dei requisiti prescritti dalla legge per l’ammissione ai contributi pubblici, il godimento dei diritti civili e politici e l’assenza di condanne penali e di procedimenti penali in corso da parte del legale rappresentante del soggetto proponente e da parte di ciascuno degli eventuali partner (Allegato n. 4);

Art. 8
Requisiti di ammissibilità

1. I progetti non corredati dalla documentazione di cui all’articolo 7 sono inammissibili.


2. Non sono altresì ammissibili i progetti quando:

a) non rispettino gli obiettivi previsti dall’articolo 2;

b) non rispettino i criteri previsti dagli articoli 3, 4 (comma 2), 5 e 6;

c) la somma dei costi del personale e delle spese generali superi il 40% del valore dell’intero progetto;

d) non rispettino le modalità di spedizione e i termini di presentazione previsti dall’articolo 13.

Art. 9
Assistenza tecnica per la definizione delle domande

1. Per informazioni sul presente avviso, i soggetti interessati potranno rivolgersi al Dipartimento all’indirizzo di posta elettronica: bando.sicurezza@palazzochigi.it.

2. Ulteriori informazioni o note tecniche orientative ed esplicative potranno essere rese disponibili sul sito del Dipartimento www.gioventu.it .

Art. 10
Valutazione dei progetti

1. La valutazione dei progetti è effettuata da apposita Commissione nominata con decreto del Capo del Dipartimento della Gioventù. La Commissione provvede alla valutazione dei progetti tramite apposite schede tecniche di attribuzione di punteggio da 0 a 100 sulla base di indicatori e criteri, individuati per macroaree di punteggio anche relativamente all’articolo 2 del presente Bando.

2. Il punteggio assegnato dalla Commissione è così ripartito:

a) qualità della proposta sotto il profilo organizzativo, gestionale, delle risorse impiegate - punti da 0 a 35;

b) rilevanza, dimensione, del grado di efficienza ed efficacia dell’intervento, con particolare riferimento al numero dei possibili destinatari del progetto e dell’estensione geografica e territoriale dell’intervento - punti da 0 a 25;

c) esperienza, competenza e capacità organizzativa del soggetto proponente e degli eventuali partners; previsione di forme di partenariato o di collaborazione istituzionale con altri soggetti - punti da 0 a 25;

d) pianificazione finanziaria, preventivo economico e fattibilità dell’intervento – punti da 0 a 15.

3. Non sono comunque ritenuti finanziabili i progetti che, seppur ammissibili dal punto di vista formale, non riportino un punteggio complessivo pari ad almeno 60/100.

Art. 11
Conservazione degli elaborati
1. I materiali relativi alle proposte presentate non verranno restituiti e, una volta ricevuti, rimarranno di proprietà esclusiva del Dipartimento della Gioventù. I progetti ed il relativo materiale ad essi connesso, sotto qualunque forma, compresa quella su supporto multimediale e/o informatizzato, potrà essere utilizzato, citandone la fonte, in occasione di eventi organizzati dal Dipartimento ovvero pubblicati sul sito www.gioventu.it
Art. 12
Obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e ammissibilità delle spese

1. Gli obblighi del soggetto ammesso al finanziamento e le spese ammissibili sono definiti in apposita convenzione stipulata tra il soggetto proponente e il Dipartimento.

2. L’erogazione del finanziamento, oltre che all’accettazione delle condizioni fissate nella convenzione nella quale sono definite anche le modalità di rendicontazione e di verifica dell’attuazione del progetto, è comunque subordinata all’approvazione della convenzione stessa da parte degli organi di controllo di cui al DPCM 9 dicembre 2002 e successive modificazioni.


3. Per l’avviamento del progetto viene erogato un importo corrispondente al 10% dell’intero finanziamento dietro presentazione di idonea documentazione comprovante l’assunzione di impegni contrattuali di pari importo per le attività iniziali del progetto.

4. La residua quota di finanziamento verrà ripartita secondo modalità determinate nella convenzione di cui al comma 1 in base alla durata del progetto, fermo restando quanto previsto all’articolo 6 del presente bando .

5. Il Dipartimento si riserva di revocare in tutto o in parte il contributo in caso di inadempienze gravi e di omessa o incompleta rendicontazione.

Art. 13
Modalità e termini di presentazione delle domande

1. Le domande, indirizzate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù –Via della Mercede 9 – 00187 Roma, devono pervenire entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

2. Il plico, contenente il progetto in originale e due copie, deve recare a pena di inammissibilità le seguenti diciture “Concorso Sicurezza Stradale” e “Non Aprire” ed essere spedito esclusivamente con raccomandata A/R. Nel caso di domande pervenute al Dipartimento oltre il termine previsto dal comma precedente, farà fede il timbro postale di spedizione.

PARTONO PRESSO IL CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE I CORSI PER GIOVANI, ADULTI E STRANIERI.



Piedimonte Matese. La Direzione Didattica I° Circolo “Giovanni Falcone” di Piedimonte Matese e il Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli adulti, guidati dal Dirigente Scolastico Dott.ssa Tania Sassi hanno pubblicato il Programma delle Attività per l’anno scolastico 2008/2009. Appartengono al Progetto “Interventi formativi flessibili finalizzati al recupero dell’istruzione di base per i giovani adulti” ben 7 corsi che quest’anno si rivolgono a giovani , agli adulti e agli stranieri, con basso livello di scolarizzazione e appartenenti a fasce deboli. I corsi, della durata di 60 ore ciascuno, saranno così ripartiti:
- Corso ECDL DI BASE;
- Corsi dal titolo IL COMMERCIO ELETTRONICO, ASPETTI LEGALI E COMMERCIALI;
- Corsi su RETI ED INTERNET;
- Corsi di FOTOGRAFIA DIGITALE;
- Corsi sulle COMPETENZE AVANZATE NELL’USO DEL PACCHETTO OFFICE;
- Corsi di COMPETENZE AVANZATE NELL’USO DEL PACCHETTO OFFICE (2);
- Corsi di COMPETENZE IN LINGUA INGLESE.

La domanda di partecipazione, redatta in carta semplice, completa di dati anagrafici, indirizzo, recapito telefonico, data e firma in originale (disponibile presso la direzione Didattica – Ufficio di Segreteria) dovrà pervenire entro il 31/01/2009. L’elenco dei candidati ammessi al corso ed il calendario delle attività sarà affisso dal giorno 02/02/2009 presso la sede Scolastica I Circolo di Piedimonte Matese (CE). La frequenza del Corso sarà obbligatoria. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di certificazione delle competenze acquisite. Per tutti i corsi il termine per le iscrizioni è il 31 Gennaio 2009. TUTTI I CORSI SONO GRATUITI. I modelli di iscrizione sono disponibili presso l’Ufficio di Segreteria, dalle ore 8.30 alle 13.00 di tutti i giorni. L’inizio dei corsi verrà comunicato telefonicamente dall’Ufficio Segreteria e sarà possibile consultare l’elenco delle persone ammesse e il calendario delle lezioni presso l’Albo della Scuola. La Segreteria è a disposizione per qualsiasi chiarimento. Telefono 0823 911773 – Fax 0823 786605 – Email: PRIMOCIRCOLO_PM@IOL.IT

Pietro Rossi

LA FRATERNITA’ MONASTICA DI RUVIANO SI ARRICCHISCE CON DUE NUOVE CONSACRAZIONI.


Ruviano. Un appuntamento da non mancare sarà la Consacrazione Monastica di padre Fabrizio e padre Gianpiero lunedì, 26 gennaio 2009, alle ore 20,00 nella chiesa parrocchiale in Alvignanello di Ruviano.
Cos’è la consacrazione monastica? Padre Fabrizio e padre Gianpiero, sono già stati segnati da parte del Signore dalla consacrazione battesimale. Volendo dare a questa prima e fondamentale consacrazione una caratterizzazione più radicale, ora si offrono per un’ulteriore azione santificatrice dello Spirito. Riconoscendo in sé la divina chiamata, hanno trascorso questi ultimi anni imparando a “militare per il vero re, Cristo Signore” (Regola di S. Benedetto, Prologo, 3). Seguendo il consiglio del Vangelo si sono già impegnati a vivere in castità d’affetti, povertà di possesso personale e obbedienza. Secondo la tradizione monastica, a questi tre voti, che vengono riassunti in quello dell’obbedienza, si affiancano anche la “conversio morum” (cioè lo spirito di continua conversione al Vangelo) e la “stabilitas” (il dimorare per sempre in monastero all’interno di questa famiglia). Il rito della professione solenne si presenta come “consacrazione monastica” definitiva, con ciò sottolineando che quel che pone nello stato religioso di monaco, non è tanto l’atto con cui l’uomo si professa tale, ma piuttosto un intervento consacratorio divino. La Fraternità Monastica di Ruviano è composta da fratelli che hanno scelto di vivere nel celibato e nella vita comune secondo la tradizione monastica, per essere al servizio della Chiesa locale e della Chiesa tutta nell'offrire possibilità di silenzio, di preghiera e soprattutto di ascolto della Parola di Dio. Nata da una lunga ed intensa ricerca dei suoi iniziatori, - che li ha portati all'incontro con la Comunità Monastica di Bose e con il suo Priore Enzo Bianchi, e soprattutto dall’incontro con due Monasteri benedettini, quello di S. Marie de la Pierre qui Vire in Francia e quello con il Monastero di Noci (Ba) -, la sua peculiarità che è pure la ragion d'essere di questa nuova forma di vita monastica è quella di un’attenzione primaria al primo annuncio della fede rivolto a giovani ed adulti. La comunità si pone, quindi, al servizio della Parola in ritiri, giornate di spiritualità e nella direzione spirituale. Per questo la comunità riserva gran parte del suo tempo e delle sue energie allo "studio", inteso come ricerca incessante di quella Verità che, sola, può essere via di piena umanizzazione dell'uomo! Per esprimere l'esigenza di radicamento nella più che millenaria tradizione monastica della Chiesa, specie benedettina, si è scelto di dedicare il nascente Monastero a San Roberto di Molesme (1028 ca. – 1111), iniziatore della riforma di Citeaux, uomo di Dio ribelle ad ogni mediocrità, capace, come dice il profeta (Ez 22,30), di ergersi sulla breccia “per difendere la città” e di una vita di totale obbedienza alla volontà di Dio, una vita totalmente consegnata al Signore e alla sua Chiesa.

Pietro Rossi

AD ALVIGNANELLO PARTE LA SCUOLA DI COMUNITA’.


Alvignanello. Una nuova iniziativa della Parrocchia Sant’Andrea (nella foto) apostolo in Alvignanello di Ruviano è la Scuola di Comunità. "Cos'è la Scuola di Comunità?" E' lo strumento principale per perseguire la vita nuova e un'io nuovo. La Scuola di Comunità, ha spiegato il Parroco Don Massimiliano Iadarola, non è un esercizio intellettuale, ma di contemplazione che deve essere fatto in uno spirito di preghiera. Durante la riunione è in questione la nostra vita, la nostra felicità. La nostra felicità poiché l’obbiettivo di questa scuola è di vivere una coscienza sempre più grande del legame tra ogni momento della nostra vita ed il senso ultimo, Dio, quello che corrisponde ai desideri del nostro cuore. La scuola di Comunità è una vera ascesi, nel senso di lavoro, chiede un impegno vero di ciascuno. Un impegno nello studio, nella comunicazione d’esperienze ed ascolto dell’altro con amore, fiducia e misericordia. Il lavoro è di impregnarsi del testo per mettere parole in ciò che viviamo, e riconoscere la presenza del Cristo. Questo lavoro come ogni lavoro, mentre è un’azione posta nella realtà, conduce ad un cambiamento. Tutto il nostro essere si lascia toccare dalla grazia offerta da queste riunioni. Con le nuove cognizioni, con le condivisioni, si realizza poco a poco l’opera in noi, abbiamo un nuovo sguardo sui nostri bambini, sulle riunioni quotidiane, sugli eventi, uno sguardo più profondo, uno sguardo illuminato dalla luce del carisma di Punto Cuore, luce del dono supremo di Gesù, della sua compassione estrema per la sorte dei peccatori. la Scuola di Comunità si riunisce il sabato alle ore 17,00 nella chiesa parrocchiale. Coordina l’equipe Giacomo Riccio con don Massimiliano.

Pietro Rossi

Il Sen. Sarro replica alle accuse sul servizio idrico.






COMUNICATO STAMPA




In merito alle accuse mossegli dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Vincenzo Cappello e dalla maggioranza di centrosinistra di Piedimonte Democratica sulle responsabilità passate riguardo alla nota vicenda delle acque reflue, il senatore della Repubblica del Pdl ed ex sindaco della città di Piedimonte Matese Carlo Sarro replica alle stesse precisando gli esatti termini della questione:
“Sono ben tre anni che non rivesto più la carica di Sindaco; da oltre due anni la responsabilità dell’Amministrazione è affidata al centro-sinistra ed alla famiglia Cappello in particolare.
Ricordo che il fratello del Sindaco, nell’Amministrazione Musto (pure di centro-sinistra) era proprio l’assessore ai Lavori Pubblici.
È inutile che il Sindaco cerchi di attribuire alle mie amministrazioni responsabilità che sono e restano solo e soltanto sue:
1. Il ruolo idrico in contestazione è stato approvato da lui e per di più con un ritardo di circa tre anni (forse perché in campagna elettorale non è conveniente far pagare le tasse ai cittadini?);
2. Il mancato funzionamento del depuratore è stato formalmente attestato da un tecnico di sua fiducia, l’ing. Macchione, da lui nominato (uno dell’esercito di consulenti esterni nominati da Cappello e pagati dal Comune: ma, a proposito , le casse comunali non erano in rosso per 25 milioni di euro?);
3. È il Sindaco, contraddicendo un documento ufficiale, a negare l’esistenza di atti idonei a giustificare lo sgravio per le quote depurazione;
4. Sarebbe utile comprendere se sgravi o rimborsi sono stati sino ad oggi acordati, a chi e con quali criteri.
La verità è che anche in questa, come già per la vicenda del centro commerciale, il Sindaco ha mentito ai cittadini, così come risulta dagli atti ufficiali della cui veridicità non abbiamo motivo di dubitare.
E allora chi è che non ha davvero rispetto delle istituzioni?
Noi continueremo a svolgere la nostra azione di controllo in quanto minoranza e, mi preme sottolineare, che sinora tutte le questioni da noi sollevate hanno avuto riscontro positivo, persino in sede giudiziaria.
Purtroppo fummo facili profeti anche relativamente all’aumento spaventoso del costo della tariffa rifiuti che in questi giorni i cittadini piedimontesi stanno verificando, argomento sul quale torneremo nei prossimi giorni.

24 gennaio 2009

L'UDEUR ATTIVA LO SPORTELLO DEL CITTADINO.


‘POPOLARI UDEUR CASERTA’
COMUNICATO STAMPA


Caserta.
Professionisti pronti a fornire consulenze gratuite su quelli che sono i problemi dei cittadini casertani. E’ questo lo spirito dello sportello del cittadino attivato dalla segreteria cittadina dell’Udeur nel corso dell’ultima riunione di venerdì. Sarà possibile accedere liberamente a questo servizio tre volte alla settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17 alle 19. In quei giorni avvocati, commercialisti vicini all’Udeur offriranno la loro professionalità per cercare di risolvere i piccoli grandi problemi di tutti i giorni. «L’obiettivo della politica è quello di offrire risposte a quelle che sono le problematiche della collettività - ha esordito il commissario cittadino dell’Udeur Francesco Brancaccio - in quest’ottica abbiamo voluto mettere al servizio dei casertani le nostre professionalità per dare un contributo fattivo al miglioramento della vivibilità nel capoluogo». Intanto questa mattina una delegazione dell’Udeur del capoluogo, con tutti i componenti della segreteria, parteciperà al congresso di Orta di Atella. Si tratta di un appuntamento importante, dal momento che, nella cittadina atellana saranno presenti sia il segretario nazionale Clemente Mastella che il vicecoordinatore regionale Angelo Brancaccio.

Un invito positivo e propositivo ai Governanti del nostro bel paese.




Bergamo. Cari governanti, invece di fare della gratuita propaganda, in particolari da parte di alcuni uomini politici e di governo, su di categorie di lavoratori dipendenti. Vi inviterei ad andare a vedere, a verificare, ad analizzare, per capire veramente come lavorano, i dipendenti, negli Ospedali pubblici e privati, a verificare come lavorano nelle cliniche pubbliche e private, di andare ad osservare, come lavorano, i dipendenti delle case di riposo e nelle strutture per anziani non autosufficienti, sia pubbliche che private, di andare a guardare in tante comunità, di ricupero dei tossicodipendenti, sia quelle pubbliche che quelle private. Poi negli enti nazionali, che locali, sia pubblici che privati, nelle scuole di ogni ordine, nella ricerca e tanti altri posti , dove si lavora. Troverete sicuramente, persone qualificate, specializzate, e con tanta professionalità, che lavora con scienza e coscienza, e meritano prima di tutto rispetto e salvaguardia della loro dignità personale.
Inviterei veramente i nostri governanti ad andare, in ogni posto in cui ci sia anche un solo lavoratore, dalle piccole e grandi fabbriche, alle aziende, pubbliche e private, ai servizi pubblici e privati, ai cantieri, troverebbero sicuramente tanti problemi, ma incontrerebbero anche i lavoratori dipendenti, con i loro suggerimenti, le loro proposte per risolverli, per migliorare i servizi, la produttività, ma soprattutto per migliorare la loro sicurezza sui posti di lavoro, e la precarietà, e tanti altri problemi, dall’efficienza alla qualità.
Io dico che i lavoratori sia pubblici che privati, cari governanti, hanno la stessa dignità, sia come persone sia come lavoratori e non hanno bisogno di divisioni, ma di risolvere i loro problemi concreti. Questi sono alcuni dei problemi concreti che necessitano una risoluzione velocemente, migliorare la sicurezza per prevenire gli infortuni, sui posti di lavoro, che è un’emergenza nazionale, i lavoratori chiedono di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per vivere, e secondo me, la vita deve essere messa al primo posto nella scala dei valori.
Poi il problema del precariato, che è diventato una piaga nazionale, perche per un lavoratore precario, per lui diventa tutto precario nella vita, farsi una famiglia, farsi un mutuo per la casa, il suo progetto di vita diventa incerto.
Poi lasciatemi dire, una cosa semplice, ma molto significativa e di grande importanza, cari governanti a capo di ogni azienda sia pubblica che privata, non c’è un dirigente generale responsabile dell’azienda?. Come mai di questi dirigenti non ne parlate mai?.
Proporrei ai nostri governanti a lor signori, di fare un po’ meno propaganda, e di evitare dei titoli dispregiativi nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma di fare più cose concrete positive, per i cittadini, per i lavoratori, e per migliorare veramente i servizi, pubblici e privati. I dirigenti che non sono in grado di fare funzionare bene un servizio, un'azienda, non si potrebbero anche cambiarli?.Cari governanti ci vuole più impegno vero, per risolvere i problemi della gente, dei disoccupati, dei lavoratori, dando delle priorità, prevenire gli infortuni sul lavoro, superare il precariato, creare nuovi posti di lavoro, aumentare i salari e le pensioni, semplificare la vita dei cittadini, eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra società, più solidale, più giusta, migliore per tutti i cittadini, e nell'interesse del bene comune.



Francesco Lena


Via Provinciale, 37
24060 Cenate Sopra Bergamo


tel.035956434

IL SENATORE SARRO FIRMA LA MOZIONE PARLAMENTARE PER IL POTENZIAMENTO DELLA LINEA FERROVIARIA NAPOLI-BARI.


Piedimonte Matese. È stata firmata anche dal senatore della Repubblica del Pdl Carlo Sarro (nella foto) la mozione presentata nelle scorse settimane a Palazzo Madama da un gruppo di senatori campani e pugliesi del Popolo della Libertà per il potenziamento della linea ferroviaria Napoli-Bari. Il documento di cui è cofirmatario il senatore Sarro impegna il Governo a procedere all'inserimento in tempi brevissimi, d'intesa con la Regione Campania e la Regione Puglia, tra gli interventi della legge n. 443 del 21 dicembre 2001, il potenziamento e la velocizzazione della tratta ad Alto Velocità/Alta Capacità Napoli-Benevento-Caserta-Bari-Lecce e a considerare prioritaria la realizzazione della stessa opera per meglio sostenere il recupero del gap infrastrutturale del Mezzogiorno e consentirne il rilancio economico e sociale. Nel contempo, i senatori hanno chiesto all’esecutivo Berlusconi di vigilare affinché il gruppo Ferrovie dello Stato, in fase di realizzazione di dette opere infrastrutturali, non riduca l'entità e la qualità dei servizi attualmente offerti a tutti gli utenti delle tratte interessate dall'ammodernamento, in particolare di quelle che collegano Lecce, Bari e Benevento in direzione sia di Napoli che di Roma. Nel 1991, difatti, le Ferrovie dello Stato pensò e progettò un sistema denominato "Alta Velocità", ovvero un collegamento migliore e più veloce sulle lunghe percorrenze al fine di andare incontro alle sempre crescenti esigenze di mobilità del Paese; nel tempo il progetto si è trasformato in "Alta velocità/Alta capacità" (AV/AC), e dovrebbe essere portato a compimento per la fine del 2009 (quando dovrebbe anche entrare in funzione l'asse Torino-Milano-Firenze-Roma), con la realizzazione di interventi infrastrutturali e tecnologici per trasferire il traffico merci fuori dai nodi urbani allo scopo di decongestionare le linee e garantire la puntualità dei treni, rilanciando il sistema di mobilità su ferro, atteso che il nuovo sistema AV/AC dovrà rappresentare, per l'economia del nostro Paese, un'importante opportunità di sviluppo, di crescita del livello generale di produttività e di competitività del sistema Italia sul mercato internazionale. Lo scorso 1 agosto, infine, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, il ministro per i rapporti con le regioni Raffaele Fitto, il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Stefania Prestigiacomo, e i rappresentanti della Regione Campania Antonio Bassolino e l’assessore ai trasporti Ennio Cascetta hanno sottoscritto il primo atto integrativo dell'intesa generale quadro del 18 dicembre 2001 con il quale le parti si impegnano ad inserire "tra gli interventi della legge n. 443 del 21 dicembre 2001 il potenziamento e la velocizzazione della linea ferroviaria Napoli-Bari, spiega il contenuto dell’Atto di indirizzo il senatore Sarro, con le caratteristiche di linea ad alta capacità,ad attuare nel rispetto dell'ordinamento costituzionale e della lealtà a questo dovuta, con spirito di costante collaborazione, il predetto Atto integrativo alla Intesa generale quadro, inserendo il prolungamento delle opere infrastrutturali fino alla provincia di Lecce”.

Fonte: Comunicato Stampa

Rifondazione: sulla questione del depuratore fumo negli occhi ai cittadini.


COMUNICATO STAMPA


Nel rispondere alla nota del Pdl sulla questione del depuratore, che chiama in causa direttamente il nostro partito ed il compagno Massi che ci rappresenta in consiglio comunale, il Partito della Rifondazione Comunista-circolo di Piedimonte Matese tiene a sottolineare due cose. Innanzitutto i cittadini possono stare tranquilli, perché, a differenza della minoranza populista e demagogica, il Prc si impegnerà, come del resto l’intera coalizione “Piedimonte Democratica”, affinchè gli accertamenti in atto facciano luce sulla vicenda in questione e , più in generale, sull’intero sistema di gestione del servizio idrico integrato. Se verrà acclarato che ai cittadini spetta un rimborso circa il mancato funzionamento del depuratore, ebbene tale rimborso verrà corrisposto senza battere ciglio. Del resto, il nostro partito ha da tempo chiesto un servizio comunale ad hoc sull’argomento, dal quale emergeranno anche le responsabilità relative al non funzionamento del depuratore. Ci spieghino infatti i “paladini” della giustizia di centro-destra come mai negli anni 2004 e 2005, con Sarro sindaco, nulla si è fatto per adempiere al funzionamento del depuratore, salvo nascondere sapientemente la cosa ricordandosene solo oggi, quando ormai il Pdl è stato fortunatamente “liberato” dalla responsabilità di governare ( malissimo ) la nostra città in seguito al voto amministrativo del maggio 2007.


Vincenzo Sisto
Segretario Prc Piedimonte Matese
Augusto Massi
Consigliere delegato Prc

GLI ALLEVATORI MATESINI IN CRISI RICEVONO L’APPOGGIO ANCHE DA PARTE DELL’IDV.


Piedimonte Matese. L’ IDV di Piedimonte Matese guidata dal Dott. Emilio Iannotta (nella foto)ha manifestato piena e convinta solidarietà agli allevatori matesini per l’ulteriore penalizzazione che il comparto agricolo ha subito con la riduzione del prezzo del latte alla stalla a 38 centesimi al litro. A fronte di un aumento dei costi e della farraginosità delle procedure burocratiche, a fronte di norme sempre più stringenti in materia di sicurezza alimentare, a fronte di un prezzo di vendita ai consumatori ingiustificabile rispetto a quanto viene pagata la materia prima, gli allevatori matesini sono costretti a subire l’ennesima mortificazione e a vedere a rischio una attività che per intere generazioni ha costituito l’unico provento per famiglie laboriose, dignitose e non abituate ad elemosinare sussidi vari. La poca sagacia e l’ingiustizia sociale, ha spiegato Iannotta, alla base di tali improvvidi provvedimenti acquistano particolare gravità in un territorio, quello matesino, a forte vocazione agricola, dove già dilaga la disoccupazione e dove gli allevatori hanno già subito notevoli ripercussioni da iniziative miseramente fallite di cooperazione. Né come consumatori possiamo sottacere il rischio di una invasione degli scaffali di vendita da parte di prodotti di incerta origine, determinata dai processi di globalizzazione e da un mercato, dominato dai grandi marchi, che di fatto sta soffocando la produzione autoctona di qualità e genuinità sperimentata. Tocca alle Istituzioni e alla politica porre un freno a questa deriva. Nell’interesse degli allevatori e dei consumatori. A tal fine, ha concluso Iannotta, l’ Italia dei Valori di Piedimonte Matese impegnerà i propri rappresentanti istituzionali affinchè si facciano portavoce nelle sedi appropriate del grido di allarme e della richiesta d’aiuto degli allevatori matesini.

Pietro Rossi

LA SOLIDARIETA' DI RIFONDAZIONE COMUNISTA AGLI ALLEVATORI IN CRISI.


Piedimonte Matese. Le aziende che producono latte nel Matese sono in profonda difficoltà ci è stato ribassato il prezzo del latte alla stalla, senza alcun limite di contrattazione, senza alternativa, cioè 0,38 centesimi al litro. Nei vari negozi costa perlomeno 5 volte tanto con il dubbio della provenienza, che non è quello delle nostre terre salubri. Tale prezzo – è la denuncia del gruppo autonomo allevatori- vuol dire condurre al fallimento tutte le aziende produttrici con quanto il costo di produzione del latte è superiore di gran lunga a quello di vendita. Perciò lanciamo questo grido di disperazione perché nessuno parla: né i politici che hanno chiesto di sostenerli durante le elezioni né le associazioni di categoria che sembra si siano arrese al sistema che è quello dei grossi industriali nè gli operatori che pur ricavando reddito dalla nostra attività a mezzo della vendita dei loro prodotti quali mancimi, concimi etc; né le istituzioni compente dell’intero territorio casertano. Il segretario cittadino del PRC di Piedimonte Matese Vincenzo Sisto(nella foto), entrando nel merito della crisi del settore agricolo per la produzione del latte ha espresso la solidarietà agli operatori della categoria rilasciandoci la seguente dichiarazione: “Esprimo a nome del Partito della Rifondazione Comunista-circolo di Piedimonte Matese, solidarietà al Comitato autonomo degli agricoltori che ha, di recente, manifestato il proprio disagio in seguito al rincaro dei costi e alla diminuzione del prez zo del latte alla stalla che viene loro corrisposto. Le speculazioni che colpiscono le filiere produttive, in particolare quella agro-alimentare, fanno vittime a monte e a valle, perché colpiscono il consumatore ed, in questo caso, il produttore agricolo che si vede impossibilitato nel continuare il proprio lavoro in un settore difficile e sempre più in balia del marcato globale. Abbiamo chiesto che le istituzioni locali si impegnino al fine di attuare un sistematico monitoraggio dell’andamento dei prezzi, facendo in modo di limitare gli aumenti ingiustificati ed istituendo degli spacci comunali che facciano da ponte diretto tra il produttore ed il consumatore.”Sig. Sisto cosa farà il PRC per aiutare gli agricoltori ed allevatori in crisi?«Il PRC di Piedimonte Matese ha messo a disposizione dei produttori agricoli interessati l’esperienza del GAP ( gruppo di acquisto popolare ). Il GAP rappresenta, nel suo piccolo, un punto di partenza: gli agricoltori che vogliono collaborare con noi e fornirci prodotti della nostra terra possono contattarci sul sito www.piedimonterosso.it Saremmo ben lieti di compiere acquisti collettivi di prodotti coltivati nel nostro territorio».


Pietro Rossi

Patriciello incontra i ragazzi del "Nicola Amore" .


Roccamonfina. Si terrà oggi, presso la Scuola media statale "Nicola Amore" di Roccamonfina, un incontro formativo organizzato dall'On. Aldo Patriciello (nella foto),deputato al Parlamento europeo e Vice Presidente della Commissione per la Ricerca di Bruxelles.Destinatari, 130 tra docenti e studenti dell'Istituto roccano, coinvolti in un percorso di approfondimento didattico basato sulle istituzioni comunitarie. A fare gli onori di casa, il Sindaco di Roccamonfina Maria Cristina Tari, l'Assessore alla Cultura Prof.ssa Emma Petrillo e il Prof. Mancini Preside dell'Istituto che si sono fatti promotori di questa iniziativa. «Si tratta di un momento formativo assai interessante - ha detto l'On. Patriciello- che rientra nell'ambizioso progetto consistente nell'avvicinare le nuove generazioni all'Europa». «Ho ritenuto opportuno fare tappa a Roccamonfina per il rapporto di stima che mi lega al Sindaco Tari. Il suo entusiasmo e la sensibilità mostrata dalla Sua giunta, nella persona della Prof.ssa Petrillo, nel cogliere questa opportunità di incontro rappresenta un segnale forte di un'amministrazione che opera in modo tangibile e lungimirante per contribuire alla crescita dei giovani roccani». «L'Europa - ha continuato Patriciello - rappresenta il futuro. Confrontarsi su tematiche comunitarie consente ai nostri giovani di entrare in contatto diretto con un mondo affascinante, troppo spesso e impropriamente percepito come distante dalle loro istanze quotidiane». L'On. Patriciello, inoltre, consegnerà agli studenti una serie di opuscoli dedicati alle Istituzioni europee, all'organizzazione e al funzionamento delle stesse.


Fonte : comunicato stampa

“IL CONTROVERSO PROBLEMA DELLA GIUSTIZIA: ANALISI E PROSPETTIVE.


CASERTA. Organizzato dall’ Associazione culturale “Impegno Sociale” di Caserta e dal Cocevest (Comitato per la celebrazione degli eventi storici) di Grazzanise (CE), col patrocinio del Comune di Caserta, e svoltosi mercoledì 17 dicembre 2008, presso la sala “Sant’Agostino”, largo San Sebastiano, in Caserta un interessante Convegno sulla giustizia.
I lavori hanno avuto inizio col saluto dell’Amministrazine municipale espresso dall’assessore alle Politiche giovanili, dott. Arturo Gigliofiorito, il quale si è congratulato con gli organizzatori ed ha particolarmente approfondito l’esigenza di una Giustizia davvero efficiente. Problematico e fortemente critico l’intervento introduttivo del prof. Michele Falcone, che, in una rapida rassegna sullo stato strutturale e funzionale odierno delle pubbliche Istituzioni (Scuola, Servizi sanitari, mondo della Giustizia…), ha rilevato notevoli ritardi ed inadeguatezze cronicizzate ed aggravatesi in misura esponenziale, sottolineando soprattutto il diffuso senso di sfiducia della gente a sua volta non immune da un debole senso della coscienza e della partecipazione civile.
L’avv. Francesco Petrella, civilista, ha dato la stura al leitmotiv dei TEMPI LUNGHI DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA più volte ribadito, sotto divese angolazioni, dai relatori che si sono succeduti.
“Vasto è il quaderno delle doglianze!”: è stato l’incipit del prof. avv. Ciro Centore (amministrativista). E, sul processo amministrativo, Centore ha stigmatizzato la netta divisione e, sovente, il contrasto fra funzioni proprie/sentenze dei magistrati e funzioni/determinazioni dei collegi arbitrali (lampanti i casi di lodi che configgono apertamente con sentenze partorite in sede giudicante). Inoltre ha criticamente discusso del sistema delle autonomie locali ed ha prospettato il decentramento, se non l’eliminazione, del Consiglio di Stato, talvolta campione di una giustizia formalista…attenta alle sciocchezze. Un appello al Comune di Caserta e agli Enti autarchici in generale - affinché deliberino adesioni e raccolgano le istanze dei cittadini “che da soli non contano” – ha posto fine all’intervento denso peraltro di frequenti richiami a paradossali esperienze personali vissute in molti anni di esercizio della professione.
Articolato, molto realistico, avveduto e documentato, fortemente propositivo il contributo dell’ on. avv. Giuseppe Stellato (penalista) che ha preso in attentissima considerazione, con dovizia esemplificativa, alcuni nodali passaggi di quello che ha apertamente definito “il dramma del diritto penale”. Stellato ha altresì costruito un illuminante esame del “principio di garanzia” e, pur dando atto dell’esistenza, nel nostro Paese, di una Magistratura molto equilibrata, non ne ha negato l’insufficienza ai fini complessivi dell’efficacia/efficienza del sistema giudiziario intorno al quale spesso gli Organi di informazione non rendono un buon servizio: di qui la sua indicazione a favore di una sorta di silenzio-stampa, almeno fino ad una sentenza di primo grado. Il patteggiamento -ha ancora osservato il penalista sammaritano- è erroneamente equiparato, in molteplici circostanze, ad una sentenza di condanna.
Il tema della crisi della Giustizia s’intreccia, fatalmente, secondo il dott. Carlo Fucci (presidente Anm-Santa Maria Capua Vetere), ad alcuni punti cruciali: abuso del diritto, abuso del processo, lunga durata del processo stesso, inutilizzabilità degli atti, tattiche dilatorie…ipertrofia dell’avvocatura. Sembra smarrito il “fascino della toga” anche in ragione del prolungamento della “strada occupazionale” che attira molti aspiranti alla professionalità forense o all’ingresso nel campo della Magistratura. Non ha esitato, il presidente Fucci, ad esternare un parere in ordine alla gravità del blocco delle assunzioni perfino in un settore strategico qual è il mondo della Giustizia. E con pari estrema chiarezza ha manifestato la propria soddisfazione sulla dichiarata incostituzionalità della Legge-Pecorella. Fra le ipotesi di Riforme, Fucci, auspicando una raccolta organica in un disegno di legge o in un decreto, ha posto l’accento sulle intercettazioni telefoniche (sottolineandone la necessità, atteso anche che tendenzialmente le prove testimoniali appaiono svilite), sull’obbligatorietà dell’azione penale (un principio non sempre rispettato), su un’opportuna e giusta riforma del Csm (che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura. Risibile, per Fucci, la nuova composizione che da qualche parte si prefigura). Affermato, inoltre, con forza il bisogno di adeguati sistemi di controllo amministrativo. “Dimenticate che Giovanni Falcone voleva la separazione delle carriere! -ha detto il presidente, avviandosi al termine- Oggi la penserebbe diversamente!”. L’intervento dell’autorevole esponente della magistratura si è concluso con una dichiarazione di amore e di fedeltà verso i cardini irrinunciabili sui quali deve poggiare la delicata funzione dell’ordine giudiziario nella sua globalità come nelle specifiche realtà in cui si estrinseca >.

Michele Falcone(Impegno Sociale.)

Raffaele Raimondo(Cocevest)

Le scuole medie di Gioia Sannitica e San Potito Sannitico partecipano al progetto “Ambiente fino in fondo”.











Gioia Sannitica. Uno stupendo paesaggio disegnato da un’abbondante nevicata notturna e una splendida giornata di sole hanno accolto a Bocca della Selva gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Gioia Sannitica e S.Potito, la prima scuola a scendere in pista per il progetto “Ambiente fino in Fondo” organizzato dallo Sci Club Fondo Matese con il patrocinio dell' Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta, il CONI e Federazione Italiana Sport Invernali. Come previsto dal progetto gli alunni, divisi in gruppi, hanno partecipato alternandosi alla lezione di apprendimento dei fondamentali dello sci di fondo e a quella di Educazione Ambientale e conoscenza del territorio. Sono stati anche selezionati gli alunni ammessi agli allenamenti organizzati in collaborazione tra Lo Sci Club Fondo Matese e IC Gioia Sannitica e S.Potito per la partecipazione alla prossima Finale Regionale dei Giochi Sportivi Studenteschi in programma per il 12 febbraio 2009 a Bocca della Selva.

Pietro Rossi

Il Direttivo dell’IDV accusa il PDL di fare propaganda.


COMUNICATO STAMPA


Italia dei Valori di Piedimonte Matese, nel prendere atto che continua imperterrita e stucchevole l’azione per un verso squallidamente denigratoria e dall’altra francamente sterile e propagandistica del coordinamento cittadino di FI-PDL, puntualizza quanto segue:
-di non essere stati né il partito di IDV né il consigliere comunale dott. Emilio Iannotta informati del manifesto di Piedimonte Democratica, utilizzato artatamente dal coordinamento cittadino del PDL per accusare in modo generico e subdolo i consiglieri di maggioranza di malafede e falsità;
-di non essere il partito dell’Italia dei Valori omologato alle direttive di alcuno, come testimoniato dalle posizioni assunte in Consiglio Comunale dove il consigliere Iannotta non ha mai rinunciato al suo contributo di indirizzo e di controllo, talvolta in disaccordo con il resto della maggioranza, nel pieno rispetto delle prerogative del massimo organo istituzionale, del programma di Piedimonte Democratica e degli interessi della cittadinanza tutta;
-di essere invece impegnato seriamente il partito dell’Italia dei Valori di Piedimonte Matese ad assicurare il contenimento dei costi dei servizi, la loro continuità ed efficienza e la fruizione degli stessi da parte di tutta la cittadinanza. In piena trasparenza e con le mani libere. Non a caso sul tema delle bollette idriche e del servizio idrico integrato il dott. Emilio Iannotta ha sollecitato proprio nella massima sede istituzionale un Consiglio Comunale monotematico e aperto al contributo e alle sollecitazioni dei cittadini che affronti a 360 gradi la tematica. Anche per verificare eventuali responsabilità ed omissioni che nel tempo hanno determinato un servizio nei fatti precario, disomogeneo e dai costi francamente esagerati;
-infine viene naturale per IDV e forse per i cittadini porsi una semplice domanda: perché il gruppo consiliare di minoranza del PDL, che pure mostra tanta attenzione sul tema acqua e bollette idriche, non ha assecondato la richiesta del consigliere Iannotta di un Consiglio Comunale sul tema? Per timore di essere omologata ad IDV o perché non può agire con trasparenza e con le mani libere?

IDV di PIEDIMONTE MATESE

IL CENTRO SINISTRA FA QUADRATO INTORNO AL SINDACO CAPPELLO ED ESPRIME LA FIDUCIA INCONDIZIONATA.


23 gennaio 2009

La Lega Consumatori critica la differenziata a Caserta.


COMUNICATO STAMPA


FINALMENTE E’ COMINCIATA!


Sarebbe bello per il cittadino casertano poter fare questa affermazione, sentirsi finalmente parte di quel mondo civile che, in tante parti della penisola, già da anni fa raccolta differenziata , con risultati positivi non solo per l’ambiente ma anche con notevole risparmio sulla TARSU.
Invece dobbiamo constatare che l’inizio di questo servizio ha presentato diverse incertezze ed intoppi. Non vogliamo star qui ad elencare tutte le inefficienze riscontrate perché sono sotto gli occhi di tutti, vogliamo solo far presente ai nostri amministratori che per una volta tanto dovrebbero cercare di essere più vicini ai cittadini, è facile far cadere dall’alto le “ ordinanze” senza di risposta fornire un servizio adeguato, né un’informazione adeguata ed incisiva. La raccolta differenziata porta a porta è un’innovazione che comporta un notevole cambiamento di abitudini, necessita una cultura ed una informazione che molti non hanno, la consapevolezza che i disagi, cui si va indubbiamente incontro, servono per il beneficio collettivo: svuotare le strada dalla “mondezza”, riciclare, vivere in una città finalmente pulita sono obblighi, doveri civili, da cui oggi non si può più prescindere.
Utopie !!! Il servizio funziona a singhiozzo, le frazioni dimenticate, il numero verde, preso d’assalto, risponde solo dopo svariati tentativi, i cittadini sono disorientati, confusi, quasi smarriti. Vogliamo dire che questo è solo l’inizio, che strada facendo la situazione migliorerà sicuramente, diamo fiducia ricordando, ai nostri amministratori che la prima cosa da tener presente è il bene collettivo che a loro è stato affidato come mandato elettorale.
Il presidente Provinciale
Vito CONFORTI

Piedimonte Democratica invoca il rispetto per le istituzioni.


COMUNICATO STAMPA



Gli esponenti del PdL cittadino continuano a non dimostrare alcun rispetto per le istituzioni e per le persone che sono state chiamate a rappresentarle dalla stragrande maggioranza dei cittadini.
Non è con gli insulti a buon mercato che confonderanno i cittadini e copriranno le loro responsabilità politiche e amministrative.
Se sono tanto interessati a sapere del funzionamento del depuratore negli anni 2004 e 2005, perché non chiedono al loro collega Carlo Sarro, allora Sindaco?
Se ritengono che le bollette relative al consumo dell’acqua siano inique e salate, perché non si informano presso gli Assessori dell’epoca che stabilirono regole e tariffe?
La verità è che la nostra Amministrazione sta affrontando con serietà e responsabilità anche questa tra le tante nefaste eredità lasciate alla Città dalle giunte Sarro (mancata raccolta differenziata, ritardo nell’adozione del PUC, ingente debito, edilizia scolastica degradata, ecc….)
E’ infatti, con senso di responsabilità, sta ricostruendo la vicenda del depuratore e del suo funzionamento, interpellando anche i tecnici responsabili all’epoca dei fatti in discussione e la ditta incaricata della gestione.
Al momento della emissione delle bollette nulla però autorizzava a fare scelte diverse da quelle fatte, avendo l’Amministrazione il dovere di assicurare le entrate necessarie al funzionamento dei servizi comunali.
Se dovesse emergere, con certezza assoluta, il mancato funzionamento del depuratore, ai cittadini non saranno certamente sottratte le somme non dovute.
Certo, in tal caso, l’Ex Sindaco Sarro dovrebbe spiegare alla Città perché, per due anni avrebbe nascosto un così grave disservizio.

Piedimonte Matese 22.01.09

Il gruppo consiliare di Piedimonte Democratica

Il cuore d'atleta (ipertrofia cardiaca da sport).


Piedimonte Matese. Cuore d'atleta è un'espressione che può essere interpretata positivamente, ma anche generare apprensione in chi teme che lo sport possa in qualche modo danneggiare il muscolo cardiaco. Infatti, gli atleti agonisti con importanti ambizioni seguono, per la preparazione, rigorose schede d'allenamento che comprendono sedute giornaliere di più ore e che portano a vari adattamenti sia a carico dei muscoli scheletrici sia a carico del sistema cardiovascolare: proprio i cambiamenti che avvengono su quest'ultimo sono conosciuti come sindrome del cuore d'atleta (1).Tali adattamenti non avvengono in atleti scarsamente allenati o dediti ad attività ludico-ricreativa (2) mentre possono presentarsi in atleti amatori che... si allenano come professionisti.
Adattamenti cardiaci
Gli adattamenti cardiaci sono da sempre i più discussi e studiati a causa dell'importanza vitale dell'organo cardiaco.I lunghi e prolungati allenamenti provocano dei cambiamenti morfologici cardiaci tra cui l'incremento delle dimensioni delle camere cardiache sinistre, del setto interventricolare, della massa e degli apparati valvolari.I meccanismi che provocano modificazioni della morfologia cardiaca negli atleti sono molteplici, ma il tipo di sport ha una particolare importanza: gli sport di resistenza (ciclismo, sci di fondo, canottaggio e canoa) hanno il maggiore impatto nell'ingrandire la cavità e aumentare lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro. Gli atleti praticanti queste discipline presentano dimensioni delle pareti e/o delle cavità ventricolari al di sopra dei limiti normali, tanto da simulare una condizione patologica, quale la cardiomiopatia ipertrofica (quando lo spessore delle pareti è > 13 mm) o la
cardiomiopatia dilatativa (quando la cavità ventricolare sinistra è > 60 mm). Il meccanismo causale di un così importante rimodellamento cardiaco è rappresentato dall'aumento della portata cardiaca (che durante sforzo supera i 30 l/min) e della pressione arteriosa sistolica (che durante sforzo supera i 200 mmHg). La dilatazione della cavità ventricolare sinistra negli atleti, soprattutto quelli praticanti sport di resistenza, può arrivare sino a 70 mm, che verosimilmente rappresenta il limite fisiologico dell'ingrandimento indotto dall'allenamento (valori medi ottenuti da autori diversi sono compresi tra 54 mm e 63 mm). L'ingrandimento della camera ventricolare avviene in modo globale e omogeneo, per cui la normale geometria ventricolare non è alterata, così come lo spessore delle pareti è normale o aumentato. Nella cardiopatia dilatativa, anche se le dimensioni assolute della cavità ventricolare possono presentare valori simili all'atleta, non raramente il diametro traverso diastolico supera i 70 mm ed è associato a un rimodellamento geometrico ventricolare, che tende ad assumere un aspetto globoso.Gli atleti praticanti sport di potenza (sollevamento pesi o lanci) presentano un ispessimento delle pareti ventricolari che è conseguenza del carico di pressione cui vanno incontro durante l'allenamento (la pressione sistolica supera abitualmente i 200 mmHg, talora anche i 300 mmHg), mentre la cavità ventricolare sinistra non si modifica sensibilmente. Generalmente l'ispessimento delle pareti ventricolari negli atleti ben allenati non supera i 15-16 mm, che rappresentano il limite dell'ipertrofia fisiologica indotta dall'allenamento (valori medi ottenuti da autori diversi sono compresi tra 12 mm e 13 mm). Nel cuore d'atleta la distribuzione dell'ipertrofia è simmetrica e regolare anche se i diversi segmenti del miocardio ventricolare possono non essere ispessiti in modo uguale (il setto anteriore mostra generalmente il massimo ispessimento) ma le differenze sono modeste e nell'insieme l'ipertrofia risulta simmetrica e omogenea. Al contrario, nei pazienti con cardiopatia ipertrofica, l'ipertrofia è tipicamente asimmetrica e, anche se il setto interventricolare è la regione più spesso coinvolta dall'ipertrofia, esiste una eterogeneità morfologica e non sono rari i casi in cui il massimo ispessimento interessa solo altri segmenti del ventricolo.Gli atleti praticanti sport di squadra, infine, presentano variazioni della morfologia cardiaca usualmente più lievi, a ragione del carico emodinamico più modesto (3).Il sesso ha importanza nel determinare il grado di rimodellamento cardiaco. Le atlete, quando paragonate ai maschi della stessa età e praticanti le stesse discipline sportive, presentano dimensioni minori sia della cavità (circa -10%) che dello spessore delle pareti ventricolari (circa -20%). Queste differenze sono legate a una serie di fattori, tra cui i principali sono la taglia corporea e la percentuale di massa magra, mediamente più piccole nelle donne, l'aumento più modesto della portata cardiaca e della pressione arteriosa sistolica durante lo sforzo e, non ultimo, il più basso livello di ormoni androgeni naturali. Le differenze nella morfologia cardiaca tra atleti e atlete hanno notevole importanza clinica: infatti gli uomini possono sviluppare una ipertrofia delle pareti ventricolari sino a 15 o 16 mm, mentre le donne raramente superano gli 11 mm. Pertanto, il problema della diagnosi differenziale tra "cuore d'atleta" e cardiomiopatia ipertrofica non si pone usualmente nelle atlete (4,5,6). La frazione di eiezione ventricolare sinistra del "cuore d'atleta", misurata ecocardiograficamente o con altre metodiche, risulta uguale o leggermente inferiore alla norma (F.E.% 60-65). Al contrario la funzione diastolica è nettamente aumentata e migliorata negli atleti, tanto che il riempimento ventricolare appare già completo in protodiastole.Il ventricolo nel "cuore d'atleta" esprime un elevato coefficiente di distensibilità nella fase protodiastolica in cui sembra completarsi quasi interamente il riempimento ventricolare stesso: non è raro che durante l'esercizio la velocità del flusso transmitralico superi quella transvalvolare aortica.Tutti gli studi sulla funzione diastolica nel cuore fisiologicamente ipertrofico hanno dimostrato velocità massime d'incremento delle dimensioni del ventricolo sinistro e di assottigliamento parietale normali o superiori. Il miglioramento dei parametri di funzionalità diastolica si associano a un aumento delle dimensioni e delle performance ventricolari.Il rilasciamento isovolumetrico è prolungato nelle forme patologiche d'ipertrofia, mentre è sempre nell'ambito della normalità nell'ipertrofia fisiologica.Caratteristiche del ventricolo sinistro nel "cuore d'atleta" sono delle trabecole fibrose o fibro-muscolari tese tra le sue pareti, definite false corde tendinee per differenziarle dalle vere corde: generalmente sono tese tra setto interventricolare e parete laterale, in vicinanza dell'impianto dei muscoli papillari. Anche l'atrio sinistro, che riceve il sangue ossigenato dai polmoni, non è esente da modificazioni morfologiche; infatti, negli atleti di fondo, non è difficile evidenziare un ingrandimento superiore alla norma (valori medi ottenuti da autori diversi sono compresi tra 36 mm e 42 mm) (7).Analogamente le camere cardiache di destra subiscono un aumento proporzionato del volume.Un altro aspetto importante è il riscontro, relativamente frequente negli atleti, di rigurgiti valvolari "fisiologici" possibili in corrispondenza di tutte e quattro le valvole cardiache, ma con frequenza estremamente variabile e in assenza di alterazioni strutturali (8).La prevalenza dei questi rigurgiti negli atleti è molto alta, infatti il 90% presenta un jet di rigurgito ad almeno una valvola e il 20% presenta un jet di rigurgito a tre valvole(9).Ciò sembra legato all'aumentare del tempo di allenamento, sembra associato al fisiologico ingrandimento delle camere cardiache e generalmente non vi è alcun significato emodinamico (10,11). Raramente un ecocardiografista esperto non è in grado di effettuare una diagnosi differenziale tra una insufficienza valvolare fisiologica e una patologica.Nelle insufficienze fisiologiche:
è assente qualsiasi alterazione strutturale valvolare;
non si osservano fenomeni di turbolenza e aliasing al Doppler;
l'area di rigurgito è limitata alla zona mediana immediatamente sottovalvolare, con rilievo del segnale Doppler fino e non oltre a 1-2 cm da essa.
All'esame fisico, un soffio meso-sistolico o (olo) sistolico, di intensità 1-2/6 può essere ascoltato fin nel 50% degli atleti (12): probabilmente riflette il flusso non laminare attraverso le valvole aortica e polmonare, secondario all'aumento della gittata sistolica e spesso diminuisce d'intensità al passaggio dalla posizione supina a quella ortostatica (13). Recentemente è stato suggerito che il rimodellamento cardiaco possa essere regolato anche da fattori genetici e costituzionali. Sebbene tale ipotesi sia assai attraente, al momento esiste una conferma solo per quanto riguarda l'enzima ACE (che controlla il livello della pressione arteriosa e può presentarsi nelle isoforme DD, II e ID) e altri enzimi del sistema renina-angiotensina-aldosterone. È stato dimostrato che i soggetti che hanno il pattern ACE di tipo DD sviluppano una massa ventricolare sinistra maggiore rispetto a quelli con pattern II (14).
Adattamenti periferici
È logico che anche il sistema circolatorio, costituito da vasi arteriosi e venosi, debba adattarsi a questa nuova realtà. In altri termini, la circolazione deve essere potenziata al fine di consentire lo scorrimento di flussi sanguigni (equivalenti al traffico automobilistico) così elevati senza "rallentamenti".A seguito dell'allenamento di resistenza si ha un aumento delle arterie coronarie che nutrono il cuore. Il cuore dell'atleta, aumentando il suo volume e la massa muscolare, ha bisogno di un maggior rifornimento di sangue e di una maggiore quantità di ossigeno.L'aumento del calibro delle coronarie (i vasi che nutrono il cuore) costituisce un altro degli elementi che differenziano l'ipertrofia fisiologica del cuore da quella patologica legata alle malattie cardiache congenite o acquisite.I vasi arteriosi e venosi di medio e grosso calibro aumentano le loro dimensioni ("vasi d'atleta"): questo fenomeno è particolarmente evidente nella vena cava inferiore, il vaso che riporta al cuore il sangue proveniente dai muscoli degli arti inferiori, utilizzati molto nei vari sport.A carico della microcircolazione, gli adattamenti più importanti riguardano naturalmente i muscoli (particolarmente i muscoli più allenati).I capillari, attraverso i quali avvengono gli scambi tra sangue e muscolo, sono distribuiti in maggior misura attorno alle fibre muscolari rosse, lente, a metabolismo aerobico (fibre ossidative), che hanno bisogno di una maggiore quantità di ossigeno (15).Nell'atleta di resistenza, con l'allenamento si realizza un aumento in assoluto del numero di capillari e del rapporto capillari/fibre muscolari. Tale fenomeno è conosciuto con il nome di capillarizzazione e grazie a esso, le cellule muscolari vengono a trovarsi nelle migliori condizioni per sfruttare appieno le aumentate disponibilità di ossigeno e substrati energetici. L'aumento della superficie capillare e della capacità di vasodilatazione delle arteriole muscolari fa sì che i muscoli riescano ad accogliere quantità di sangue veramente notevoli senza che aumenti la pressione.
Training e detraining
In numerosi studi, la valutazione ecocardiografica dell'ipertrofia ventricolare sinistra ha dimostrato che, sia nel corso del periodo di allenamento (training) che dopo la sua interruzione (detraining), possono verificarsi modificazioni molto rapide delle dimensioni e dell'ipertrofia del ventricolo sinistro.In tempi relativamente brevi, sia i fondisti (osservati per 7 settimane) che i nuotatori (osservati per 10 settimane) hanno presentato rapide modificazioni sia delle dimensioni che dell'ipertrofia ventricolare, con aumenti delle dimensioni cavitarie sinistre sino a 15 mm al termine dello studio.Durante la fase di detraining, sia i nuotatori che i fondisti hanno evidenziato un progressivo ridimensionamento delle dimensioni telediastoliche delle cavità cardiache sinistre.Non è ancora accertato se le più evidenti modificazioni osservate negli atleti di resistenza progrediscano rapidamente, ma è possibile che, dopo un lungo periodo di adattamento, tali modificazioni regrediscano molto più lentamente (16).
Valutazione del ritmo cardiaco dell'atleta
Lo studio dell'
elettrocardiogramma dell'atleta ha sempre appassionato i cardiologi fin dalle prime interpretazioni dell'elettrocardiografia.Molte sono le modificazioni dell'elettrocardiogramma descritte negli atleti e spesso considerate innocente effetto dell'allenamento, tuttavia alcune modificazioni, quali l'aumento marcato di voltaggio delle onde R o S, un sopraslivellamento del tratto ST, l'inversione dell'onda T, la presenza di onde Q profonde, suggeriscono la presenza di una cardiomiopatia ipertrofica o cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Al momento attuale il significato clinico di tali alterazioni in atleti peraltro sani non è ancora ben definito, non è chiaro cioè se tali anomalie ECG siano la prima espressione di una cardiomiopatia che si svelerà in un tempo successivo, oppure siano semplice espressione del rimodellamento morfologico cardiaco indotto dall'allenamento. In realtà solo una piccola percentuale di atleti che mostrano alterazioni marcate dell' ECG presentano, alla verifica ecocardiografica, anomalie mentre la maggioranza sono risultati "falsi positivi" (17).Numerosi sono stati gli studi epidemiologici condotti sulla prevalenza delle diverse aritmie cardiache negli sportivi.Tra le aritmie più frequenti negli atleti rispetto alla popolazione sedentaria si evidenziano: le bradicardie sinusali, i ritardi di conduzione atrioventricolare e le tachiaritmie.La bradicardia sinusale - La bradicardia sinusale è l'espressione peculiare dell'elettrocardiogramma dello sportivo ed è talora caratterizzata da valori a riposo anche inferiori ai 40 bpm.È più frequente negli atleti praticanti sport di resistenza a elevato livello agonistico.Generalmente la bradicardia sinusale, se non accompagnata da sintomatologia sincopale e se normalizzata dall'esercizio fisico, è inquadrata nel cosiddetto adattamento "ipervagotonico" all'allenamento fisico intenso e, nella maggioranza dei casi, non pone problemi di idoneità allo sport agonistico intenso.Molti studi hanno documentato che un allenamento intenso e duraturo è in grado di modificare l'equilibrio simpatovagale in senso vagale, inducendo la predominanza della componente parasimpatica. Tale effetto è particolarmente evidente in quelle regioni cardiache che maggiormente risentono della prevalenza del tono vagale come il nodo del seno e il nodo atrioventricolare. È probabile che alcune bradicardie molto marcate siano l'espressione anche di una componente genetico-costituzionale e vadano seguite attentamente nel tempo. Le bradicardie estreme dell'atleta devono essere distinte dalle bradicardie espressione di una iniziale disfunzione sinusale, soprattutto in età adulta e avanzata, nella quale l'evenienza di una malattia del nodo del seno è cronologicamente più probabile. Ritardi della conduzione atrioventricolari - L'ipervagotonia indotta dall'allenamento può essere considerata il primum movens patogenetico anche per queste forme di bradiaritmia.Si tratta generalmente di blocchi atrioventricolari di 1° grado o di 2° grado tipo Mobitz 1, con espressione tipicamente notturna e con completa normalizzazione dopo test da sforzo massimale o dopo periodo di deallenamento.Una particolare attenzione deve essere posta ai casi di blocco atrioventricolare già evidente in giovane età che non si associano a un intenso condizionamento fisico o ai casi presenti in età adulta, soprattutto se si tratta di blocco atrioventricolare di grado avanzato o associato a blocco di branca. Tachiaritmie - Si distinguono in aritmie sopraventricolari e ventricolari.Aritmie sopraventricolari - La prevalenza dei battiti prematuri sopraventricolari nell'atleta è molto variabile (intorno al 30%) da casistica a casistica e generalmente non assume rilevanza clinica né compromette l'idoneità all'attività sportiva agonistica.Di interesse maggiore sono le varie forme di tachicardia parossistica, di flutter o di fibrillazione atriale parossistica. Nello sportivo tali tachiaritmie rappresentano un importante problema, in seguito al cardiopalmo che provocano, soprattutto quando tale sintomo accade durante lo sforzo fisico. Per fortuna questi episodi sono molto rari nello sportivo con una prevalenza del 1%. Il sintomo del cardiopalma nell'atleta è sostenuto dalle seguenti aritmie: tachicardia da rientro atrioventricolare (50%); fibrillazione atriale (25%); flutter atriale (13%); tachicardia da rientro atrioventricolare da via anomala occulta e tachicardia atriale (6,2%).Aritmie ventricolari - Le aritmie ventricolari nell'atleta apparentemente sano rappresentano una delle tematiche più controverse in ambito della cardiologia dello sport. Tale problematica può essere riassunta in alcuni punti fondamentali:
la prevalenza di battiti ectopici ventricolari isolati nello sportivo è molto frequente stimabile tra il 35% e il 50%.
È spesso difficile identificare un substrato organico come causa dell'aritmia, anche nelle forme più maligne.
Non esistono ancora studi longitudinali per poter stabilire un follow-up adeguato.
Sono sempre più frequenti gli studi che documentano la presenza di un substrato organico associato all'aritmia come minime anomalie a carico dell'infundibolo ventricolare destro, miocarditi in fase di remissione, cardiopatia aritmogena del ventricolo destro e altre forme minori di cardiopatia. In tal senso lo sforzo fisico è generalmente inquadrabile come fattore scatenante o aggravante l'aritmia.Sulla base di queste osservazioni è utile proporre un iter valutativo dell'atleta con aritmie ventricolari, articolato nei seguenti punti:
scrupolosa ricerca di una cardiopatia organica associata all'aritmia;
attento studio aritmologico degli atleti sintomatici (per sincope o cardiopalmo);
cautela nell'indicazione e prescrizione di metodiche invasive negli atleti aritmici asintomatici, nei quali manca un vero end-point elettrofisiologico, a causa della difficoltà di attribuire a un'aritmia inducibile, potenzialmente aspecifica, un rischio reale di morte improvvisa;
vale la pena sottolineare che tra le forme più pericolose rientrano proprio quelle aritmie ventricolari che, per assenza di ripercussioni sulla performance, consentono di praticare lo sport ad alto livello, esponendo l'atleta a un reiterato rischio.
Negli atleti andranno considerate in modo benigno quelle forme "occasionali" di aritmie ventricolari, non ripetibili e non associate allo sforzo fisico (18).
Screening cardiologico preventivo
L'esercizio fisico, come su descritto, può scatenare eventi acuti cardiovascolari, tra i quali i più temibili sono la morte improvvisa e le sindromi coronariche acute. La probabilità che si verifichino eventi cardiovascolari durante esercizio fisico è più elevata nei pazienti affetti da cardiopatia, nei soggetti in età adulta/avanzata, in quelli sedentari e con fattori di
rischio cardiovascolare e quando l'attività fisica è praticata a intensità elevata.La probabilità, invece, è minore quando l'attività fisica è praticata a bassa intensità e nei soggetti che si allenano regolarmente. Il meccanismo attraverso cui l'attività fisica abituale esercita questo effetto protettivo nei confronti degli eventi acuti cardiovascolari, e in particolare della morte improvvisa, è legato probabilmente a una maggiore stabilità elettrica del miocardio, con riduzione del rischio di aritmie ventricolari fatali. Allo scopo di ridurre il rischio di eventi cardiaci avversi, quindi, risulta importante eseguire un adeguato screening preventivo e avviare i soggetti a un graduale e progressivo condizionamento fisico, soprattutto se hanno cardiopatia nota, età avanzata o fattori di rischio coronarico (19).Ogni individuo, quindi, che si accinge a iniziare una attività fisica regolare dovrebbe essere sottoposto, preventivamente, a un'attenta valutazione cardiologica che deve essere ancora più accurata in caso di atleti, visti i grossi carichi di lavoro effettuati.È pensiero comune che attraverso un adeguato screening preventivo si possa ridurre la probabilità di eventi cardiovascolari avversi, in modo da godere dei benefici dell'attività fisica senza incorrere nei rischi a essa associati.Scopo dello screening preventivo è quello di scovare l'esistenza di cardiopatie clinicamente silenti in soggetti apparentemente sani, nonché in caso di cardiopatia clinicamente accertata, stratificare il rischio associato alla pratica dell'attività sportiva e attivare gli interventi terapeutici necessari (19).
Conclusioni
Negli ultimi anni si è verificato un enorme incremento della popolarità di molti sport. Ne è derivato un aumento del numero di soggetti che giungono all'osservazione del medico presentando gli effetti cardiovascolari dell'allenamento.La conoscenza delle modificazioni cardiovascolari negli atleti è essenziale per evitare erronee diagnosi di cardiopatia.


CreditiDott. Luigi Ferritto

Dipartimento di Medicina Generale

Ambulatorio di Fisiopatologia dello Sport

Clinica "Athena" Villa dei PiniPiedimonte Matese (CE)e-mail: luigiferritto@email.it sportandsearch@email.it

Un ringraziamento particolare al dott. Luigi De Risi, divisione di Cardiologia UTIC, ospedale A.G.P. di Piedimonte Matese (CE).

Il PDL accusa di malafede l'Amministrazione.


COMUNICATO STAMPA



Il gruppo consiliare di maggioranza, nel goffo e disperato tentativo di coprire palesi menzogne, copre di ridicolo se stesso ed ancor di più il sindaco Cappello, cui viene accreditato un impegno giornaliero in favore della cittadinanza di 24 ore.
Farebbe certamente meglio a riposare un po’ durante la notte, riuscirebbe forse così a leggere i documenti prodotti dalla sua stessa amministrazione ed evitare di dire tante sciocchezze.
Nel manifesto affisso in risposta al nostro (come sempre in contemporanea) viene affermato che: ”Non vi è agli atti alcuna certificazione circa il mancato funzionamento del depuratore nell’ anno 2004 e per 11 mesi del 2005, per cui nessuna istanza di rimborso può essere al momento avanzata”.
Niente di più falso!!!!! In allegato inviamo copia dell’attestazione rilasciata dall’Ing. Raffaele Macchione, Responsabile del Settore Lavori e Servizi Pubblici, che in data 10/12/2008 rispondeva alla richiesta di un cittadino presentata l’11/11/2008 ( e non certo frettolosamente come affermato dal manifesto di Piedimonte Democratica) attestando che il depuratore non aveva funzionato per tutto l’anno 2004 e fino al 30/11/2005.
I consiglieri di maggioranza, quindi, così come il sindaco Cappello, sono bugiardi, in malafede e palesemente incapaci di amministrare correttamente.
Con le loro menzogne cercano di prendere in giro i cittadini al fine evitare di restituire agli stessi quanto indebitamente pagato per il servizio di depurazione non svolto.
Quindi, a doversi vergognare sono unicamente i consiglieri di maggioranza.
A questo proposito e come già in precedenti occasioni, ci chiediamo cosa pensano i consiglieri Massi, Iannotta e Catarcio, appartenenti al gruppo di maggioranza e quindi firmatari del manifesto in questione ma, specialmente i primi due, rappresentanti di partiti che fanno del sostegno ai deboli e del rispetto della giustizia la loro bandiera?
0rmai la loro omologazione alle direttive del PD non desta più alcuna meraviglia.
Noi rinnoviamo all’amministrazione l’invito a comportarsi più seriamente sia ora che per il futuro ed a concedere ai cittadini lo sgravio delle bollette idriche ed a restituire quanto ingiustamente pagato.
Il coordinamento cittadino FI-PdL

22 gennaio 2009

L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE RISELLI ANNUNCIA CHE SARANNO DISTRIBUITI DEI COMPOSTER PER I RIFIUTI ORGANICI.


Piedimonte Matese. Il problema dei rifiuti è stato sempre una delle priorità dell’Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese guidata dall’Avv. Vincenzo Cappello, una problematica che investe tutto l’Alto casertano, e che di tanto in tanto torna alla ribalta quando vengono individuate piccole discariche abusive nelle periferie dei comuni. A tal proposito sono state installate una serie di telecamere per la videosorveglianza posizionate in quei punti nevralgici a maggior rischio di deposito illegale, con l’obiettivo di scoraggiare eventuali atti illeciti. Gli “occhi elettronici” serviranno così anche al controllo continuo di quegli spazi già interessati nei mesi scorsi dall’accumulo non autorizzato di rifiuti urbani, come accadde per l’area sita in via Canneto, dove erano stati scaricati rifiuti di ogni tipo, prontamente bonificata e chiusa nel giro di pochi giorni. Ma l’amministrazione comunale intende rivolgersi anche ai cittadini che quotidianamente seguono le regole della raccolta differenziata, divenuta ormai una realtà consolidata nella comunità piedimontese, i quali ogni giorno contribuiscono a rendere la città più pulita. È su iniziativa dell’assessorato all’ambiente, retto da Giuseppe Riselli (nella foto), che saranno distribuiti in comodato d’uso gratuito, presso utenze domestiche dotate di giardino medio-piccolo, dei composter domestici ovvero contenitori che accelerano il processo di trasformazione dei rifiuti organici in fertilizzante naturale. Oltre che una riduzione del conferimento presso gli impianti di trattamento/smaltimento e un aumento della percentuale di raccolta differenziata, il progetto consentirà di ottenere il 10% di sconto sulla TARSU per quei cittadini che vi prenderanno parte compilando l’apposito modulo disponibile presso la casa comunale. “La raccolta differenziata, compresa quella porta a porta degli ingombranti, sta dando i risultati previsti”, ha detto vivamente soddisfatto l’assessore Riselli, “la città è visibilmente più pulita, senza cumuli di rifiuti nelle strade, e noi dell’amministrazione ci impegniamo costantemente per preservarla in questo stato, grazie anche all’aiuto delle autorità militari che vigilano sul territorio”. Purtroppo capita a volte, come le cronache ci informano, che cittadini privi di senso civico depositino immondizia senza rispetto per l’ambiente e per la città in cui vivono, e si spera quindi che la videosorveglianza strategica e gli incentivi a seguire la differenziata promossi dal comune di Piedimonte Matese possano essere di scoraggiamento per tali condotte.

Pietro Rossi

SANTORO SOLLECITA LA PROVINCIA PER IL PARCO DELLE ACQUE.


Baia Latina. Il costituendo “Parco delle Acque”, che ha iniziato il suo iter amministrativo con la sottoscrizione di un protocollo di intesa stipulato dai Comuni di Pratella, Prata Sannita, Riardo e Rocchetta e Croce con l’Amministrazione Provinciale di Caserta assume una valenza politico – sociale in quanto assumono particolare importanza gli obiettivi che si prefigge ed in particolare pone nella sua centralità la necessità di accrescere le iniziative locali e di porsi come punto di riferimento per azioni di sviluppo per la valorizzazione turistico – ambientale, anche su proposta e consultazione di privati cittadini o loro emanazioni associative, lo sviluppo del turismo (turismo enogastronomico, storico – artistico, ginnico – sportivo), la valorizzazione dell’agricoltura di qualità, dei prodotti tipici e dell’artigianato locale, attraverso l’adozione di sistemi di certificazione di qualità, secondo la vigente normativa europea, nonché la valorizzazione e la salvaguardia degli ecosistemi presenti sul territorio. Successivamente hanno aderito, all’iniziativa, i Comuni di: Ailano, Ciorlano, Pietramelara, Pietravairano, Roccaromana, Vairano Patenora e Valle Agricola ai quali nei giorni scorsi anche il Comune di Baia e Latina ha presentato istanza all’Amministrazione Provinciale di Caserta per rientrare tra i Comuni facenti parte del costituendo “Parco delle Acque”. La richiesta del Comune di Baia e Latina, è scaturita dall’approvazione all’unanimità della mozione presentata dal gruppo consiliare “Uniti per Baia e Latina” di cui è capogruppo Michele Santoro (nella foto), il quale si è dichiarato molto soddisfatto, della approvazione all’unanimità della mozione presentata in quanto, l’adesione al “Parco delle Acque” rappresenta una necessità ed una occasione per tutelare meglio il territorio del Comune contro ogni sopruso. “Il gruppo Consiliare, “Uniti per Baia e Latina”, sostiene Michele Santoro, si augura che almeno in questa occasione mettendo da parte ogni logica partitica di appartenenza si antepongono agli interessi personali quelli collettivi dell’intera comunità sollecitando l’Amministrazione provinciale a mettere in essere tutte le procedure amministrative per il definitivo riconoscimento del Parco. Anzi sarebbe opportuno e necessario che l’Amministrazione Provinciale di Caserta si facesse parte attiva per l’inizio amministrativo delle procedure di attuazione del Parco “Monte Maggiore Monte Monaco” già approvato dal Consiglio regionale della Campania ma che dopo circa un anno dall’approvazione giace ancora in qualche cassetto della Giunta Regionale senza che ad esso sia stato dato inizio amministrativo delle procedure per la definitiva istituzione del Parco. Ritengo che serve a ben poco iniziare l’iter amministrativo di istituzione di un Parco se poi nessuno si occupa di dare reale attuazione a quanto il Consiglio Regionale ha sancito con una regolare legge Regionale.”

Pietro Rossi