27 marzo 2010

Questione Parmalat, In trepida attesa 320 aziende locali che forniscono il latte.


PIANA DI MONTE VERNA. Stilare un bilancio dei traguardi raggiunti nel 2009. Definire le prospettive strategiche dell’anno in corso. E soprattutto, definire una nuova piattaforma contrattuale per il prezzo del latte di alta qualità. Questi gli argomenti all’ordine del giorno della riunione in programma a Collecchio, per il prossimo primo aprile, giorno in cui il Gotha della Parmalat annuncerà i programmi industriali in cantiere per il 2010. Una riunione di fondamentale importanza, dunque, per i 250 allevatori del matesino che giusto dodici mesi fa, diedero vita ad una manifestazione di protesta come non se ne vedevano da anni nell’alto casertano. Ad innescare la protesta, un anno fa, la conferma che il costo del latte conferito dai 250 allevatori dell’alto casertano avrebbe dovuto essere ulteriormente diminuito, passando così dagli attuali 0,41 centesimi di euro a 0,38. «Anche se la crisi economica continua ad imperversare - sostiene Marcello de Simone, direttore provinciale della Coldiretti di Terra di Lavoro - quest’anno la trattativa per il rinnovo del prezzo dell’oro bianco dovrebbe essere meno traumatica. Già il 15 marzo scorso abbiamo incontrato a Roma i vertici della Parmalat, che ci hanno annunciato la volontà di definire assieme alle associazioni di categoria un percorso concertativo per corrispondere il giusto prezzo a chi ha investito in qualità e sicurezza dei propri allevamenti». Attualmente, presso il sito dell'alto casertano, vengono lavorate 60mila tonnellate di latte all'anno, con una media giornaliera di 2500 tonnellate al giorno. Per il novanta per cento, la Parmalat si rifornisce di latte munto in stalle "made in Campania". Tra queste, se ne contano ben 320.