31 gennaio 2011

Incontri su Politica e Territorio a cura dell’Osservatorio Permanente Politica e Territorio.


CAIAZZO. Prende il via venerdì prossimo, un Ciclo di incontri su Politica e Territorio a cura dell’Osservatorio Permanente Politica e Territorio organizzati dal P.P.A.C.(Patto per l’Alto Casertano) di cui è Coordinatore il Dott. Giovanni Lavornia e dal Raggruppamento di Consiglieri Comunali dell’Alto Casertano Coordinati da Guglielmo Fragola. Nel centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia, dichiara il Presidente Giovanni Mastroianni la nostra associazione desidera, oggi più che mai, discutere di Politica e di Territorio con gli interlocutori istituzionali e con tutti i cittadini che alla Politica chiedono risposte ed urgenti azioni di intervento e di rilancio. Si terrà quindi, il nostro prossimo convegno sul tema “La Politica i Giovani ed il nostro Territorio nel 150° anno dell’Unità d’Italia” Venerdì 4 febbraio alle ore 18:30 presso Palazzo Mazziotti a Caiazzo.Tra i relatori: il Giudice Dott. Antonio ONORATO, il Giudice On. Riccardo VENTRE, il Prof. Costantino LEUCI, il dott. Luigi FALCO, il Consigliere Regionale Gennaro OLIVIERO, l’assessore Provinciale Gimmy CANGIANO, il Dott. Marco NEGRI e la partecipazione dei Sindaci e dei rappresentanti comunali dell’Alto Casertano. Con questa manifestazione, ha concluso Mastroianni, speriamo di catturare la massima partecipazione dei nostri concittadini, affinché la Politica sia loro più vicina.

Pietro Rossi

30 gennaio 2011

Presentazione libro "La mia Sud Africa"


Caserta - Ancora un incontro culturale presso la sede del Comitato Provinciale Coni dove mercoledì 2 febbraio alle 17.30 verrà presentato il libro “La mia Sud Africa” del giornalista Fabio Tavelli, inviato da Sky Sport 24 agli ultimi mondiali di calcio. La manifestazione è organizzata dal Coni e della delegazione dell’Unione Stampa Sportiva Italiana e verrà aperta dal saluto del presidente del Coni Michele De Simone e del fiduciario dell’Ussi Lucio Bernardo. Quindi il giornalista Carmelo Prestisimone presenterà l’autore che, successivamente, illustrerà le caratteristiche del libro e racconterà inediti episodi del suo mondiale in Sud Africa. Fabio Tavelli, nato nel 1969, è oggi uno dei volti più noti del giornalismo sportivo italiano. Dopo una lunga gavetta in diverse radio locali, scrivendo per diversi giornali e curando uffici stampa, nel 1999 Tavelli è assunto presso Radio 24, e lavora a stretto contatto con maestri del calibro di Giancarlo Santalmassi, Gigi Garanzini e Marino Bartoletti. Per Radio 24 fa da inviato per due Giri d'Italia, le olimpiadi di Sydney 2000 e i mondiali di calcio in Corea e Giappone nel 2002. Conduce inoltre per la stessa radio il programma "A tempo di sport". Nel marzo 2004 approda a Sky. Segue come inviato i mondiali di sci di Bormio nel 2005 e i mondiali di calcio in Germania nel 2006. Dal 2009 è uno dei volti di punta del canale all news di Sky, Sky Sport 24, l'unico tg sportivo con una programmazione continua. Nel settembre del 2010 viene pubblicato il suo libro dal titolo "La mia Sud Africa" (2010, pp. 125, Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori).

Franco Marconi è il nuovo fiduciario della Condotta Slow Food di Caserta.

Caserta - La Condotta Slow Food di Caserta ha eletto ieri, 26 gennaio 2011, Francesco Marconi (nella foto)quale nuovo fiduciario Slow Food della città capoluogo. Alla presenza del presidente Slow Food regionale Nino Pascale e del fiduciario uscente Sabatino Santacroce, il Comitato di Condotta, appena eletto dall'assemblea, ha approvato all'unanimità la proposta avanzata proprio da Santacroce di delegare Marconi a rappresentare l'associazione casertana nei prossimi anni. “Devo subito ringraziare tutti i soci ed i simpatizzanti che hanno contribuito a dare inizio al nuovo corso della Condotta Slow Food di Caserta – ha dichiarato Marconi - a cominciare dai rappresentanti del Comitato di Condotta uscente, che lascia un eredità preziosa che sarà mio impegno, e di tutto il nuovo Comitato, valorizzare al massimo, arricchendo ed rafforzando la presenza di Slow Food sul territorio Casertano. Il nostro convincimento di fondo è che oggi viviamo in un epoca in cui i comportamenti individuali, anche i più semplici ed apparentemente banali come la nostra alimentazione quotidiana, comportino effetti significativi di ordine sia ambientale sia economico-sociale. I comportamenti collettivi non possono però mutare se non si cambiano quelli individuali. Non possiamo aspettare che siano prima gli altri e modificare il loro agire: prima di chiederlo agli altri, dobbiamo farlo noi stessi. Consideriamo quindi di primaria importanza l’informazione e la divulgazione delle idee sostenute da Slow Food, e lo faremo promuovendo un ampio dibattito sulle complesse e talvolta non immediatamente evidenti interconnessioni esistenti tra alimentazione, agricoltura e ambiente. Nel contempo, opereremo al fine di stringere un patto tra produttori e consumatori, per sperimentare modelli di scambio di prodotti agroalimentari di qualità”.
Siamo convinti – ha concluso il nuovo fiduciario - che con la partecipazione attiva dei soci e dei simpatizzanti di Slow Food, ed agendo in collaborazione con le altre Condotte della provincia, potremo dare in tal senso un valido e significativo contributo”. Saranno invece 15 i membri del comitato di condotta di Slow Food Caserta, individuati tra personalità da anni impegnati nel mondo dell'agricoltura, dell'alimentazione e dell'enogastronomia di Terra di Lavoro. Oltre a Francesco Marconi fanno parte dell'esecutivo casertano: Michele Amoruso, Filomena Camanza, Gianmarco Carozza, Raffaele Cioppa, Adele Cozzella, Maria Teresa Lanza, Alessandra Manna, Loredana Rizzi, Sabatino Santacroce, Domenico Suppa, Massimo Tuorto, Alessandro Tartaglione, Renato Grasso, Enzo Piccirillo. Il presidente regionale Slow Food Pascale ha chiesto all'assemblea un meritato plauso al fiduciario uscente, Sabatino Santacroce che lascia l'incarico dopo 16 anni ininterrotti di attività. Pur restando nel comitato di condotta Santacroce andrà ad assumere un ruolo più impegnativo all'interno del coordinamento regionale. Un “in bocca al lupo”, infine, è stato augurato da tutti i presenti al neo eletto comitato di condotta ed al nuovo fiduciario.


Alessandro Tartaglione
Allegati:

29 gennaio 2011

FERVONO I PREPARATIVI PER LA SOLENNE CELEBRAZIONE DEL NOME DI S. GIOVANNI BOSCO LUNEDI 31 GENNAIO.


Piedimonte Matese –Fervono i preparativi per la solenne ricorrenza della festa di S. Giovanni Bosco che, per la prima volta dopo 56 anni, si celebra senza la presenza dei Salesiani. Essi, infatti, il 12 gennaio scorso, hanno ceduto la struttura al comune di Piedimonte Matese, lasciando l’Opera che per tanti anni li ha visti protagonisti di numerose attività sociali. Al loro posto ora opera don Armando Visone, nominato dalla Curia responsabile della chiesa e dell’oratorio, che ha assunto di buon grado la regia dei festeggiamenti. Essi,come per gli altri anni, si annunciano di grande rilievo spirituale per la massiccia presenza di fedeli che ogni sera affollano la chiesa durante il triduo. Quest’anno i festeggiamenti in onore del Santo dei giovani hanno assunto una valenza tutta particolare sia per il patrocinio che il comune di Piedimonte Matese ha assicurato al comitato di festa sia per l’arrivo della Statua del Santo, ordinata ad un noto artista del Trentino Alto Adige. Nei giorni scorsi una delegazione composta da don Armando Visone e dalla famiglia di Vincenzo Amendola si è recata ad Ortisei per prelevare l’Effige e portarla nella cittadina di Piedimonte Matese. La statua è stata scolpita dall’artista Stuflesser (Nella foto con la statua di S. Giovanni Bosco, don Armando Visone e la famiglia Amendola). Lo stesso artista è stato l’autore dell’effige della Madonna e del crocifisso, visibili da tutti i fedeli sulla sinistra dell’altare maggiore della chiesa “Don Bosco”. Nell’imminenza della Festa l’Amministrazione Comunale è intervenuta massicciamente per rendere più bella ed accogliente la struttura in sinergia con l’attività svolta dalle mamme dei ragazzi dell’oratorio che hanno lavorato di gomito per la pulizia dei locali. La chiesa è stata resa più bella e splendente sia all’interno, con i lavori di ristrutturazione ed attinta tura delle pareti e la sistemazione delle luci , sia all’esterno con lo sfoltimento delle piante, la pulizia dei viali e l’abbellimento delle aiuole, curate dall’infaticabile artista dei fiori Enrico Salerno. Anche l’Istituto Alberghiero “Vincenzo Cappello” ha messo a disposizione della festa la professionalità dei suoi professori ed alunni con la preparazione del buffet che certamente delizierà il palato di autorità e fedeli nell’agape fraterna che seguirà a chiusura delle varie manifestazioni religiose. Domani, lunedi 31 gennaio, l’annuncio della Festa sarà dato dallo squillo argentino delle campane e dallo sparo di mortaretti e dalla Banda musicale cittadina diretta dal maestro Cenerazzo.. Alle ore 10,30, come sempre, ci sarà la S. Messa con l’intervento degli studenti di tutte le scuole di Piedimonte Matese. Alle ore 17,30 inizierà la processione della statua del Santo da piazza Carmine all’Oratorio Salesiano dove sarà celebrata la Santa Messa solenne presieduta dal vescovo della Diocesi di Alife Caiazzo mons. Valentino Di Cerbo. Alle ore 19, nell’ampio salone antistante il teatro, le autorità cittadine premieranno i ragazzi che hanno partecipato al Torneo di Calcio a 5. La Festa sarà conclusa dall’agape fraterna consumata in letizia dalle autorità e dai numerosi fedeli presenti.

Nicola Iannitti

28 gennaio 2011

RISCOSSIONE PER “ACQUE REFLUE” CONVENZIONE CON POSTE ITALIANE.


CAIAZZO Anche per le acque reflue dell’anno 2011 i cittadini di Caiazzo potranno versare il tributo attraverso il conto corrente postale numero 96477161. Ecco perché il Comune, retto dal primo cittadino e consigliere provinciale Stefano Giaquinto, attraverso una determina del Settore Finanziario, ha richiesto il rinnovo anche quest’anno della convenzione con Poste Italiane per il servizio di incasso e di rendicontazione. Una modalità di riscossione che è stata attivata con delibera, per la prima volta, nel 2004 ed è continuata nel tempo. Un pagamento diretto che quindi a cui i cittadini potranno ricorrere anche quest’anno, sul conto corrente intestato al “Comune di Caiazzo Acque Reflue”, così come previsto dal regolamento approvato con delibera consiliare numero 191 del 13 dicembre 1990. La copia della determinazione è stata trasmessa all’Ufficio Ragioneria per gli adempimenti consequenziali. Mario Fasulo è il responsabile del procedimento, responsabile del servizio invece Loreto Califano.

c.s.

ALLA VENTIQUATTRENNE MARIA LUISA NUZZO LA PALMA DI MIGLIORE ECONOMISTA-STUDENTE D’EUROPA.


Non è ancora sopito ed è gusto che sia così l’entusiasmo per lo strepitoso exploit compiuto qualche giorno fa da una studentessa ventiquattrenne di Latina ormai, prossima alla laurea in Economia e Commercio presso l’Università “La Sapienza”, di Roma. Continuano, dunque, i festeggiamenti per la bravissima Maria Luisa Nuzzo, che, al termine di una selezione molto dura (si è dovuta misurare con ben 108 concorrenti provenienti da undici nazioni europei), ha avuto la gioia e l’onore di fregiarsi del titolo di campionessa continentale in economia. L’occasione le è stata offerta dalla prima edizione della cosiddetta “Champions League”, che, allo scopo di diffondere sempre più e meglio la cosiddetta Patente Economica, è stata indetta ed organizzata dall’Unione Europea. A Vienna la finale, che, per la Nuzzo, è stata un autentico trionfo. La nostra conterranea(si è districata molto bene in mezzo a problemi e modi di intendere l’economia aziendale, il diritto d’impresa, la contabilità, ecc.), dando fondo a tutta la sua bravura e alla sua determinazione, ha sbaragliato, uno dietro l’altro, tutti i suoi avversari, agguantando un risultato che le consente di essere annoverata tra gli economisti più quotati e considerati dei prossimi anni. Conclusa la parte agonistica della manifestazione, si subito passati alle premiazioni. Il premio alla vincitrice è stato consegnato ad opera del Ministro austriaco alla Pubblica Istruzione e alla Ricerca Scientifica, Beatrix Karl, che, dal canto suo, ha avuto parole di elogio ed apprezzamento per una giovane che e che deve essere indicata come una vera e propria risorsa per l’economia non solo nazionale. Come senz’altro si sarà notato, notizie come quella in trattazione ci confermano che la Scuola italiana non è solo mala gestione ed emergenze continue, ma anche fucina di eccellenze che portano alto il nome della nostra amata Italia anche fuori dei confini nazionali.


Daniele Palazzo

PRIMO CORSO DI FORMAZIONE PER IL VOLONTARIATO IN ARCHEOLOGIA.


FRANCOLISE. Su iniziativa dello staff di reggenza del “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno”(è ottimamente diretto dall’Archeologa Angela Carcaiso) e patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Francolise, prende il via, alle orde 18.00 di questa sera, presso l’Aula Consiliare dell’Ente patrocinante, il primo Corso di Formazione per il Volontariato in Archeologia. Una iniziativa, questa, che è stata molto ben accolta in tutti gli ambienti socio-culturali dell’importante centro del’Agro Caleno, in cui ogni pietra trasuda cultura e storia millenaria. Come si evince da un documento di promozione dell’evento fatto circolare dal sodalizio capitanato dalla Carcaiso, lo scopo precipuo dell’idea progettuale promossa dall’Associazione “carcaisiana” è quello di offrire mezzi e supporti tecnici “a tutti coloro che vorranno cimentarsi nell’appassionante campo del volontariato archeologico”. L’Associazione, infatti, mira “alla formazione delle future leve, per la tutela e la promozione del territorio della Campania Settentrionale, tanto ricco di testimonianze storico-artistiche ed archeologiche”. Tema del primo incontro, che, come tutti quelli successivi, si snoderà nel’arco di due ore, sarà “La riscoperta della villa romana di Francolise: Storia degli scavi archeologici e di dieci anni di volontariato”. Posto che le lezioni in scaletta saranno tenute da Archeologi ed esperi, soci del “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno, il ciclo si concluderà il 3 aprile prossimo con la simulazione di una visita guidata alla Villa di San Rocco, che, insieme alla cosiddetta Villa Posto, costituiscono un punto di riferimento importante per quanti, studiosi o semplici divulgatori, vogliano approfondire la conoscenza delle abitudini e degli stili di vita di chi ha vissuto in quelle strutture abitative. “La villa romana di San Rocco(riportiamo fedelmente da uno scritto del druppo organizzante), datata alla fine del II Sec. a.C., è un complesso di notevole imponenza. Dotato di oltre quaranta stanze. Gli ambienti, gravitanti su un ampio peristilio colonnato, posto al centro della casa, erano dotati di tutti gli elementi architetton ici e decorativi tipici di una ricca casa urbana: una sala di ricevimento(tablinum), sale da pranzo(triclinia), di soggiorno(exedra) e da letto(cubicula). Tutte riccamente decorate con pitture e mosaici policromici. Il sistema per la produzione dell’olio di oliva si serviva di impianti permanenti in muratura e si svolgeva in due ambienti comunicanti pavimentati in mattoni opus spicatum), destinati al processo di frangitura e torchiatura, che avveniva mediante utilizzo di macchinari: una macina per separare i semi dalle ulive e un torchio per il successivo schiacciamento della polpa”. E’ da oltre un decennio che il “Gruppo Archeologico Falerno-Caleno”, d’intesa con il Comune di Francolise e con il competente ramo della soprintendenza ai Beni Archeologici, ha in affidamento e tutela la villa omana di San Rocco, mansione che viene portata avanti egregiamente e senza alcuna finalità di lucro. Tra gli scopi del Corso di Formazione di cui ci occupiamo(un ruolo importante nella realizzazione dello stesso si deve anche alla lungimiranza e all’ottimo lavoro svolto dal Sindaco di Francolise, Nicola Lanna), quello della realizzazione, all’interno della Villa romana di San Rocco di un percorso di accesso al sito per soggetti portatori di disabilità, il cui progetto è finanziato integralmente con i fondi perequativi della “Progettazione Sociale 2008”. Il tutto si completa con il Laboratorio “Gustum”, con il quale si illustrerà ai corsisti anche quali erano le abitudini culinarie e gastronomiche degli antichi abitatori della villa stessa. Il corso condotto da Angela Carcaiso e dai suoi collaboratori proseguirà il 10 febbraio prossimo con una lezione su “L’Ager Falernus e Calenus in età antica: Il popolo degli Aurunci e la conquista romana”.


di Daniele Palazzo


27 gennaio 2011

Fioccano le denunce tra il Sindaco di Fontegreca e la sua vice Elisabetta Cambio.


Fontegreca. Il sindaco, fra l’indifferenza generale della giunta, mette alla porta un suo consigliere, reo di averlo criticato. Scatta la denuncia per abuso d’ufficio. Incredula la vittima, Elisabetta Cambio (nella foto), fino a pochi giorni fa assessore e vice sindaco, che ha chiesto ed ottenuto l’intervento dei carabinieri. La casa comunale trasformata in un feudo, la fascia tricolore come scettro da mantenere con ogni sistema possibile, la totale intolleranza verso qualsiasi forma di critica, soprattutto verso quella interna. Sono queste le degenerazioni della politica che frequentemente caratterizzano i piccoli paesi. Fontegreca potrebbe rappresentare un valido esempio. Da circa venti anni, c’è una sola persona al comando: Antonio Montoro. E’ riuscito anche a trovare un valido sistema per eludere la legge che vieta al terza candidatura consecutiva riuscendo a sistemare la fascia tricolore sulle spalle della propria consorte: Carmelina Imundi che ha guidato Fontegreca per cinque anni – dopo i dieci del marito – avvalendosi, chiaramente, del supporto costante del coniuge. Poi le nuove elezioni hanno ridato il comando del paese a Montoro. Mai prima d’oro qualcuno aveva osato criticare l’operato del sindaco. Elisabetta Cambio aveva solo chiesto rispetto dei ruoli e collegialità. Una semplice richiesta che a Montoro, probabilmente, è apparsa un’offesa. Immediata la revoca di ogni delegata a Cambio. Ieri, quando la donna si è recata in comune, l’ulteriore sorpresa: “non hai alcun diritto – ha precisato Montoro - a stazionare nell’ufficio e visionare gli atti amministrativi”. Più volte il sindaco ha invitato Cambio ad uscire perché – lui - doveva conferire con gli altri assessori di cose riservate. Inutile la replica del consigliere che rivendicava solo il diritto a soggiornare nella casa del popolo per adempiere ai propri compiti istituzionali. Poi, l’ex vice sindaco ha lasciato il municipio, anche perché “preoccupata per la mia incolumità dato l’evidente stato di agitazione del primo cittadino”. All’arrivo dei carabinieri in comune Montoro non ha cambiato atteggiamento: “dopo le tue critiche è finito ogni rapporto di collaborazione, io sono il sindaco e se ti dico che devi uscire, devi uscire”. “Sarà l’autorità giudiziaria – precisa l’avvocato Elisabetta Cambio - a valutare la liceità delle azioni e delle frasi del sindaco. Un Sindaco che utilizza in questo modo il potere allo stesso conferito dalla sovranità popolare, conclude Cambio , non è un sindaco che mi rappresenta”.

Gianni del Monte


26 gennaio 2011

RICORDIAMO INSIEME -LA GIORNATA DELLA MEMORIA.


Piedimonte Matese- Domani 27 Gennaio, organizzata dall’Amministrazione comunale assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione retto dall’avv. Benny Iannitti (nella foto), si celebra la “Giornata della memoria”. “Nella consapevolezza del fondamentale valore della memoria storica nel delicato processo dell’educazione dei giovani” scrive nella lettera di invito l’assessore comunale Iannitti, “e nel necessario lavoro di rafforzamento dei principi fondanti del vivere civile, questa Amministrazione sta portando avanti il progetto “ Ricordiamo Insieme”. Nell’ambito di tale progetto è previsto per oggi 27 gennaio un incontro di studio e approfondimento sul tema della SHOA’ al quale sono invitati i dirigenti dei vari Istituti Scolastici di Piedimonte Matese unitamente ad una rappresentanza degli alunni. L’incontro si terrà alle ore 11,30 presso l’auditorium del comune in piazza S. Domenico con l’intervento del prof. Giovanni Guadagno, storico. I lavori saranno aperti dall’introduzione dell’assessore alla Cultura e P.I. avv. Benny Iannittti a cui seguiranno varie letture di testi che narrano dell’immane tragedia dei campi di concentramento e dell’olocausto degli ebrei Il termine "Olocausto, come si legge in moltissimi scritti, si riferisce al periodo dal 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa, in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni a cui si devono sommare 5 milioni circa di civili non ebrei uccisi. In tutto quindi, ma la cifra precisa ha ben poca importanza, oltre 10 milioni di persone furono uccise dall'odio nazionalsocialista. Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. La maggior parte delle persone soppresse passarono per i campi di sterminio, che erano campi di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Storicamente il partito nazista prese la decisone di dare avvio alla cosiddetta "soluzione Finale" (Endl"sung), in realtà molti ebrei erano già morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich, ma lo sterminio sistematico e scientifico degli ebrei non ebbe inizio fino all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941. Per i nazisti ebreo era: chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935. Vi erano poi coloro che non venivano classificati come ebrei, ma che avevano una parte di sangue ebreo e venivano classificati come Mischlinge (ibridi). I Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei campi di sterminio. Ma il Terzo Reich considerava nemici non solo gli ebrei, ma anche, zingari, oppositori politici, oppositori del nazismo, Testimoni di Geova, criminali abituali, e "anti-sociali" In sostanza ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il nazismo correva il rischio di essere perseguitato, ma gli ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo il piano Nazista, ogni singolo ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri "criminali" o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. Gli ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine familiare indelebile. La spiegazione dell'odio implacabile dei nazisti contro gli ebrei nasceva dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale. Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva, quindi in uno scontro che sarebbe culminato con il trionfo della razza ariana, quella superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile. Non ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.

Nicola Iannitti

Lavori di sistemazione della rete fognaria.


CAIAZZOIntervento di somma urgenza sulla rete fognaria di via Guadanelle di Caiazzo, lavori disposti dal responsabile del servizio tecnico l’ingegnere Raffaele Marra con la supervisione del sindaco Stefano Giaquinto (nella foto) a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini con le quali è stata comunicata la presenza di reflui fognari in Via Stoneman ed in Via Guadanelle nonché la rottura della rete fognaria di piazza Portavetere. E a segnalazione ricevuta, è partita immediatamente la risoluzione. Il delegato dell’Area Tecnica ha effettuato opportune visite di sopralluogo al fine di verificare quanto lamentato e; nel corso delle ispezioni, è stata constatata - con particolare riferimento al tratto di rete fognaria di Via Guadanelle – l’effettiva presenza di reflui che avevano invaso la sede viabile e dato luogo ad infiltrazioni nelle adiacenti proprietà private. Ecco perché sono stati disposti i seguenti interventi: scomposizione della pavimentazione stradale; scavo a mano o con mezzi meccanici; rimozione e trasporto a discarica delle preesistenti tubazioni; fornitura e posa in opera di tubazione in polietilene; fornitura e posa in opera condotta in acciaio; ripristino di collegamenti e degli allacciamenti presenti; riempimento del cavo per la parte inferiore con sabbia e/o pozzolana per la parte superiore con misto cementato.


c.s.