07 ottobre 2012

MARIALUISA CASELLA, UNA CASERTANA A BETLEMME

Caserta- (Anna Giordano) - I genitori a Caserta, lei in Palestina, a Betlemme, in un territorio difficile, circondato da un muro alto 9 metri. Una giovane donna determinata e coraggiosa. Il suo nome è  Marialuisa Casella. La sua scelta di vita   si chiama VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, e ne è orgogliosa. ”Il VIS, spiega,  è un’organizzazione non governativa laica ispirata ai principi cristiani ed al carisma di don Bosco, che affianca l’impegno sociale dei Salesiani nel mondo”. Il suo nuovo mondo la Palestina, dove il suo lavoro si incrocia con quello dei Salesiani. Anche questo un dato interessante, se si pensa quanto sia radicata la presenza dei Salesiani a Caserta a partire da don Eugenio Fizzotti, anch’egli casertano doc, studioso e docente di fama internazionale. Laureatasi presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, Marialuisa Casella ha frequentato il Master in Cooperazione allo Sviluppo dello IUSS di Pavia, al termine del quale è previsto uno stage formativo presso un’organizzazione non governativa o internazionale. “Io ho scelto Betlemme, spiega, perché volevo scoprire una nuova parte del mondo. Avevo già vissuto un’esperienza in Africa, durante la quale ho studiato anche il Kiswahili, quindi ho pensato di cogliere questa opportunità per sperimentare una nuova cultura”. Ed è partita per Betlemme, dove il  VIS si articola in una serie di attività: la Scuola tecnica e il Centro di Formazione professionale, il Museo Internazionale della Natività che ospita 200 presepi di tutto il mondo e che è collegato al Centro Artistico Salesiano, primo centro di artigianato in Palestina nel campo dell’artigianato artistico con corsi di legno d’ulivo, ceramica e madreperla, un panificio che distribuisce pane a tutti i poveri. “Il mio stage, così si racconta, è legato all’istituzione dell’Ufficio Formazione - Lavoro all’interno della Scuola Tecnica, il cui obiettivo è quello di promuovere l’occupazione degli ex studenti trovando loro offerte di lavoro o stage nelle imprese locali”. E conclude: ” Finora è stata un’esperienza incredibile, per le persone incontrate nel contesto lavorativo e non e anche per tutto quello che sto imparando dal punto di vista professionale e umano”. Cultura e anche coraggio. Due doti che ha scelto di spendere in un territorio ad alto rischio. Ed è per tale ragione che attività come quelle di  Marialuisa Casella  e del VIS sono tanto importanti.   Caserta, che per il 2019 si candida capitale europea  della Cultura, con questa giovane donna  conquista sicuramente una postazione forse unica rispetto alle altre città in competizione. Di fronte ad una vita che si spende con tanta generosità e competenza, è impossibile rimanere impassibili e non manifestare in qualche modo il proprio sostegno. Basterebbe poco, ma per lei sarebbe molto. Solo un piccolo gesto di adesione.  “Come?”, le è stato chiesto. “Occorre poco, ha risposto decisa. Basterebbe che le agenzie di viaggio, religiose e laiche, pubblicizzassero e incentivassero una visita al Museo per i pellegrini che partono da Caserta o che si organizzasse da voi una vendita di oggetti realizzati dai ragazzi del Centro Artistico”. Una proposta possibile da realizzare, soprattutto ora che si avvicina il Natale.