15 ottobre 2012

Parte oggi il processo nei confronti dei responsabili dell'area ex Cirio di Alife.






PIEDIMONTE MATESE. Inizia oggi il processo nei confronti dei responsabili dell’inquinamento dell'area ex Cirio ubicata in località Totari. Il fatto risale al febbraio 2008 e partì da una indagine attuata dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, che scoprì una discarica abusiva  su un’area di 60mila metri  quadrati, in territorio di Alife,   dove furono ritrovati manufatti in eternit, provette contenenti campioni di sangue e anche un barattolo recante la scritta “embrione”. Il sequestro fu effettuato dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese retta all’epoca dei fatti, dal luogotenente Liliano Liberato, in  località TotariSaranno sentiti i Marescialli Liberato Liliano, comandante pro tempore della Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese ed il suo più stretto collaboratore, Nicola Goglia comandante del Nucleo Mobile. Insospettiti dalla presenza sul terreno di materiale da risulta, da numerosi pneumatici e dal generale stato di abbandono del luogo, i finanzieri misero in atto controlli più approfonditi rilevando alcuni manufatti in eternit e rifiuti speciali sversati sui campi, quali batterie e oli esausti, nonché imballaggi contenenti residui di rifiuti pericolosi. Furono inoltre reperite, abbandonate, numerose provette contenenti prelievi di campioni ematici e il barattolo con la scritta “embrione” sul cui contenuto furono  effettuate   analisi per stabilirne la reale natura. Sotto il suolo, in corrispondenza di alcuni pozzi, fu rinvenuto anche una sorta di serbatoio interrato, colmo di lubrificanti usati. Anche l’ARPAC Agenzia Regionale per l’Ambiente effettuò rilievi   sulla zona che fu posta subito sotto sequestro mentre il titolare del terreno fu segnalato all’autorità giudiziaria.
Pietro Rossi