21 ottobre 2008

LA RIFORMA DELLA SCUOLA PREOCCUPA ANCHE IL PROVVEDITORE DI CASERTA E MOLTI PRECARI NON SARANNO RICONFERMATI.


Piedimonte Matese. Il capogruppo del Popolo della Libertà Giovanni Ferrante, intervenendo in tema di istruzione e di riforma Gelmini, considera inutile e falso l’allarme lanciato dal presidente della Comunità Montana del Matese dott. Marco Fusco e dal sottoscritto riguardo la possibile chiusura delle scuole dell’obbligo in alcuni comuni montani del Matese. Ritengo doveroso fare alcune precisazioni, sul metodo e nel merito. Sul metodo il cons. Ferrante dica se corrisponde al vero o meno che il Governo è intervenuto anche su questo tema sensibile per decreto legge (esautorando ancora una volta il Parlamento dall'esercizio delle sue prerogative). Se corrisponde al vero o meno che il riordino del sistema scolastico è stato subdolamente inserito nel le disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili delle autonomie locali oggetto del decreto. Se è vero o meno che le regioni, cui spetta la competenza dell’istruzione, dovranno necessariamente provvedere al ridimensionamento scolastico pena la nomina di un commissario ad acta. Nel merito, evitando polemiche personali e strumentali, mi piace riportare l’articolo pubblicato oggi da “Il Mattino”, a firma di Diamante Marotta, che contiene affermazioni tecniche, difficilmente contestabili, del dirigente dell’USP Vincenzo Di Matteo. Si preannuncia un periodo particolarmente ricco di eventi che riguardano il mondo della scuola dopo le novità introdotte dal ministro Gelmini. Ai decreti legge si sono susseguiti annunci sulla riforma della scuola, sulla formazione delle classi, sul rapporto docente-alunni, ma soprattutto i nuovi parametri sul dimensionamento della rete scolastica dove c’è il rischio che gli istituti con meno di 500 alunni perderanno l’autonomia e i plessi al di sotto di 50 alunni verranno chiusi. E proprio sul dimensionamento della rete scolastica, la provincia di Caserta potrebbe pagare il prezzo più alto. In settimana la Camera inizierà proprio l’esame del decreto legge 154, il cui articolo 3 prevede che le Regioni devono predisporre il piano di dimensionamento entro il 30 novembre. In caso contrario il governo potrebbe nominare un commissario ad acta. Si preannuncia, però, un dibattito molto vivace dopo le proteste dei presidenti di Regione e sono in molti a pensare che la clausola sul commissariamento possa essere cancellata. Al di là di queste considerazioni il dato più importante è che l’ufficio scolastico provinciale e la stessa Provincia di Caserta stanno raccogliendo i dati necessari per elaborare una proposta di piano di dimensionamento che dovrà poi essere approvato e ratificato dalla Regione. «Su disposizione del direttore generale Alberto Bottino il nostro ufficio - dichiara il dirigente dell’Usp Vincenzo Di Matteo - sta raccogliendo tutti i dati relativi alle scuole di ogni ordine e grado, al numero di alunni e al numero di plessi e succursali, utili per la formulazione della proposta di eventuali accorpamenti e la definizione del piano di razionalizzazione della rete scolastica. Dati che saranno trasferiti in tempi brevi alla direzione regionale della Campania». Ricordiamo che su 225 scuole in provincia di Caserta, ben 72 sono sottodimensionate con un numero di alunni inferiore a 500 unità, di cui 12 direzioni didattiche, 16 istituti comprensivi, 36 scuole medie e 8 secondarie superiori. A questo poi si aggiunge il fatto che circa 60 sono i plessi, sezioni staccate e succursali (con meno di 50 alunni) di comuni montani che non rientrano nei parametri dettati dal ministro Gelmini e quindi da «tagliare», costringendo gli alunni a faticosi spostamenti per seguire le lezioni. «I comuni che sicuramente avranno qualche problema - aggiunge il provveditore Di Matteo - sono i comuni dell’alto casertano e quelli di comunità montana dove ci sono plessi con meno di 50 alunni. Tra questi, i comuni di Ailano, Capriati al Volturno, Piedimonte Matese, Roccamonfina, Marzano Appio, Sessa Aurunca, Caiazzo, Ruviano, Formicola, Pontelatone, Mignano Monte Lungo, Rocca d’Evandro, Castello del Matese, Teano. È chiaro che l’amministrazione farà delle proposte tenendo presente la territorialità e le esigenze della popolazione e si farà il possibile affinché il piano di dimensionamento della rete scolastica non vada a penalizzare soprattutto le istituzioni scolastiche ubicate in realtà come le zone a rischio, i piccoli centri e i comuni montani». Il cons. Ferrante infine afferma giustamente che non vi sono stati licenziamenti . Dica però, per amore di verità, ai tanti precari che già quest’anno non hanno visto confermato l’incarico, che dovranno cercare altri sbocchi lavorativi per l’oggi e il domani.


Dott. Emilio Iannotta (nella foto)