10 febbraio 2011

SALVIAMO Carditello. Tesoro d'Italia. Patrimonio dell'Umanità.


5 buone ragioni per sottoscrivere l’appello
1. Carditello. L’impegno delle Istituzioni Il susseguirsi di impegni politici assunti da Enti e Istituzioni locali e nazionali (MiBAC/Regione Campania/Provincia di Caserta) deve tradursi necessariamente in iter e procedimenti amministrativi che sostanzino le scelte affrontate per “strappare” finalmente con convinzione il Sito Reale di Carditello dallo stato di abbandono e degrado attuale; 2. Carditello. Priorità dell’agenda politica Sussistono attualmente le condizioni per le quali è possibile tradurre gli impegni assunti in sede politica per Carditello e avviare, in un quadro unitario e coerente, un percorso di elaborazione di una strategia di rilancio della residenza borbonica; A partire dall’inizio del 2000, infatti, si sono succeduti vari interventi, annunci, sollecitazioni e deliberazioni che hanno prodotto: 2006 - delibera n. 26 del 15 maggio 2006 del Consiglio della Provincia di Caserta che dispone l’istituzione di un tavolo di concertazione tra la Provincia, Regione Campania, Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno ed Università per discutere l’utilizzo del Real Sito di Carditello, rispettando la sua destinazione storica e culturale; 2007 - Legge finanziaria del 19 gennaio 2007, n. 1, art. 31, comma 19 della Regione Campania che dispone l’acquisizione al patrimonio regionale del Real Sito Borbonico di Carditello; 2010 – Delibera Giunta Regione Campania che stabilisce i Primi interventi per lo sviluppo dell’Area Vasta dei Regi Lagni con l’Orto della Biodiversità Mediterranea. Il provvedimento prevede uno stanziamento di 4.612.807 euro per la riqualificazione ed l’uso per finalità pubbliche del Real Sito, all’interno del quale sarà realizzato un “Orto della Biodiversità” finalizzato al recupero delle coltivazioni e delle culture della tradizione campana e mediterranea. Il progetto è affidato al Consorzio di Bonifica e vede la collaborazione di Seconda Università di Napoli e Università Federico II; 2010 – Delibera Giunta Regione Campania che prevede la realizzazione nel Real Sito di un Centro di promozione istituzionale dei prodotti della filiera bufalina. Il provvedimento stanzia per il progetto 12 milioni di euro, provenienti dalla programmazione del Par Fas Campania 2007-2013. Il Centro di promozione, che avrà al suo interno strutture per ricerca, didattica esposizione e divulgazione in merito a storia e modalità di produzione della Mozzarella di bufala campana Dop, va ad attuarsi in sinergia con il Grande Programma Fesr di Risanamento ambientale e valorizzazione dei Regi Lagni, area in cui è situato il Sito di Carditello. Si ritiene da questo punto di vista che esistano tutte le condizioni politiche e più strumenti istituzionali intorno ai quali si possono definire obiettivi a breve, medio e lungo periodo. Due sono le priorità da perseguire per SALVARE Carditello: garantire la proprietà pubblica della residenza, attraverso l’acquisizione al patrimonio regionale del sito, e portare a compimento il restauro della tenuta, in parte già realizzato con finanziamenti pubblici; definire una grande progettualità atta a restituire il Sito Reale alla pubblica fruizione secondo la naturale vocazione del territorio, e che, vista la complessità del monumento in questione, potrà e dovrà avere caratteri di qualità se l’azione pubblica saprà coinvolgere, motivare e impegnare idee, proposte e contributi progettuali che potranno venire dalle forze sociali e culturali del territorio, nonché dal sistema scientifico, tecnologico e produttivo locale e internazionale, e si terranno nel giusto conto risorse umane, economiche, strumentali e soprattutto finanziarie; 3. Carditello. Patrimonio Mondiale dell’UNESCO L’esigenza di strappare al degrado e all’abbandono il Sito Reale di Carditello richiede che si perseguano tutte le strade possibili e immaginabili che portino a tale risultato. In questo senso, vista la straordinaria valenza storica e culturale della Tenuta Borbonica, strettamente correlata al disegno di rinnovamento immaginato durante il periodo borbonico, si può pensare in modo del tutto logico e naturale che il Sito Reale di Carditello entri a far parte, insieme alla Reggia e il Parco di Caserta, l’Acquedotto Carolino e il Complesso di San Leucio, del SITO UNESCO casertano già riconosciuto nel 1997. Si darebbe, in questo modo, un primo senso compiuto all’intervento sette/ottocentesco realizzato in Terra di Lavoro, assimilabile ad un vero e proprio “Paesaggio borbonico” così come individuato anche dalla Convenzione Europea del Paesaggio, e si porrebbero le basi per una vera azione complessiva di salvaguardia, valorizzazione e sviluppo di una vasta porzione del territorio della Regione Campania, quale è quella della Provincia di Caserta. 4. Carditello. Laboratorio sperimentale per politiche culturali e di sviluppo In questo senso si può pensare, in linea con le esperienze innovative del periodo borbonico, che il Sito Reale di Carditello divenga un laboratorio sperimentale per politiche e azioni innovative di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali in Campania e in Italia, nell’ambito di un sistema di offerta territoriale integrata che apra nuove prospettive per il turismo culturale della Provincia di Caserta, anche mediante l’adozione di strumenti innovativi di valorizzazione dei beni culturali e di governance della complessità territoriale; 5. Carditello. Il ruolo della società civile La presenza di soggetti cosiddetti “terzi”, come le associazioni, che vivacizzano e animano con passione la vita dei territorio, stimolano la partecipazione della comunità e la crescita civile e sociale, deve essere considerata come un valore aggiunto che serva, inoltre, a tenere alto il livello di attenzione e di lavoro di tutti, affinché si creino da subito occasioni per far conoscere la magnifica residenza borbonica, la sua storia passata e il suo destino futuro;

per firmare la petizione:
http://www.firmiamo.it/salviamo-carditello