28 dicembre 2008

Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini, sottoscritta dalle associazioni cristiane della Diocesi di Caserta.



Questa “Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini” sottoscritta dalle associazioni cristiane della Diocesi di Caserta dopo diciassette anni dalla prima, se non rappresenta una sconfitta di o per una Città intera, lo è, almeno ed intimamente, per le stesse associazioni firmatarie di allora.
Lo è per molte di quelle che, in quel lontano Novembre del ’91, sentirono forte il dovere di impegnarsi, senza strumentalizzazione alcuna, per costruire, come sollecitava il Vescovo Nogaro (nella foto) , il tempo della speranza, sapendo che se la Politica non è tutto, essa non può essere neanche estraneità ma deve, comunque, diventare un dovere anche se è un dovere spesso impossibile.
Una speranza che si ripropone, oggi come ieri, nel nostro Paese, nella nostra regione, nella nostra provincia e nel nostro capoluogo, come un’ icona figlia dello sdegno e del coraggio: lo sdegno per le cose che non vanno ed il coraggio come condizione dell’anima per cambiarle.
A partire da questo senso di sconfitta, molte delle associazioni promotrici della prima lettera avvertono, oggi, di dover di nuovo far proprie quelle motivazioni anche perché spronate dai ripetuti e recenti inviti del loro Pastore, non ultimi quelli del Suo “Responsorio della Pace” : ”Signore dammi la grazia dell’indignazione. La grande leva che innalza le responsabilità e rompe tutte le cortine della malvagità e della indifferenza>>.
Esse, infatti, riconoscono che dal tempo dalla prima lettera e per tutti questi anni, non hanno saputo ben vivere l’impegno e la passione civile che i tempi richiedevano né hanno saputo esprimere la loro indignazione e per questo avvertono l’urgenza di riprovare a spendersi in una rinnovata partecipazione per costruire un nuovo impegno sociale e civile e le condizioni per un reale cambiamento.
Sentono che è tempo di riappropriarsi, con piu’ fermezza, dell’etica della responsabilità e della solidarietà e avvertono, come cristiani, il senso di una loro ulteriore conversione per strappare, parole di Nogaro, <>.
Avvertono che è tempo, oggi come ieri, che la politica sia servizio e prossimità e che come cittadini, indistintamente, ci si responsabilizzi, quotidianamente, sia nel rispetto dei propri doveri che contro le tante proprie piccole illegalità come contrasto sempre piu’ incisivo alle criminalità organizzate, realtà antistoriche
che <>, e che sono, per noi cattolici, presenza antievangelica che rinnega <>.



Avvertono, per questo, che è tempo di abbandonare il rituale dello scontato cordoglio per le vittime delle mafie – don Diana, Imposimato, Nuvoletta, Del Prete, Noviello - o quello della semplice solidarietà ai minacciati perché colpevoli di esempi luminosi di impegno civile - Cantone, Capacchione e Saviano – e di farsi carico di essere, con quest’ultimi, fattivamente in prima linea e, soprattutto, non in pochi.
Sono consapevoli che è tempo di cogliere la realtà di essere in un momento storico dentro il quale si avverte, con affanno e pesantezza, sia l’avanzare di un processo di trasformazioni che determina ulteriore degrado delle condizioni di vivibilità nei centri urbani e negli assetti territoriali che la progressiva marginalizzazione della domanda sociale piu’ debole.
Sanno che è tempo, oggi come quel lontano autunno di inizio anni novanta, di contrastare questo malessere in cui crescono e si allargano, nella nostra Città capoluogo come in tutta la Provincia, nella regione e nel Paese, l’accentuarsi di fenomeni di frantumazione civile, il crescere delle disuguaglianze, l’aggravarsi delle povertà e delle esclusioni sociali, la perdita di identità e la crescente estraneità degli spazi urbani.
Ebbero forte, con la prima lettera , la convinzione – e lo scrissero - che la politica debba nascere - e nasce - da quel che politico non è: il sociale, il civile, il quotidiano e dagli eventi che in questi ambiti si intrecciano. Per questo ebbero forte la percezione che essa avesse bisogno di un contributo - e lo diedero – e di una ricerca che guardasse agli eventi problematicamente, sapendo incrociare matrici sociali e radici di senso.
Tanti di loro, perciò, convennero che di fronte alla prassi politica ridottasi a piatta gestione del quotidiano (che non sempre realizza) e di fronte alla difesa di interessi privati e corporativi (che realizza sempre) andava privilegiato- e lo tentarono - il terreno su cui si avvertiva la pregnante necessità di far incontrare la dimensione ideale con la dimensione istituzionale e organizzativa.
Tentarono, quindi, di far coincidere la contingente gestione dei bisogni con la consapevolezza che, anche nella contingenza, uomini ed eventi sono attraversati da un profetico desiderio di Totalmente altro da “questa politica” affinché si crei una composizione armonica tra bisogni – troppi – e la possibilità di condurre le risorse e le diversità al benessere comune.
Credettero, allora, al desiderio profetico che la politica diventasse prossimità, amore e solidarietà, tutti obiettivi indicati delle quotidiane esortazioni del nostro amato Presule il quale, ora come allora, col Suo costante e appassionato magistero sociale e spirituale continua a motivarci ad essere capaci di realizzare cieli nuovi e terre nuove attraverso una politica affidabile che sappia diventare <>.
Tutto questo non vuol essere amarcord ma solo riproporre, ora come allora, provocatoriamente una domanda angosciante: la politica è, dunque, immodificabile?.
Domanda, questa, non retorica se la si collega al fatto che quella lettera provocatoria del novembre ’91 (e che ebbe eco su tutta la stampa nazionale e che solo per poco tempo segnò una svolta), ebbe come estensori, condivisori e firmatari ( o quanto meno testimoni) tanti soggetti che, successivamente, nella nostra Città hanno esercitato o esercitano il potere politico ed amministrativo.
Non è tempo, con il nostro odierno appello di richiedere pagelle di merito o di demerito sulle diverse esperienze fin qui succedutesi ma solo tempo di riproporre, viste le nostre attuali angosce e paure, l’ansia racchiusa in quel documento del lontano ’91 che poneva due domande: se il modo di far politica sia di per sé e di fatto immodificabile e destinato a restare un’idra con le teste – potere, affari, autorefenzialità, cooptazioni - che si riproducono sempre anche se abbattute e se la questione morale sia destinata a rimanere sempre all’Ordine del Giorno.
E’ tempo, allora, ancora una volta, (riportandoci al Te Deum 2007 del nostro Pastore) di dovere rivivere e riorganizzare questa speranza facendo nostro il Suo invito a guardare oltre l’Orizzonte e dando credito ad ognuno di noi di essere capaci di essere lievito per costruire il Nuovo anche con piccoli segnali ed attraverso la prossimità, la solidarietà, l’impegno, la partecipazione, il volontariato.
E’ tempo di riviverla , dunque, senza demoralizzarsi, questa speranza, anche se dopo 17 anni siamo ancora costretti a dover firmare per una nuova legge elettorale che riconosca una nostra maggior partecipazione alle scelte dei nostri rappresentanti; anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per lo statuto comunale, oggi per veder riconosciuto il diritto ad essere ascoltati forti delle 5000 firme raccolte.
E’ tempo di riviverla , dunque e non arrendersi anche se siamo ancora costretti a dover denunciare, come allora, per i tagli a servizi sociali più estesi e pregnanti e contro le disuguaglianze inaccettabili di un walfare sempre meno inclusivo e sempre più incapace di tutelare e promuoverne i diritti fondamentali, in primis quello alla protezione della salute, un bene assoluto che viene caricato sempre piu’, anche per scelte governative, di calvari, di disagi, di patimenti per i pazienti e i loro familiari, in specie per i piu’ deboli, i bisognosi, per non parlare degli immigrati e dei loro figli ai quali – se irregolari - non si riconosce neanche il diritto alla croce rossa per la difesa della propria salute.
E’ tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora per l’area ex Saint Gobain e San Leucio, oggi per il Macrico; anche se siamo ancora costretti a denunciare, come allora i ritardi per l’interporto nodale, l’aeroporto di Grazzanise, il Policlinico, etc; anche se siamo ancora costretti a manifestare, come allora, per il diritto al lavoro, contro la disoccupazione, i licenziamenti infiniti, il precariato, e la mancanza di iniziative concrete di sviluppo per arginare l’esodo dei nostri figli.
E’ tempo di riviverla , dunque, la speranza anche se siamo ancora costretti a dover firmare, come allora contro i disastri ambientali, per lo Uttaro, l’acqua, le cave, i rifiuti, la vivibilità, etc; anche se siamo ancora costretti a firmare, come allora, contro l’illegalità e la camorra.
E’ tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora costretti a subire lo scippo illegale del mancato trasferimento del Rettorato della SUN nel nostro Capoluogo, contravvenendo ad obblighi di legge ben precisi e costringendoci a lottare, per questo, contro le convenienze del potere accademico napoletano.
E’ tempo di riviverla , dunque, anche se siamo ancora una volta costretti a protestare per il mancato cambio del nome di quest’ultima in “Università degli studi di Caserta” mortificandosi cosi una provincia intera alla quale si negano anni di lotte ed un riconoscimento dovutole per appartenenza e identità. Diritto, questo del nome, negato per maldedotte ragioni di prestigio, di potere accademico e di baronie talchè accade che la Seconda Università di NAPOLI resti l’unica università italiana che insiste totalmente in un territorio diverso dal suo nome.
E’ tempo di riviverla questa speranza, esortazione che sappiamo per certo, di ritrovare anche nel prossimo te Deum 2008, perché dono dell’amore del nostro Pastore per l’uomo e, soprattutto, per l’uomo della sua Diocesi, anche se le Sue parole saranno ascoltate nella mestizia di una prossima perdita della Sua guida, una guida che dopo i 18 anni dalla Sua venuta, non ci ha resi del tutto cristianamente maggiorenni e laicamente indipendenti, talchè rimane ancora forte il senso, il valore ed il bisogno della Sua testimonianza spirituale, umana, civile ed irripetibile.
Per questo sottoscriviamo questa ”Seconda Lettera Aperta dei cristiani di Caserta ai nostri concittadini” pronti, anche a dover essere costretti a riconoscere di aver spesso abdicato dalle responsabilità di ognuno di noi e dato spazio alle nostre contraddizioni egoistiche e spesso consumistiche come alle nostre subalternità culturali, civiche e politiche.
Per questo amiamo concludere tale documento con le stesse parole finali della prima lettera:
<>
“Ho amato la mia gente.”
“ E ora vado a pregare”
Questa è la sintesi del testamento spirituale del nostro Padre Vescovo nel momento del Suo commiato, certamente una Preghiera per la Sua gente e per la Sua città, cosicché, alimentati da essa, nasca in tutti, il bisogno di un rinnovato impegno, di un ritrovato fervore e di un orgoglioso riscatto - civile e sociale - che speriamo possa iniziare, anche, da questa nostra riflessione.
Caserta, 27 Dicembre 2008
Firmatarie: AGESCI Zona Caserta I, Azione Cattolica Diocesana , A.C.L.I, Caritas Diocesana, Centro Pastorale Giovanile, Casa Rut, Comitato “Caserta Città di Pace”.

Bollette del’acqua e gestione del servizio idrico:giusto chiedere un consiglio comunale ad hoc.


Piedimonte Matese. Il Partito della Rifondazione Comunista circolo di Piedimonte Matese esprime appoggio ed approvazione nei confronti della richiesta di un consiglio comunale ad hoc rispetto alla gestione del servizio idrico avanzata dall ‘ Idv. Tale seduta dovrebbe servire, a nostro avviso,ha dichiarato il Segretario Vincenzo Sisto (NELLA FOTO), da un lato a ribadire la più netta contrarietà a qualsiasi tentativo di privatizzazione di un bene inalienabile quale per l’appunto l’acqua, e dall’altro a mettere fine una volta e per tutte agli strumentali attacchi portati avanti dalle destre e basati, come spesso accaduto anche per altre questioni, su dei veri e propri capovolgimenti della realtà. E’ infatti ovvio che la situazione in cui versa la nostra rete idrica e che ricade purtroppo sulla testa dei cittadini in particolare attraverso gli aumenti delle bollette, riflette solo e soltanto la pessima gestione del servizio tenuta negli scorsi anni dall’amministrazione di centro-destra che all’adozione del sistema tariffario non fece seguire tutta una serie di adempimenti, a cominciare dal completo censimento delle singole utenze. Del resto ciò non ci meraviglia affatto se è vero come è vero che la stessa parte politica, a diversi livelli, considera l’acqua alla stregua di una merce qualsiasi come dimostra la legge 112 del ministro Tremonti che ne permette di fatto la privatizzazione. Ben venga quindi un consiglio comunale che tratti nello specifico l’argomento e che permetta alla maggioranza tutta di far luce sulla questione e le consenta di illustrare pubblicamente le proposte che ha in cantiere per superare lo stato delle cose.

Pietro Rossi

Riapertura ufficiale dell’Abbazia del Santo Salvatore.


COMUNICATO STAMPA


Nuova Luce alla nostra storia
28 dicembre 2008 ore 19.30
San Salvatore Telesino/BN
Ingresso libero



Dopo i lavori di restauro e un lungo periodo di chiusura, viene ufficialmente riaperta al pubblico l’Abbazia del Santo Salvatore, uno dei monumenti di pregio del Medioevo europeo. ll Comune di San Salvatore Telesino, ha organizzato per l’occasione un evento d’inaugurazione per restituire ai cittadini l’Abbazia in tutto il suo splendore e presentare una rassegna culturale che si svolgerà durante questi giorni di festa, a confermare la naturale vocazione del luogo: uno spazio di storia, cultura e civiltà del passato e del futuro.

Programma

Saluto di benvenuto e cerimonia/Michele Scognamiglio/commissario prefettizio
Restauro dell’Abbazia/Vincenzo Vallone/architetto
L’Abbazia nella storia/Emilio Bove/ storico
La Via Francigena del Sud/Nicola Ciarleglio/direttore Gal Titerno
I canti sacri della tradizione/Don Franco Pezone

>Aperitivo e degustazione di Falanghina Sannio Doc

>Concerto/Polifonica Alphonsiana
>Voce recitante/Antonello Santagata

comunicazione/ tabula rasa eventi http://email7.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net http://email7.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b14336850774956778BA8FC1-4956778BA9791-1230403467%7d&to=info@tabularasaeventi.net
ufficio stampa/Domenico Tescione http://email7.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b14336850774956778BA8FC1-4956778BA9791-1230403467%7d&to=d_tescione@libero.it
responsabile comunicazione/Raffaella Vitelli

I CANTI SACRI DELLE TRADIZIONE RELIGIOSA A S.AGATA DE' GOTI.




Comunicato Stampa




Fermarono i cieli


i canti sacri della tradizione religiosa
Con Ambrogio Sparagna e Peppe Servillo
29 dicembre/08 ore 18.30 Auditorium Ilario Roatta
Villa Fiorita/Sant’Agata De’ Goti/Bn
Ingresso libero




A Sant’Agata De’ Goti in programma il 29 dicembre alle 18.30 Ambrogio Sparagna e Peppe Servillo che interpreta il repertorio dei canti di Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, vescovo di Sant’Agata e fondatore dell’ordine dei Padri Redentoristi, che cominciò ad accompagnare il suo lavoro pastorale fra i poveri del Regno di Napoli, con la pratica di canzoncine spirituali composte sia in dialetto che in italiano. Si trattava di canti dall’impianto semplice, che traevano spunto melodico da temi popolari, con cui il missionario insegnava ai “lazzaroni” i fondamenti del cattolicesimo, facendoli protagonisti dei rituali liturgici mediante la creazione di appositi gruppi di preghiera (cappelle serotine).
Molte canzoncine erano legate al ciclo delle festività natalizie e fra queste le famosissime Tu scendi dalle stelle, Quann’ nascette ninno, Fermarono i cieli, altre alla devozione mariana.
Lo spettacolo Fermarono i cieli propone alcuni di questi canti religiosi popolari ed altri appositamente composti da Ambrogio Sparagna e affidati alla voce di Peppe Servillo con un quintetto vocale e un trio di strumenti popolari, tra questi una zampogna gigante, un modello di straordinarie proporzioni (è alta quasi due metri), diffusasi nel regno di Napoli a partire dalla fine del settecento.

Organizzazione Assessorato alla cultura Sant’Agata De’Goti
In collaborazione con Tabula rasa eventi http://email5.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net

27 dicembre 2008

I° TROFEO DI PALLAVOLO FEMMINILE “ARTURO VOLPE” A PIEDIMONTE MATESE.


Piedimonte Matese. L'ASD Polisportiva Piedimonte Matese organizza quest'anno per la prima volta, dopo un anno di attività agonistica, un torneo di pallavolo femminile, sotto l’egida della FIPAV Regionale e Provinciale, che si svolgerà domani domenica 28 dicembre. Parteciperanno 4 squadre: ASD Polisportiva Piedimonte Matese; Pallavolo Vitulano (BN); Olimpia Volley di San S.Salvatore Telesino e Fremondo Volley di Guardia Sanframondi (BN). Il Torneo si svolge a Piedimonte Matese presso la Palestra dell'ITIS Caso, l'inizio è fissato per le ore 17,30 e tutto si effettuerà nel solo pomeriggio di domani. L’evento è organizzato con due principali obiettivi: Il primo di poter realizzare un appuntamento annuale con raccolta fondi a favore dell’AIRC. Il fine di beneficenza ha sempre visto il Movimento Pallavolistico sensibile e impegnato per questi scopi e, sicuramente, per chi scrive è un modo per “ricordare” il proprio fratello, appassionatissimo di questo Sport, ma purtroppo deceduto ancora giovane a causa del “male del secolo”. Il secondo, non meno importante, di dare la possibilità agli atleti di confrontarsi con squadre provinciali del loro stesso livello, anche in vista dei prossimi impegni agonistici di campionato, nonché per rinverdire una tradizione che, nel recente passato della scrivente Società, ha sempre realizzato un evento durante la pausa natalizia. Alla squadra vincitrice sarà offerto il Trofeo “Arturo Volpe”. A tutti i partecipanti sarà consegnata una medaglia ricordo della manifestazione. Per la veniente stagione agonistica siamo impegnati sia nel settore femminile che in quello maschile, nel mese di gennaio inizieranno i campionati di I^ divisione che si svolgono nella provincia di Benevento. Quest'anno,ha dichiarato Matteo Volpe Presidente del sodalizio organizzatore dell’evento, avendo a disposizione un nutrito gruppo di ragazzi dai 7 ai 14 anni, siamo iscritti anche ai campionati di categoria U12 e U14. Spero in un folto pubblico, ha concluso Volpe, visto anche lo scopo di beneficenza, per tentare di coinvolgere più persone e avvicinarle a questa nostra iniziativa, finalizzata, ovviamente, non solo quale attività puramente sportiva ma principalmente di importante valenza sociale.

Pietro Rossi

IL PDL BRINDA CON IL SENATORE CARLO SARRO E IL SOTTOSEGRETARIO NICOLA COSENTINO AL NUOVO ANNO.




Piedimonte Matese. Scambio di auguri lunedì pomeriggio nella sede cittadina di Forza Italia. Per il tradizionale brindisi di fine anno con gli auguri per il 2009, il senatore della Repubblica del Popolo della Libertà Carlo Sarro (foto a sinistra) ed i vertici cittadini del Pdl accoglieranno il Sottosegretario di Stato all’Economia e coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino (foto a destra) per incontrare gli iscritti ed i simpatizzanti di centrodestra nel Matese. Presenti il coordinatore cittadino di Fi Biagio Molitierno, il presidente cittadino di An Giampaolo Boggia, i presidenti del Circolo del Buon Governo Giacomo Ambra e del Circolo della Libertà D’Abbraccio, i consiglieri comunali del Pdl guidati dal capogruppo Giovanni Ferrante e diversi sindaci del comprensorio, il senatore Sarro ed il sottosegretario Cosentino saluteranno i dirigenti territoriali del costituendo partito unico del centrodestra, brindando al nuovo anno con l’augurio che il 2009 possa essere ricco di successi elettorali per il Popolo della Libertà e di traguardi importanti per il Governo Berlusconi. Lo scambio di auguri sarà anche l’occasione per Sarro e Cosentino per spiegare le tappe di avvicinamento al congresso nazionale di marzo che segnerà la nascita ufficiale del Pdl, con l’unificazione di Forza Italia, Alleanza Nazionale, partiti minori e associazioni e circoli, ed illustrare nel contempo anche le strategie di sviluppo e rilancio dell’economia casertana che il Governo Berlusconi e, con esso, la maggioranza di centrodestra in Parlamento stanno perseguendo sin dal loro insediamento alla guida del paese. “Il tradizionale scambio di auguri-spiega il senatore Carlo Sarro-quest’anno assumerà una valenza doppia perchè da sei mesi siamo al Governo del Paese e perché come Pdl siamo il primo partito e forza di maggioranza in Parlamento. La visita del Sottosegretario Cosentino, oltre che testimonianza chiara dell’attenzione che il centrodestra riserva al nostro Matese, ci darà la possibilità di illustrare i tanti provvedimenti già attuati e messi in cantiere a favore dei cittadini, dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa al pacchetto sicurezza, dalla Social Card alla soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania, passando per le misure di sostegno, gli incentivi ed i benefici previsti per famiglie, lavoratori e imprese in questo difficile momento di crisi economica, e di recepire le ulteriori istanze che da questo territorio vengono rivolte al Governo Berlusconi attraverso noi che facciamo parte della maggioranza parlamentare”.


IL PDL PLAUDE ALL'INIZIATIVA DEL SEN.SARRO IN MERITO AL TRASFERIMENTO DEI REPERTI ARCHEOLOGICI PRESSO IL MUSEO DI PIEDIMONTE MATESE.


COMUNICATO STAMPA


Il Coordinamento Cittadino del PdL esprime vivo apprezzamento per l'iniziativa annunciata dal Senatore Sarro (nella foto) di sensibilizzare il Ministro dei Beni Culturali, Senatore Sandro Bondi, in merito al trasferimento presso il Museo Civico di Piedimonte Matese delle collezioni archeologiche ritirate nel 1973, ed attualmente in deposito presso il Museo Archeologico di Napoli.
E' da anni che il Senatore Sarro lavora per la costituzione di un polo culturale nel Capoluogo matesino in linea con la tradizione della nostra Città; già da Sindaco ha promosso la realizzazione dell'auditorium di San Domenico, il recupero della Biblioteca Comunale, e la ristrutturazione e riqualificazione dei locali del Museo Civico, questo dopo un trentennio di degrado ed abbandono.
Sempre nella sua qualità di Sindaco ha curato il recupero delle collezioni museali custodite dal compianto Prof. Dante Marrocco, Direttore del Museo Civico.
In particolare, grazie all'intesa raggiunta con l'allora Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Caserta, on. Riccardo Ventre, tradotta nel Protocollo di intesa del 20/02/2001, alla cui definizione lavorò attivamente l'allora Consigliere Provinciale, dott. Daniele Ferrucci, fu assegnato al Comune di Piedimonte un contributo straordinario di 400 milioni di lire, che permise di completare i lavori e rendere possibile, nel dicembre del 2004, la riapertura delle sale del Museo nell'occasione intitolato al suo fondatore Raffaello Marrocco.
Con il suo autorevole intervento il Sen. Sarro, permettendo di recuperare anche le collezioni archeologiche, completa un lavoro iniziato nel 1999 (con la delibera n. 464 del 10 settembre), per il rilancio delle strutture culturali della nostra Città.



Il Coordinamento Cittadino di FI - PdL

Scuole Aperte al Liceo “Quercia”.


Marcianise. una giornata di riflessioni, approfondimenti e discussioni. Nell’Auditorium del Liceo “Quercia” di Marcianise (nella foto) si è tenuta martedì la manifestazione inaugurale del progetto Scuole Aperte, annualità 2008-09, “La scuola: una palestra per la vita”. Finanziato dalla Regione Campania, il progetto è stato ideato in un’ottica di collaborazione interistituzionale; la rete di partenariato, che sta concretamente realizzando le attività programmate, è costituita, oltre che dal “Quercia”, istituto capofila, dal Secondo Circolo Didattico di Marcianise, dalla Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco” di Marcianise, dal Comune di Marcianise, dall’ASL CE 1 di Marcianise, dalle associazioni “Oratorio Parrocchiale San Michele Arcangelo”, “Sirio Onlus Cultura, emozioni e tradizioni”, “Amicizia e solidarietà senza barriere onlus” di Marcianise, e dal “Cine Club Vittoria” di Casagiove. Iniziate ufficialmente nel corso del mese di settembre, le tante attività formative ed educative, coordinate dalla Prof.ssa Tiziana D’Errico, saranno oggetto di riflessioni, approfondimenti e discussioni. “Lo spirito della manifestazione, ha affermato il prof. Diamante Marotta, Dirigente Scolastico del “Quercia”, è quello di ribadire il pluriennale impegno del liceo marcianisano nell’ambito della promozione della cultura della legalità e della pace, dell’inclusione sociale attraverso la conoscenza, del rispetto dell’ambiente e della persona. Si cercherà di fare il punto sui diversi moduli, educazione alla salute, legalità, diritti dei diversamente abili, tutela del territorio, intercultura, volontariato, informatica, cinema, che costituiscono l’ossatura del progetto”. La giornata prevede performances artistiche e musicali degli studenti del “Quercia” e degli alunni del Secondo Circolo Didattico. Presentati dalla liceale Luigia Gionti, si esibiranno Michele Delle Curti, della V I liceo scientifico, che suonerà al piano la “Sonata OP. 27 n.2” di Ludwing Van Beethoven, ed il coro stabile “Voci Bianche” del Secondo Circolo, che
canterà “Pensa” di Fabrizio Moro e “Jingle Bells” di James Pierpont. Saranno, inoltre, proiettati il video-clip “La Pace”, realizzato dagli alunni della “Bosco”, e le slides del Progetto IFTS-CIPE, curate da Michelangelo Giannino. Durante la manifestazione saranno premiati le alunne e gli alunni del “Quercia” che si sono distinti per merito scolastico, anche nell’ambito delle molteplici attività promosse dalla scuola nel corso dell’anno 2007-2008. Interverranno Corrado Gabriele, Assessore Regionale Istruzione, Formazione e Lavoro; Nicola Ucciero, Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione; Giuseppe Moretta, Assessore Provinciale alle Politiche Culturali; Vincenzo Di Matteo, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale; Umberto Cimmino e Fiamma Spena, Componenti Commissione Straordinaria Comune di Marcianise; i Consiglieri Provinciali di Marcianise, Angelo Golino, Vincenzo Letizia, Angelo Piccolo e Gerardo Trombetta; i Rappresentanti delle scuole, degli enti e delle associazioni del partenariato di Scuole Aperte. Precisa e puntuale l’organizzazione della manifestazione, curata dai Proff. Domenico Ferraro, Francesco Caso, Michele Antonio Piccirillo e Giancarlo Pignataro. Un ringraziamento particolare va, inoltre, al personale ATA, che, coordinato dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, Luigi Arnoldo, con cortesia e professionalità, contribuirà, ancora una volta, alla positiva riuscita dell’evento.


Prof. Pasquale Delle Curti

Funzione Strumentale Rapporti con il Territorio

26 dicembre 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO DI SAN GREGORIO MATESE CRITICA L’OPERATO DEL SINDACO DE LELLIS.


San Gregorio Matese. Il gruppo di opposizione del Pd in seno al Consiglio Comunale di San Gregorio Matese con un comunicato stampa ha augurato a tutti i cittadini un sereno natale e un felice anno nuovo, facendo anche alcune considerazioni in merito al ritiro delle dimissioni annunciate dal sindaco Antonio De Lellis e poi ritirate. “Il primo cittadino fa un’interpretazione da Oscar per convincere tutti che si dimette per motivi di salute, e al ventesimo giorno ci regala un colpo di teatro: molto rumore per nulla”, recita il manifesto affisso dall’opposizione in questi giorni in paese, a cui si aggiunge anche: “I cittadini si prodigano quotidianamente a fare la raccolta differenziata dei rifiuti, ma gli operatori ecologici, quando le condizioni meteorologiche lo permettono, raccolgono a casaccio i rifiuti, e nell’attesa che il paese diventi una mega pattumiera, il primo cittadino è interessato solo ad esibirsi in giochetti di astuzia e non si sa bene rivolti a quale fine”.

Fonte: Comunicato Stampa

La Pro loco di San Gregorio Matese organizza la 1 edizione del “Il presepe in Famiglia”.


San Gregorio Matese. La Pro Loco di San Gregorio Matese ha organizzato il 1°concorso “Il Presepe in Famiglia” mirato alla valorizzazione della antica tradizione presepiale familiare. Sono invitati a partecipare tutti coloro che vorranno preparare un presepe con le proprie idee, con la propria fantasia e soprattutto con il proprio impegno. Pertanto tutte le famiglie residenti nel territorio del Comune, che hanno realizzato un presepe nelle proprie case, possono partecipare gratuitamente a questo concorso. Non esistono limiti alla fantasia creativa per il presepe. Infatti è libera la scelta dei materiali da utilizzare, delle dimensioni e della struttura compositiva (quantità e tipologia dei personaggi, presenza i meno di riferimenti evangelici o tradizionali, tipo di ambientazione e forme architettoniche). Per iscriversi è sufficiente far pervenire la propria adesione entro il 26 dicembre 2008 mettendosi in contatto con i numeri 338.9239990 (Luigi Boiano) o 328.3276297 (Antonio Caso) oppure contattando direttamente la sede della Pro Loco sita in via Nazionale, 75 a San Gregorio Matese. I presepi verranno visionati da un’apposita giuria che stilerà una classifica fra tutti i partecipanti e verranno premiati i primi tre presepi ritenuti più meritevoli. La premiazione avverrà il 6 gennaio 2009, ricorrenza della Befana, nel corso di una apposita manifestazione a San Gregorio Matese. Scadenza domande partecipazione concorso entro 26 Dicembre 2008. Data di premiazione prevista entro 6 Gennaio 2009 giorno Epifania

Fonte: Comunicato Stampa Pro loco Boiano San Gregorio M.

Comune: atti negati, esposto al prefetto.


Ruviano.La segretaria del PCL di Ruviano, Bianca Del Vecchio, si è recata alla Prefettura di Caserta per denunciare il mancato rilascio da parte dell'autorità comunale della documentazione richiesta, fin dal 10 ottobre 2008, per l'accesso agli atti statutari e deliberativi. Tale insostenibile atteggiamento omissivo ha impedito e tuttora impedisce di svolgere la regolare attività politica e di opposizione, per l'impossibilità di operare qualsiasi analisi e controllo della gestione comunale, tenuto conto anche della mancata presenza di forze politiche di opposizione nell'ambito del consiglio. Come se non bastasse, da diversi mesi,viene esercitata un'azione discriminatoria nei confronti del Partito Comunista dei Lavoratori, che nel frattempo sta avendo un crescente consenso da parte della popolazione, al quale si cerca di impedire qualsiasi iniziativa politica. Uno degli esempi più eclatanti è stata la disposizione del Sindaco di strappare i manifesti informativi affissi dal partito, per avvisare ila cittadinanza che il Consiglio Comunale nella seduta del 07/10/08 aveva approvato una delibera con la quale si affidava la concessione decennale della gestione ecosostenibile dei boschi di proprietà dell' ente a favore di un gestore esterno. Sulla questione, il PCL di concerto con il Comitato Civico Alvignanellese, aveva richiesto l'annullamento della delibera del 07/10/08 con una petizione popolare, esprimendo parere negativo sull' operato. La risposta dell'amministrazione è stata quella di mettere in atto azioni intimidatorie e veri e propri ricatti, verso le fasce più deboli dei firmatari. Non sono mancate affermazioni denigratorie verso il partito e i suoi simpatizzanti, giungendo persino ad apostrofare i propri iscritti quali: "sporchi comunisti". Se accade tutto questo, la responsabilità è anche degli enti locali, quali la Pro Loco, l'ANSPI, eccetera, e dell'omertà di una minoranza dei cittadini, che invece di vigilare e curare gli interessi della comunità, sono troppo spesso preoccupati di non contrastare determinate decisioni discutibili e potenzialmente dannose, temendo forse, il taglio di finanziamenti e favoritismi, a proprio uso e consumo. Chi ha agito con arroganza e prepotenza, non ha di che gioire, dal momento che, da parte del partito e col pieno appoggio di tutti i simpatizzanti, ci sarà sempre il massimo impegno e un accresciuto vigore, per contrastare e combattere tutto ciò che è ingiusto ed è consumato ai danni della nostra comunità. (Bianca Del Vecchio, e-mail: compagna.bianca@gmail.com).




Fonte:teleradionews

Nogaro nomina diacono Ferrante.


Caserta. Biagio Ferrante, nativo e residente da sempre a San Nicola la Strada, è tra i nuovi diaconi della Diocesi di Caserta ordinati domenica 21 dicembre durante una solenne cerimonia religiosa officiata dal Vescovo Mons. Raffaele Nogaro (nella foto) nel Duomo di Caserta. È una grande festa in città, dove Ferrante è molto noto e molto amato. L’ordinazione si avrà nella Chiesa Cattedrale per la Preghiera e l’imposizione delle mani di S. E. monsignor Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta, che, “eleverà al Signore l’Inno di lode e di ringraziamento per il dono di questi nuovi ministri che eserciteranno la diaconia della parola, della liturgia e della carità a servizio della nostra amata Chiesa”. Il lieto annuncio arriva come tappa importante di un percorso di “nuova evangelizzazione” in itinere in Diocesi di Caserta grazie alla personalità caritatevole e pastorale del Vescovo Nogaro. Biagio Ferrante ha 54 anni ed è sposato con la signora Maiello Filomena, ha due figli Matteo e Alessandro ed è impiegato nelle ferrovie dello Stato. Ha iniziato gli studi da circa 6 anni presso la Scuola Diocesana per i Ministeri ed il Diaconato Permanente; attualmente svolge il suo servizio pastorale come accolito nella parrocchia Santa Maria degli Angeli in San Nicola la Strada, dove risiede.


Nunzio De Pinto

GIUSEPPE FICHELE PREMIATO IN CAMPIDOGLIO.


Cancello Arnone. Dopo oltre un anno il suo cammino è ancora duro e tortuoso, il mondo dello spettacolo è difficile da percorre e malgrado Giuseppe Fichele ( nella foto) ha vissuto per circa un anno a Roma tra agenzie del settore, non è riuscito ancora ad avere il suo momento di svolta definitivo. Oggi è in attesa di incidere il suo primo Cd con il quale dovrebbe presentarsi al suo pubblico con brani inediti di sua composizione. Anche questo un passaggio non facile, Giuseppe tiene duro e aspetta il momento topico per allargare la sua platea e passare tra i Big della musica. Intanto il 16 di questo mese ha incassato un altro riconoscimento in una manifestazione che si è svolta a Roma al Campidoglio “ L’OSCAR DEI GIOVANI” per il settore cantautori. La manifestazione di premiazione è stata organizzata dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, dalla Provincia di Roma, Presidenza del Consiglio e dal Centro Europeo per il Turismo. Presenti personalità politiche e Religiose in rappresentanza del Vaticano e del Governo. Sono stati premiati tantissimi personaggi anche delle Forze dell’ordine. Premi alla carriera tra cui Ennio Morricone, Lina Wertmuller, Gina Lollobrigida ed Oreste Lionello. Artisti della pittura e ancora spettacolo, Luisa Corna, Lando Buzzanca, Sergio Assisi, Nino Frassica. Per la Moda Lavinia Biagiotti. Giornalisti, Medici, Cultura, Musica Classica ed Imprenditori. Giuseppe Fichele ci ha dichiarato:”Ho vissuto un altro momento bellissimo della mia vita, in mezzo a tanti personaggi famosi ho potuto sentirmi orgoglioso del mio lavoro, che malgrado riserva tante difficoltà, ti dà anche dei bellissimi momenti di gioia. Non mi sento arrivato, ma sento che il mio momento per sfondare sta maturando”.


Mattia Branco

UN TRIONFO IL CONCERTO DI NATALE DELLA CORALE POLIFONICA DEL LICEO LINGUISTICO “JAMES YOICE” DI PIEDIMONTE MATESE.


Piedimonte Matese – Un vero e proprio trionfo per la Corale Polifonica del Liceo Linguistico “James Yoice” nel Concerto di Natale eseguito nella bellissima Basilica di S. Maria Maggiore, gremita in ogni suo angolo da un pubblico attento ed entusiasta. Brillante e fine presentatrice l’affermata diva televisiva Christiane Filangieri (nella foto) che, per una serata, è tornata a vivere l’atmosfera e le emozioni del la scuola dove, per cinque anni, si è formata nel carattere e nello scibile come alunna modello. Entusiastici apprezzamenti non solo per la performance canora ma principalmente per la presenza in città di una scuola come il Liceo Linguistico “James Yoice “ sono stati espressi dalle autorità presenti iniziando dal sindaco avv. Vincenzo Cappello per finire al presidente della Comunità Montana del Matese dr. Fabrizio Pepe. Il vescovo di Alife - Caiazzo mons. Pietro Farina ha sottolineato l’alta valenza spirituale del concerto che ha saputo creare il vero clima natalizio “in un’alternanza di ritmi e atmosfere, con una sequenza trascinante e talvolta commovente di lodi al Signore, di esaltazione della fede e di inni alla preghiera”. Nel salutare le autorità ed il numeroso pubblico presente la preside del Liceo Lina Di Lullo ha illustrato l’offerta formativa del Liceo e l’attività didattica svolta nel corso dell’anno non disgiunta dalle attività extracurriculari come la recitazione, il canto, il ballo, la pittura. “ Discere in laetitia”, Apprendere in letizia, questo il motto non scritto della scuola. I nostri alunni, ha affermato la preside, vivono il momento scolastico con grande senso di responsabilità ma anche con grande allegria e gioia che questa sera fanno rivivere nei canti natalizi. Il concerto è stato arricchito dalle voci soliste di Antonio Accarino, Rossella Iovine e Maria Irma Zaccaria e dalle ex alunne Ylenia Bianchi, Daria D’Aloia, Angela Parente, Moira Paterno, Valeria Pavone, Giuseppe Petrazzuoli, Paola Sollo e Elda Volpe, applauditi a scena aperto da lunghi e fragorosi applausi. Il prof. Umberto Geremia ha tracciato il cammino compiuto dalla Corale, iniziato con il primo esperimento didattico avviato nel 1996 con canti natalizi della tradizione germanica; progetto reso possibile grazie alla disponibilità ed alle alte qualità artistiche di Marianna Della Paolera, allora diplomanda presso il Conservatorio musicale di Benevento. Il battesimo vero della Corale avvenne nel 1998 quando il coro, forte di circa 50 elementi , decide di tenere un proprio concerto nella chiesa della SS. Annunziata di Piedimonte Matese. La manifestazione ha una notevole risonanza tant’è che negli anni successivi “Il Canto di Natale” si consacra come un appuntamento tra i più significativi delle manifestazioni del Natale a Piedimonte Matese. La corale nei dieci anni di vita oltre a consolidare la popolarità ed il successo dei concerti di Natale, che toccano numerosi centri del casertano e beneventano, vince per tre volte consecutive il Concorso Mayfest dei Salesiani e, nel 2006 arriva il premio “ migliore organizzazione e professionalità” nella sezione “cori professionali” del Mayfest. Numerose le richieste di esibizione pervenute dopo il trionfo del “ Canto di Natale “ di quest’anno. Per Domenica 28 dicembre è in programma il concerto nel comune di Ailano e successivamente nel comune di Pietramelara organizzato dalla locale Pro Loco.


Nicola Iannitti

25 dicembre 2008

www.corrierematese.blogspot.com Augura un Buon Natale e Felice Anno Nuovo.


Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo da
www.corrierematese.blogspot.com


L’anno che si sta concludendo è stato particolare, tante vicende, tanti fatti da raccontare, da vivere e da comunicare. In un mondo complesso dire cose facili spesso è difficile, ma a volte quelle semplici risultano anche le più banali... Per cui io vi auguro dal cuore un felice Natale.
Buon Natale, a tutte le persone con le quali abbiamo condiviso e sperato, a chi leggendo ha sognato, a chi ha tanto immaginato, a tutti gli altri che hanno semplicemente guardato,
Un buon Natale va anche a voi amici, che avete dato.
Auguri!!!!


Il Direttore
Pietro Rossi

GLI AUGURI DEGLI AMICI DI WWW.TELERADIONEWS.ALTERVISTA.ORG.


Ringraziamo il collega Gianni Gosta e gli amici del sito Teleradionews a cui facciamo i migliori auguri di Buon Natale e felice anno nuovo.




24 dicembre 2008

IN ARRIVO LE RISORSE PER GLI AMBITI EDA. REGIONE E PROVINCIA PRENDONO A MODELLO IL COMITATO EDA DI PIEDIMONTE MATESE.


Piedimonte Matese. A margine della conferenza Provinciale presieduta dagli Assessori Provinciali Milani e Ucciero è stato dato l’annuncio che sono a disposizione per questo settore circa otto milioni di Euro. La Regione Campania, Assessorato alla Formazione Professionale e Istruzione, ha appena approvato il riparto dei fondi per gli ambiti territoriali dell’educazione agli adulti. Durante i lavori della conferenza provinciale dell’Eda, convocata dall’Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Nicola Ucciero, svoltasi lunedì 22 dicembre, presso la struttura nuova della provincia a Caserta, il Comitato Locale di Piedimonte Matese, presieduto dal professor. Marco Fusco, è stato preso a modello da esportare negli altri ambiti che ancora non sono riusciti ad attivarsi per adeguarsi alle linee-guida emanate dalla regione Campania.
“Arrivano finalmente le risorse- dichiara il presidente del Comitato Eda ce 5 prof. Marco Fusco (nella foto)-. Ora si apre la stagione delle proposte di carattere operativo. La giunta regionale ha deliberato l’assegnazione delle risorse per gli ambiti Eda. In tutto circa otto milioni di euro che saranno dsitribuiti secondo quanto si è riusciti a fare. Il Nostro Comitato avrà delle premiliatà e quindi risorse aggiuntive. Lo hanno detto gli Assessori Ucciero e Milani. Il Comitato Eda è il luogo dove può realizzasi l’unica vera programmazione territoriale in merito alla istruzione e formazione. Il Comitato locale nasce come la cabina di regia di tutte le iniziative che si muovono sul territorio; la sua naturale vocazione è quella di condurre un’azione concertata affinché non ci siano azioni ridondanti ed inutili con spreco delle risorse che la Comunità Europea ci mette a disposizione, ma soprattutto disinvestendo di fatto sulle potenzialità del territorio stesso. Tutto questo è stato fatto in questi anni su Piedimonte Matese Il Comitato, forte della credibilità e del ruolo che ha assunto, andrà avanti secondo le tappe già prefissate e col chiaro convincimento che questa sia orami la strada da seguire: solo attraverso un vero lavoro di rete e solo attraverso il confronto e la scelta congiunta, infatti, si potrà riuscire a salvaguardare il sacrosanto diritto di un territorio di avere servizi per l’istruzione e la formazione che siano degni di questo nome. A Gennaio la conferenza provinciale per l’Eda partirà proprio da Piedimonte Matese con una prima proposta sull’asse Istruzione-Formazione- Lavoro. Raccogliamo oggi ciò che abbiamo seminato in questi anni grazie a un gioco di squadra che ha visto protagonista la Comunità Montana del Matese. Non posso non ringraziare- conclude Fusco- la fiducia riposta nella mia persona dal Presidente della giunta dottor. Fabrizio Pepe con il quale c’è e ci sarà sempre un rapporto di stima e di cordialità”.

Pietro Rossi

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO DELLA SCUOLA MEDIA “VITALE”APPROVA LA DECISIONE DI INTITOLARE LA PALESTRA DELLA SCUOLA A GIOVANNI CRISPINO.


Piedimonte Matese. Il consiglio d’istituto della scuola media “G. Vitale” di Piedimonte Matese ha dato il via definitivo per l’intitolazione della nuova palestra a Giovanni Crispino(nella foto), giovane studente la cui vita è stata spezzata prematuramente lo scorso anno a causa di una grave malattia. Nella seduta dello scorso 19 dicembre, il Consiglio ha approvato all’unanimità e con vivissimo apprezzamento la decisione di intitolare il nuovo locale sportivo, oggetto di lavori di riqualificazione giunti quasi al termine, a Giovanni, che nel corso della sua breve vita si è distinto per l’impegno costante, la generosità verso gli altri e per l’entusiasmo verso la pratica sportiva, nonché per l’interesse verso la sua stessa scuola, tanto da voler sostenere coraggiosamente l’esame di terza media benché il suo male avanzasse sempre più. La proposta del nobile gesto di intitolazione è stata suggerita alla scuola dalla Giunta Comunale di Piedimonte Matese, guidata dal sindaco avv. Vincenzo Cappello, che lasciava al Consiglio d’Istituto della Vitale la decisione finale. Approvando la proposta, e concludendone quindi l’iter burocratico, il Consiglio si è impegnato a mettere in essere ogni iniziativa per la manifestazione di intitolazione, con la quale il nome di Giovanni Crispino resterà per sempre legato all’istituto.

Pietro Rossi

Festa di Natale al Centro Sociale Polivalente "Terza Età".




Piedimonte Matese. Il Natale è dietro l’angolo e fervono ovunque i preparativi per i festeggiamenti. Alcune associazioni ed enti di Piedimonte Matese, come ogni anno, si riuniscono per qualche momento nelle loro sedi per scambiarsi gli auguri natalizi trascorrendo qualche minuto insieme. L’altro ieri è stata la volta del Centro Sociale Polivalente “Terza Età”, che il presidente Antonio Corbo ha riunito in serata nella biblioteca comunale per augurare a tutti i membri, e in generale a tutti i cittadini, un buon natale, gustando in compagnia qualche dolce natalizio, e facendo quattro chiacchiere, magari sul come si trascorreranno le festività. Presenti per l’occasione numerosi ospiti, tra cui il sindaco di Piedimonte avv. Vincenzo Cappello (nella foto a sinistra) e Augusto Massi (nella foto a destra), consigliere delegato ai servizi sociali. E nella stessa giornata, anche i volontari del nucleo di Protezione Civile di Piedimonte, coordinati dal geom. Enzo Mone, sempre presenti a garantire la sicurezza di ogni manifestazione cittadina, hanno voluto rivolgere alla cittadinanza i più sentiti auguri per l’imminente Natale e per il nuovo anno, festeggiando nella loro sede assieme a tutti i volontari, agli amici e ad alcuni membri dell’amministrazione comunale, tra cui il sindaco Cappello.




Pietro Rossi

23 dicembre 2008

L'Italia dei Valori solidale con i parcheggiatori.


Comunicato Stampa


Piedimonte Matese. IDV di Piedimonte Matese, nell’esprimere a tutta la cittadinanza gli auspici di serene e propizie festività natalizie, manifesta la propria convinta solidarietà e vicinanza umana al parcheggiatore Antonio Di Chello, alla sua famiglia, alla cooperativa dei parcheggiatori di Piedimonte Matese Minerva Sanitas e al suo presidente Di Costanzo, per la vile aggressione che Antonio ha subito qualche giorno orsono nell’esercizio della propria professione. Proprio in questi giorni di festa è doveroso che la comunità piedimontese si stringa attorno, con spirito di tolleranza e di fraternità, a quei concittadini che stanno riscoprendo nei valori del lavoro e della famiglia, le motivazioni e gli stimoli per uscire definitivamente da esperienze negative. Questo percorso di recupero morale e sociale assume particolare significato e tanto più va assecondato quando si accompagna ad assunzione di responsabilità genitoriali esercitate con dignità. IDV che condivide già dalla sua istituzione il progetto promosso dal SERT di Piedimonte Matese, invita l’Amministrazione Comunale e il Sindaco avv. Vincenzo Cappello a perseverare in questa ottica di attenzione alle fasce di disagio della nostra città, tesa a favorire l’assunzione di responsabilità e il senso di appartenenza alla nostra comunità di quei giovani che avevano individuato nell’alcolismo e/o nelle sostanze stupefacenti degli effimeri e pericolosi rimedi ad un emarginazione sociale che si avverte divenire pericolo sempre più incombente in questa società egoistica ed edonistica. Allo stesso tempo IDV sollecita Amministrazione Comunale e SERT a regole e controlli sempre più stringenti e tempestivi affinchè i rapporti tra parcheggiatori tutti e cittadini siano improntati a correttezza, trasparenza e rispetto rigoroso dei regolamenti.

IDV di PIEDIMONTE MATESE

Pubblicata l'autobiografia dell'On. Antonio Di Pietro.


Inizio da oggi la pubblicazione di alcuni brani tratti dalla mia autobiografia, intitolata "Il guastafeste", pubblicata da "Ponte alle Grazie" e scritta dal mio intervistatore, Gianni Barbacetto.
"Da Mani pulite all'Italia dei valori, dal lavoro di magistrato a quello di fondatore e capo di un partito politico, questo libro racconta la mia esperienza politica e umana. Molti si sono rammaricati perché lasciai anzitempo la magistratura e soprattutto lasciai a metà il lavoro di « pulizia ». Altri mi hanno rimproverato di aver sprecato l'occasione della mia vita quando, all'indomani delle dimissioni, non ne approfittai per diventare l'« uomo forte » che l'Italia sembrava attendere, presentandomi immediatamente alle elezioni. Altri ancora mi hanno snobbato da subito, convinti che durante l'inchiesta di Mani pulite ero stato un burattino nelle mani di altri e che quindi rappresentavo solo una bolla di sapone, un « soufflé » destinato a essere risucchiato nell'oblio nello spazio di un mattino. Si sa, la vita pubblica è come il gioco del calcio: c'è chi gioca e chi, dagli spalti, è bravo a dar consigli o a criticare inferocito. La questione di fondo è, però, scegliere che cosa si vuole fare, se il giocatore o lo spettatore. E io ho scelto di fare il giocatore, con tutti i rischi e le incertezze del mestiere ma anche tutte le soddisfazioni che può dare l'orgoglio di essere in campo, pronti ogni volta a giocarsi la partita della vita. E così, dopo aver appeso al chiodo la toga e aver rinunciato agli allori di Mani pulite, inchiesta per la quale ero stato riverito in tutto il mondo, non mi sono rassegnato ad appendere anche le scarpe. Sia chiaro: non ho lasciato la magistratura per un capriccio o perché avevo progetti alternativi. L'ho lasciata con la morte nel cuore perché costretto dalle circostanze: erano stati messi in discussione il mio operato investigativo e la mia dignità umana. Da magistrato ho fatto il mio dovere e ne ho pagato le conseguenze: ma se dovessi ritornare indietro rifarei l'inchiesta nello stesso modo e con la stessa determinazione di allora. Forse con qualche scaltrezza e qualche accorgimento in più: ma solo perché ora ho capito meglio i suoi rituali e le sue ipocrisie. Così mi sono messo in politica. L'ho fatto a ragion veduta: da magistrato avevo scoperchiato i malanni del sistema politico e imprenditoriale italiano, dunque ho pensato che da politico avrei potuto contribuire a trovarne la cura, che per me consisteva e consiste ancora essenzialmente nel ricambio generazionale della classe politica. Ho quindi iniziato una nuova avventura, ricominciando da zero: ho fondato un partito nuovo, ho girovagato di città in città, di piazza in piazza cercando di creare un nuovo ceto politico. In questi anni, passo dopo passo, mattone dopo mattone, sono riuscito a costruire una casa nuova per tanti cittadini ed elettori scontenti, con buona pace di coloro che pensavano che il mio successo da magistrato fosse stato uno scherzo del destino. Certo, non è stato facile e i lavori sono ancora tutti in corso, ma le fondamenta ora ci sono tutte e sono anche belle solide. Non sempre la ciambella è riuscita con il buco e qualche volta mi è capitato di incappare in qualche ferro vecchio o in qualche mela marcia, ma questi sono gli incerti del mestiere; e chi non sbaglia mai scagli la prima pietra. L'importante è liberarsi immediatamente delle zavorre non appena si riesce a riconoscerle come tali, e io sempre così mi sono comportato e mi voglio comportare. Anche ora che faccio politica però – così come mi era successo da magistrato – montano le critiche e le riserve sul mio operato. Vengo spesso apostrofato nei modi più disparati: antidemocratico, populista, giustizialista, eversivo, pericoloso, malvagio, « analfabeta democratico », e chi più ne ha più ne metta. Sembra a volte che la colpa di tutto quello che è accaduto negli ultimi quindici anni sia mia e non di chi ha commesso reati e ruberie varie, di chi ha approfittato del proprio ruolo per farsi i comodi suoi (e anche leggi a proprio uso e consumo). Allora mi sono detto: ma è veramente così? Davvero sono io l'anomalia di questo Paese? Davvero sono io in errore e non invece chi ha bisogno di denigrare me per giustificare sé? In fondo qual è la mia colpa? Certo, anche da politico ho sempre insistito nel denunciare le ruberie della mala amministrazione e le furbizie della politica, ma ho sempre ritenuto che questo fosse un merito e non un demerito. Sono domande che mi rimbombano nella testa soprattutto quando giro per strada, organizzo e partecipo a manifestazioni, mi confronto con i cittadini comuni. Tutte queste persone hanno del mio operato una visione totalmente diversa dai signori del Palazzo: mi ringraziano, mi stimolano ad andare avanti, chiedono un impegno ancora maggiore, si riconoscono nelle mie battaglie, politiche di oggi e giudiziarie di ieri. Ho ancora dentro di me il calore dei partecipanti alle manifestazioni di piazza Navona, ho davanti agli occhi il Circo Massimo e tante donne e uomini, che, pure essendo stati lì chiamate dal Partito democratico, facevano la fila ai gazebo dell'Italia dei valori per firmare il referendum contro il lodo Alfano; rivivo la calda accoglienza degli studenti e degli insegnanti alla manifestazione del 30 ottobre contro la legge Gelmini; sento sulla mia pelle l'incondizionata fiducia ricevuta dai lavoratori di Alitalia… Non posso essere io il giudice di me stesso: per questo vorrei rivolgermi idealmente ai cittadini e ai lettori e chiedere a loro che cosa pensano del mio operato. Le domande che porrei sono sostanzialmente due. Primo: da magistrato, ho fatto bene o ho fatto male a fare l'inchiesta Mani pulite nei modi e con i metodi con cui l'ho fatta? Secondo: da politico, ho fatto bene o ho fatto male a fondare un nuovo partito per rilanciare la questione morale e la legalità nella politica e negli affari, oppure per questi temi etici bastano i partiti esistenti? Sono domande, però, a cui vorrei che i cittadini – i veri e soli giudici del mio operato – potessero dare una risposta dopo aver ascoltato anche la mia versione dei fatti, giacché finora sono stato sempre « processato » solo da chi – in totale conflitto d'interessi con la mia azione prima di magistrato e poi di politico – ha avuto e ha convenienza a screditare il mio operato. Ecco, da queste riflessioni è nata l'idea di un libro che racconti la mia verità. Più che un libro è una confessione « sotto giuramento », resa ad un giornalista serio e indipendente come Gianni Barbacetto. Con le sue domande senza filtro, Barbacetto si è messo nei panni di un cittadino-giudice-lettore che voglia valutare il « fenomeno Di Pietro » in modo informato. Alla fine del dialogo tra me e Barbacetto, ci siamo domandati, e insieme a noi l'editore: che titolo diamo a questo lavoro? Gira e rigira, il primo titolo a cui abbiamo pensato è stato come il primo amore, ci è tornato sempre in mente: Il guastafeste. In fondo è vero: sono stato e sono un guastafeste, nel senso più letterale del termine però, e ne sono orgoglioso. Svolgendo il mio lavoro ho « guastato la festa » a politici maneggioni, ho interrotto il banchetto di imprenditori senza scrupoli, ho scoperchiato le pentole della Casta, ho sbugiardato speculatori e finanzieri d'assalto, ho ridicolizzato le mille ipocrisie di cui si circonda il Palazzo. Per carità, niente di eccezionale, ho fatto solo il mio dovere: ma di questi tempi, fare il proprio dovere sembra sia diventata un'anomalia."

Il Dott. Librera nominato responsabile del Dipartimento diritto alla casa.


COMUNICATO STAMPA
‘POPOLARI UDEUR CASERTA’


Nei giorni scorsi nuove nomine all'interno del direttivo dei Popolari Udeur Caserta. Il commissario cittadino Francesco Brancaccio, infatti, ha nominato il dottor Mario Librera (nella foto)responsabile del dipartimento Diritto alla casa. «In primis mi preme ringraziare il segretario cittadino Brancaccio e l’onorevole Angelo Brancaccio - ha dichiarato Librera dopo la nomina - persone che mi hanno dato fiducia e alle quali spero di poter ripagare dopo l’incarico affidatomi. Con Francesco ho avuto un grande feeling immediatamente ed è stato proprio questo ad alimentare ancor di più il mio senso di appartenenza alla grande famiglia Udeur. Cercherò di portare avanti con impegno e determinazione il progetto quale responsabile del dipartimento del Diritto alla casa. Sicuramente agevolato dal mio impegno quotidiano come geometra dello IACP di Caserta, posso dire di sentire cucito addosso questo incarico, in simbiosi con Francesco Brancaccio, a breve sarà operativo lo sportello per i cittadini e il mio impegno sarà totale per la buona riuscita dell’iniziativa. Cercherò di essere un valido aiuto per la rinascita di questo grande partito. Sarò operativo il prima possibile - ha concluso Librera - al fine di non deludere né le aspettative dei cittadini né la fiducia riposta in me dai grandi esponenti regionali del nostro partito».

Auguri e per festeggiare insieme, Tabula rasa vi regala una Xmas guide!.



Xmas events/all free

27 dicembre 08 ore 19.00
Chiesa di San Sebastiano/Guardia Sanframondi/BN
Polifonica Alphonsiana/Incanto sacro

28 dicembre 08 ore 19.30
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
Nuova Luce alla nostra storia/Riapertura ufficiale dell’Abbazia del Santo Salvatore
Polifonica Alphonsiana/Incanto sacro

29 dicembre 08 ore 18.30
Auditorium Ilario Roatta/Villa Fiorita/Sant’Agata De’ Goti/BN
Fermarono i Cieli/concertoCanti sacri della tradizione popolare
con Ambrogio Sparagna e Peppe Servillo

30 dicembre 08 ore 20.00
Piazza Vari/Piazza Commestibili in caso di pioggia/Benevento
FaBene/Forum ambientale provincia di Benevento
Discede/Riotown/Pozzo di San Patrizio
BANDABARDO’/ingresso libero

3 gennaio 09 ore 19.30
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
Carosongs/tributo a Renato Carosone

6 gennaio 09 ore 19.30
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
Le Guarattelle di Salvatore Gatto/teatrino popolare
Befana solidale/N:EA

11 gennaio 09 ore 19.30
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
Quello che non ho
10 anni senza Faber con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De André



Tabula rasa / Passion included
www.tabularasaeventi.net

22 dicembre 2008

La soddisfazione del PRC per la pubblicazione del bando concernente le misure di contrasto alla povertà.



Comunicato Stampa



Piedimonte Matese. Il Partito della Rifondazione Comunista-circolo di Piedimonte Matese esprime grande soddisfazione per la pubblicazione del bando concernente le misure di contrasto alla povertà relative all’anno 2009, che traccia un segnale di continuità rispetto allo scorso anno. Il nostro partito si è impegnato sin dallo scorso anno affinchè tali misure fossero realmente mirate al reinserimento sociale ed al sostegno alle fasce più deboli della nostra città, evitando inutili elargizioni a pioggia come accaduto nei periodi precedenti. Siamo riusciti, attraverso l’operato del nostro consigliere comunale, a mettere in campo un’azione trasparente- attraverso controlli incrociati che hanno portato ad individuare i richiedenti che effettivamente rientravano nei parametri previsti dal bando- ma, soprattutto, a dare un sostegno economico sostanziale (circa 270 euro mensili ) oltre che a coinvolgere i 30 beneficiari delle misure in lavori socialmente utili avviando un percorso di effettivo inserimento nelle dinamiche sociali della città. Il Prc dimostra grazie ai fatti di essere vicino alle fasce più deboli della nostra città e chiediamo a tutta la maggioranza di fare altrettanto, approvando alla prima occasione utile un nostro ordine del giorno per contrastare il carovita e l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità in cui chiediamo: di attivare tavoli specifici allo scopo di calmierare i prezzi dei generi alimentari di prima necessità all’interno dei quali possano partecipare i gruppi di acquisto popolari e solidali; di determinare l’esposizione dei prezzi alla sorgente e di effettuare controlli specifici periodici sui prezzi e sulla qualità dei prodotti; di istituire spacci popolari comunali che abbiano il ruolo di vendere a prezzi calmierati i beni di prima necessità e di favorire lo sviluppo di pratiche di autorganizzazione popolare, di creazione di nuovi modelli di consumo solidale e di lotta al carovita; di non determinare incrementi tariffari di propria competenza che gravano ulteriormente sui bilanci familiari,e di programmare degli specifici interventi rivolti alle fasce di cittadini più in difficoltà che prevedano la rateizzazione “lunga” delle bollette del gas, dei rifiuti, dell’acqua, ripartendo gli interessi di ritardo di pagamento sul monte complessivo degli introiti assicurati dalle utenze; di promuovere un regolamento comunale per l’Istituzione di un mercato per produzioni di qualità locali, agricole e artigianali e del mercato equo e solidale contro il carovita.


Vincenzo Sisto

Segretario Circolo PRC Piedimonte Matese

Ma gia’ da un secolo la musica abitava in casa Puccini.







Il 22 dicembre di 150 anni fa nasceva a Lucca Giacomo Puccini, uno dei grandi compositori italiani, autore di opere liriche immortali, “Bohème”, "Tosca”, “Turandot”, “Madama Butterfly”, “La fanciulla del West” eccetera, amate dai melomani ma anche dal grande pubblico.
Molti enti culturali, in Italia e nel mondo, in questi giorni celebrano la ricorrenza. Un ricordo speciale è stato allestito naturalmente a Lucca: una straordinaria mostra che si intitola “Puccini e Lucca”. Si trova nel trecentesco Palazzo Guinigi. Occupa sette grandi sale zeppe di fotografie, spartiti, oggetti appartenuti al maestro, e soprattutto documenti, alcuni finora inediti. La mostra è stata realizzata dalla professoressa Gabriela Biagi Ravenni, docente di musicologia all’Università di Pisa, presidente della Fondazione e del Centro Studi Puccini, una delle massime esperte della vita e delle opere di Puccini, che ha lavorato in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine, politiche e culturali, in particolare con il Comune nella persona dalla dottoressa Letizia, assessore alla Cultura..
La professoressa Ravenni ha giustamente voluto illustrare non solo la vita e l’attività del compositore, ma anche la storia della sua famiglia. <”Penso che non ci sia nessun altro grande compositore che abbia alle spalle una “famiglia” di eccezionali musicisti come Puccini ”, dice in questa nostra intervista esclusiva. E aggiunge: “Nelle biografie, negli articoli riguardanti Giacomo Puccini, quasi sempre si ricordano i luoghi dove egli visse quando era già famoso e dove compose le sue opere: Torre del lago, Viareggio, Milano. Si trascura Lucca, da cui egli se ne era andato, per vicende personali, all’inizio della carriera. Ma ha sempre molto amato la sua città. Non si può parlare di Puccini trascurando Lucca. Qui è nato, qui si è formato, qui, e solo qui, sono profondamente radicate le sue radici musicali ”.
“In che senso? “, chiediamo
“Giacomo Puccini è il prodotto di una grande famiglia di artisti che ha dominato la vita musicale di Lucca per due secoli. Una “dinastia” di cinque generazioni, composta da musicisti di alto livello. Nel Settecento e Nell’Ottocento, il titolo più prestigioso per un musicista era quello di “Socio” della “Accademia Filarmonica di Bologna”. I più famosi musicisti europei venivano in Italia per conseguire quel titolo. Anche Mozart. Ebbene, tutti gli antenati di Puccini furono Accademici della Filarmonica.
Un’altra caratteristica di quella singolare dinastia sta nel fatto che era costituita da una linea diretta: padre e figlio, padre e figlio. Niente rami collaterali. E per di più con doti musicali eccellenti ricevute anche dalle madri “.
Quando ebbe inizio la dinastia musicale dei Puccini?
Nel 1700. Il primo Puccini della serie si chiamava anche lui Giacomo. Visse dal 1712 al 1781. Studiò a Bologna, dove divenne Accademico della Filarmonica. Quando tornò a casa, era già famoso e la Serenissima Repubblica di Lucca lo nominò primo maestro organista della Cattedrale e direttore della Cappella Palatina. Lasciò molte composizioni importanti. Ebbe parecchi figli, ma solo un maschio sopravvisse, Antonio, che divenne musicista come il padre e alla morte del genitore ne prese il posto. Antonio, anche lui Accademico della Filarmonica e fecondo compositore, trasmise l’arte al proprio figlio Domenico, che è forse il più conosciuto degli antenati dell’autore di “Bohème” perché alcune sue composizioni vengono ancora eseguite. Domenico trasmise il suo genio a Michele, il padre di Giacomo, che a Lucca fu non solo compositore e organista, ma anche insegnate e direttore dell’Istituto musicale. Quando morì, nel 1864, Giacomo, unico maschio con sei sorelle, aveva soltanto sei anni
E seguì le orme del padre .
Era destino. Il maestro Giovanni Pacini, famoso compositore pure lui, tenne il discorso ufficiale al funerale di Michele Puccini, e, dopo aver ricordato i meriti del defunto e il dolore dei familiari e di tutta la città per la perdita di un grande uomo, si rivolse al piccolo orfano “solo superstite ed erede di quella gloria, che i suoi antenati si meritarono nell’arte armonica, e che forse potrà egli far rivivere un giorno”. Parole profetiche di una aspettativa che tutti a Lucca desideravano .
Quindi il piccolo Giacomo cominciò subito a studiare musica
Sembra invece che non ne volesse sapere. Era un bambino vivace, ribelle, inquieto, monello, non amava studiare. Andava malissimo in matematica. Perdeva il tempo a caccia di nidi, di uccellini. Fu la madre, Albina Magi, ha insistere amorevolmente ma continuamente affinchè si mettesse a studiare musica. La accontentò quando aveva dieci anni. Ho recentemente scoperto un documento da cui si ricava che, a quell’età, Giacomo fu iscritto all’Istituto musicale che era stato diretto da suo padre. Ma nella classe di violino. Probabilmente non ne voleva sapere di diventare un compositore. Fu un insegnante, Carlo Angeloni, a farlo innamorare della musica. Era anche lui un appassionato cacciatore e parlando con il ragazzo di battute di caccia, di cani, di trappole e di uccelli, ne acquistò la fiducia e riuscì a fargli amare quell’arte per la quale era nato con un immenso talento. Giacomo passò dalla classe di violino a quella di composizione e progredì con passi da gigante .
I primi studi musicali quindi Puccini li fece a Lucca .
Si diplomò a Lucca. Decise poi di andare a studiare anche al “Regio Conservatorio” di Milano che era già allora la più importante scuola di musica. Si iscrisse nel 1880 e tre anni dopo si diplomò con una composizione “Capriccio sinfonico” che entusiasmò pubblico e critici del tempo .
E tornò a Lucca. Ma vi rimase poco. Se non sbaglio se ne andò per non tornare più nella sua città. Come mai?
La ragione per cui Puccini si allontano “fisicamente” da Lucca sta in una vicenda sua personale. Nel 1885, dopo il successo ottenuto a Milano con la sua prima opera, “Le villi”, una giovane donna di Lucca, Elvira, si innamorò pazzamente di lui. Era la moglie di un compagno di scuola di Giacomo, e aveva due figli piccoli, uno di pochi mesi. Lasciò marito e figli per scappare via con Puccini. Per Lucca fu un grande scandalo. Tutta la città era contro i due amanti. Puccini fu ripudiato dalla propria famiglia e non potè più tornare a casa. Ma amava la città delle sue radici e, nel corso della sua esistenza, ebbe diverse dimore, tutte molto vicine a Lucca .
La sua storia con Elvira non fu molto felice
Una grande passione iniziale, finita poi con un lunga tormentosa convivenza piena di liti, di incomprensioni, di tristezza. Si dice che la causa di tutto fosse la folle gelosia di Elvira, alimentata peraltro dalle scappatelle del maestro che aveva un grande fascino sulle donne. Ma io penso che la causa di quel matrimonio tormentato avesse radici più serie. C’è una lettera di Puccini alla moglie dove il maestro scrive una frase molto significativa: “Tu, quando usi la parola arte lo fai con scherno”. Parole amare per un grande artista. Indicano che Elvira non era in sintonia con lui. Un uomo come Puccini probabilmente aveva bisogno di una donna che fosse più vicina alla sua arte. Elvira non riuscì mai ad esserlo
Però, nonostante tutto, Giacomo Puccini non si separò mai dalla moglie .
Ci fu un momento in cui la separazione sembrava imminente. Nel 1909, Elvira aveva assunto una cameriera, Dorina Manfredi, una ragazza del luogo, di 23 anni. Una ragazza buona, semplice, riservata. All’inizio tutto filava tranquillo. Poi la gelosia di Elvira si scatenò. Immaginava che la ragazza avesse una relazione con Giacomo e cominciò a perseguitarla, la licenziò dicendo in giro di averla trovata a letto con il marito. Non era vero niente. La povera ragazza, sconvolta dallo scandalo, si suicidò. Ci fu un’inchiesta e poi un processo ed Elvira venne condannata. Tutti gli amici suggerivano a Puccini di separarsi dalla moglie. Anche l’editore Ricordi. Ma Giacomo, pur soffrendo terribilmente di quella situazione , non volle lasciare Elvira. Non poteva dimenticare che Elvira per suo amore si era messa contro tutti. Puccini aveva un grande cuore. Era un buono, un generoso, non era cinico, come qualcuno ha scritto. Ma non fu fortunato in amore. E neanche nella vita. Perché morì nel 1924, per un tumore alla gola e aveva soltanto 66 anni. Solo la musica gli diede grandissime soddisfazioni e continua a dargliene perché le sue opere sono tra le più amate in tutto il mondo .

Renzo Allegri
giornalista - scrittore
renzo@editorialegliolmi.it

Didascalie delle foto

Foto 3. Ritratto di Giacomo Puccini risalente dal 1896, quando il maestro aveva 38 anni. Il maestro è morto a Bruxelles, il 29 novembre 1924, dopo essere stato operato per un tumore alla gola.

Foto 2. Rara foto di Giacomo Puccini. Il maestro era un appassionato cacciatore.

Foto 1. La professoressa Gabriella Biagi Ravenni, docente di musicologia all’Università di Pisa, autrice di varie pubblicazioni riguardanti Puccini e i suoi antenati musicisti.

Festeggiamenti di Natale e cani abbandonati lungo le strade. Indifferenza e consumismo? Dove sono i canili? Le Istituzioni scendano in campo.







Alife - Appello e Monito dell'Ambasciatrice di Pace Agnese Ginocchio per un Natale altro più equo, più sobrio e più solidale. Ci risiamo, la solita storia, ci ritroviamo alle imminenti feste natalizie, catturati dalle sfavillanti luci degli addobbi natalizi, dalle cure per la propria casa, dal cenone di Natale, dal vestito e dal regalo da ricevere, insomma a tutto si pensa tranne che ricordare l'essenza o meglio il vero significato di questa tradizionale ricorrenza, che non é da celebrare come festa materialistica e consumistica, bensì festa in cui dovrebbero essere messi in rilievo quei valori importanti come la difesa della vita e la pratica della solidarietà attiva in tutte le sue sfacettature e triangolazioni. Invece capita di assistere sempre più spesso a scene di indifferenza totale verso le problematiche del territorio, a partire da quelle che potrebbero essere le più banali, ma che in certe circostanze, per chi é costretto a farne esperienza in prima persona, diventano veramente difficili da affrontare a causa dell'assenza di servizi e strutture sociali nel territorio. Nella giornata di domenica 21 Dicembre 2008, mentre la maggior parte della cittadina era alle prese degli eventi natalizi che sis tavano svolgendo nel centro storico della città, c'é stato chi invece da un altro fronte é stato costretto ad assistere in diretta ad una scena di impotenza che ha suscitato non poco sconcerto e rabbia. Ma veniamo subito al dunque e non ci dilunghiamo di più. A raccontarci l' accaduto la Testimonial della Pace Agnese Ginocchio, protagonista dell'accaduto. Di seguito riportiamo la sua testimoniza, invitando la società civile a riflettere su queste parole." Potrebbe essere banale, proprio perché si parla di animali, ma vi assicuro che non lo é affatto, in quanto anche queste creature, considerate i migliori amici dell'uomo, sono dono di Dio e vanno rispettati in quanto tali. Mi é capitato al ritorno da Grazzanise, sulla strada statale in direzione verso Alife, dopo il ponte Margherita esattamente quasi all'altezza del nuovo distributore della Repsol, assistere ad una scena che mi ha profondamente indignata. Ho visto sulla strada un cane, un pastore tedesco, penzolante e a stento camminare. Le sue zampe posteriori le poggiava a terra con molta difficoltà, nel suo affannoso cammino ho notato qualcosa di strano, il dorso posteriore da un lato presentava come una specie di deformazione, é probabile che la povera bestia, sia stata investita da qualcuno e poi abbandonata al proprio stato. A stento riusciva a camminare, con molto affanno proprio come una persona storpia. Era ora di pranzo e dovevo recarmi a casa perché mi aspettavano, ma mi ero subito riproposto di recarmi nuovamente sul posto non appena mi sarei liberata dagli impegni di casa. Così ho fatto e verso le ore 16:00 mi sono rimessa in auto in direzione della strada dove ho incontrato la bestiola. Sulla corsia di andata (in direzione del ponte Margherita) non ho visto nulla, in compenso ho individuato una pattuglia dei carabinieri in sosta per i controlli. Sono arrivata con l'auto fino al ponte Margherita, poi subito mi sono immessa sulla corsia di ritorno, o meglio la stessa strada percorsa in mattinata. Mentre camminavo ad un certo punto, un pò prima del neo distributore della Repsol individuo da lontano la bestia, si trovava dentro una stradina privata, al lato destro della statale. Sono entrata dentro con l'auto e, dopo essermi accertata della non pericolosità dell'animale, sono scesa dall'auto per osservarla meglio da vicino. Mentre scendevo ho visto l'animale venirmi incontro con molto affanno, quasi come se volesse domandarmi: "Aiutatemi, sto male"!!! Questo é quello che ho percepito. Dietro a lui subito un altro cane, si é avvicinato per farmi festa. Sono stata lì, ho cercato di fare qualche foto per documentare il fatto (quelle che vedete in questo servizio) poi subito mi sono rimessa in auto per andare ad avvisare immediatamente la pattuglia dei carabinieri che si trovava lì vicino. La pattuglia dei carabinieri di Alife, molto gentili devo dire, dopo alcuni minuti la mia segnalazione, si sono recati sul luogo dove si trovava il cane, dove nel frattempo mi ci ero recata nuovamente, e dopo essersi resi anche loro conto del fatto, mi hanno messo al corrente che purtroppo, a causa dell'assenza di canili e di strutture sociali nel nostro territorio in grado di ospitare animali, pochissime sarebbero state le possibilità di sistemare la bestiola da qualche parte. Tuttavia, dopo i vari accertamenti, mi avevano assicurato che avrebbero fatto il possibile per segnalare il caso e mandare qualcuno a prelevare la bestia. Dopo essersene andati, in quanto erano stati chiamati per un altro servizio di monitoraggio sul territorio, io sono rimasta ancora lì a fare compagnia alla bestiola, anzi alle bestiole, perché ne erano 2, nella speranza che potesse sopraggiungere qualcuno ( erano infatti passate molte auto, mi avevano anche vista, ma nessuno si é fermato), e che soprattutto potesse arrivare il proprietario della casa confinante (assente nel momento che si erano svolte queste indagini) e spiegarmi qualche particolare in più sulla bestia. Dopo un pò di tempo ho sentito dei rumori e da lontano ho visto un uomo che stava tagliando la legna. L'ho chiamato, mi sono avvicinata a lui e gli ho chiesto se lui fosse a conoscenza della storia di quel cane abbandonato e storipio. Il signore mi ha risposto che purtroppo quell'animale si trovava lì già da un pò di tempo, che quando era arrivato presentava le stesse condizioni fisiche che sopra ho descritto. Il signore mi aveva riferito che per compassione lui insieme agli altri vicini delle confinanti case, portava qualcosa alla bestiola per non farla morire di fame e che inoltre quel posto era diventato un ritrovo di cani abbandonati, tant'é che pure lui, avendo un pò di terreno davanti la propria abitazione, si era visto costretto a prendersi cura di due o tre cani, pur di non farli morire al proprio destino. Dopo tutte le notizie raccolte, mi sono rimessa in auto e ritornata a casa, con una profonda indignazione dentro di me. Nessuna delle nostre istituzioni finora si é preoccupata di dare una sistemazione a queste povere bestiole abbandonate. Non ci sono strutture adeguate. Non è giusto che gli animali siano lasciati soli e abbandonati dopo essere stati usati e sfruttati dai propri padroni. Anche queste sono igiustizie, violazioni di diritti. Mentre pensavo a tutte queste cose sono sopraggiunta a casa. Il corso principale della città era addobbato con decori natalizi, luci sfavillanti, bancarelle per il mercatino di Natale, gente lungo la strada che spensierata camminava ammirando le bellezze natalizie. Ed io che ero appena ritornata da un' ennesima scena di degrado sociale....Ho provato un senso di nausea e di ribellione a questo sistema di concepire le cose e la vita. Non è giusto. Ma di quale Natale stiamo parlando? C'é una profonda spaccatura nell'ordine sociale, un divario enorme, uno scontro di civiltà. Un dilemma, uno stile di vita subdolo e superficiale, deviante e dispersivo, che banalizza l'esistenza umana fino a renderla schiava della materia, a deformarla nel suo concetto primario, quello cioé di affermare il valore della cittadinanza attiva di sentirsi cioé cittadini attivi e solidali, appartenenti non ad un solo mondo, ma al mondo di tutti, cittadini quindi che si muovono e si impegnanpo per la difesa del bene comune, bene di tutti, che si impegnano per la salvaguardia del creato, dono di Dio, che si adoperano per la tutela di ogni specie di vita, a partire da quelle animali, che sono anche dono di Dio. La crisi, prima di essere definita crisi economico-politica, é innanzitutto crisi d'identità interiore, malanno sociale, piaga profonda; l'umanità lacerata dal disordine morale, dal male dell'indifferenza, dal culto dell'esteriorità e dell'apparenza. Fumo che il vento disperde e porta via....Si é perso il senso del vivere. Lo scenario al quale assistiamo é indecoroso, mortificante e banalizza l'essenzialità dell'uomo. L'uomo nasce e viene al mondo se non per uno scopo: quello di globalizzare il valore della solidarietà e per dare il proprio contributo a costruire a quella che viene definita la civiltà della Giustizia e della Pace senza confini. Quando si esce fuori e si stravolgono i connotati di questo grande progetto d'Amore, allora l'uomo ed il mondo vanno alla deriva fino allo sfascio e alla distruzione totale. Ma di, e a quale uomo ci sentiamo di appartenere, NOI ,Uomini e Donne del terzo millennio? Dove vertono i nostri interessi? Quale Natale festeggiare dunque? Un'appello alle istituzioni locali perché siano più attente alle problematiche che riguardano il territorio. Fare politica significa servire la comunità, assicurare quei servizi, a partire da quelli più banali, che consentono un minimo di vita dignitosa, che assicurano condizioni di vivibilità a tutte le specie di vita. Non lasciamo i cani abbandonati per strada per favore, é una tristezza infinita vederli abbandonati come barboni ad un immane destino. Quanti divari intorno a noi. Bisogna correre ai ripari. Eppure non ci vogliono grandi sforzi per migliorare le cose, ma bisogna possedere però un ingrediente indispensabile: buona volontà, cooperazione, condivisione e infine partecipazione. Un appello perché si rifletta meglio sulle proprie risorse e sulle spese da gestire. Basta con gli sprechi di denaro pubblico male investiti in feste patronali, sagre dispersive, cenoni succulenti e addobbi natalizi e fuochi spettacolari. Meno esteriorità e più compassione per favore, con-passione!!! Un rilancio dunque per uno stile di vita più equo, più sobrio e più solidale, perché sia Pace vera e Giustizia senza confini per tutti. Un'appello alla mobilitazione delle coscienze a scendere in campo per ripristinare il senso, l'ordine, la sicurezza, la difesa dei Diritti e della Vita per tutti! Auguri di Buon Natale di Pace e di Impegno solidale senza confini. Auguri di Buon 2009 di altrettanto Impegno sociale perché migliorino le condizioni sociali di ogni uomo e donna della Terra. Shalom" !

Agnese Ginocchio-Ambasciatrice internazionale per la Pace

Gli auguri del sito www.montidelmatese.com


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