16 ottobre 2012

Adelaide Tronco: “Bambini contesi da genitori egoisti”


Adelaide Tronco

CASERTA. La vicenda del bambino conteso di Padova trascinato da scuola in nome di una sentenza del Tribunale dei Minori merita una riflessione su come la nostra società tratta i propri bambini. Possibile che non si comprenda che le giovani vite devono essere messe al centro di qualunque scelta degli adulti? È fondamentale ricordare che anche quando non si è più una coppia coniugale si continua ad essere una coppia genitoriale. Come ammonisce il vescovo di Padova i genitori, invece, si lasciano spesso trascinare dalla rabbia e dal rancore trascurando le necessità dei figli ed ignorando il loro dolore interiore. Purtroppo nel caso di Padova, come in tantissimi casi analoghi, far intervenire la legge che con la freddezza della carta bollata fa rispettare regole e sentenze, è controproducente per la buona risoluzione delle questioni familiari. Posto che le sentenze vanno rispettate anche quando non piacciono, il Tribunale dei Minori ha deliberato, anche se non abbiamo gli elementi per capirne le motivazioni, a favore del padre (non dimentichiamo, però, che la madre ha perso la patria potestà per motivi che non ci sono noti). Ricordiamo, inoltre, che la polizia, chiamata a far rispettare la sentenza del Tribunale, aveva già tentato più volte di incontrare il bambino, rinunciando di fronte alle sue resistenze. Poste queste premesse si comprende che l'unica strada praticabile, se si ha a cuore il benessere interiore dei bambini, è la collaborazione intelligente, matura e responsabile dei genitori, i soli che avrebbero potuto risolvere in modo meno traumatico questa vicenda. Certo, la polizia avrebbe dovuto evitare di sconvolgere il bambino trascinandolo a forza come un delinquente, ma la madre, che sapeva della visita dei poliziotti, invece di farsi accompagnare dai parenti muniti di telecamera (per usare il filmino come arma mediatica contro il marito), avrebbe potuto chiedere l'aiuto di esperti per preparare il figlio ad una decisione che sapeva essere inevitabile, rassicurarlo sul fatto che avrebbe continuato a vederlo ed eventualmente protestare (lontano dal ragazzino!) se non le fossero stati garantiti i diritti di madre. Ma nell'era dei media, dove l'egoismo prevale quasi sempre, si è scelta la strada della gogna pubblica, di commuovere le masse a spese di un bambino, strumento inconsapevole di un'assurda e drammatica “Guerra dei Roses”.
Adelaide Tronco
Presidente provinciale ENDAS