30 marzo 2012

Ignorata la petizione di migliaia di cittadini per la discarica di Lo Uttaro.


Lo Uttaro: il Comune fa orecchie da mercante, ignorando la petizione di migliaia di cittadini, e non solo non vieta lo il sito di stoccaggio ma delibera anche la realizzazione di un altro impianto di rifiuti nell'ex macello. Nel frattempo la Regione annuncia l'ennesimo sblocco dei fondi per la bonifica  ma non annulla l'autorizzazione al sito della New Ecology. E il sito di trasferenza, di cui la Provincia aveva annunciato la rimozione, è ancora lì ad inquinare l'area. I comitati e le associazioni: se non si vietano definitivamente i nuovi impianti qualsiasi stanziamento di fondi sarà solo uno spreco di denaro pubblico e una presa in giro per la cittadinanza. Si è tenuto mercoledì 28 marzo il consiglio comunale a Caserta e l'amministrazione comunale non solo ha deliberatamente ignorato la petizione con la quale  circa un migliaio di cittadini casertani gli avevano chiesto, più di un mese fa, di inserire all'ordine del giorno del civico consesso la vicenda del sito di stoccaggio di rifiuti autorizzato nell'area di Lo Uttaro ma ha addirittura confermato, nel piano triennale per le opere pubbliche approvato insieme al bilancio, la realizzazione nella medesima zona, per il 2013, di un nuovo impianto di trattamento di rifiuti (presumibilmente quelli organici) per il quale è stato già approvato, con delibera di giunta n. 36 del 22 marzo scorso, il relativo studio di fattibilità. Segno evidente che il Sindaco Del Gaudio e la sua giunta non hanno nessuna intenzione, come era apparso evidente già in altre occasioni, di impedire l'installazione di nuovi impianti insalubri nella zona di Lo Uttaro e di consentirne quindi una reale riqualificazione. Ma l'aspetto più paradossale è che solo qualche giorno fa gli organi di stampa davano notizia dell'ennesimo sblocco di fondi (10 milioni di Euro) per la bonifica dell'area di Lo Uttaro. E' ormai dal lontano 2008 che periodicamente si susseguono annunci di questo tipo, i quali, alla luce di quello che sta accadendo, non hanno altra funzione che quella di consentire all'amministratore pubblico di turno di vantarsi del proprio impegno a favore della martoriata periferia casertana, nel mentre tutto o quasi, a Lo Uttaro, è destinato a restare così com'è o addirittura a peggiorare. Tocca ricordare infatti che la discarica di Cava Mastropietro, quella voluta da Bertolaso nel 2006 e chiusa dalla magistratura nel novembre 2007 per disastro ambientale, non è ancora stata messa in sicurezza e continua a produrre percolato, che si infiltra nel terreno e nella falda acquifera, e biogas, che si libera nell'aria. E il sito di trasferenza, del quale, poco più di un mese fa, il Presidente della provincia Zinzi aveva sbandierato la rimozione, continua a fare brutta mostra di se e a rilasciare percolato in abbondanza nella contigua Cava Mastroianni. Se davvero l'Assessore all'Ambiente della Regione Campania e il Sindaco di Caserta hanno intenzione di consentire la riqualificazione ambientale della area di Lo Uttaro procedano innanzitutto, ognuno per la propria competenza, così come gli hanno chiesto quasi un migliaio di cittadini casertani, ad annullare il decreto che ha autorizzato, nell'agosto del 2011, la realizzazione, da parte della società New Ecology, dell'impianto di stoccaggio di rifiuti, anche pericolosi, e ad eliminare il nuovo impianto di trattamento dal piano triennale delle opere pubbliche, annullando anche la delibera di giunta. Tutti e due gli impianti, infatti, dovrebbero sorgere all'interno di quell' "Area Vasta" per la quale l'ARPAC, l'Agenzia Regionale per la protezione dell'ambiente, ritiene "necessario procedere con la massima urgenza all'approfondimento della conoscenza sulle cause e sulle reali dimensioni dell'inquinamento delle matrici ambientali, in termini qualitativi e quantitativi, al fine di addivenire ad una corretta definizione degli interventi di risanamento da realizzare, scongiurando il perpetrarsi di danni all'ambiente ed i possibili effetti negativi sulla salute umana".  Senza questi atti concreti lo stanziamento di fondi per la bonifica costituirebbe uno spreco di denaro pubblico e l'ennesima presa in giro per i cittadini casertani costretti a subire ancora per molti anni gli effetti dell'inquinamento diffuso di un'area che i nostri amministratori pubblici non hanno voluto realmente riqualificare. Non lo possiamo permettere e per questo metteremo in campo tutte le azioni possibili per scongiurare tale evenienza. 
COMUNICATO STAMPA:

Com.E.R. - Comitato Emergenza Rifiuti - Caserta

LiberaMente Movimento Civico Prov. Caserta

OsservAzione - Caserta

Legambiente - Circolo di Caserta