01 aprile 2026

San Potito Sannitico si prepara a vivere “Il Grido di Cristo”: fede, teatro e comunità in scena il 3 aprile.

SAN POTITO SANNITICO – Sarà una serata intensa di emozioni, spiritualità e grande partecipazione popolare quella del prossimo 3 aprile alle ore 21, quando in via Porta Agricola andrà in scena la terza edizione de “Il Grido di Cristo”, una rappresentazione sacra che negli anni è diventata un appuntamento atteso e profondamente sentito. Diretto dal regista Michele Schiano, lo spettacolo si propone di raccontare “la storia di tutte le storie”, quella della passione e morte di Gesù Cristo, con uno sguardo che unisce coinvolgimento emotivo e rigore rievocativo. Un progetto ambizioso che quest’anno vede il coinvolgimento di oltre 70 figuranti in costume d’epoca, impegnati nella ricostruzione di scene iconiche in uno scenario suggestivo e immersivo. Tra loro anche la più giovane interprete, una bambina di appena sette anni, simbolo della purezza e della forza evocativa del messaggio. “Il Grido di Cristo” non è solo una rappresentazione teatrale, ma un vero e proprio racconto corale: il grido degli innocenti, della sofferenza e della speranza. Un evento capace di unire comunità diverse, come dimostra la forte partecipazione non solo del popolo di San Potito, ma anche di numerosi cittadini provenienti da Piedimonte Matese e Alife. Un segnale importante, che testimonia la forza aggregativa dell’iniziativa. Tra le presenze annunciate spiccano quelle dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli, noto per il suo impegno civile e istituzionale, dell’attore Elvis Esposito, interprete apprezzato per la sua versatilità, e dell’attrice Dora Romano, volto noto del cinema e della televisione italiana, capace di dare profondità e autenticità ai suoi ruoli. Accanto alla regia di Michele Schiano, un ruolo fondamentale è affidato a Emanuele Vitelli, scelto quest’anno come aiuto regista, oltre che attore già protagonista nelle precedenti edizioni. Un lavoro di squadra che coinvolge decine di collaboratori, tra cui spicca il contributo di Maria Natale, autrice di numerosi abiti di scena, e quello degli artigiani Fatone e della famiglia Grande, determinanti per il supporto tecnico e scenografico. Importanti anche i ringraziamenti istituzionali: al parroco Don Franco della Parrocchia di Santa Caterina, a Gianrico della Pro Loco di San Potito e al sindaco Franco Imperadore, per l’accoglienza, il sostegno e il patrocinio garantiti all’iniziativa. Uno degli elementi più suggestivi dello spettacolo sarà la scena della deposizione, ambientata ai piedi della chiesa di Santa Caterina, dove il corpo di Cristo verrà simbolicamente posto nel sepolcro. Un momento che troverà il suo naturale proseguimento il 9 aprile ad Alife, con lo spettacolo “Il sepolcro è vuoto”, dedicato alla resurrezione e raccontato attraverso lo sguardo della Maddalena. Un filo narrativo che unisce i due eventi in un unico percorso spirituale e teatrale. “Il Grido di Cristo” si conferma così non solo come una rappresentazione, ma come un’esperienza condivisa, capace di unire fede, arte e territorio in un’unica, potente voce collettiva. Una serata da non perdere.