07 maggio 2010

SEQUESTRATI 180.000 CUSCINETTI MECCANICI RECANTI IL MARCHIO CONTRAFFATTO DI UN GRUPPO INDUSTRIALE SVEDESE, LEADER MONDIALE DEL SETTORE.







CASERTA. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta, all’esito di una mirata attività investigativa, sono pervenuti al sequestro di circa 180.00 cuscinetti volventi, per un peso complessivo netto di 90 tonnellate, recanti il marchio contraffatto della “SKF”, gruppo industriale svedese leader mondiale del settore, individuati all’interno di depositi localizzati in Casagiove (CE). Il valore della merce sequestrata, contabilizzato ai prezzi medi di vendita al cliente finale, si attesta intono ai 5 milioni di euro. Si tratta di un sequestro che, per dimensioni quantitative, si colloca sicuramente tra i più significativi ottenuti in ambito europeo. Il sequestro è scattato al termine di un attento esame dei singoli pezzi, che ha consentito di rilevarne diverse anomalie, quali l’impronta del marchio posto sul dispositivo meccanico e sulla confezione, il Paese di produzione, il carattere utilizzato per le marcature e l’esatta posizione dello stesso, che non pochi sospetti hanno ingenerato sia negli investigatori che nel personale specializzato della stessa azienda produttrice, le cui perizie tecniche hanno avvalorato i sospetti delle Fiamme Gialle sulla effettiva genuinità dei cuscinetti. D’altronde oggi individuare un cuscinetto contraffatto non costituisce di certo un esercizio agevole, atteso che i produttori illegali di cuscinetti adottano metodi subdoli per ingannare gli utenti finali, quali la rietichettatura, la rigenerazione, la pulitura e la lucidatura dei pezzi meccanici.Grazie alle odierne sofisticate tecnologie grafiche, in tutto il mondo, produttori senza scrupoli sono in grado di riprodurre in maniera molto fedele le confezioni utilizzate dalle ditte produttrici per aumentare le possibilità che i cuscinetti contraffatti riescano ad inserirsi nei canali legittimi di distribuzione industriale. In passato, la produzione di componenti contraffatti era una pratica diffusa prevalentemente nei mercati emergenti, ma, oggi, viene applicata anche in Paesi in cui il fenomeno si presentava in forma diradata. Nonostante si abbia l’impressione che i più contraffatti siano i cuscinetti più piccoli, quelli più facili da imitare, destinati alle applicazioni nel settore automobilistico o di prodotti di consumo, la contraffazione di cuscinetti di grandi dimensioni è sempre più diffusa nel settore dell’aftermarket industriale. Invece di un prodotto di qualità eccellente, i clienti finiscono per acquistare prodotti di scarsa qualità ad un prezzo molto superiore al loro valore reale. Al di là delle caratteristiche esteriori, la differenza tra un prodotto contraffatto e l’originale è nella qualità: i falsi non garantiscono prestazioni adeguate e sufficienti, presentano evidenti imprecisioni anche sulle principali dimensioni di accoppiamento, cioè il foro e l’anello esterno, per non parlare del gioco dei cuscinetti radiali, al di fuori di ogni classe dichiarata. Un cuscinetto di precisione è adattato esattamente all’applicazione in cui si prevede di impiegarlo. I cuscinetti sono realizzati più piccoli possibile, con una estrema cura per l’indurimento dell’acciaio in modo che possano sostenere i carichi a cui saranno sottoposti. Le tolleranze del cuscinetto possono essere cruciali durante il funzionamento: perfino cuscinetti che appaiono virtualmente identici possono essere costruiti con materiali di qualità molto diversa, con il risultato che le prestazioni dei prodotti possono essere enormemente diverse. In sostanza, i cuscinetti contraffatti si prestano ad un più rapido decadimento ed a cedimenti prematuri, con conseguenze poco piacevoli, che si possono tradurre in un perdita di profitto ovvero, in casi estremi, anche in un rischio per la sicurezza della persona.
Il materiale sequestrato è stato concentrato presso lo stabilimento SKF Italia di Cassino, in giudiziale custodia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Alla medesima Autorità sono stati denunciati tre soggetti, tutti di origine napoletana, titolari dei depositi di rivendita, responsabili a vario titolo per contraffazione, ricettazione e frode in commercio. L’operazione di servizio condotta costituisce ulteriore testimonianza del costante presidio economico – finanziario esercitato dal Corpo sul territorio casertano, significativamente intensificato nel campo della contraffazione ai fini della salvaguardia delle regole della concorrenza e del mercato e, soprattutto, nella particolare circostanza, della sicurezza dei consumatori.


Fonte: Comunicato Comando Provinciale della Guardia di Finanza Caserta