03 settembre 2012

ESCURSIONE GUIDATA PRESSO IL SITO PALEOLITICO DELLE COSIDDETTE ‘CIAMPATE DEL DIAVOLO’ CO ‘LE ORME’

Con la visita guidata di questo pomeriggio, presso il sito paleolitico che prende il nome delle ormai famosissime “Ciampate del Diavlolo”, sono riprese le attività didattico-divulgastivo-culturali curate dalla’Associazione “Le Orme”, Tora e  Piccilli,che è presieduta dalla dinamicissima Simona Fragasso. Alle ore 16.00, un gruppetto di appassionati di storie e paleontologia umana ed alcuni turisti, più o meno interessati allo spirito dell’iniziativa, si sono radunati nella della cornice di piazzetta Foresta(è quella che si trova nei pressi della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo) e, di lì, ottimamente supportai da brave e comptenti guide turistiche targate “Le Orme”, sono partiti alla volta della notissima area archeologica locale. “E’ stata un’esperienza davvero molto emozionante, ci ha detto uno dei partecipanti. Ferma la bravura delle guide che ci hanno assistito durante il percorso stabilito, ha continuato l’escursionista nostro interlocutore, la consapevolezza che stavamo camminando su un terreno il cui suolo era stato calpestato da nostri antichissimi antenati che avevano lasciato vivide prove del loro passaggio in questi luoghi, ci ha donato emozione su emozione, trasformando l’esperienza da noi vissuta in loco in un evento eccezionale e sicuramente ricordevole.” Secondo lo studioso Paolo Minetto, dell’Università degli Studi di Padova, le impronte toresi appartengono all'Homo Heidelbergensis, ominide che viveva In zona circa 350mila anni fa. Inoltre, la datazione fornita dallo stesso luminare padovano, indica le “ciampate” in questione come le più antiche mai trovate del genere Homo e questo è un record positivo per un cento dell’alto casertano che si è sempre distinto per la grandezza e l’unicità del   complesso di testimonianze storico-artistico di grande presa sia sul turista che sullo studioso che anche sul semplice viandante. Il Professor Miletto dice anche che le 56 impronte da lui esaminate appartengono ad un gruppo di tre individui che, 350.000 anni or sono, scesero lungo il fianco della montagna formato da fanghiglia calda. Nei punti in cui si scivolava, gli uomini si sono aiutati anche con le mani, lasciando pure  alcune impronte degli arti superiori. Probabilmente un vento secco ha asciugato velocemente il terreno, così da conservare nel tempo quelle preziose testimonianze. Non c’è che dire, parliamo di un luogo che trasuda storia e cultura da ogni petra, anzi  da ogni “ciampata”

Daniele Palazzo