18 maggio 2012

L’INTERA “DIVINA COMMEDIA” LETTA E COMMENTATA IN 6 ANNI Affascinante Lectio magistralis del noto dantista Saverio Caramanica


MONDRAGONE (Raffaele Raimondo) – Progetto ardìto, è vero, ma straordinariamente realizzato: la declamazione e l’analisi critica dell’intera Divina Commedia! Uno splendido primato, insomma! La trepidante partenza, il 18 marzo 2006; il felice epilogo, sabato 28 aprile 2012. Cento canti pari a un monumento poetico di 14.233 versi immortali. Una schiera di autorevoli relatori succedutisi in ben sei anni, ogni volta un’enorme partecipazione di pubblico. Soprattutto, centrato il nobile fine di avvicinare i giovani al genio di Dante. Risale dunque a fine aprile il maestoso approdo, presso il Centro culturale francescano, ma l’eco continua a risuonare e, a cerchi concentrici, si farà sentire per lungo tempo ancora. E giustamente! Sala gremìta, quella sera, come nelle circostanze di autentico rilievo. Monsignor Antonio Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca, onorando una promessa, era al centro del tavolo dietro al quale sedevano padre Massimo Cardito, presidente del Centro e parroco di San Francesco, il commissario prefettizio Michele Capomacchia (cui è subentrato, a distanza di pochi giorni, il nuovo sindaco Giovanni Schiappa), lo studioso Raffaele Fiore e il noto dantista Saverio Caramanica. Un venticinquenne, prima dell’inizio dei lavori, ha voluto esternare tutta la gratitudine dei giovani mondragonesi che nel sessennio hanno potuto tuffarsi nella Lectura Dantis Sinuessana. Poi l’incanto d’apertura, coi celeberrimi versi della preghiera di San Bernardo alla Vergine delicatamente recitati dalla giovanetta Micaela e, subito dopo, dall’ancor più piccolo Saverio (eredi spirituali del dantista “dalla memoria di ferro” e “dal cuore dantesco in fiamme”); a proseguire al microfono don Salvatore Milazzo, che ha declamato, con forte trasporto culturale ed emotivo, tutte le successive terzine del meraviglioso 33° della terza Cantica. Gli entusiasti saluti di padre Massimo e del professor Fiore hanno preceduto la vibrante “lectio magistralis” tenuta da “grande vegliardo” Caramanica che più di tutti non ha lesinato energie, in questi anni, affinché la Lectura Sinuessana raggiungesse, ad ogni step, un altro ed alto livello di interpretazione e di approfondimento. Infatti - sapientemente intrecciando citazioni testuali, collegamenti ed acutissime riflessioni - il professor Caramanica, senza rinunciare a puntuali passaggi nell’Inferno e nel Purgatorio, ha “volato” da aquila della critica letteraria sul Paradiso di Dante. E gli astanti assorti, meditando a dovere sugli snodi più significativi (fra i tanti, la motivata definizione della Commedia come sublime “Poema mariano”), lieti di rivivere giovanili passioni sbocciate sui testi del Sommo Poeta, assaporando già la nostalgia di un itinerario che si concludeva e, forse, segretamente auspicando che possa presto ricominciare…