09 luglio 2010

Il Dott. Tito Angelini racconta la Verità sul Taglio degli Alberi a Bocca della Selva.


Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera a cura del dott. Tito Angelini che ci spiega la verità sul caso del taglio degli Alberi a Bocca della Selva.


Piedimonte Matese - Spettabile Redazione, sono Tito Angelini, dottore forestale libero professionista in Piedimonte Matese e vorrei parlare, da professionista della materia, del taglio colturale del bosco a Bocca della Selva. Incidentalmente, sono il direttore dei lavori in oggetto, ma non è per difendere il mio operato che scrivo, non ho alcuna difesa d’ufficio da fare. Infatti, a ben guardare, si metterebbe in discussione la progettazione dei lavori, che non è stata opera mia, ma non è questo che mi interessa. Invece, scrivo soltanto perché, senza arrampicarmi sugli specchi, vorrei provare a fare chiarezza sull’intera vicenda, seguendo esclusivamente i dettami della scienza. Già, perché il bosco è studiato da un corpus di discipline scientifiche, le “Scienze Forestali”, appunto, e credo che l’origine del gran chiasso mediatico che si sta facendo, sia proprio legata all’ assoluta mancanza della, seppur minima, cognizione di causa. Parlando di boschi e di gestione dell’ambiente montano, lo scrivente, immodestamente, si ritiene esperto per aver conseguito una Laurea in Scienze Forestali, per essere iscritto ad un Albo Professionale specifico e per il fatto di svolgere, da oltre venti anni, e quotidianamente, una attività professionale nel settore della selvicoltura e dell’assestamento forestale, per la quale si vede rivolgere, appunto, richieste di pareri tecnico/scientifici in materia forestale. Circa le altre persone che stanno discettando sull’argomento, non ricordo di averne mai letto i nomi negli elenchi dei professionisti abilitati alla gestione del bosco e, pertanto, leggere le loro elucubrazioni in merito, mi colpisce alquanto. Credo sia doveroso, prima di criticare pubblicamente l’operato di altri, essere a conoscenza dell’argomento di cui si pretende di impartire lezioni e, soprattutto, è facile criticare e basta, ben più difficile è, invece, fornire indicazioni alternative, particolarmente se per farlo bisogna possedere competenze accademiche specifiche, che non si hanno e di cui si ignora addirittura l’esistenza. Per di più, la terminologia scientifica utilizzata senza averne padronanza fornisce l’esatta valutazione di chi la usa. Queste persone hanno mai sentito parlare di selvicoltura, dendrometria, assestamento forestale, tecnologia forestale? Sono tutte discipline scientifiche afferenti alle scienze forestali (e bisogna averle studiate all’Università). Oppure qualcuno è davvero convinto che ci siano in giro dei forsennati che, improvvisamente ed improvvidamente, non avendo di meglio da fare, si rechino in bosco ed inizino a tagliare alberi? La foresta (o bosco) mai interessata dall’attività umana, che esiste nella sua condizione originaria, come la cosiddetta “foresta primaria” (definita anche “foresta vergine), può rinnovarsi, crescere, invecchiare e morire da sola, perché l’altissimo numero di specie vegetali ed animali presenti, le interazioni che si stabiliscono tra le varie specie e tra esse e l’ambiente fisico che le ospita, ne garantisce uno stato di equilibrio relativamente stabile, grazie al forte potere di autoregolazione esistente. Questi processi di autoregolazione consentono all’ecosistema di opporsi a scompensi e a conservare nel tempo la propria stabilità strutturale e funzionale, a meno che non intervengano sensibili variazioni climatiche. Si parla, in proposito, di omeostasi, intesa come la tendenza all’equilibrio delle popolazioni animali e vegetali, come risultato di meccanismi dipendenti dalla densità e operanti sul tasso di natalità, sopravvivenza e morte (stabilità). Al contrario, nella foresta antropizzata (interessata dalla varie attività umane: pascolo; tagli, magari anche irrazionali), semplificata nella struttura e nella composizione, il numero di specie presenti è sensibilmente inferiore, così come, è ovvio, le relazioni instaurantesi tra loro; ne consegue una minore stabilità. La foresta antropizzata raramente può, in tempi brevi, rinnovarsi da sola, senza l’intervento dell’uomo. L’evoluzione naturale incontrollata, inizialmente, ridurrebbe le possibilità di sopravvivenza della rinnovazione naturale delle specie più esigenti. I giovani soggetti, da soli, non sarebbero in grado di sostituire gli alberi adulti già morti. I boschi matesini, tutti fortemente antropizzati, qualora privati degli interventi colturali, sarebbero condannati, in tempi brevi, a mutare l’aspetto attuale e, forse, anche ad estinguersi. La foresta antropizzata è così assuefatta all’intervento umano, che non può fare a meno di esso per mantenersi in equilibrio, anche se instabile ed artificialmente indotto. La foresta deve essere gestita. Il concetto di lasciare la copertura forestale all’evoluzione naturale può essere condiviso solo se veramente si tratti di foresta vergine. Però questa non esiste più, almeno nelle nostre regioni. Analizzare e prendere le decisioni, utili caso per caso, è compito dell’assestamento forestale. L’assestamento consiste nella pianificazione delle attività da compiere in bosco, così che esso possa svolgere tutte le proprie funzioni: idrogeologica, produttiva, turistico-ricreativa, paesaggistica, ecc. Lo strumento di pianificazione forestale, redatto con le finalità sopra esposte è il “Piano di Assestamento Forestale” (P.A.F.). Il piano di assestamento forestale è un documento di importanza fondamentale, di durata decennale, in cui viene realizzato l’inventario dei beni forestali di proprietà comunale e, successivamente, la pianificazione degli interventi colturali necessari per ottenere le finalità dell’assestamento forestale. Il piano di assestamento mira essenzialmente al miglioramento delle condizioni ecologiche della foresta, assicurando la continuità della copertura forestale e delle sue funzioni, in tutti i casi. Il P.A.F. è redatto in base a precise disposizioni normative (in Campania, attualmente, la L.R. 11/1996 – legge forestale regionale) ed è soggetto ad approvazione dei competenti Organi regionali. Quando approvato, il P.A.F. assume forza di Regolamento di legge. Tutte le operazioni necessarie per ottenere le finalità dell’assestamento forestale si concretizzano in interventi selvicolturali da realizzare in tempi, luoghi e modalità che sono esattamente definiti nello stesso piano di assestamento. Questi interventi, quali i tagli boschivi e tutte le attività selvicolturali, anche connesse al miglioramento o ripristino dei soprassuoli arborei degradati, sono attività strettamente coerenti e funzionali alla conservazione della copertura forestale. Tutti gli interventi in bosco (principalmente i tagli) vengono regolarmente e scientificamente progettati, e sono assolutamente soggetti alle norme della legge sopra richiamata (e non solo essa) e necessitano di un complesso iter amministrativo, per poter essere autorizzati. Il taglio degli alberi a Bocca della Selva era regolarmente previsto nel P.A.F., è stato realizzato in seguito ad una regolare progettazione e, soprattutto, ha preventivamente conseguito tutte le autorizzazioni e pareri previsti dalla legge. Pertanto, bisogna stare attenti quando si parla di “taglio illegittimo di oltre 2000 faggi di alto fusto su circa 30 ettari di bosco” e di “distruzione … omissis …. camuffata mediante improbabili leggi e regolamenti e con il placet di Regione, Provincia e Comune”: si potrebbe anche essere chiamati a risponderne in giudizio. Arrivando allo specifico, sul web e sui quotidiani si leggono numeri lanciati a caso, magari in seguito a “qualche informale indagine”, al solo scopo, immagino, di impressionare il lettore. Prescindendo dal fatto che, ripeto, prima di straparlare, sarebbe opportuno informarsi compiutamente, sembra anche che qualche informale indagatore non sia in grado di leggere un progetto né, ancor peggio, sappia far di conto. Leggo sul web di “… un totale di 70000 quintali di legna …” da tagliare: nella relazione del progetto (atto formale ed ufficiale) è scritto che la massa legnosa da abbattere è di 1.610 tonnellate che, nel sistema metrico decimale (che, sembra, in Italia si insegni già nella scuola elementare), equivalgono a 16.100 quintali, altro che 70.000! Leggo anche che “La superficie di bosco destinata al taglio è di circa 30 ettari”. Nel progetto di taglio del bosco è scritto chiaramente che la superficie destinata al taglio è, in realtà, di circa 41 ettari (40,91 per la precisione). Quante persone sanno quanto sono estesi 40,91 ettari di territorio? Un ettaro equivale a 10.000 metri quadrati e, quindi, sempre nel sistema metrico decimale, 40,91 ettari sono 409.100 metri quadrati. In termini di paragone, usando simboli più largamente comprensibili, 40,91 ettari equivalgono a oltre 57 volte il terreno di gioco dello stadio Meazza di Milano. Poi, sembra che si voglia trasmettere l’idea che si abbatteranno tutti gli alberi dei trenta (o quaranta) ettari e ciò non è affatto vero, gli alberi da tagliare (in numero preciso di 2.076) rappresentano soltanto una minima parte degli alberi presenti e, per di più, non sono tutti alberi grossi, ce ne sono di tutte le dimensioni. Sui 40,91 ettari interessati dal taglio sono presenti (è scritto nel P.A.F., ammesso che se ne conosca l’esistenza e, soprattutto, si sia in grado di leggerlo) 11.618 piante. Abbattere 2.076 piante su 11.618 significa eliminare il 17,86% degli alberi presenti. In termini di massa legnosa (è scritto sempre nel P.A.F.), le 11.618 piante pesano 92.750 quintali. Eliminare piante per un peso di 16.100 quintali significa asportare il 17,35% della quantità di legno presente. Considerato che (come insegna la tecnica selvicolturale e come da prescrizioni del P.A.F.) in siffatto bosco sarebbe necessario tagliare circa il 25% della massa legnosa presente, è matematicamente indiscutibile il fatto che si stia agendo con criterio oltremodo prudenziale. Tagliare ancor meno non farebbe affatto il bene del bosco, perché la presenza di una copertura di chiome troppo folta renderebbe impossibile la nascita delle giovani piantine (per la scarsità di luce al suolo) e, senza il taglio colturale scientificamente eseguito, quando saranno naturalmente morti gli alberi adulti (piaccia a no è questo che succederà: ogni vivente, prima o poi, muore), senza che essi abbiano potuto rinnovarsi, potrebbero non esserci più gli alberi grandi, né quelli piccoli, ossia potrebbe sparire il bosco: è ciò che si vuole? Gli alberi da abbattere, grandi e/o piccoli, sani e/o malati che siano, vengono scelti singolarmente, uno per uno, seguendo un criterio scientifico che si apprende in ambito accademico e si consolida con l’esperienza professionale. Ogni bosco ha una propria storia ed un proprio presente ecologico e sono questi i fattori che guidano il selvicoltore nella gestione del bosco; solo il selvicoltore sa “leggere” il bosco, nessun altro. La selvicoltura è la traduzione in pratica dell’ecologia forestale e la determinazione del numero di piante da abbattere per ogni bosco discende dalla precisa applicazione di una tecnica selvicolturale perfezionata da secoli e secoli di fattive esperienze. Vuoi vedere che occorre davvero una laurea in Scienze Forestali? E’ l’applicazione della selvicoltura che protegge e conserva il bosco. Di tanto esiste ampio e soddisfacente riscontro tecnico-scientifico nella letteratura forestale italiana (vedasi: Pavari, De Philippis, Cappelli, Ciancio, La Marca, Bovio, Hippoliti, ecc.) ed europea. Blaterare astrattamente di distinzione tra “bosco produttivo” e “bosco protetto” così come si legge in giro serve solo ad aumentare la confusione e, forse, ma spero di no, a gettare ombre su un settore accademico e professionale già ordinariamente negletto. A chiunque volesse conoscere, anche in breve, solo per migliore comprensione di alcuni fenomeni, cosa siano le scienze forestali e come funzioni, realmente, un ecosistema boschivo, offro volentieri la mia disponibilità: oltre a fare “selvicoltura” è giunto il tempo di fare anche “selvicultura”.


Allego una foto, scattata in data 04/07/2010 dall’amico prof. Mario L. Capobianco, che ritrae proprio la zona boschiva oggetto di taglio, un mese dopo l’inizio dei lavori. Se qualcuno è in grado di farlo, indichi dove sarebbe lo “scempio ambientale”! Cordiali saluti. dott. for. Tito Angelini PIEDIMONTE MATESE (CE)

Nicola D’Angerio della Pro Loco denuncia avvelenamento 2 cani e 1 cucciolo di lupo a Cusano Mutri.


PIEDIMONTE MATESE - Un cucciolo di lupo e alcuni cani e sarebbero stati avvelenati nell’area del Matese (vedi foto 2 di repertorio). La stessa tragica sorte, poi, sarebbe probabilmente toccata anche ad alcuni uccelli. Il caso è stato denunciato dalla Pro Loco di Bocca della Selva che, attraverso Nicola D’Angerio(nella foto di Andrea Pioltini), ha presentato un dossier su quanto accaduto al comune di Cusano Mutri (in provincia di Benevento), al Parco Regionale del Matese e alla procura della Repubblica di Benevento, competente per territorio, anche se la località si trova a pochi metri dal confine con la provincia di Caserta. SPECIE PROTETTA – Ad accorgersi dell’uccisione dei cani, la mattina del 3 luglio, è stata una signora residente a Bocca della Selva, la cui famiglia da un po’ di tempo aveva particamente «adottato»: gli animali erano agonizzanti a causa di un evidente avvelenamento, causato da probabili bocconi di cibo abbandonati sul posto da mani ignote. L’ipotesi di avvelenamento veniva poi confermata, poche ore più tardi dal ritrovamento del corpo di un giovane esemplare di Lupo Appenninico nei pressi della località, a pochi passi dal confine con il demanio di Piedimonte Matese: l’animale era morto da poco e i segni di sofferenza sul suo corpo presentavano le stesse caratteristiche dei due animali rinvenuti poche ore prima. Il caso del lupo, il cui corpo senza vita è stato trovato da Andrea D’Angerio, altro socio della Pro Loco, è particolarmente allarmante in quanto ci tratta di una specie protetta. Nella stessa giornata sono stati poi ritrovati morti anche alcuni esemplari di grossi uccelli presenti nella zona: anche in questo caso sembrerebbe si sia trattato di avvelenamento. A chiarire i contorni di questa oscura vicenda saranno gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, intervenuti sul posto.


C.S.

WEEK END “ TRA…MONTI E TRADIZIONI” ALL’INSEGNA DELLA GASTRONOMIA CONTADINA- FOLK E MUSICA DAL VIVO NELL’INCANTEVOLE PARCO DI TURISMO RURALE DI CAPOLE


Gallo Matese – Le previsioni metereologiche prevedono tempo bello per il prossimo veek end con aumento sensibile delle temperature che potranno raggiungere anche valori elevati. E’ scoppiata finalmente l’estate e di conseguenza la voglia ma, a volte anche la necessità, di raggiungere, per molti, il mare e per tanti le fresche alture dei monti per sfuggire all’afa che, particolarmente nelle grandi città, diventa opprimente. In vista del massiccio esodo di intere famiglie verso i monti del Matese il responsabile del Parco di turismo rurale di Capolemandre, sito nel grazioso comune di Gallo Matese, ha allestito un ricco programma di intrattenimento e degustazione di piatti tipici appartenenti alla cultura contadina di Gallo Matese con esposizione di costumi tipici. Si inizia alle ore 19 di sabato sera con proseguimento nella giornata di Domenica dalle ore 12 fino a sera. Il menu degustativo, tra cui in bella evidenza “frecule, frattac, sagn, cotn e fasuor”, è offerto per la modica cifra di 10 euro mentre i bambini fino a 8 anni pagheranno esattamente la metà. Nella serata di sabato, oltre alla degustazione dei prodotti della zona e alla mostra dei Costumi tipici di Gallo Matese, ci sarà anche la musica dal vivo. Il Parco di turismo rurale di Capolemandre, oltre al ristorante con cucina tipica, offre anche una vasta area di pic nic, area relax, parco giochi e animazione per i bambini e solarium.
(Nician)

L'Associazione Dossetti scrive al Ministro Tremonti.


Di seguito il testo dello statement elaborato oggi, al termine della TAVOLA ROTONDA organizzata dall’Associazione oggi presso la Camera dei Deputati, “Le Industrie farmaceutiche, il piano di risanamento delle Regioni, la Legge Finanziaria e la Salute dei pazienti”.Hanno collaborato alla elaborazione del testo i rappresentanti delle Industrie e delle Associazioni partecipanti alla assemblea.Lo statement è frutto della fattiva collaborazione tra l’associazione Dossetti e i soggetti del settore coinvolti nella manovra economica di questi giorni. Il testo sarà inviato al Ministro Tremonti e a tutti i Parlamentari di Senato e Camera.
nella foto il Presidente Ombretta Fumagalli Carulli

Premesso che:- Il settore della farmaceutica è uno dei pochissimi campi ad alto contenuto tecnologico che ancora resiste in Italia. E’ un mercato che muove ogni anno 17,5 MLD Euro, di cui 11,2 coperti dal SSN e 6,2 dai cittadini. Rilevato che:- Il Decreto Legge attualmente all’esame del Parlamento, si basa sulla congiuntura economica negativa del Paese e cerca di porre rimedio alla recessione del 2008-09, che ha registrato un calo del PIL pari a - 6,3% e che ha visto un deterioramento dei saldi e l’aumento del debito pubblico, pari a 118,2% del PIL nell’anno in corso;- La manovra sembra limitarsi alla correzione dell’indebitamento netto, assorbendo la maggior parte delle risorse: 73% nel 2011, 94% nel 2012 e 97% nel 2013 e basa le proprie maggiori entrate, sulle previsioni del recupero dell’evasione fiscale, pari al 79% nel 2011 nonché sulla riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali;- I tagli dei trasferimenti alle Regioni annunciati per 4 MLD Euro nel 2011 e 4,5 MLD Euro nel 2012 fatalmente si tradurranno in minori servizi ai cittadini, posto che l’80% del bilancio regionale è spesa del SSN; Sottolineato che :- Una misura emergenziale può comunque essere occasione per costruire prospettive e stabilità, purché tutti gli attori coinvolti si assumano le proprie responsabilità; Sottolineato altresì che:- Tagli indiscriminati non producono crescita e sviluppo, bensì solo immobilismo; se, infatti, alla parola “tagli” non si associa “futuro”, l’unico risultato che si ottiene è staticità, e se questo appare grave per molti settori, diviene drammatico per il comparto sanitario e per le industrie farmaceutiche; Sottolineato, in fine, che:- Nell’ultimo decennio il comparto farmaceutico italiano è stato già duramente colpito. Dal 2001 infatti la spesa farmaceutica convenzionata è diminuita del 2,4%, mentre le altre voci di spesa sanitaria, che rappresentano l’84% del totale, sono aumentate del 54,6%. Questo, in un quadro che vede la spesa farmaceutica pro-capite in Italia più bassa che in altri Paesi europei, con 188,5 euro contro i 265,6 euro della media Ue; Rilevato che:- Allo stato attuale la manovra in corso rischia di paralizzare le aziende che non hanno le condizioni per crescere, a vantaggio di quelle estere, e di determinare immobilismo anche per la ricerca, oltre che disinteresse per la disabilità e per le politiche familiari. In particolare sono a rischio i servizi per i malati a partire dai fondi appena stanziati con la legge 38 sulle cure palliative, ma anche il futuro dell’industria farmaceutica. Preso atto che:- Fortunatamente il Senato ha modificato il sistema di rimborso degli off patent che introduceva il sistema delle gare, e che, nei termini previsti dal Governo, avrebbe prodotto un grave depauperamento dell’intero comparto farmaceutico, sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo.
L’Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei Diritti"chiede al Governo di: 1. Valutare se l’articolo 11, così come formulato sigli un patto di crescita con le aziende, o piuttosto finisca con il porre le premesse per far crescere le aziende estere a scapito di quelle locali, disincentivando la ricerca e rinnegando il Patto per la Salute.2. Porre in essere ogni correttivo affinché le imprese farmaceutiche operanti in Italia competano ad armi pari con quella concorrenza estera, che spesso opera in assenza di regole rigorose in aree delicate quali la tutela dei diritti dei lavoratori, gli standard qualitativi e i controlli. I correttivi sono urgenti ed indifferibili, anche al fine di non costringere le aziende a trasferire le proprie produzioni verso le Economie emergenti, appetibili sia da un punto di vista economico sia dal punto di vista produttivo, con una inevitabile fuga degli investimenti verso l’estero. Si rileva che questa fuga avrebbe gravi ricadute dal punto di vista occupazionale all’interno del settore farmaceutico italiano che conta circa 67.000 addetti, tra i più qualificati nel panorama industriale (per il 61% laureati e 31% diplomati) e circa 6000 addetti alla R&S e un indotto di altre 60.000 unità.3. Rivedere l’emendamento approvato per cui la riduzione del costo della distribuzione prevista originariamente è stata per la metà messa a carico dell’industria. Si fa a tal proposito presente che se il costo della distribuzione (che è il più alto d’Europa) viene continuamente addossato all’industria, il nostro Paese rischia di trasformarsi da Paese dell’eccellenza manifatturiera nel settore sanitario a semplice mercato con un elevato valore commerciale.4. Escludere i farmaci orfani e prodotti “orphan-like” prevalentemente utilizzati per le malattie rare da possibili tagli alla spesa farmaceutica in considerazione delle seguenti ragioni: a) Ogni taglio entrerebbe in diretto conflitto con gli sforzi a livello UE nel promuovere lo sviluppo di nuovi farmaci orfani.b) L’uso dei farmaci orfani è strettamente monitorato dai registri di patologia ufficiali dell’AIFA e da ben definiti protocolli terapeutici per cui non esistono “sprechi”;c) Gli stessi centri prescrittori sono selezionati e generalmente rappresentati dai Centri di Riferimento Regionale per le Malattie Rare istituiti dal Decreto Ministeriale 279/2001, ad ulteriore garanzia dell’appropriatezza di utilizzo;d) Le aziende produttrici di farmaci orfani tipicamente re-investono nella ricerca circa il 20% del proprio fatturato. Molte di loro sono realtà giovani e di dimensioni medio-piccole, e di conseguenza rischiano molto a causa del limitato numero di prodotti nel loro portfolio e per l’elevata incidenza dei debiti, alla luce dei ritardi con cui avvengono i pagamenti da parte della PA (mediamente fino a oltre un anno), essendo tutti questi prodotti acquistati in ambito ospedaliero;e) Assoluta irrilevanza della spesa per i farmaci orfani rispetto alla spesa farmaceutica totale, dovuta alla bassa prevalenza delle malattie rare: si calcola che un ipotetico taglio dei prezzi del 5% potrebbe portare ad un risparmio totale non superiore ai 30 milioni di Euro, irrilevante per le necessità di cassa dell’SSN, ma estremamente grave per le aziende che producono esclusivamente o prevalentemente farmaci orfani. 5. Generare un patto di filiera che: a) Tenga conto dei valori del sistema industriale e della distribuzione;b) Premi la ricerca e l’innovazione;c) Coinvolga le Associazioni dei Pazienti nella definizione dei bisogni per realizzare un corretto trasferimento dei costi dall’ospedale al territorio.-



Associazione Culturale Nazionale ONLUS "Giuseppe Dossetti

Presidente Prof.ssa Ombretta Fumagalli Carulli

Dal Mare...al Museo a Mondragone.


MONDRAGONE. Dopo aver donato la propria collezione archeologica al Museo Civico, Giovanni Spinosa, noto operatore turistico di Mondragone, ha organizzato, a proprie spese, una navetta gratuita per i bambini ospiti della propria struttura balneare. Il servizio, attivo il pomeriggi di ogni sabato di luglio ed agosto a partire dal prossimo 10 luglio, permetterà ai piccoli ospiti del lido nonché ai loro genitori, di poter visitare le cinque sale espositive del Museo Civico dove sono esposti gli splendidi reperti rinvenuti sul territorio di Mondragone, che spaziano dalla Preistoria al Medioevo, compresi ovviamente i reperti della Collezione Spinosa. I piccoli ospiti saranno accolti dalle Assistenti Museali e potranno, tra l'altro, visionare il filmato realizzato dal CNR di Lecce che ricostruisce in 3D il villaggio fortificato di Rocca Montis Dragonis. "Abbiamo accolto con estremo favore l'iniziativa del signor Spinosa" commenta il Consigliere UDC Fabio Gallo "Abbiamo sempre ritenuto che il Museo Civico debba essere uno degli elementi qualificanti l'offerta turistica del nostro territorio e per questi motivi ho molto apprezzato l'interesse ad attivare un servizio navetta, senza alcun contributo da parte del Comune, che possa permettere ai turisti di visitare le nostre collezioni archeologiche. Ritengo che tali collaborazioni debbano estendersi anche con gli altri operatori turistici e creare una sinergia permanente che consenta ai turisti ospiti a Mondragone di poter apprezzare anche il nostro patrimonio archeologico.
Colgo l'occasione per rendere noto che sono state attivate le procedure amministrative per finanziare la X campagna di scavo archeologico sia in località Roccia San Sebastiano che su Monte Petrino. Siamo consapevoli che il nostro Museo rimane vivo ed operativo solo se viene finanziata la ricerca. Proprio in questi giorni il professore Marcello Piperno dell'Università di Roma ha rappresentato l'interesse a proseguire i suoi scavi e di questo siamo particolarmente felici. Infatti proprio i reperti rinvenuti dal professore Piperno, databili a circa 50.000 anni fa, hanno confermato la presenza dell'Uomo di Neandertal, fatto di assoluto rilievo scientifico che pone Mondragone in una posizione di rilievo nell'ambito della Preistoria."


c.s.

08 luglio 2010

Polemiche per la Mirabella.


CASERTA. “Un solo comunicato e tre firme non sono riusciti a spiegare ai lavoratori della Mirabella di Gricignano cosa avrebbero dovuto fare secondo Cgil, Cisl e Uil per percepire le spettanze dovute” Comincia così la durissima reprimenda che il Segretario provinciale della Ugl Costruzioni di Caserta Pasquale Brancaccio ha affidato questo pomeriggio agli organi di stampa “Sarebbe opportuno” ha continuato il sindacalista “perseguire l’unità sindacale e far marciare i lavoratori uniti quando ci si trova di fronte a vertenze importanti, ma a Caserta una certa lobby sindacale preferisce agire in maniera diversa. Resto comunque a disposizione di quanti, vorranno ricevere delucidazioni circa le decisioni assunte nell’ultima settimana e sono pronto a confrontarmi in un pubblico dibattito circa le modalità da attuare per rendere solido e trasparente il rapporto con le aziende. Essendo stato tacciato di vigliaccheria rigiro ai lavoratori tutti un interrogativo: è stato più vigliacco averli difesi combattendo con loro per la tutela dei propri diritti o è più vigliacco arroccarsi nel consueto schema a tre per difendere i propri orticelli? Infine prendo fortemente le distanze da quello che il comunicato il questione descrive come il “sistema aziendale” che non lascia presagire nulla di buono”.
“Protestare e magari scioperare per ottenere quanto dovuto è il segnale di una precisa azione di politica sindacale” ha commentato il responsabile alle relazioni industriali della Ugl Caserta Ferdinando Palumbo (nella foto) “Alla Mirabella i lavoratori chiedevano gli stipendi e la Ugl ha combattuto affinché li percepissero, il resto è provincialismo. Non c’è nulla di folcloristico e di strumentale nella linea che abbiamo seguito e lascio la porta aperta a quanti vorranno condividere con noi le politiche future”


Fonte: Comunicato UGL Caserta

80 donne in parapendio - In Alto Adige il titolo deltaplano


I cieli dell'Alto Adige, una regione dove il volo libero è di casa, hanno ospitato l'edizione 2010 dei Campionati italiani di Deltaplano ed i pilotilocali non hanno mancato l'appuntamento con il podio.Ha vinto il titolo Anton Moroder, davanti a Christian Ciech, trentino dinascita e varesino d'adozione, e Karl Reichegger.Organizzate dall'associazione DFC Pfalzen, sono state giornate difficili dalpunto di vista meteorologico: forte vento e robuste turbolenze hanno messo adura prova i 46 piloti in gara su percorsi dagli 85 ai 104 km. Dal decollodi Plan de Corones (2260 metri) questi hanno potuto effettuare quattromanches valide toccando Canazei, le valli Gardena e Badia, il paese diValles e sfiorare Dobbiaco prima di raggiungere l'atterraggio di Falzes (997metri) con quote attorno ai 3900 m.Si è chiusa con successo She.Fly, raduno nazionale di 80 donne pilota diparapendio che ha richiamato folto pubblico presso l'atterraggio ufficialedel Club Scurbatt a Suello (Lecco).Il tempo ha regalato due giornate di volo e di condivisione di uno sportcapace di dare emozioni e di arricchire l'animo. Dispiegando le ali al ventodal Monte Cornizzolo, le partecipanti hanno affrontato voli di cross nelcircondario lariano.Alcune di loro godono di grande notorietà: Nicole Fedele, classe 1984,detentrice del record mondiale di distanza (km 164.6), Caroll CattaneoLicini, pilota di livello mondiale e promotrice della Coppa del Mondofemminile, Laura Mancuso, autrice del libro "In volo senza confini, unastoria d'amore, di volo e di condor" e Gabriella Corradi, che ha ricopertoil ruolo di presidente di uno dei club più importanti e numerosi d'Italia,l'Aeroclub Montegrappa. Erano presenti anche Luca Basso, presidente dellaFIVL, Alberto Castagna e Giorgio Corti della squadra azzurra di parapendiocampione d'Europa 2010.Curiosità e voglia di sperimentare hanno spinto tante donne tra il pubblicoa provare le emozioni del volo in biposto... tingendo per due giorni ilcielo di rosa!


Gustavo Vitali

Ufficio Stampa FIVL

Federazione Italiana Volo Libero


Nota di chiarimento della SAS Cisl - Delegazione Trattante del 25 giugno 2010;


Premio Made in Italy, previsti oggi a Sant’Agata altri due convegni: si parlerà di agricoltura e di design italiano.


SANT'AGATA DEI GOTI. Continuano anche oggi i convegni nell’ambito della rassegna Premio Made in Italy 2010, in corso per tutta la settimana a S. Agata dei Goti. Nel pomeriggio sono previsti altri due importanti convegni. Il primo alle ore 17 si articolerà sul tema “Con il Made in Italy a tavola si campa cent’anni. La nuova frontiera dell’alimentazione tra gusto, sicurezza e promesse al consumatore” al quale interverranno: il Sottosegretario all’Agricoltura Antonio Bonfiglio, l’On. Paolo Russo Presidente Commissione ministeriale agricoltura e Gennaro Masiello, Presidente della Camera di Commercio di Benevento, Alle ore 19 invece si terrà il convegno sul tema “Incontro con Riccardo Dalisi: uscire dalla crisi il ruolo della poesia: una via per il design tutta campana”. Vi prenderanno parte: Riccardo Dalisi, designer, Claudio Gambardella, Presidente ADI Campania della Facoltà di Architettura della SUN, Patrizia Ranzo, della facoltà di Architettura della SUN e Andrea Balia, del Comitato Direttivo ADI Campania. L’appuntamento, dunque, è dalle ore 17 presso l’Auditorium Ex Cinema nello storico borgo di Sant’Agata dei Goti.

C.S.


Tutto pronto per l’Estate Pontese in programma dal 10 al 18 luglio.


Ponte. Al via la terza edizione dell’Estate Pontese, in programma dal 10 al 18 luglio 2010 presso l'area mercato coperto. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di

Ponte con il patrocinio della Regione Campania-Assessorato al Turismo, della Provincia di Benevento, della Camera di Commercio di Benevento, dell'Ept e dell'Unpli Nazionale propone: musica, balli, canti popolari, giochi, tradizioni ed enogastronomia con prodotti tipici locali. In contemporanea si svolgeranno "I Giochi senza quartiere" che hanno l’obiettivo di riprendere e riproporre quei giochi popolari che erano in voga negli anni ‘50 e ’60. In particolare oltre la competizione fra i quartieri di Ponte ci sarà una dimostrazione del gioco ‘mazz e piuz’. Appuntamenti che giungono all’indomani del grande successo che ha avuto il primo torneo di Beach Volley in the night 4x4.

Questi giochi popolari, - dichiara il presidente della Pro Loco Daniele Simeone – sono riproposti per non dimenticare le nostre tradizioni e per farli conoscere alle nuove generazioni.
Inoltre, - conclude il presidente Simeone – voglio ricordare che tutti coloro che sono interessati a percorrere ‘i sentieri dei sanniti’ con mountain bike possono rivolgersi presso la sede della Pro Loco in via Venditti tutti i giorni dalle 9.00 alle 11.00 per il noleggio gratuito delle biciclette”. Ecco il programma completo della nove giorni, dove oltre musica e giochi ci saranno anche stand gastronomici dove degustare specialità tipiche locali: sabato 10 luglio alle ore 21.00 si alza il sipario con Luciano e la sua fisarmonica; domenica 11 luglio si continua con Rocco e gli amici del liscio, lunedì 12 luglio alle ore 21.00 si continua a ballare con Davide e Daniela; martedì 13 luglio ci sarà lo spettacolo del gruppo folk ‘Fontanavecchia’ di Casalduni; mercoledì 14 luglio si continua a ballare con Rocco e gli amici del liscio, giovedì 15 luglio alle ore 21.00 grande concerto de ‘I Trementisti’ 96% di musica popolare, venerdì 16 luglio prendono il via i giochi popolari e si ballerà con Roberto e Antonio, sabato 17 luglio seconda giornata di giochi e ballo liscio in compagnia di Rocco e gli amici del liscio; domenica 18 luglio ultima giornata della manifestazione con la Caccia al tesoro e ballo in piazza con Davide e Daniela”.

Per quanto riguarda i giochi popolari, denominati ‘Giochi senza Quartiere’, venerdì 16 luglio alle ore 18.00 in piazza XXII giugno ci sarà la corsa con l’uovo e a seguire la corsa nei sacchi, mentre alle ore 20.30 in piazza Mercato ci sarà il tiro alla fune; sabato 17 luglio invece alle ore 18.00 in via Ripagallo staffetta 4x100 e alle ore 19.00 in piazza Mercato cocomerito; domenica 18 luglio a chiudere il sipario dei giochi senza quartiere in piazza Mercato alle ore 14.00 ci sarà la caccia al tesoro e alle ore 22.00 la premiazione. La quota d’iscrizione alla caccia al tesoro è di 50,00 euro a squadra (massimo 30 persone). I premi dei vincitori dei giochi saranno i seguenti: ai primi tre classificati di ogni gioco andrà una coppa, mentre al quarto, quinto e sesto posto una targa. Mentre i premi per i vincitori della caccia al tesoro saranno: al primo classificato 100,00 euro e al secondo classificato 50,00 euro. Per informazioni si può telefonare allo 0824.875061


Seminario PdL Campania all’Eremo di Camaldoli: “La politica del fare nel Sud”.


VENAFRO. Venerdì, 16 luglio, nell'Eremo dei Camaldoli a Visciano, si terrà il convegno: "La politica del fare nel Sud - seconda giornata seminariale del Pdl", organizzato dal Coordinamento regionale della Campania del Pdl con il contributo del gruppo Pdl della Camera dei Deputati.

All’incontro parteciperà l’eurodeputato Aldo Patriciello (nella foto), membro delle Commissioni Itre, Cont, Regi e tesoriere della delegazione Ppe.

Dopo l'introduzione di Paolo Russo, presidente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, sulle "Regioni per il buon Governo", sono previsti tra gli altri gli interventi dei governatori Stefano Caldoro, Roberto Formigoni, Renata Polverini e Giuseppe Scopelliti.

Dopo la pausa pranzo interverrà Armando Cesaro, vice coordinatore nazionale Giovane Italia e presidente nazionale Studenti per la Libertà. A seguire il dibattito su "Le Province del fare", introdotto da Mario Landolfi, vice coordinatore del Pdl Campania. Interverranno Luigi Cesaro (presidente Provincia Napoli), Edmondo Cirielli (Salerno), Cosimo Sibilia (Avellino) e Domenico Zinzi (Caserta).

La conclusione dei lavori sarà affidata a Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del Pdl.

Fonte: Comunicato Ufficio stampa On. Aldo Patriciello

Teatro in Comune - secondo appuntamento a Mondragone.


MONDRAGONE. Sarà la Compagnia LUNA NOVA di Latina ad esibirsi venerdì 9 luglio alle ore 21 nel Cortile della Casa Comunale per la seconda serata della Rassegna "Teatro in Comune", iniziativa ideata dall'Assessore al Turismo Pasquale Sorvillo e diretta da Franco Di Lorenzo. Proprio quest'ultimo sintetizza lo spettacolo che andrà in scena: "Questi fantasmi è uno dei testi più celebri di Eduardo De Filippo, ambientato a Napoli in un grande palazzo seicentesco, dove prendono alloggio Pasquale Lojacono e la moglie Maria. In cambio di una permanenza gratuita, Pasquale dovrà sfatare, all’insaputa della moglie, la diceria sull'esistenza di fantasmi nell’appartamento. Tuttavia sarà proprio lui a convincersi che l’amante della moglie, abituale frequentatore della casa, sia uno spirito. La commedia "Questi fantasmi", al tempo stesso tragica, comica e grottesca, è incentrata sull’ambiguità della trama e del suo protagonista. Come affermò lo stesso De Filippo: “Scrissi la commedia di Pasquale Lojacono per dire che i fantasmi non esistono. I fantasmi siamo noi, ridotti così dalla società che ci vuole ambigui, ci vuole lacerati, insieme bugiardi e sinceri, generosi e vili"."
La Prima Rassegna di "Teatro in Comune" (quarta edizione de "Il Sipario d'Argento") presenta delle peculiarità sue proprie. Gli spettacoli, infatti, si svolgono tutti all'interno del Cortile della Casa Comunale, appositamente attrezzato per l'occasione. Non solo. Quanto ricavato dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti sarà destinato a potenziare le attività di ricerca archeologica che il Museo Civico "Biagio Greco" svolge in località Roccia San Sebastiano e Rocca Montis Dragonis, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica.
Al termine della Rassegna saranno assegnati i premi del SIPARIO D’ARGENTO destinati al Migliore Attore, alla Migliore Attrice, al Migliore Allestimento Scenografico e al Migliore Spettacolo, nonché il Premio Speciale dedicato alla memoria di Giusy De Lisa che sarà attribuito al Migliore Attore Giovane. Ma anche il pubblico potrà esprimere il suo gradimento attraverso una scheda di votazione, per attribuire il Premio Speciale quale miglior gradimento del pubblico.


c.s.

A BREVE SARA' RISOLTO IL PROBLEMA DELL'ACQUA.


ALVIGNANO. È ormai da tempo che le zone alte di Alvignano ricevono acqua col contagocce. Negli ultimi tempi solamente di mattina e non tutti i giorni. Si tratta in particolare di circa un quarto della popolazione. Per la precisione a San Mauro, piazza Municipio, San Nicola, zona Santuario dell'Addolorata e Rasignano. Quali le cause del disservizio? Il piccolo centro ha un acquedotto-colabrodo, caratterizzato da «allacci selvaggi» e nessuna adeguata progettazione. "Per quanto riguarda le zone alte del nostro Comune - riferisce il sindaco Angelo Di Costanzo (nella foto)- stiamo agendo su due fronti: prima di tutto a breve realizzeremo una condotta che dall'acquedotto campano porterà una linea diretta al serbatoio delle torri medioevali. Abbiamo, poi, effettuato sondaggi - continua Di Costanzo - in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell'Università Federico II di Napoli, dipartimento Scienze della terra, per la realizzazione di un pozzo nei pressi del serbatoio di circa 250 metri di profondità. Il docente universitario che ha diretto i sondaggi ci ha confermato l'esito positivo dei saggi ed a breve - conclude - inizieranno i lavori di scavo che sicuramente risolveranno il problema delle zone alte della nostra cittadina".
Il Problema dell'acqua è datato - E' venuto fuori con tutta la sua veemenza, a il problema della penuria idrica ha origini datate. " Durante la campagna elettorale molte persone sono state caricate ad arte, più per una questione politica che altro, percè sapevano e sono anche oggi a conoscenza che la penuria idrica dipende esclusivamente dalla gestione del Consorzio Idrico." Di Cotanzo poi chiarisce che: "Anzi proprio perchè noi al Comune abbiamo paventato non solo un allarmismo ad arte, ma anche un eventuale sabotaggio abbiamo collaborato con i Carabinieri presentando accurati esposti." Il sindac poi chiude il suo intervento: "A monte di tutto siamo consapevoli che in paese si sono vissuti e si vivono disagi per l'acqua, è noi stiamo facendo più di quanto è nelle nostre possibilità per risolvere questo e anche altri problemi..."

Fone: www.caiazzorinasce.info

UIL-Corpo Forestale dello Stato NO ALLA MANOVRA FINANZIARIA.


“ Condividiamo in piano le ragioni che hanno portato la UIL Pubblica Amministrazione a
proclamare lo sciopero generale dei pubblici dipendenti per martedì 9 luglio. Non potendo
scioperare, in quanto forza di polizia dello Stato, aderiamo idealmente allo sciopero e ci
attiveremo con gli strumenti di cui possiamo disporre per rendere noto il nostro disagio e la
nostra irritazione verso una manovra iniqua, ingiusta e penalizzante anche per gli operatori della
Sicurezza e della Difesa. “ Così Massimiliano VIOLANTE, Segretario Generale della UIL PA Corpo Forestale dello Stato comunica la solidarietà del proprio Settore allo sciopero generale del Pubblico Impiego proclamato dalla UIL PA per il prossimo 9 luglio “ L'assordante silenzio dopo la grande manifestazione dei 40mila poliziotti a Roma, lo scorso ottobre, ci da la certezza del disinteresse del Governo per il Comparto Sicurezza a fronte di proclamati impegni mai rispettati. Il Comparto Sicurezza e Difesa è l’unico comparto del Pubblico Impiego a cui non è stato ancora rinnovato il contratto economico relativo al biennio 2008-2009 ed è l'unico che attende da tempo un riordino delle carriere. “
La UIL-Corpo Forestale dello Stato dice
NO alla manovra economica
NO all'iniqua manovra economica del Governo Berlusconi
NO al blocco dei rinnovi dei Contratti Nazionali
NO al congelamento dei trattamenti economici
NO alla riduzione degli organici
NO alla penalizzazione dei trattamenti pensionistici

Fonte:Comunicato Stampa UIL-Corpo Forestale dello Stato

07 luglio 2010

LA BANDA PIU’ GIOVANE D’ITALIA!.

Bellona- È ufficiale, a Bellona il primato della banda musicale più giovane d’Italia. Il riconoscimento è avvenuto pochi giorni fa, in Emilia Romagna, in occasione della decima edizione dell’annuale festa delle bande di Mirabilandia. Hanno partecipato all’evento, circa cinquanta bande musicali da tutta Italia giunte per esibirsi e sfilare. Tra queste la giovanissima formazione musicale del piccolo centro casertano,la Giacomo Puccini di Bellona, composta da una trentina di fanciulli dai sei ai dodici anni, amorevolmente educati all’arte dei suoni e diretti dal maestro Angelo Benincasa, trentanove anni, un diploma di clarinetto conseguito presso il conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli ed un irrefrenabile amore per la musica. L’attribuzione del titolo di banda musicale anagraficamente più giovane d’Italia è così avvenuto dopo la suggestiva esibizione corale di tutte le bande musicali lì convenute, simbolicamente unite per l’esecuzione di un breve concerto che si è concluso con “Fratelli d’Italia, il nostro inno nazionale di Goffredo Mameli. Questi gli “scugnizzi” che compongono la banda:
Benincasa Angelo , il Maestro; Benincasa Ilario, Presidente del sodalizio; Perone Alessandro , 6 anni, Alfiere; Pezzullo – Rosa, 12 anni, Alfiere; Di Rubba – Marika, 9 anni, Alfiere; Pezzullo Ada, 10 anni, Flauto; Parillo – Elvira, 12 anni, Flauto; Di Rubba – Martina, 8 anni, Flauto; Di Lillo Francesca, 8 anni, Oboe; Fiata Rossana, 10 anni, Piccolo In Mib; Perone Marcosalvatore, 12 anni, Clarinetto; Nappa – Angelo, 13 anni, Clarinetto; Di Giacomo – Marialuisa, 10 anni, Clarinetto; Merola – Alessia, 10 anni, Clarinetto; Antropoli Mattia , 8 anni, Sax Sopranino; Laurenza Maria, 8 anni, Sax Soprano; Benincasa - Vincenzo , 10 anni, Sax Soprano; Di Giacomo Raffaele, 10 anni, Sax Contralto; Di Nuzzo Luigi, 11 anni, Sax Contralto; Tascione – Antonio, 11 anni, Sax Tenore; Ciccarelli – Donato, 12 anni, Sax Tenore; Bencivenga – Francesco, 10 anni, Tromba In Sib; Vitale – Agostino, 13 anni, Tromba In Sib; Sgueglia – Emilio, 11 anni, Tromba in Sib; Magliocca - Antonio , 10 anni, Flic. Sopranino; Lettieri – Emanuele, 10 anni, Percussioni; Nappa – Vincenzo, 8 anni, Percussioni; Biocca – Francesco, 11 anni, Percussioni; Benincasa – Giada, 13 anni, Percussioni; Scirocco – Eugenio, 10 anni, Percussioni.





Giuseppe Sangiovanni

LEGA CONSUMATORI CASERTA DENUNCIA SPECULAZIONI SUI BUONI PASTO.


CASERTA. La Lega Consumatori Caserta, ancora una volta, a seguito di numerose segnalazioni ricevute, denuncia un abuso perpetrato ai danni dei consumatori da parte di aziende ed esercizi del settore alimentare della Provincia di Caserta. Come tutti ben sanno i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche utilizzano buoni mensa da consumare negli esercizi convenzionati. Tali buoni rappresentano un’integrazione economica piuttosto congrua, dichiara il Presidente provinciale di Lega Consumatori Caserta Vito Conforti (nella foto), per tutti i dipendenti in genere e per alcune categorie in particolare. E’ stato segnalato che alcune aziende del settore alimentare hanno adottato una sorta di autoregolamento interno (Cicero pro domo sua). Pretendono, in maniera del tutto autonoma ed arbitrariamente, in netto contrasto con gli accordi sottoscritti all’atto della stipula delle rispettive “convenzioni” con le varie e diverse società che gestiscono tale servizio, che il pagamento sia effettuato al 50% con ticket e al 50% in contanti, oppure, applicano, in maniera del tutto arbitraria, una riduzione del valore nominale del “buono pasto”, all’atto della presentazione dello scontrino, valutabile intorno al 5%. Tale pratica illecita, ribadisce Vito Conforti, causa un ulteriore danno al lavoratore dipendente, già profondamente mortificato da stipendi bassi, creando, tra l’altro, un certo malcontento. La Lega Consumatori invita pertanto le suddette Aziende a sospendere tale comportamento e qualora ritenessero svantaggiose le convenzioni sottoscritte, a chiederne la rescissione. Pertanto. conclude Vito Conforti, abbiamo già preso contatti con la Edenred Italia S.r.l. per segnalare le aziende inadempienti e siamo pronti a mettere in essere tutte le procedure possibili affinchè tali convenzioni siano immediatamente revocate.
Pietro Rossi

AL VALICO DEL BRENNERO NUTRITA DELEGAZIONE DI ALLEVATORI E COLTIVATORI DI COLDIRETTI CASERTA


Caserta. Lo scandalo della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in tutta Europa con nomi italiani è la goccia che fa traboccare un vaso pieno di prodotti alimentari stranieri di scarsa qualità spacciati come Made in Italy, a danno dei consumatori e dei coltivatori, che chiedono definitivamente chiarezza. Di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, NELL’AMBITO DELLA GRANDE MOBILITAZIONE DI COLDIRETTI, IERI SERA DA CASERTA E’ PARTITA ALLA VOLTA DEL VALICO DEL BRENNERO UNA NUTRITA DELEGAZIONE DI ALLEVATORI E COLTIVATORI GUIDATA DAL DIRETTORE MARCELLO DE SIMONE, CHE INSIEME ALLE DELEGAZIONI PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA animeranno questo grande momento in difesa del Made in Italy minacciato dalle importazioni di “schifezze” vendute come italiane. L’obiettivo è scoprire il "finto Made in Italy" trasportato sui camion in transito AL VALICO DEL BRENNERO. Attraverso il VALICO DEL BRENNERO giungono in Italia migliaia di tonnellate di prodotti ortofrutticoli e di concentrato di pomodoro cinese e altri prodotti destinati a finire in tavola senza alcuna informazione ai consumatori. E’ una realtà accertata l’anno scorso alla prima manifestazione che coldiretti attuò al valico. In quella circostanza furono trovate mozzarelle tedesche dirette in Campania, pomodori olandesi richiesti da cooperative di Trento e Verona ma anche cagliate della Germania dirette a Ravenna in camion conservanti in condizioni di dubbia igiene, pomodori e peperoni olandesi destinati al Triveneto, concentrato di succo d’arancia per Messina. Furono centinaia i camion fermati e controllati dagli agricoltori Coldiretti grazie alla grande collaborazione delle forze dell’ordine. I risultati delle ispezioni confermarono l’allarme lanciato dagli agricoltori italiani: un fiume di latte e di prodotti agroalimentari stranieri valica le nostre frontiere e finisce negli scaffali di tutta Italia – denuncia Coldiretti - magicamente trasformato in Made in Italy.


C.S.

Pellegrinaggio di fatica per un gruppo di fedeli di un comune casertano.


Caiazzo – Un pellegrinaggio sicuramente poco comune, per riflettere, che fa riflettere. Per certi versi commovente. Evento straordinario, che si perde nella notte dei tempi, sospeso per alcuni anni nel dopoguerra, e ripristinato con grande impegno e vigoria. Settantacinque chilometri dividono Caiazzo, provincia di Caserta dalla meta da raggiungere, il Santuario di Montevergine, in provincia di Avellino. Due province da attraversare, un gioco da ragazzi con uno dei confortevoli pulman di nuova generazione. Niente di tutto questo. Perché, per raggiungere il Santuario, i pellegrini caiatini, usano, come nell’antica tradizione, un mezzo di locomozione naturale: le proprie gambe, e una forza di volontà sicuramente eccezionale.. Esibizionismo, eccesso di protagonismo, tradizione ritenuta un’esagerata mortificazione corporale: un rito , in un paese rimasto troppo legato al passato, non più in linea con i tempi- la risposta degli immancabili moralisti di professione. Catalogabile come forma di devozione: un atto d’amore, per invocare una sorta di protezione, nel difficile cammino della vita, che non riserva sempre gioia, ma anche tante amarezze e insidie: la richiesta di un aiuto misericordioso, la speranza di un miracolo, il ringraziamento per averne ricevuto uno. Una penitenza, figlia di consuetudini familiari, situazioni umane- un sacrificio difficile da comprendere, per chi crede in niente e in nessuno, che mai potrà entrare nell’intima natura psico-religiosa di queste persone- che “infondono” simpaticamente un senso di superiorità psico-fisica, nei confronti di comuni mortali. Uomini, donne, anziani e ragazzi- che nei primi giorni di luglio, partecipano ogni anno alla Peregrinatio Caiatina- un rito voluto dalla gente, talmente compresa nel ruolo, da apparire come statue in ogni momento del faticoso e lungo percorso - che si raduna prima della partenza nella Cattedrale, per pregare e invocare protezione, sul cammino del Santuario.
IL PELLEGRINAGGIO IN PILLOLE
Una nenia accompagna la partenza, mixata a preghiere lungo la maggior parte del percorso, fatto di strade e sentieri impervi: dopo circa venti chilometri, a Sant’Agata dei Goti, prima tappa di ristoro e riposo in una scuola, tutti distesi sul pavimento. A notte inoltrata si riparte, incrociando l’alba e camminando sotto la canicola, per tutto il giorno, attraversando San Martino Valle Caudina, con approdo ai piedi del monte(Ospedaletto), scalato all’alba del giorno dopo, con breve sosta al “Sedile della Madonna”. Due ore di cammino, per arrivare alle scale del Santuario, salite in ginocchio: ingresso nel Santuario, recita del Rosario, per seguire poi la celebrazione della Messa, officiata da monsignor Antonio Chichierchia, parroco della Cattedrale.
“Statte bon Madonna mia, l’ann ch vèn c turnamm a venì”- il canto finale, che congeda i pellegrini dal Santuario, abbandonato a ritroso, senza voltare le spalle alla Madonna.
“Nell’anno del ripristino-sottolinea Gino Mirto, deus ex machina dell’evento, organizzato in collaborazione di Giuseppe Cristillo e Stefano Civitella- eravamo meno di venti: affrontammo diffidenze, incredulità e freddezze- che non fermarono la nostra volontà, di portare avanti una cosa sentita nei nostri cuori, cercata, voluta- negli anni sempre meglio progettata ed elaborata nei dettagli”. Missione esemplare, esempio da seguire, quella dei “silenziosi eroi caiatini”, mai alla ricerca di clamore , di applausi o lodi esterne- premiati dalla soddisfazione interna che la coscienza del bene regala agli uomini di buona volontà. “Pellegrini che aumentano ogni anno di più - dichiarano in sincronia Cristallo e Civitella- quest’anno i partecipanti sono stati ottantasei- con l’aiuto della madonna, tutto è filato liscio”. Un pellegrinaggio di fatica, a cui partecipa gente comune, non abituata alle maratone: uomini, donne, persone anziane, bambini-, ma la sorpresa, è rappresentata dalla numerosa presenza di giovani, sedotti dall’evento- vissuto con partecipazione. Quest’anno, 86 i partecipanti, 8 anni, il più piccolo, e 74 primavere, il più anziano
Processione-penitenza liberatoria, seguita da due safety car, che assistono i pellegrini, in caso di bisogno. Penitenza , che fa parte della cultura della vita dei cittadini di Caiazzo, qualcosa, che, forse, niente e nessuno potrà mai cambiare, snaturare o cancellare. Da quello che si respira, tra la gente di Caiazzo, sarà difficile cambiare le cose, impedendo in futuro il sacrificio: versare “il proprio sudore”, tra storia e leggenda, sofferenza e speranza, dolore e gioia, fede e folclore, disciplina e penitenza. Mai a nulla serviranno screening sociologici, antropologici: la risposta al perché di questo pellegrinaggio: “lo facciamo e lo faremo sempre Gratis et amore Dei, è nel nostro DNA questa tradizione”- la risposta sincronizzata dei partecipanti: gente, forte, laboriosa, per nulla decisa a cancellare la propria storia. Per non dimenticare. Un buon futuro si costruisce, ricordando il passato. Intanto già si pensa alla Peregrinatio Mariae edizione 2011. “Saremo in cento l’anno prossimo”- assicura entusiasta M.L.D.C. – “novizia” colpita positivamente dall’esperienza, che conta di fare anche l’anno prossimo.




Giuseppe Sangiovanni

Pubblicato il Bando per acquisire l'area della nuova Isola Ecologica.


MONDRAGONE. E' stato pubblicato il 22 giugno il Bando Pubblico per l'acquisizione di una area da destinare a Nuova Isola Ecologica. L'area dovrà avere una estensione minima di 2000 mq e massima di 3500 mq, ubicata in Zona Industriale o compatibile con le prescrizioni di cui al Decreto Ministeriale dell'8 aprile 2010. Il Bando scadrà venti giorni dalla pubblicazione.
"E' intenzione dell'Amministrazione Comunale" commenta l'Assessore all'Ambiente Mario Fusco (nella foto)"predisporre una nuova Isola Ecologica per la Raccolta Differenziata. A tal fine l'Ente procederà all'acquisizione di una area che sarà dotata delle strutture necessarie per effettuare la raccolta differenziata di ingombranti, vetro, carta e metalli. Mi auguro che il Bando riceva la dovuta attenzione da parte dei cittadini, in modo tale da consentire agli Uffici la scelta migliore. Anche questa azione è finalizzata a rendere la differenziata un percorso definitivo nell'ambito dell'igiene urbana di Mondragone e non un fatto episodico o transitorio. Il recente incendio verificatosi due giorni fa al sito di via Fantini testimonia come l'azione intrapresa non è gradita a quanti vogliono che l'emergenza non termini mai e che siano intraprese azioni di soluzione definitive" .


c.s.

Un Museo da visitare ad occhi ... chiusi !


MONDRAGONE. "Si coglie l'occasione per rappresentare a questa Amministrazione Comunale il più vivo apprezzamento per aver dimostrato sensibilità non comune nel voler allestire un percorso per nonvedenti nell'ambito di una struttura museale". E' questo il lusinghiero apprezzamento espresso dall'Unione Italiana Ciechi sezione di Caserta dopo aver collaudato positivamente il percorso per nonvedenti ed ipovedenti allestito presso il Museo Civico Civico "Biagio Greco", progettocofinanziato dalla Regione Campania - Settore Musei. Nel dettaglio è stata realizzata una guida pedodattile che accompagna il visitatore fin dall'ingresso del Museo e si snoda sui tre livelli su cui è articolata l'esposizione museale. Lungo questo percorso il visitatore può toccare ben 50 calchi, in scala 1:1 di reperti archeologici che spaziano dalla Presitoria al Medioevo, tra cui si segnalano il busto della Statua dell'Apollo, alcuni vasi medievali, diversi ex voto di età romana, una scala stratigrafica di scavo ed un telaio. Nel caso di reperti colorati la sensazione del colore è stata riprodotta con rilievi a sbalzo, che possono restituire la geometria del disegno.Tutti i reperti sono accompgnati da una didascalia in braille ed ogni sala espositiva è dotato di un pannello in braille illustrativo della singola sezione espositiva. A ciò si aggiunga la disponibilità di una guida, sempre in linguaggio braille, distribuita gratuitamente nonchè la predisposizione di un percorso audio riproduttivo di sonorità attinenti al periodo storico di riferimento. "Il nuovo slancio dato al Museo Civico dall'Assessore Pasquale Sorvillo " commenta il Consigliere UDC Fabio Gallo "è testimoniato dagli obiettivi concreti che stiamo realizzando. Devo dare atto che il progetto sul percorso dei ciechi è stato voluto dall'ex Assessore Giovanni Schiappa, ma ciò testimonia come la grande progettualità del Museo Civico non può esaurirsi in un solo mandato amministrativo, ma è necessario un impegno di lungo periodo. L'idea innovativa, voluta dall'Assessore Sorvillo, di finanziare il Museo con i proventi della Rassegna Teatro in Comune sottolinea come in un periodo di crisi finanziaria non si debba tagliare indiscriminatamente sulla cultura, ma bisogna trovare soluzioni innovative"


c.s.

MADDALENA, LA FIERA NON TRASCURA LA CULTURA


CAIAZZO – Dal 22 al 25 luglio a Caiazzo artigianato, enogastronomia, agricoltura, mostre e tanto altro. Gli organizzatori dell’ottantottesima edizione della tradizionale “Fiera della Maddalena” hanno pensato davvero a tutto. Curato anche l’aspetto culturale della manifestazione grazie ai due convegni che sono stati organizzati. Il primo si terrà venerdì 23 luglio alle ore 18 presso Palazzo Mazziotti nel corso del quale si parlerà di agricoltura ed enogastronomia e sarà curato dall’assessore comunale Rosetta De Rosa. Il secondo sempre a Palazzo Mazziotti si terrà sabato 24 luglio alle ore 11 e coinciderà con la consegna ufficiale degli shopper in mater-bi agli esercenti della Città di Caiazzo. Nel corso del convegno, organizzato dagli assessori Antonio Chichierchia e Antonio Di Sorbo, in collaborazione con Giuseppe Lanzi di Novamont, Michele Buonuomo di Legambiente e di Cittaslow Rete Italia coordinata dall’assessore Tommaso Sgueglia, si parlerà di ambiente e sviluppo commerciale sostenibile. Nel corso dello stesso saranno presentati alla stampa ed alla cittadinanza i nuovi shoppers in mater-bi che grazie all’innovativa ordinanza (prima in tutta la Nazione), firmata dal sindaco Stefano Giaquinto sostituiranno i sacchetti di plastica tradizionali. Previsto l’intervento degli assessori provinciali e regionali all’ambiente e al commercio. La macchina organizzativa anche per questa edizione è stata affidata dal primo cittadino Giaquinto allo storico Comitato composto da Saverio Cervera, Pasquale D’Agostino, Biagio Santacroce, Antonio Giorgio, Patrizio Saiano, Antonio Della Rocca, Angelo Fasulo, Sergio Sangiovanni, coordinato da Renzo Mastroianni pronto a seguire le linee di indirizzo approvate dalla Giunta Comunale ed elaborate dall’Assessore alle Attività Produttive Di Sorbo che per l’annuale edizione si avvale della collaborazione dell’Assessore De Rosa.

c.s.

Matese Cup 2010 - 3° Giornata di gara.


SAN POTITO SANNITICO. Le condizioni meteo avverse hanno costretto anche oggi a cancellare la task dopo soli 15 minuti dall’apertura della finestra di decollo. L'organizzazione ha fatto il possibile affinche la manche potesse essere disputata adottando le migliori soluzioni sia dal punto di vista logistico che tecnico. Il decollo di Bocca della Selva ha permesso il trasporto dei piloti con gli autobus fino a pochi metri dall’area di volo, lo start pylon con raggio in prossimità del decollo è stato pensato per rendere la gara più veloce possibile sin dai primi minuti, ma nonostante gli sforzi ha cominciato a piovere poco dopo le 13:30. Il percorso previsto avrebbe dovuto spingere i piloti in pianura tra Telese ed Alife dove la probabilità di temporali era minore, con atterraggio a San Potito.Questa sera a Castello del Matese ci sarà una cena offerta ai piloti dagli organizzatori. Le informazioni sugli orari e sulle modalità di trasporto sono esposte nella bacheca all’ingresso del centro operativo.

Antonio Orsini
Matese Cup Staff

06 luglio 2010

QUEST'ANNO NON SARA' VASTO AD OSPITARE LA FESTA NAZIONALE DELL'IDV, MA L'APPUNTAMENTO E' SOLO RIMANDATO.


“La festa nazionale dell'Italia dei Valori, quest'anno, per la prima volta, non verrà celebrata nella splendida cornice di Palazzo D'Avalos a Vasto”. L'annuncio arriva da Paolo Palomba (nella foto), consigliere regionale dell'Italia dei Valori, che spiega le motivazioni della scelta del partito: “La decisione, seppur presa a malincuore, si è resa necessaria a causa del protrarsi dei congressi regionali dell'IdV che hanno fatto slittare l'appuntamento a fine ottobre e non più a settembre, come di consueto. Saranno oltre 4000 le presenze e in quel periodo dell'anno non è stato possibile individuare nella città di Vasto una location idonea ad ospitare nel migliore dei modi tutti i visitatori”. “Ma sono sicuro – conclude il consigliere Palomba - che già dall'anno prossimo, quando l'appuntamento tornerà ad essere celebrato in settembre, ci ritroveremo, come da quattro anni a questa parte, tutti insieme a festeggiare gli obiettivi raggiunti e ad illustrare le sfide future dell'Italia dei Valori nella nostra bellissima Vasto”.


Fonte: Comunicato Ufficio comunicazione IDV Abruzzo

La verità scientifica circa il taglio degli alberi a Bocca della Selva.


Spettabile Redazione, sono Tito Angelini, dottore forestale libero professionista in Piedimonte Matese e vorrei parlare, da professionista della materia, del taglio colturale del bosco a Bocca della Selva. Incidentalmente, sono il direttore dei lavori in oggetto, ma non è per difendere il mio operato che scrivo, non ho alcuna difesa d’ufficio da fare. Infatti, a ben guardare, si metterebbe in discussione la progettazione dei lavori, che non è stata opera mia, ma non è questo che mi interessa. Invece, scrivo soltanto perché, senza arrampicarmi sugli specchi, vorrei provare a fare chiarezza sull'intera vicenda, seguendo esclusivamente i dettami della scienza. Già, perché il bosco è studiato da un corpus di discipline scientifiche, le "Scienze Forestali", appunto, e credo che l'origine del gran chiasso mediatico che si sta facendo, sia proprio legata all'assoluta mancanza della, seppur minima, cognizione di causa. Parlando di boschi e di gestione dell’ambiente montano, lo scrivente, immodestamente, si ritiene esperto per aver conseguito una Laurea in Scienze Forestali, per essere iscritto ad un Albo Professionale specifico e per il fatto di svolgere, da oltre venti anni, e quotidianamente, una attività professionale nel settore della selvicoltura e dell'assestamento forestale, per la quale si vede rivolgere, appunto, richieste di pareri tecnico/scientifici in materia forestale. Circa le altre persone che stanno discettando sull’argomento, non ricordo di averne mai letto i nomi negli elenchi dei professionisti abilitati alla gestione del bosco e, pertanto, leggere le loro elucubrazioni in merito, mi colpisce alquanto. Credo sia doveroso, prima di criticare pubblicamente l'operato di altri, essere a conoscenza dell'argomento di cui si pretende di impartire lezioni e, soprattutto, è facile criticare e basta, ben più difficile è, invece, fornire indicazioni alternative, particolarmente se per farlo bisogna possedere competenze accademiche specifiche, che non si hanno e di cui si ignora addirittura l'esistenza. Per di più, la terminologia scientifica utilizzata senza averne padronanza fornisce l’esatta valutazione di chi la usa. Queste persone hanno mai sentito parlare di selvicoltura, dendrometria, assestamento forestale, tecnologia forestale? Sono tutte discipline scientifiche afferenti alle scienze forestali (e bisogna averle studiate all’Università). Oppure qualcuno è davvero convinto che ci siano in giro dei forsennati che, improvvisamente ed improvvidamente, non avendo di meglio da fare, si rechino in bosco ed inizino a tagliare alberi? La foresta (o bosco) mai interessata dall’attività umana, che esiste nella sua condizione originaria, come la cosiddetta “foresta primaria” (definita anche “foresta vergine), può rinnovarsi, crescere, invecchiare e morire da sola, perché l’altissimo numero di specie vegetali ed animali presenti, le interazioni che si stabiliscono tra le varie specie e tra esse e l’ambiente fisico che le ospita, ne garantisce uno stato di equilibrio relativamente stabile, grazie al forte potere di autoregolazione esistente. Questi processi di autoregolazione consentono all’ecosistema di opporsi a scompensi e a conservare nel tempo la propria stabilità strutturale e funzionale, a meno che non intervengano sensibili variazioni climatiche. Si parla, in proposito, di omeostasi, intesa come la tendenza all’equilibrio delle popolazioni animali e vegetali, come risultato di meccanismi dipendenti dalla densità e operanti sul tasso di natalità, sopravvivenza e morte (stabilità). Al contrario, nella foresta antropizzata (interessata dalla varie attività umane: pascolo; tagli, magari anche irrazionali), semplificata nella struttura e nella composizione, il numero di specie presenti è sensibilmente inferiore, così come, è ovvio, le relazioni instaurantesi tra loro; ne consegue una minore stabilità. La foresta antropizzata raramente può, in tempi brevi, rinnovarsi da sola, senza l’intervento dell’uomo. L’evoluzione naturale incontrollata, inizialmente, ridurrebbe le possibilità di sopravvivenza della rinnovazione naturale delle specie più esigenti. I giovani soggetti, da soli, non sarebbero in grado di sostituire gli alberi adulti già morti. I boschi matesini, tutti fortemente antropizzati, qualora privati degli interventi colturali, sarebbero condannati, in tempi brevi, a mutare l’aspetto attuale e, forse, anche ad estinguersi. La foresta antropizzata è così assuefatta all’intervento umano, che non può fare a meno di esso per mantenersi in equilibrio, anche se instabile ed artificialmente indotto. La foresta deve essere gestita. Il concetto di lasciare la copertura forestale all’evoluzione naturale può essere condiviso solo se veramente si tratti di foresta vergine. Però questa non esiste più, almeno nelle nostre regioni. Analizzare e prendere le decisioni, utili caso per caso, è compito dell’assestamento forestale. L’assestamento consiste nella pianificazione delle attività da compiere in bosco, così che esso possa svolgere tutte le proprie funzioni: idrogeologica, produttiva, turistico-ricreativa, paesaggistica, ecc. Lo strumento di pianificazione forestale, redatto con le finalità sopra esposte è il “Piano di Assestamento Forestale” (P.A.F.). Il piano di assestamento forestale è un documento di importanza fondamentale, di durata decennale, in cui viene realizzato l’inventario dei beni forestali di proprietà comunale e, successivamente, la pianificazione degli interventi colturali necessari per ottenere le finalità dell’assestamento forestale. Il piano di assestamento mira essenzialmente al miglioramento delle condizioni ecologiche della foresta, assicurando la continuità della copertura forestale e delle sue funzioni, in tutti i casi. Il P.A.F. è redatto in base a precise disposizioni normative (in Campania, attualmente, la L.R. 11/1996 - legge forestale regionale) ed è soggetto ad approvazione dei competenti Organi regionali. Quando approvato, il P.A.F. assume forza di Regolamento di legge. Tutte le operazioni necessarie per ottenere le finalità dell’assestamento forestale si concretizzano in interventi selvicolturali da realizzare in tempi, luoghi e modalità che sono esattamente definiti nello stesso piano di assestamento. Questi interventi, quali i tagli boschivi e tutte le attività selvicolturali, anche connesse al miglioramento o ripristino dei soprassuoli arborei degradati, sono attività strettamente coerenti e funzionali alla conservazione della copertura forestale. Tutti gli interventi in bosco (principalmente i tagli) vengono regolarmente e scientificamente progettati, e sono assolutamente soggetti alle norme della legge sopra richiamata (e non solo essa) e necessitano di un complesso iter amministrativo, per poter essere autorizzati. Il taglio degli alberi a Bocca della Selva era regolarmente previsto nel P.A.F., è stato realizzato in seguito ad una regolare progettazione e, soprattutto, ha preventivamente conseguito tutte le autorizzazioni e pareri previsti dalla legge. Pertanto, bisogna stare attenti quando si parla di “taglio illegittimo di oltre 2000 faggi di alto fusto su circa 30 ettari di bosco” e di “distruzione … omissis …. camuffata mediante improbabili leggi e regolamenti e con il placet di Regione, Provincia e Comune”: si potrebbe anche essere chiamati a risponderne in giudizio. Arrivando allo specifico, sul web e sui quotidiani si leggono numeri lanciati a caso, magari in seguito a “qualche informale indagine”, al solo scopo, immagino, di impressionare il lettore. Prescindendo dal fatto che, ripeto, prima di straparlare, sarebbe opportuno informarsi compiutamente, sembra anche che qualche informale indagatore non sia in grado di leggere un progetto né, ancor peggio, sappia far di conto. Leggo sul web di “... un totale di 70000 quintali di legna ...” da tagliare: nella relazione del progetto (atto formale ed ufficiale) è scritto che la massa legnosa da abbattere è di 1.610 tonnellate che, nel sistema metrico decimale (che, sembra, in Italia si insegni già nella scuola elementare), equivalgono a 16.100 quintali, altro che 70.000! Leggo anche che “La superficie di bosco destinata al taglio è di circa 30 ettari”. Nel progetto di taglio del bosco è scritto chiaramente che la superficie destinata al taglio è, in realtà, di circa 41 ettari (40,91 per la precisione). Quante persone sanno quanto sono estesi 40,91 ettari di territorio? Un ettaro equivale a 10.000 metri quadrati e, quindi, sempre nel sistema metrico decimale, 40,91 ettari sono 409.100 metri quadrati. In termini di paragone, usando simboli più largamente comprensibili, 40,91 ettari equivalgono a oltre 57 volte il terreno di gioco dello stadio Meazza di Milano. Poi, sembra che si voglia trasmettere l’idea che si abbatteranno tutti gli alberi dei trenta (o quaranta) ettari e ciò non è affatto vero, gli alberi da tagliare (in numero preciso di 2.076) rappresentano soltanto una minima parte degli alberi presenti e, per di più, non sono tutti alberi grossi, ce ne sono di tutte le dimensioni. Sui 40,91 ettari interessati dal taglio sono presenti (è scritto nel P.A.F., ammesso che se ne conosca l’esistenza e, soprattutto, si sia in grado di leggerlo) 11.618 piante. Abbattere 2.076 piante su 11.618 significa eliminare il 17,86% degli alberi presenti. In termini di massa legnosa (è scritto sempre nel P.A.F.), le 11.618 piante pesano 92.750 quintali. Eliminare piante per un peso di 16.100 quintali significa asportare il 17,35% della quantità di legno presente. Considerato che (come insegna la tecnica selvicolturale e come da prescrizioni del P.A.F.) in siffatto bosco sarebbe necessario tagliare circa il 25% della massa legnosa presente, è matematicamente indiscutibile il fatto che si stia agendo con criterio oltremodo prudenziale. Tagliare ancor meno non farebbe affatto il bene del bosco, perché la presenza di una copertura di chiome troppo folta renderebbe impossibile la nascita delle giovani piantine (per la scarsità di luce al suolo) e, senza il taglio colturale scientificamente eseguito, quando saranno naturalmente morti gli alberi adulti (piaccia a no è questo che succederà: ogni vivente, prima o poi, muore), senza che essi abbiano potuto rinnovarsi, potrebbero non esserci più gli alberi grandi, né quelli piccoli, ossia potrebbe sparire il bosco: è ciò che si vuole? Gli alberi da abbattere, grandi e/o piccoli, sani e/o malati che siano, vengono scelti singolarmente, uno per uno, seguendo un criterio scientifico che si apprende in ambito accademico e si consolida con l’esperienza professionale. Ogni bosco ha una propria storia ed un proprio presente ecologico e sono questi i fattori che guidano il selvicoltore nella gestione del bosco; solo il selvicoltore sa “leggere” il bosco, nessun altro. La selvicoltura è la traduzione in pratica dell’ecologia forestale e la determinazione del numero di piante da abbattere per ogni bosco discende dalla precisa applicazione di una tecnica selvicolturale perfezionata da secoli e secoli di fattive esperienze. Vuoi vedere che occorre davvero una laurea in Scienze Forestali? E’ l’applicazione della selvicoltura che protegge e conserva il bosco. Di tanto esiste ampio e soddisfacente riscontro tecnico-scientifico nella letteratura forestale italiana (vedasi: Pavari, De Philippis, Cappelli, Ciancio, La Marca, Bovio, Hippoliti, ecc.) ed europea. Blaterare astrattamente di distinzione tra “bosco produttivo” e “bosco protetto” così come si legge in giro serve solo ad aumentare la confusione e, forse, ma spero di no, a gettare ombre su un settore accademico e professionale già ordinariamente negletto. A chiunque volesse conoscere, anche in breve, solo per migliore comprensione di alcuni fenomeni, cosa siano le scienze forestali e come funzioni, realmente, un ecosistema boschivo, offro volentieri la mia disponibilità: oltre a fare “selvicoltura” è giunto il tempo di fare anche “selvicultura”. Allego una foto, scattata in data 04/07/2010 dall’amico prof. Mario L. Capobianco, che ritrae proprio la zona boschiva oggetto di taglio, un mese dopo l’inizio dei lavori. Se qualcuno è in grado di farlo, indichi dove sarebbe lo “scempio ambientale”!

Cordiali saluti. dott. for.
Tito Angelici
PIEDIMONTE MATESE (CE)

INCONTRO DI QUARTIERE IN LOCALITA' SANTA LUCIA.


PIEDIMONTE MATESE. In linea con gli incontri dei mesi scorsi nei diversi rioni dei Piedimonte Matese, l'amministrazionecomunale di Vincenzo Cappello (nella foto) continua a portare avanti l'intento di cercare un contatto diretto con la cittadinanza, organizzando pubblici dibattiti per ascoltare da vicino la voce della gente. E così, dopo le tappe al rione Vallata, Sepicciano e San Sebastiano, è stata la volta di un'altra popolosa zona del capoluogo matesino. Si tratta dell'area di Santa Lucia e Monticelli, i cui abitanti, hanno avuto l'opportunità di confrontarsi a tu per tu con gli amministratori della propria Città, avanzando proposte e quesiti. L'assessore ai lavori pubblici Antonio Ferrante ha illustrato i lavori che sono in programmazione per la zona, a cominciare dalla rete fognaria e agli interventi alle strade, fino quelli per l'illuminazione pubblica. Soddisfatto il sindaco Cappello, il quale sottolinea che "per la prima volta in città vengono adottate iniziative simili, uno strumento valido per ascoltare in maniera diretta la voce dei cittadini, così da riuscire a rendere più efficace la nostra politica". E' previsto per giovedì prossimo invece un nuovo incontro del tour itinerante, che sarà indirizzato questa volta agli abitanti di via Aldo Moro.


c.s.

Incontro tra sigle sindacali e mondo dell’associazionismo per approfondire le problematiche del mondo del lavoro nella provincia di Caserta .

CASERTA. Si conclude con la proposta, promossa dal Segretario Generale della CISL Caserta Carmine Crisi, di un nuovo incontro tra sigle sindacali e mondo dell’associazionismo per approfondire le problematiche del mondo del lavoro nella provincia di Caserta e “far fronte unitario e poter poi riproporre l’esperienza anche al di fuori dei confini della provincia”.
La giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema del Lavoro Dignitoso, svoltosi all’Hotel Europa nella mattinata di ieri, ha visto al tavolo degli intervenuti, oltre Carmine Crisci, Camilla Bernabei, Segretaria Generale della CGIL Caserta, Massimiliano Santoli, Presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Caserta e Angelo Petrocelli, Direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro di Caserta. Non sono mancati momenti difficili anche all’interno di una discussione che si è sviluppata in un clima sereno e costruttivo. Momenti rappresentati dall’intervento di Stefano Cutillo, operaio della ex-3M da anni in cassa integrazione “Lavoro Dignitoso… a noi lavoratori, o meglio ex tali, ci andrebbe bene anche solamente parlare di lavoro!”. Intervento che ha centrato, con semplicità e schiettezza, la tematica dell’incontro: la persistenza di condizioni di criticità nel circuito lavorativo non fa altro che alimentare una concorrenza al ribasso nelle condizioni contrattuali dei lavoratori di tutto il globo. Quella di ieri ha rappresentato solo una tappa fra gli appuntamenti di sensibilizzazione sul tema del Lavoro Dignitoso che da tempo ARCI, ACLI, CGIL, CISL e UIL. promuovono o promuoveranno in tutta la penisola. La violazione del diritto alla libertà di associazione e quello alla contrattazione collettiva, le svariate forme di discriminazione che colpiscono indistintamente i lavoratori di ogni parte del globo, hanno di fatto prodotto un sempre maggior degrado delle condizioni lavorative nelle quali le masse operaie e impiegatizie mondiali si trovano quotidianamente ad operare. Il decadimento dei diritti sanciti dalle leggi internazionali ha avuto una correlazione inversa con l’inclusione nel mercato mondiale dei paesi meno sviluppati. Correlazione inversa dovuta a diversi motivi. Alle legislazioni poco sviluppate di alcuni di essi, alla presenza di dittature temporanee, alla scarsa sensibilità dei governi o degli stessi lavoratori, in genere poco scolarizzati e poco consapevoli dell’esistenza di leggi a loro difesa. Sono solo alcuni degli aspetti di uno dei tempi più scottanti che il mondo del lavoro salariato si trova ad affrontare nel terzo millennio.



UFFICIO STAMPA

Alessandro Dorelli




I giovani del Partito Democratico a difesa dell'Università.


Piedimonte Matese- Molto spesso si confonde l’Università come un servizio. Questo è il motivo principale della sua aziendalizzazione, e questo è anche il motivo principale per cui da servizio diventa disservizio. E’ quello che sta accadendo in questi giorni. La manovra economica, votata in Parlamento, è lo specchio di questo Governo, che non crede nella Ricerca, nell’Istruzione, nella Cultura e nei Giovani; che mortifica la professionalità dei Docenti universitari, che uccide la Ricerca e annichilisce il ruolo del Ricercatore. La manovra economica è sbagliata, perché taglia e non razionalizza le risorse. Da qui nasce la protesta dei ricercatori e dei docenti della Seconda Università di Napoli, che, come i colleghi di altre università italiane, hanno deciso di sospendere gli esami di profitto e di laurea. Le facoltà al momento interessate sono quelle di Ingegneria, Biologia e di Scienze Politiche. E gli effetti di questa politica economica baronale e delle sue conseguenti e legittime disfunzioni in segno di protesta sono caricate sulle spalle dei nostri amici studenti. In Italia non c’è un Governo che tuteli il diritto allo studio, non c’è un Governo che difenda il diritto di ogni studente a sostenere gli esami. C’è solamente un Governo dalle Mani di Forbici che dimostra di non saper gestire le risorse e di non saper ottimizzare i servizi. E in più non c’è una classe politica di governo che pensa che l’Istruzione sia la base della nostra società, perché contenitore ed espressione di Lavoro, Cultura, e Legalità. “Per questi motivi chiediamo a tutte le rappresentanze degli studenti della Sun di chiarire le loro posizioni sul disastro che il malgoverno sta creando nell’ Università” affermano Marco Villano (nella foto), segretario provinciale dei GD di Caserta, e Alessandro Riccitelli responsabile all’università di Piedimonte Matese. “Chiediamo ulteriore chiarezza e trasparenza nello spiegare a tutti gli studenti cosa si è fatto per evitare il sorgere di questo problema e su come sono stati spesi gli ingenti finanziamenti regionali devoluti all’Università pochi mesi fa”.
Pietro Rossi