16 ottobre 2012

LA RASSEGNA DEI PIATTI TIPICI DEL MEDIO VOLTURNO FA TAPPA A CASTEL CAMPAGNANO



CASTEL CAMPAGNANO. Presso l’agriturismo/fattoria didattica Selvanova, si è tenuto, il terzo appuntamento gastronomico della IV edizione del Concorso I Piatti tipici del Medio Volturno. Gli ospiti, più di quaranta giurati, sono stati accolti con un delizioso aperitivo a base di ottimo vino, un Cabernet Sauvignon “Sopra lago” del 2004, offerto per l’occasione dal dott. Antonio Buono, e panuozzi con melanzane.  Oltre al proprietario a dare il benvenuto  c’erano anche il sindaco Giuseppe Di Sorbo e il presidente della Pro loco di Castel Campagnano, Pietro Marcuccio,  che ha sottolineato come tale evento fosse solo il primo frutto della cooperazione tra le Pro Loco del Medio Volturno, una cooperazione nata per dare più visibilità e per far conoscere attraverso i prodotti tipici il nostro territorio. Il primo cittadino di Castel Campagnano ha portato i saluti della sua amministrazione agli intervenuti e parlando dell’importanza della valorizzazione del territorio, ha rivelato che da pochi giorni, anche il suo comune, come il vicino comune di Caiazzo, di cui erano presenti degli amministratori, era entrato a far parte di Città Slow, le città del buon vivere, un circuito internazionale che si fonda su valori quali la qualità del tessuto urbano, l’accoglienza, l’arte del ricevere, la cura e il rispetto dell’ambiente, la politica delle infrastrutture e il gusto per la buona tavola. Argomento, quest’ultimo, molto caro allo chef di Selvanova, Giacomo Perretta, che per la cena-degustazione ha preparato un menù, volutamente vegetariano con Crema di pecorino del Matese e conciato romano su rondelle di cetriolo, tortino di patate e cipolla rossa di Alife, Zuppa di fagioli e castagne, Fusilli di pasta fresca con pomodorini del piennolo e olive “caiazzane”, Fagottino di scarola e Biscottini misti al pallagrello bianco ed olio extra vergine d’oliva caiazzana. Ad accompagnare il pasto dell’ottimo Pallagrello bianco, di produzione propria. Il Pallagrello è un vitigno autoctono a bacca sia bianca che nera, la cui provenienza risale presumibilmente all’antica Grecia. Apprezzatissimo da sempre, fu voluto da Ferdinando IV di Borbone, nel territorio compreso tra monte Silvestro e il Belvedere di San Leucio (Caserta), nella famosa “Vigna del Ventaglio”: un semicerchio diviso in dieci raggi, tanto somigliante ad un ventaglio che ne ha preso il nome; ciascun raggio contiene uve di diversa specie. La scelta del menù, volutamente vegetariano, è stata ampiamente motivata dal dott. Buono che ha sottolineato come il ciclo produttivo dell’alimento carne è il più insostenibile per il pianeta, secondo le indagini e i dati della FAO, per 1 Kg di carne servono 15-20mila litri d’acqua mentre per far crescere un pomodoro ne occorrono 13 litri. Secondo l’economista indiano Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), produrre 1 Kg di carne ha lo stesso impatto ambientale di un’auto media europea che percorre 250 km. Quindi il menù, sottoposto all’attenzione della giuria tecnica e della giuria popolare, ha voluto riproporre i piatti vegetariani della tradizione culinaria locale, utilizzando prodotti a km 0 ed evitando l’utilizzo di piatti a base di carne per i motivi illustrati dal dott. Buono. Territorialità – Presentazione – Olfatto- Gusto – Equilibrio- Mangiare Locale/Italiano- Accoglienza di qualità  e didattica. Questi sono alcuni dei valori basilari che caratterizzano il concorso “I Piatti tipici del Medio Volturno” e che sono gli stessi o simili di Terra Nostra Coldiretti, uno dei partner dell’associazione Pro loco Caiazzo. Il Presidente di Terra Nostra Caserta, Manuel Lombardi, da quest’anno è entrato a far parte della giuria tecnica del concorso, insieme a Sabatino Santacroce esperto Slow Food, Antonio Pagano, Presidente associazione Cuochi Caserta, Angela Cerreto esperta cucina tipica locale, e Maria Grazia Fiore ideatrice del concorso ed esperta di marketing territoriale.

Pietro Rossi