
SAN POTITO SANNITICO – Sarà una serata intensa di
emozioni, spiritualità e grande partecipazione popolare quella del prossimo 3
aprile alle ore 21, quando in via Porta Agricola andrà in scena la terza
edizione de “Il Grido di Cristo”, una rappresentazione sacra che negli anni è
diventata un appuntamento atteso e profondamente sentito. Diretto dal regista
Michele Schiano, lo spettacolo si propone di raccontare “la storia di tutte le
storie”, quella della passione e morte di Gesù Cristo, con uno sguardo che unisce
coinvolgimento emotivo e rigore rievocativo. Un progetto ambizioso che
quest’anno vede il coinvolgimento di oltre 70 figuranti in costume d’epoca,
impegnati nella ricostruzione di scene iconiche in uno scenario suggestivo e
immersivo. Tra loro anche la più giovane interprete, una bambina di appena
sette anni, simbolo della purezza e della forza evocativa del messaggio. “Il
Grido di Cristo” non è solo una rappresentazione teatrale, ma un vero e proprio
racconto corale: il grido degli innocenti, della sofferenza e della speranza.
Un evento capace di unire comunità diverse, come dimostra la forte
partecipazione non solo del popolo di San Potito, ma anche di numerosi
cittadini provenienti da Piedimonte Matese e Alife. Un segnale importante, che
testimonia la forza aggregativa dell’iniziativa. Tra le presenze annunciate
spiccano quelle dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli, noto per il suo
impegno civile e istituzionale, dell’attore Elvis Esposito, interprete
apprezzato per la sua versatilità, e dell’attrice Dora Romano, volto noto del
cinema e della televisione italiana, capace di dare profondità e autenticità ai
suoi ruoli. Accanto alla regia di Michele Schiano, un ruolo fondamentale è
affidato a Emanuele Vitelli, scelto quest’anno come aiuto regista, oltre che
attore già protagonista nelle precedenti edizioni. Un lavoro di squadra che
coinvolge decine di collaboratori, tra cui spicca il contributo di Maria
Natale, autrice di numerosi abiti di scena, e quello degli artigiani Fatone e
della famiglia Grande, determinanti per il supporto tecnico e scenografico. Importanti
anche i ringraziamenti istituzionali: al parroco Don Franco della Parrocchia di
Santa Caterina, a Gianrico della Pro Loco di San Potito e al sindaco Franco
Imperadore, per l’accoglienza, il sostegno e il patrocinio garantiti
all’iniziativa. Uno degli elementi più suggestivi dello spettacolo sarà la
scena della deposizione, ambientata ai piedi della chiesa di Santa Caterina,
dove il corpo di Cristo verrà simbolicamente posto nel sepolcro. Un momento che
troverà il suo naturale proseguimento il 9 aprile ad Alife, con lo spettacolo
“Il sepolcro è vuoto”, dedicato alla resurrezione e raccontato attraverso lo
sguardo della Maddalena. Un filo narrativo che unisce i due eventi in un unico
percorso spirituale e teatrale. “Il Grido di Cristo” si conferma così non solo
come una rappresentazione, ma come un’esperienza condivisa, capace di unire
fede, arte e territorio in un’unica, potente voce collettiva. Una serata da non
perdere.