10 febbraio 2021

Vino che racconta il territorio, la storia e la bellezza di “Porto di Mola”





Galluccio - Vino che racconta il territorio, la storia e la bellezza di un’azienda familiare, gli Esposito e i Capuano che, dal 1988 con dedizione e amore, iniziarono a lavorare queste terre un tempo appartenute al Duca fiorentino ‘Velluti Zati’, che vi aveva fatto impiantare sangiovese, ciliegiolo e merlot. Oggi, troviamo varietà autoctone campane quali: l’Aglianico amaro (localmente diffuso) la Falanghina (biotipo beneventano), Piedirosso, Fiano e Coda di Volpe. Siamo a Galluccio, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, ai confini tra Lazio e Campania, è la terra dove i Romani costruirono un importante porto sul fiume Garigliano di cui restano le vestigia, si trattava di un porto adoperato per trasportare vino ed olio nell’antica Roma, rinvenuto in uno scavo archeologico del 1992Un quartiere artigianale di anfore vinarie, appunto, destinate all’esportazione e alla commercializzazione del vino in tutto il Mediterraneo. ‘Porto di Mola’, prende il nome proprio da questo antico ed importante centro, dove oggi come allora, rivive la tradizione dell’olio e del vino.  Attualmente, la Tenuta è rappresentata da Antimo Esposito, figlio di Peppì (uno dei due fondatori), che ha dedicato tutta la sua vita a questa terra. E, accanto ad Antimo, troviamo sua figlia Anna Chiara in amministrazione e Arturo Erbaggio a cui è affidata la conduzione enologica. Un’azienda, tra le più grandi e soprattutto più belle della Campania, un’oasi di pace con distese immense su cui si ammirano vigneti, oliveti e laghetti che furono costruiti artificialmente dal Cavalier De Sanctis (un industriale del nord titolare di industrie siderurgiche) per irrigare i terreni del Feudo di Galluccio. È una realtà che si estende su quattrocento ettari di terreno che va sempre più ad affermarsi anche sul mercato internazionale esportando i vini in numerosi paesi esteri, tra cui: Francia, Germania, Brasile, Stati Uniti, Giappone, Antigua, Panama. La peculiarità dei vini è data dai caratteristici terreni di origine vulcanica in cui sono prodotti che conferiscono loro una struttura unica e un sapore dalle mille sfumature.   Durante il primo incontro dello ‘smart tasting’ dal titolo ‘Filiera’ promosso dall’Associazione Italiana Sommelier Campania che, nel primo ciclo di eventi del 2021 ha visto protagonista la delegazione di Caserta e i vini di Terra di Lavoro portati direttamente nelle case italiane per una serie di appuntamenti online con i produttori, ha debuttato il Galluccio Rosso Doc Riserva annata 2015 è il ‘Contra del Duca’, uno dei vini rappresentativi  dell’azienda, il cui nome, deriva da un acquedotto che attraversa la tenuta portando l’acqua da Galluccio verso le Terme di Suio in Regione Lazio. È un vino prodotto con Aglianico amaro 100% vinificato in acciaio e affinato in tonneaux per 12 mesi e in botte per altri 12 mesi dal carattere longevo e austero, il profumo ampio, complesso e con aromi intensi. Bella persistenza in bocca, all’assaggio risalta il sapore armonico, con note speziate, tra cui il pepe verde e sentori erbacei.
Si abbina bene con primi piatti con sughi corposi, arrosti, brasati e formaggi semiduri. Gradevolmente secco ed equilibrato, un ottimo Galluccio Doc Riserva.

Pietro Rossi