02 ottobre 2012

Alla scoperta della Costa Azzurra: un sogno in blu



Quanto dista il Paradiso da Napoli? Non più di un’ora e mezza con un volo di linea dell’Air France in partenza da Napoli il giovedì e la domenica a costi competitivi come i low cost (che fa rima con love… cost… Azzurra).  La compagnia francese, che di recente ha istituito i nuovi collegamenti con Nizza - Cote d’Azur, festeggerà nel 2013 i cinquanta anni di collegamenti con Napoli con oltre centomila passeggeri trasportati all’anno. Talvolta a noi napoletani occorre un tempo più lungo di un’ora per raggiungere il centro storico o il Vomero dovendo districarci tra ZTL esistenti o di prossima istituzione presidiate da solerti vigili o bypassare piste ciclabili, non ancora aperte e già in rovina, ricettacolo di immondizia e utilizzate per parcheggi abusivi, per non parlare poi dell’inquinamento da gas di scarico! E allora, perché non approfittare di queste giornate a cavallo tra l’estate e l’autunno per un week end ad Antibes sulla Costa Azzurra tanto decantata e amata da artisti e scrittori. In questo periodo i prezzi degli alberghi sono particolarmente convenienti e la tranquilla città di Antibes, con i suoi 23 chilometri di spiagge, consentirà di soggiornare alcuni giorni, prima di affrontare i rigori dell’inverno, all’insegna del relax e del bel vivere per partecipare alle tradizioni locali come ad esempio la festa della vendemmia con la sua produzione di vino. «Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone» così John Steinbeck e Antibes senz’altro è la destinazione ideale per noi napoletani che ci  rattristiamo lontano dal nostro mare. L’Aeroporto di Nizza Costa Azzurra, ristrutturato nel 2011, è posizionato a soli 12 chilometri da Antibes e garantisce gli spostamenti di più di 10 milioni di passeggeri con l’obiettivo di crescere investendo 60 milioni di euro all’anno per continuare a modernizzare le sue strutture. Per Antibes è un’ ottima chance per i turisti esteri che la scelgono per la sua tranquillità condita da tante attrazioni artistico - culturali, sportive e non ultima per la gastronomia. La cittadina è veramente deliziosa, piccola, non troppo affollata, residenza estiva di molti artisti francesi del passato, tra cui Picasso.  Il Museo, ben conservato  e a lui intitolato, ha sede nel Castello Grimaldi a picco sul mare che fu il laboratorio di Pablo Picasso nel 1946. «Quest’artista - ci dice Béatrice Di Vita, responsabile della stampa dell’Ufficio del Turismo e dei Congressi di Antibes - lavorò durante l’autunno e lasciò come ringraziamento alla città 25 importanti tele, degli schizzi, dei disegni  e circa un centinaio di ceramiche; si possono poi ammirare alcune fotografie del pittore spagnolo fatte nel corso del suo soggiorno al castello. Alle opere del Maestro si aggiungono quelle di Léger, Modigliani, Balthus, Miró, Ernst, Atlan, Picabia, Richier, Anna-Eva Bergman, o ancora di Hans Hartung e Nicolas de Staël che vissero e morirono ad Antibes». Ad Antibes non si può venire senza passare dal mercato provenzale coperto, situato nel cuore della città medioevale, tra i banchi dei commercianti che presentano le specialità del territorio, ricco di colori e profumi dal gusto intenso dato dalle spezie e dai fiori, non ultimi quelli di lavanda, che è poi il fiore simbolo della Provenza.  Un appuntamento quotidiano che da sempre attrae un numero elevato di visitatori locali e non. E tra una fotografia e l’altra il turista trova anche il tempo per acquistare  le specialità enogastronomiche, dai famosi formaggi ai salumi, dall’ottimo patè di vario tipo, all’ olio, al miele e alle marmellate che concorreranno a far ricordare il viaggio. Da non dimenticare una sosta alla bancarella in fondo al mercato che prepara una deliziosa crèpe a base di farina di ceci da gustare  appena sfornata.  Oggi nel piano basso degli edifici, che circondano il mercato, sono ospitati negozi che vendono prodotti alimentari e artigianali. Da non perdere l'antico museo-bar dell'assenzio. Situato nella sottostante taverna, riproduce fedelmente nell'arredamento e nell'atmosfera uno dei celebri locali francesi dove si gustava questo distillato, tanto apprezzato anche dagli artisti d’oltralpe di inizio Novecento e che oggi ritorna di moda.  La città ha una sua ricca storia, che la vide inizialmente abitata dai liguri, un riparo naturale e difensivo, dall’altra un punto di convergenza per la navigazione costiera italiana e della Corsica. Nel quinto secolo a.C. i Greci di Focea, che avevano già fondato  Marsiglia, fondarono Antipolis che letteralmente vuol dire “la città di fronte”  alla Corsica  utilizzata  dalle navi  come linea d’orizzonte.  Goti, visigoti, saraceni, orde di barbari cominciarono a seminare il terrore  quando, diventata cristiana con il nome Antiboul, divenne  sede del vescovado.   Antibes fu città di frontiera nel momento in cui la Provenza venne annessa al Regno di Francia,  iniziando la ristrutturazione del sistema difensivo della città. Segna una svolta per tutta la riviera il termine «Costa Azzurra» e nel 1889 apre “il Grand Hotel” del Cap seguito dal «Grand Hotel» di Juan-les-Pins che dà il via allo  sviluppo turistico. Il top degli alberghi oggi è rappresentato dall’Hotel du Cap Eden Roc a cinque stelle che nel 2011 ha concluso un programma di ristrutturazione per un valore di 45 milioni di euro. È un luogo privilegiato dove l’eleganza ed il lusso si coniugano con la gastronomia.   Quando la città uscì dal conflitto  cominciò un’era nuova anche grazie al ricchissimo americano Frank Jay Gould che attirò personalità come  Fitzgerald, Rudolf Valentino, Mistinguett, Hemingway e la «Bella Otero».  Il Jazz appassiona i turisti  e qui Claude François e Johnny Hallyday interpretarono le loro prime canzoni; Gilbert Bécaud, Ella Fitzgerald, Ray Charles, Count Basie o ancora Dizzy Gillepsie animarono le serate di Juan-les-Pins e da allora a tutt’oggi che in estate si tiene  il festival internazionale del jazz.  Le occasioni di venire ad Antibes si moltiplicano per le famiglie. I bambini vengono attratti dagli spettacoli acquatici delle orche, dei delfini, delle foche e delle otarie dell’Espace Marineland che procurano anche grandi emozioni per un faccia a faccia unico con gli squali nel cuore di un tunnel di 30 metri di lunghezza che attraversa da parte a parte un acquario immenso che contiene 2 milioni di litri di acqua. I genitori possono scegliere tra un gran numero di ristoranti di pregio, fra cui tre hanno ottenuto una stella Michelin: “De Bacon” dei fratelli Sordello (www.restaurantdebacon.com), con lo chef Serge Philippin, rinomato per le specialità di mare; “Les Pecheurs”, creato nel 1954, ripreso nel 2003 dalla famiglia Ferrante e frequentato dalle star (www.lespecheurs-juan.com), con  lo chef Philippe Jego che fa parte dello staff del Beach Hotel di Cap d’Antibes a cinque stelle, associato dal 2010 ai Relais & Chateaux e caratterizzato dall’architettura contemporanea e dalle linee essenziali;  nonché “Le Figuier de Saint-Esprit (www.christianmorisset.fr). Il titolare di quest’ultimo ristorante, sito sui bastioni di Antibes, è il noto chef, Christian Morisset, dai lunghi baffi, che ha aperto nel novembre 2007 con la moglie Josiane, collaborato dal figlio Jordan, una struttura all'ombra di una rigogliosa pianta di fico. Christian dedica  una cura tutta particolare alla qualità, al gusto ed alla freschezza dei suoi piatti. Da assaggiare assolutamente la pera William con lamelle caramellate al cardamonio, la torta al cioccolato con piccante e limone, la creme brulé alla lavanda ed un sorbetto alle fave di cacao. Per il 2013 sono in dirittura d’arrivo dei grandi progetti per Antibes: un nuovo centro congressi di 6.500 metri quadrati che potrà accogliere 500 congressisti nella sala plenaria di 1.300 metri quadrati con annesso ristorante panoramico; una sala per spettacoli da 1.300 posti, che sarà un vero faro culturale per la comunità e, in ultimo, una sala omnisport di alto livello con una capacità di 5.000 posti a sedere.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
                                                                                                   Harry di Prisco