30 maggio 2012

Caiazzo. Chiusura opificio, “ni” del TAR

CAIAZZO. Il Tar Campania conferma il provvedimento di sospensione di un’attività artigianale, ma è un provvedimento tuttora interlocutorio. Il TAR Campania-Na, Sezione Terza, composta dai magistrati Saverio Romano (Presidente), Paolo Cerpentieri (Consigliere Estensore) Ida Raiola (Consigliere) con sentenza pubblicata in data 18/05/2012 ha respinto il ricorso proposto dal marmista R. B. contro il provvedimento di sospensione dell’attività artigianale per  l’incisione di lapidi cimiteriali. Il ricorrente aveva ottenuto dal TAR in un primo momento, la sospensione del provvedimento. Successivamente, il Comune si è costituito in giudizio tramite il patrocinio legale dell’avvocato amministrativista Pasquale Marotta, il quale ha eccepito l’inammissibilità e l’improcedibilità del ricorso per non avere il ricorrente impugnato anche un provvedimento successivo a quello impugnato, adottato dal settore provinciale di Caserta Ecologia e Ambiente che recava la sospensione dell’attività artigianale in quanto produttiva di emissioni in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione regionale. Per effetto di tale sentenza, l’attività di marmista del sig Buonomo resta sospesa. Ricordiamo che l’Asl, Distretto Sanitario numero 15 di Caiazzo, a seguito di una serie di controlli, il 19 agosto dello scorso anno svolse un sopralluogo presso un’impresa artigiana di Lavorazioni Marmi sita in via Latina, di cui titolare è un 56 anni residente a Caiazzo. Dal predetto sopralluogo emerse che la stessa impresa risultava sprovvista di dichiarazione di inizio attività e di Decreto di Classificazione Industria Insalubre.
Ma anche la struttura stessa fu oggetto di rilievi da parte dei tecnici che riscontrarono nei locali pareti intonacate, in cattivo stato di manutenzione con evidenti tracce di umidità ascendente e sprovvisti di servizio igienico. Inoltre in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera, di cui ai previsti obblighi di legge l'impresa risultò sprovvista di autorizzazione alle emissioni in atmosfera. A seguito di ciò il Responsabile della UOPC richiese al Sindaco di emettere Ordinanza Sindacale nei confronti del Sig. B. R., affinchè sospenda l'attività di lavorazione marmi incisione lapidi cimiteriali fino al ripristino dei requisiti igienico sanitari dei locali ed all' acquisizione delle previste autorizzazioni all' esercizio. Il 16 dicembre scorso, il Tribunale Amministrativo Campano si è espresso emettendo apposita ordinanza dalla quale si evince testualmente: "Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Terza) a) Accoglie l’istanza e per l'effetto sospende il provvedimento impugnato; b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del 19 aprile 2012. c) condanna l’amministrazione al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in euro 500,00 (cinquecento)." Ora lo stesso organismo, Sezione Terza, composta dai magistrati Saverio Romano (Presidente), Paolo Carpentieri (Consigliere Estensore) Ida Raiola ( Consigliere) con sentenza pubblicata in data 18/05/2012 ha respinto il ricorso proposto dal marmista Roberto Buonomo contro il provvedimento di sospensione dell’attività artigianale per l’incisione di lapidi cimiteriali. Il Buonomo aveva ottenuto dal TAR in un primo momento, la sospensione del provvedimento. Successivamente, il Comune si è costituito in giudizio tramite il patrocinio legale dell’avvocato amministrativista Pasquale Marotta, il quale ha eccepito l’inammissibilità e l’improcedibilità del ricorso per non avere il ricorrente impugnato anche un provvedimento successivo a quello impugnato, adottato dal settore provinciale di Caserta Ecologia e Ambiente che recava la sospensione dell’attività artigianale in quanto produttiva di emissioni in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione regionale. Per effetto di tale sentenza, l’attività di marmista resta sospesa.

Fonte:teleradionews