23 novembre 2009

Costati quattro milioni di euro con il P.O.R 2000-2006 (Programma Operativo Regionale) Campania. Sistema di telemedicina provinciale mai decollato.


Caserta- Nel pianeta sanità in Campania succede di tutto. Da una parte, l’ascia dei dirigenti regionali taglia e riduce la spesa sanitaria; dall’altra si assiste ad un vero e proprio spreco di soldi pubblici, buttati alle ortiche. Come nel caso dei cinque- costosissimi camper di Telemedicina abbandonati, mai andati in funzione. Cinque ad alta tecnologia, medica e informatica, dotati di attrezzature d’avanguardia (Tavolo radiologico, Tavolo operatorio, Ortopantomografo, Mammografo ad alta risoluzione ECG strumentazione medica varia idonea ad effettuare screening di medicina specialistica), dove è possibile effettuare visite specialistiche; interventi (c’è persino un tavolo operatorio), analisi di laboratorio; diagnostica per immagini, ecografie ed ecocardiogrammi, inoltre telemedicina per inviare e ricevere referti di analisi di laboratorio, tracciati e referti di ecografie, infine trasmissione di dati ed immagini verso ospedali per teleconsulti e videoconferenze. Sistema trasmittente WiFi a lungo raggio in grado di comunicare autonomamente con la centrale di telemedicina in ogni situazione ambientale e in ogni posto del territorio coperto dal segnale .Finora non hanno visto nemmeno un paziente. “Un progetto ambizioso, un sistema quello della Telemedicina, ---finanziato dalla Comunità Europea tramite i POR Campania, misura 4.11, “Servizi essenziali per la Popolazione rurale” al fine di sperimentare nuovi modelli di prevenzione e assistenza sanitaria per rendere più incisiva l’attività sul territorio e portare assistenza nelle zone rurali, anche nei luoghi più impervi. Un progetto che avrebbe dovuto assicurare una migliore e più rapida risposta alle aspettative dei pazienti; razionalizzare le spese sanitarie e sociali; evitare ricoveri impropri e ingiustificate degenze, ridurre i tempi di ospedalizzazione e, quindi, i tempi di degenza e liste di attesa”- racconta Antonio Rampone, cittadino di Gallo Matese, comune dell’alto casertano- che ospita uno dei cinque camper abbandonati.. Finalità lodevoli, rimaste, però, sulla carta, nei comuni dell’Alto Casertano. I cinque camper rappresentano un vero pronto soccorso su quattro ruote. Dotati di collegamenti telematici Hdsl (connettività ad alta velocita) e satellitari, questi ospedali mobili dovrebbero costituire un vero e proprio avamposto dell’assistenza sanitaria, in grado di fornire risposte in tempo reale anche grazie al tele consulto di luminari del Servizio Sanitario Nazionale distanti centinaia di chilometri. Dovrebbero! Eh, si. Dovrebbero. Perché i 5 costosissimi camper - acquistati con soldi pubblici - sono fermi, abbandonati da anni - comprati, mai utilizzati - per incomprensibili decisioni di chi gestisce la sanità in Campania. Stesso discorso per una Mercedes ML, acquistata per i trasporti veloci dei pazienti da assistere in prima emergenza mai utilizzata nell’alto casertano. Le attrezzature acquistate sono “custodite” presso la centrale di telemedicina ubicata nell’Azienda Ospedaliera di Caserta mentre i veicoli mobili sono custoditi in un parcheggio a pagamento dalla?ASL Caserta. Ad eccezione delle attrezzature acquistate dai comuni Gallo matese e Valle agricola che sono custodite dai rispettivi comuni. Questo perché il comune di Valle Agricola non ha ha ancora sottoscritto il protocollo di gestione per i comuni ricadenti nel comprensorio del matese. Storia a parte merita il veicolo acquistato dal comune di Gallo Matese che necessita di ulteriori lavorazioni a carico del comune. Lavorazioni che difficilmente saranno realizzate perché il sindaco con determina n° 81/09 ha distratto le somme necessaire per altri scopi. Il veicolo Mercedes ML che con comodato d’uso gratuito è stato dato all’Azienda Ospedaliera di Caserta S.Anna e S. Sebastiano. Una sanità, evidentemente, con elettroencefalogramma piatto- se si permette questo tipo di sprechi. Attrezzati ospedali su quattro ruote- che dovrebbero rappresentare un risparmio consistente per le disastrate casse del Servizio Sanitario: le visite effettuate a bordo di questi “ospedali” mobili (se funzionanti)- costerebbero molto meno - delle stesse prestazioni effettuate in regime di day hospital- non ingolfando gli ospedali - evitando ricoveri superflui e costosissimi per semplici prestazioni.
9 MARZO 2007: L’INAUGURAZIONE FARSA. Diversi sindaci ed amministratori delle comunità dell’entroterra casertano presenziarono alla partenza del servizio di Telemedicina provinciale. A presentare caratteristiche e potenzialità del servizio che a regime avrebbe dovuto servire 45 comuni per un totale di 30 mila abitanti (servizio nato su iniziativa dell’assessorato provinciale alle Politiche agricole in collaborazione con l’Azienda ospedaliera casertana e le due Asl provinciali, furono il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis (ora esiliato a Lourdes), l’assessore al ramo, Mimmo Dell’Aquila, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Luigi Annunziata, il resposnsabile provinciale Asl del sistema di telemedicina provinciale nonche dirigente del presidio ospedaliero di Piedimonte Matese, Alessandro Accinni, il responsabile del servizio di Telemedicina, Leonardo Caracciolo. A queste attrezzature si deve aggiungere un complesso di telesoccorso (valore un milione di euro) composto di una centrale e di oltre 700 terminali audio e video da distribuire agli anziani dei paesi interessati. Il sistema occultato in depositi comunali non è in esercizio perché il comune proprietario della centrale, Gallo Matese, non ha attivato il protocollo d’itesa per la gestione. Ad oggi il servizio di telesoccorso è fornito dall’Ambito territoriale ex legge 328/00 C4 _Pietramelara che compra il servizio da una ditta privataIl presidente De Franciscis dichiarò nel corso dell’inaugurazione: “E’ volontà dei promotori di monitorare tra sei mesi il funzionamento e la qualità del servizio, in modo tale da implementarlo ulteriormente se necessario”. Sono passati oltre due anni – ma il servizio non è mai partito.


Giuseppe Sangiovanni