16 agosto 2013

ANCORA BOMBE E SPALLETTE DEL VECCHIO PONTE NEL VOLTURNO.



GRAZZANISE – L’estate scoperchia residuati bellici ed altri ingombranti rifiuti gettati nel fiume più lungo dell’Italia meridionale. Il Volturno, purtroppo, soffre ancora di patologie più che croniche. E’ oltraggiato, negletto. Come abbandonati nell’alveo rimangono, dopo decenni dall’abbattimento del vecchio ponte in cemento (i pilastri), ferro (le spallette) e legno (il tragitto dalla sponda sud alla sponda nord), quei resti che in qualunque luogo civile sarebbero stati raccolti. Tutto ciò con una sola differenza: nelle stagioni dall’autunno alla primavera sono coperti dalle grosse portate fluviali o addirittura dalle piene; nel periodo estivo li si vede affioranti ben oltre la superficie dell’acqua (inquinatissima) che scorre verso il Tirreno. E così continua l’agonia del Volturno al cui capezzale di certo non vi sono assessori comunali, provinciali o regionali. Più volte, di questi tempi, sono stati segnalati (e poi rimossi dagli artificieri dell’Esercito) pericolosi ordigni inesplosi risalenti ai tremendi tempi dei bombardamenti anglo-americani del secondo conflitto mondiale. Il presidente provinciale dell’Ailps (Associazione italiana libera pesca e sport), il grazzanisano Franco Villano, negli anni scorsi ha invano fatto la bava alla bocca per chiedere adeguati interventi: finora è riuscito soltanto ad ottenere il transennamento dell’area a rischio da parte dell’ex sindaco Enrico Parente che, all’epoca, di conseguenza vietò le gare di pesca sportiva che il buon Villano appassionatamente organizzava e che dirottò a Torcino, vicino Capriati, o a lago Luna, nei pressi di Barignano. Addirittura v’è stato, nel decennio svoltista (2000-2010), un assessore di fede politica “verde”, Clemente Carlino, peraltro noto campione della specialità anche al di là dell’ambito Ailps, che si arrese di fronte alla somma che una sua idea-progetto rendeva necessaria. In seguito tutto è stato messo a tacere ed il silenzio, irresponsabile, di autorità e cittadini dura tuttora.
                                                                                             RAFFAELE  RAIMONDO