17 novembre 2011

IL CONSIGLIRE MASSI REPLICA AL DIRETTIVO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Augusto Massi
PIEDIMONTE MATESE.  All'indomani del Comunicato Stampa del  Circolo Rifondazione Comunista di Piedimonte Matese, con cui si prendeva le distanze dal Consigliere Comunale Augusto Massi, è arrivata la replica. Non mi meraviglia, ha ribadito Augusto Massi, che le persone che si propongono di resuscitare il Prc comincino la loro esperienza politica disconoscendo il sottoscritto quale loro rappresentante istituzionale, poiché è evidente che questo sia l’unico modo per farsi notare dopo due anni di silenzio e poiché dimostrano ancora una volta di non capire che la politica è altra cosa rispetto al fare chiacchere da bar o scrivere proclami rivoluzionari su facebook. Se negli ultimi due anni non ho rinnovato la tessera di partito, forse si capisce che da tempo non sposo con convinzione le sue tesi, a livello nazionale e locale: un partito che non ha la forza di stare in parlamento e distrutto da continue ed inutili guerre intestine personali, che ha tralasciato l’importanza dei problemi del Paese. A livello locale il circolo, sulla scia degli eventi nazionali, regionali e provinciali, ha perso via via convinzione, restando senza sede, annullando le oramai consolidate feste di liberazione e, soprattutto, dimenticando il confronto politico nelle assemblee interne: negli ultimi due anni (e non dal 2008 come erroneamente riportato nel comunicato: vedasi verbali di direttivo) la segreteria politica del circolo, che aveva tutto il potere e la libertà di disconoscermi quando ancora vivevo a Piedimonte e seguendo le regole del partito attraverso i suoi organi di garanzia, ha convocato 4-5 riunioni in tutto, di cui 2-3 prima delle elezioni provinciali per chiedermi il di candidarmi nonostante io non volessi. Con l’esperienza elettorale delle provinciali, continua Massi, il circolo ha dimostrato tutto il suo malessere:  dopo aver raccolto a Piedimonte più di 400 voti e più del 6% a fronte dell’1,5% provinciale di Rifondazione, e dopo aver condotto una campagna elettorale da solo, ho deciso di lasciare ad altri il compito di rianimare il partito, cosa che purtroppo non è mai avvenuta. Da qui la decisione di lasciare la giunta comunale e alcune deleghe. Dopo tutto questo tempo, e dopo che il sottoscritto si è dovuto trasferire per motivi di lavoro, un gruppo di persone ha deciso di rifare le tessere con Rifondazione (compreso il nuovo segretario) in vista del Congresso di partito e delle elezioni amministrative della prossima primavera. In qualità di rappresentante istituzionale non stato convocato da nessuno e ho saputo dello svolgimento del congresso dalla stampa: ho prodotto un documento che ho inviato ai vecchi compagni e in cui non ho mai chiesto un incontro come qualcuno scrive. Poi è seguito il comunicato di due giorni fa,  in merito al quale vorrei ribadire che, fino a quando il circolo è stato in vita e compatibilmente con la mia attività lavorativa, ho partecipato alle attività e ho contribuito al raggiungimento di importanti risultati amministrativi, tra cui, per citarne alcuni, il voto contro la privatizzazione del servizio idrico, l’approvazione dei GAP, il testamento biologico, l’innovazione del lavoro socialmente utile del Contrasto alla Povertà, l’autocostruzione popolare, l’introduzione del servizio civile, l’informagiovani, i Teatri della Legalità. E voglio ricordare, conclude Augusto Massi,  che ho espletato il mio servizio amministrativo a costo zero, rinunciando come i colleghi di amministrazione a qualsiasi indennità di carica, e che lavoro lontano da Piedimonte perché non ho cercato scorciatoie politiche. Per il resto, io ci ho sempre messo la faccia, non mi interessa rappresentare queste persone e mi basta poter passeggiare tra i piedimontesi potendo guardare negli occhi ognuno di loro. 

 Pietro Rossi