23 marzo 2012

IL COMUNE DI SAN POTITO SANNITICO INDICE UNA GIORNATA ECOLOGICA PER SALUTARE LA PRIMAVERA.


Francesco Imperadore
SAN POTITO SANNITICO. Il Comune di San Potito Sannitico in collaborazione con  la Pro Loco “Genius Loci” e  la Protezione Civile Organizzano l’evento Primaverarte, contenitore di manifestazioni volte alla promozione per territorio e alla riscoperta dei valori dell’ecologia. Il primo appuntamento è previsto per oggi Sabato 24 Marzo con “Ecologiando”. La giornata si articolerà secondo il seguente programma: alle ore 9.00 presso l’atrio della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado di San Potito Sannitico, “Ecologiocando”. Alle ore 10.30 è prevista la partenza per il Centro Storico dove, presso Via Aulecine, avrà luogo l’adozione da parte degli studenti di uno spazio verde pubblico  la Fontana Aulecine. Alle ore 11.30 Il Sindaco Dott. Francesco Imperadore saluterà gli studenti e tutti i partecipanti alla giornata ecologica. Successivamente, è previsto l’intervento del Ing. Gianfranco Di Caprio (Settore Ecologia Regione Campania) e a seguire il Prof. Antonio Tedesco presenterà “Luoghi Casertani: un viaggio tra i 104 Comuni della Provincia di Caserta”’.
Pietro Rossi

Asprinio: dalla vite maritata alle innovative bollicine Made in Sud.


CASERTA.Si segnala un evento di lusso al prossimo Vinitaly , infatti Unioncamere Campania in collaborazione con Coldiretti Caserta,  promuoverà  l’Asprinio e le sue peculiarità  in quel di Verona. Un convegno dal titolo “Asprinio: dalla vite maritata alle innovative bollicine Made in Sud” si terrà il prossimo lunedì 26 marzo alle ore 14,30 presso il Padiglione Campania al quale farà gli onori di casa il Presidente di Unioncamere Campania dr. Tommaso De Simone. Il dr. Pietro Razzino – agronomo casertano – illustrerà le attuali potenzialità del comparto mentre gli interventi scientifici saranno a cura del Prof. Attilio Scienza – della Facoltà di agraria di Milano – che parlerà delle origini dell’antico vitigno campano e , il Dr. François Botton – responsabile tecnico per i vini spumanti del gruppo Laffort (Bordeaux) – illustrerà ai presenti le tecniche di vinificazione e spumantizzazione con il metodo classico. I temi sviluppati e le indicazioni degli esperti menzionati rappresenteranno sicuramente una opportunità di riflessione per questo vitigno non del tutto  valorizzato come merita che, se “ottimizzato”  e considerato nelle sua effettiva potenzialità potrebbe rappresentare un buon volano di sviluppo per il territorio aversano. Sarà presente  una delegazione di vitivinicoltori del Casertano ed esperti della Confederazione Nazionale Coldiretti, che  saranno  accompagnati dal direttore di Coldiretti Caserta Gianni Lisi e dal vice direttore Felice Fabozzi .

FIREMA, Abbate (PD): “Inaudito il silenzio delle Istituzioni. Interventi sinergici del Partito Democratico su Regione, Provincia e Comune”

Dario Abbate
CASERTA. “Siamo fortemente preoccupati per il grave silenzio dell’Ente regionale e di quello provinciale che pure avevano preso precisi impegni sulla questione della Firema: è passato più di un mese dal presidio organizzato dai lavoratori della ditta casertana sotto Palazzo S. Lucia ed ancora non un solo atto è compiuto nel rispetto degli accordi sottoscritti”.  A dichiararlo in una nota alla stampa, è il Segretario del coordinamento provinciale del Pd-Caserta, Dario Abbate che anticipa l’intenzione del Partito di convocare ad horas un tavolo di confronto con le rappresentanze dei lavoratori della Firema: “E’ inaudita l’immobilità istituzionale della Giunta Caldoro, di quella della Provincia e del Comune di Caserta di fronte alla delicata vertenza dei 300 lavoratori dell’industria casertana leader del settore dei trasporti su rotaia.  Prendiamo atto che nonostante l’impegno assunto dall’Assessore Vetrella nell’incontro del 10 febbraio scorso, non un solo euro dei quattro promessi è stato stanziato dalla Regione a copertura dei crediti vantati dalla Firema per le commesse Mcne e Sepsa. Si tratta di fondi che garantirebbero almeno due anni di respiro ai lavoratori e sono fondamentali per riaccendere le speranze di sopravvivenza dello stabilimento.  Il tempo è ormai scaduto- dichiara Abbate- e riteniamo superato anche il tempo delle divisioni: di fronte al futuro di centinaia di lavoratori casertani, siamo tutti chiamati al nostro dovere. Nelle prossime ore- conclude il Segretario del PD casertano- proporremo azioni congiunte alla Regione, alla Provincia ed a Comune di Caserta attraverso i nostri rappresentanti istituzionali per far sì che la vertenza Firema esca dal silenzio in cui l’hanno gettata”.

c.s.

SOLDI FALSI TRA LA CAMPANIA E LA PROVINCIA DI FROSINONE, ARRESTATO ‘GROSSISTA’

Con le accuse di “spendita ed introduzione nello Stato di monete falsificate”, i Carabinieri della Compagna di Pontecorvo hanno arrestato C.S., un 33enne, originario della Liberia, da anni residente in Napoli, ritenuto pedina importante di un’organizzazione criminale che si serviva di corrieri della droga onde garantire un consistente trasferimento di monete fasulle tra la Campania e il Frusinate. I Militari ciociari, che hanno avuto un ruolo di primo piano nelle indagini sull’illecita attività dell’ammanettato, hanno agito in ottemperanza ad un’ordinanza di carcerazione, emessa dal Giudice di Competenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Dopo l’arresto, l’uomo è stato rinchiuso nel Carcere della cosiddetta Città del Foro e posto a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Daniele Palazzo

VIOLA L'OBBLIGO DI DIMORA, IN MANETTE PREGIUDICATO PARTENOPEO.

Nonostante fosse gravato della misura giudiziaria della Sorveglianza Speciale, che gli imponeva l’obbligo di soggiorno nel proprio Comune di residenza, se ne andava a zonzo per le vie del centro urbano di Scauri. Chissà quante volte lo aveva fatto impunemente. L’ultima gli è stata fatale.  Parliamo del pregiudicato napoletano S.Z., di 37 anni, che, nel corso della sua ultima scorribanda in territorio del Sud Pontino, è stato scoperto, controllato ed arrestato dai Carabinieri della Stazione operante in loco. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Latina. 

Daniele Palazzo

COME MORI’ GIUDA, L’UOMO CHE CONSEGNO’ GESU’ NELLE MANI DEI SUOI NEMICI?


CANCELLO E ARNONE. Giuda Iscariota  è stato uno dei dodici apostoli di Gesù, quello che, secondo il Nuovo Testamento, lo ha tradito per trenta denari (Matteo 26,14-16) attraverso il gesto di un bacio. E' stato quindi una figura chiave durante la Passione di Gesù (la notte del Giovedì Santo). Perseguitato dalla colpa, successivamente si è suicidato. E' passato alla storia come l'uomo "simbolo" del tradimento. L'esatto significato del nome "Iscariota" è sconosciuto; alcune interpretazioni hanno suggerito che il termine potrebbe indicare "uomo di Kariot" (Ish Kariot). Secondo altri potrebbe derivare dal persiano Isk Arioth, ovvero "colui che serve" oppure "colui che sa". È possibile collegarlo al termine Iskariot (che in aramaico, non scrivendo le vocali come consuetudine, sono omografi -S-q-r-t-), i killer zeloti e da cui deriva appunto il termine moderno sicario. Mercoledì 21 marzo u.s., nella parrocchia Maria Regina di Tutti i Santi, don Sabatino Sciorio ci ha fatto approfondire la Parola di Gesù rispondendo al seguente quesito: come morì Giuda, l’uomo che consegnò Gesù nelle mani dei suoi nemici? Se Gesù sapeva che Giuda lo avrebbe tradito, perché l’ha tenuto sino alla fine nella cerchia dei più vicini? Ragionando con calma su questa domanda si può desumere che:
-          Se Gesù ha chiamato Giuda è perché pensava veramente che avesse le potenzialità per diventare un buon apostolo (per potenzialità s’intende ciò che è “in potenza”, che è “latente”, che potrebbe svilupparsi e diventare nella pratica, ma che è ancora allo stato di possibilità). Quante volte è capitato anche a noi di trovare delle persone che hanno magari un cuore perfetto in quanto a sentimenti, ma che poi per altri motivi, come l’avidità oppure la debole volontà, vengono corrotti nel carattere?
-          Molti credono alla predestinazione, ossia un destino già prestabilito, senza possibilità da parte dell’uomo di modificarlo; chi è destinato alla salvezza sarà salvato e chi non è destinato alla salvezza non lo sarà. La Chiesa non è d’accordo con questa dottrina, infatti la salvezza è per tutti ed è raggiungibile in ogni momento della nostra vita, in base al “libero arbitrio” cioè alla libera possibilità di scelta che ogni uomo ha. Questo vale a dire che Giuda non era condannato o incaricato a tradire Gesù per forza. Egli poteva decidere liberamente di seguire davvero Gesù come apostolo.
 Ma che cosa sappiamo della morte di Giuda?
Il figlio dell’uomo se ne va (più precisamente muore), ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato! (Mc 14,21). In realtà si deve considerare che Giuda non ha tradito, perché egli in effetti ha consegnato Gesù ai romani, convinto di potergli dare una spinta a reagire nei confronti degli usurpatori, ma aveva sbagliato il suo giudizio e per di più “pretendeva di saperne più di Dio”. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”. Ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!” Ed egli gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi (Mc 27, 3-5). Questo passo di Marco indica chiaramente che Giuda quando si rende conto che Gesù era stato condannato, cerca di giocarsi la sua ultima carta, nel senso che va dai sommi sacerdoti e confessa il suo peccato, con lo scopo di offrire la sua persona al posto di quella di Gesù, infatti dal momento che lui aveva fatto condannare un innocente avrebbe dovuto pagare per la sua menzogna, ma non fu così i sommi sacerdoti e gli anziani che volevano la morte di Gesù non gli diedero ascolto e Giuda non poté più aiutarlo. A questo punto gettò a terra le monete d’argento, si allontanò dal tempio e andò ad impiccarsi. A questo proposito per comprendere l’esatta interpretazione del Vangelo di Matteo, bisogna sapere che con l’espressione “andò ad impiccarsi” si vuole intendere che chi non segue la Parola di Gesù, va incontro ad uno sfacelo totale, rovina la sua vita. Tale è anche il riferimento biblico ad Achitòfel, consigliere del re Davide. Egli avendo disubbidito al suo re, se ne andò a casa nella sua città, mise in ordine gli affari della casa e poi s’impiccò (dice la Bibbia). Ovviamente anche in questo caso il verbo impiccarsi non ha un significato letterale, ma sta per rovinarsi. In conclusione Giuda non è morto impiccato, ma avendo disobbedito a Gesù ed avendo voluto sostituirsi al pensiero di Dio stesso, ha rovinato tutta la sua vita.

Matilde Maisto

24° CONGRESSO DEMYC. L’ON. PATRICIELLO A NAPOLI PER PARLARE AI GIOVANI DI INTEGRAZIONE.

On. Aldo Patriciello
Napoli.Ha preso il via ieri il 24esimo Congresso del Demyc (Democrat Youth Community) di Napoli. Fino a domenica 25 marzo ci saranno una serie di incontri incentrati sul tema di quest’anno “UE – un’Unione politica o solo un’Unione economica?”. Un appuntamento a cui prenderà parte l’On. Aldo Patriciello, membro della Commissione ITRE, che relazionerà oggi pomeriggio, alle ore 17:30 nell’Aula Magna dell’Università Parthenope, sul concetto di integrazione comunitaria senza tralasciare l’importante contributo che l’UE, nella sua interezza, sta facendo per arginare la crisi economica del momento. Insieme all’On. Patriciello ci sarà anche l’On. Roberta Angelilli, Vice Presidente del Parlamento Europeo, l’On. Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli, Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania, il Prof. Claudio Quintiano, Rettore dell’Università Parthenope nonché il Dott. Antonio De Lucia, Vice Presidente di Demyc. Un incontro dibattito fortemente sostenuto dal PPE in collaborazione con la Fondazione Alcide De Gasperi ed i Giovani per la Libertà. “Sono passati anni dal Trattato di Roma del 1957  - afferma Patriciello - e da quella firma tanti obiettivi sono stati raggiunti ma tanto ancora dovrà essere fatto. Questi incontri vanno nella direzione giusta che è quella di capire non solo come si è evoluta e come si evolverà l’UE ma servono ad affrontare temi di estrema attualità che coinvologono tutti gli Stati membri soprattutto con coloro a cui lasceremo la nostra eredità vale a dire i giovani. Se andiamo a ripercorrere la storia del “cantiere-Europa” ci si rende conto che il processo é stato un susseguirsi di grandi conquiste e di profonde crisi, che si sono sempre trasformate in opportunità. Concepita nel secondo dopoguerra, l’Europa si trova oggi di fronte a fattori all’epoca non immaginabili pagando, come nel caso della recente crisi dell’Eurozona, talune debolezze interne all’UE legate ad uno dei maggiori risultati conseguiti dall’Europa unita cioè l’Euro. In effetti – continua Patriciello - l’introduzione dell’euro non ha determinato quel processo di convergenza economica tra i diversi Paesi europei che inizialmente si dava per scontato credendo che la mera introduzione di una moneta unica avrebbe determinato convergenze economiche automatiche; un pericolo previsto ma sottovalutato che oggi, purtroppo ci obbliga ad affrontare le problematiche dell’Eurozona tutta e  in particolare la crisi greca, spagnola ed irlandese per evidenti disfunzioni interne a tali Stati. Concentrandoci sul tema dell’incontro di Napoli penso che serva un’Unione più politica per avere i mezzi necessari a realizzare un’Unione economica. A tal fine il nuovo sistema di Governance economica intende fornire una risposta alla crisi economica e finanziaria ed assicurare l’attuazione della nuova strategia dell’Unione per la crescita e l’occupazione (Europa 2020). A questo scopo voglio ribadire che sono stati adottati o sono in corso di adozione interventi, legislativi e non, intesi sia a rafforzare i meccanismi a garanzia della sostenibilità delle finanze pubbliche sia ad introdurre nuove e più articolate procedure per il coordinamento delle politiche per la crescita, la competitività e l’occupazione. Nonostante le difficoltà degli ultimi tempi  - conclude l’Europarlamentare - l’integrazione economica è una consolidata realtà, ma occorre sviluppare adeguatamente una dimensione politica basata sulla comunità di intenti e di valori. Sviluppare un pensiero e trovare un’anima: è forse questa la vera sfida che le istituzioni comunitarie, fatte per unire  ciò che è simile, per avvicinare ciò che è ancora diverso, hanno di fronte a sé per riformarsi e rafforzarsi. Protagonisti di questo obiettivo sono i giovani, custodi di un obiettivo da realizzare con l’impegno di ciascun cittadino europeo”.

Ufficio Stampa On. Aldo Patriciello

DL LIBERALIZZAZIONI, PUGLIESE (GRANDE SUD): GOVERNO ACCOGLIE ODG SUL CARO CARBURANTE E SULLE TV LOCALI.

On. Marco Pugliese
Il Governo, durante la discussione odierna del decreto liberalizzazioni alla Camera dei Deputati, ha accolto l’ordine del giorno, presentato dal parlamentare nazionale di Grande Sud, Marco Pugliese, che impegna il governo a “valutare la possibilità di bloccare la spirale di crescita esponenziale dei prezzi del carburante rinunciando all’aumento delle accise e stabilendo un tetto massimo all’Iva.” “Nell’ordine di giorno – spiega Pugliese – ho esposto le preoccupazioni dovute all’aumento incontrollato del caro carburante, infatti, nei primi mesi dell'anno l'aumento dei prezzi ha registrato un rincaro su base annua per la benzina del 18,6 per cento e per il gasolio del 25,5 per cento; le attuali medie nazionali dei prezzi di benzina, diesel e Gpl sono rispettivamente 1,866, 1,778 e 0,905 euro ma si teme che il prezzo della benzina raggiunga i 2 euro al litro entro la prima settimana di aprile; tali aumenti continuano a incidere sui consumi comprimendoli. Tale impennata dei costi – continua Pugliese - è difficilmente spiegabile anche sulla base dell'andamento dei prezzi del barile di petrolio sui mercati internazionali, indubbiamente l'aumento delle accise e di altre tasse ha condizionato notevolmente la situazione. Ad ogni aumento del punto percentuale del prezzo della benzina corrisponde un aumento dello 0,2 per cento circa del tasso di inflazione, che nell'ultimo periodo si è assestata sopra la media annua del 3 per cento; Inoltre, i rincari nell'area del Mezzogiorno subiscono impennate record, gravati anche dagli aumenti progressivi dell'Iva e dall'aumento del 25 per cento delle accise nazionali cui si sommano quelle regionali, in una zona che, in virtù dei propri giacimenti petroliferi, ricopre il 90 per cento della produzione nazionale di greggio e circa il 15 per cento del fabbisogno nazionale. Tutto ciò comporta un effetto recessivo ed inflazionistico che grava su tutti i cittadini. Altresì, - prosegue Pugliese – il Governo ha accolto ulteriori odg al decreto in discussione, dei Parlamentari di Grande Sud a sostegno delle numerose emittenti locali alle quali sono legate le piccole e medie imprese, che rappresentano il 70,8 per cento del Pil nazionale e oltre 9 milioni di posti di lavoro,  quindi si impegna: a valutare l'opportunità di attribuire ai fornitori di servizi di media in ambito locale, che raggiungano una copertura pari ad almeno l'80 per cento del territorio nazionale; a riequilibrare le percentuali di pubblicità degli enti pubblici da destinare ai vari mezzi di comunicazione; ad allargare gli obblighi di pubblicazione delle aste giudiziarie ai mezzi televisivi locali, abolendo il privilegio esistente in favore della carta stampata; a varare nei prossimi mesi norme a tutela del fondo per l'emittenza locale recuperando i tagli e riportando la sua capienza a 150 milioni l'anno a partire già dal 2011 e ad attuare una capienza di 270 milioni dal 2014 secondo quanto previsto dall'articolo 10 della legge 422 del 1993 ed infine a consentire alle tv locali, già autorizzate nell'analogico, a continuare a diversificare parzialmente la programmazione per zone.”

Segreteria Parlamentare On. Marco Pugliese