14 agosto 2012

UNA DELEGAZIONE DI SANT’ANGELO D’ALIFE PARTECIPA AL FORUM DELLE CITTA’ GEMELLATE DE L’ACQUILA IN OCCASIONE DELLA PERDONANZA CELESTINIANA


Crescenzo Di Tommaso
SANT’ANGELO D’ALIFE. Una delegazione di Sant’Angelo d’Alife gemellata con la città de L'Aquila in Abruzzo dal maggio 2008,  dal 27 al 30 agosto prossimo prenderà parte al rito della Perdonanza Celestiniana e parteciperà al Forum delle città Gemellate presso la Sala “Sandro Spagnoli” al Palazzo dell'Emiciclo della città abruzzese. Alla base del connubio, ha spiegato il Sindaco di Sant’Angelo d’Alife Crescenzo Di Tommaso, fonti e ricerche storiche che testimoniano come l'identità dei due centri sia legata al progetto politico di Federico II di Svevia. La città abruzzese nasce tra gli anni '30 e '40 del XIII secolo, per il controllo militare dello snodo viario che, dall'Abruzzo, conduceva verso le terre pontificie. Dopo il 1250, invece, Sant'Angelo d'Alife, per volontà del figlio di Federico, Corrado IV di Svevia, diventa città sottoposta all'autorità regia, e così da semplice villaggio sorto attorno alla rocca di Rupecanina, viene trasformato in importante presidio militare. I due centri, dunque, sono i punti estremi di questo periodo storico. La rocca di Rupecanina, che costituiva il nerbo di una delle signorie più autonome del regno normanno, sotto la famiglia Drengot, piegata da Ruggero II nel 1137, rappresenta con la sua capitolazione al cospetto del fondatore del regnum Siciliae, il punto di avvio della costruzione del potere assoluto sul regno stesso, che fu portato a pieno compimento da Federico II di Svevia. Un destino comune, la stessa identità storica, sotto l’egida dell’imperatore Federico II. Per questo, la città dell’Aquila e quella di Sant’Angelo d’Alife, in provincia di Caserta, hanno deciso di istituire un rapporto di gemellaggio.
Pietro Rossi