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06 settembre 2008

Mountain Bike Cross -Country 3° Memorial Silvio Accarino.


Alvignano. E’ tutto pronto per l’importante manifestazione ciclistica che si svolgerà ad Alvignano (Caserta-Italy) il prossimo 7 Settembre 2008, dove quest’anno si assegnerà il famoso trofeo Silvio Accarino. L’Asd Cubulteria Bike in veste di organizzatore, insieme alla MTB Group di Matino (LE) e alla GSC Baser di Matera, hanno sviluppato un incantevole e tecnico mini circuito immerso nelle bellezze archeo-culturali con partenza e arrivo dal bellissimo centro storico di San Mauro. Il percorso ha inizio dal centro storico del paese, lo percorre per i suoi vicoli caratteristici con brevi tratti di asfalto per poi salire i rilievi dei monti Trebulani attraversando sentieri e boschi con discese tecniche di elevata pendenza e single track all’interno del bosco, ritornando nel centro storico, attraversando abitazioni, vicoli cittadini, scale in pietra per arrivare al punto di partenza. Il percorso misura circa 4,5 Km con un dislivello di 120m a giro .Il cross-country introdotto nel programma ufficiale dei Giochi Olimpici dal 1996 rientra nella classificazione fisiologico-biomeccanica a impegno prevalentemente Aerobico. I percorsi della cross-country, secondo il regolamento internazionale pur presentando un’ampia variabilità, devono avere come caratteristica principale quella di alternare tratti di salita a tratti di discesa di più o meno elevata pendenza, ciò comporta un notevole impegno dei meccanismi energetici, di quelli meccanico-muscolari, delle abilità coordinative, queste ultime particolarmente impegnate in discesa quando la tecnica di guida deve permettere il superamento di passaggi complicati. Il modello funzionale del cross-country, è stato studiato e definito con diverse sperimentazioni presso l’istituto di Scienza dello Sport del CONI, con atleti Agonisti della Nazionale Italiana Mountain Bike, rilevando l’andamento dei parametri fisiologici di frequenza cardiaca ogni 15 secondi, il lattato ematico prima della partenza (durante il riscaldamento) e nel corso della gara, oltre al rilievo delle caratteristiche fisiologiche : V’O2max, soglia anaerobica(SA), massimo deficit accumulabile di ossigeno(MAOD), curva forza/velocità(FV). I risultati ottenuti, sono stati comparati con quelli di altri ciclisti professionisti di altre specialità, mostrando valori di V’O2max molto elevati, con particolare impegno dei cingoli scapolo/omerali e lombo/sacrali.
In conclusione l’atleta che pratica mountain bike specialità cross-country, in relazione all’alto livello di potenza aerobica riscontrata specie se riferita al peso corporeo, sembra possedere le caratteristiche peculiari del ciclista fondista-scalatore. Le zone anatomiche con particolare impegno meccanico osteoarticolare a possibile disfunzione osteopatica sono; il cingolo scapolare, la cerniera cervicale C7/D1, il bacino, la cerniera dorso-lombare D12/L1 e lombo-sacrale L5/S1, aggiungendo che il mountain biker deve possedere anche caratteristiche di destrezza e coordinazione che richiedono un notevole impegno muscolare. L’osteopatia, si mostra particolarmente indicata per le disfunzioni da stress biomeccanico dell’apparato locomotore, come in questa tipologia di sport, sia in ambito preventivo pre-gara che curativo post-gara, evitando infortuni da microtraumi ripetuti. L’organizzazione esprime un particolare augurio a tutti gli atleti partecipanti, ricordando che sul campo è presente la postazione del servizio Osteopatia dello Sport per consultazioni e trattamenti durante la manifestazione, per gentile concessione dello Studio Civitillo Osteopathic Center.

A cura di Dr. Claudio Civitillo (Osteopata)

Bibliografia:
Valutazione dell’Atleta, analisi funzionale e biomeccania della capacità di prestazione.
A. Dal Monte M.Faina UTET.
Osteopathic Athletic Healt Care, principles and practice.
W.Llewellyn Mckone DO, CHAPPMAN &HALL.

28 agosto 2008

L’OSTEOPATIA AL SERVIZIO DELLO SPORT. SPECIALE OLIMPIADI.


Piedimonte Matese. I giochi olimpici sono appena terminati, e dopo sedici giorni intensi le nazioni effettuano la conta delle medaglie orgogliosamente e tenacemente conquistate dai loro campioni, l’italia ritorna in patria con ben 28 medaglie, chiudendo al nono posto. Abbiamo visto affermarsi nuovi giovani campioni, campioni affermati vanificarsi, e una nazione (la Cina) aprirsi al mondo, accogliendo i visitatori in uno scenario incantevole e perfetto su tutti i versanti. Gli eroi veri di questa edizione Olimpica gli atleti, possono finalmente far riposare la loro prestigiosa macchina fisica, stremata da intensi programmi di allenamento, che mirano ad ottenere la forma fisica migliore per le gare olimpiche attese da quattro anni. Oltre al meritato riposo purtroppo si fa anche il bilancio su gli eventuali danni che la machina atleta può aver subito per raggiungere l’obiettivo olimpico. Ogni atleta, selezionato e preparato per lo sport professionistico ha ricevuto un dono naturale e una predisposizione specifica, che va modellata, stimolata e potenziata. Per raggiungere prestazioni di alto livello si utilizza l’allenamento, dove l’atleta effettua gestualità tecniche ben precise e ripetitive, che possono dar effetto a macrotraumi e microtraumi rallentando la potenzialità naturale dell’atleta. L’osteopatia, è utilizzata in ambito preventivo curativo in particolare nelle patologie dell’apparato locomotore. E’ da anni ormai risaputo che grandi campioni del mondo dello sport si affidano alle mani dell’osteopata per la gestione naturale delle doti fisiche, dal recupero rapido da infortuni, per la gestione del capitale salute. L’osteopatia in ambito sportivo analizza struttura, biochimica e psiche, valutando il quadro posturale globale, il sistema stomatognatico, l’appoggio podalico, le disfunzioni osteopatiche (restrizioni di mobilità articolare) e la funzione di ogni singolo muscolo con i test di K.A. (Kinesiolgia Applicata). La diagnosi evidenzierà eventuali disfunzioni che possono facilitare o instaurare l‘infortunio in modo ripetitivo o recidivante, e rallentare la prestazione sportiva, lo studio della gestualità sportiva specifica dell’atleta e del tipo di sport praticato, deve essere effettuata sul campo e integrata nella diagnosi di base. La diagnosi osteopatica effettuata individua gli eventuali punti critici anatomici della macchina atleta sul sistema neuro-muscolo-scheletrico, e codifica i dati in cartella clinica, la codifica permetterà di impostare una terapia curativa e preventiva a intervalli cadenziati, concordati con lo staff sanitario dello sportivo. L’osteopatia si evidenzia in una disciplina naturale come mezzo di lettura del funzionamento della macchina atleta per evidenziare le disfunzioni muscolo articolari prima che arrivi il trauma. La chiave di lettura preventiva deve essere vista come elemento che evita l’infortunio, gestisce il capitale salute dell’atleta, mantenga longeva la carriera agonistica dell’atleta, senza dover per forza obbedire al detto “ il gioco vale la candela” ricordando che lo sport deve essere innanzitutto salute. Auguro a tutti gli olimpionici e lo staff sanitario un meritato riposo, congratulandomi per le capacità sportive, umane e agonistiche profuse nel corso dei sedici giorni olimpici di Pechino 2008, arrivederci a Londra 2012.

Dr. Claudio Civitillo
Osteopata

08 agosto 2008

L’osteopatia migliora la colonna vertebrale e diminuisce i costi di cura.




Piedimonte Matese. Studio controllato randomizzato sulla manipolazione osteopatica, prova pragmatica di cura primaria per il dolore vertebrale.PREMESSAIl dolore vertebrale è comunemente e frequentemente invalidante. Le linee guida amministrative hanno incoraggiato prescrizioni specialistiche riguardanti le manipolazioni vertebrali come cura primaria. OBIETTIVIIl nostro obiettivo mira a valutare l’efficacia e i costi di cura per la salute di una pratica basata su una clinica osteopatica del dolore vertebrale subacuto.METODIUna prova concreta di randomizzazione controllata fu applicata sotto prescrizione e accettazione come cura primaria in clinica osteopatica da 14 operatori nelle vicinanze del nord–ovest del Galles. Un totale di 201 pazienti con dolori dorsali e cervicali della durata da 2 - 12 settimane furono sottoposti casualmente alle solite pratiche mediche generali, e una supplementare di tre sedute di manipolazioni osteopatiche vertebrali. I risultati primari furono verificati da Extended Aberdeen Spine Pain Scale (EASPS). Le rivelazioni secondarie inclusero SF 12 Euroqal and Short – Form Mc Gill Pain questionario. I costi delle cure per il ripristino della salute furono stimati dalla Records of Reffering GPs.RISULTATII risultati migliorarono più nel gruppo Osteopatico rispetto al gruppo delle cure usuali (tradizionali). A 2 mesi, questi miglioramenti furono significativamente aumentati nell’EASPS [ 95% in intervalli di sicurezza (CI) 0.7 – 9.8 ] e SF – 12 punteggi psicologici ( 95% C.I 1.0 –9.9). I costi per la salute attribuiti ai dolori vertebrali furono decisamente maggiori 65 UK pounds nel gruppo osteopatico (15% CI32 – 155 UK pounds ). Benchè l’Osteopatia costi 22 UK pounds in più rispetto alla cifra totale della spesa per la salute, questo valore non è rilevante ( 95% CI – 159 142 UK pounds) perché nel trattamento osteopatico diminuisce il numero di sedute, e di conseguenza la spesa per la cura.CONCLUSIONIUna cura primaria di clinica Osteopatica migliora il fisico a breve termine e la psiche a lungo termine .
FONTE.
Deparment of General Practice, University of Wales College of Medicine, Institute of Medical and Social Care Research , University of Wales UK.
A cura del Dr. Claudio Civitillo
Osteopata

Ufficio Stampa e Comunicazioni
Giornalista -Nico Brunelli

06 agosto 2008

LE ERNIE DISCALI POSSONO ESSERE RIDOTTE O RIASSORBITE.




Piedimonte Matese. La valutazione RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) a distanza dimostra che: l'ernia discale si può riassorbire, soprattutto se è di grandi dimensioni; può permanere anche se i sintomi si sono completamente risolti e comunque, in generale, i dolori quasi sempre si risolvono prima della scomparsa dell'ernia (sono possibili due ipotesi: i sintomi non erano dovuti esclusivamente all'ernia; oppure, l'ernia ha trovato una sua collocazione che non è più irritativa). In assoluto, comunque ne deriva una valida considerazione per astenersi da una chirurgia troppo tempestiva. In pratica questi dati da un punto di vista istologico, documentando un riassorbimento del materiale erniato in caso di sequestro (quindi di completo distacco dalla "fonte" per così dire dell'ernia) secondo una ben precisa sequenza di eventi che vede dapprima un "assestamento", con la fine dei sintomi, di possibile origine meccanica, o vascolare, o infiammatoria, o altro ancora prima della definitiva azione macrofagica di digestione del "corpo estraneo" endogeno. Il lavoro di Moore documenta la tipologia istologica del materiale erniato (nucleo e non anulus), con un lavoro che trova nell'abbondante e completa discussione dei lavori disponibili in letteratura uno dei suoi pregi maggiori. Interessante il fatto che si assista in loco ad una neovascolarizzazione dell'ernia, che può giustificare il successivo riassorbimento. In relazione ai risultati di queste nuove ricerche, gioca un ruolo fondamentale il trattamento di tipo manipolativo osteopatico conservativo. E’ quindi importante sottolineare che, se è vero far precedere due mesi di "tentativi" non cruenti all'intervento, è anche importante che questi vengano posti in atto da personale specialistico competente, e specificamente addestrato e preparato in ambito osteopatico. Infine, nei lavori precedenti a questi veniva affermato come proprio le ernie più "brutte", vale a dire quelle sequestrate e quelle più grosse sono quelle che si riassorbono. Allora si può pensare che un adeguato trattamento conservativo osteopatico si debba mirare ad ernie grandi e piccole, senza grosse limitazioni.



A cura del Dr. Claudio Civitillo (nella foto)



FONTE: Spine.
Storia naturale dell'ernia del disco associata a radicolopatia - Estratto da:Komori H, Shinomiya K, Nakai O, Yamaura I, Takeda S, Furuya K. The Natural History of Herniated Nucleus Pulposus With Radiculopathy.
Evidenza istologica del riassorbimento dell'ernia discale sequestrata - Estratto da: Ito T, Yamada M, Ikuta F, Fukuda T, Hoshi S, Kawaji Y, Uchiyama S, Homma T, Takahshi HE. Histologic Evidence of Absorption of Sequestration-Type Herniated Disc.