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05 agosto 2008

Giovane arrestato per estorsione: malmenava nonna 80enne per denaro.


Piedimonte Matese . E’ stato arrestato nel Casertano un ragazzo di 25 anni che malmenava la nonna di 80 anni per costringerla a dargli denaro. All’ennesima richiesta di 50 euro, seguita da minacce e percosse sono intervenuti i carabinieri di Piedimonte Matese al comando del capitano Salvatore Vitiello (nella foto), chiamati da altri familiari e dai vicini, che hanno bloccato il giovane, F. M., e lo hanno arrestato con l’accusa di tentata estorsione e minacce. Il giovane conviveva con la nonna materna in un appartamento a Piedimonte Matese. Intanto le indagini degli uomini della Compagnia di Piedimonte Matese continuano per appurare da quanto tempo andava avanti questa storia triste di violenza fra le mura domestiche. Il giovane era conosciuto in città per il suo carattere esuberante, ma che arrivasse a tanto nessuno lo immaginava. I Carabinieri stanno cercando di capire anche i motivi del perché lo stesso 25enne avesse bisogno sempre di soldi.


Fonte: comunicato stampa

30 luglio 2008

Foglio di via per due napoletani.


Alife. Ennesima operazione anticrimine messa a segno dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, diretta dal Capitano Salvatore Vitiello (nella foto). A finire nella rete dei militari due persone. I primi due, sono pregiudicati che sono stati intercettati nei pressi della Stazione ferroviaria di Alife, mentre si trovavano a bordo di una Fiat Punto. Sul loro conto i Carabinieri hanno accertato un lunga serie di precedenti per rapina e furto in abitazione. Per N.I., 34enne, e E.S., 39enne, entrambi di Caivano (NA), è stata così emessa una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Per i militari che li hanno fermati ed accompagnati in caserma per redigere e notificare nei loro confronti il provvedimento, non vi sono dubbi che i due pregiudicati fossero in procinto di portare a termine l’ennesima rapina. Secondo alcune statistiche, diminuiscono gli omicidi, ma rapine e borseggi non erano mai stati così numerosi da 50 anni ad oggi. Anche per altri reati contro il patrimonio i tassi sono più elevati di quanto non fossero negli anni 60 e 70 . La quota di stranieri indagati per omicidio è cresciuta negli ultimi anni: si va dal 6% del 1992 al 32% del 2006. Tuttavia, nello stesso periodo, è cresciuta anche la quota degli stranieri sul totale delle vittime di omicidio, che passa dal 7,4% del 1992 al 21,4% del 2006. Le vittime di omicidio si concentrano nel Centro-Nord e tra le donne: nel 2006 rispettivamente il 33 e il 26,3% delle vittime di omicidio. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto annuale Istat 2007 sulla situazione del Paese e che analizza lo stato di insicurezza crescente tra gli italiani e le sue cause.

Alberto Gatto

17 luglio 2008

OPERAZIONE ANTIDROGA DEI CARABINIERI DI PIEDIMONTE MATESE.


Piedimonte Matese.Otto persone, tra cui un commerciante ed uno studente, accusate di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti in una vasta zona nell'alto casertano, sono state arrestate dai Carabinieri di Piedimonte Matese (Caserta), a conclusioni di indagini durate oltre un anno, nel corso delle quali sono stati sequestrati un chilo e 200 grammi tra cocaina ed eroina. L'operazione e' stata coordinata dalla Dda di Napoli. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, Daniela Fallarino, su richiesta del Pm della Dda, Antonio Ardituro. La droga fatta arrivare da quattro immigrati del Ghana e della Nigeria a Castelvorturno, sul litorale casertano, veniva ceduta agli arrestati a 50 euro al grammo e rivenduta nella zona Alifana a 100 euro. I Carabinieri di Piedimonte Matese, diretti dal capitano Salvatore Vitiello (nella foto), hanno anche identificati i quattro immigrati di origine africana, resisi irreperibili, che dalle risultanze delle indagini importano e spacciano ingenti quantitativi di cocaina ed eroina.


Fonte:comunicato stampa

30 aprile 2008

Tre giovani denunciati alla Procura della Repubblica per vilipendio di cadavere.


Raviscanina. Tre giovani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per danneggiamento e vilipendio di cadavere. Tutti incensurati, nella nottata tra venerdì e sabato, si sono introdotti nel cimitero di Raviscanina ed hanno cominciato a sfasciare tre lapidi presenti all’interno del camposanto, danneggiato altre e buttato a terra vasi portafiori. Dopo questo atto incredibile i tre, non contenti, ne hanno messo in atto un altro ancora più grave.Infatti, dopo aver preso un teschio da una bara trafugata, hanno cominciato a giocare a calcio con lo stesso.I tre, un ventenne R.D.M., un 29enne A.M. e un 30enne A.N., due disoccupati e un operaio, tutti incensurati originari di Piedimonte Matese ma due residenti a Raviscanina e uno a Sant'Angelo d’Alife, sono stati sorpresi dai carabinieri della stazione di Ailano guidati dal maresciallo Giuseppe Ratta e coordinati dalla compagnia di Piedimonte Matese diretta dal capitano Salvatore Vitiello (nella foto) all’interno del luogo sacro.I tre, probabilmente erano anche ubriachi con i militari dell'Arma, si sono giustificati dicendo di aver compiuto il raid vandalico "solo per divertirsi". Un fatto davvero incredibile che ha fatto gridare allo scandalo nella piccola comunità ai piedi del Matese. Non è possibile, infatti, che dei giovani pensino di compiere un simile gesto e, addirittura, lo mettono in atto senza alcun problema. Il rispetto per le persone defunte è alla base dell’educazione di ogni essere umano e probabilmente negli ultimi anni un simile episodio non era mai avvenuto nel nostro territorio. Il vilipendio fu introdotto nell’ordinamento giudiziario italiano nel 1889 (Codice Penale c.d. «Zanardelli»). Fino ad allora il reato previsto in casi simili era quello di blasfemìa. Questo Codice tutelava l’espressione della libertà religiosa, in forma sia individuale che collettiva, senza discriminazioni tra i culti. L’accusa sussisteva solo laddove vi era volontà di offendere la fede professata dalla persona offesa, e questa presentava querela.


Ivan Noviello Gazzetta di Caserta