13 agosto 2013

L’AGRICOLTURA DELL’ALTO CASERTANO PUNTA SUL CACIOCAVALLO DEL RE.



DRAGONI. L’alto casertano, da sempre, terra di vini e oli pregiati è anche la terra di ottimi formaggi tra cui il tipico  Caciocavallo del RE”. Un prodotto “Reale” non solo per il suo toponimo legato alla scoperta da parte del Sovrano, ma soprattutto in virtù del suo impareggiabile gusto e del suo inimitabile sapore che lo pongono indiscutibilmente fra le eccellenze agroalimentari della “olim Terra Felix”. Proprio dai comuni della parte alta, tra cui Dragoni, Alvignano, Ruviano, Caiazzo, Castel di Sasso, Pontelatone, Piana di Monte Verna, Baia e Latina, Pietramelara, Pietravairano, Alife e Gioia Sannitica, arriva la migliore produzione di latte vaccino controllato e selezionato, dalla cui artigianale ed antica trasformazione è possibile gustare il “Caciocavallo del Re”, indubbiamente riservato ai palati più raffi nati ma capace di far innamorare anche chi non ha mai amato i formaggi. L’idea della promozione locale e nazionale è dell’associazione Patto per l’Alto Casertano con sede e coordinamento in Caiazzo che, tramite il proprio responsabile degli imprenditori agricoli, Dott. Marco Negri, vuole lanciare questo prodotto di nicchia che racchiude in sé Storia, Qualità e Tradizioni. Si racconta che il Re Ferdinando I di Borbone, detto anche Re Lazzarone e Re Nasone, durante una sua visita nel medio Volturno abbia assaggiato un caciocavallo e pare ne abbia commissionati più di mille chiedendo che fosse messa nella testa dello stesso un’oliva caiazzana. Da qui il nome di “Caciocavallo del Re” che si distingue dagli altri dal sapore unico ed inconfondibile e dall’oliva caiazzana nella testa. Questo prodotto è indubbiamente entrato di diritto nella Nouvelle cuisine, tanto da vivere una seconda giovinezza, ed è la proposta dell’Alto Casertano da gustare nelle diverse fasi di riposo: fresco, affumicato, stagionato medio (6 mesi) e stagionato lungo (12 mesi ed oltre); fresco dopo appena 7 giorni dalla produzione accompagnato da vino Pallagrello bianco o stagionato, accompagnato da miele di castagno e vino rosso Pallagrello o Casavecchia. Il “Caciocavallo del Re”, ha ricordato il Dott. Giovanni Lavornia Vice Presidente dell’Associazione Patto per l’Alto Casertano, è candidato ad essere il prodotto di riferimento di un territorio incontaminato, quale l’Alto Casertano, la cui vocazione è agricola e nel cui territorio si ha ancora rispetto della terra e dei prodotti che la stessa offre; le emozioni, le sensazioni, le tradizioni nella produzione, nella conservazione e nella condivisione di un prodotto eccellente danno un valore maggiore al “Caciocavallo del Re” in totale sinergia con l’ecosistema e con l’ambiente. L’unico capace di far sognare chi lo mangia; bisogna assaporarlo nei luoghi giusti, in famiglia, in campagna, magari nei comuni di origine, nei numerosi agriturismi esistenti nell’Alto Casertano che offrono prodotti genuini e controllati. Il bollino del “Caciocavallo del Re“ riportato su ogni esemplare sta a testimoniare il controllo accurato di tutte le fasi di produzione e stagionatura ed intende trasferire al consumatore la certezza che il prodotto è di alta qualità ed ha rispettato il disciplinare redatto da un comitato scientifico individuato dal direttivo dell’associazione “Patto per l’Alto Casertano”.

Pietro Rossi