11 aprile 2010

Presentato il libro dell'artista grazzanisano Giovanni Izzo.


GRAZZANISE. ‘Tutti diversi tutti uguali’ il titolo della VII Conferenza Regionale dell’Immigrazione che si è tenuta a Napoli nel mese di Febbraio. Nell’ambito di tale evento è stato presentato il libro fotografie ‘PromisedLand’ dell’artista grazzanisano Giovanni Izzo. Il maestro ha raccolto nel volume, sponsorizzato per l’occasione dalla Regione Campania e fortemente voluto dall’assessore alle politiche per l’Immigrazione, prof.ssa Alfonsina De Felice, una serie di ritratti di ospiti del Centro Fernandes che ha frequentato assiduamente per ottenere la fiducia di quanti poi hanno posato dinanzi al suo obiettivo. Dai ritratti del libro, i cui diritti sono stati acquistati da ‘Motta editore’, è nata una mostra che è già stata realizzata a Roma nel mese di Marzo e prossimamente sarà presentata a Capua, presso la sala Capecelatro del locale Seminario diocesano. Per l’occasione sarà presentato anche il volume in cui la prefazione della prof.ssa De Felice racconta e suggerisce il giusto itinerario interiore ed umano con cui accostarsi alle immagini per apprezzarne la delicatezza e la profondità del messaggio ed andando oltre gli scatti forse non a caso l’autore ha voluto dedicare quest’opera ai suoi tre figli. Successivamente la mostra si sposterà presso la Reggia Vanvitelliana e quindi a Bari, dove sarà curata dal prof. Elefante, per poi proseguire all’estero. Del maestro Izzo si è parlato in occasione di altre sue stupende mostre e si avrà ancora modo di ricordarne il profilo professionale; per questa grande opera si lascia spazio alle parole dell’assessore: ‘Negli scatti di Izzo –si legge nella bellissima presentazione di De Felice- i soggetti non si perdono in uno sfondo, e l’osservatore non si impegna a cercare quei riferimenti ambientali che gli lasciano intuire chi sono costoro, dove sono o da dove vengono. Non li definisce, non li classifica prima ancora di guardarli. E senza riferimenti, l’osservatore deve soffermarsi di più sui soggetti delle foto; deve analizzarli e finisce quindi per cogliere cose che sfuggono sempre ad uno sguardo superficiale. E infatti, non è il colore della pelle a colpire, ma gli sguardi, i sorrisi, i tratti del volto, le acconciature e perfino alcuni vezzi espressivi’. ‘Il bel lavoro di Izzo –conclude- è un prezioso invito a guardare in volto le persone, ad osservarle con curiosità e rispetto, a superare diffidenze e paure verso categorie di alterità troppo spesso astratte, che rischiano di sfociare in episodi di intolleranza, chiusura e razzismo’.


Giovanna Pezzera