30 maggio 2012

L' Avv. Ubaldo De Vincentis sporge denunzia contro Equitalia.


CASERTA. Alle tante modalità di riscossione da parte dell' "Equitalia", ne aggiungiamo un'altra che ha generato gravi disturbi cardiaci e uno stato di continua agitazione, ma non certo il suicidio, come avviene quasi quotidianamente per certuni, forse perché il malcapitato di turno è un avvocato, uno, cioè, che sa "leggere" e "scrivere", pur se in età avanzata. L' Avv. Ubaldo De Vincentis, ha ricevuto, giorni or sono, "un ennesimo blocco di cartelle, tutte in una sola volta"con le quali l'Ente mittente, cioè l'"Equitalia", chiede "vari pagamenti, diffidando a pagare subito, entro cinque giorni dalla ricezione, pena l'esecuzione". L'aspetto tragico e comico nel contempo, non è rappresentato solo da somme, peraltro già pagate, ma dal tempo concesso di soli cinque giorni, che si riducono a tre, se si tiene conto dei giorni che vanno dal venerdì al lunedì,  e ancora dal fatto che si tratta di cartelle che risalgono dal 1993 al 1997, 1999, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006, per cui è da chiedersi se è logico e corretto chiedere pagamenti "entro cinque giorni" per fatti che risalgono ad oltre venti anni. E, se tali cartelle le avesse ricevute un anziano pensionato, dalle mani callose e dall'odore della calce, cosa avrebbe dovuto fare? Sarebbe stato obbligato, comunque, a pagare o avrebbe dovuto assistere, impotente, ad una forzata esecuzione della propria casa, costruita con indicibili stenti e privazioni, "storia", questa, inclassificabile sul piano giuridico, vergognosamente incivile su quello umano. Ma il nostro avvocato, che non è un evasore, come ha già dimostrato in altre occasionio, in data 28 maggio 2012, ha sporto denunzia presso la stazione dei Carabinieri di Caserta, nei confronti dell' "Equitalia", per i reati di abuso di potere, minaccia di mali ingiusti, ossia di ogni altra ipotesti delittuosa e/o contravvenzionale che possono emergere, con riserva di costituirsi parte civile nell’ instaurando  procedimento penale. Da parte nostra, come cittadini, coltiviamo  la speranza  che si faccia piena luce su situazioni deprecabili ed estremamente pericolose, massimamente per i deboli e gli indifesi.

 Michele Falcone