03 gennaio 2009

SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI.



SETTORE POLITICHE GIOVANILI E DEL FORUM REGIONALE DELLA GIOVENTU’
Oggetto: Linee Operative per i Giovani – Anno 2008 – Avviso.

AZIONE“C” “PROGETTIAMO - SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA
DI POLITICHE GIOVANILI”.

AZIONE C PROGETTIAMO - SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI - PATROCINIO - AVVISO.



Potranno essere rilasciati patrocinii con o senza contributo nei casi di eventi o iniziative coerenti con le finalità del settore e dell’Assessorato. Il patrocinio\mecenatismo è trattato dalla dottrina giuridicamente quale sponsorizzazione impropria o impura e dunque come ipotesi di contratto con prestazioni a carico del solo proponente ( art. 1333 del c.c.) o di contratto gratuito atipico in quanto il patrocinato si limita a tollerare la divulgazione del nome dell’Ente che sovvenziona.
Azioni soggette a contributo
I contributi di patrocinio su progetto possono essere erogati per idee programmatiche o progettuali o eventi coerenti con le politiche di settore definite nella Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa il 21 maggio 2003.
Le azioni soggette a contributo dovranno essere una o più delle seguenti politiche di settore definite nella
detta Carta europea e dunque :
􀀀 Politica dello sport, del tempo libero e della vita associativa;
􀀀 Politica di formazione e di educazione che favorisca la partecipazione dei giovani;
􀀀 Politica di accesso alla cultura e alla creatività;
􀀀 Politica di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale;
􀀀 Politica di lotta alla violenza e alla delinquenza;
􀀀 Politica di lotta alla discriminazione;
􀀀 Politica di accesso ai diritti.
Sarà dedicata una particolare attenzione alla programmazione e progettazione di azioni che dimostrino la piena attitudine ad azioni di impatto di coinvolgimento, di partecipazione e di cittadinanza attiva. I programmi\progetti dovranno essere presentati in un formato e in una logica programmatica tale da permettere al settore un monitoraggio in itinere ed ex post e dovranno prevedere un evento finale con presentazione dei risultati attesi.
Attori richiedenti
Possono presentare progetti anche in rete :
􀀀 Istituzioni scolastiche statali;
􀀀 Organismi che conducono attività oratoriali o similari;
􀀀 Associazioni aventi finalità statutarie rivolte ai Giovani e iscritte ai sensi dell’art.5 della LR
14/89 all’Albo regionale delle Associazioni giovanili ( vedasi D.G.R. n. 8829 del 28/11/1997).
Ammissibilità
I richiedenti possono inoltrare al massimo un progetto.
Criteri di assegnazione del contributo
I criteri sono quelli definiti nell’allegato D.
Contributo Regionale
In caso di finanziamento di contributo inferiore all’importo richiesto l’ente dovrà rimodulare il piano finanziario dimostrandone la fattibilità. Al fine di garantire una larga platea di beneficiari il contributo erogato non sarà superiore a € 10.000,00.
Procedura
La procedura sarà a sportello e la presentazione delle domande potrà avvenire entro le finestre sotto indicate e la valutazione e selezione avverrà per tutte le domande che perverranno entro il giorno 20 di ciascun mese.
L’inizio della procedura verrà pubblicizzato sul sito www.giovani.campania.
Una volta dichiarati ammissibili e finanziabili i progetti\programmi il settore potrà concertare con i beneficiari ulteriori miglioramenti o adeguamenti per renderli ancora più coerenti con gli obiettivi e le strategie regionali.
Per poter accedere al contributo, i soggetti indicati debbono far pervenire alla Regione Campania – Settore Politiche Giovanili – Centro Direzionale, Isola A/6, piano 2°, 80143 Napoli – a pena di
esclusione, entro e non oltre le ore 12.00 di una delle seguenti scadenze : 20 gennaio 2009, 20
febbraio 2009, 20 marzo 2009, una specifica domanda ( vedasi Format allegati B e C) con la quale candidare proposte progettuali per accedere ai contributi regionali. Non farà fede il timbro postale di spedizione, ma esclusivamente la data di arrivo.
Le domande verranno valutate in ordine di arrivo al protocollo e verranno finanziate esclusivamente quelle ritenute idonee fino ad esaurimento del fondo.
Non sarà possibile presentare domande per più di una scadenza pena la inammissibilità delle stesse. La domanda, a pena di esclusione, è formulata secondo quanto previsto nei rispettivi allegati e firmata dai Legali rappresentanti degli enti richiedenti. Alla istanza dovranno essere inderogabilmente accompagnati, pena la non valutabilità della stessa, i relativi ulteriori allegati completi in ogni loro parte. La mancata presentazione di ciascuno degli allegati richiesti non consentirà la valutazione della proposta progettuale. Tutta la documentazione con i relativi allegati dovrà pervenire, a pena di esclusione, alla Regione anche in formato elettronico. Il settore potrà aprire altre finestre in caso di economie sullo stanziamento da comunicarsi sul sito
www.giovani.campania;
Motivi di inammissibilità
Non saranno ammessi alla valutazione della Commissione per l’eventuale concessione di finanziamento o
contributo i progetti :
• progetti trasmessi oltre il termine di scadenza;
• progetti non conformi alla modulistica;
• progetti privi delle firme richieste;
• progetti privi delle richieste fatte a pena di esclusione;
• progetti non corrispondenti agli obiettivi contenuti nelle “Linee Operative”;
• progetti presentati da soggetti che non hanno ancora presentato rendicontazioni già richieste dal settore regionale;
• progetti non coerenti con quanto previsto dai relativi decreti dirigenziali.
Oneri ammissibili e non al contributo.
Non verrà in nessun caso finanziata, ancorché documentata, ogni tipo di spesa non strettamente
finalizzato alla realizzazione del progetto.
Per essere considerati ammissibili, i costi devono essere:
a) necessari per l’attuazione del progetto;
b) previsti nel piano finanziario presentato;
c) generati durante la durata del progetto;
d) effettivamente sostenuti e registrati nella contabilità dei soggetti attuatori;
e) identificabili, controllabili e attestati da documenti giustificativi originali.
Le spese ammissibili dovranno essere ricondotte tra le seguenti macrotipologie :
a. spese di promozione e pubblicità ( costi che derivano direttamente dalle esigenze di realizzazione del progetto quali, a titolo esemplificativo, diffusione di informazioni, realizzazione di materiale informativo, come brochure, pubblicazioni);
b. spese di organizzazione ( in questa voce verranno indicati i costi per spese di progettazione
intervento, di analisi dei fabbisogni e di individuazione profilo di utenza, di coordinamento e direzione, di monitoraggio e valutazione);
COSTI INDIRETTI : rispetto a questa voce sarà possibile rendicontare in modo forfettario un ammontare massimo del 7% della compartecipazione finanziaria regionale a titolo di costi indiretti1.
1 Per costi indiretti si intende i costi generali attinenti e riferiti al progetto e quindi ammissibili ma non direttamente imputabili allo stesso.
In particolare, per costi indiretti si intende:
- Costi generali per l’amministrazione e la gestione del progetto;
- Costi per gli spazi fisici (laboratori, uffici), inclusi i costi di affitto, di deprezzamento dei locali e dell’equipaggiamento, delle utilities
(acqua, riscaldamento, consumi elettrici), delle assicurazioni e delle manutenzioni;
- Costi per telecomunicazioni, spese di collegamento in rete, spese postali e per le forniture d’ufficio.
c. spese di funzionamento ( rientrano le spese per l’acquisto dei servizi e delle forniture necessari all’espletamento delle attività progettuali, beni di consumo, noleggio spazi, attrezzature, impianti, compresi i costi per i servizi connessi, comprendendo l’evento finale e dunque la relazione finale sull’attività svolta, le manifestazioni conclusive, la elaborazione di reports e studi relativi al progetto realizzato).
N.B. Il limite massimo della seguente voce, pena la inammissibilità del progetto, non potrà
essere superiore complessivamente, rispetto al contributo regionale al progetto, a :
B - Spese organizzazione 10 %
Valutazione per l’ammissibilità a contributo dei progetti.
I soggetti partecipanti che risulteranno ammissibili al contributo, dovranno, entro il termine definito nella relativa comunicazione dalla data di ricevimento della stessa, inviare la documentazione eventualmente richiesta dal Settore. Il settore, una volta dichiarati ammissibili i progetti, potrà avviare un azione di concertazione con i beneficiari al fine di una migliore realizzazione degli stessi.
N.B.: Il mancato invio della documentazione richiesta, entro i termini stabiliti, comporterà la
decadenza del diritto alla concessione del contributo.
Verifiche e monitoraggio
Sarà dedicata una particolare attenzione alla programmazione e progettazione di azioni che dimostrino la piena attitudine ad azioni di impatto di coinvolgimento, di partecipazione e di cittadinanza attiva. I programmi\progetti dovranno essere presentati in un formato e in una logica programmatica tale da permettere al settore un monitoraggio in itinere ed ex post.
Tutti progetti dovranno inoltre prevedere un evento finale di presentazione dei risultati. I progetti finanziati, potranno essere sottoposti a verifiche intermedie e monitoraggi per una valutazione finale circa il raggiungimento degli obiettivi prefissati e il gradimento dell’utenza, ciò ai fini della funzione di “warning”, durante l’avanzamento intermedio ( milestones”).
In caso di accertamento di motivi che inducono a ritenere non realizzabile la continuazione dell’attività progettuale, o nel caso si riscontri un uso non corretto dei fondi erogati, potrà essere disposto, in qualsiasi momento, l’interruzione del finanziamento e chiesta la restituzione della somma già versata con atto di decadenza\revoca sanzionatoria.
Modalità per l’erogazione del contributo
Una volta ricevuta la comunicazione di finanziamento il soggetto beneficiario potrà richiedere al settore la liquidazione della anticipazione della somma e in tal caso, per i soggetti privati, ciò sarà possibile dietro presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa. Detta fideiussione
dovrà contenere :
􀀀 una validità per la durata del progetto e fino a presentazione di rendiconto finale che
consentirà lo svincolo da parte del settore,
􀀀 la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale,
􀀀 operatività entro 15 gg. a semplice richiesta scritta della Regione.
In caso di mancata richiesta di anticipazione il settore liquiderà la somma a presentazione di
rendicontazioni parziali del 50% o finale.
A tal fine il soggetto beneficiario entro il termine di 30 giorni dalla fine delle attività progettuali come indicate dal progetto è tenuto a trasmettere al Settore secondo il format allegato :
a. una adeguata relazione circa lo svolgimento dell’iniziativa realizzata, atta ad evidenziare la sostanziale corrispondenza dell’attuato rispetto al programmato, al fine di confrontare i risultati attesi e quelli effettivamente conseguiti, effettuando una valutazione delle difficoltà incontrate e del grado di soddisfazione raggiunto, rappresentando eventuali nuove esigenze e potenzialità emerse nel corso del progetto. La relazione può essere integrata con materiale grafico, fotografico ed audiovisivo. La non presentazione della relazione comporterà l’esclusione dai contributi nei 2 anni successivi.
b. un rendiconto che evidenzi le spese sostenute e le entrate, comprensive anche degli eventuali concorsi finanziari da parte di altri enti.
La documentazione di spesa in allegato dovrà essere consegnata in originale, o in alternativa in copia conforme. I documenti di spesa dovranno essere intestati ai soggetti che hanno chiesto la concessione del contributo.
Il rendiconto va sottoscritto dal legale rappresentante e dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti o Sindacale, se previsto per legge o per Statuto, o dal Responsabile del Procedimento per gli enti pubblici; in caso contrario il consuntivo è sottoscritto dal legale rappresentante dell’ente beneficiario, il quale dichiara di assumerne la diretta e piena responsabilità.
N.B.: Eventuali inadempienze comportano l’esclusione dai contributi negli anni successivi
secondo tipologie e casi definiti negli appositi provvedimenti dirigenziali di definizione delle
procedure e degli avvisi.
La Regione non assume responsabilità alcuna in merito all’organizzazione ed allo svolgimento di
manifestazioni, iniziative e progetti ai quali ha accordato contributi finanziari.
Nessun rapporto od obbligazione dei terzi potrà essere fatto valere nei confronti della Regione la quale verificandosi situazioni irregolari o che comunque necessitino di chiarimenti, può sospendere l’erogazione del contributo e, a seguito degli accertamenti, decretarne la revoca sanzionatoria. La concessione del contributo è vincolata all’impegno del soggetto beneficiario ad utilizzarlo esclusivamente per le finalità per le quali è stato accordato.
Gli enti pubblici, le associazioni e tutti i soggetti che ricevono contributi da parte della Regione per la realizzazione di progetti, sono tenuti a far risultare, pena la revoca del contributo, dagli atti e mezzi con i quali effettuano pubblico annuncio e promozione delle iniziative suddette che le stesse vengono realizzate con il concorso della Regione. È fatta salva la possibilità per l’amministrazione regionale di richiedere, attraverso le proprie strutture, ulteriori elementi di documentazione delle spese attinenti al programma finanziato. In caso di irregolarità e di ritardi nelle rendicontazioni la Regione potrà con atto di autotutela sanzionatoria dichiarare la
revoca\decadenza dei contributi e la restituzione. Non è presa in considerazione una spesa maggiore di quella preventivata e sulla cui base era stato concesso il contributo.
N.B. CONTRIBUTI - : Contributi ad imprese: ritenute IRPEF 4% (art. 28, c. secondo, DPR 600/73; Ris.
150/95).
“L’art. 21, paragrafo 3, Regolamento CEE n. 4253/88 del 19.12.1988, come modificato dal Regolamento CEE n. 2082/93 del 20.7.1993, e l’art. 32, paragrafo 1, Regolamento CE n. 1260/99 del 21.6.1999, prevedono che i pagamenti ai beneficiari degli aiuti finanziari (ndr: di provenienza comunitaria) devono essere effettuati senza alcuna detrazione o trattenuta che possa ridurre l’importo al quale hanno diritto”, per la prevalenza della normativa comunitaria su quella nazionale (Min. Ec. e Fin. , nota n. 27647 del 20.3.2002; Ris. 108, del 4.8.2004). La ritenuta deve essere operata anche nei confronti di quei soggetti che, pur non rivestendo la qualifica di imprenditori commerciali, abbiano conseguito redditi di natura commerciale, anche occasionalmente svolta, o posseggano, più in generale, redditi rientranti tra i redditi
d’impresa (Ris. 11/606 del 25.8.1989; Ris. 11/027 dell’11.1.1988; Ris. 11/1036 del 22.10.1983, Ris. 8/531 dell’8.5.1980; Ris. 8/1420 del 24.7.1979; Ris. 8/997 del 8.5.1979; Ris. 8/541 del 25.7.1978 e Ris. 8/1003 del 20.9.1977).
I contributi concessi ad altri enti pubblici per le attività dagli stessi espletate per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che dette attività non assumano il carattere della commercialità, non scontano la predetta ritenuta. In generale, ai fini della determinazione dell’assoggettabilità del contributo alla ritenuta “de quo” non rileva che l’ente beneficiario non abbia scopi di lucro, bensì il contenuto reale dell’attività oggettivamente svolta (Ris. 11/606 del 25.8.1989). I contributi concessi ad associazioni, società, gruppi sportivi, culturali, ecc. non scontano la predetta ritenuta se erogati per consentire alle associazioni “de qua” di promuovere attività per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che tali attività non assumano il carattere della commercialità e sempre che dalle stesse delibere di concessione dei contributi, esplicitamente e formalmente, risulti che gli stessi sono concessi ad associazioni classificabili
tra i soggetti di cui alla lettera c) del comma 1 dell’art. 73 del TUIR, per il compimento di fini istituzionali e non per lo specifico svolgimento di attività che, seppure collaterali a quelle d’istituto, assumono la natura commerciale (Ris. 11/803 del 18.8.1990; Ris. 11/027 dell’11.1.1988 e Ris. 1/1268 del 3.8.1979 con cui viene definita l’impresa).
I contributi assegnati a, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, in quanto Enti non soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche ai sensi dell’art. 74 del TUIR, non scontano la predetta ritenuta. (Ris. 11/733 del 11.11.1991; Ris. 8/645 dell’8.1.1993). I contributi concessi ad altri enti pubblici non commerciali concessi e destinati all’eventuale attività commerciale, anche se occasionalmente svolta, scontano la predetta ritenuta; invece se i contributi vengono concessi agli stessi per attività di natura non commerciale, o per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che tali attività non rivestano il carattere
della commercialità, intesa nel più ampio senso di cui sopra, non si dà luogo all’applicazione della
predetta ritenuta (Ris. 11/606 del 25.8.1989).


(Fonte: Ufficio progetti Comunitari)BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 55 DEL 29 DICEMBRE 20084 / 17

OGGI TRIBUTO A RENATO CAROSONE A S.SALVATORE TELESINO.


COMUNICATO STAMPA


Passioni d’autore
Le tracce discrete della musica e della parola
III edizione 28 dicembre-11 gennaio
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
3 GENNAIO/09 ore 19.30 CAROSONG/TRIBUTO A Renato Carosone



Dopo il notevole successo della Polifonica Alphonsiana, quartetto vocale, che ha incantato tutti i presenti alla riapertura ufficiale dell’Abbazia del Santo Salvatore il 28 dicembre; il programma di Passioni d’autore prevede per domani, 3 gennaio 2009, un concerto dedicato al grande Renato Carosone che merita sicuramente uno spazio importante nella nostra rassegna! Talentuoso musicista, versatile performer, Renato Carosone seppe mescolare lo swing, il jazz con la cultura partenopea e infondere un’ironia tale alle sue numerose composizioni, da renderle canzoni originali ed indimenticabili. Del suo vasto repertorio i Carosong riproporranno una bella versione di molti pezzi famosi come Tu vuo’ fa l’americano, Pigliate na’ pastiglia, Torero che rimase in classifica per 14 settimane, al primo posto, nella Hit Parade Nord Americana; fu tradotta in 12 lingue e di sole incisioni americane ne esistono 32.
Vi aspettiamo numerosi, l’ingresso è libero e ci sarà anche un bicchiere di Piedirosso per i partecipanti!
comunicazione/ tabula rasa eventi http://wm5.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net http://wm5.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b104526883495E3C02C77E8-495E3C02C7FB7-1230912514%7d&to=info@tabularasaeventi.net
ufficio stampa/Domenico Tescione http://wm5.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b104526883495E3C02C77E8-495E3C02C7FB7-1230912514%7d&to=d_tescione@libero.it
responsabile comunicazione/Raffaella Vitelli

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6 gennaio 09 ore 19.30Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BNLe Guarattelle di Salvatore Gatto/teatrino popolareBefana solidale/N:EA
11 gennaio 09 ore 19.30Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BNQuello che non ho10 anni senza Faber con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De André

02 gennaio 2009

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2009.



MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2009
COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE
1. Anche all'inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed
invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace.
Già il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della
Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere
popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che
favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche
situazioni di povertà. « S'afferma... e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni
Paolo II – un'altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in
condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s'è fatta più evidente, anche nelle
nazioni economicamente più sviluppate. Si tratta di un problema che s'impone alla coscienza
dell'umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la
nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l'autentico ed armonico progresso della
comunità mondiale »1.
2. In questo contesto, combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso
fenomeno della globalizzazione. Tale considerazione è importante già dal punto di vista
metodologico, perché suggerisce di utilizzare il frutto delle ricerche condotte dagli economisti e
sociologi su tanti aspetti della povertà. Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire
anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole
prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire
un'unica famiglia in cui tutti – individui, popoli e nazioni – regolino i loro comportamenti
improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità.
In tale prospettiva occorre avere, della povertà, una visione ampia ed articolata. Se la povertà fosse
solo materiale, le scienze sociali che ci aiutano a misurare i fenomeni sulla base di dati di tipo
soprattutto quantitativo, sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali caratteristiche. Sappiamo,
però, che esistono povertà immateriali, che non sono diretta e automatica conseguenza di carenze
materiali. Ad esempio, nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione,
povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono
diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una parte, a quello che viene
chiamato il « sottosviluppo morale »2 e, dall'altra, alle conseguenze negative del « supersviluppo »3.
Non dimentico poi che, nelle società cosiddette « povere », la crescita economica è spesso frenata
da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse. Resta comunque
vero che ogni forma di povertà imposta ha alla propria radice il mancato rispetto della trascendente
dignità della persona umana. Quando l'uomo non viene considerato nell'integralità della sua
vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera « ecologia umana »4, si scatenano anche le
dinamiche perverse della povertà, com'è evidente in alcuni ambiti sui quali soffermerò brevemente
la mia attenzione.
1 Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1993, 1.
2 Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 19.
3 Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 28
4 Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 38.
Povertà e implicazioni morali
3. La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo sviluppo demografico. In
conseguenza di ciò, sono in atto campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello
internazionale, anche con metodi non rispettosi né della dignità della donna né del diritto dei
coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli5 e spesso, cosa anche più grave, non
rispettosi neppure del diritto alla vita. Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della
lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani. A fronte di
ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della linea di
povertà assoluta, mentre oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla
povertà popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico. Il dato ora
rilevato pone in evidenza che le risorse per risolvere il problema della povertà ci sarebbero, anche in
presenza di una crescita della popolazione. Né va dimenticato che, dalla fine della seconda guerra
mondiale ad oggi, la popolazione sulla terra è cresciuta di quattro miliardi e, in larga misura, tale
fenomeno riguarda Paesi che di recente si sono affacciati sulla scena internazionale come nuove
potenze economiche e hanno conosciuto un rapido sviluppo proprio grazie all'elevato numero dei
loro abitanti. Inoltre, tra le Nazioni maggiormente sviluppate quelle con gli indici di natalità
maggiori godono di migliori potenzialità di sviluppo. In altri termini, la popolazione sta
confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà.
4. Un altro ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche quali, ad esempio, la malaria, la
tubercolosi e l'AIDS, che, nella misura in cui colpiscono i settori produttivi della popolazione,
influiscono grandemente sul peggioramento delle condizioni generali del Paese. I tentativi di
frenare le conseguenze di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono risultati
significativi. Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano
subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita. È
soprattutto difficile combattere l'AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano le
problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di
campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità
della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo
diminuire la diffusione dell'AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le
medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle
innovazioni terapeutiche nonché, quando sia necessario, un'applicazione flessibile delle regole
internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di
base.
5. Un terzo ambito, oggetto di attenzione nei programmi di lotta alla povertà e che ne mostra
l'intrinseca dimensione morale, è la povertà dei bambini. Quando la povertà colpisce una famiglia, i
bambini ne risultano le vittime più vulnerabili: quasi la metà di coloro che vivono in povertà
assoluta oggi è rappresentata da bambini. Considerare la povertà ponendosi dalla parte dei bambini
induce a ritenere prioritari quegli obiettivi che li interessano più direttamente come, ad esempio, la
cura delle madri, l'impegno educativo, l'accesso ai vaccini, alle cure mediche e all'acqua potabile, la
salvaguardia dell'ambiente e, soprattutto, l'impegno a difesa della famiglia e della stabilità delle
relazioni al suo interno. Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui
bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora
principalmente i figli.
6. Un quarto ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione
esistente tra disarmo e sviluppo. Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare.
5 Cfr Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 37; Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 25.
Come ho già avuto modo di sottolineare, capita che « le ingenti risorse materiali e umane impiegate
per le spese militari e per gli armamenti vengono di fatto distolte dai progetti di sviluppo dei popoli,
specialmente di quelli più poveri e bisognosi di aiuto. E questo va contro quanto afferma la stessa
Carta delle Nazioni Unite, che impegna la comunità internazionale, e gli Stati in particolare, a
“promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col
minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti” (art. 26) »6.
Questo stato di cose non facilita, anzi ostacola seriamente il raggiungimento dei grandi obiettivi di
sviluppo della comunità internazionale. Inoltre, un eccessivo accrescimento della spesa militare
rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di
disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti.
Come ha sapientemente affermato il mio venerato Predecessore Paolo VI, « lo sviluppo è il nuovo
nome della pace »7. Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più profonde
ragioni dei conflitti, spesso accesi dall'ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica.
Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti, ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese
per gli armamenti. Le risorse risparmiate potranno essere destinate a progetti di sviluppo delle
persone e dei popoli più poveri e bisognosi: l'impegno profuso in tal senso è un impegno per la pace
all'interno della famiglia umana.
7. Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l'attuale crisi alimentare, che
mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da
insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da
carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le
emergenze. La malnutrizione può anche provocare gravi danni psicofisici alle popolazioni, privando
molte persone delle energie necessarie per uscire, senza speciali aiuti, dalla loro situazione di
povertà. E questo contribuisce ad allargare la forbice delle disuguaglianze, provocando reazioni che
rischiano di diventare violente. I dati sull'andamento della povertà relativa negli ultimi decenni
indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. Cause principali di tale fenomeno sono
senza dubbio, da una parte, il cambiamento tecnologico, i cui benefici si concentrano nella fascia
più alta della distribuzione del reddito e, dall'altra, la dinamica dei prezzi dei prodotti industriali,
che crescono molto più velocemente dei prezzi dei prodotti agricoli e delle materie prime in
possesso dei Paesi più poveri. Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più
poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più
alti.
Lotta alla povertà e solidarietà globale
8. Una delle strade maestre per costruire la pace è una globalizzazione finalizzata agli interessi della
grande famiglia umana8. Per governare la globalizzazione occorre però una forte solidarietà
globale9 tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all'interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È
necessario un « codice etico comune »10, le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale,
ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano
(cfr Rm 2,14-15). Non avverte forse ciascuno di noi nell'intimo della coscienza l'appello a recare il
6 Benedetto XVI, Lettera al Cardinale Renato Raffaele Martino in occasione del Seminario internazionale organizzato
dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul tema « Disarmo, sviluppo e pace. Prospettive per un disarmo
integrale », 10 aprile 2008: L'Osservatore Romano, 13.4.2008, p. 8.
7 Lett. enc. Populorum progressio, 87.
8 Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 58.
9 Cfr Giovanni Paolo II, Discorso all'Udienza alle Acli, 27 aprile 2002, 4: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XXV, 1
[2002], 637.
10 Giovanni Paolo II, Discorso all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, 27 aprile 2001,
4: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XXIV, 1 [2001], 802.
proprio contributo al bene comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma
ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e
temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un'autentica pace. La
marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella
globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel
mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse. La Chiesa, che è « segno e strumento
dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano »,11 continuerà ad offrire il suo
contributo affinché siano superate le ingiustizie e le incomprensioni e si giunga a costruire un
mondo più pacifico e solidale.
9. Nel campo del commercio internazionale e delle transazioni finanziarie, sono oggi in atto
processi che permettono di integrare positivamente le economie, contribuendo al miglioramento
delle condizioni generali; ma ci sono anche processi di senso opposto, che dividono e
marginalizzano i popoli, creando pericolose premesse per guerre e conflitti. Nei decenni successivi
alla seconda guerra mondiale, il commercio internazionale di beni e di servizi è cresciuto in modo
straordinariamente rapido, con un dinamismo senza precedenti nella storia. Gran parte del
commercio mondiale ha interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa
aggiunta di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso reddito, che
risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi commerciali. La loro crescita ha
risentito negativamente del rapido declino, registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti
primari, che costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la gran parte
africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari continua a costituire un potente fattore
di rischio. Vorrei qui rinnovare un appello perché tutti i Paesi abbiano le stesse possibilità di
accesso al mercato mondiale, evitando esclusioni e marginalizzazioni.
10. Una riflessione simile può essere fatta per la finanza, che concerne uno degli aspetti primari del
fenomeno della globalizzazione, grazie allo sviluppo dell'elettronica e alle politiche di
liberalizzazione dei flussi di denaro tra i diversi Paesi. La funzione oggettivamente più importante
della finanza, quella cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di
sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi negativi di un sistema di
scambi finanziari – a livello nazionale e globale - basati su una logica di brevissimo termine, che
persegue l'incremento del valore delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle
diverse forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l'attività finanziaria sia a volte
guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione, a lungo termine, del
bene comune. L'appiattimento degli obiettivi degli operatori finanziari globali sul brevissimo
termine riduce la capacità della finanza di svolgere la sua funzione di ponte tra il presente e il
futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità di produzione e di lavoro nel lungo periodo.
Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi
riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia finanziaria12.
11. Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico
che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di
individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace
quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e
partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della
legalità. D'altra parte, non si può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano
all'origine di molti fallimenti nell'aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle persone e
sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell'iniziativa sembra attualmente il vero
progetto a medio e lungo termine. Se le attività economiche hanno bisogno, per svilupparsi, di un
11 Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1.
12 Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 368.
contesto favorevole, ciò non significa che l'attenzione debba essere distolta dai problemi del reddito.
Sebbene si sia opportunamente sottolineato che l'aumento del reddito pro capite non può costituire
in assoluto il fine dell'azione politico-economica, non si deve però dimenticare che esso rappresenta
uno strumento importante per raggiungere l'obiettivo della lotta alla fame e alla povertà assoluta. Da
questo punto di vista va sgomberato il campo dall'illusione che una politica di pura ridistribuzione
della ricchezza esistente possa risolvere il problema in maniera definitiva. In un'economia moderna,
infatti, il valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare reddito
presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo ineludibile, di cui si deve tener
conto se si vuole lottare contro la povertà materiale in modo efficace e duraturo.
12. Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio adeguato a una
corretta logica economica da parte degli attori del mercato internazionale, ad una corretta logica
politica da parte degli attori istituzionali e ad una corretta logica partecipativa capace di valorizzare
la società civile locale e internazionale. Gli stessi organismi internazionali riconoscono oggi la
preziosità e il vantaggio delle iniziative economiche della società civile o delle amministrazioni
locali per la promozione del riscatto e dell'inclusione nella società di quelle fasce della popolazione
che sono spesso al di sotto della soglia di povertà estrema e sono al tempo stesso difficilmente
raggiungibili dagli aiuti ufficiali. La storia dello sviluppo economico del XX secolo insegna che
buone politiche di sviluppo sono affidate alla responsabilità degli uomini e alla creazione di positive
sinergie tra mercati, società civile e Stati. In particolare, la società civile assume un ruolo cruciale in
ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente un fenomeno culturale e la cultura
nasce e si sviluppa nei luoghi del civile13.
13. Come ebbe ad affermare il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, la globalizzazione « si
presenta con una spiccata caratteristica di ambivalenza »14 e quindi va governata con oculata
saggezza. Rientra in questa forma di saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei
poveri della terra, superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e
le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di ordine sia culturale e
politico che spirituale e morale. Ci si arresta infatti spesso alle cause superficiali e strumentali della
povertà, senza raggiungere quelle che albergano nel cuore umano, come l'avidità e la ristrettezza di
orizzonti. I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione internazionale vengono
affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle persone, ma come questioni tecniche, che si
esauriscono nella predisposizione di strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello
stanziamento di anonimi finanziamenti. La lotta alla povertà ha invece bisogno di uomini e donne
che vivano in profondità la fraternità e siano capaci di accompagnare persone, famiglie e comunità
in percorsi di autentico sviluppo umano.
Conclusione
14. Nell'Enciclica Centesimus annus, Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di «
abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e popoli – come un fardello e come
fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto ». « I poveri – egli
scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la
loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero »15. Nell'attuale
mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità
di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto
a tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il
13 Cfr ibid., 356
14 Discorso nell'Udienza a Dirigenti di sindacati di lavoratori e di grandi società, 2 maggio 2000, 3: Insegnamenti di
Giovanni Paolo II, XXIII, 1 [2000], 726
15 N. 28.
degrado. La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea
divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di
profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va
vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per
mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili.
15. Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai tempi dell'Enciclica
Rerum novarum essi erano costituiti soprattutto dagli operai della nuova società industriale; nel
magistero sociale di Pio XI, di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI e di Giovanni Paolo II sono
state messe in luce nuove povertà man mano che l'orizzonte della questione sociale si allargava,
fino ad assumere dimensioni mondiali16. Questo allargamento della questione sociale alla globalità
va considerato nel senso non solo di un'estensione quantitativa, ma anche di un approfondimento
qualitativo sull'uomo e sui bisogni della famiglia umana. Per questo la Chiesa, mentre segue con
attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro incidenza sulle povertà umane, indica
i nuovi aspetti della questione sociale, non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto
concernenti l'identità dell'uomo e il suo rapporto con Dio. Sono principi di dottrina sociale che
tendono a chiarire i nessi tra povertà e globalizzazione e ad orientare l'azione verso la costruzione
della pace. Tra questi principi è il caso di ricordare qui, in modo particolare, l'« amore preferenziale
per i poveri »17, alla luce del primato della carità, testimoniato da tutta la tradizione cristiana, a
cominciare da quella della Chiesa delle origini (cfr At 4,32-36; 1 Cor 16,1; 2 Cor 8-9; Gal 2,10).
« Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi », scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo:
« Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l'opera sua »18. Questa
consapevolezza accompagna anche oggi l'azione della Chiesa verso i poveri, nei quali vede Cristo19,
sentendo risuonare costantemente nel suo cuore il mandato del Principe della pace agli Apostoli: «
Vos date illis manducare – date loro voi stessi da mangiare » (Lc 9,13). Fedele a quest'invito del suo
Signore, la Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il
proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto
per cambiare « gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di
potere che oggi reggono le società »20. Ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di
buona volontà, rivolgo pertanto all'inizio di un nuovo anno il caldo invito ad allargare il cuore verso
le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso. Resta
infatti incontestabilmente vero l'assioma secondo cui « combattere la povertà è costruire la pace ».


BENEDICTUS PP. XVI

31 dicembre 2008

Serata di solidarietà sociale: Comunità Montana e Istituzioni matesine in prima linea all'appello lanciato da Agnese Ginocchio.


Piedimonte Matese E' previsto nei prossimi giorni, nella serata del 3 Gennaio 2009, una serata sociale: "Pizza/cena sociale di solidarietà per la Pace". Questo é il biglietto da visita dell'evento, il cui scopo sarà quello di raccogliere fondi di beneficenza a favore di casi familiari del nostro comprensorio matesino che versano gravi condizioni economiche. "E' un'occasione per unire diverse realtà territoriali verso problematiche che spesso vengono ignorate da media e società civile. Impegnarsi nella politica, come in ogni ambito sociale, significa anche essere attenti e vicini ai bisogni reali del territorio. farsene carico e cercare di risolverli". Questo é quanto ha riferito l'ambasciatrice internazionale per la Pace Agnese Ginocchio, promotrice dell'evento benefico. Le persone che aderiranno al progetto benefico saranno inserite nell' Albo Ufficiale del Movimento Internazionale Ambasciatrori per la Pace riguardante i "Cittadini solidali del Matese". All'appello lanciato dalla testimonial della Pace stanno sopraggiungendo in queste ore numerose adesioni da parte di istituzioni matesine e società civile. In prima linea la Comunità Montana del Matese con il Presidente Fabrizio Pepe, il Presidente del Comitato EDA Matese Marco Fusco, il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello, il sindaco di Alife Roberto Vitelli, l'ex consigliere regionale Enzo Cappello figlio del patriarca Dante, l'assessore provinciale Renato Ricca, il consigliere provinciale Enzo Di Franco, tanto per citarne alcuni. E inoltre rappresentanti dell'arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza matesina, i redattori responsabili della stampa matesina, i dirigenti delle scuole matesine fra cui i neo premiati per la Pace Anna Maria Pascale con il presidente del distretto 21 Angelo Versaci, ed inoltre rappresentanti di molte associazioni e della società civile. Anche il Vescovo della diocesi Pietro Farina ha dato la sua adesione insieme al presidente dell'ente Parco Giuseppe Scialla. Tutti a raccolta per questa grande causa di solidarietà sociale. Per maggiori info contattare l'Ambasciatrice per la Pace Agnese Ginocchio.


Fonte:Comunicato Stampa

Ferrante: ogni tentativo di privatizzazione dell'acqua è dichiaratamente strumentale e speculativo.


Città di Piedimonte Matese
Gruppo Consiliare “Popolo della Libertà”
Il Capogruppo: Giovanni Ferrante



COMUNICATO STAMPA



In merito alla richiesta, del Consigliere Dott. Emilio Iannotta, di convocare un Consiglio comunale aperto per discutere sul ruolo idrico e sul malcontento espresso da tanti cittadini causa gli ingenti importi richiesti, colgo l'occasione per ricordare al Consigliere Iannotta le interrogazioni presentate dal sottoscritto, a nome di tutto il gruppo consiliare di minoranza, con le quali abbiamo chiesto e proposto al Sindaco Cappello di prendere in considerazione la necessità di rivedere un ruolo idrico discriminante e non equo per tanti cittadini che si sono visti richiedere importi determinati sul consumo per alcuni e a forfait per altri.
Nonostante la nostra disponibilità nella ricerca di una soluzione al problema che tanti disagi ha arrecato ai cittadini, la risposta del Sindaco Cappello è stata, come al solito, molto evasiva e superficiale.
Dopo il silenzio del Sindaco e dell'intera Amministrazione, di cui è parte integrante e responsabile anche il Consigliere Iannotta, proporre la richiesta di un apposito Consiglio comunale dove ribadire la contrarietà ad ogni tentativo di privatizzazione dell'acqua è dichiaratamente strumentale e speculativo. Infatti mi chiedo a cosa servirebbe discutere in Consiglio della privatizzazione dell'acqua? O inserire tra gli argomenti all'ordine del giorno il regolamento comunale sul servizio idrico integrato che, voglio ricordare, è stato approvato all'epoca con il contributo sia della maggioranza che della minoranza di allora?
Nulla di quanto dichiarato è in discussione. Il servizio idrico integrato è in gestione diretta del Comune e, quindi, la qualità del servizio e il suo buon funzionamento dipende esclusivamente da chi oggi amministra e governa la città!
Se davvero qualcuno nell'attuale maggioranza fosse stato interessato ad affrontare il problema di un ruolo idrico discriminante ed iniquo, doveva e poteva chiedere un'apposita conferenza dei Capigruppo e, soprattutto, coinvolgere la minoranza accettando un libero confronto sull'argomento.
E' inutile tentare di nascondere le tante responsabilità dell'attuale Amministrazione che ha avuto tutto il tempo per imporre un nuovo indirizzo politico e amministrativo al governo della città ed, eventualmente, per correggerne la rotta.
Ma se questi sono i risultati è inevitabile essere preoccupati.

Giovanni Ferrante

Studi scientifici presso la Clinica “Athena” Villa dei Pini.


Piedimonte Matese. Anche la Clinica Athena Villa dei Pini di Piedimonte Matese, finalmente dopo anni di attività e con una nuova gestione, è tra le strutture a effettuare studi scientifici.
Sul nuovo volume di “Journal of Sports Cardiology” (Official Journal of the Italian Society of Sports Cardiology) è stato presentato uno studio, effettuato presso l’ambulatorio di Fisiopatologia dello Sport, sugli adattamenti cardiovascolari negli atleti di alto livello agonistico.
Coordinatore del lavoro è stato il Dott. Luigi Ferritto coadiuvato dagli altri colleghi del dipartimento di medicina generale, Paola Gaetano e Francesco Vitale oltre al Direttore Sanitario, Antonio La Cerra, e al Presidente e responsabile del dipartimento Prof. Pasqualino Simonelli (nella foto).

Oltre alle già importanti specialità presenti in Clinica “Athena”, si è affiancata anche la Fisiopatologia dello Sport che nonostante sia nata da poco tempo già si ritrova a sostenere il confronto con centri di ricerca, sia in campo nazionale che internazionale, nello studio degli atleti. Sembra però che l’attività del neo-nato centro studi “Athena” Villa dei Pini voglia continuare a grandi passi infatti,dopo il successo del primo studio, già ne è stato completato un secondo (“Remodelling of left ventricular in athlete’s heart after 12 week deconditioning”) che è in via di valutazione dalle commissioni delle società scientifiche interpellate.


Studio mediante ecocardiocolordoppler negli atleti di endurance.
Luigi Ferritto, Antonio La Cerra, Paola Gaetano, Francesco Vitale, Pasqualino Simonelli
Dipartimento di Medicina Generale Clinica “Athena” Villa dei Pini”

INTRODUZIONE:Gli intensi allenamenti a cui si sottopongono gli atleti agonisti portano a dei cambiamenti strutturali del cuore. Il nostro studio propone la valutazione, mediante ecocardiocolordoppler, della morfologia e della funzionalità cardiaca negli atleti di endurance.
MATERIALI E METODI: Sono stati arruolati nello studio un gruppo di 16 atleti di endurance (età tra 24 e 37 anni), praticanti intensa attività fisica, e un gruppo di 16 soggetti sedentari (età tra 26 e 37 anni). Abbiamo valutato il diametro ventricolare sinistro in diastole, lo spessore del setto interventricolare e della parete posteriore del ventricolo sinistro, la frazione di eiezione del ventricolo sinistro, il diametro atriale sinistro e la funzionalità delle valvole cardiache.
RISULTATI: Nel gruppo degli atleti il diametro ventricolare sinistro in diastole, lo spessore del setto interventricolare e della parete posteriore del ventricolo sinistro, il diametro atriale sinistro e il riscontro di rigurgiti valvolari mitralici, tricuspidalici e polmonari è significativamente maggiore rispetto al gruppo dei soggetti sedentari. La frazione di eiezione del ventricolo sinistro è risultata sostanzialmente uguale nei due gruppi.CONCLUSIONI:L’allenamento induce un aumento delle dimensioni e della massa cardiaca. Il nostro studio ha evidenziato che la differenza, tra il gruppo degli atleti e il gruppo dei sedentari, raggiunge anche il 25 % per quanto riguarda la massa cardiaca.


Fonte:Comunicato Stampa

30 dicembre 2008

DALLA REGIONE CONTRIBUTI PER MUSEI E BIBLIOTECHE.




SETTORE MUSEI E BIBLIOTECHE


AVVISO PUBBLICO PER L’ACCESSO AI CONTRIBUTI A SOSTEGNO DEGLI INTERVENTI E
DELLE ATTIVITA’ FINALIZZATI ALLO SVILUPPO, PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEIMUSEI E DELLE RACCOLTE, DI ENTI LOCALI E DI INTERESSE LOCALE, E RELATIVI
SERVIZI

Art. 1
Finalità
1. Il presente avviso, in conformità a quanto disposto dalla Legge regionale n. 12 del 23/02/2005 e
relativo Regolamento di attuazione n. 5 del 18/12/2006 e nel quadro delle linee programmatiche del
Piano triennale degli interventi e delle attività in favore dei musei degli enti locali e di interesse
locale 2009 – 2011 approvato con deliberazione di Giunta Regionale n. 1781 del 14/11/2008 e con il
parere favorevole della competente Commissione Consiliare, disciplina le modalità di accesso ai
contributi a sostegno degli interventi finalizzati allo sviluppo, promozione e valorizzazione dei musei e
raccolte, di enti locali e di interesse locale.
Art. 2
Interventi ammissibili al contributo
1. In conformità alle priorità ed al cronogramma individuati nel Piano triennale degli interventi e delle
attività in favore dei musei degli enti locali e di interesse locale sono ammissibili a contributo i
seguenti interventi:
a. consolidamento, adeguamento e manutenzione degli immobili sede di musei appartenenti ad enti
locali;
b. impiantistica, con particolare riferimento agli impianti che garantiscono la sicurezza e la tutela
del patrimonio posseduto, oltre quella del personale e degli utenti;
c. sostegno alla costituzione, al funzionamento e allo sviluppo dei sistemi museali e dei loro progetti;
d. documentazione e catalogazione del patrimonio;
e. formazione e aggiornamento del personale dei musei;
f. progetti di attività di promozione e di valorizzazione;
g. organizzazione di mostre e convegni relativi al patrimonio disponibile e alla cultura del territorio
di pertinenza dei musei proponenti.
2. Sono inoltre ammissibili iniziative, anche promosse direttamente dal Settore Musei e Biblioteche, per
progetti di organizzazione di mostre, convegni, seminari e azioni di valorizzazione e promozione del
patrimonio museale campano e di elaborazione statistica sulla realtà museale in Campania, le quali,
se proposte da terzi, possono essere adottate dal Settore e saranno comunque realizzate dai soggetti
proponenti, previa direzione del Settore stesso.
Art. 3
Soggetti beneficiari
1. I contributi, da utilizzarsi per le finalità di cui al presente avviso, sono destinati ai soggetti
titolari/gestori, di musei/raccolte, che abbiano ottenuto il riconoscimento dell’interesse regionale, ai
sensi dell’art. 4 della L.R. 12/05 entro la data di scadenza, prevista dal bando, per la presentazione
delle domande.
2. Per la realizzazione delle iniziative di cui all’art. 2, comma 2 è ammessa la partecipazione anche di
soggetti non titolari di musei/raccolte.
2 / 5
Art. 4
Modalità di presentazione delle istanze
1. I soggetti beneficiari di cui all’art. 3 del presente avviso, possono inoltrare istanza di contributo, a
mezzo raccomandata A.R. del servizio postale o analogo, o mediante consegna a mano, alla Giunta
Regionale della Campania - Settore Musei e Biblioteche - Centro Direzionale, Isola A6, Napoli.
2. L’istanza, a pena di inammissibilità, deve essere redatta secondo l’allegato modello, deve essere
sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto richiedente e deve:
a. pervenire in busta chiusa timbrata e vidimata, riportare la denominazione del mittente nonché la
scritta “avviso pubblico per l’accesso ai contributi a sostegno degli interventi e delle attività
finalizzati allo sviluppo, promozione e valorizzazione dei musei e delle raccolte, di enti locali e di
interesse locale, e relativi servizi”;
b. essere spedita entro e non oltre il 31 gennaio 2008 con raccomandata AR e, se consegnata a mano,
pervenire alla segreteria dell’Ufficio competente entro le ore 13,00 del suddetto giorno. Se
trasmessa a mezzo raccomandata farà fede la data del timbro postale di partenza. In ogni caso
l’amministrazione, declinando ogni responsabilità riguardo all’eventuale smarrimento delle
istanze trasmesse a mezzo posta, stabilisce che tali istanze, qualora non pervengano entro il
ventesimo giorno successivo a quello di scadenza dei termini di spedizione, saranno escluse.
3. L’istanza deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) progetto, sottoscritto dal responsabile del museo/raccolta, o relativo capofila, o da esterni con
adeguata competenza, con l’indicazione della quota finanziaria di compartecipazione dell’ente;
b) per gli interventi di adeguamento, consolidamento e manutenzione degli immobili adibiti a sede di
musei di ente locale: il progetto esecutivo dell’opera da realizzare e copia della deliberazione di
approvazione del progetto stesso, con l’indicazione della quota finanziaria di compartecipazione
dell’ente e dell’intervenuta intesa con il responsabile del museo;
c) elenco dettagliato delle iniziative e degli interventi, del costo complessivo del progetto con
l’indicazione analitica delle spese previste e delle risorse finanziarie dichiarate disponibili a tale
scopo;
d) i progetti di inventariazione e catalogazione dovranno essere realizzati secondo gli standard
dell’istituto centrale per il catalogo e la Documentazione – I.C.C.D. del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali;
e) nulla osta del Delegato Regionale ai Beni culturali della CEI o della Curia competente per
territorio, per le sole istanze relative ai musei/raccolte di Enti ecclesiastici (non obbligatorio per
le proposte dei soggetti non titolari di musei/raccolte);
f) dichiarazione di impegno di destinazione con la quale si obbliga, nel caso di chiusura definitiva
della struttura espositiva, a trasferire le attrezzature ed i beni acquistati con il contributo
regionale al museo di ente locale più vicino della stessa tipologia (non obbligatorio per soggetti
non titolari di musei/raccolte); del termine previsto per il completamento dei singoli progetti;
4. Tutte le dichiarazioni devono essere rese ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo Unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.
Art. 5
Motivi di inammissibilità dell’istanza
1. Non sono ammessi in graduatoria le istanze:
a) i cui richiedenti siano privi dei requisiti soggettivi di cui all’art.3;
b) i cui richiedenti presentano più di un progetto per ciascun museo di cui sono titolari;
c) che presentino un unico documento progettuale con interventi che afferiscano a più di una
graduatoria;
d) che non rispettino le modalità e i tempi di presentazione della domanda secondo le indicazioni di
cui all’articolo 4;
e) che non specifichino nella domanda e nel quadro delle fonti di finanziamento l’indicazione della
quota di compartecipazione, che non deve essere inferiore al 30% del costo complessivo del
progetto (esclusi i progetti di cui all'art. 2 comma 2).
Art. 6
Entità delle disponibilità economiche da ripartire
1. Le risorse saranno individuate sui capitoli 5010 e 5006 dell’U.P.B 3.11.30, al netto della riserva di cui
all’art. 2 comma 2, e ripartite come segue:
a) il 65% delle risorse a individuarsi sul cap. 5010 per i seguenti interventi:
• consolidamento, adeguamento e manutenzione degli immobili sede di musei appartenenti ad
enti locali;
3 / 5
• impiantistica, con particolare riferimento agli impianti che garantiscono la sicurezza e la
tutela del patrimonio posseduto, oltre quella del personale e degli utenti;
b) il rimanente 35% delle risorse a individuarsi sul cap. 5010, per i seguenti interventi:
• sostegno alla costituzione, al funzionamento e allo sviluppo dei sistemi museali e dei loro
progetti;
• documentazione e catalogazione del patrimonio;
c) le risorse a individuarsi sul cap. 5006, per i seguenti interventi:
• formazione e aggiornamento del personale dei musei;
• progetti di attività di promozione e di valorizzazione;
• organizzazione di mostre e convegni relativi al patrimonio disponibile e alla cultura del
territorio di pertinenza dei musei proponenti.
2. In caso di parziale utilizzo dei fondi relativi ad una graduatoria, per limitatezza di istanze o parziale
attribuzione delle risorse disponibili, le somme residue integrano la disponibilità dei fondi dell’altra
graduatoria afferente lo stesso capitolo;
3. Gli eventuali residui di fondi, ivi compresi quelli derivanti da revoche e/o rinunce, integrano le
disponibilità della graduatoria interessata e danno luogo, eventualmente, allo scorrimento della
stessa. In tal caso i termini di scadenza per la rendicontazione potranno essere dilazionati o meno,
secondo valutazione del Settore Musei e Biblioteche.
Art. 7
Entità di ciascun contributo
1. E’ previsto un contributo:
a) fino a concorrenza del 70% del costo complessivo, e nei limiti di un importo non superore ad
€.50.000 (cinquantamila/00), per gli interventi, ritenuti ammissibili al finanziamento, di cui alla
lettera a), art.6;
b) fino a concorrenza del 70% del costo complessivo, e nei limiti di un importo non superiore ad
€.35.000 (trentacinquemila/00), per gli interventi, ritenuti ammissibili al finanziamento, di cui
alla lettera b) art.6;
c) fino a concorrenza del 70% del costo complessivo, e nei limiti di un importo non superore ad
€.35.000 (trentacinquemila/00), per gli interventi, ritenuti ammissibili al finanziamento, di cui
alla lettera c) art.6.
2. I progetti adottati dal Settore Musei e Biblioteche, possono essere finanziati fino a concorrenza del
costo complessivo entro un limite massimo di Euro 60.000 (sessantamila/00), ed a valere sulla riserva
di almeno il 20% delle disponibilità finanziarie dei competenti capitoli di spesa.
Art. 8
Spese non ammissibili
1. Non sono ritenute ammissibili, per qualsiasi iniziativa, le spese di progettazione e ideazione che
eccedano il 15% dell’ammontare complessivo del progetto e non sono, altresì, ammissibili le spese di
utenza (acqua, energia elettrica, gas, etc.) e di amministrazione ordinaria.
Art. 9
Criteri di valutazione delle istanze di contributo
1. Le domande pervenute sono sottoposte ad istruttoria a cura del Settore Musei e Biblioteche, che ne
valuta l’ammissibilità, redige le graduatorie ed assegna un punteggio sulla base dei parametri di
valutazione di seguito specificati.
2. Il punteggio, per gli interventi a valere sul cap. 5010, sarà così definito:
a. grado di coerenza con gli indirizzi di programmazione regionale (fino a 10 punti);
b. grado di coerenza delle iniziative proposte rispetto alla specifica funzione della struttura (fino a 5
punti);
c. grado di organicità interna del progetto (fino a 10 punti);
d. grado di innovazione nei servizi al pubblico (fino a 10 punti);
e. orario di apertura al pubblico (fino a 10 punti);
f. personale disponibile in rapporto alla superficie di esposizione (fino a 10 punti);
g. entità della compartecipazione economica (sia singola che cumulata con l’adesione di eventuali
partners, ivi compresi gli sponsor), un punto per ciascuna unità percentuale di compartecipazione
finanziaria al progetto complessivo eccedente il 30% di compartecipazione (fino a 10 punti);
h. congruità dei tempi di realizzazione dei progetti (fino a 5 punti);
i. carattere di priorità o di urgenza dell’intervento proposto per la qualità dell’attività da svolgere e
per la tutela dei beni conservati (fino a 20 punti);
4 / 5
3. Il punteggio, per gli interventi a valere sul cap. 5006, esclusi quelli di Settore, sarà così definito:
a. grado di coerenza con gli indirizzi di programmazione regionale (fino a 15 punti);
b. entità della compartecipazione economica (sia singola che cumulata con l’adesione di eventuali
partners, ivi compresi gli sponsor), un punto per ciascuna unità percentuale di compartecipazione
finanziaria al progetto complessivo eccedente il 30% di compartecipazione (fino a 10 punti);
c. grado di organicità interna del progetto (fino a 10 punti);
d. congruità dei tempi di realizzazione del progetto (fino a 10 punti);
e. carattere di priorità o di urgenza dell’intervento proposto per la qualità dell’attività da svolgere
(fino a 15 punti).
4. Non saranno ammessi in graduatoria i progetti che totalizzano meno del 50% del punteggio massimo
attribuibile;
Art. 10
Graduatorie
1. Sulla base dei suddetti criteri di valutazione saranno stilate le seguenti graduatorie:
a) graduatoria per l’accesso ai contributi per gli interventi di cui all’art. 6, lettera A), a valere sul
Cap. 5010, UPB 3.11.30;
b) graduatoria per l’accesso ai contributi per gli interventi di cui all’art. 6, lettera B), a valere sul
Cap. 5010, UPB 3.11.30;
c) graduatoria per l’accesso ai contributi per gli interventi di cui all’art. 6, lettera C), a valere sul
Cap. 5006, UPB 3.11.30.
Art. 11
Varianti in corso di realizzazione
1. Eventuali varianti del progetto, in corso di realizzazione, possono essere effettuate previa
autorizzazione del competente Settore Musei e Biblioteche, sulla base di richiesta del soggetto
interessato, e previa verifica della conservazione delle finalità progettuali originarie;
2. In caso di riduzione del valore economico del progetto, il contributo viene ricalcolato in misura
proporzionale;
3. In caso di variante che comporti aumento del valore economico del progetto, il contributo assegnato
non subirà variazioni in aumento ed i maggiori oneri resteranno a carico del soggetto realizzatore.
Art. 12
Modalità di assegnazione dei contributi
1. I contributi sono assegnati ai soggetti utilmente classificati nella graduatoria finale, con decreto del
dirigente del Settore, nei limiti e nella misura previste nel presente avviso e comunque fino ad
esaurimento delle risorse finanziarie.
2. Il contributo sarà erogato nella misura percentuale concessa, applicata alla spesa complessiva ritenuta
ammissibile.
3. Il Settore Musei e Biblioteche, si riserva la facoltà di ammettere a contributo anche stralci di progetti
presentati, nel caso in cui il progetto presentato, nella sua interezza risulti o troppo esoso o
contenente parti ritenute poco coerenti con il piano annuale degli interventi.
Art. 13
Revoca del contributo
1. In caso di intervento non conforme a quanto richiesto ed autorizzato od in qualsivoglia altro caso di
inosservanza di quanto prescritto in sede regionale, il dirigente del Settore Musei e Biblioteche, con
proprio decreto, accerta l’inadempienza e revoca il contributo.
Art. 14
Modalità di rendicontazione
1. La rendicontazione deve riguardare la spesa complessivamente effettuata per la realizzazione del
progetto.
2. I beneficiari dei contributi per gli interventi di adeguamento, consolidamento e manutenzione, entro il
termine di 90 giorni dalla data prevista di completamento dell’intervento sugli immobili sede di musei
e, comunque non oltre il termine del 30 giugno del secondo anno successivo all’esercizio finanziario di
assegnazione del contributo, trasmettono la seguente documentazione:
a) atto amministrativo, sottoscritto dal sindaco e dal dirigente del competente ufficio dell’ente
locale interessato, che, oltre a contenere un dettagliato elenco delle fatture e dei mandati di
pagamento, certifica lo stato finale e la regolare esecuzione dell’investimento previsto;
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b) dettagliata relazione del direttore dei lavori, con la descrizione dell’intervento realizzato,
corredata dal certificato di regolare esecuzione, stato finale, conformità al progetto, certificato
di pagamento e, ove previsto, avvenuto collaudo;
c) dichiarazione attestante di non aver prodotto la stessa documentazione contabile a giustifica di
altri contributi;
d) indicazione del codice fiscale e del codice IBAN relativo al conto corrente intestato al soggetto
beneficiario.
3. I beneficiari dei contributi per le restanti tipologie trasmettono, entro il termine del 30 giugno del
secondo anno successivo all’esercizio finanziario di assegnazione del contributo, la seguente
documentazione:
a) dettagliata relazione con la descrizione dell’intervento realizzato in conformità al progetto;
b) atto amministrativo, per gli enti locali, o autocertificazione del rappresentante legale in cui si
afferma l’avvenuta realizzazione degli interventi programmati;
c) elenco delle attrezzature e dei beni acquistati ed il numero di inventario attribuito a ciascuno di
essi;
d) copie conformi delle fatture commerciali relative agli acquisti effettuati con le relative quietanze
di pagamento;
e) dichiarazione attestante di non aver prodotto la stessa documentazione contabile a giustifica di
altri contributi;
f) dichiarazione sostitutiva dei soggetti beneficiari di contributi, diversi dagli enti locali, con la quale
si attesta di non svolgere attività commerciali e di non essere soggetti alla trattenuta del 4%
prevista dall’art. 28 del D.P.R. n. 600/1973;
g) indicazione del codice fiscale e del codice IBAN relativo al conto corrente intestato al soggetto
beneficiario;
4. L’inadempienza a quanto stabilito ai punti precedenti, relativamente ai termini di scadenza per la
presentazione delle rendicontazioni, comporta la revoca del contributo e l’esclusione dal piano
dell’anno successivo.
Art. 15
Clausola manlevatoria
1. La Regione Campania è sollevata da responsabilità connesse agli interventi da realizzare con i
contributi erogati in base al presente avviso, né alcuna obbligazione può essere posta a carico
dell’ente Regione per ritardi, inadempimenti o comunque gravami derivanti da procedure di sostegno
regionale.
Dirigente del Settore Musei e Biblioteche
dott.ssa Loredana Conti

Festa di Presentazione del Forum Ambientale Benevento.


COMUNICATO STAMPA



La Bandabardò saluta l’istituzione del Forum Ambientale di Benevento, FABENE, promosso dall’assessore provinciale all’ambiente Gianluca Aceto, con un Concerto in programma per stasera 30 dicembre 2008 a Benevento in Piazza Vari (Piazza Arechi II) a partire dalle 20.
L’evento culturale e musicale sarà presentato dall’assessore Aceto con il gruppo Bandabardò nel corso di una CONFERENZA STAMPA alla Rocca dei Rettori, sede della Provincia, alle ore 16.30 dello stesso 30 dicembre 2008, alle ore 16.30.


Ufficio stampa Provincia Benevento
Antonio De Lucia
http://email6.leonardo.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b1068766277495A363BA55CF-495A363BA5D9F-1230648891%7d&to=ufficiostampa@provinciabenevento.it
Assessorato ambiente provincia Benevento
0824/774331
Organizzazione tabula rasa eventi http://email6.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net

Ultimate opere di riqualificazione delle principali strade di Alife.


Alife. Ultimati i lavori di rifacimento delle prime tre strade cittadine avviati nelle scorse settimane dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli (nella foto). L’impresa aggiudicataria dell’appalto, nei giorni scorsi, ha completato il rifacimento di Via Matteotti, Via Mura Romane e Via Salvatore Di Giacomo, tre importanti arterie a servizio del centro cittadino se solo si considera che tutte e tre sono particolarmente trafficate durante la giornata. È il caso di Via Mura Romane, la circumvallazione all’intero centro storico che scorre lungo l’imponente cinta muraria con le quattro porte urbiche, come di Via Matteotti, che permette di bypassare il centro urbano di Piazza della Liberazione dove c’è il Comune, e di Via Salvatore Di Giacomo, la variante che consente agli automobilisti di evitare l’incrocio all’altezza di Porta Roma immettendosi subito su Via De Gaaperi e, quindi, sulla strada provinciale per i Quattroventi, tutte e tre strade che versavano in cattive condizioni con notevoli disagi per i cittadini. Ora, appena dopo la Befana, ripartiranno a pieno ritmo i lavori di risanamento della viabilità comunale finanziati per € 356.156,00 con la Legge Regionale 51/78 dell’annualità 2005, un massiccio intervento di riqualificazione della rete stradale cittadina fortemente voluto dall’amministrazione Vitelli, su impulso dell’assessore ai Lavori Pubblici Sisto Angelillo, che vedrà il rifacimento di diverse strade, tra le quali, Via Santi Sette Frati, Via Pera, Via Morecine, Via Marmaruolo tratto nord, Via Antonio Gramsci, Via Tuoro Tavolone, Via Santa Lucia e Via Jungere. Le opere di riqualificazione consisteranno nella ripavimentazione con conglomerato bituminoso delle predette strade comunale e la contestuale installazione d ella segnaletica verticale ed orizzontale. “Il rifacimento delle strade comunali-afferma il sindaco Vitelli-è il giusto completamento dell’attività di programmazione dell’opera di riqualificazione della rete viaria insistente sul territorio alifano che quest’amministrazione ha avviato e seguito costantemente e con grande impegno, mantenendo fede agli impegni assunti dinanzi alla popolazione in campagna elettorale e nll’ottica di garantire alti standards di vivibilità in città”.

Pietro Rossi

Messaggio straordinario dell' Ambasciatrice internazionale per la Pace Agnese Ginocchio contro l'offensiva di Israele su Gaza.




Alife .Mobilitazione del Movimento Internazionale per la Pace che in queste ore sta svolgendo in più parti del mondo presidi in piazza per chiedere immediatamente il Cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Di seguito riportiamo la dichiarazione dell'Ambasciatrice internazionale per la Pace Agnese Ginocchio (nella foto) (http://email7.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.agneseginocchio.it) : " Fermate il fuoco, La guerra é crimine dl'Umanità. L' ONU, l' Unione Europea ed il governo internazionale fermi immediatamente Israele prendendo posizioni decisive ed obiettive contro la strage. Condanniamo risolutamente l'azione israeliana, facciamo eco all'appello lanciato dal parroco di Gaza P.Manauel Musallam. E' in atto un massacro, un'inferno di orrore morte e distruzione... L'offensiva militare israeliana contro la striscia di Gaza è un crimine contro l'umanità. Chiediamo la fine immediata di qualsiasi azione militare - ribadisce l'Ambasciatrice Agnese Ginocchio, messaggera di Pace. Questa guerra senza precedenti non é in alcuna maniera giustificabile, è un massacro, un eccidio, una strage che si rinnova, crimine di guerra contro l'umanità creata da Dio. Ricordiamo che fu proprio il Dio di Abramo, di Isacco, "Jahvè" a scegliere questa terra per nascere e venire al mondo. Israele, definita la Terra Santa, che dovrebbe essere la culla della Pace nel mondo, a causa delle continue azioni militari repressive e violente, a causa della guerra, del massaro e dei crimini contro l'umanità si sta trasformando in una Terra di sangue, di odio, di distruzione, di devastazione, si sta trasformando in un' orge di violenza inaudita. Tacciano le armi per favore"!!!- ammonisce la testimonial della Pace- "Tacciano le armi e si aprino spazi al confronto ed al dialogo. Capi di Israele ascoltate le dichiarazioni di Hamas, ascoltate la voce del popolo che grida: "Basta al massacro". Alla voce del popolo uniamo anche le nostre voci e le voci dell'intero Movimento per la Pace che da ogni parte del mondo sta chiedendo in queste ore: "Basta al massacro. Cessate il fuoco. Fermatevi. Fermate la guerra. Fermate l'odio distruttore"!!! Centinaia sono i morti, fra questi bambini, donne, anziani, persino funzionari dell'Onu. Sono morte persone che non c'entrano nulla con le vostre teorie della discordia. A cosa mirate? Dove volete arrivare dunque? E' pura follia la vostra azione bellica. Fermatevi Volete distruggere il volto della umanità, la vostra umanità, i vostri figli e le vostre figlie, i vostri fratelli, le vostre madri, i vostri padri? Tutto ciò é un genocidio!Fermatevi nel nome di DIo!!! Quella in atto é una devastazione umanitaria, che non fa altro che aumentare l'odio e gli integralisti, rendendo impossibile l'unica soluzione di Pace che é appunto il dialogo. Fermatevi nel nome di DIO Jahve Shalom. Pace Pace, Pace in Terra santa. Shalom"!!! (Mess. del 29 Dicembre 2008).




Fonte: comunicato stampa Agnese Ginocchio

29 dicembre 2008

Dopo numerosi anni ancora abbandonata a se stessa via Selciato.


GALLO MATESE. Con molto rammarico, queste colonne sono costrette a sollecitare ancora una volta l’intervento, deciso e risolutore, dell’Amministrazione Comunale di Gallo Matese, e per essa del vicesindaco Santoro e dell’Assessore ai Lavori Pubblici Trudo, per porre rimedio ad un guasto che ancora fa bella mostra di sé nel centro storico del paese. Qualche anno fa, durante una piovosa notte invernale, un vecchio fabbricato situato alle spalle del campanile della Chiesa madre, all’incrocio tra via Selciato, via XX Settembre e piazza Indipendenza, dopo iniziali segni di cedimento rovinò nell’adiacente strada. Immediatamente l’Amministrazione ne ordinò l’abbattimento dei resti, e dopo un lungo periodo di stasi, lo sgombero dei calcinacci. La prima Giunta Confreda reperì anche un finanziamento per sistemare a verde pubblico o parcheggio l’angusto luogo, i cui lavori furono affidati alla ditta R.G. da Vallelunga. Anni sono passati da allora ma, dopo la costruzione di due muri di contenimento, i lavori sembrano essersi improvvisamente arrestati, lasciando ancora volanti dei cavi elettrici o telefonici, impervio il collegamento con via XX Settembre (con una rampa impraticabile) e praticamente ridotta a fanghiglia la pavimentazione, che avrebbe dovuto essere un prato o rivestita a sanpietrini. Non sono ancora maturi i tempi per un deciso intervento di Pietro Trudo, che tanto si spera?

Fonte: reporter1970@libero.it

Nuova forestazione: dubbi sulle procedure di assunzione.


GALLO MATESE. Circa due anni fa la Comunità Montana del Matese aggiudicava i lavori di consolidamento dei versanti demaniali “Conche, Cinnamiello e Monte Scoltrone” di Gallo Matese, per la difesa dei suoli e prevenzione dei dissesti; importo base d’asta € 1.693.420,00. I lavori di ardua realizzazione, finanziati con fondi POR Campania, sono stati ultimati da non molto tempo; consistevano nella piantumazione di migliaia di piante ed arbusti con finalità di tutela ambientale ed idrogeologica, opportuni in una zona che è al centro del Parco del Matese. Tutto positivo, se non per il fatto che molte di quelle zone, pur se recintate, sono quotidianamente invase abusivamente da mandrie e greggi, anche incustoditi, che si avventurano tra le pianticelle che stentano a prendere piede sui pendii già molto brulli. Davvero un peccato, che tanti fondi e tanto duro lavoro possano essere annientati da qualche sventurato pastore locale. Come se non bastasse, è di queste settimane l’inizio della seconda fase dei lavori di forestazione della zona vicina, probabilmente con lo stesso esito di quelli già conclusi: poche, pochissime pianticelle hanno attecchito sui versanti delle montagne forestate e di queste molte sono state divorate, come detto, dagli animali. A differenza dei primi lavori, però, sembra che si stia verificando qualcosa di grave che, se confermato, potrebbe dimostrare con eloquente chiarezza il livello molto basso cui è giunta la convivenza civile nel piccolo paese di Gallo Matese. Pare, infatti, che la ditta aggiudicataria stia reperendo direttamente sul posto i braccianti forestali; fin qui nulla di male, se non fosse che tale reclutamento sembra sempre più avvicinarsi alla forma più becera di caporalato vecchio stampo, dove il vecchio caporale che passa in piazza a rastrellare gli operai non sia un privato, ma…lo stesso “padrone della piazza”, che si è preso la briga di escludere alcuni cittadini dalla chiamata al lavoro, chissà poi per quale finalità! Tutto ovviamente da confermare ma, si sa, il paese è molto piccolo e la gente mormora, in particolare chi da quel prezioso lavoro stagionale è stato escluso.

Fonte:reporter1970@libero.it

Oggi Consiglio Comunale a Castel Campagnano.


Castel Campagnano. È destinato probabilmente a chiudersi fra le polemiche l’anno per il Consiglio comunale di Castel Campagnano, convocato dal sindaco Giuseppe Di Sorbo per le ore 19 di oggi lunedì 29 dicembre per trattare un ordine del giorno scarno ma incisivo, in particolare riguardo all’adeguamento della tariffa Tarsu, necessario in seguito all’istituzione della raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti, servizio senza dubbio migliore, ma ovviamente molto più costoso, in particolare il primo anno, a causa dell’ingente spesa sostenuta dall’ente locale per l’acquisto delle apparecchiature. Una motivazione che il primo cittadino ci tiene a rimarcare, non tanto per anticipare le immaginabili polemiche dell’opposizione, quanto per precisare che il rincaro, stimato nell’ordine del 30% rispetto alle precedenti tariffe, è da ritenersi transitorio e probabilmente indispensabile solo per l’anno che sta per concludersi, per cui giocoforza la quota da imputare ai contribuenti deve essere rideterminata. Prima però il parlamentino campagnanese sarà chiamato a confermare la convenzione per il servizio di tesoreria comunale con la filiale di Amorosi della Banca Popolare di Lodi, nonché ad approvare i verbali delle precedenti sedute. Prima di sciogliere la seduta il sindaco rinnoverà agli amministratori ed alla cittadinanza gli auguri di un migliore anno nuovo e probabilmente comunicherà qualche importante novità di imminente attuazione, già trapelata, ma sulla quale, nel rispetto delle consegne, per il momento osserviamo il massimo riserbo.

Fonte:teleradionews

Ultime mosse di Confreda alla Comunità Montana: ennesima figuraccia per Gallo Matese.


GALLO MATESE. Le notizie recentemente diffuse, forse di soppiatto, dalla stampa sulla permanenza in carica della Giunta della Comunità Montana del Matese grazie al voto del rappresentante del Comune di Gallo Franco Confreda (nella foto) non hanno destato molto stupore nella popolazione, ormai abituata alle figuracce che il sindaco procura agli attoniti abitanti; basta frequentare qualche ufficio pubblico provinciale o regionale per essere additati in malo modo, a differenza di un tempo, quando gli abitanti del piccolo paese erano indicati come esempio di laboriosità, serietà ed acume culturale. Da queste stesse colonne si indicò come “azzeccatissima” la scelta, trapelata solo qualche settimana fa, di insignire il sindaco Confreda di qualche carica nell’ambito dell’Ente di Sepicciano. In effetti, non si può dire che al Sindaco manchino dialettica o capacità politica, testimoniati anche dai numerosi cambi di casacca succedutisi nel corso degli anni: da Forza Italia ai Socialisti (che ne avanzarono la candidatura alle ultime consultazioni provinciali a fianco di De Franciscis, poi immediatamente affossata, chissà perché…), con permanenza nella formazione della Margherita di Cappello (e dei gregari che ancora popolano la ridente località matesina), nell’ Udc di Zinzi e, proprio per non farsi mancare nulla, un presunto passaggio anche in quota Udeur. Una conoscenza approfondita, quindi, di tutte le forze politiche disponibili… Sta di fatto che il Sindaco di Gallo, forte del silenzioso appoggio di Russo (apparente opposizione in consiglio comunale) e Cioffi alla Comunità Montana, in poche settimane ha collezionato due scivoloni di impareggiabile spessore: con una prima mossa ha aderito convintamente al gruppo di Ferrazzano, facente capo a De Mita, con lo scopo di interrompere l’egemonia di Cappello alla Comunità Montana (ricevendone, ben inteso, la promessa di un incarico di alto profilo) staccandosi immotivatamente dal gruppo di Cappello che sorreggeva ininterrottamente dal 2002, per poi tirarsi indietro voltando le spalle al movimento di cui è tra i fondatori al momento opportuno, cioè quando il suo assenso avrebbe consentito al gruppo organizzato di sindaci dell’Alto Matese (tra cui Antonio Orsi di Letino, Antonio Montoro di Fontegreca, Alfonso La Banca di Prata, Antonio Graziano di Capriati) di ottenere il governo della Comunità Montana, riconsegnando nelle mani di Fabrizio Pepe il comando, per non ottenerne (pare), neanche da quest’ultimo, alcunché in termini di visibilità politica. Schizofrenia politica o sopraffino ragionamento tattico? Difficile a dirsi. Certo è che il paese è sempre più spinto verso un isolamento politico e culturale dal quale sarà difficile riprendersi all’indomani della fine dell’esperienza Confreda – Izzi – Santoro.

Fonte:reporter1970@libero.it

28 dicembre 2008

RITORNANO LE COLLEZIONI MUSEALI DEI REPERTI STORICI.


Piedimonte Matese. Quanto mai opportuna e tempestiva la deliberazione del Consiglio Comunale della Città di Piedimonte Matese, varata il 23 Dicembre scorso su impulso dell’Assessore delegato al recupero delle collezioni pre-romane e romane dell’ex Museo Alifano, Dott. Attilio Costarella (nella foto), che ha tenuto nella massima assise cittadina la relazione esplicativa, e dell’intero gruppo di maggioranza. Opportuna perché stanno per concludersi i lavori del Progetto Integrato Territoriale che ha interessato l’ex Convento di San Domenico, che è proprio quello che le dovrà accogliere al loro ritorno in Città. Per questo, l’Assessore Costarella ed il Sindaco, Avv. Vincenzo Cappello, stanno alacremente lavorando, interfacciandosi con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dove esse sono custodite, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e quella di Caserta e Benevento competente per territorio, l’Università degli Studi del Salento e quella del Molise, per l’assistenza scientifica. L’Amministrazione Comunale, sempre su sollecitazione di Costarella, ha in animo di ottenere analoghe espressioni di voto dalla Comunità Montana zona del Matese e da tutti i Comuni del circondario, affinché possano ritornare nella loro storica sede quelle collezioni che narrano la storia viva della Città di Piedimonte Matese e della media valle del Volturno, dalle lontanissime epoche geologiche in cui il Matese di oggi giaceva sotto il Mediterraneo, alla remota preistoria d’Italia, a Roma, al Medioevo, fino al Risorgimento e ai giorni nostri; una scuola in cui i fossili, oggetti d’arte e di religione, scritture, monete, utensili, hanno rappresentato e potranno continuare a rappresentare gli indicatori muti ma eloquenti di tutta una evoluzione, di tutto un progresso. Il ritorno del materiale archeologico di proprietà comunale ed il prestito di quello di proprietà statale si inquadra a pieno titolo negli sforzi che l’Amministrazione Comunale sta compiendo al fine di ricostituire, quanto più possibile, l’integrità delle prestigiose collezioni dell’ex Museo Alifano, raro esempio della storia della musealizzazione nel Mezzogiorno d’Italia. Esso è anche coerente con l’articolo 102, comma 5, del D. Lgs 22 Gennaio 2004 N. 42, “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, laddove recita che “Il Ministero può trasferire alle Regioni e agli altri Enti pubblici territoriali, in base ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, la disponibilità di istituti e luoghi della cultura, al fine di assicurare un’adeguata fruizione e valorizzazione dei beni ivi presenti”. Tanto più perchè le prescrizioni relative alla sicurezza dei locali espositivi, dettate dall’allora Soprintendente Prof. Stefano De Caro, sono state ottemperate e il Consiglio Comunale ha recentemente approvato il Regolamento del Museo Civico, laddove l’Esecutivo ne ha designato il Direttore.


Pietro Rossi

Sarro e Cosentino al tradizionale brindisi di fine anno con gli auguri per il 2009 nella sede del PDL a Piedimonte Matese.




COMUNICATO STAMPA



Scambio di auguri domani lunedì pomeriggio nella sede cittadina di Forza Italia. Per il tradizionale brindisi di fine anno con gli auguri per il 2009, il senatore della Repubblica del Popolo della Libertà Carlo Sarro ed i vertici cittadini del Pdl accoglieranno il Sottosegretario di Stato all’Economia e coordinatore regionale di Fi Nicola Cosentino per incontrare gli iscritti ed i simpatizzanti di centrodestra nel Matese. Presenti il coordinatore cittadino di Fi Biagio Molitierno, il presidente cittadino di An Giampaolo Boggia, i presidenti del Circolo del Buon Governo Giacomo Ambra e del Circolo della Libertà D’Abbraccio, i consiglieri comunali del Pdl guidati dal capogruppo Giovanni Ferrantee diversi sindaci del comprensorio, il senatore Sarro ed il sottosegretario Cosentino saluteranno i dirigenti territoriali del costituendo partito unico del centrodestra, brindando al nuovo anno con l’augurio che il 2009 possa essere ricco di successi elettorali per il Popolo della Libertà e di traguardi importanti per il Governo Berlusconi. Lo scambio di auguri sarà anche l’occasione per Sarro e Cosentino per spiegare le tappe di avvicinamento al congresso nazionale di marzo che segnerà la nascita ufficiale del Pdl, con l’unificazione di Forza Italia, Alleanza Nazionale, partiti minori e associazioni e circoli, ed illustrare nel contempo anche le strategie di sviluppo e rilancio dell’economia casertana che il Governo Berlusconi e, con esso, la maggioranza di centrodestra in Parlamento stanno perseguendo sin dal loro insediamento alla guida del paese. “Il tradizionale scambio di auguri-spiega il senatore Carlo Sarro-quest’anno assumerà una valenza doppia perchè da sei mesi siamo al Governo del Paese e perché come Pdl siamo il primo partito e forza di maggioranza in Parlamento. La visita del Sottosegretario Cosentino, oltre che testimonianza chiara dell’attenzione che il centrodestra riserva al nostro Matese, ci darà la possibilità di illustrare i tanti provvedimenti già attuati e messi in cantiere a favore dei cittadini, dall’abolizione dell’Ici sulla prima casa al pacchetto sicurezza, dalla Social Card alla soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania, passando per le misure di sostegno, gli incentivi ed i benefici previsti per famiglie, lavoratori e imprese in questo difficile momento di crisi economica, e di recepire le ulteriori istanze che da questo territorio vengono rivolte al Governo Berlusconi attraverso noi che facciamo parte della maggioranza parlamentare”.