23 luglio 2012

PRENDE IL VIA AD ALIFE TEATRI IN PIETRA.


Giuseppe Avecone
Alife – Prende il via anche ad Alife il progetto Theatrum Theatrom, edizione 2012 in Campania dei "Teatri di Pietra", spettacoli organizzati in una rete di teatri antichi. La cittadina di Alife offre, per questo, il magnifico teatro all’aperto costituito dai resti dell’Anfiteatro romano, nei pressi di Porta Napoli. In collaborazione, dunque, con il Ministero per i Beni e le attività culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Benevento, Avellino e Caserta, la Regione Campania e la Provincia di Caserta, l’amministrazione comunale della Città di Alife, guidata dal Sindaco Giuseppe Avecone, ha organizzato una serie di serate nell’incantevole scenario dell’Anfiteatro romano, a partire dal 22 luglio e fino al 24 agosto, nell’ambito dell’accodo di programma Teatri di Pietra, che vede proprio la Città di Alife capofila, unitamente a Teano, Mondragone, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca. Domenica 22 luglio si potrà assistere a “Ecuba”, da Euripide, Seneca e Omero, con la regia e scenografia di Aurelio Gatti, musica originale di L. Deseta e M. Fiorini, che vedrà protagonisti Riccardo Diana, Ernesto Lama, Sebastiano Tringali e Cinzia Maccagnano. Lunedì 30 luglio lo spettacolo “Pseudolo”, di Tito Maccio Plaudo, con la regia di Cristiano Roccamo, musiche di Andrea Mazzacavallo, con Massimo Venturiello. Mercoledì 8 agosto lo spettacolo “Cassandra”, da Seneca, Eschilo, Massimo Fini, Jean Baudrilland, drammaturgia Pozzi, gatti, D’Angelo, musiche di Daniele D’Angelo, con Elisabetta Pozzi. Venerdì 24 agosto lo spettacolo “Ione”, con la regia di Aurelio Gatti, musiche di Marcello Fiorini, con Ernesto Lama, Sebastiano Tringalli e Cinzia Maccagnano. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21,15; la biglietteria è stata organizzata presso i siti.   

Pietro Rossi                      

Un evento strabiliante di oltre un secolo fa.

In occasione dell'inaugurazione (il 23 maggio 1908) dell'impianto elettrico di illuminazione pubblica a Cerreto Sannita (BN), Pietro Paolo FUSCO scrisse l'"Ode alla luce elettrica". Pietro Paolo Fusco era un giovane medico, dinamico,  brillante giornalista e poeta dalla vena facile. Nacque nel 1880 a Pontelandolfo (BN), ma risiedé a San Lorenzello (BN) e sposò una cerretese. Egli volle così esprimere il suo sentimento poetico per qualcosa di strabiliante che incantò tutti: l'avvento della "luce elettrica". L'impianto elettrico a Cerreto Sannita fu realizzato su progetto del famoso  Alfonso Sellaroli da Guardia Sanframondi (paese confinante con Cerreto S.), conosciuto non soltanto come “mago degli orologi”,  soprattutto da torre, ma anche come costruttore di  ”sismografi”,, ”telefoni” ed ”impianti elettrici” di ogni genere.

Testo dialettale della famosa "Ode alla luce elettrica".

Testo italiano corrispondente a quello dialettale
  Com’è bégl’ C'rrit’ agliumèt’
cu la glièttrica mezza a la via,
pære addò agg’ fatt’ i suldèt’
e chiù bégl’ d' Napugl’ sarrìa
`nnanz’ cæs’, Madonna, che abbàgl’ !
Uah! Che abbàgl’, frató p’ Gesuèl’ !
Hann’ miss’ nu cuæs’cavàgl’
ca fa luce p’ cént’ cannél’.
E p’ tutt’ è gliu stéss’ splennór’
da p’ tutt’ t’ pó cunzulà
Dall’Addàlia a gliu cuæp’ da for’
verament’ se po' passià.
I agg’ ditt’ a muglièrma Carmèna,
d’associàrm’ all'illuminazión’,
e m'ha ditt’ ca è megl’ a cannél’
p’ parìcchi’ e divers’ ragión’;
ca, i che saccie, dentr’ a l'ogl’ s'ammolla
i capigl’ e s’allécc’ le dét’,
e si manca, s’arrost’ a braciòl’
`ncopp’ a ciamm’ d’ glium’ de crét’..
Patratè! Ch’ ragión’ so cchéss’
d’ muglièrma? Ch’ pozz’ arraggià!
Song n'om’ d’ scienz’ e prugrèss’,
teng’ i puézz’, e ma ogl’ accattà.
Come è bello Cerreto illuminato
con la luce elettrica lungo le strade,
Mi sembra (di stare) dove ho fatto il soldato
e più bello di Napoli appare
Davanti casa, Madonna, che abbaglio!
Oh! Che abbaglio, “fratello, per Giosuè"
hanno installato (un lampione che ha la forma di) un caciocavallo
che fa la luce di cento candele.
Dappertutto è lo stesso splendore,
dappertutto ti puoi consolare
Da casa Dalio (estremità inferiore del centro abitato) al "capo di fuori" (°)
veramente si può passeggiare.
Ho detto a mia moglie Carmela,
di voler diventare socio per avere l'illuminazione (in casa),
e mi ha detto che va meglio la candela
per parecchie e diverse ragioni;
che so, nell'olio si bagna
i capelli e si lecca le dita,
oppure si arrostisce la braciola
sulla fiamma di lume di creta...
Oh Padreterno! Che ragioni son queste
di mia moglie?  Ch’ella possa prendere la rabbia!
Sono un uomo di scienza e progresso,
ho i soldi, e me la voglio comprare (la luce elettrica).

(°) - cuæp’ da for’, ossia la “testa di fuori” (sporgente). Si tratta del nome di una località alla periferia Nord/Est del centro abitato di Cerreto Sannita, così denominata perché, terminando in quel luogo il centro abitato, è possibile osservare la campagna cerretese sporgendo semplicemente la testa oltre l’ultimo fabbricato.
Ecco chi era Pietro Paolo FUSCO l’autore dell’ode alla luce elettrica (Com’è bégl’ C'rrit’ agliumèt’, …….).
Il poeta fanciullo Pietro Paolo FUSCO nacque il 16 marzo 1880 a Pontelandolfo (BN), ma risiedé a San Lorenzello (BN). Compiuti i primi studi nel "Seminario diocesiano" di Cerreto Sannita (BN), Pietro Paolo FUSCO continuò il corso liceale presso il liceo classico "Giannone" di Benevento. Nel luglio 1905 si laureò in Medicina nell’Università di Napoli, discutendo una tesi che fece epoca: “Psicologia della morte o le ultime sensazioni della vita”.  Dopo essersi specializzato in ostetricia, bromatologia, medicina navale e coloniale ed aver frequentato, a Parigi, i corsi di Charcot, iniziò la sua attività medica nelle sua zona. Ma era uomo di ingegno vivace e di natura irrequieta. Oltretutto aveva attinto alle sorgenti familiari un’ansia di giustizia sociale, priva di ogni forma demagogica. Divenne, perciò, subito il medico dei poveri, in favore dei quali aprì, insieme al compianto dott. Umberto Franco, un dispensario medico – chirurgico. Alternando il lavoro con lo studio, iniziò una serie di pubblicazioni riguardanti malattie sociali. Trovò perfino il tempo di redigere “L’eco del Sannio”, un periodico che aveva come scopo “l’incremento del commercio, dell’industria e dell’agricoltura nel Sannio e nelle regioni limitrofe”, che vide la luce il 12 ottobre 1907. In realtà il foglio, che tra l’altro reclamizzava i migliori prodotti dell’industria sannita, in particolare di quella cerretese e laurentina, aveva l’occhio fisso alla politica di Cerreto e del Sannio. Quand’era giovanottino (a 15 anni), tutto attillato, con orologio in tasca e bastoncino, aveva già fatto esperienza di questo genere, con la pubblicazione del foglio “L’Ira di dio”, improvvisandosi anche strillone, coprendo il fragore degli ottoni e dominando i colpi di grancassa della banda musicale nella vigilia di San Lorenzo del 1895. Il poeta fanciullo, dalla vena facile, era cresciuto e, con gli anni, era maturata anche la satira politica. Che, però, fu sempre bonaria e soprattutto originata dal desiderio di bene, perciò anche gli uomini politici presi di mira gli sorrisero e talvolta lo ringraziarono. Fu proprio l’irrequietezza a farlo trasferire in Libia come assistente presso l’Ospedale Civile Vittorio Emanuele III di Tripoli. L’ingegno svegliato che aveva sortito dalla natura e quella calda irrequietezza spirituale - affermava il fratello Enrico Maria - fu tutto il suo temperamento, più che carattere, perché in lui l’agilità del pensiero era così naturata alla persona fisica che, al balenio di quello sempre corrispondeva lo scatto agile del corpo. Tornò nel 1916 per indossare la divisa militare. Tenente, poi capitano medico, fu all’Asiago e alla Bainsizza. Un treno lo investiva tragicamente a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), il 24 gennaio 1918 (aveva 38 anni): lasciava la moglie Bianca, dolce figura di signora appartenente alla famiglia Mazzacane di Cerreto S., e la figlia Licia Adriana Trieste, nata a Tripoli il 23 maggio 1915. San Lorenzello intitolò all’illustre figlio Pietro Paolo FUSCO un’aula scolastica, nell’edificio dell’ex convento carmelitano, e successivamente una strada. 
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Le notizie sull’autore della famosa poesia dialettale, sono state tratte dal libro“SAN LORENZELLO E LA VALLE DEL TITERNO” di don Nicola Vigliotti, sacerdote e professore molto conosciuto di latino e greco.
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                                    Perché fu scritta l’Ode alla luce elettrica
La “luce elettrica” costituì un evento strabiliante che incantò tutti, e non solo a Cerreto Sannita nel 1908. Essa venne utilizzata prima per l’illuminazione pubblica (delle strade) e poi, gradualmente, nelle case.

Dai tempi remoti l’evoluzione dell’illuminazione aveva fatto registrare solo risultati di scarsa importanza:
- dalla “lucerna” alla “torcia antica”,  
- alla “lampada ad olio”, 
- alla "lampada ad acetilene  (carburo di calcio)",
- al “lume a petrolio”.
-  alla  “candela”.
Le lampade ad olio erano molto diffuse nel mondo antico, ne sono state ritrovate anche in Egitto, Grecia e a Roma.   Erano recipienti aperti di pietra, argilla, osso o conchiglia nelle quali venivano utilizzati grassi animali e vegetali come combustibile. La lampada a carburo o ad acetilene  fu inventata intorno al 1900 e costituì un'innovazione importante poiché forniva molta più luce delle lampade a petrolio o delle lucerne. In passato ne sono state prodotte versioni adatte all'uso domestico. La lampada utilizza come combustibile l'acetilene, un gas più leggero dell'aria prodotto dalla reazione chimica generata dal contatto dell'acqua con il carburo di calcio.   La lampada ad acetilene è composta da due contenitori sovrapposti: in quello inferiore è contenuto il carburo di calcio, in quello superiore l'acqua. L'acqua, attraverso un foro (regolato da una vite), precipita a gocce sul carburo innescando la reazione chimica che genera l'acetilene; quest'ultimo, attraverso un condotto che attraversa il contenitore dell'acqua, viene indirizzato verso un beccuccio posto sulla parte superiore della lampada, da cui fuoriesce e dove può essere incendiato con un fiammifero o un apparato piezoelettrico. I due contenitori, quello del carburo e quello dell'acqua, sono accorpati con un attacco a baionetta o a vite. Il tutto a rassomigliare una caffettiera. Sulla parte superiore del contenitore dell'acqua sono presenti, oltre al beccuccio di fuoriuscita dell'acetilene, anche la valvola per il carico dell'acqua e la vite di regolazione del flusso di caduta dell'acqua. Dalle parole degli anziani, anche a distanza di tanto tempo, traspare ancora oggi la grandissima emozione che essi (o i loro genitori) provarono con l’avvento della “luce elettrica” in sostituzione dei modesti strumenti di illuminazione che venivano utilizzati.  Con l’inaugurazione della “luce elettrica” nel 1908 a Cerreto Sannita, un giovane e dinamico medico di 28 anni, Pietro Paolo Fusco, erudito e di ingegno vivace, con la passione per il giornalismo e poeta dalla vena facile, rimase anch’egli affascinato e volle elogiare la “luce elettrica” con un’ode, ancora oggi, a distanza di oltre 100 anni, assai famosa. Il primo verso:”Com’è bégl’ C'rrit’ agliumèt’”  viene ancora ripetuto con una certa frequenza tra amici e conoscenti, anche occasionalmente e in svariate circostanze.  Quei pochi che commettono l’errore di dire ”Quant’è bégl’ ……..”, vengono quasi sempre subito corretti con la giusta dicitura: ”Com’è bégl’ …….”.

Ma se Pietro Paolo Fusco, con la sua vena poetica, ci consente ancora oggi di ricordare l’avvento della luce elettrica a Cerreto Sannita, non bisogna ignorare che l’impianto di illuminazione pubblica in questo comune fu realizzato su progetto del famoso Alfonso Sellaroli (1855 – 1940) da Guardia Sanframondi, conosciuto non soltanto come “mago degli orologi” (soprattutto da torre), ma anche come costruttore di ”sismografi”, ”telefoni” ed ”impianti elettrici” di ogni genere. Sellaroli andò ad installare i suoi orologi da torre (soprattutto sui campanili delle chiese) un po’ ovunque. Ovviamente ne installò molti nella nostra regione e in quelle limitrofe, ma andò anche all’estero, e persino in Terra Santa. Pare che il guardiese Sellaroli avesse già messo a punto, su incarico dell'amministrazione comunale di Guardia Sanframondi, un progetto di pubblica illuminazione per il centro abitato del suo paese, ma poi, essendo stato abbandonato almeno temporaneamente tale progetto a Guardia,  Sellaroli  lo adattò e lo cedette al limitrofo comune di Cerreto Sannita su richiesta dell'amministrazione comunale cerretese. Sul personaggio Alfonso Sellaroli e sulla sua opera è stato scritto un libro molto interessante pubblicato nel mese di luglio 2002 (con due foto di Sellaroli provenienti dall’archivio privato di Eligio Garofano), dal titolo “NEL RICORDO DEI RINTOCCHI”, edito dalla Comunità Montana del Titerno – Autore: Enrico Garofano. Più o meno in quello stesso periodo anche Cusano Mutri (BN), comune confinante con Cerreto Sannita in direzione Nord-Ovest, ebbe la luce elettrica.

Giovan Giusepe Valente, classe 1931, residente a Cusano Mutri in Via Calvario, ci ha raccontato a riguardo un suo prezioso ricordo: la sua nonna paterna gli diceva spesso che nel 1904, quando lei comprò nei pressi del municipio la casa in cui egli abita tuttora, c’era già la luce elettrica. Probabilmente erano ancora poche allora a Cusano Mutri le case (nei dintorni del municipio) dotate di luce elettrica, che veniva prodotta da una turbina azionata da un motore a scoppio. Nelle case del centro abitato di Cusano Mutri la luce elettrica comunque si diffuse subito dopo la Prima Guerra Mondiale.

Pietraroja,  comune confinante con Cusano Mutri e con Cerreto Sannita, in direzione nord da quest'ultimo, per interessamento soprattutto del famoso arciprete don Lorenzo De Carlo (1884 – 1967), ebbe la luce elettrica nel 1937, con una turbina azionata dall’acqua che, sfruttando un notevole dislivello, scendeva a forte pressione verso la turbina in una conduttura appositamente costruita.
“E’ un passo avanti alla candela, alla lampada ad olio, al lume a petrolio”, usava dire don Lorenzo De Carlo. Sulla facciata della chiesa dell’Assunta a Pietraroja (alla sinistra di chi si trova, dall’antistante Piazza San Nicola, ad osservare la facciata della chiesa in corrispondenza della porta centrale di quest’ultima), quasi vicino allo spigolo, don Lorenzo De Carlo fece affiggere, ben visibile, una grossa lastra di marmo con la scritta che segue, contenente anche la data di inaugurazione della pubblica illuminazione a Pietraroja:


I POSTERI RICORDINO

IL XXVI GENNAIO MCMXXXII

IL PRINCIPE UMBERTO DI SAVOIA

PORTAVA TRA I NOSTRI MONTI

IL SUO REGAL SORRISO

ADORANDO GENUFLESSO

IN QUESTO TEMPIO

IL XXVI GENNAIO MCMXXXVII

PIETRAROJA FESTANTE

ILLUMINAVA LE VIE E LE CASE

ELETTRICAMENTE

DEDICANDO LA LUCE

AUSPICIO DI GLORIE PIÙ FULGIDE

AL PONTEFICE IMMORTALE

PIO XI

AL RE IMPERATORE

AL DUCE FONDATORE DELL’IMPERO

____________________________


ARCIPRETE LORENZO DE CARLO

POSE

ANNO MCMXXXVII – XV – II - IMPERO

Ho realizzato questo scritto (molto più sinteticamente) alcuni anni fa, non solo nel tentativo di consentire ai miei alunni dell’Istituto Tecnico Statale “MARZIO CARAFA” di Cerreto Sannita (BN) di apprezzare meglio una famosa poesia dialettale cerretese, ma anche di “curiosare” su un importante avvenimento di circa un secolo fa. 
Lo scritto, però, potrebbe interessare anche altre persone, di qualsiasi età, ceto sociale e cultura; e serve pure a ricordare: 
- che l'avvento della luce elettrica è un fatto praticamente recente nella storia plurimillenaria dell'umanità;
- che la luce elettrica ha segnato una straordinaria svolta epocale nelle condizioni di vita dell'uomo ed ha costituito la premessa per uno sviluppo economico e sociale strepitosi, prima inimmaginabili.

                                                Emidio Civitillo


Tutto pronto a Caiazzo per il Festiva Jovinelli 2012


CAIAZZO. Archiviata in qualche modo l’edizione 2012 della storica Fiera, nel rispetto di un copione ormai consolidato, la comunità caiatina si appresta a godersi il Festival Jovinelli nel rispetto di un programma che quest’anno si prospetta non solo molto ricco ed articolato, ma soprattutto basato finalmente sul varietà e sul teatro, anche territoriale. Successo scontato per l’esordio, mercoledì 25 luglio, con il gruppo emergente “Amici Disponibili” di Piana di Monte Verna, che rimetterà in scena “Chesta Terra!”, commedia in vernacolo diretta da Lorenzo Santabarbara, già tanto apprezzata nell’intero comprensorio. Giovedì 26 doverosa pausa per consentire l’ottimale svolgimento dei sentiti festeggiamenti liturgici in onore di Sant’Anna. Venerdi 27 luglio si riprenderà con un saggio della scuola di danza “Forever Dance” diretta da Costanza Pacelli; sabato 28 luglio saggio della scuola di danza Mary Jo Dance diretta da Maria Rosaria Ciaramella; domenica 29 luglio: saggio della scuola di danza My Dream diretta da Imma De Crescenzo. Lunedi 30 luglio: “Teatro e Musica”: saggio artistico degli alunni delle scuole medie ed elementari di Caiazzo. Martedi 31 luglio la Compagnia del Salone Margherita di Napoli presenta: Tuppe Tuppe Mariscia'! Mercoledi 1 agosto la Compagnia “Ali della Mente” presenta: “Smatamorfie”. Giovedi 2 agosto Kiew Sting Orchestra presenta: “Concerto Grosso”. Venerdi 3 agosto La Compagnia Fratelli de Rege presenta: “Era tutto così diverso”. Sabato 4 agosto la Compagnia Teatrale i Bel…Vedere presenta: “E' felice sua eccellenza!”. Domenica 5 agosto la Compagnia del Salone Margherita di Napoli presenta: “Le stelle del Cafè Chantant”. Lunedi 6 agosto “Pulcinella e Teresina” a cura di Teresa Mastroianni. Martedi 7 agosto: Franco Mantovanelli e la sua Orchestra. Durante il Festival esibizioni dei Gruppi Folk della Pro-Loco Tutti gli spettacoli saranno presentati in piazza Santo Stefano (ex piazza Verdi) con inizio alle ore 20,45. Direttore Artistico Nino Marcuccio, Direttore Tecnico Biagio Santacroce, Presenta Maurizia Castagna.

Fonte: Teleradionews

MATILDE MAISTO DIRETTORE, RESPONSABILE DI CANCELLO ED ARNONE NEWS INTERVISTA L’ARTISTA ANJA D’AMBROSIO


Anja
CANCELLO ED ARNONE – Ho incontrato Anja nel suo locale, è molto bella nel suo abito azzurro intenso, i suoi occhi sono grandi e luminosi, il sorrido dolcissimo, ma un pochino triste; si pone con gentilezza, mi offre un aperitivo e poi iniziamo a dialogare, come due amiche di vecchia data:
 Anja, tu nasci come cantante ed anche come insegnante di canto, quando hai iniziato esattamente?
A 18 anni ho iniziato ad insegnare, piano, piano è nata la prima scuola chiamata “New Melody”. In seguito mi sono specializzata solo sul canto lirico e canto moderno, respirazione e tecnica vocale. Infatti ai miei alunni insegno come si respira per cantare, la tecnica, lo studio del diaframma. I ragazzi autodidatti possono scaricarsi, gratuitamente, sul mio sito, il manuale sulla respirazione www.anjanewmelody.com. Invece il solfeggio e la musica li lascio fare ad altri docenti della mia scuola.
 Quando, secondo te, sei riuscita ad affermarti?
Dopo tanti anni di gavetta e di sacrifici, mi sono resa conto che il canto è la mia sola ragione di vita. Amare il canto significa donarsi anima e cuore, farlo tutti i giorni e non esserne mai stanchi. Ma la vita mi ha regalato successi sempre con un po’ di lentezza, sembra che il tempo abbia voluto sfidarmi. Poi, dopo tanti impegni è arrivata la televisione con un preciso programma nel quale io scrivo anche i testi, così da diventare autore televisivo e produttore del mio spettacolo “Anja Show”.
Come è nato il programma Anja Show?
E’ nato 5 anni  fa, dopo il programma televisivo telesolletico, uno spettacolo tutto comico in onda su TV Luna. “Anja Show” è uno spettacolo del tutto spontaneo con uno staff di professionisti molto seri, come il giornalista/presentatore Mattia Branco, che mi da una grande mano, oltre ad essere una persona speciale con un animo gentile e giovanile. Egli cura gli sponsor ed io approfitto di questo spazio per ringraziare nuovamente tutti, sia per la collaborazione precedente che anticipatamente per la futura collaborazione che i nostri preziosi sponsor non mancheranno di fornirci. Inoltre Mattia Branco non manca di dare una grande mano nello svolgimento dello spettacolo.
Poi c’è Alex Puca, un coreografo eccellente, ma non solo è anche un bravissimo presentatore, showman, oltre ad essere un bravissimo attore. Egli cura il corpo di ballo e si occupa di moda.
Per finire due bellissime donne: Laura Matrone una showgirl, trasformista, una grande vocalist ed un’ottima attrice, una persona speciale, vera professionista, meticolosa che cura ogni minimo dettaglio. E la nostra dottoressa psicologa, Grazia Graziano, che nelle trasmissioni precedenti ha interagito con gli ospiti su argomenti tipo il corteggiamento, fornendo preziosi consigli sulla coppia in generale.
Come vedi mi circondo solo di professionisti, in quanto un grande show richiede la presenza di un grande staff.
 Si è recentemente conclusa la IV° edizione, pensi che il programma proseguirà? Prevedi delle novità?
Si certamente abbiamo già preso accordi precisi per la V° edizione di “Anja Show” che andrà in onda dal 9 gennaio 2013 sugli schermi di Italia Mia Canale 17 SKY.
Ovviamente le novità sono tante, ma non le sveleremo subito, sappiate solo che abbiamo già tante proposte di artisti che vogliono uno spazio all’interno dello show.
 Che cosa consiglieresti ad un giovane che desidera intraprendere la tua stessa strada?
Personalmente consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera di farlo con molta umiltà e tanta intelligenza e, soprattutto, di non inseguire caparbiamente il successo perché se hai talento sarà il successo ad inseguire te.
 Nella vita sei altruista? Divideresti il tuo successo con altre persone?
Io suppongo di essere una vera altruista e sicuramente già divido il mio successo con altri attraverso il mio show.
 Grazie ancora ad Anja per avermi concesso questa bella intervista che potrei definire dei buoni sentimenti, l’intervista di una donna che si è concessa alla stampa dosando e miscelando la sua schiettezza con la sua intelligenza. GRAZIE BELLA ANJA, IN BOCCA AL LUPO PER LA NUOVA TRASMISSIONE!


      Matilde Maisto

Festa della mozzarella, IL CONCERTO DI VENDITTI NELL'AREA MERCATO

Antonello Venditti

Cancello ed Arnone – Risolti i problemi logistici per l’attesissimo concerto che  Antonello Venditti terrà in occasione della 35° edizione della Festa della Mozzarella. Il concerto del cantautore romano si terrà nell’area mercato di Cancello ed Arnone, che il manager di Venditti ha ritenuto adatta ad ospitare l’evento. Intanto continua il lavoro per l’organizzazione della Festa della Mozzarella da parte del presidente della Pro Loco Crescenzo Cacciapuoti, che, sotto l’attenta supervisione dell’amministrazione comunale, sta mettendo a punto gli ultimi ritocchi perché quella di quest’anno possa rimanere negli annali come l’edizione senza dubbio più ricordevole. E così mentre alle 22,00 di sabato 11 agosto suoneranno le prime note del concertone di Antonello Venditti, nella vicina Arnone andrà di scena uno spettacolo che sarà offerto dall’Ente Provinciale per il Turismo. Domenica 12 agosto ad Arnone ci sarà lo spettacolo musicale di Ivan Granatino, mentre in contemporanea a Cancello si esibirà nel suo spettacolo Gigio Rosa di Radio Marte. Ma per certezze circa il programma completo si dovrà attendere la presentazione ufficiale della 35° Edizione della Festa della Mozzarella che si terrà nel salone dei congressi della Camera di Commercio di Caserta venerdì 27 luglio.

Discariche ed inceneritori mascherati: due facce della stessa medaglia.

Gassificatore è solo uno tra i nuovi termini oggi utilizzati per indicare una impiantistica del tutto simile a quella dell’incenerimento che di nuovo non ha assolutamente nulla, se non delle articolazioni nel processo, ma che alla fine emette nell’aria quantità pericolose di sostanze inquinanti uguali a quelle di un qualsiasi inceneritore, così come ammesso dallo stesso assessore provinciale all'ambiente Maria Laura Mastellone in una intervista già da noi pubblicata e visibile sulla nostra pagina Facebook (NO GAS). In provincia di Caserta costruire un impianto di gassificazione significa proseguire nella logica di distruzione che da decenni sta devastando il nostro territorio, in piena linea infatti con il piano regionale e provinciale dei rifiuti. Distruzione del territorio che avviene per servire gli interessi politico-affaristici che si istaurano e si rinnovano nei palazzi del potere, e intanto il tasso dei tumori sale. Lo smantellamento delle consorterie che per decenni hanno gestito il ciclo integrato dei rifiuti e l'apertura alla partecipazione democratica dei cittadini sono il primo vero ed unico passo da fare per eliminare le discariche (comprese quelle sociali prodotte da clientele e malaffare) ed investire nella raccolta differenziata, il compostaggio, il riciclo ed il riuso dei materiali. Inceneritori mascherati e discariche sono due facce della stessa medaglia, fanno parte dello stesso ciclo del trattamento rifiuti, dire che si escludono a vicenda è l’ennesima grave bugia che si vuole rifilare ai cittadini di Terra di Lavoro. I No Gas proseguiranno la battaglia contro il gassificatore, contro il piano regionale e provinciale dei rifiuti e quindi contro qualsiasi altro ecomostro che “sponsorizzeranno” promettendo posti di lavoro inesistenti e una “cura miracolosa” per la salute.  La memoria storica dei movimenti di Terra di Lavoro è sempre vigile, a 5 anni dalle promesse per la costruzione della Centrale termoelettrica di Sparanise, ci sono dati che attestano che nel paese dell’Agro Caleno ci sia un alto tasso di polveri sottili, per non parlare della magia occupazionale che non si è per nulla avverata, ma addirittura quelle poche assunzioni stanno già incamminandosi verso il licenziamento.


ñ  Sì alla riduzione del rifiuto a monte della produzione
ñ  SI alla raccolta differenziata spinta, con il riciclo e il riuso.
ñ  SI alla bonifica “effettiva” dei territori.

La battaglia No Gas continua, senza lasciarsi intimorire dalle propagande politico-affaristiche.

I No Gas paura non ne han!