06 gennaio 2009

MARCO FUSCO INVITA I SINDACI DEI PICCOLI COMUNI MONTANI A CONSEGNARE LE FASCE NELLE MANI DEL PREFETTO.


Piedimonte Matese. Con l’ultima Finanziaria, saranno tolti i contributi ai piccoli comuni montani, a farne le spese saranno ancora una volta molti comuni del comprensorio montano dell’alto casertano. A tal propostio il Prof. Marco Fusco (nella foto) Presidente del Consiglio della Comunità Montana del Matese lancia l’allarme e invita i sindaci interessati a dimettersi e consegnare le fasce sindacali al Prefetto cosa che in Molise già è stata fatta da ben 12 sindaci. Se fossi sindaco di un piccolo comune del comprensorio matesino, confida Fusco, non esiterei un solo istante nel rimettere il mandato e la fascia tricolore nelle mani del Prefetto. Bene hanno fatto i dodici sindaci del Molise a seguire questa strada di fronte al taglio totale dei fondi per la ricostruzione nel cratere. Basta con i tagli alle fasce più deboli. Il mio grido di dolore lo rivolgo ai nostri rappresentanti in Parlamento perché facciano cambiare direzione al Governo Nazionale e al Ministro Tremonti. La legge Finanziaria per il 2009, già passata al vaglio della Camera dei Deputati, prevede l’ennesima decurtazione dei contributi che possono essere concessi ai Comuni fino a 5 mila abitanti e con una quota elevata di residenti con età superiore ai 65 anni. La dotazione finanziaria per il 2009 scende infatti da 55 a 45 milioni di euro. Di contro si incrementa il fondo per la valorizzazione delle aree svantaggiate confinanti con le Regioni a statuto speciale. Per questa realtà è previsto un incremento del fondo per 22 milioni di euro per il 2009 e 2010 e di 27 milioni di euro per il 2011. E’ inconcepibile il modo in cui si continuano a tagliare i fondi ai comuni con un alto tasso di popolazione anziana, mentre parte di queste economie vengono destinate alla valorizzazione ed allo sviluppo di poche realtà come quelle confinanti con le Regioni a Statuto speciale. Come dire, un’Italia a due facce: quella che deve subire e patire i tagli di risorse destinate ai servizi vitali, l’altra che beneficia sempre più di ingenti risorse economiche per lo sviluppo di territori limitati che hanno fatto sentire la loro voce attraverso l’aver promosso un referendum per confluire nelle Regioni a Statuto speciale. A noi non è toccata neppure la fortuna di essere confinanti con Regioni a Statuto Speciale, per cui non ci è concessa l’opportunità di ricorrere alla materia referendaria. Per questo siamo destinati a subire continui tagli di risorse finanziarie, nel silenzio di tutti. A tal proposito faccio un appello ai nostri parlamentari affinché si attivino per tutelare i piccoli borghi, destinati a scomparire qualora si proseguirà nella direzione di tagliare i fondi destinati ai servizi sociali quindi all’assistenza agli anziani che non possono certo vivere solo di illusioni o di social card. Ai parlamentari casertani eletti anche con i voti dei piccoli centri matesini, chiedo quindi di prestare tutta l’attenzione possibile a queste manovre di decurtazione di fondi a danno dei piccoli Comuni e di porre in essere iniziative idonee a ripristinare quanto meno le risorse del 2008 che avevano già visto un taglio devastante rispetto l’anno precedente. Se ciò non dovesse accadere ,conclude Marco Fusco, sarebbe secondo il mio modesto parere, un atto dovuto da parte dei sindaci dei piccoli Comuni del matesino, consegnare la fascia tricolore al Signor Prefetto di Caserta.

Pietro Rossi

MOZIONE DEL CONSIGLIERE SANTORO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA VIABILITA’ DELLA FRAZIONE CONTRA DI BAIA E LATINA.


Baia e Latina. Che il problema della sicurezza stradale sia diventato uno dei problemi primari, dei nostri centri abitati, è cosa risaputa. Nel tempo tutte le Amministrazioni comunali hanno cercato di rendere più sicure le strade cittadine per la salvaguardia di bambini ed anziani. Anche a Baia e Latina, soprattutto alla Frazione Latina è da tempo memorabile che si è cercato di rendere più agevole l’ingresso al centro abitato sia alla Frazione Contra che il località Moncioli dove in ambedue località a causa del restringimento della sede stradale per due fabbricati esistenti, sia a Contra che in località Moncioli, la visuale di chi entra nel centro urbano o di chi esce è preclusa da detti fabbricati per giunta fatiscenti. Nei giorni scorsi, il Responsabile del Settore Edilizia Privata ed Urbanista del Comune di Baia e Latina, ha addirittura invitato i legittimi proprietari del fabbricato esistente alla Frazione Contra di provvedere con la massima urgenza alla demolizione o messa in sicurezza del predetto fabbricato senza essere supportato da una perizia tecnica che certificasse la pericolosità. Il gruppo consiliare “Uniti per Baia e Latina” in data 5 gennaio 2009 ha presentato, al Sindaco, due mozioni la prima ad oggetto: “acquisizione al patrimonio comunale dell’area di sedime del fabbricato da demolire sito alla Via Matteotti Fg. 21 Part. 55 sub 2/3/4 con annessa superficie libera, da adibire a parcheggio a servizio dei cittadini residenti alla località Contra, la seconda ad oggetto: “acquisizione al patrimonio comunale del fabbricato sito alla Frazione Latina angolo Via Roma di fronte Via Rave”. Michele Santoro (nella foto), capo gruppo consiliare del Gruppo “Uniti per Baia e Latina”, ritiene che soprattutto l’acquisizione dell’area di sedime del fabbricato alla Frazione Contra e dell’area libera annessa al fabbricato può risolvere l’annoso problema sia dell’allargamento della sede stradale che quella del parcheggio per i cittadini ivi residenti. E’ da anni che a Baia e latina si discute della sicurezza stradale, in funzione dei due restringimenti all’ingresso del centro abitato, tanto che anni or sono addirittura si è parlato della realizzazione di una strada di collegamento tra le due località al di fuori del centro urbano in modo da poter dirottare su questa il traffico pesante evitando contemporaneamente il passaggio di autovetture attraverso il centro abitato. Oggi sembra proprio che questo serio problema, per gli abitanti della Frazione Contra, possa essere risolto con l’acquisizione da parte del Comune dell’area di sedime del fabbricato e dell’area adiacente al fabbricato di proprietà degli stessi proprietari per essere destinata a parcheggio. Le due mozioni presentate dal gruppo consiliare “Unite per Baia e Latina” sono il primo e forse piccolo passo per il recupero ambientale soprattutto della frazione Contra per moltissimi anni trascurata. Michele Santoro, Consigliere di minoranza, si augura che almeno in questa occasione la maggioranza consiliare consapevole dell’importanza dell’acquisizione dell’area per destinarla a parcheggio voglia dimostrare di valutare principalmente l’interesse generale della cittadinanza rispetto ad interessi di pochi.

Pietro Rossi

Tombolata col sindaco.


Castel Campagnano. Grande successo hanno riscosso le varie iniziative promosse sotto l’egida dell’amministrazione comunale per le festività natalizie e di fine anno, ma in particolare le persone meno giovani hanno apprezzato le varie tombolate. Dulcis in fundo quelle tenute la vigilia dell’Epifania nel capoluogo come nella frazione Squille, dove fra i vecchietti spiccava il volto del sindaco Giuseppe Di Sorbo e di altri amministratori locali, fra cui il neo assessore Pietro Sivo, tutti soddisfatti del gradimento dimostrato dagli anziani. Ma anche dai giovani e dalle persone di media età che nei giorni scorsi hanno potuto divertirsi, visitare gli stand espositivi, anche di artigianato locale, e degustare i vari prodotti tipici offerti dagli espositori, nel corso delle mostre promosse dal Comune con il contributo della Camera di Commercio che per l’occasione ha sostenuto gli enti locali attenti a non lasciarsi sfuggire l’opportunità, meritando quindi gli apprezzamenti e la riconoscenza degli stessi elettori.

Fonte:teleradionews

05 gennaio 2009

GRANDE ESIBIZIONE DEL QUINTETTO “ MOLISE ENSEMBLE ” NELLA CHIESA DI S. MARCELLO IN SEPICCIANO. MUSICHE DI MOZART – ROSSINI – BIZET – GERSHWIN – WEIL


Piedimonte Matese – Viva attesa in tutta l’area del Medio Volturno per il concerto del quintetto Molise Ensemble che questa sera, con inizio alle ore 19, si esibirà nella chiesa madre di S. Marcello P. e M. di Sepicciano con un ricco programma di musica classica. Il quintetto è composto da Luigi Zazzarino (Flauto) Maurizio Marino (Oboe) Lelio Di Tullio ( Clarinetto) Gianpiero Riccio (Corno) e Raffaele Ramunto ( Fagotto). Il concerto , organizzato dall’Amministrazione Comunale, sarà presentato dall’avv. Benedetto Iannitti Il programma di questa sera comprende musiche di Mozart: “ Die Zauberflote ”; Rossini: “ Il Barbiere di Siviglia ”; Bizet: “ Carmen “; Gershwin: “ Music From “ Porgy and Bess “; Weill: “ Die Dreigroschenoper ”; Bernstein: “ West side Story ”. Costituitosi nel 1983 col preciso intento di dedicarsi alla musica del ‘900, il Molisensemble si è distinto, sin dalla sua nascita, per la varietà e l’originalità del repertorio proposto. Premiato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali ( Stresa, Capri, Sorrento, etc.) ha svolto la propria attività concertistica in Italia ed all’Estero (Svizzera, Grecia, Francia e Cecoslovacchia), registrando più vokte per la RAI ed incidendo per la BMG-ARIOLA e la PRIMROSE. I suoi componenti hanno raggiunto anche singolarmente risultati degni di attenzione, ricoprendo ruoli di prime parti in importanti istituzioni lirico-sinfoniche italiane fra cui il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro di S. Carlo di Napoli, l’Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli. Hanno tenuto concerti sia per istituzioni nazionali di rilievo che in importanti capitali straniere ( Parigi, Atene, Bonn, Lisbona, Ankara, il Cairo, etc) registrando per la RTSI ed incidendo per la EDIPAN, la EMI e la NUOVA ERA. Il Molisensemble ha realizzato, fra l’altro, la colonna sonora del film “ I Vesuviani “ di A. Capuano in concorso nel 1997 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e numerosi concerti monografici fra cui quelli sull’Ottocento Strumentale Italiano curati dal musicologo Giovanni CARLI BALLOLA per la XIII Settimana dei Beni Musicali e su compositori contemporanei per l’Università degli Studi del Molise.

Nicola Iannitti

Si è svolta con successo la cena della Pace.




Piedimonte Matese.E’ stata organizzata dal movimento internazionale per la Pace lo scorso 3 Gennaio , la "cena/pizza di solidarietà per la Pace" tenutasi presso il noto locale "Giardino degli Ulivi" nell’importante comune di Piedimonte Matese. In venti le persone convenute all’evento benefico organizzato dall’ambasciatrice internazionale per la pace Agnese Ginocchio, da sempre impegnata per il sociale, la difesa dei diritti, la salvaguardia dell’ambiente e tutto quello che riguarda il creato. “Grazie all’impegno di questa donna che sa accendere fari di Speranza”- ha ricordato il presidente della Comunità Montana del Matese Fabrizio Pepe , a cui è stato affidato di dare il saluto iniziale- “ che la nostra provincia non é tristemente conosciuta solo per fatti e stragi di camorra”. Agnese, nota anche come cantautrice, è un vulcano pieno di iniziative per quanto riguarda la solidarietà e l’aiuto dove necessita, a prescindere il colore della pelle il colore politico e qualsivoglia diversità , lei è sempre disponibile…verso tutti. Nutrita è stata la partecipazione di note personalità dell’altomatese al quale va il ringraziamento di tutta l’organizzazione dell’importante evento. Venti erano le persone convenute come si diceva, molti altri vi avrebbero voluto partecipare, ma impediti purtroppo per indisposizioni fisiche e per impegni per lavoro. Ognuno dei convenuti alla serata benefica per la Pace ha posto ufficialmente la propria firma in memoria dell’evento benefico sull’”Albo Ufficiale del Movimento Internazionale degli Ambasciatori per la Pace”, riguardante “I Cittadini solidali del Matese”. Le adesioni all’evento sono state davvero tante. Venti non solo di numero ma anche “venti” intesi come i “Venti di Pace” che stanno circondando il comprensorio matesino perché il Matese cominci a trasformarsi in terra di Pace e di Solidarietà. Un sentito e caloroso “Grazie” a coloro che con la presenza e l’importante contributo hanno fatto sì che un sogno potesse realizzarsi. Un Grazie dunque alla Comunità Montana del Matese presieduta da: Fabrizio Pepe- Presidente Comunità Montana del Matese insieme alla consorte M. Laurenza Grillo- insegnante; Pascale Anna Maria – Dirigente Scolastico Istituto comprensivo di Alife (la preside che ha ricevuto recentemente il Premio per la Pace in memoria del 60° Anniversario della dichiarazione dei Diritti dell'Uomo) ; Napoletano Anastasio- Dirigente Servizio Veterinario Piedimonte Matese; Pino Riselli – Assessore all’ambiente comune di Piedimonte Matese ( presente con la consorte Simeone Immacolata); e Costantino Leuci- assessore alla cultura e Vice Sindaco di Piedimonte Matese in rappresentanza del Sindaco di Piedimonte M. avv. Vincenzo Cappello impedito a partecipare per viaggio all’estero; Minopoli Luciana- impiegata; Antonio Fontanella- Impiegato; Pietro Rossi- Giornalista; Quinzio De Sisto- Giornalista; Aceto Giovanni- Comandante CC Alife e Di Caprio Carmela (moglie comandante Aceto); Giovanni Valerio De Cristofano – Studente Universitario; Alessandro Parisi- Assessore alla cultura del comune di Alife (insieme al figlio Francesco Parisi) in rappresentanza del Sindaco di Alife avv. Roberto Vitelli, assente purtroppo per gravi motivi familiari. Di Franco Vincenzo- Consigliere Provinciale insieme alla moglie Di Muccio Anna- Insegnante. Hanno inoltre offerto il loro contributo all’appello di solidarietà lanciato da Ginocchio le seguenti persone: Santina Ginocchio- Ispettore Scolastico; Ersilia Mizzone- insegnante; Il Sindaco di Alife avv. Roberto Vitelli, a cui va un doveroso “Grazie” per la generosa offerta devoluta”; Sisto Antonio Amato e Ferrini Francesco del Movimento giovanile alifano ( e blog Alife Happy). Molte altre persone ed istituzioni che non hanno potuto partecipare alla serata per impedimenti come si diceva sopra, hanno inoltre espresso la loro adesione al progetto di solidarietà attraverso una donazione, fra questi si segnala il Sindaco di Sant’Angelo di Alife dott. Salvatore Bucci, il dott. Alfonso Santagata di Alife, il dott. Enzo Cappello ex consigliere regionale di Alife, il dott. Marco Fusco Presidente del Comitato EDA Matese, il dott. Angelo Versaci Presidente del distretto scolastico 21, il dott. Emilio Iannotta dell’IDV di Piedimonte M., il dott. Guglielmo Venditti presidente Aido Piedimonte M. etc.

Articolo a cura del giornalista Quinzio De Sisto


Le foto sono di Andrea Pioltini

MOMENTI ARCHEOLOGICI NELL’ALTO CASERTANO PROPOSTI DA BAG E DREAM PER IL 17 E IL 18 GENNAIO 2009.




Piedimonte Matese. Terra di passaggio e crocevia tra culture diverse, la Campania ha saputo conservare nei secoli la propria identità, conservando con cura le proprie tradizioni. In questi luoghi il senso del sacro è ancor oggi il filo conduttore per penetrare nell’animo più profondo del popolo campano, che ha saputo esprimersi attraverso opere architettoniche ed artistiche di estremo valore. Basti pensare alle innumerevoli chiese affrescate, ai santuari e agli eremi. Il territorio della provincia di Caserta, poi, può essere considerato un museo all'aria aperta poiché, in ragione dell'antichissima frequentazione umana di questi luoghi, suggestive testimonianze architettoniche ed artistiche sono disseminate nelle dolci campagne che circondano i centri abitati. Visitare la provincia di Caserta permette d'immergersi in un ambiente incantato, dove la storia ha lasciato le sue impronte. Il paesaggio riporta al Medioevo e, ancor più il là nel tempo, a grandi civiltà antiche. Paesini arroccati e castelli eretti in posizioni strategiche per il controllo del territorio e, tra la vegetazione, mura diroccate e strade lastricate, santuari costruiti su templi pagani, tombe e necropoli. L’arrivo nel Parco del Matese è previsto per la prima mattinata. Incontro con i nostri assistenti e trasferimento ad Ailano, paese dalle case bianche, edificato alla sommità di un colle. Visita delle rovine del Monastero benedettino di Santa Maria in Cingla, fondato nel medio Volturno poco prima del 748 per volontà del duca di Benevento Gisulfo II sui resti di una chiesa privata, San Cassiano, proprietà dello sculdascio beneventano saraceno. Importantissimo monumento medioevale, accoglieva, fino alla venuta dei Normanni, solo fanciulle nobili longobarde e, dopo due secoli dalla sua costruzione, estendeva il suo dominio dalle valli del fiume Lete fino alle contee di Venafro e Teano. Scavi archeologici effettuati nel XIX secolo e all’inizio del XX, portarono alla luce sepolcri ed ossa, tronchi di colonne, capitelli, cornici e una parte del pavimento a mosaico della chiesa; Attualmente tra i resti del Monastero di Santa Maria in Cingla, si possono riconoscere il recinto e, tra quelli della chiesa abbaziale, larga quasi 20 metri, l'abside laterale destra e quella di sinistra, colonne e pietre. Prima del pranzo in ristorante tipico, sosta alla sorgente di acqua sulfurea, da cui sgorga acqua minerale acido solfidrica, che, prima della II Guerra Mondiale, veniva sfruttata per bagni termali. Oggi, è meta di visitatori per il caratteristico gusto dell'acqua e, pare, per i suoi benefici effetti dermatologici. Nel pomeriggio visita della Chiesa e del Convento di San Francesco, monumenti edificati per opera del conte Scipione Pandone nel XV secolo; furono possedute prima dai Frati Minori, poi dai Padri Serviti. Qui vengono conservate le mummie di Federico Pandone Conte di Cerro, di sua moglie e della figlia, morti nel Castello, nel XVI secolo. Si proseguirà, poi, con la visita di Alife che sorge sul luogo dove c’era la colonia romana di Alliphae, al centro di importanti vie di comunicazione e di una vasta rete di centuriazione del I secolo a.C. ancora mantenuta nell'attuale tessuto rurale. Visita della Cattedrale di Santa Maria Assunta e della cripta romanica, conservata intatta, a cui si accede da due rampe delle navate laterali. La cripta è realizzata con l'impianto ad oratorium, a pianta rettangolare, sostenuta da colonne provenienti dal teatro romano di Alife; ha un abside centrale e due absidiole laterali, e sorge su un'area termale romana i cui resti si possono ancora osservare nel pavimento. I capitelli sono in parte più antichi, in parte anteriori al sec. XI e imitanti l'antico. Nell'abside centrale si trova l'altare in muratura dove, fino al 1716, furono riposte le reliquie di San Sisto, traslate, poi, nell'altare di una cappella appositamente costruita nel transetto superiore. Cena in ristorante tipico e pernottamento in hotel. La mattina successiva, dopo la prima colazione in hotel partenza per l’antica Cales che fu, dal 334 a.C., colonia romana preposta a funzioni di controllo della zona ai confini settentrionali della Campania antica, nel territorio degli Ausoni. La città, cinta da mura possenti, nel suo periodo di massimo splendore, occupava una superficie di oltre 60 ettari, era racchiusa da mura e difesa da un fossato profondo oltre i 20 metri. Ma la sua storia è molto più antica. Nel 2500 a.C. Cales era una delle principali città del popolo degli Ausoni,. La leggenda vuole che sia stata fondata da Calai, figlio della ninfa Orizia e di Borea, uno dei mitici eroi della spedizione degli Argonauti; secondo Virgilio, Cales accorse in difesa di Turno contro Enea. Relativi alla fase protostorica, arcaica e preromana dell’abitato sono le testimonianze archeologiche emerse nel corso di indagini eseguite negli anni scorsi. Della città antica, che si conserva in tutta la sua estensione, rimangono, anche se non chiaramente leggibili, interessanti evidenze: la cinta muraria, alcuni tratti della quale sono in opera quadrata, e il cosiddetto Ponte delle Monache, scavato nel banco tufaceo per consentire il passaggio della strada che si dirigeva verso l’agro Falerno, presso il quale è stato di recente esplorato un edificio pertinente ad un santuario urbano con stipe votiva. Ma tra le più cospicue testimonianze sopravvissute, tutte di età romana, ci sono l’Anfiteatro, risalente al I secolo a.C. con successive fasi di età imperiale, il complesso delle Terme centrali, anch’esso degli inizi del I secolo a.C., che conserva quasi integralmente parte degli ambienti, taluni ancora con la decorazione in stucco, e quello delle Terme settentrionali, databili al II secolo d.C., i cui resti sono visibili lungo l’asse viario principale della città antica. Non lontano si osservano le strutture del Teatro, forse di epoca sillana, con successivi rifacimenti di epoca imperiale, del quale di recente è stata posta in luce la cavea costruita su gallerie a doppia arcata; ed infine i ruderi di un castellum aquae e di un edificio templare su podio di età imperiale, da identificare probabilmente con il Capitolium del Foro. Al termine della visita pranzo in ristorante tipico.

Pietro Rossi

SABATO DI MUSICA E SOLIDARIETA’ INSIEME ALLA SHALOM.


PALAZZOLO S/O – Proprio quando il corposo sipario delle feste sembra calare a chiusura del denso periodo natalizio che puntualmente ogni anno bussa alla nostra porta tra musiche, luci, colori e buoni propositi, scatta l’ora, per i ragazzi della Comunità Shalom di Palazzolo, di salire sul palco. Già, perché i lieti momenti di gioia, amicizia, ritrovo e spettacolo si ripresentano freschi e frizzanti anche per questo nuovo inizio anno, prolungando ancora una volta i tradizionali appuntamenti dicembrini, grazie all’organizzazione del “VI Concerto pro romitaggio orto degli ulivi Gersusalemme”. Si tratta di un’iniziativa benefica che dal 2004 la palazzolese comunità di recupero (fondata nel 1986 per aiutare i ragazzi in difficoltà, intrappolati dai mali dell’alcool, della droga e di tipici disagi giovanili) promuove con passione ed entusiasmo, nell’intento di contribuire alle necessità del Romitaggio Orto degli Ulivi di Gerusalemme appunto, con il quale è gemellata.
La prima data da fissare sulla forse ancor candida agenda 2009, infatti, è quella di sabato 10 gennaio: una giornata alla quale i ragazzi e le ragazze della comunità guidata dalla carismatica suor Rosalina Ravasio, tengono particolarmente e sulla quale, da ormai sei anni consecutivi, concentrano tempo ed energie per offrire al grande pubblico un pomeriggio e una serata davvero emozionanti, da vivere fraternamente, tra amici, parenti e nuove conoscenze, senza filtri e distinzioni, radunando (come è successo per esempio nella precedente edizione) sotto lo stesso palco addirittura i cinquemila spettatori. A fare da potente collante dell’atteso show spetterà al binomio divertimento-spiritualità sul quale i ragazzi e i volontari della comunità di via Raspina basano con successo il grande appuntamento annuale che, introdotto da un pomeriggio di ritrovo e preghiera, sfocerà in serata nell’attesissimo concerto-spettacolo presentato di scena nel Palatenda di Palazzolo s/O e quest’anno intitolato “Dio creo l’uomo a… Sua immagine e somiglianza”. Il programma dell’ampia manifestazione prevede: alle 14, l’arrivo negli ambienti della comunità (al n° 3 di via Raspina) allietato da momenti di accoglienza, alle 16 l’avvio del serpentone-fiaccolata verso il Palatenda di piazzale Kennedy (area mercato) dove, alle 18, è fissata la grande celebrazione eucaristica, subito seguita alle 19.15 da rinfresco allargato a tutti, prima di gustare appieno il clou della festa: lo spettacolo serale curato dalla Shalom, in sinergia con numerosi artisti, e presentato da don Giovanni d’Ercole. Dalle 20 e fino a mezzanotte, infatti, è prevista una lunga carrellata di brani canori e musicali (ma non solo) che ininterrottamente movimenteranno gli animi degli spettatori per circa quattro ore di pura energia. Tra gli applauditi ospiti partecipanti all’iniziativa saranno presenti alcuni veterani sostenitori del progetto: come il popolare christian rocker milanese Roberto Bignoli, la giovane cantautrice bergamasca Tiziana Manenti, l’eclettico e travolgente musicista Pier Didoni e soci, la potente cantautrice jazz & blues “di casa” Sara Corna (sorella della più celebre Luisa), il coinvolgente cantautore dialettale bresciano Charlie Cinelli, lo spirituale e a tratti tribale Giancarlo Airaghi e la miglior christian rocker band italiana di Reggio Emilia Nuova Civiltà. Inclusi nelle new entry, spiccano invece: Mirando Ricci, Gioomarabika e i gruppi Trio Mistral e Balletto ètoile. Il tutto abilmente intervallato ed armonizzato da melodie ed esibizioni firmate “Shalom Band”, oltre che dalle intramontabili testimonianze di vita che farciranno di profondi messaggi l’evolversi dell’attesa serata. Per maggiori informazioni sull’iniziativa, è possibile telefonare allo 030/7301741, scrivere a http://wm10.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b3849367844960E785B996F-4960E785BA13F-1231087493%7d&to=regpaceshalommiriam@tiscalinet.it o visitare il sito http://wm10.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.comunitashalom.it/.


Anna Salvioni

04 gennaio 2009

Mercatino dei prodotti tipici.


Squille. Nuova iniziativa targata Sivo, cioè attuata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Di Sorbo sotto l’egida del nuovo assessore Pietro Sivo che per oggi domenica 4 gennaio, in collaborazione con la Camera di Commercio di Caserta ed alcuni sodalizi locali, ha predisposto lo svolgimento nella sua Squille di un mercatino di prodotti tipici ed artigianato locale lungo la strada panoramica di Squille, arricchita anche da divertenti animazioni per bambini. Circa quindici gli stand che saranno allestiti nell’amena frazione di Castel Campagnano, mentre il capoluogo, nel contesto delle manifestazioni promosse o sostenute dall’ente locale per ravvivare le festività, nella serata di sabato 3 gennaio ha ospitato presso la sala consiliare uno spettacolo organizzato dal Forum dei Giovani. Lunedì 5 gennaio invece, sono in programma più iniziative nella frazione e nel capoluogo: alle ore 19:30 nel plesso scolastico di Squille lo spettacolo “Aspettando la Befana”; alle ore 20, presso la sala di Castel Campagnano: Tombolata, che dalle ore 21 proseguirà nel plesso scolastico della frazione Squille. Dulcis in fundo, d’intesa col sindaco, l’attento assessore ha reso noto che per il mercatino di prodotti tipici saranno allestiti degli stands climatizzati, in modo da limitare i disagi tipicamente invernali per gli espositori favorendo al contempo l’afflusso, la permanenza e la degustazione dei potenziali acquirenti.


Fonte:teleradionews

QUESTA SERA LA COMPAGNIA TEATRO DEGLI EVENTI PORTA IN SCENA L’OPERETTA MUSICALE “LA VECCHIA SCORTICATA”.


Piedimonte Matese. L’Amministrazione Comunale di Piedimonte Matese in collaborazione con “LA COMPAGNIA TEATRO DEGLI EVENTI” presenta oggi 4 gennaio 2009 ore 20:00 presso la Chiesa del SS. Salvatore in Piazza Ercole d’Agnese, “LA VECCHIA SCORTICATA”, un evento che unisce il profilo culturale con la godibilità ed il divertimento per tutti. È un’operetta musicale in un tempo ricavata da Luigi Cacace e Maurizio Merolla teatralizzando una favola del “PENTAMERONE” di Giambattista Basile. Il Pentamerone ovvero “Lo cunto de li cunti” è un’opera che fu da Benedetto Croce definita la più importante raccolta novellistica del BAROCCO ITALIANO. A sottolineare l’importanza basti ricordare che i più illustri favolisti di ogni epoca e di tutte le nazioni presero spunti dal Pentamerone per scrivere le loro fiabe. Il Gatto con gli Stivali, Cenerentola e tante altre favole sono state ricavate dall’opera del Basile e a volte anche teatralizzate. Il testo fu scritto in napoletano del Seicento. Nell’ operetta sono stati sostituiti i termini più arcaici per la migliore comprensione. Si è riproposta la lingua napoletana perché il patrimonio linguistico e fonetico non vada disperso e perduto assieme alla comprensione d’opere quali quelle del Della Porta, di Ferdinando Russo, Salvatore di Giacomo, Ernesto Murolo, Libero Bovio, Eduardo De Filippo… La collocazione della rappresentazione è anch’essa una componente dell’evento, ha dichiarato il Consiglire Delagato allo spettacolo Avv. Benedetto Iannitti(nella foto), poiché l’opera si terrà nella Chiesa del SS. Salvatore in Piazza Ercole d’Agnese di Piedimonte Matese, uno degli esempi di maggior pregio del barocco campano, realizzata da Cosimo Fanzago, che è tra i massimi e più conosciuti architetti artisti dell’epoca.

Pietro Rossi

La Regione Campania riconosce al Museo di Piedimonte Matese lo status d’interesse regionale.


Piedimonte Matese. Con deliberazione n.1991 del 12\12\2008, pubblicata sul bollettino regionale del 29 dicembre scorso, la Giunta della Regione Campania ha attribuito lo status di museo di interesse regionale al Museo Civico di Piedimonte Matese. E’ il punto di arrivo, ha dichiarato soddisfatto l’Assessore alla Cultura Prof. Costantino Leuci (nella foto), di un percorso attivato da questo Assessorato e dall’intera Amministrazione comunale subito dopo il suo insediamento, nell’ estate del 2007, e completato con l’adozione di un Regolamento di gestione del museo, secondo quanto previsto della legge regionale n.12\2005. Il riconoscimento dello status di interesse regionale segna, d’altro canto, l’inizio di un nuovo capitolo di rilancio per il nostro Museo fondato nel 1913, inserendolo in una rete di istituzioni museali campane e consentendo di candidarlo a finanziamenti regionali necessari a potenziarne le strutture e a promuoverne le attività. Tra breve, infatti, saranno conclusi i lavori di ristrutturazione del complesso di San Domenico e il Museo potrà finalmente aprire al pubblico, contando su ambienti più ampi e confortevoli, che potranno ospitare anche le collezioni trasferite in altri musei ma destinate ad essere recuperate, come deliberato anche dal Consiglio comunale dello scorso 23 dicembre. Insomma, Piedimonte potrà finalmente contare su una importante istituzione museale, degna della sua storia e della sua tradizione culturale ma anche elemento decisivo per uno sviluppo turistico della città.

Pietro Rossi

OGGI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE FESTEGGIA I CENTO ANNI DI NONNA MARIA.


Piedimonte Matese. Oggi 4 Gennaio , alle ore 15:00 presso la propria abitazione in Via Cila, sarà festeggiata la “nonnina” della Città di Piedimonte Matese. Trattasi della signora Rocchio Maria, nata in Letino (Ce) proprio il 4 Gennaio 1909 e da numerosi anni residente in Città presso la dimora del genero, Sig. Nicola Ibello, noto imprenditore edilizio locale, sposato felicemente con la signora Angela Pitocco, figlia della neocentenaria signora Maria. Presenti ai festeggiamenti, oltre ai numerosissimi congiunti ed amici, anche l’Amministrazione Comunale di Piedimonte guidata dal Sindaco Vincenzo Cappello (nella foto), che donerà alla signora Maria una pergamena ed un artistico piatto tondo con lo stemma comunale, realizzati da artisti piedimontesi; e porterà il saluto e l’ammirazione della Città per un traguardo così ambito, conquistato già nel recente passato da altri cittadini, se è vero, come è vero, che solo nel Maggio dello scorso anno è deceduta, alla veneranda età di 107 anni la signora Marcellina Santini, abitante al rione San Sebastiano di Piedimonte Matese.

Pietro Rossi

Oliviero in Piazza con i Socialisti per raccogliere Firme a favore delle quattro proposte di Legge di iniziativa popolare.




Piedionte Matese. Oggi 4 dicembre il Partito Socialista, Sez. Andrea Santomassimo di Piedimonte Matese allestirà nella centrale Piazza Vincenzo Cappello, uno stand per la raccolta di firme a favore delle quattro proposte di legge di iniziativa popolare presentate dai socialisti. Impegnati per l’occasione tutto il direttivo locale con in testa il Segretario cittadino Marcellino Consales, l’Assessore Comunale Fernando Catarcio (nella foto di sinistra ) , che ospiteranno presso lo stand il Vice Segretario Provinciale Luca Romano e il Consigliere Regionale Gennaro Oliviero (nella foto nella foto di destra), che garantiranno il loro appoggio all’iniziativa popolare. Nello specifico saranno raccolte firme per una PROPOSTA DI ELEZIONE DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE PER LA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE, infatti, i socialisti pensano oggi, come hanno sempre sostenuto in passato, che la via maestra sia dare la parola al popolo. La proposta di iniziativa popolare per l’istituzione di una Assemblea Costituente è nel solco della tradizione democratica e popolare dei socialisti, riconosce come essenziale per il Paese una Grande Riforma, tende ad evitare che tentazioni contraddittorie di separatismo politico e territoriale distruggano l’immenso contributo di sacrifici e di sofferenza che il popolo italiano ha dato per la costruzione di una libera Repubblica. La seconda proposta di legge riguarda la DISCIPLINA DEL PATTO CIVILE DI SOLIDARIETÀ che intende garantire ai cittadini italiani la possibilità di stipulare un patto civile di solidarietà al fine di organizzare la propria vita affettiva di coppia, al di fuori della regolamentazione civilistica prevista per il matrimonio, così come già avviene in molti paesi europei. La terza proposta di legge riguarda il CONTENIMENTO DEL LAVORO PRECARIO E PER IL SOSTEGNO DELL’OCCUPAZIONE STABILE e si propone l'obiettivo di ridurre lo sfruttamento del lavoro precario e di incrementare la diffusione del lavoro a tempo indeterminato. La precarietà del lavoro è da tempo oggetto di dibattito politico e sociale e di lotte sindacali, in quanto la sua espansione anche in Italia negli ultimi quindici anni, se per un verso può aver contribuito ad incrementare l'occupazione, ha determinato per l'altro ampie situazioni di disagio sociale, di sfruttamento e di incertezza sulle prospettive di vita e di lavoro, soprattutto fra i giovani e le donne. Infine, i socialisti propongono una legge PER LA TUTELA DEGLI UTENTI DEI PUBBLICI SERVIZI E PER LA RIDUZIONE DELLE TARIFFE DELL’ENERGIA ELETTRICA E DELLA TELEFONIA. Uno dei provvedimenti più efficaci per tutelare il potere di acquisto delle famiglie quello appunto di contenere i costi delle tariffe, evitando soprattutto che siano gravate da costi impropri del tutto indipendenti dal costo di erogazione dei servizi. A questo proposito la proposta di legge si propone di eliminare alcuni costi inclusi in modo ingiustificato nelle bollette inviate alle famiglie dai gestori e dalle aziende esercenti pubblici servizi e di tutelare i consumatori rispetto ad alcune modalità di pagamento che favoriscono sempre le aziende e mai i cittadini.


Pietro Rossi

03 gennaio 2009

Programma per la numerazione civica e l’aggiornamento della toponomastica nella Città di Piedimonte Matese.


Piedmonte Matese. Il programma per l’aggiornamento della numerazione civica e della toponomastica della Città di Piedimonte Matese ha registrato un ulteriore passo in avanti. La Giunta cittadina, su impulso dell’Assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Pubblica e Privata, con delega alla toponomastica, Dott. Attilio Costarella (nella foto), ha approvato, il 30 Dicembre 2008, una proposta di delibera per utilizzare i 60.000 Euro previsti in bilancio, licenziando un bando di gara per la fornitura e posa in opera a regola d’arte dei numeri civici e degli indicatori di toponomastica su tutto il territorio comunale. L’Atto che si è posto in essere da parte dell’Amministrazione Comunale del maggior centro matesino formalmente conclude un lungo iter amministrativo che ha più volte trascinato l’Ente in sterili contenziosi anche con gli stessi cittadini che, a causa dei danni patiti, scaricavano la propria tensione sugli amministratori che si sono succeduti alla guida del Comune. Proprio per questo, il Sindaco, Avv. Vincenzo Cappello, non cela la sua soddisfazione e si augura che al più presto, esauriti gli adempimenti burocratici, si possa procedere all’aggiornamento della toponomastica e della numerazione civica su tutto il territorio della Città ove già, con l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, si coglie quell’aspetto di maggiore vivibilità che l’ha contraddistinta nella sua storia millenaria. Con determina dirigenziale, il Responsabile del Settore Ambiente e Territorio, Ing. Pietro Terreri, ha precedentemente approvato il lavoro, depositato alla fine del mese di Agosto dello scorso anno, e frutto d’una ampia ricognizione su tutto il territorio comunale, il centro come la periferia, che ha portato al censimento, uscio per uscio, di tutti i civici esistenti allo stato attuale. Attraverso di esso, sono stati rilevati i vecchi numeri e assegnati i nuovi, procedendo in direzione centrifuga (a partire dalla sede comunale); nel contempo, sono stati censiti i passi carrabili e le strade non denominate, al fine di assegnare ad ognuna di esse, con validi ed oculati criteri, una denominazione coerente con la storia e lo sviluppo del paese, cercando il più possibile di non creare disagi ai cittadini. Ora è il momento di dare finalmente il via al bando di gara per la fornitura e posa in opera a regola d’arte dei numeri civici e degli indicatori di toponomastica su tutto il territorio comunale. Si spera, così, esauriti gli adempimenti burocratici, di scrivere la parola fine su un controverso capitolo mai affrontato in maniera così organica e che rappresenta un arredo urbano essenziale per un ordinato vivere civile.

Pietro Rossi

.I SALDI L’ULTIMA SPIAGGIA PER IL COMMMERCIO PIEDIMONTESE.







Piedimonte Matese. Dopo l’ulteriore calo delle vendite nel periodo natalizio, dal 20% al 30% rispetto allo scorso anno secondo le prime stime delle associazioni di categoria, i commercianti di Piedimonte Matese si apprestano a varare l’operazione SALDI invernali che come tutti ben sanno in Campania sono partiti ieri 2 gennaio. I Saldi di quest’anno rappresentano per molti operatori del settore tessile e moda, veramente l’ultima spiaggia in quanto le giacenze di magazzino per capi invernali per mancata vendita sono ingenti e gli incassi dei giorni passati, nonostante le festività natalizie e le strenne, sono stati molto magri. Molti sono gli operatori del settore che speranzosi ripongono nelle vendite di fine stagione la possibilità di battere cassa e diminuire la scorta di giacenze. Gli sconti praticati questa stagione oscilleranno tra il 20% e il 50% nella maggior parte dei casi, e solo in pochissimi casi potranno raggiungere anche percentuali maggiori, però attenzione poiché, come ricordano le associazioni dei consumatori, non sempre la merce più a “buon prezzo” è quella più conveniente qualitativamente. Le Associazioni dei Consumatori raccomandano per un Saldo “sicuro”, innanzitutto di controllare che sui cartellini ci sia il doppio prezzo e la percentuale di sconto e cercare se possibile di acquistare capi individuati prima dei saldi per accorgersi di eventuali prezzi “gonfiati”. In quanto ai pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte dei negozianti qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. Considerando che l’andamento negativo delle vendite della stagione autunno-inverno ha determinato elevate giacenze di magazzino disponibili, l’offerta dei Saldi 2009 sarà molto più ampia e consentirà sicuramente una scelta da parte degli acquirenti più favorevole sia come assortimento di taglie e colori che come fascia di prezzi.

Pietro Rossi

SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI.



SETTORE POLITICHE GIOVANILI E DEL FORUM REGIONALE DELLA GIOVENTU’
Oggetto: Linee Operative per i Giovani – Anno 2008 – Avviso.

AZIONE“C” “PROGETTIAMO - SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA
DI POLITICHE GIOVANILI”.

AZIONE C PROGETTIAMO - SOSTEGNO AI PROGETTI INNOVATIVI IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI - PATROCINIO - AVVISO.



Potranno essere rilasciati patrocinii con o senza contributo nei casi di eventi o iniziative coerenti con le finalità del settore e dell’Assessorato. Il patrocinio\mecenatismo è trattato dalla dottrina giuridicamente quale sponsorizzazione impropria o impura e dunque come ipotesi di contratto con prestazioni a carico del solo proponente ( art. 1333 del c.c.) o di contratto gratuito atipico in quanto il patrocinato si limita a tollerare la divulgazione del nome dell’Ente che sovvenziona.
Azioni soggette a contributo
I contributi di patrocinio su progetto possono essere erogati per idee programmatiche o progettuali o eventi coerenti con le politiche di settore definite nella Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa il 21 maggio 2003.
Le azioni soggette a contributo dovranno essere una o più delle seguenti politiche di settore definite nella
detta Carta europea e dunque :
􀀀 Politica dello sport, del tempo libero e della vita associativa;
􀀀 Politica di formazione e di educazione che favorisca la partecipazione dei giovani;
􀀀 Politica di accesso alla cultura e alla creatività;
􀀀 Politica di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale;
􀀀 Politica di lotta alla violenza e alla delinquenza;
􀀀 Politica di lotta alla discriminazione;
􀀀 Politica di accesso ai diritti.
Sarà dedicata una particolare attenzione alla programmazione e progettazione di azioni che dimostrino la piena attitudine ad azioni di impatto di coinvolgimento, di partecipazione e di cittadinanza attiva. I programmi\progetti dovranno essere presentati in un formato e in una logica programmatica tale da permettere al settore un monitoraggio in itinere ed ex post e dovranno prevedere un evento finale con presentazione dei risultati attesi.
Attori richiedenti
Possono presentare progetti anche in rete :
􀀀 Istituzioni scolastiche statali;
􀀀 Organismi che conducono attività oratoriali o similari;
􀀀 Associazioni aventi finalità statutarie rivolte ai Giovani e iscritte ai sensi dell’art.5 della LR
14/89 all’Albo regionale delle Associazioni giovanili ( vedasi D.G.R. n. 8829 del 28/11/1997).
Ammissibilità
I richiedenti possono inoltrare al massimo un progetto.
Criteri di assegnazione del contributo
I criteri sono quelli definiti nell’allegato D.
Contributo Regionale
In caso di finanziamento di contributo inferiore all’importo richiesto l’ente dovrà rimodulare il piano finanziario dimostrandone la fattibilità. Al fine di garantire una larga platea di beneficiari il contributo erogato non sarà superiore a € 10.000,00.
Procedura
La procedura sarà a sportello e la presentazione delle domande potrà avvenire entro le finestre sotto indicate e la valutazione e selezione avverrà per tutte le domande che perverranno entro il giorno 20 di ciascun mese.
L’inizio della procedura verrà pubblicizzato sul sito www.giovani.campania.
Una volta dichiarati ammissibili e finanziabili i progetti\programmi il settore potrà concertare con i beneficiari ulteriori miglioramenti o adeguamenti per renderli ancora più coerenti con gli obiettivi e le strategie regionali.
Per poter accedere al contributo, i soggetti indicati debbono far pervenire alla Regione Campania – Settore Politiche Giovanili – Centro Direzionale, Isola A/6, piano 2°, 80143 Napoli – a pena di
esclusione, entro e non oltre le ore 12.00 di una delle seguenti scadenze : 20 gennaio 2009, 20
febbraio 2009, 20 marzo 2009, una specifica domanda ( vedasi Format allegati B e C) con la quale candidare proposte progettuali per accedere ai contributi regionali. Non farà fede il timbro postale di spedizione, ma esclusivamente la data di arrivo.
Le domande verranno valutate in ordine di arrivo al protocollo e verranno finanziate esclusivamente quelle ritenute idonee fino ad esaurimento del fondo.
Non sarà possibile presentare domande per più di una scadenza pena la inammissibilità delle stesse. La domanda, a pena di esclusione, è formulata secondo quanto previsto nei rispettivi allegati e firmata dai Legali rappresentanti degli enti richiedenti. Alla istanza dovranno essere inderogabilmente accompagnati, pena la non valutabilità della stessa, i relativi ulteriori allegati completi in ogni loro parte. La mancata presentazione di ciascuno degli allegati richiesti non consentirà la valutazione della proposta progettuale. Tutta la documentazione con i relativi allegati dovrà pervenire, a pena di esclusione, alla Regione anche in formato elettronico. Il settore potrà aprire altre finestre in caso di economie sullo stanziamento da comunicarsi sul sito
www.giovani.campania;
Motivi di inammissibilità
Non saranno ammessi alla valutazione della Commissione per l’eventuale concessione di finanziamento o
contributo i progetti :
• progetti trasmessi oltre il termine di scadenza;
• progetti non conformi alla modulistica;
• progetti privi delle firme richieste;
• progetti privi delle richieste fatte a pena di esclusione;
• progetti non corrispondenti agli obiettivi contenuti nelle “Linee Operative”;
• progetti presentati da soggetti che non hanno ancora presentato rendicontazioni già richieste dal settore regionale;
• progetti non coerenti con quanto previsto dai relativi decreti dirigenziali.
Oneri ammissibili e non al contributo.
Non verrà in nessun caso finanziata, ancorché documentata, ogni tipo di spesa non strettamente
finalizzato alla realizzazione del progetto.
Per essere considerati ammissibili, i costi devono essere:
a) necessari per l’attuazione del progetto;
b) previsti nel piano finanziario presentato;
c) generati durante la durata del progetto;
d) effettivamente sostenuti e registrati nella contabilità dei soggetti attuatori;
e) identificabili, controllabili e attestati da documenti giustificativi originali.
Le spese ammissibili dovranno essere ricondotte tra le seguenti macrotipologie :
a. spese di promozione e pubblicità ( costi che derivano direttamente dalle esigenze di realizzazione del progetto quali, a titolo esemplificativo, diffusione di informazioni, realizzazione di materiale informativo, come brochure, pubblicazioni);
b. spese di organizzazione ( in questa voce verranno indicati i costi per spese di progettazione
intervento, di analisi dei fabbisogni e di individuazione profilo di utenza, di coordinamento e direzione, di monitoraggio e valutazione);
COSTI INDIRETTI : rispetto a questa voce sarà possibile rendicontare in modo forfettario un ammontare massimo del 7% della compartecipazione finanziaria regionale a titolo di costi indiretti1.
1 Per costi indiretti si intende i costi generali attinenti e riferiti al progetto e quindi ammissibili ma non direttamente imputabili allo stesso.
In particolare, per costi indiretti si intende:
- Costi generali per l’amministrazione e la gestione del progetto;
- Costi per gli spazi fisici (laboratori, uffici), inclusi i costi di affitto, di deprezzamento dei locali e dell’equipaggiamento, delle utilities
(acqua, riscaldamento, consumi elettrici), delle assicurazioni e delle manutenzioni;
- Costi per telecomunicazioni, spese di collegamento in rete, spese postali e per le forniture d’ufficio.
c. spese di funzionamento ( rientrano le spese per l’acquisto dei servizi e delle forniture necessari all’espletamento delle attività progettuali, beni di consumo, noleggio spazi, attrezzature, impianti, compresi i costi per i servizi connessi, comprendendo l’evento finale e dunque la relazione finale sull’attività svolta, le manifestazioni conclusive, la elaborazione di reports e studi relativi al progetto realizzato).
N.B. Il limite massimo della seguente voce, pena la inammissibilità del progetto, non potrà
essere superiore complessivamente, rispetto al contributo regionale al progetto, a :
B - Spese organizzazione 10 %
Valutazione per l’ammissibilità a contributo dei progetti.
I soggetti partecipanti che risulteranno ammissibili al contributo, dovranno, entro il termine definito nella relativa comunicazione dalla data di ricevimento della stessa, inviare la documentazione eventualmente richiesta dal Settore. Il settore, una volta dichiarati ammissibili i progetti, potrà avviare un azione di concertazione con i beneficiari al fine di una migliore realizzazione degli stessi.
N.B.: Il mancato invio della documentazione richiesta, entro i termini stabiliti, comporterà la
decadenza del diritto alla concessione del contributo.
Verifiche e monitoraggio
Sarà dedicata una particolare attenzione alla programmazione e progettazione di azioni che dimostrino la piena attitudine ad azioni di impatto di coinvolgimento, di partecipazione e di cittadinanza attiva. I programmi\progetti dovranno essere presentati in un formato e in una logica programmatica tale da permettere al settore un monitoraggio in itinere ed ex post.
Tutti progetti dovranno inoltre prevedere un evento finale di presentazione dei risultati. I progetti finanziati, potranno essere sottoposti a verifiche intermedie e monitoraggi per una valutazione finale circa il raggiungimento degli obiettivi prefissati e il gradimento dell’utenza, ciò ai fini della funzione di “warning”, durante l’avanzamento intermedio ( milestones”).
In caso di accertamento di motivi che inducono a ritenere non realizzabile la continuazione dell’attività progettuale, o nel caso si riscontri un uso non corretto dei fondi erogati, potrà essere disposto, in qualsiasi momento, l’interruzione del finanziamento e chiesta la restituzione della somma già versata con atto di decadenza\revoca sanzionatoria.
Modalità per l’erogazione del contributo
Una volta ricevuta la comunicazione di finanziamento il soggetto beneficiario potrà richiedere al settore la liquidazione della anticipazione della somma e in tal caso, per i soggetti privati, ciò sarà possibile dietro presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa. Detta fideiussione
dovrà contenere :
􀀀 una validità per la durata del progetto e fino a presentazione di rendiconto finale che
consentirà lo svincolo da parte del settore,
􀀀 la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale,
􀀀 operatività entro 15 gg. a semplice richiesta scritta della Regione.
In caso di mancata richiesta di anticipazione il settore liquiderà la somma a presentazione di
rendicontazioni parziali del 50% o finale.
A tal fine il soggetto beneficiario entro il termine di 30 giorni dalla fine delle attività progettuali come indicate dal progetto è tenuto a trasmettere al Settore secondo il format allegato :
a. una adeguata relazione circa lo svolgimento dell’iniziativa realizzata, atta ad evidenziare la sostanziale corrispondenza dell’attuato rispetto al programmato, al fine di confrontare i risultati attesi e quelli effettivamente conseguiti, effettuando una valutazione delle difficoltà incontrate e del grado di soddisfazione raggiunto, rappresentando eventuali nuove esigenze e potenzialità emerse nel corso del progetto. La relazione può essere integrata con materiale grafico, fotografico ed audiovisivo. La non presentazione della relazione comporterà l’esclusione dai contributi nei 2 anni successivi.
b. un rendiconto che evidenzi le spese sostenute e le entrate, comprensive anche degli eventuali concorsi finanziari da parte di altri enti.
La documentazione di spesa in allegato dovrà essere consegnata in originale, o in alternativa in copia conforme. I documenti di spesa dovranno essere intestati ai soggetti che hanno chiesto la concessione del contributo.
Il rendiconto va sottoscritto dal legale rappresentante e dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti o Sindacale, se previsto per legge o per Statuto, o dal Responsabile del Procedimento per gli enti pubblici; in caso contrario il consuntivo è sottoscritto dal legale rappresentante dell’ente beneficiario, il quale dichiara di assumerne la diretta e piena responsabilità.
N.B.: Eventuali inadempienze comportano l’esclusione dai contributi negli anni successivi
secondo tipologie e casi definiti negli appositi provvedimenti dirigenziali di definizione delle
procedure e degli avvisi.
La Regione non assume responsabilità alcuna in merito all’organizzazione ed allo svolgimento di
manifestazioni, iniziative e progetti ai quali ha accordato contributi finanziari.
Nessun rapporto od obbligazione dei terzi potrà essere fatto valere nei confronti della Regione la quale verificandosi situazioni irregolari o che comunque necessitino di chiarimenti, può sospendere l’erogazione del contributo e, a seguito degli accertamenti, decretarne la revoca sanzionatoria. La concessione del contributo è vincolata all’impegno del soggetto beneficiario ad utilizzarlo esclusivamente per le finalità per le quali è stato accordato.
Gli enti pubblici, le associazioni e tutti i soggetti che ricevono contributi da parte della Regione per la realizzazione di progetti, sono tenuti a far risultare, pena la revoca del contributo, dagli atti e mezzi con i quali effettuano pubblico annuncio e promozione delle iniziative suddette che le stesse vengono realizzate con il concorso della Regione. È fatta salva la possibilità per l’amministrazione regionale di richiedere, attraverso le proprie strutture, ulteriori elementi di documentazione delle spese attinenti al programma finanziato. In caso di irregolarità e di ritardi nelle rendicontazioni la Regione potrà con atto di autotutela sanzionatoria dichiarare la
revoca\decadenza dei contributi e la restituzione. Non è presa in considerazione una spesa maggiore di quella preventivata e sulla cui base era stato concesso il contributo.
N.B. CONTRIBUTI - : Contributi ad imprese: ritenute IRPEF 4% (art. 28, c. secondo, DPR 600/73; Ris.
150/95).
“L’art. 21, paragrafo 3, Regolamento CEE n. 4253/88 del 19.12.1988, come modificato dal Regolamento CEE n. 2082/93 del 20.7.1993, e l’art. 32, paragrafo 1, Regolamento CE n. 1260/99 del 21.6.1999, prevedono che i pagamenti ai beneficiari degli aiuti finanziari (ndr: di provenienza comunitaria) devono essere effettuati senza alcuna detrazione o trattenuta che possa ridurre l’importo al quale hanno diritto”, per la prevalenza della normativa comunitaria su quella nazionale (Min. Ec. e Fin. , nota n. 27647 del 20.3.2002; Ris. 108, del 4.8.2004). La ritenuta deve essere operata anche nei confronti di quei soggetti che, pur non rivestendo la qualifica di imprenditori commerciali, abbiano conseguito redditi di natura commerciale, anche occasionalmente svolta, o posseggano, più in generale, redditi rientranti tra i redditi
d’impresa (Ris. 11/606 del 25.8.1989; Ris. 11/027 dell’11.1.1988; Ris. 11/1036 del 22.10.1983, Ris. 8/531 dell’8.5.1980; Ris. 8/1420 del 24.7.1979; Ris. 8/997 del 8.5.1979; Ris. 8/541 del 25.7.1978 e Ris. 8/1003 del 20.9.1977).
I contributi concessi ad altri enti pubblici per le attività dagli stessi espletate per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che dette attività non assumano il carattere della commercialità, non scontano la predetta ritenuta. In generale, ai fini della determinazione dell’assoggettabilità del contributo alla ritenuta “de quo” non rileva che l’ente beneficiario non abbia scopi di lucro, bensì il contenuto reale dell’attività oggettivamente svolta (Ris. 11/606 del 25.8.1989). I contributi concessi ad associazioni, società, gruppi sportivi, culturali, ecc. non scontano la predetta ritenuta se erogati per consentire alle associazioni “de qua” di promuovere attività per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che tali attività non assumano il carattere della commercialità e sempre che dalle stesse delibere di concessione dei contributi, esplicitamente e formalmente, risulti che gli stessi sono concessi ad associazioni classificabili
tra i soggetti di cui alla lettera c) del comma 1 dell’art. 73 del TUIR, per il compimento di fini istituzionali e non per lo specifico svolgimento di attività che, seppure collaterali a quelle d’istituto, assumono la natura commerciale (Ris. 11/803 del 18.8.1990; Ris. 11/027 dell’11.1.1988 e Ris. 1/1268 del 3.8.1979 con cui viene definita l’impresa).
I contributi assegnati a, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, in quanto Enti non soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche ai sensi dell’art. 74 del TUIR, non scontano la predetta ritenuta. (Ris. 11/733 del 11.11.1991; Ris. 8/645 dell’8.1.1993). I contributi concessi ad altri enti pubblici non commerciali concessi e destinati all’eventuale attività commerciale, anche se occasionalmente svolta, scontano la predetta ritenuta; invece se i contributi vengono concessi agli stessi per attività di natura non commerciale, o per il perseguimento dei fini istituzionali, sempre che tali attività non rivestano il carattere
della commercialità, intesa nel più ampio senso di cui sopra, non si dà luogo all’applicazione della
predetta ritenuta (Ris. 11/606 del 25.8.1989).


(Fonte: Ufficio progetti Comunitari)BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 55 DEL 29 DICEMBRE 20084 / 17

OGGI TRIBUTO A RENATO CAROSONE A S.SALVATORE TELESINO.


COMUNICATO STAMPA


Passioni d’autore
Le tracce discrete della musica e della parola
III edizione 28 dicembre-11 gennaio
Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BN
3 GENNAIO/09 ore 19.30 CAROSONG/TRIBUTO A Renato Carosone



Dopo il notevole successo della Polifonica Alphonsiana, quartetto vocale, che ha incantato tutti i presenti alla riapertura ufficiale dell’Abbazia del Santo Salvatore il 28 dicembre; il programma di Passioni d’autore prevede per domani, 3 gennaio 2009, un concerto dedicato al grande Renato Carosone che merita sicuramente uno spazio importante nella nostra rassegna! Talentuoso musicista, versatile performer, Renato Carosone seppe mescolare lo swing, il jazz con la cultura partenopea e infondere un’ironia tale alle sue numerose composizioni, da renderle canzoni originali ed indimenticabili. Del suo vasto repertorio i Carosong riproporranno una bella versione di molti pezzi famosi come Tu vuo’ fa l’americano, Pigliate na’ pastiglia, Torero che rimase in classifica per 14 settimane, al primo posto, nella Hit Parade Nord Americana; fu tradotta in 12 lingue e di sole incisioni americane ne esistono 32.
Vi aspettiamo numerosi, l’ingresso è libero e ci sarà anche un bicchiere di Piedirosso per i partecipanti!
comunicazione/ tabula rasa eventi http://wm5.email.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.tabularasaeventi.net http://wm5.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b104526883495E3C02C77E8-495E3C02C7FB7-1230912514%7d&to=info@tabularasaeventi.net
ufficio stampa/Domenico Tescione http://wm5.email.it/webmail/wm_5/newmsg.php?us=cmVkYXppb25lLmNvcnJpZXJlbWF0ZXNlQGVtYWlsLml0&sid=%7b104526883495E3C02C77E8-495E3C02C7FB7-1230912514%7d&to=d_tescione@libero.it
responsabile comunicazione/Raffaella Vitelli

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6 gennaio 09 ore 19.30Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BNLe Guarattelle di Salvatore Gatto/teatrino popolareBefana solidale/N:EA
11 gennaio 09 ore 19.30Abbazia del Santo Salvatore/San Salvatore Telesino/BNQuello che non ho10 anni senza Faber con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De André

02 gennaio 2009

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2009.



MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2009
COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE
1. Anche all'inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed
invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace.
Già il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della
Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere
popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che
favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche
situazioni di povertà. « S'afferma... e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni
Paolo II – un'altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in
condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s'è fatta più evidente, anche nelle
nazioni economicamente più sviluppate. Si tratta di un problema che s'impone alla coscienza
dell'umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la
nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l'autentico ed armonico progresso della
comunità mondiale »1.
2. In questo contesto, combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso
fenomeno della globalizzazione. Tale considerazione è importante già dal punto di vista
metodologico, perché suggerisce di utilizzare il frutto delle ricerche condotte dagli economisti e
sociologi su tanti aspetti della povertà. Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire
anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole
prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire
un'unica famiglia in cui tutti – individui, popoli e nazioni – regolino i loro comportamenti
improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità.
In tale prospettiva occorre avere, della povertà, una visione ampia ed articolata. Se la povertà fosse
solo materiale, le scienze sociali che ci aiutano a misurare i fenomeni sulla base di dati di tipo
soprattutto quantitativo, sarebbero sufficienti ad illuminarne le principali caratteristiche. Sappiamo,
però, che esistono povertà immateriali, che non sono diretta e automatica conseguenza di carenze
materiali. Ad esempio, nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione,
povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono
diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Penso, da una parte, a quello che viene
chiamato il « sottosviluppo morale »2 e, dall'altra, alle conseguenze negative del « supersviluppo »3.
Non dimentico poi che, nelle società cosiddette « povere », la crescita economica è spesso frenata
da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse. Resta comunque
vero che ogni forma di povertà imposta ha alla propria radice il mancato rispetto della trascendente
dignità della persona umana. Quando l'uomo non viene considerato nell'integralità della sua
vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera « ecologia umana »4, si scatenano anche le
dinamiche perverse della povertà, com'è evidente in alcuni ambiti sui quali soffermerò brevemente
la mia attenzione.
1 Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1993, 1.
2 Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 19.
3 Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 28
4 Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 38.
Povertà e implicazioni morali
3. La povertà viene spesso correlata, come a propria causa, allo sviluppo demografico. In
conseguenza di ciò, sono in atto campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello
internazionale, anche con metodi non rispettosi né della dignità della donna né del diritto dei
coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli5 e spesso, cosa anche più grave, non
rispettosi neppure del diritto alla vita. Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della
lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani. A fronte di
ciò resta il fatto che, nel 1981, circa il 40% della popolazione mondiale era al di sotto della linea di
povertà assoluta, mentre oggi tale percentuale è sostanzialmente dimezzata, e sono uscite dalla
povertà popolazioni caratterizzate, peraltro, da un notevole incremento demografico. Il dato ora
rilevato pone in evidenza che le risorse per risolvere il problema della povertà ci sarebbero, anche in
presenza di una crescita della popolazione. Né va dimenticato che, dalla fine della seconda guerra
mondiale ad oggi, la popolazione sulla terra è cresciuta di quattro miliardi e, in larga misura, tale
fenomeno riguarda Paesi che di recente si sono affacciati sulla scena internazionale come nuove
potenze economiche e hanno conosciuto un rapido sviluppo proprio grazie all'elevato numero dei
loro abitanti. Inoltre, tra le Nazioni maggiormente sviluppate quelle con gli indici di natalità
maggiori godono di migliori potenzialità di sviluppo. In altri termini, la popolazione sta
confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà.
4. Un altro ambito di preoccupazione sono le malattie pandemiche quali, ad esempio, la malaria, la
tubercolosi e l'AIDS, che, nella misura in cui colpiscono i settori produttivi della popolazione,
influiscono grandemente sul peggioramento delle condizioni generali del Paese. I tentativi di
frenare le conseguenze di queste malattie sulla popolazione non sempre raggiungono risultati
significativi. Capita, inoltre, che i Paesi vittime di alcune di tali pandemie, per farvi fronte, debbano
subire i ricatti di chi condiziona gli aiuti economici all'attuazione di politiche contrarie alla vita. È
soprattutto difficile combattere l'AIDS, drammatica causa di povertà, se non si affrontano le
problematiche morali con cui la diffusione del virus è collegata. Occorre innanzitutto farsi carico di
campagne che educhino specialmente i giovani a una sessualità pienamente rispondente alla dignità
della persona; iniziative poste in atto in tal senso hanno gia dato frutti significativi, facendo
diminuire la diffusione dell'AIDS. Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le
medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle
innovazioni terapeutiche nonché, quando sia necessario, un'applicazione flessibile delle regole
internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di
base.
5. Un terzo ambito, oggetto di attenzione nei programmi di lotta alla povertà e che ne mostra
l'intrinseca dimensione morale, è la povertà dei bambini. Quando la povertà colpisce una famiglia, i
bambini ne risultano le vittime più vulnerabili: quasi la metà di coloro che vivono in povertà
assoluta oggi è rappresentata da bambini. Considerare la povertà ponendosi dalla parte dei bambini
induce a ritenere prioritari quegli obiettivi che li interessano più direttamente come, ad esempio, la
cura delle madri, l'impegno educativo, l'accesso ai vaccini, alle cure mediche e all'acqua potabile, la
salvaguardia dell'ambiente e, soprattutto, l'impegno a difesa della famiglia e della stabilità delle
relazioni al suo interno. Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui
bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora
principalmente i figli.
6. Un quarto ambito che, dal punto di vista morale, merita particolare attenzione è la relazione
esistente tra disarmo e sviluppo. Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare.
5 Cfr Paolo VI, Lett. enc. Populorum progressio, 37; Giovanni Paolo II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 25.
Come ho già avuto modo di sottolineare, capita che « le ingenti risorse materiali e umane impiegate
per le spese militari e per gli armamenti vengono di fatto distolte dai progetti di sviluppo dei popoli,
specialmente di quelli più poveri e bisognosi di aiuto. E questo va contro quanto afferma la stessa
Carta delle Nazioni Unite, che impegna la comunità internazionale, e gli Stati in particolare, a
“promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col
minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti” (art. 26) »6.
Questo stato di cose non facilita, anzi ostacola seriamente il raggiungimento dei grandi obiettivi di
sviluppo della comunità internazionale. Inoltre, un eccessivo accrescimento della spesa militare
rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di
disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti.
Come ha sapientemente affermato il mio venerato Predecessore Paolo VI, « lo sviluppo è il nuovo
nome della pace »7. Gli Stati sono pertanto chiamati ad una seria riflessione sulle più profonde
ragioni dei conflitti, spesso accesi dall'ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica.
Se si giungerà ad un miglioramento dei rapporti, ciò dovrebbe consentire una riduzione delle spese
per gli armamenti. Le risorse risparmiate potranno essere destinate a progetti di sviluppo delle
persone e dei popoli più poveri e bisognosi: l'impegno profuso in tal senso è un impegno per la pace
all'interno della famiglia umana.
7. Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l'attuale crisi alimentare, che
mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da
insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da
carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le
emergenze. La malnutrizione può anche provocare gravi danni psicofisici alle popolazioni, privando
molte persone delle energie necessarie per uscire, senza speciali aiuti, dalla loro situazione di
povertà. E questo contribuisce ad allargare la forbice delle disuguaglianze, provocando reazioni che
rischiano di diventare violente. I dati sull'andamento della povertà relativa negli ultimi decenni
indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. Cause principali di tale fenomeno sono
senza dubbio, da una parte, il cambiamento tecnologico, i cui benefici si concentrano nella fascia
più alta della distribuzione del reddito e, dall'altra, la dinamica dei prezzi dei prodotti industriali,
che crescono molto più velocemente dei prezzi dei prodotti agricoli e delle materie prime in
possesso dei Paesi più poveri. Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più
poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più
alti.
Lotta alla povertà e solidarietà globale
8. Una delle strade maestre per costruire la pace è una globalizzazione finalizzata agli interessi della
grande famiglia umana8. Per governare la globalizzazione occorre però una forte solidarietà
globale9 tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all'interno dei singoli Paesi, anche se ricchi. È
necessario un « codice etico comune »10, le cui norme non abbiano solo un carattere convenzionale,
ma siano radicate nella legge naturale inscritta dal Creatore nella coscienza di ogni essere umano
(cfr Rm 2,14-15). Non avverte forse ciascuno di noi nell'intimo della coscienza l'appello a recare il
6 Benedetto XVI, Lettera al Cardinale Renato Raffaele Martino in occasione del Seminario internazionale organizzato
dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul tema « Disarmo, sviluppo e pace. Prospettive per un disarmo
integrale », 10 aprile 2008: L'Osservatore Romano, 13.4.2008, p. 8.
7 Lett. enc. Populorum progressio, 87.
8 Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 58.
9 Cfr Giovanni Paolo II, Discorso all'Udienza alle Acli, 27 aprile 2002, 4: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XXV, 1
[2002], 637.
10 Giovanni Paolo II, Discorso all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, 27 aprile 2001,
4: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XXIV, 1 [2001], 802.
proprio contributo al bene comune e alla pace sociale? La globalizzazione elimina certe barriere, ma
ciò non significa che non ne possa costruire di nuove; avvicina i popoli, ma la vicinanza spaziale e
temporale non crea di per sé le condizioni per una vera comunione e un'autentica pace. La
marginalizzazione dei poveri del pianeta può trovare validi strumenti di riscatto nella
globalizzazione solo se ogni uomo si sentirà personalmente ferito dalle ingiustizie esistenti nel
mondo e dalle violazioni dei diritti umani ad esse connesse. La Chiesa, che è « segno e strumento
dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano »,11 continuerà ad offrire il suo
contributo affinché siano superate le ingiustizie e le incomprensioni e si giunga a costruire un
mondo più pacifico e solidale.
9. Nel campo del commercio internazionale e delle transazioni finanziarie, sono oggi in atto
processi che permettono di integrare positivamente le economie, contribuendo al miglioramento
delle condizioni generali; ma ci sono anche processi di senso opposto, che dividono e
marginalizzano i popoli, creando pericolose premesse per guerre e conflitti. Nei decenni successivi
alla seconda guerra mondiale, il commercio internazionale di beni e di servizi è cresciuto in modo
straordinariamente rapido, con un dinamismo senza precedenti nella storia. Gran parte del
commercio mondiale ha interessato i Paesi di antica industrializzazione, con la significativa
aggiunta di molti Paesi emergenti, diventati rilevanti. Ci sono però altri Paesi a basso reddito, che
risultano ancora gravemente marginalizzati rispetto ai flussi commerciali. La loro crescita ha
risentito negativamente del rapido declino, registrato negli ultimi decenni, dei prezzi dei prodotti
primari, che costituiscono la quasi totalità delle loro esportazioni. In questi Paesi, per la gran parte
africani, la dipendenza dalle esportazioni di prodotti primari continua a costituire un potente fattore
di rischio. Vorrei qui rinnovare un appello perché tutti i Paesi abbiano le stesse possibilità di
accesso al mercato mondiale, evitando esclusioni e marginalizzazioni.
10. Una riflessione simile può essere fatta per la finanza, che concerne uno degli aspetti primari del
fenomeno della globalizzazione, grazie allo sviluppo dell'elettronica e alle politiche di
liberalizzazione dei flussi di denaro tra i diversi Paesi. La funzione oggettivamente più importante
della finanza, quella cioè di sostenere nel lungo termine la possibilità di investimenti e quindi di
sviluppo, si dimostra oggi quanto mai fragile: essa subisce i contraccolpi negativi di un sistema di
scambi finanziari – a livello nazionale e globale - basati su una logica di brevissimo termine, che
persegue l'incremento del valore delle attività finanziarie e si concentra nella gestione tecnica delle
diverse forme di rischio. Anche la recente crisi dimostra come l'attività finanziaria sia a volte
guidata da logiche puramente autoreferenziali e prive della considerazione, a lungo termine, del
bene comune. L'appiattimento degli obiettivi degli operatori finanziari globali sul brevissimo
termine riduce la capacità della finanza di svolgere la sua funzione di ponte tra il presente e il
futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità di produzione e di lavoro nel lungo periodo.
Una finanza appiattita sul breve e brevissimo termine diviene pericolosa per tutti, anche per chi
riesce a beneficiarne durante le fasi di euforia finanziaria12.
11. Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico
che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di
individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace
quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e
partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della
legalità. D'altra parte, non si può negare che le politiche marcatamente assistenzialiste siano
all'origine di molti fallimenti nell'aiuto ai Paesi poveri. Investire nella formazione delle persone e
sviluppare in modo integrato una specifica cultura dell'iniziativa sembra attualmente il vero
progetto a medio e lungo termine. Se le attività economiche hanno bisogno, per svilupparsi, di un
11 Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1.
12 Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, 368.
contesto favorevole, ciò non significa che l'attenzione debba essere distolta dai problemi del reddito.
Sebbene si sia opportunamente sottolineato che l'aumento del reddito pro capite non può costituire
in assoluto il fine dell'azione politico-economica, non si deve però dimenticare che esso rappresenta
uno strumento importante per raggiungere l'obiettivo della lotta alla fame e alla povertà assoluta. Da
questo punto di vista va sgomberato il campo dall'illusione che una politica di pura ridistribuzione
della ricchezza esistente possa risolvere il problema in maniera definitiva. In un'economia moderna,
infatti, il valore della ricchezza dipende in misura determinante dalla capacità di creare reddito
presente e futuro. La creazione di valore risulta perciò un vincolo ineludibile, di cui si deve tener
conto se si vuole lottare contro la povertà materiale in modo efficace e duraturo.
12. Mettere i poveri al primo posto comporta, infine, che si riservi uno spazio adeguato a una
corretta logica economica da parte degli attori del mercato internazionale, ad una corretta logica
politica da parte degli attori istituzionali e ad una corretta logica partecipativa capace di valorizzare
la società civile locale e internazionale. Gli stessi organismi internazionali riconoscono oggi la
preziosità e il vantaggio delle iniziative economiche della società civile o delle amministrazioni
locali per la promozione del riscatto e dell'inclusione nella società di quelle fasce della popolazione
che sono spesso al di sotto della soglia di povertà estrema e sono al tempo stesso difficilmente
raggiungibili dagli aiuti ufficiali. La storia dello sviluppo economico del XX secolo insegna che
buone politiche di sviluppo sono affidate alla responsabilità degli uomini e alla creazione di positive
sinergie tra mercati, società civile e Stati. In particolare, la società civile assume un ruolo cruciale in
ogni processo di sviluppo, poiché lo sviluppo è essenzialmente un fenomeno culturale e la cultura
nasce e si sviluppa nei luoghi del civile13.
13. Come ebbe ad affermare il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, la globalizzazione « si
presenta con una spiccata caratteristica di ambivalenza »14 e quindi va governata con oculata
saggezza. Rientra in questa forma di saggezza il tenere primariamente in conto le esigenze dei
poveri della terra, superando lo scandalo della sproporzione esistente tra i problemi della povertà e
le misure che gli uomini predispongono per affrontarli. La sproporzione è di ordine sia culturale e
politico che spirituale e morale. Ci si arresta infatti spesso alle cause superficiali e strumentali della
povertà, senza raggiungere quelle che albergano nel cuore umano, come l'avidità e la ristrettezza di
orizzonti. I problemi dello sviluppo, degli aiuti e della cooperazione internazionale vengono
affrontati talora senza un vero coinvolgimento delle persone, ma come questioni tecniche, che si
esauriscono nella predisposizione di strutture, nella messa a punto di accordi tariffari, nello
stanziamento di anonimi finanziamenti. La lotta alla povertà ha invece bisogno di uomini e donne
che vivano in profondità la fraternità e siano capaci di accompagnare persone, famiglie e comunità
in percorsi di autentico sviluppo umano.
Conclusione
14. Nell'Enciclica Centesimus annus, Giovanni Paolo II ammoniva circa la necessità di «
abbandonare la mentalità che considera i poveri – persone e popoli – come un fardello e come
fastidiosi importuni, che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto ». « I poveri – egli
scriveva - chiedono il diritto di partecipare al godimento dei beni materiali e di mettere a frutto la
loro capacità di lavoro, creando così un mondo più giusto e per tutti più prospero »15. Nell'attuale
mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità
di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto
a tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il
13 Cfr ibid., 356
14 Discorso nell'Udienza a Dirigenti di sindacati di lavoratori e di grandi società, 2 maggio 2000, 3: Insegnamenti di
Giovanni Paolo II, XXIII, 1 [2000], 726
15 N. 28.
degrado. La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea
divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di
profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti. In questo senso, la globalizzazione va
vista come un'occasione propizia per realizzare qualcosa di importante nella lotta alla povertà e per
mettere a disposizione della giustizia e della pace risorse finora impensabili.
15. Da sempre la dottrina sociale della Chiesa si è interessata dei poveri. Ai tempi dell'Enciclica
Rerum novarum essi erano costituiti soprattutto dagli operai della nuova società industriale; nel
magistero sociale di Pio XI, di Pio XII, di Giovanni XXIII, di Paolo VI e di Giovanni Paolo II sono
state messe in luce nuove povertà man mano che l'orizzonte della questione sociale si allargava,
fino ad assumere dimensioni mondiali16. Questo allargamento della questione sociale alla globalità
va considerato nel senso non solo di un'estensione quantitativa, ma anche di un approfondimento
qualitativo sull'uomo e sui bisogni della famiglia umana. Per questo la Chiesa, mentre segue con
attenzione gli attuali fenomeni della globalizzazione e la loro incidenza sulle povertà umane, indica
i nuovi aspetti della questione sociale, non solo in estensione, ma anche in profondità, in quanto
concernenti l'identità dell'uomo e il suo rapporto con Dio. Sono principi di dottrina sociale che
tendono a chiarire i nessi tra povertà e globalizzazione e ad orientare l'azione verso la costruzione
della pace. Tra questi principi è il caso di ricordare qui, in modo particolare, l'« amore preferenziale
per i poveri »17, alla luce del primato della carità, testimoniato da tutta la tradizione cristiana, a
cominciare da quella della Chiesa delle origini (cfr At 4,32-36; 1 Cor 16,1; 2 Cor 8-9; Gal 2,10).
« Ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi », scriveva nel 1891 Leone XIII, aggiungendo:
« Quanto alla Chiesa, essa non lascerà mancare mai e in nessun modo l'opera sua »18. Questa
consapevolezza accompagna anche oggi l'azione della Chiesa verso i poveri, nei quali vede Cristo19,
sentendo risuonare costantemente nel suo cuore il mandato del Principe della pace agli Apostoli: «
Vos date illis manducare – date loro voi stessi da mangiare » (Lc 9,13). Fedele a quest'invito del suo
Signore, la Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il
proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto
per cambiare « gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di
potere che oggi reggono le società »20. Ad ogni discepolo di Cristo, come anche ad ogni persona di
buona volontà, rivolgo pertanto all'inizio di un nuovo anno il caldo invito ad allargare il cuore verso
le necessità dei poveri e a fare quanto è concretamente possibile per venire in loro soccorso. Resta
infatti incontestabilmente vero l'assioma secondo cui « combattere la povertà è costruire la pace ».


BENEDICTUS PP. XVI