
Il pomeriggio del 14/8/2026 mia sorella Luisa cade e si rompe
il femore . Viene portata dalla "Casa Albergo per anziani -
San Filippo Neri" di Guardia Sanframondi (BN) dove è caduta, all'Ospedale
Civile di Piedimonte Matese (CE) . Viene ricoverata ed appoggiata nel reparto di
Chirurgia e poi trasferita in Ortopedia il 15/8/2026 dove poi sarà operata .
Usufruendo
della legge 104 faccio il tampone anticovid e passo la prima notte in ospedale
al capezzale di mia sorella . La notte passa discretamente per Luisa, ma una
anziana signora di Riardo si lamenta continuamente e chiama gli infermieri per
la maggior parte della notte .
I
malati di questo reparto sono di varia tipologia, ma molte sono anziane che
cadendo si rompono il femore o viceversa .

Molte di loro hanno problemi di demenza senile che le
fa svalvolare, perdono l'orientamento e non riconoscono il luogo in cui sono,
gridando e litigando con il personale ospedaliero, che viene distratto dal
proprio lavoro, anche per accudire queste persone .
Sarebbe
forse più opportuno che queste tipologie di malati fossero circondate dall'amore
e dalla comprensione di qualche famigliare, che potrebbe aiutare il personale a
farle pranzare e/o a rispondere alle chiamate incontrollate e continue di
questi pazienti .

Ho
capito, stando in reparto, che questa tipologia di malati perdono il controllo
e solo un famigliare li può calmare .
Non si può pretendere dagli infermieri questo
tipo di assistenza . All'ora di pranzo essi aprono i contenitori del cibo
e poi il paziente dovrebbe mangiare da solo, nelle condizioni in cui si trova .
Nei giorni in cui mi hanno permesso di stare
vicino alla sorella non sapevo a chi dare retta; urlavano, chiedevano aiuto e
non mangiavano niente . Il cibo intatto veniva ritirato e buttato via .
Il
personale dovrebbe avere, oltre alle competenze ortopediche, anche quelle
geriatriche e psicologiche . È poco umano negare aiuto a chi lo chiede a
ripetizione . Essere così rigidi nelle regole per l'assistenza dei
famigliari in reparto non è giusto .
Anche perchè c'è molta incoerenza ad esigere
tamponi anticovid a ripetizione e poi aprire le porte ai visitatori nell'orario
consentito, senza alcuna regola o restrizione .
Ho avuto modo di scontrarmi e confrontarmi con
molti degli ottimi medici che lavorano nel reparto circa l'argomento . Il reparto di ortopedia di questo ospedale funziona
bene; è pieno di medici bravi e competenti, ma solo per quanto riguarda il loro
lavoro specifico di ortopedici .
Ho passato giornate pesanti dal punto di vista emotivo ed umano .
C'è stata tanta sensibilità e disposizione da
parte di alcuni di loro (pochi), ma altri si limitavano a fare il loro lavoro,
rimanendo rigidi e sgarbati in moltissimi momenti della giornata .
Mia
sorella affetta da patologie cardiache ha affrontato e superato un intervento
molto rischioso ha subito trasfusioni sanguigne e tutto quello che le era
necessario e richiesto dal suo caso. Il giorno 21/08/2026 viene dimessa alle
ore 16, ma verso le 18 riscontriamo una febbre molto alta, intorno a 39°C. Il
giorno successivo, dopo una visita molto accurata da parte del cardiologo dott.
Giovanni Di Tommaso, le viene diagnosticata una broncopolmonite che in due
giorni la porta definitivamente via dall'affetto dei suoi cari. Sono arrabbiata
e delusa perché avendo superato bene l'intervento chirurgico - l'ennesimo della
sua vita - mia sorella è deceduta forse per poca attenzione alla patologia
pregressa ed anche alla fretta di dimettere persone non in buone condizioni. Vorrei
fare un appello a chi di competenza affinché malati di demenza senile vengano
seguiti in reparti più idonei per le possibili insorgenze di broncopolmoniti in
soggetti affetti da patologie simili a quelle di mia sorella. Non si può far
sostenere interventi pesanti a persone di una certa età e malate di demenza
senile, per poi elargire scarsa assistenza nel reparto. In questo mio appello
chiedo l'aiuto di medici, infermieri ed in generale di operatori sanitari, che
condividono il mio parere. Vorrei che questa categoria di malati possa essere
assistita dalla presenza di un famigliare che alleggerisse il compito della
parte infermieristica, alla quale non si può chiedere competenze che esulano di
molto dalla loro preparazione ortopedica. Ci sono stati episodi di crisi
violente di alcune delle pazienti che si lamentavano e gridavano come impazzite .
Essere rigidi oltre misura non solo non serve
ai pazienti, ma è utile anche a ridurre lo stress a cui sono sottoposti gli
operatori sanitari .
Anna Maria Orsini