23 ottobre 2011

I DIRIGENTI CONI PROPONGONO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO PER SALVARE IL PRESIDIO SPORTIVO SUL TERRITORIO



Michele De Simone
CASERTA. I dirigenti dei Comitati Provinciali del Coni per le regioni del Sud si sono ritrovati a Bari per dibattere i temi scaturiti dal progetto, presentato nei giorni scorsi dal presidente centrale Petrucci e approvato dal Consiglio Nazionale, relativo all'ipotesi di ristrutturazione organizzativa del Coni e delle Federazioni Sportive, che prevede tagli e ridimensionamenti a livello logistico e finanziario. All'assemblea di Bari, svoltasi in contemporanea con quelle delle aree del Centro e del Nord, ha preso parte anche il presidente del Comitato Provinciale Coni di Caserta Michele De Simone.
“Nonostante vi sia, in noi tutti, la forte consapevolezza del particolare e difficile momento che vive il paese a livello economico finanziario - dichiara il massimo dirigente sportivo di Terra di Lavoro al rientro dal summit in Puglia - e della necessità che il sistema sportivo faccia la sua parte in termini di risparmio di risorse, dalle riunioni delle aree Sud, Centro e Nord, emerge con fermezza la richiesta di un ripensamento in ordine all’ipotesi di una drastica cancellazione dei Comitati Provinciali Coni”. “Tale notizia ha sorpreso e stupito tutte le comunità sportive locali - prosegue De Simone -, creando un forte stato di tensione dal momento che l’ipotesi di soppressione è stata appresa unicamente dalla stampa, senza alcuna preventiva valutazione o confronto all’interno del mondo sportivo e degli organi preposti". “Siamo convinti che le crisi si affrontano - conviene il presidente Coni Caserta - e possono trovare soluzione solo se si hanno progetti e proposte estremamente chiare su tre tematiche: taglio dei costi e servizi erogati ai cittadini, ricerca nuove risorse, prospettive di sviluppo. Purtroppo le tematiche indicate non trovano una risposta esaustiva nel documento programmatico, posto alla base delle delibere del Consiglio Nazionale". “Siamo fiduciosi - aggiunge De Simone - che da un possibile ed auspicato incontro tra i rappresentanti istituzionali dei Comitati presenti in Consiglio Nazionale con i vertici Coni, si possano trovare idonee soluzioni e condivisione sul futuro dell’organizzazione territoriale, partendo da un dato irrinunciabile: il rispetto assoluto del principio di sussidiarietà stabilito dalla Costituzione Italiana (art.118) e dal Trattato di Lisbona (artt. 5, 12, 69), nonché la riforma federale dello Stato Italiano. Il territorio è, infatti, la dimensione nella quale vivono i cittadini, ed i servizi devono essere erogati nel posto più vicino a loro. I Comitati Provinciali Coni non possono essere assimilati alle Province Amministrative: nel caso in cui venissero abolite queste ultime, infatti, rimarrebbero i Comuni ai quali affidare i compiti delle soppresse Province, mentre nella riforma appresa dalla stampa, a fronte della soppressione dei Comitati Provinciali Coni non ci sarebbe nessun altro presidio pubblico per lo sport nel territorio”. “Siamo convinti - conclude De Simone - che ci siano ampi margini per rivedere scelte così drastiche e così poco efficaci in termini economici, tenuto conto che i Comitati Provinciali del Coni e delle Federazioni sono animati da migliaia di volontari, ed i loro organi, Presidenti, Giunte e Consigli non hanno mai percepito alcuno stipendio o indennità diversamente da altri organi". Le idee e le proposte raccolte nelle riunioni delle Aree (Nord, Centro e Sud) confluiranno in un unico documento redatto con il contributo di esperti del sistema sportivo, finanziario, comunicativo ed organizzativo che, grazie alla rete relazionale della dirigenza territoriale, offrono gratuitamente il loro contributo. I principi operativi inseriti nel documento nazionale saranno oggetto di confronto e dibattito in occasione della Conferenza di tutti i Presidenti, convocata per il 4 novembre a Roma.

Salvatore Candalino